Anticamente i generi erano tre: oltre al maschio ed alla femmina, c’era l’androgino. A quel tempo l’androgino era un’unità e partecipava di entrambi, il maschio e la femmina.”

DAL SIMPOSIO DI PLATONE

 

Ci sono voluti un paio d’anni dal ricorso, ma alla fine i giudici della Corte Suprema indiana hanno sancito il diritto di ogni essere umano a scegliere il proprio genere sessuale, svincolandosi dalla dicotomia maschio/femmina.

Questo è un primo passo decisivo di riconoscimento a livello legale e burocratico, che dovrà -non senza difficoltà- tradursi in riconoscimento sociale superando pregiudizi e stigmatizzazioni:

Il mese scorso anche in Australia l’Alta Corte si era espressa favorevolmente in tal senso, concedendo ad una persona di registrarsi all’anagrafe dichiarandosi di “sesso non specifico”:

 

E nella vecchia Europa?

Il governo tedesco, primo nel nostro continente, ha varato una legge secondo cui, dal novembre dello scorso anno (2013), in Germania i generi maschile e femminile vengono affiancati da una nuova possibilità di scelta, ossia il genere indeterminato o intersessuale:

 

Se ne discute sempre più apertamente quindi e questo, a mio avviso, non può che essere considerato positivo, dal momento che l’ignoranza, come in altri ambiti, può portare a giudizi affrettati o a morbose curiosità, che non sono utili a nessuno, soprattutto non sono utili alle persone intersessuali o ai neogenitori che magari si ritrovano a doversi affacciare improvvisamente su un mondo a loro del tutto sconosciuto.

Anche i mezzi d’informazione spesso non contribuiscono ad avere le idee più chiare, utilizzando in maniera del tutto approssimativa come sinonimi, termini con significati in realtà profondamente diversi (nello specifico, transessualismo, travestitismo, omosessualità, intersessualità sono fenomeni ben distinti tra loro e parimenti inadeguata è l'espressione "terzo sesso" degli articoli citati).

Fino a non molto tempo fa si utilizzava il termine ermafroditi, rifacendosi al mito greco di Ermafrodito, il figlio di Ermes ed Afrodite, caratterizzato da sinuosità e busto femminili abbinati alla presenza di genitali maschili, mentre ora si preferisce parlare di persone intersessuali per definire le persone in cui sesso genetico, gonadico e genitale non concordano. Quella dell’intersessualità è una condizione assai delicata e variegata ma con molta probabilità non sufficientemente conosciuta dai non addetti ai lavori, su cui è bene che il dibattito e la riflessione siano aperti, valicando i confini delle comunità mediche e psicologiche.

A titolo esemplificativo, negli ultimi anni in Italia sono aumentati in maniera esponenziale gli interventi chirurgici in bambini di età prescolare, ma la migliore soluzione è davvero quella di una “correzione” col bisturi il più precocemente possibile (vedi repubblica) -anche quando non ci sia un’urgenza medica- riducendo una realtà così complessa dal punto di vista personale (biologico ma anche psicologico) e sociale ad una mera questione di aspetto più o meno “conforme” dei genitali?

L’argomento è indubbiamente articolato ed eterogeneo, ma forse affrontarlo parlando di disturbi” della differenziazione sessuale o di difetti” dello sviluppo sessuale significa partire già da una prospettiva di pre-giudizio.

  

Per approfondimenti: