Utente 236XXX
Ho 41 anni e ho sempre sofferto di eiaculazione precoce, anche se non a livelli disastrosi, che ho sempre
combattuto con una buona dose di fantasia per soddisfare le mie partner, con buoni risultati, ma che mi
sono costate in termini di ansia da prestazioni e stress. Questo problema in sè, potrebbe essere superabile
se avessi potuto avere erezioni più pronte e più veloci dopo un rapporto, ma purtroppo, anche se eccitato,
in tante occasioni l'erezione non viene. Con l'andar del tempo, adesso, anche la classica erezione mattutina
spontanea non ce l'ho più e i rapporti con mia moglie si sono molto diradati, a causa mia.
Nel 1996 ho fatto la mia prima visita andrologica che non ha riscontrato problemi fisici e, a seguito di questa
mi era stata prescritta una cura di iniezioni nei corpi cavernosi. Qualcosa funzionò, ma la scomodità di questa cosa
me la fece abbandonare subito.
Anche una terapia psicologica non diede nessun risultato, forse anche per mio scetticismo.
Esattamente due anni fa, ho rifatto un'altra visita da un andrologo che mi ha fatto e fatto fare altri esami, tutti
risultati normali, proponendomi di usare per un po' di tempo medicinali (Viagra e Cialis). Il Viagra è stato
un insuccesso, mentre con il Cialis qualche risultato l'ho ottenuto ma con tempi lunghissimi, nel senso che
l'effetto era più tangibile il giorno successivo.....quando a me non serviva più.
Premesso che il mio desiderio sessuale nei confronti di mia moglie non è calato (è una bellissima ragazza) e
che mi piacerebbe avere rapporti tutti i giorni se potessi e, che mi è straordinariamente vicino anche per questo
problema, sto seriamente pensando di operarmi, chiaramente, dopo aver trovato un chirurgo che mi dia fiducia,
ma ho dei dubbi, a cui non trovato risposta in rete, pur avendo letto tutto e un po' di più, che spero possiate chiarirmi:
prima di pensare ad una protesi, varrebbe la pena di tentare con la legatura delle vene per mantenere l'erezione?
Questa soluzione aiuta anche ad accelerare i tempi di erezione fra un rapporto e l'altro? O può addirittura consentire di
mantenere l'erezione dopo l'eiaculazione?
Nel caso delle protesi e vero che il loro inserimento non è reversibile e non si potrà più avere un erezione senza di esse?
Hanno una durata limite o vanno comunque sostituite dopo un certo numero di anni, per qualche motivo?
Grazie per la cortese risposta.

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[#1] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
dalla Sua mail mi sembra di poter dedurre che Lei è stato controllato clinicamente da un Andrologo ben due anni fa. Non Le sembra un pò tanto? Piuttosto che pensare ad interevnti chirurgici quantomeno prematuri (posizionamento di protesi) o del tutto imporbabili ed inutili (legatura delle vene), io credo che opportuni più frequenti contatti con il Suo Andrologo sarebbero il modo migliore per risolvere, di volta in volta, i problemi che si presentano, utilizzando eventuali indagini strumentali e variando e/o diversificando le terapie più idonee.
So che non è questa la risposta che Lei si attende dal Forum. Ma è quella che in coscienza mi sento personalmente di darLe.
Auguri affettuosi sia per la pronta risoluzione del problema e sia per un felicissimo, sereno e prosperoso Nuovo Anno.
Cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#2] dopo  
Utente 236XXX

Iscritto dal 2006
Grazie della risposta Dott. Martino, anche se, come ha anticipato lei, non era quella che mi aspettavo. Proprio in questo periodo, sto organizzandomi per avere un altro consulto con l'andrologo, ma come spero si capisca dalla mia richiesta, il problema è ormai lo stesso da diversi anni e, non credo che un ulteriore, semplice visita possa evidenziare cambiamenti tali per cui si possa effettuare una cura soddisfacente per me. Anche perchè, sinceramente, diventare un "Cialisdipendente", come ha scritto un altro utente, mi intristisce e ammagona non poco. Questa volta cerco una soluzione più definitiva, soddisfacente e che mi permetta di decidere da solo i tempi e i modi della mia attività sessuale senza dipendere da una pastiglia....che fra l'altro fa effetto quando vuole lei. Grazie ancora.
[#3] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
Le auguro di raggiungere il Suo scopo. Solo vorrei prospettare uno scenario diverso: e se l'unica e reale "soluzione più definitiva e soddisfacente" fosse proprio il trattamento farmacologico? In altri termini se non ci fosse alcun altro spazio ragionevole di trattamento per il Suo problema? La chirurgia peniena ha delle precise indicazioni e controindicazioni, limiti, rischi generici e specifici, complicanze e sequele. E poi non condivido il fatto che la terapia che Lei cita "fa effetto quando vuole lei". Se così fosse, chieda maggiori informazioni circa l'impiego del farmaco e gli accorgimenti consigliabili, allargando gli orizzonti terapeutici anche alla sfera psicosessuologica. Insomma vi sono ampi spazi di manovra, ma i trattamenti proponibili quelli sono.
Davevro atanti affettuosi auguri ed ancora un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#4] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto
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sono perfettamente daccordo con il prof Martino