Utente 141XXX
Gentili Medici,
cerco di riassumere la mia situazione. Il mese scorso ho avuto le miei prime esperienze di rapporti sessuali completi dai quali però erano emerse alcune difficoltà (in particolare un certo dolore da parte di lei per via della forma del pene), dopo essermi documentato in internet ho scoperto che la curvatura ventrale del pene non doveva esistere e quindi ho richiesto subito un consulto presso un urologo (un primario, il cui modo di porsi mi è subito piaciuto, lo sottolineo) il quale, dopo la visita, mi ha diagnosticato la presenza di una fimosi ma non troppo serrata per la quale mi ho prescritto una pomata, mi ha chiesto di portare al prossimo appuntamento delle fotografie del pene in erezione per una valutazione e nel frattempo mi ha consigliato di avere rapporti per vedere come andavano le cose. Ora, la fimosi si è risolta dopo le applicazioni del farmaco consigliatomi ed il glande si scopre completamente senza nessun dolore o percezione di costrizione, la curvatura pur essendo presente e valutabile attorno ai 34° non mi sembra impedisca la penetrazione e solo se si adotta la posizione detta “del missionario” dà un minimo dolore alla mia compagna; ci sono comunque tante posizioni che questo non credo costituisca un problema (sono comunque dispostissimo ad accettare l’intervento se il medico lo riterrà necessario, di certo non mi fa paura). Penso di avere una buona erezione che dura nel tempo e sicuramente il desiderio e l’eccitazione non mancano, nell’autoerotismo non si denotano situazioni di difficoltà anzi…, nel rapporto di coppia c’è grande intesa (e spiace vederla frustrata da insuccessi) ed i preliminari sono speciali, tuttavia non sono ancora riuscito nei rapporti avuti (non molti, in verità) a raggiungere l’orgasmo e la conseguente eiaculazione; la sensazione è quella che il glande non sia stimolato a sufficienza, infatti provo piacere ma il glande non percepisce quello “sfregamento” (chiamiamolo così) sufficiente perché si possa giungere all’orgasmo. Tutto ciò trasforma il rapporto in una serie di tentativi e di sforzi faticosi che non portano a nulla. La posizione può influire sul raggiungimento dell’orgasmo e se sì quali lo facilitano? Aggiungo che circa sei anni fa ho avuto una grossa frattura del bacino la quale so può dare problemi di sterilità ed impotenza ma, a suo tempo, erano stati richiesti consulti urologici che avevano dato esito positivo e comunque non credo che il piacere che provo con la masturbazione e ancora di più con il petting sia compatibile con una situazione di impotenza. Certo credo che l’inesperienza ed il fatto che entrambi siamo un po’ in soprappeso giochi la sua parte. Mi fermo qui e vi chiedo se gentilmente verrete dare un vostro parere per aggiungerlo (credo sia lecito sentire più pareri e non segno di sfiducia) a quello del medico a cui mi sono affidato. Grazie sin d’ora.

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[#1] dopo  
Dr. Renzo Benaglia
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Gentile Utente,
per quanto concerne l'incurvamento penieno la correzione chirurgica, normalmente, va riservata a tutti quei casi in cui l'incurvamento è tale da rendere molto difficile la penetrazione o addirittura impossibile per una sintomatologia dolorosa del paziente che della partner. In altri casi la procedura chirurgica può essere effettuata se l'incurvamento crea disagio psicologico al paziente impedendo una normale vita relazionale oltre che sessuale.
Nel suo caso visto che riferisce un incurvamento di 34 gradi, una buona erezione e ben mantenuta e soprattutto, almeno se ho capito bene, non particolari problemi alla penetrazione io personalmente non consiglierei almeno nell'immediato l'intervento chirurgico (visto che, oltretutto, come riferisce, ha avuto non molti rappoorti).
Riguardo alla difficolta a raggiungere l'eiaculazione credo si possa trattare di un "blocco" psicologico; lei in effetti scrive che con la masturbazione non ci sono problemi, ovvero che così riesce senza difficoltà a raggiungere l'orgasmo. Questo confermerebbe l'ipotesi psicogena alla base del suo disturbo.

Io le consiglio comunque di seguire i consigli del Collega Urologo che l'ha in cura, non dimenticando però che la decisione ultima per l'intervento spetta a lei.

Un cordiale saluto
[#2] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
sono contento di apprendere che l'impatto con il Collega Specialista che ha scelto e conosciuto sia stato ottimale. Dovrebbe essere la norma, sappiamo tutti che così in effetti non è.
Direi che seguirne alla lettera i consigli sia a questo punto logico. Certamente è lecito cercare altri pareri specialistici, anche se a mio parere ciò non fa altro che generare confusione. Due medici a confronto non hanno mai la stessa visione diagnostica e/o terapeutica del prblema :o)
Se proprio vuole anche il mio di parere, nel Suo caso non vedo alcuna indicazione chirurgica alla correzione della curvatura peniena. Non si faccia tentare da niente e nessuno, se Lei gira molto vedrà che qualcuno disposto ad operarLa lo trova di certo. Ma invece deleghi ogni decisione in merito al Suo Chirurgo di fiducia.
Il trauma riferito al bacino, come spero sia stato accertato all'epoca, non dovrebbe avere relazione con i problemi che riferisce attualmente. Potrebbero averne un certo grado di obesità di entrambi e la posizione scelta. A tale proposito, non si può indicare una posizione standard dei partners che assicuri il raggiungimento dell'orgasmo durante la penetrazione vaginale, anale o durante la fellatio. Ogni coppia, aggiungerei, ogni uomo ed ogni donna ha la propria preferita o obbligata. Entrano in gioco anche fattori psicologici non indifferenti.
Credo che un buon consulto Andrologico potrebbe di per sè chiarire ogni dubbio o magari consigliare la via Specialistica per farlo.
Affettuosi auguri e cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#3] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

concordo con quanto le dice il collega Benaglia.
Fin quando la sua curvatura le consente adeguati rapporti sessuali non ci sono motivi per prendere provvedimenti.
Il problema della mancata o difficoltosa eiaculazione o raggiungimento dell'orgasmo in seguito a stimolazione "vaginale" è un fenomeno abbastanza frequente in pazienti che hanno una curvatura dell'asta e che, almeno inizialmente, vivono i rapporti sessuali penetrativi con un discreto stato di incertezza- quasi ansia- legato alla conscia o inconscia paura di non poter mantenere una valida erezione nel tempo.
Viva la sua sessualità tranquillamente, accetti pure di dover raggiungere l'orgasmo, magari con una stimolazione manuale a conclusione della penetrazione, in breve tempo tutto, in genere, si normalizza
cari saluti
[#4] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
nella mia precedente risposta sottolineavo la necessità di un controllo Andrologico essenzialmente per il raggiungimento di una buona diagnosi differenziale. Alla luce della Sua storia clinica, capire se la Sua curvatura peniena possa definirsi congenita (chissà magari associata ad ipospadia?) o acquisita è interessante. Quello che mi domando, e che sicuramente si sarà domandato anche il Collega che La sta seguendo clinicamente così bene, è se nel trauma del bacino da Lei riferito nell'anamnesi (6 anni fa), vi sia stato o mneo coinvolgimento dei genitali esterni e del pene in particolare e/o dell'uretra. Non dimentichiamo che la radice del pene, con i due corpi cavernosi, è situata proprio sotto le branche ischio-pubiche e lateralmente ai muscoli ischio-cavernosi. Lei che ricordi ha a tale proposito?
In definitiva, credo che, a meno che non sia stata già eseguita, una indagine ecografica peniena sia in stato di flaccidità che di farmaco-erezione andrebbe programmata. Questa indagine non esclude di battere la strada psicoterapeutica, ma a mio modo di vedere di certo deve precederla ed esserne il presupposto.
Ancora affettuosi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#5] dopo  
Utente 141XXX

Iscritto dal 2006
Gentili Medici,
innanzi tutto grazie per le cortesi, pronte e soddisfacenti risposte; un medico ha sempre mille impegni e la vostra solerzia vi fa onore e per questo vi ringrazio di cuore. Cerco di rispondere alle domande che il Prof. Martino mi pone.
Per quanto riguarda la curvatura del pene: che io non pensassi fosse un problema è una questione, ma che ci sia sempre stata credo sia certo. Se poi la curvatura fosse più o meno accentuata dei 34° individuati questo francamente non lo so dire, in quanto, non percependola come problema, non sono mai stato spinto a valutarla.
Con l’urologo che mi ha in cura non ho ancora, pur avendolo informato, sviscerato il problema del trauma al bacino in quanto nella prima ed unica visita si è parlato per lo più della fimosi poiché, senza documentazioni e senza una visione dell’asta in erezione, ogni valutazione era superflua; anch’egli, come il Dr. Pozza mi ha invitato a vivere in serenità la mia sessualità in quanto cinque o sei tentativi (per lo più vissuti con ansia ed attesa) non era indicativi di alcun elemento patologico e si sarebbe rischiato di andare a cercare quello che forse in ultima analisi non c’era. Quando lo rivedrò nel più immediato futuro di certo porterò con me la documentazione fotografica e la cartella clinica del ricovero perché possa valutare su basi certe il mio pregresso e lo stato attuale delle cose.
Per quanto riguarda i “ricordi” di sei anni fa devo dire che sono indubbiamente offuscati dalla morfina. Comunque, per certo, in un incidente stradale un furgone mi ha investito colpendomi nel fianco a circa 60 Km/h e mi ha procurato -da referto TAC- “frattura scomposta della ala iliaca dx che continua anteriormente raggiungendo il pube e l’acetabolo in quest’ultima sede con sfondamento pluriframmentario; frattura anche della branca ischio-pubica”. Sottoposto ad intervento chirurgico per osteosintesi con placche e viti, nell’immediato postoperatorio è sopraggiunto edema scrotale e per l’adesione tra i testicoli fortemente tumefatti e le gambe si sono verificate grosse piaghe da decubito con necrosi dei tessuti esterni. A questo punto sono stato valutato dall’urologo che ha voluto completare il consulto con un’ecografia all’addome, vie urinarie, testicoli e vescica che ha però escluso l’assenza di lesioni (se poi l’ecografia sia stata estesa anche al pene non lo ricordo, di certo però nessuna erezione è stata indotta farmacologicamente). Ricordo invece che dopo la lunga cateterizzazione l’anello del prepuzio si era decisamente ristretto e subito dopo la rimozione del catetere mi era persino difficile scoprire il glande. È pur vero che avrei potuto anche farlo presente ma quando ti trovi in uno stato di totale prostrazione fisica e psicologica si devono fare scelte di priorità e risolvere i problemi maggiori; in seguito mi sembrava che il tutto forse tornato alla normalità e comunque finché non mi sono dovuto confrontare con la concreta situazione di un rapporto sessuale non ho potuto constatare nella pratica il problema, anche perché nella pubertà (penso sia tipico di tutti i bambini essere visitati in tal senso) il medico di famiglia mi aveva più volte valutato assicurando la normalità della situazione. A tutt’oggi, dopo l’applicazione dell’unguento cortisonico, il problema sembra risolto. Continuando con i postumi della frattura, ricordo che per alcuni giorni avevo avuto urine edematose e anche in tal caso era stata richiesta un’urinocoltura per individuare la causa (la cartella dice: nessuno sviluppo di batteri). Concludendo penso di potere affermare che il mio apparato genitale non è stato direttamente colpito dal trauma, se poi vi siano state complicanze non evidenti sarà da verificare. Non ricordo nemmeno diagnosi di emorragie interne anche se i miei valori ematici erano talmente bassi da impedire trasfusioni autologhe per il postoperatorio (non so se possa esserci un collegamento). La domanda finale è comunque questa: devo provare a vivere serenamente la mia sessualità e darmi tempo (in particolare di fronte all’assenza di problemi nell’autoerotismo e nella penetrazione e alla presenza di erezione valida) oppure devo evitare di fare ulteriori tentativi che posso influire sul piano psicologico e prima accertarmi della presenza di problemi oggettivi e fisiologici? Grazie ancora per i vostri pareri.
[#6] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
le Sue precisazioni sono molto utili. Il dato della TC merita particolare attenzione. Di certo il Collega Specialista ne terrà debito conto. Direi che l'apparato genitale esterno è stato a pieno titolo coinvolto nell'episodio traumatico, seppure senza esiti a distanza, come tutti abbiamo speranza.
Se Lei ne ha un lucido ricordo, è molto probabile che la sua curvatura peniena sia di tipo congenito.
Alla stessa maniera però, credo che l'espressione della Sua sessualità non può che venire ulteriormente gratificata dalla consapevolezza, clinica e strumentale, di una completa integrità anatomofisiologica dell'organo in questione.
Non è mia intenzione prevaricare, sia pure via e-mail, le decisioni del Suo Medico Curante, ed in fondo è lui che decide per tutti. E così è giusto che sia. Se Lei si affida alle scelte dello Specialista che La sta seguendo, non vedo quali ulteriori impedimenti debbano esserci nel vivere serenamente il Suo attuale rapporto affettivo e/o sessuale.
Ancora affettuosi auguri ed un cordiale saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
se posso aggiungere anch'io la mia sintetica opinione a quella degli illustri colleghi, soprattutto all'ultimo quesito ,è fondamentale che lei comunque viva la propria sessualità , con le caratteristiche e i tempi che lei stesso ha accennato, in modo sereno e continuativo. Non c'è nessuna ragione perchè lei blocchi la sua attività sessuale.
Ancora un cordiale saluto.
[#8] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
credo che vivere pienamnete la propria sessualità, in coppia o da single, non debba precludere quello che Lei stesso ha intuito. E cioè la tranquillità che può derivare dalla consapevolezza, clinica e strumentale, di una completa integrità e quindi dell'assenza di eventuali "problemi oggettivi e fisiologici". L'una cosa non esclude l'altra. Cioò non vuol dire bloccare la Sua attività sessuale, ma solo renderla pienamente soddisfacente.
Uno specialista Andrologo sarà felice di aiutarLa in questo compito.
Affettuosi auguri e cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO