Utente 134XXX
Salve , allora per farla breve mercoledi sono andato ad un concerto il giorno dopo ho cominciato ad accusare questo strano sintomo:dall' orecchio sx sento le voci doppie, mi spiego la voce la sento benissimo e non avverto cali di udito ma in sotto fondo sento la stesso voce come un "rimbombo" od un "ritorno di cuffia", oggi sono andato dal mio medico curante e mi ha detto che è uno sdoppiamento tonale che guarirà da solo e mi ha detto che non importa un esame dall' otorino.
Premetto che non avverto sintomi di fischi ronzii sibili vertigini etc etc etc.
Volevo sapere le vostre opinioni.
Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Califano
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Conviene senz'altro eseguire, dopo aver efefttuato una otomicroscopia, un esame audiometrico ed impedenzometrico, ricorrendo eventualmente ad esami più sofisticati, quali le emissioni otoacustiche.
[#2] dopo  
Utente 134XXX

Iscritto dal 2006
Grazie dottore per la risposta,la voglio aggiornare sugli sviluppi della situazione.
Ho eseguito l ' esame audioimpedenziometrico, dal referto risulta un "Lievissimo deficit percettivo dall' orecchio Dx( quello in cui sento i sintomi)sulle Frequenze gravi"
-25 db sui 125 Hz
-20 db sui 250 hz
ha detto dell' ORL comunque nulla di rilevante.
L' ORL mi ha prescritto:
-Deltacortene 5 mg 1 compressa al giorno per 5 giorni.
-Prisma 50 mg 2 compresso al giorno per 30 giorni.
L 'esame Con l ' otoscopio non ha rivelato nulla di anomalo.
Premesso che dormo benissmo, che non ho ronzii, non ho fischi non ho vertigini, ma solo un eco sulle voci particolarmente accentuato sulle frequenze alte.
L' 11 maggio ho prenotato l 'esame ARL.
Secondo lei cosa puo essere dovuto questo eco?
[#3] dopo  
Dr. Luigi Califano
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Il danno a livello delel cellule dell'udito (cellule ciliate) si manifesta non solo come alterazione in quantità (la lieve alterazione alle basse frequenze repertata dall'audiogramma) ma anche come alterazione in qualità nel funzionamento delle stesse cellule: ciò è probabilmente alla base dei suoi sintomi.
Continui la cura prescritta dal collega.
Vogio comunque re che in effetti la zona uditiva più frequentemente colpia dal trauma acustico è quella delle alte frequenze, per cui l'alterazione riscontrata potrebbe anche essere preeesistente.
Cordiali saluti
Dottor Luigi Califano