Utente 950XXX
Salve, ho 55 anni, il 23 ottobre 2008 presso l'ospedale S. Raffaele di Milano il prof. Pappone ha eseguito: "Ablazione transcatetere mediante radiofreguenza di circuito di tachicardia da rientro nodale tipo slow-fast mediante approccio su via lenta". Dopo circa 15 giorni, a seguito stress da lavoro, ho avvertito una tachicardia 160 bpm della durata di pochi minuti. Ho eseguito vari ECG tutti nella norma. Ho eseguito Eco Colr Doppler cardiaco: "Non alterazioni a carico degli apparati valvolari - Normali i dam sisto diastolici delle cavità cardiache e lo spessore di parete. Normale la cinesi globale e distrettuale del muscolo cardiaco". Le tachicardie, sempre di durata di pochi minuti, con max 170 bpm si presentano sempre a seguito di situazioni da stress, per questo motivo ho eseguito HOLTER 24 ore: "Aritmia sinusale a fc media 61 bpm (126-39)- Sporadici bev (80) e besv (8) - Non alterazioni significative del tratto-st". il 29/12/2008 ho eseguito la prescritta visita di controllo con un medico dell'equipe del prof. Pappone dove si evidenzia: "ECG ritmo sinusale a f.c. 74 b/pm, ECG nella norma. - Obiettività cardiaca: Azione cardiaca ritmica, toni puri, pause libere - P.A. 130/70 - Terapia consigliata Peptzol 40 e provisacor 5". Tutto ciò premesso è normale che durante il giorno ho diversi episodi di extrasistolia e tachicardie, nonostante l'ablazione? Preciso che ho un ernia iatale da scivolamento, gastrite antrale, duodenite e, molte volte, la tachicardia mi viene scatenata dal "rutto" o quando mi chino. Devo di nuovo fare l'ablazione? La prego di rispondermi. gentilmento porgo distinti saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, il trattamento elettrofisiologico endocavitario subito, ha permesso l'eliminazione di una forma di aritmia "anatomicamente" ben specifica che non si correla invece alle crisi di tachicardia da lei descritte. Purtroppo lei soffre di patologie a carico del tratto gastroenterico che possono determinare per via riflessa una esaltazione dell'attività cardiaca con conseguente transitorio aumento della frequenza cardiaca. Trattasi però di un fenomeno riflesso e non di una aritmia di origine cardiaca, tant'è vero che lei non pratica alcuna terapia farmacologica antiaritmica. Allo stato lei non neccesita di alcun studio elettrofisiologico, ma solo del periodico monitoraggio con Holter ECG e visita cardiologica, utile sarebbe comunque anche una valutazione dell'attività ormonale tiroidea.
Cordialmente,
[#2] dopo  
Utente 950XXX

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Egregio Dr. Martino, in primis la ringrazio per la velocità della risposta ed inoltre la informo di avere eseguito, in data 19/12/2008, le analisi della tiroide: FT3 3,74 pg/ml; FT4 9,76 pg/ml; TSH 1,14 mcU/ml. Svolgo un lavoro molto stressante(sono il dirigente dell'Ufficio Tecnico del mio Comune), inoltre sono un soggetto molto ansioso ed a volte la tachicardia "scatta" non appena in ufficio si presenta una situazione "stressante". Le extrasistiole mi "fanno compagnia" da oltre 35 anni. Comunque lei mi ha un pò tranquilizzato (non sopporto l'idea di un altra ablazione).
Distinti saluti.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Purtroppo il tipo di attività lavorativa e il suo modello caratteriale di certo rappresentano importanti fattori di mantenimento dello stato extrasistolico! Allo stato, comunque, vista la lunga convivenza con le stesse (35 anni!), non le resta che monitorare periodicamente la sua situazione con gli stessi esami strumentali.
Saluti
[#4] dopo  
Utente 950XXX

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perchè subito dopo un episodio di tachicardia ho bisogno di urinare più volte? Grazie
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Cio' e' dovuto al regolare ripristino di flusso sanguigno a livello urinario, che determina quasi sempre l'insorgenza di mingere.
[#6] dopo  
Utente 950XXX

Iscritto dal 2009
egregio dott. Martino perchè gli episodi di tachicardia da me descritti (massimo 160/170 bpm della durata mx di qualche minuto)non mi vengono mai durante il sonno.
Ha volte ho notato che gli episodi vengono scatenati da qualche extrasistole, sempre di giorno. La ringrazio.
[#7] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Ciò spesso dipende dal fatto che di notte prevale un tono nervoso vagale che di per sè è in grado di determinare l'abbassamento della frequenza cardiaca e quindi le crisi tachicardiche, che di riflesso invece sono più frequenti la mattina allorquando è prevalente il tono nervoso adrenergico.
Saluti