Circa un anno fa appariva su alcuni quotidiani un messaggio pubblicitario volto a promuovere le attività di un’associazione specializzata in problemi di “malasanità”, attraverso l’offerta di sostegno medico-legale alle donne danneggiate da interventi di mastoplastica additiva. Il messaggio pubblicitario appariva ambiguo ed ingannevole poiché mostrava una donna che indossava una cintura esplosiva all’altezza del reggiseno, accostando ad essa frasi chemettevano in guardia le donne stesse, perché portatrici di “bombe”  e di “protesi cancerogene”.

Stanchi di assistere a continue insinuazioni ed in particolar modo a quelle di basso livello come questa,  L’ACPIC (Associazione dei Chirurghi Plastici dell’Italia Centrale)  insieme ad AICPE (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) avevano deciso di presentare all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato l’apertura di una formale indagine volta a verificare l’ingannevolezza del messaggio pubblicitario, adottando con idonei provvedimenti le misure atte ad impedire il perpetuarsi del danno che deriva agli utenti.http://www.acpic.it/mai-piu-pubblicita-ingannevole/

 Esito

l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiesto ed ottenuto da parte dell’associazione in questione l’immediata rimozione dell’informativa pubblicitaria, ritenendola ingannevole e lesiva per i pazienti e per i chirurghi plastici. Accogliamo questa notizia con grande soddisfazione  nella speranza che la sempre maggior offerta pubblicitaria in campo sanitario  avvenga sempre nel pieno rispetto della dignità del paziente e del medico.

Claudio Bernardi

Segretario ACPIC

Proboviro AICPE