Un recentissimo studio svolto dai ricercatori australiani Harry Man Xiong Lai e Thiagarajan Sitharthan(1) ha riguardato la possibile sussistenza di un nesso tra i Disturbi da Uso di Cannabis e alcuni Disturbi Mentali.

La ricerca ha riguardato tutti i ricoveri avvenuti in tutti gli ospedali del New South Wales (Australia) nel periodo 01/07/2006- 30/06/2007, con esclusione dei rientri verificatisi entro 28 giorni dal ricovero precedente; si tratta di circa 1.800.000 ricoveri in totale.

I risultati hanno confermato inequivocabilmente l'ipotesi avanzata:

  • il 53,8% dei pazienti che ha fatto uso abituale di cannabis presenta almeno un disturbo mentale;
  • la più alta percentuale di comorbidità (uso di cannabis associato a Disturbi Mentali) riguarda i pazienti di sesso femminile (39,6%) e quelli di età compresa tra i 30 e i 49 anni;
  • i Disturbi maggiormente riscontrati sono: il Disturbo d'Ansia (3,4%), il Disturbo Bipolare (5,7%), il Disturbo Depressivo Maggiore (10,9%), i Disturbi di Personalità (9,2%), la Schizofrenia (15%), e il Disturbo Acuto da Stress (8,7%).

 

Penso che questi dati dovrebbero far riflettere coloro che ancora oggi sostengono che la cannabis non è nociva; questa ricerca è invece un'ulteriore conferma di come gli effetti della cannabis siano stati a lungo sottovalutati, nonostante siano emerse chiare controindicazioni sul suo utilizzo già da varie ricerche svolte nei decenni passati.

Tra queste si possono ricordare:

a) la ricerca pubblicata dagli australiani Prof. Wayne Hall PhD e Prof. Louisa Degenhardt PhD(2) nel 2009, che già evidenziava per i consumatori di cannabis la possibilità di sviluppare una sindrome di dipendenza, di correre maggiori rischi di incidenti stradali, di danni al sistema respiratorio, e di effetti nocivi sullo sviluppo delle capacità psichiche e sociali nei consumatori adolescenti;

b) la ricerca pubblicata dagli svedesi Sven Andréasson, Ann Engström, Peter Allebeck e Ulf Rydberg(3) nel 1987, che indicava la cannabis come fattore indipendente di rischio per l'insorgenza della schizofrenia;

c) la ricerca pubblicata dai britannici A.M.G. Campbell, M. Evans, J.L.G. Thomson e M.J. Williams(4) nel 1971, che dimostrava l'avvenuta atrofia cerebrale in 10 pazienti maschi di età media 22 anni, che avevano fatto uso consistente di cannabis per un periodo compreso tra 3 e 11 anni; in particolare, tramite encefalografia vennero riscontrate notevoli differenze di alcune parti del cervello dei pazienti (ovvero il ventricolo laterale e il terzo ventricolo), rispetto a 13 pazienti sani della loro stessa età.

 

La nocività della cannabis non è quindi una novità, eppure ancora oggi continua ad essere sottovalutata da molti consumatori, sia a causa del fatto che non è stato dimostrato lo sviluppo di dipendenza a livello fisico come avviene per altre sostanze, sia per il fatto che il suo principio attivo, il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), viene utilizzato in Medicina a scopo terapeutico.

Di conseguenza, sono sorte e si sono diffuse informazioni sui presunti benefici derivanti dall'uso della cannabis, che nella realtà dei fatti risultano totalmente infondate.

E' bene chiarire che la dipendenza da cannabis viene comunque a svilupparsi sul piano psicologico, portando il consumatore a ricercare sistematicamente le sensazioni prodotte dall'assunzione della sostanza; nella migliore delle ipotesi, i danni da cannabis sono gli stessi causati dal fumo di sigaretta.

Inoltre, è ben precisare che l'impiego del THC a scopo terapeutico avviene secondo modalità ben precise, con scopi ben precisi e sotto stretto controllo medico, quindi in condizioni totalmente diverse da quelle della "rollata" tra amici.

Perciò, dato che ora vi sono maggiori e più chiare evidenze dei seri danni che può provocare la cannabis, credo proprio che sia il caso che gli "affezionati" ci riflettano sopra e decidano che cosa ne vogliono fare della propria salute.

I Servizi per le Tossicodipendenze non mancano, ma nel caso della cannabis forse basterebbe un po' di buona volontà per levarsi un vizio che in futuro potrebbe rivelarsi assai scomodo.

 

 

Fonti:

(1) Lai, Harry Man Xiong, and Sitharthan, Thiagarajan (2012). Exploration of the Comorbidity of Cannabis Use Disorders and Mental Health Disorders among Inpatients Presenting to All Hospitals in New South Wales, Australia. American Journal of Drug & Alcohol Abuse, Vol. 38 Issue 6, p567-574, 8p.

(2) Prof Wayne Hall PhD, and Prof Louisa Degenhardt PhD (2009). Adverse health effects of non-medical cannabis use. The Lancet, Volume 374, Issue 9698, Pages 1383 - 1391.

(3) Sven Andréasson, Ann Engström, Peter Allebeck, Ulf Rydberg (1987). Cannabis and Schizophrenia. A Longitudinal Study of Swedish Conscripts. The Lancet, Vol. 330, No. 8574 pp 1483-1486.

(4) A.M.G. Campbell, M. Evans, J.L.G. Thomson, M.J. Williams (1971). Cerebral Atrophy in Young Cannabis Smokers. The Lancet, Vol. 298 No. 7736 p 1219.