Un studio svedese, recentemente pubblicato e condotto dal Karolinska Institute, ha messo in evidenzia come gli uomini abbiamo più probabilità, almeno in Svezia, di ottenere precise informazioni circa il rischio di rimanere infertili dopo un trattamento per un problema oncologico rispetto alle loro coetanee.

Spermatozoi Ovocita
Spermatozoi Ovocita

Il lavoro, pubblicato online sul Journal of Clinical Oncology, è interessante ed è il primo del suo genere, forse non solo in Svezia.

Bisogna ricordare che in quel paese ogni anno viene diagnosticato un cancro in circa 3.000 donne e uomini di età inferiore a 45 anni e molte di queste persone vengono trattate con strategie terapeutiche antitumorali che possono compromettere la loro futura fertilità.

Sappiamo oggi che per preservare la fertilità in questi pazienti, prima di iniziare il trattamento, è possibile crioconservare spermatozoi, ovociti e, in questi ultimi anni, anche tessuto ovarico.

Le persone che hanno partecipato a questo studio sono 484 pazienti sopravvissuti, dopo chemioterapia, ad un cancro diagnosticato tra il 2003 ed il 2007.

In questo gruppo, non molto esteso a dire il vero, la maggior parte degli uomini (80%) era stata ben informata sulle possibilità di preservare la loro fertilità, ed il liquido seminale era stato crioconservato nel 54% dei maschi, prima del trattamento antitumorale, mentre solo il 48% delle donne aveva ricevuto informazioni corrette e precise sulla possibilità di ”conservare” la loro potenziale fertilità.

Sarebbe interessante avere anche dati italiani su questi temi ma penso che il quadro potrebbe forse essere leggermente più drammatico.

 

Fonte:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22585695?dopt=AbstractPlus

Altre informazioni:

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