Utente 121XXX
Buongiorno, da quasi 7 anni lavoro quotidianamente al vdt, con uso regolare di mouse e tastiera. Circa tre mesi fa, cominciando ad avvertire dei piccoli fastidi al lato esterno del polso destro, ho pensato di spostare il mouse a sinistra, così da dare un po' di sollievo alla mano destra. All'inizio di giugno, però, ho cominciato ad avere un po' di fastidi latenti al polso sinistro, sfociati dopo qualche giorno in un vero e proprio dolore all'altezza dello stiloide, ricorrente in una serie di attività che in particolare coinvolgono i movimenti del pollice (es. abbottonare la camicia, allacciare le scarpe, prendere in braccio la bambina, aprire un barattolo in senso antiorario, lavarsi capelli e sotto le ascelle). Poichè in alcuni momenti il dolore era forte e dava la sensazione di un forte accavallamento di tessuti e, qualche volta, di un leggero crepitio sempre attorno allo stiloide, d'accordo con il medico di base ho fatto 10 giorni di antinfiammatorio locale (pomata a base di ketoprofene) e qualche impacco di ghiaccio, oltre ad un bendaggio con fascetta elastica per contenere i movimenti più improvvisi e repentini del polso. Avevo letto anche di di tutori e polsiere, ma visto che il dolore non era insopportabile e sorgeva solo a seguito di determinate situazioni e mani a "mano ferma", non mi è sembrato opportuno scegliermi un ausilio senza la giusta indicazione dello specialista.... A seguito della cura sopra descritta, sia i momenti di dolore che la sua intensità si sono ridotti, tanto che ho ripreso con più elasticità a fare alcuni di quei movimenti citati dopo i quali, però, il fastidio sta tornando ancora crescente. Sempre d'accordo col medico di base, ho fatto un ecografia muscolo-tendinea che ha escluso sia alterazioni alle strutture miotendinee, sia collezioni fluide peritendinee.
E' possibile, come detto dall'ecografista, che l'infiammazione sia così lieve da non risultare apprezzabile per via ecografica? Tra l'altro, giusto un paio di minuti prima di sostenerla avevo registrato un episodio di dolorosa sensazione di accavallamento/crepitio della zona stiloidea..
E in alternativa, quale potrebbero essere le cause del mio fastidio?
Quali altre indagini potrei praticare e, in tal caso, quali sarebbero i differenti scopi diagnostici delle ulteriori indagini praticabili?
Grazie dell'attenzione e cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Vi possono essere diverse cause di dolore al polso, che possono essere a carico, da sole o variamente associate, delle diverse strutture presenti. Non è possibile descriverle in modo soddisfacente e soprattutto utile per Lei. Le consiglio di rivolgersi a un Chirurgo della Mano, che dopo averLa visitata saprà consigliarLe gli accertamenti necessari. A Napoli vi sono numerosi Centri di Chirurgia della Mano di elevata competenza e professionalità (Pellegrini, Cardarelli, Università, ecc).
Ci faccia sapere gli sviluppi.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 121XXX

Iscritto dal 2009
La ringrazio per la rapidità della risposta, seguirò senza dubbio il suo consiglio.

Cordiali saluti
[#3] dopo  
Utente 121XXX

Iscritto dal 2009
Salve,

scrivo solo ora perchè, per vari motivi, mi sono rivolto ad uno specialista solo un paio di settimane. Nel frattempo, la situazione è rimasta pressochè immutata, con un fastidio abbastanza costante ma mai troppo forte. Ad ogni modo, il chirurgo della mano che mi ha visitato mi ha diagnosticato una tendinite di de Quervain che, nel mio caso, potrebbe essere stata causata dal fatto che ho una figlia di 2 anni e mezzo, presa spesso in braccio proprio in questo periodo.
Spiegandomi che per questo tipo di patologia l'unico intervento realmente risolutore è quello chirurgico, lo specialista, dato il dolore non insopportabile e vista l'assenza di impedimenti funzionali seri, mi ha comunque consigliato una terapia di 10 sedute di ionoforesi (con Orudis), ultrasuoni e laser ed un tutore mod. RhizoGib., da portare per 3 settimane. Con chiarezza, mi ha detto che lo scopo della terapia è di vedere se la tendinite regredisce quanto a sintomi perchè l'intervento deve essere comunque l'ultima strada da imboccare e mi ha aggiornato ad un mesetto di distanza.
Quanto alla situazione attuale dopo le 10 sedute di terapie e un paio di settimane di tutore, devo dire che oggettivamente il problema sembra persistere, anche se col tutorino l'articolazione del pollice è molto più bloccata e, quindi, anche la percezione del dolore è di molto ridotta.
In questo senso, forse la scelta più opportuna è quella di "convivere" con i fastidi, almeno fino a quando la situazione non sia tale da compromettere concretamente le principali attività quotidiane?

Cordiali saluti
[#4] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Il m. di De Quervain, se davvero di questo si tratta, si risolve con un breve intervento in anestesia locale che, se ben eseguito, risolve immediatamente il problema.
Per quale motivo allora Lei scrive "forse la scelta più opportuna è quella di "convivere" con i fastidi"?
Legga questo articolo su questo sito http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=44154
Cordiali saluti
[#5] dopo  
Utente 121XXX

Iscritto dal 2009
Grazie per la Sua segnalazione, nel frattempo mi ero documentato e l'articolo l'avevo letto.
Il riferimento alla convivenza con i fastidi era frutto di una mia (e quindi, non professionale) riflessione sulla stretta necessità di sottopormi all'intervento, ma è chiaro che avere dei fastidi non forti e riuscire ad effettuare comunque (pur infastidito) una serie di movimenti non sono buoni motivi per evitare un intervento, se questo intervento è risolutorio.
Per questo, credo che abbraccerò in toto l'orientamento dello specialista che mi ha visitato quando ci rivedremo al termine del percorso terapeutico da lui definito.

RingraziandoLa ancora per il tempo dedicatom, La saluto cordialmente.