Dal Policlinico "Umberto I" di Roma, Centro delle malattie a trasmissione sessuale, ci giunge un particolare segnale di allarme per una recrudescenza della infezione luetica (o sfilitica) rilevata clinicamente e con dati di laboratorio in soggetti femminili che immigrano dall' Europa dell' Est.

Nell'ultimo decennio si è registrato un aumento pari al 70%, rispetto agli anni precedenti (Salvatore Pala).

Su 3000 pazienti visitate annualmente presso il Centro, un terzo è affetto da sifilide.

Questo dato deve allertare noi ginecologi , che dobbiamo riprendere in considerazione questa infezione, che si presenta ,dopo un periodo di incubazione di circa 10-90 giorni , con una piccola papula rotondeggiante di colorito roseo,che ingrandisce lentamente ,trasformandosi in nodulo e raggiungendo mediamente le dimensioni di 1 cm di diametro.Contemporaneamente la superficie si abrade e il nodulo presenta un'area centrale ulcerata; la lesione è tipicamente indolente, tanto da poter passare innavertita.

Nella donna il sifiloma passa per lo più innosservato salvo quando si localizza a livello dei genitali esterni: grandi e piccole labbra , clitoride, commessura posteriore e forchetta vulvare.