Utente 133XXX
Buonasera dottore
Ho di recente fatto un mammotome per un cluster di microcalcificazioni. Per fortuna il risultato istologico è stato B2 ma ho.solo visto il referto online. Dall'ospedale non m hanno ancora chiamata per cui ho delle domande:
1. Cosa succede se quelle micro si riformeranno nello stesso punto o in zone adiacenti in futuro (peraltro non so quante me ne abbiano davvero tolte)? Non vorrei rischiare un altro mammotome
2. Ho un seno fibrocistico. In ospedale mi son rivolta solo per il mammotome ma qui hanno deciso che devono tipizzare tutti i noduli che ho da anni e che vari medici prima di loro hanno sempre definito benigni. Perché?
Ho paura a sottopormi a controlli regolari. A questo punto non vorrei che mi bucassero ogni volta. Come è possibile che sia improvvisamente diventato tutto sospetto? Ho pure una RM recente che parla di fibroadenomi. Non voglio vivo più. Non ho mai avuto paura del tumore al seno perché non ha fattori di rischio particolari, ma ora ne sono ossessionata e ho quasi voglia di mandarlo tutti a quel paese e non fare quelle biopsie. Sbaglio?

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Che senso ha la sua richiesta prima ancora di avere l'esito della microbiopsia, cioe' se non sappiamo nulla sulla natura di quanto biopsiato
In una mammografia "trasparente" le calcificazioni essendo sostenute da deposito di sali di calcio (fosfati, carbonati, ossalati ecc) sono di facile rilievo soprattutto con la strumentazione moderna.

Esse tuttavia sono talvolta difficili da interpretare (il cosiddetto valore predittivo positivo in alcune casistiche è di appena il 10 %)
e la difficoltà di interpretazione aumenta in rapporto alla evoluzione tecnologica che permette di vederne sempre di più e sempre più piccole.

Sembra quindi più opportuno parlare di calcificazioni, definendole di volta in volta "benigne", "dubbie", “sospette” e di "tipo maligno" .

Le calcificazioni benigne non richiedono neanche controlli e quelle maligne devono essere sottoposte a intervento chirurgico.

Quelle dubbio-sospette vanno meglio definite tramite un approfondimento diagnostico cioè con un esame istologico, che può essere ottenuto con un intervento bioptico a cielo aperto o con uno strumento chiamato Mammotome, che si basa sull'aspirazione meccanica eseguita da un apposito strumento connesso con una agocannula.
http://www.senosalvo.com/approfondimenti/agobiopsia_della_mammella.htm
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com