La diverticolosi, ovvero presenza di diverticoli al colon è una condizione diffusa nei paesi occidentali, riguarda il 50% dei cinquantenni, il 60% dei sessantenni e quasi il 70% degli ultrasettantenni.

Le complicanze della diverticolosi determinano 280.000 ricoveri ospedalieri ogni anno negli Stati Uniti, 2000 decessi ed un costo sanitario elevatissimo. E’ tipico nella gestione di questi pazienti eseguire una colonscopia, porre la diagnosi, comunicarla al paziente e sentirsi chiedere ‘cosa devo fare?’

Curiosamente, un’analisi della letteratura dimostra che gran parte di ciò che viene abitualmente detto e consigliato non ha un fondamento per essere ritenuto corretto.

 

Mito numero 1

La diverticolosi spesso determina la diverticolite. FALSO

La diverticolite è l’infiammazione acuta del tratto di intestino interessato dalla presenza di diverticoli e si presenta con dolore addominale e febbre.

Mentre alcuni dati in letteratura riferiscono che il 10-25% dei pazienti affetti da diverticoli avranno almeno un episodio di diverticolite nel corso della vita, un recente studio epidemiologico retrospettico condotto negli Stati Uniti ha dimostrato che in realtà questo numero è il 4.3% ed addirittura, se i criteri diagnostici per confermare la diverticolite sono severi (diagnosi posta mediante esecuzione di tac o all’ intervento chirurgico) tale percentuale scende addirittura all’1% ad 11 anni dalla diagnosi.

Il numero è quindi molto più basso di quanto abitualmente detto e il passaggio diverticolosi-diverticolite è molto meno comune di quanto ritenuto.

 

Mito numero 2

La stipsi aumenta il rischi di diverticolosi. FALSO

Si consiglia abituialmente ai pazienti con diverticoli di evitare la stipsi in genere assumendo una dieta ad alto residuo.

In realtà i dati di uno studio eseguito per determinare l’ effetto del calcio sulla prevenzione dei polipi intestinali ha dimostrato il contrario: il rischio di diverticolosi è apparso ridotto nei pazienti che avevano meno di un’evacuazione giornaliera e ridotto del 25% nei pazienti con feci dure rispetto ai pazienti con alvo regolare.

Nessuna associazione è stata trovata tra assunzione di fibre alimentari e diverticoli. Non esiste evidenza quindi per consigliare una dieta ad alto residuo in pazienti con diverticoli al fine di correggere la stipsi. Le fibre restano ovviamente efficaci per combattere la stipsi ma questo è ininfluente sulla storia naturale dei diverticoli.

 

Mito numero 3

La diverticolite non può essere prevista o prevenuta. FALSO

In realtà uno studio dimostra come livelli bassi di vitamina D possono essere considerati un fattore predittivo per la comparsa di diverticolite in pazienti con diverticoli. 

La vitamina D infatti svolge un ruolo importante nel mantenimento dell’equilibri intestinale, della integrità della mucosa e come mediatore dell’ infiammazione intestinale.

E’ comprensibile quindi che un basso livello di vitamina d possa associarsi a diverticolite. Controllare i livelli di vitamina de consigliare un’ assunzione orale, in assenza di controindicazioni, può essere indicato ed utile.

 

Mito numero 4

La recidiva di diverticolite è inevitabile e non puo’ essere prevenuta. FALSO

In realtà uno studio recente ha confrontato pazienti ai quali è stato somministrato placebo, mesalazina, lattobacilli o mesalazina e lattobacilli evidenziando una recidiva entro un anno nel 46% del gruppo placebo, nel 14% del secondo e terzo gruppo e in nessun paziente al quale sono stati somministrati entrambi.

Altri studi avevano evidenziato un ruolo protettivo della mesalazina ma questi nuovi dati suggeriscono un vantaggio associando un probiotico. L’assunzione di fans, farmaci antinfiammatori non steroidei è associata inoltre a un aumento del rischio di recidiva e andrebbe quindi evitata.

 

 

In conclusione quindi:

  1. l’incidenza di diverticolite conseguente a diverticolosi è molto più bassa di quanto creduto
  2. la stipsi non è associata alla diverticolosi
  3. bassi livelli di vitamina D possono prevedere una recidiva di diverticolite
  4. probiotici e mesalazina possono prevenire una recidiva di diverticoli

 

 

Fonte: Debunking myths about diverticular disease, David Johnson, Medscape 7 april 2014