L'Eritroplasia di Queyrat, rappresenta una lesione neoplastica iniziale (un carcinoma squamocellulare in situ delle superfici mucose o di transizione) a carico del glande e/o del foglietto prepuziale interno.

La patologia è clinicamente caratterizzata da una macchia rossastra laccata o lievemente erosiva che aumenta di dimensioni nel tempo in senso centrifugo.

Abbiamo qui già parlato di questa malattia tumorale dei genitali:

http://www.medicitalia.it/blog/dermatologia-e-venereologia/2697-macchia-rossa-persistente-glande-ed-eritroplasia-queyrat.html

Vorremmo in questa news, porre un accento sulle tipologie di trattamento possibili ad oggi, le quali a nostro avviso dovrebbero prevedere non solo la chirurgia demolitiva, come arma di successo ed in casi selezionati.

Molto spesso difatti, l'Eritroplasia di Queyrat, rappresenta una lesione istologicamente molto simile ad un morbo di Bowen o carcinoma spinocellulare superficiale; Queste ultime lesioni sono solitamente asportate in toto, mediante chirurgia dermatologica, sebbene rappresentino delle condizioni tumorali "iniziali" ovvero confinate alle assisi superficiali della pelle; 

Nel caso di specie però la lesione tumorale aggredisce spesso gran parte del glande nell'uomo e in caso di approcci solamente chirurgici, la demolizione di buona parte dell'organo genitali diverrebbe non evitabile.

Pertanto appare utile valutare caso per caso, quali siano le alternative terapeutiche associabili alla chirurgia demolitiva:

In questo recentissimo lavoro, si cita un caso di successo con dermochirurgia conservativa e laseterapia ablativa a CO2.

In questo modo e grazie alla combinazione fra le due metodiche si è potuto procedere alla diangosi di precisione e all'eliminazione in toto della lesione tumorale.

Sicuramente una validissima terapia, nei casi selezionati per ovviare a pratiche chirurgiche demolitive, fra l'altro non sempre risolutive e/o sovente eccessive rispetto al tipo di lesioe iniziale. 

 

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