Utente 453XXX
Gent.mi dottori,
mio marito di 36 anni, ha un neuroblastoma plurirecidivante, plurimetastatico e chemioresistente. Attulamente ha delle masse addominali la maggiore di cc 4, 5 cm peripancreatica e 2- 3 lesioni al fegato, la più grande di 2,2 cm. In passato(2007) ha avuto una TVP del femore e della poptidea, poi risolta ed è monorene. Al momento sta facendo una chemio con temodal, irinotecan e VP16, quindi aveva sospeso il Coumadin.Una settimana fa presentava un quandro di dolori nella loggia renale sn(non c'è il rene) e febbre. Gli è stato diagnosticato un infarto splenico e trombosi della vena splenica di circa 5 cm di aspetto flottante. Ad oggi la situazione si presenta cosi, febbre intermittente (fino a 38,5°)e dolore sopportabile, la decisione medica è di aspettare e monitorare la situazione,sperando che si stabilizzi, in quanto non ritengono utile di dover intevenire perché in un ipotetitco intervento i rischi superano i benefici.
Chiedo gentilemente ai chirurghi del forum un parere in merito.
Grazie

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Dr. Francesco Nardacchione
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Gentile signora
il quadro clinico che descrive, seppur meritevole di una valutazione diretta prima di ogni pronuncia, appare purtroppo molto grave.
Non posso che concordare quindi con l'atteggiamento attendistico di chi ha in cura suo marito, visto l'alto rischio legato alle condizioni cliniche di partenza, riservando l'intervento chirurgico di splenectomia, per via laparotomica o laparoscopica, ai casi di rischio di rottura o formazione di ascesso.

Cordiali saluti