I disturbi specifici di apprendimento (learning disabilities) sono un gruppo di disordini che si manifestano con importanti difficoltà nell’acquisizione e uso delle seguenti abilità:

  • comprensione del linguaggio orale
  • espressione linguistica
  • lettura
  • scrittura
  • ragionamento o matematica.

Questi disordini possono essere presenti lungo l’intero arco di vita ma si manifestano maggiormente nell’età infantile.

Le statistiche indicano una incidenza del 3-5% della popolazione in età d’obbligo scolastico. Possono essere associati al disturbo di apprendimento problemi relativi al comportamento, alla percezione e interazione sociale, ma non costituiscono, disturbi specifici di apprendimento.

Benché possano verificarsi in concomitanza con altre condizioni di handicap, danno sensoriale, ritardo mentale, disturbo emotivo, o con influenze esterne come le differenze culturali, insegnamento insufficiente, i disturbi specifici di apprendimento non sono il risultato di queste condizioni.

Sono, pertanto, da escludere dalla diagnosi tutti quei bambini le cui difficoltà scolastiche sono da ricondurre ad altri motivi come minorazioni cognitive o sensoriali, problematiche psicologiche e relazionali.

La distinzione tra disturbi dell’apprendimento e difficoltà scolastiche ha una importanza notevole, in quanto se è probabile che un bimbo con disturbi dell’apprendimento possa avere difficoltà a scuola non è necessariamente vero che un bambino con difficoltà scolastiche abbia sicuramente un disturbo dell’apprendimento.

Il quoziente intellettivo di soggetti affetti da tale disturbo è nella norma e ciò è presupposto per la diagnosi.

Dislessia

La dislessia è sicuramente il più noto, e spesso il termine viene usato per denominare tutti i disturbi dell’apprendimento.

L’utilizzo del termine “disturbo specifico dell’apprendimento” si riferisce a difficoltà di lettura (dislessia), di scrittura (disgrafia e disortografia) e di calcolo (discalculia).

Tali disturbi possono presentarsi spesso insieme. È importante distinguere inoltre fra disturbi dell’apprendimento e difficoltà ad essi correlate, che non rientrano in tale categoria.

I disturbi dell’apprendimento possono essere spesso accompagnati da sintomi minori che non sempre si manifestano a scuola; tali sintomi possono essere incertezze linguistiche, spaziali, temporali, motorie ma anche la difficoltà ad imparare a leggere l’orologio, o ad allacciarsi le scarpe, o evidenti difficoltà in sport che richiedono un’elevata coordinazione.

Possono, inoltre, non ricordare parole che appartengono a certe categorie oppure in sequenza, i mesi dell’anno o i nomi delle città, contare all’indietro, o nello stimare le distanze tra due luoghi.

Nessuno di questi sintomi può essere, di per sé, interpretato come un disturbo dell’apprendimento.

Al disturbo dell’apprendimento si aggiungono difficoltà relazionali legate al rapporto con l’ambiente.
Tali difficoltà riguardano la scarsa autostima, la frustrazione e la rabbia che spesso sfociano in situazioni di evitamento delle prove da sostenere o in aggressività. Non è, inoltre, possibile generalizzare su tale condizione in quanto ogni individuo reagisce in modo diverso anche rispetto all’ambiente con cui è a contatto.

Trattamento

I dati di ricerca prevedono come intervento di trattamento quello dell’abilitazione.

L’obiettivo dell’intervento è quello di aiutare il bambino a ridurre gli effetti del disturbo e può essere collocato in tutto l’arco dello sviluppo.

E' utile l’utilizzo della lettura ‘ad alta voce’ per un periodo limitato di tempo e con una finalità specifica e breve, mentre deve essere poi favorita la lettura silente come stimolo alla comprensione del testo.