Recenti studi hanno dimostrato che quasi il 40% della popolazione che si sottopone ad interventi di chirurgia plastica utilizza degli integratori.

L’attenzione verso la salute, il benessere e l’estetica porta le pazienti ad un consulto da un chirurgo plastico ma anche ad assumere integratori alimentari di tipo naturale che dovrebbero mantenerci sempre giovani.

Molto spesso poi, al cospetto del medico, non vengono citati in quanto possono sembrare poco importanti.

Ma siamo sicuri che sia una buona idea?

Un recente lavoro scientifico dice di no.

Infatti alcune erbe sono potenti e possono interferire con la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e il sistema immunitario; possono aumentare gli effetti sedativi dell’anestesia e alterare la coagulazione. Alcune hanno un potere anticoagulante cosi spiccato che vengono proprio utilizzate a quello scopo.

Anche alcuni derivati animali come l’olio di pesce possono avere quelle caratteristiche.

L’American Society of Anesthesiologists raccomanda di interrompere ogni integratore 2-3 settimane prima della chirurgia.

Diventa quindi estremamente importante per il chirurgo plastico, nell’anamnesi iniziale, capire se la paziente utilizzi abitualmente integratori alimentari e sensibilizzare ad un loro uso consapevole.

Andando nello specifico:

- L’echinacea: stimola il sistema immunitario e può essere epatotossica se combinata ad altre erbe che inibiscono gli enzimi microsomiali.

- L’efedra: i suoi derivati sono agenti simpaticomimetici, può indurre ipertensione, cardiomiopatia, aritmia, tachicardia. Dal punto di vista chirurgico, potenzia gli effetti degli anestetici generali.

- L’erba amarella e l’aglio possono aumentare il rischio di sanguinamento per le loro proprietà antiaggregazione piastrinica, cosi come il ginger e il gingko.

- Il ginseng può causare ipertensione e portare ad instabilità emodinamica quando assunto nel periodo dell’intervento. Non va assunto con anticoagulanti o inibitori della monoamino ossidasi per il rischio di potenziamento dell’effetto.

- La kava può aumentae l’effetto dei barbiturici e delle benzodiazepine e causare eccessiva sedazione.

- L’ipperico (erba di San Giovanni) induce l’enzima epatico citocromo P450 e può interagire con numerosi farmaci.

- La valeriana potenzia gli effetti dell’anestesia short term

Tutti questi esempi ovviamente non vogliono demonizzare l’utilizzo di integratori ma sottolineare il fatto che, per il chirurgo plastico, è cambiato il modo di indagare le pazienti nel preoperatorio aggiungendo un’attenta anamnesi su quanto la paziente assume quotidianamente, non solo farmaci e consigliando di sospendere ogni integratore 2-3 settimane prima dell’intervento chirurgico.

 

Fonte: S.J. Zwiebel, M. Lee, B. Alleyne, B. Guyuron - The incidence of vitamin, mineral, herbal and other supplement use in facial cosmetic - Plastic Reconstructive Surgery July 2013 Vol 132, N1: 78-82