Sopravvissuti alle festività Natalizie, volgiamo lo sguardo al Capodanno, armati di buoni propositi e riti magici.

Festa simbolica, arricchita ed agghindata da suoni, luci, brindisi e rituali propiziatori.
Tanti i simbolismi, spesso poco noti, ma a quanto pare obbligati ed obbligatori per concludere il vecchio anno ed iniziare, con modalità scaramantiche, l'anno che verrà.

Rituali scaramantici, propiziatori, iniziatici, spesso emulati e tramandati da padre in figlio.

Le lenticchie da mangiare,  anche a costo di un indigesto, allo scoccare della mezzanotte, i famigerati dodici acini d'uva che evocano abbondanza e prosperità, l'intimo colore rosso che evoca passionalità e fertilità, fino ad arrivare al bacio sotto il vischio degli innamorati ed allo buttare gli oggetti vecchi dal balcone.
Senza dimenticare la tradizione inquietante, quanto pericolosa, di sparare al vecchio anno e dare il benvenuto a quello nuovo, all'insegna dei petardi e dei reali colpi di postola, nient'affatto simbolici, ma realmente pericolosi.
Il vischio, per esempio, è una vera meraviglia del creato: fiorisce proprio quando il resto della natura si spoglia, viene considerato infatti un "amuleto" a favore della prosperità e della fertilità -non solo gravidica- oltre che una potente pozione contro la sterilità.

Simbolismi importanti di buon auspicio per l’anno che sta per raggiungerci.

Perché abbiamo bisogno di questi simbolismi?
Perché dobbiamo buttare via qualcosa di vecchio?

Disfarsi di qualcosa di vecchio, significa soprattutto abbandonare i sentimenti/emozioni superflui e dannosi, è un simbolismo estremo, perentorio, lapidario e rapido; la psiche però non ha tempi così immediati e se vogliamo affrontare un cambiamento interno, dobbiamo passare da un lungo lavoro di introspezione e di analisi interiore.

Il vecchio piatto lanciato dal balcone, non solo corre il rischio di ferire un passante ignaro e soprattutto non responsabile del nostro malessere, ma non si trasforma ad esempio, nella fine di un legame tossico o nella promozione lavorativa a cui aneliamo.

Il famigerato primo gennaio sarà portatore di tante promesse, quasi tutte mai mantenute: dalla dieta alimentare alla promessa di stili di vita migliori, dall'immaginarsi meno collerici e concitati nella vita e nei legami alla interruzione o sospensione dei svariati vizi "capitali".

Quanti desideri, ma quante bugie. Quante menzogne - forse bugie bianche -  che siamo in grado di raccontarci in quel momento, tanto atteso e simbolico, che ci accompagna verso l'anno che verrà.
Dal primo gennaio non si fuma, si va a correre la sera, si cammina di più a piedi, ci si arrabbia di meno, si spegne il pc ad un orario decente, si cena lentamente, con la televisione spenta e così via...la "lista dei buoni propostiti" potrebbe non terminare mai.

Sembra che tutto sia possibile per Capodanno, ma in realtà è soltanto un "giorno di grandi bugie e di grandi speranze di cambiamento".
Rituali propiziatori e tappi di champagne, allegria forzata e voluta  - tra botti e petardi, panettoni e lenticchie - sembra che tutto debba cambiare dentro di noi, avvicinandoci alla meta del tanto agognato 2015, passando dall'ansiogeno e mistificato conto alla rovescia.

Auguro a chi mi leggerà un nuovo anno ricco di simbolismi propiziatori, ma di altrettante verità dell'anima.