Utente 782XXX
Salve, scrivo per cercare un consulto a favore della mia ragazza, di nome Alessandra.
Alessandra è una ragazza di 26 anni, alta 172cm, robusta costituzione (leggermente sopra il peso-forma).
Previa la presentazione del problema sono da premettere particolari antefatti.
Alessandra ha scoperto circa 3 anni fa di avere una Trombocitemia Essenziale che le ha portato (come conseguenza) diversi punti di trombo ai

seni cerebrali con conseguente danneggiamento del nervo ottico e quindi perdita parziale della vista (papilloedema ad entrambi gli occhi - ora

risolto).
Ora dopo centinaia di analisi, parecchi ricoveri in più centri di eccellente livello, la situazione è totalmente sotto controllo sia dal punto di vista

Ematologico, sia dal punto di vista Neurologico (i valori ematici sono frequentemente monitorati). L'ultima AngioRM dimostra che attualmente le

vie interessate sono libere per l'80% e il sangue si è ricanalizzato.
Le medicine che lei assume sono:
- Coumadin (1 pastiglia al di - quantità specifica data dal centro di controllo)
- Interferone Alfa (3 dosi alla settimana)
- 1 Gastroprotettore (da associare al Coumadin)

Il problema che Vi pongo è il seguente:
Occasionalmente succede che Alessandra accusa difficoltà nella digestione (come blocchi) e tali problemi vengono "annunciati" da alcuni

sintomi molto particolari:
- Abbassamento dell'udito;
- Insorgenza di "puntini neri" nella vista (che aumentano con l'aumentare della gravità del blocco)
- Parestesie progressive (generalmente inizia dalle mani per poi verso il braccio, avambraccio, naso, labbra, lingua - ma tutto questo avviene in

modo esclusivo su uno dei due emisferi del corpo);
- In casi gravi, momenti in cui trema e ha parestesie che le impediscono di coordinare correttamente l'uso delle labbra e della lingua (difficoltà di

parlare e di deglutire la saliva).

La soluzione è stata spesso quella di portarla al pronto soccorso dove le hanno somministrato del Plasil.
Non abbiamo trovato un filo conduttore di questi avvenimenti (ad es. è indipendente dal tipo di alimenti - magari con lo stesso alimento una volta

succede e l'altra no) e accade sia in momenti di stress che in momenti di non stress.
Ha anche fatto un test per l'intolleranza alimentare ma non è stato rilevato nulla di "altamente" intollerante (leggera intolleranza al lattosio).

La domanda è: QUALE PUO' ESSERE SECONDO VOI LA CAUSA?
IN CHE MODO PUO' ESSERE COLLEGATA LA SUA SITUAZIONE EMATOLOGICA-
NEUROLOGICA A QUESTO PROBLEMA?
E se occorre fare delle analisi supplementari, quali sono le
strade da percorrere?

Grazie veramente a tutti coloro che si prodigano per una causa altruistica.

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Dr. Stefano Spina
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I problemi di digestione potrebbero essere spiegati in tanti modi, ma a mio avviso e' opportuno prima di tutto sentire cosa ne pensa lo Specialista Neurologo, al quale e' necessario rivolgersi per una visita diretta, riferendo con cura le parestesie, i "puntini neri" e le difficolta' di coordinazione. Soltanto dopo aver escluso altre patologie potra' dedicarsi alla ricerca delle cause "locali" che le causano i suddetti disturbi digestivi.
Cordiali saluti