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FERMI TUTTI! La dieta anticancro si rimangia le regole!

 Oncologia medica - News generale del 23/05/2012 - 181357 visite

Le abitudini alimentari sono responsabili di una percentuale tra il 25 e il 30 per cento dei tumori, eppure nella prevenzione a tavola sbagliamo tutto.

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Il professor Veronesi infatti sostiene che non più del 4% dei tumori è dovuto a ciò che respiriamo (dunque all'inquinamento atmosferico), ma ben il 30% a ciò che mangiamo.

Ci sono molte convinzioni soprattutto tra i frequentatori della rete, prive di alcun fondamento scientifico, che stanno condizionando la dieta delle persone pur di prevenire il cancro.

Anche in questo sito ci sono molte richieste condizionate dalle informazioni, spesso errate, che circolano sulla rete. Anzi quelle false prevalgono su quelle più attendibili.

Lo scopo di questo blog è quello di fare chiarezza attingendo a diverse fonti tra le più autorevoli, tra cui il punto di vista del dottor Khayat, oncologo di fama internazionale, Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori in Francia, Richard Beliveau, titolare della cattedra di Prevenzione e trattamento del Cancro presso l’Università di Medicina di Montreal e Franco Berrino noto epidemiologo dell’Istituto dei tumori di Milano.

Franco Berrino epidemiologo che dirige il Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto dei Tumori di Milano ha promosso lo sviluppo dei registri tumori in Italia. Inoltre ha promosso grandi studi per indagare il rapporto tra stile alimentare, livelli ormonali e successiva incidenza del cancro e sperimentazione sullo stile di vita per prevenire l’incidenza del cancro al seno e delle sue recidive. Ho conosciuto Franco Berrino nella mia quasi decennale frequenza all’Istituto dei Tumori di Milano, ma soprattutto perché ho collaborato con lui con il primo progetto Diana.

 

Alcuni esempi di regole da ridettare:

1) La carne rossa fa male?

Come pensare che la carne rossa possa provocare il cancro?

In ben 25 studi clinici sul tema non si evince una correlazione seria. Secondo alcuni esperti, il consumo di carne rossa aumenterebbe in modo rilevante il rischio di tumore al colon.

Questa affermazione è assolutamente infondata perché non c’è nessuno che abbia avuto il buon senso di analizzare la portata di queste informazioni.

Mescolando i risultati di 7 studi pubblicati tra il 1990 e il 2005, sei dei quali indicavano che non c’è alcun legame statistico serio tra il fatto di consumare carne rossa e il rischio di tumore al colon, e uno, risalente al 1994, che affermava il contrario, alcuni ricercatori sono arrivati alla conclusione che mangiare spesso carne rossa aumenterebbe del 43 per cento il rischio di tumore al colon rispetto a mangiarne raramente.

Inoltre hanno analizzato il rischio in funzione del consumo

Anche in questo caso hanno preso in considerazione tre studi, due dei quali negativi (che affermavano fosse impossibile dimostrare una correlazione tra consumo e cancro al colon) e mescolando questi studi negativi con un terzo positivo (ma solo per quanto riguarda la donna e non l’uomo) sono giunti alla conclusione, tenetevi forte, che mangiare una media di 100 g di carne rossa al giorno aumenterebbe del 29 per cento il nostro rischio di tumore del colon.

Se fosse veramente così avremmo tutti il cancro del colon.

Evidentemente non è così

Questi studi sono stati realizzati in gran parte negli Stati Uniti. Il principale studio ne raggruppava altri 19, nove dei quali americani, uno giapponese, uno australiano e anche 8 europei . Questi ultimi erano però finlandesi, norvegesi, olandesi e svedesi, che come regime alimentare non hanno assolutamente nulla in comune con italiani, francesi e spagnoli e ciò a maggior ragione quando parliamo di regime alimentare americano.

Quando noi e americani parliamo di carne , non parliamo della stessa cosa. Se prendete 100 g di filetto di manzo contengono 150 calorie se la carne proviene da Italia e Francia e 300 se è americana. La nostra bistecca contiene il 28 % di proteine, la stessa americana solo il 16%. E ovviamente il contrario si verifica per i lipidi, cioè i grassi. La nostra bistecca di manzo contiene il 4 % di lipidi (grassi), mentre quella americana il 24,9 %, sei volte tanto.

Ecco in cosa consiste la differenza

In altre parole quando mangiamo la carne non mangiamo lo stesso prodotto da una parte all’altra dell’Atlantico. Questo per quanto riguarda la quantità di lipidi che forse sono i più nocivi.

Per quanto riguarda il consumo, forse ne mangiamo la stessa quantità degli americani? Assolutamente NO!

In media ne mangiamo 50 g ogni giorno, un americano 140 g al giorno Quindi per porzione ne mangiamo un terzo ed è una carne meno calorica e grassa.

Ma non è tutto: ci sono altri fattori che non sono da considerare di secondo piano.

Abbiamo le stesse abitudini in cucina? Assolutamente NO!

Gli americani preferiscono la cottura alla griglia o il barbecue, metodi di cottura che bruciano la superficie della carne provocando la comparsa di idrocarburi policiclici, fortemente cancerogeni. Loro mangiano quasi esclusivamente carne molto cotta con le modalità di cottura descrite, noi introduciamo diverse modalità di cottura oltre alla griglia: mettiamo un pò di olio o di burro sul fondo della padella, che si frappone tra il metallo rovente e la carne, determinando una cottura più dolce, con meno carbonati carcinogeni alla superficie della carne o addirittura mangiamo la carne cruda o semicruda (tartare, carpaccio, tagliata.....).

 

2) La frutta e verdura va mangiata cinque volte al giorno?

La frutta e verdura hanno senz'altro un valore protettivo, ma nello stesso tempo si deve considerare che con questa raccomandazione si finisce per ingerire importanti quantità di pesticidi.

Va da sè l'importanza dell'accurato lavaggio ed in alcuni tipi di frutta (vedi approfondimento) di sbucciarla.

 

3) Il pesce invece della carne?

Sì, ma non salmone, tonno e halibut, che sono contaminati dai carcinogeni mercurio, piombo, arsenico e cadmio. Sgombro, acciuga, sardina, orata, sogliola, gamberi sono invece sicuri.

 

4) Integratori antitumorali e integratori di fitoestrogeni

Contrariamente a quanti, alcuni medici compres, credono che tutti gli integratori abbiano un effetto protettivo rispetto al cancro, questo non è affatto vero, anzi è provato con assoluta certezza che alcuni di questi possono provocare la comparsa di alcuni tumori compresi quelli spesso letali (vedi approfondimento).

Più di una volta le ricerche condotte con diversi integratori sono state sospese perchè con lo studio in corso emergeva l'evidenza che questi li provocavano i tumori piuttosto che prevenirli.

Tra questi lo studio "Beta-Carotene and Retinol Efficacy Trial" condotto negli Stati Uniti negli anni 90.

E sul Beta-carotene anche lo studio ATBC condotto su 30.000 fumatori in Finlandia.

Recentemente negli Stati Uniti è stato interrotto bruscamente uno studio denominato SELECT, condotto su 35.000 uomini con lo scopo di testare l'azione preventiva del selenio e della vitamina E. E' stato necessario interrompere lo studio a causa della incidenza elevata di tumori alla prostata negli individui che avevano ricevuto integratori a base di vitamina E.

Assolto il selenio, condannata la vitamina E, per maggiori info vedi questo articolo.

Integratori di Fitoestrogeni

In sintesi:

1. La diversa incidenza di tumori a base ormonale (seno, prostata) tra Oriente e Occidente potrebbe derivare dal consumo di prodotti a base di soia, soprattutto se questo consumo inizia in età prepuberale.

2. Le sostanze antitumorali presenti nella soia, gli isoflavoni, possiedono una struttura simile a quella degli ormoni sessuali e possono dunque interferire con lo sviluppo dei tumori su base ormonale.

3. La chiave per sfruttare gli effetti antitumorali della soia consiste nel consumare gli alimenti integrali , ovvero ad esempio fagioli al naturale o tostati, in quantità pari a 50 gr. al giorno. Gli integratori a base di isoflavoni non costituiscono una alternativa efficace agli alimenti originali e sono da evitare per diverse ragioni.

Questi prodotti suscitano una certa inquietudine, perché i preparati arricchiti di isoflavoni accelerano lo sviluppo dei tumori al seno nei topi di laboratorio con bassi livelli di estrogeni, come succede alle donne in menopausa. E come se non bastasse un altro studio ha rivelato che la somministrazione di un preparato a base di proteine di soia a donne fra i 38 e i 58 anni provoca l’aumento di molti markers associati al rischio di sviluppare il cancro al seno, come la comparse di cellule iperplastiche e l’aumento di estrogeni nel sangue.

Pillole

Ecco quindi dove sta il problema del “pericolo” dei fitoestrogeni durante la menopausa: oggi molti occidentali consumano quantità enormi di queste sostanze, che sono molto diverse da quelle fornite dalla alimentazione asiatica, dove il consumo varia da un minimo di 40-60 gr di soia al giorno. Tutti gli studi hanno quindi dimostrato che il minimo di efficacia è di 25 mg di isoflavoni al giorno, mentre molti integratori ne contengono anche 100.

Va da sé la raccomandazione che per essere efficaci gli isoflavoni presenti non devono essere inferiori a 25mg (infatti alcuni studi anche di questi giorni concludono con... l’inefficacia, ma perché di isoflavoni ne usano ben pochi: in alcuni studi appena 3 mg/die) mentre oltre 50 mg/die non siamo in grado ancora di prevedere quale possa essere la conseguenza di tali prolungate somministrazioni.

Questi prodotti purtroppo vengono venduti liberamente su Internet e talvolta vengono prescritti o consigliati addirittura da medici e/o farmacisti.

Sarebbe molto interessante fare una indagine sul reale consumo di queste sostanze nella popolazione femminile italiana e propongo un sondaggio su questo sito a scopo conoscitivo  per poi poterci scrivere un articolo con dati oggettivi.

 

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Altri articoli di Dr. Salvo Catania:

Commenti alla news:
1. Dr. Serafino Pietro Marcolongo il 23/05/2012 ha scritto:
Caro Salvo,

quanta verità scientifica, quanta corretta informazione in questo tuo articolo ricco non solo di utili riferimenti, ma anche di esperienze maturate in campo come quella dell'illustre Franco Berrino.
Mi trovi perfettamente d'accordo su tutto quanto scritto!
Liberare gli utenti da falsi pregiudizi, contrastare le innumerevoli falsità che dilagano soprattutto sul web...e finirla una volta per sempre di demonizzare un alimento come la carne è ben descritto nelle sapienti parole del tuo articolo.
I miei complimenti sentiti.

Un cordiale saluto.
2. Dr. Sergio Di Martino il 23/05/2012 ha scritto:
Ottimo!

E' arrivato il momento di fare chiarezza e sfatare inutili e dannosi tabu' nel campo dell'alimentazione.
3. Dr. Armando De Vincentiis il 23/05/2012 ha scritto:
per un super mangiatore di carne come me questo articolo è quasi liberatorio :-)
4. Dr. Salvo Catania il 23/05/2012 ha scritto:
Armando, è liberatorio sul versante oncologico un pò meno su quello cardiovascolare.

http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm
5. Dr. Salvo Catania il 23/05/2012 ha scritto:
Altrochè....se fa la differenza !

http://www.medicitalia.it/salvocatania/news/90/L-attivita-fisica-riduce

La differenza nel ridurre i fattori di rischio anche cardiovascolari tra i sedentari e chi fa attività fisica è ben documentata

6. Dr. Armando De Vincentiis il 23/05/2012 ha scritto:
a proposito dall'altra parte scrissi questo ma senza risposta, ne approfitto e lo riposto :-)

23. Dr. Armando De Vincentiis il 05/04/2012 ha scritto:
Cancro della pelle, la caffeina aiuta a combatterlo

http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/medicina/articolo/lstp/449128
(..)test condotti hanno infatti evidenziato come nei topi sottoposti a esercizio fisico e somministrazione di caffeina si mostrasse un 62 percento in meno di casi di tumore della pelle...

che ne pensate?
7. Dr. Salvo Catania il 23/05/2012 ha scritto:
Premesso che ( e l'abbiamo detto cento volte) è già di per sè una bufala perchè

a)l'80% degli studi sui topi poi non sono replicabili sugli umani quindi già la Stampa, come fanno alcuni colleghi di Medicitalia, riporta una informazione che è probabile risulti una bufala.
b) In ogni caso la conclusione è di scarso valore scientifico perchè scopre l'acqua calda.
>>Infine, la combinazione di caffeina ed esercizio fisico ha permesso ai topi di perdere peso e ridurre l’infiammazione generale>>

Ergo :
a)L'azione antinfiammatoria della caffeina è nota e il persistere dell'infiammazione è il primo movens della cancerogenesi
(ma io uso 1 gr al giorno di curcuma
http://www.senosalvo.com/curcuma.htm
che non provoca ansia come il caffè, è un buon antiossidante, ipocolesterolemizzante e antiagiogenico più potente)

b) Contribuisce a perdere peso ( quindi tutto ciò che fa perdere peso riduce i rischi di cancro e malattie cardiovascolari e non la bufala fuorviante della caffeina)

c) l'azione della attività fisica è sinergica o sufficiente da sola a far perdere peso.

8. Dr. Salvo Catania il 23/05/2012 ha scritto:
Rileggendo ho saltato forse una precisazione.

TUTTO CIO' CHE RIDUCE L'INFIAMMAZIONE riduce i fattori di rischio del cancro. Scrivere caffeina e proporlo come antiangiogenico è una vera bufala perchè fuorviante.Perchè sostanze a più potente azione antiangiogenica ce ne sono tantissime a partire da farmaci, che ovviamente non possono essere proposti, ad alimenti che hanno la stessa azione
L’ipotesi si basa sull’osservazione che queste sostanze riducono i livelli dell’enzima ciclossigenasi-2 (COX-2), responsabile della produzione di molecole che provocano l’infiammazione . L’ASPIRINA e i celebri antinfiammatori Celebrex e Vioxx sono degli inibitori di questo enzima. Sono discussi , hanno effetti collaterali, costano non poco.

Io ci metto nell’insalata un cucchiaino di curcuma ogni giorno e spendo un paio di euro per ogni busta che mi dura mesi e anche il gusto ci guadagna
9. Dr. Salvo Catania il 23/05/2012 ha scritto:
Questo blog potrebbe sembrare a prima vista in netta contrapposizione con quanto sostiene Veronesi

http://www.ciboecibo.it/Sani,-buoni-e-etici/Curiamoci-con-il-cibo/La-dieta-anticancro-del-Prof.-Veronesi/ca_1797.html

In realtà pone l'accento solo su alcuni pregiudizi che circolano diffusamente sulla rete.
10. Dr. Salvo Catania il 23/05/2012 ha scritto:
Ai colleghi che sulla messaggistica privata mi chiedono....sul caffè
rimando all'elenco dei cibi

http://www.senosalvo.com/cibi_anticancro_rischi_alimentari.htm

dove la valutazione sui benefici del caffè è MOLTO BUONA.
11. Utente 237917 il 24/05/2012 ha scritto:
grazie Dottore sarà mia cura divulgare questa Vostra.Buonissima Sanità.
12. Utente 140436 il 24/05/2012 ha scritto:
Complimenti Dottore, come sempre molto preciso e dettagliato!!
13. Utente 187862 il 24/05/2012 ha scritto:
Complimenti Dott. Catania, seguo spesso i suoi consulti e i suoi articoli! La stimo come medico, sia sotto l'aspetto professionale e scientifico, che sotto l'aspetto umano! Sempre preciso, professionale e corretto.
14. Dr.ssa Giselle Ferretti il 24/05/2012 ha scritto:
Io ne ho letti tanti di questi libri, e mi sono convinta che mangiare un pò di tutto, con moderazione, è la miglior cosa...Grazie Salvo, sei sempre precisissimo!
15. Dr. Salvo Catania il 25/05/2012 ha scritto:
Vi ringrazio per i complimenti, mentre altri utenti continuano a scrivere e richiedere delucidazioni soprattutto su informazioni rastrellate sulla rete che hanno amplificato i numerosi dubbi che già avevano prima di consultare lo strumento virtuale.
Ho appena risposto a

http://www.medicitalia.it/consulti/Oncologia-medica/284292/Sono-preoccu

16. Dr. Salvo Catania il 27/05/2012 ha scritto:
A costo di "fare una cosa scorretta" [ma lo scopo è chiaramente integrativo a quanto abbiamo sin qui esposto] non posso fare a meno
di mettere in chiaro il messaggio privato di una psicologa che scrive " Io ne ho letti tanti di questi libri, e mi sono convinta che mangiare un pò di tutto, con moderazione, è la miglior cosa...Grazie Salvo, sei sempre precisissimo!"

Non posso farne a meno e l'avrei scritto in chiaro perchè pone l'accento sull'aspetto principale che regola le norme sull'alimentazione.

E mi trova perfettamente d'accordo ovviamente perchè anche i cibi segnalati in rosso non sono assolutamente vietati in lianea assoluta, ma solo se in quantità eccessiva. Io ad esempio non mi sento affatto in colpa di trasgredire se una volta al mese mangio il salmone alla faccia dei metalli pesanti perchè rispetto la regola della "moderazione" e mi concedo anche la carne grassa, una tantum, e non rinuncio al formaggio rigorosamente grasso, una tantum se in quel momento la gola chiede la sua parte.

Il problema è che chi è educato alla moderazione in genere rispetta anche i criteri dell'alimentazione sana, mentre chi non le rispetta il più delle volte eccede anche nella quantità : le patatine ricche di acrilamide a 4-5 sacchetti per volta dinnanzi a 1-2 litri di birra, partendo magari da una condizione di sovrappeso e con l'immancabile sigaretta in bocca. E se chiedete loro cosa abbiano mangiato nella giornata vi spiegherà che ha iniziato dalla colazione con la continua trasgressione alimentare.

Tutto si può con moderazione, non solo il sanissimo vino, ma persino i superalcolici (se <30 g per pasto).
17. Utente 187862 il 27/05/2012 ha scritto:
Gentilissimo dottore,
la ringrazio per le sue informazioni della quali mi fido sempre ciecamente. Io tendenzialmente privilegio frutta e verdura e grassi insaturi, la carne la concedo una volta a settimana e anche il pesce. Contando che sono uno studente, e pratico poca attività fisica.
18. Dr. Salvo Catania il 27/05/2012 ha scritto:
Mentre leggevo , e ringrazio per il commento del nostro ultimo utente, mi arriva anche una mail di un altro collega che mi offre lo spunto su un altro aspetto altrettanto importante e che guida il mio comportamento quando mi rendo conto che il paziente che mi consulta non ce la fa proprio ad adattare al suo stile di vita il criterio della moderazione alimentare.

Mentre nei ratti è ben documentato, nell’uomo non esistono studi rigorosi che lo confermino ma solo delle evidenze replicabili nella pratica quotidiana, ma pare ormai assodato che il cibo spazzatura soprattutto quello ricco di calorie e zuccheri crei una vera dipendenza del tutto confrontabile a quella da fumo e da droga.

Ora va da sé che sia del tutto inutile raccomandare di astenersi dal vizio un fumatore o un cocainomane, neanche prospettandogli scenari nefasti per la sua salute.
Anzi il rischio pare sia quello di amplificargli la cultura della trasgressione ed ottenere risultati opposti.

Io già dal 2007, quando questi meccanismi non erano stati neanche sospettati, nella mia pratica di tutti i giorni mi comporto con i miei pazienti ad alto rischio di recidive tumorali o di nuovi tumori (ma vale ovviamente anche per la prevenzione nel sano) seguendo questo schema.

Nel senso che PRESCRIVO questo schema ( che io ho definito di RIEDUCAZIONE DEL SENSO DEL GUSTO) :

1) Libertà assoluta alimentare.
ASSOLUTA SENZA RESTRIZIONI DI SORTA

Ma a condizione di aggiungere nel carrello della spesa ANCHE un menù di lunga vita
http://www.senosalvo.com/menu_di_lunga_vita.htm

non considerando quei cibi difficili da introdurre sulla propria tavola (a me ad esempio fa schifo il tofu).
Aggiungere cioè la lista allegata al carrello della spesa abituale di tutta la famiglia. Una volta comprati questi cibi studiati ad uno ad uno, complice la crisi che ci ha maggiormente responsabilizzati, poi si consumano senz’altro. Raccomandando di metterli nel frigo in uno scomparto separato ma il più visibile.
[(E' dimostrato anche che ci sia una correlazione tra la scelta e la visibilità del cibo). Provare per credere]

Ovviamente anche i bambini, anzi a maggior ragione, sono i destinatari di questo ampliamento alimentare.

Provare per credere : è come introdurre gradualmente il metadone per l’eroinomane. Dopo (mai prima) 3-6 mesi, di solito al successivo controllo, i pazienti mi confermano che hanno spontaneamente eliminato alcuni-alimenti spazzatura dai quali erano assolutamente dipendenti ( patatine ecc). Dopo circa un anno si assiste ad una spontanea rieducazione….del gusto.


2) Camminare 30 minuti al giorno.

Se si abita ai piani alti è ancora più facile saltando i "passaggi" in ascensore. Basta elevare in salita la frequenza cardiaca.

http://www.senosalvo.com/camminare_almeno_30_min_giorno.htm

Perché camminare (vedi come camminare) e non incoraggiare altri sport (se vengono praticati ancora meglio), perché al pari dei cibi supercalorici si crea ( in gioco le endorfine) una altra dipendenza, stavolta benefica, che è facile praticare in tutte le condizioni e dappertutto anche in città.
19. Dr. Alessandro Scuotto il 28/05/2012 ha scritto:
Caro Salvo,
ho seguito con interesse lo sviluppo di questo argomento sul tuo blog e mi sembrava superfluo esprimere la concordanza con quanto hai esposto e che via via ha riscontrato apprezzamento da parte degli altri che sono intervenuti.

Tuttavia questa ultima tua integrazione mi sembra una occasione preziosa per un breve commento personale. Mi sembra infatti che il complesso di informazioni che tu definisci "rieducazione del gusto" abbiano un immenso valore e riflettano l'esperienza insostituibile di chi si trova a confronto con la pratica clinica e non è confinato in una indagine di laboratorio o nella formulazione di proposte esclusivamente teoriche e mal applicabili.

I due punti che hai espresso, libertà alimentare e attività fisica, possono infatti essere più facilmente gestiti se integrati nella quotidianità e se le formule per ottenere il necessario equilibrio sono rispettose della diversità individuale e provengono (opportunamente sollecitate) dall'individuo, anziché essere imposte dall'esterno.
Un caro saluto.
20. Dr. Salvo Catania il 28/05/2012 ha scritto:
Alessandro,
che dire !

In poche battute hai magnificamente interpretato quello che io disordinatamente ( ma erano le 3,30 del mattino ^___^)avevo cercato di riassumere sul mio comportamento educazionale in fatto di prevenzione oncologica alimentare.

Grazie di cuore !
21. Dr. Salvo Catania il 29/05/2012 ha scritto:
Inserisco in questa pagina IN TOPIC con il blog un consulto cui ho appena risposto sul SUCCO D'ARANCIA E MELANOMI

http://www.medicitalia.it/consulti/Oncologia-medica/285079/Succo-d-aran
22. Dr. Armando De Vincentiis il 29/05/2012 ha scritto:
ma per succo di arancia si intende anche spremute?
23. Dr. Salvo Catania il 29/05/2012 ha scritto:
Ahi , Ahi.......aveva ragione la nostra psicologa : forse meglio la moderazione che complicarsi la vita ! Ovviamente includiamo anche le spremute che richiedono alcune precauzioni. Sul succo d'arancia abbiamo detto, mentre la moderazione è raccomandata per i fumatori per il succo di carota o succhi che contengono grandi quantità di beta-carotene.
Un discorso a parte per il succo di pompelmo che amplifica l'assorbimento di alcuni farmaci (e la FDA negli Stati Uniti raccomanda che nel bugiardino dei farmaci venga fatta la segnalazione) perchè “Quando c’è una maggiore concentrazione di un farmaco, tendono a presentarsi più eventi avversi.”

Ad esempio, se si beve molto succo di pompelmo durante l’assunzione di determinate statine per abbassare il colesterolo, il rischio è di una overdose di statine, aumentando il rischio di danni al fegato e ripartizione del muscolo che può portare ad insufficienza renale.

Esempi di alcuni tipi di farmaci in grado di interagire con succo di pompelmo sono:
&#9632;alcuni tipi di statine per abbassare il colesterolo, quali Zocor (simvastatin), Lipitor (atorvastatina) e Pravachol (pravastatin)
&#9632;alcuni farmaci che abbassano la pressione sanguigna, ad esempio Nifediac e Afeditab (entrambe nifedipine)
&#9632;alcuni farmaci antirigetto del trapianto di organo, come ad esempio Sandimmune e Neoral (entrambi ciclosporina)
&#9632;alcuni ansiolitci, come BuSpar (buspirone)
&#9632;alcuni farmaci anti-aritmia, come ad esempio Cordarone e Nexterone (entrambe amiodarone)
&#9632;alcuni antistaminici, come Allegra (fexofenadine).
24. Dr. Salvo Catania il 29/05/2012 ha scritto:
Ricopio l'ultima parte incomprensibile

Tipi di farmaci in grado di interagire con succo di pompelmo:

*alcuni tipi di statine per abbassare il colesterolo, quali Zocor (simvastatin), Lipitor (atorvastatina) e Pravachol (pravastatin)

*alcuni farmaci che abbassano la pressione sanguigna, ad esempio Nifediac e Afeditab (entrambe nifedipine)

*alcuni farmaci antirigetto del trapianto di organo, come ad esempio Sandimmune e Neoral (entrambi ciclosporina)

*alcuni ansiolitici, come BuSpar (buspirone)

*alcuni farmaci anti-aritmia, come ad esempio Cordarone e Nexterone (entrambe amiodarone)

*alcuni antistaminici, come Allegra (fexofenadine).
25. Dr.ssa Giselle Ferretti il 30/05/2012 ha scritto:
Nella mia esperienza ci sono tre tipologie di “consumatori di cibo”: i consapevoli, i felicemente ignari, gli integralisti.

Nella prima tipologia rientrano tutti coloro che si informano, sanno quello che mangiano, generalmente si nutrono con un po’ di tutto, con moderazione, ma se capita qualche “trasgressione” se la concedono consapevoli che non moriranno per questo. Hanno capito che è importante volersi bene, fare ciò che è possibile per vivere una vita degna di essere vissuta, il più possibile in armonia con se stessi, con gli altri: hanno raggiunto la consapevolezza che non si può avere il controllo totale della propria vita, che essa è imprevedibile, nel bene (per fortuna), e nel male.

Gli “integralisti” sono quelli convinti che se eviteranno gli alimenti appartenenti alla lista nera, saranno salvi. Generalmente prendono come verità assoluta i risultati di una ricerca su un alimento, solitamente trovata sul web, senza confrontare altre ricerche sul cibo incriminato. E per quel cibo (o categoria di cibi) è la fine, diventa l’origine di tutti i mali. Gli integralisti si dividono in due sottogruppi: un certo tipo di ansiosi che pensano di poter controllare ogni aspetto della propria vita, o meglio, si illudono di poterlo fare, con un dispendio immenso di energia vitale utilizzabile in modo più creativo e piacevole. Poi ci sono quelli che hanno vissuto la malattia, propria o dei propri cari, e insieme al vissuto di rabbia, tristezza, impotenza, disperazione, cercano un capro espiatorio, o un modo per sentirsi più protagonisti della propria vita.

I “felicemente ignari” mangiano solo quello che gli piace, senza limiti e senza problemi. Talvolta la loro alimentazione è equilibrata, talvolta estremamente nociva. Quando sentono parlare di ricerche sugli alimenti, non ne vogliono sapere nulla, anzi le criticano sostenendo che i loro avi sono vissuti benissimo nutrendosi di tutti i cibi “cattivi”. Quando si confrontano con una malattia grave, passano facilmente nel gruppo degli integralisti.

Informarsi in modo completo e corretto è faticoso, ma si tratta di decidere se vivere la propria esistenza consapevolmente e attivamente, o se lasciarsi vivere, sopravvivere.

La vita è complessa, presenta tante sfide, ma offre molte occasioni di gioia, di condivisione. Informarsi sulla giusta alimentazione è fondamentale, ma le fissazioni sugli alimenti anti cancro, o sulla vita super sana, non mettono mai al riparo dall'imprevedibilità della vita...prima si accetta questo, maggiori sono le occasioni di gioire di ciò che offre di bello, il mangiare con gusto, cuore e cervello ne è uno degli aspetti!!
26. Dr. Salvo Catania il 30/05/2012 ha scritto:
Grazie mille per il perfetto quadro degli "stereotipi" che hai fatto.

Io darei percentualmente anche un ordine alle categorie che hai illustrato per la mia esperienza che coincidono con quelle, distribuite per fasce di età, di sovrappeso "felicemente ignari al primo posto e a seguire per fortuna i "consapevoli".

Credo che, almeno nella mia esperienza che sia sovrastimato il numero degli "integralisti", forse a causa delle rumorose campagne salutistiche che promuovono e pertanto dal punto di vista educazionale non sempre vale la pena di porre l'accento su questo "disturbo" promuovendolo a malattia (quanti sono poi effettivamente gli ammalati di ortoressia" ?).
27. Dr.ssa Giselle Ferretti il 31/05/2012 ha scritto:
Caro Salvo mi trovi d'accordo. Più che malati di ortoressia, io incontro persone che scelgono un alimento come capro espiatorio. La vera"questione" è fare i conti con la finitudine della vita umana. Se si accetta serenamente questa faccenda, si riesce a godere della vita in tutta la sua pienezza, si prende l'esistenza con serietà e profondità, e allo stesso tempo ci si concedono momenti di piacevole leggerezza.

Ovviamente sto semplificando un discorso in realtà molto complesso.raggiungere questo tipo di consapevolezza è un percorso che può essere lungo e tortuoso (anche se non per tutti) comunque è un equilibrio in continuo mutamento, sempre dinamico.
28. Dr. Armando De Vincentiis il 31/05/2012 ha scritto:
guardate questa

http://www.sanitanews.it/quotidiano/intarticolo.php?id=6246&sendid=
e questa
http://www.sanitanews.it/quotidiano/intarticolo.php?id=6244&sendid=
29. Dr. Salvo Catania il 31/05/2012 ha scritto:
Abbiamo già scritto che
>>TUTTO CIO' CHE RIDUCE L'INFIAMMAZIONE riduce i fattori di rischio del cancro>> grazie alle geniali intuizioni di Judah Folkman sul ruolo dell'infiammazione che fisiologicamente si risolve spontaneamente (o con l'aiuto delle terapia) e che il primo atto della formazione del tumore è proprio "la persistenza dell'infiammazione".

Su questo principio avevo inserito la curcuma già nel 2007 quando ancora non si conoscevano le azioni preventive dell'aspirina nel mio menù di lunga vita (dove per errore c'è ancora il salmone, ma lo correggerò appena possibile)

http://www.senosalvo.com/menu_di_lunga_vita.htm

facendo riferimento proprio agli studi di Folkman.

Quindi nessuna meraviglia per i link che alleghi.

Mi aspetto che dopo che sono stati descritti i benefici preventivi su diversi tumori (intestino e utero in particolare) e ora sui melanomi, questa proprietà preventiva venga dimostrata sulla maggior parte dei tumori.

Quindi ulteriore conferma per raccomandare per tutta la famglia 1-2 gr./die (=un cucchiaino da caffè) di CURCUMA...... a gogò (^__^)

Diversi pazienti mi chiedono se possono usare il curry a posto della curcuma. E' vero che anche il curry contiene curcumina, e anche la mostarda, ma in concentrazione inferiore. Se è per questo anche la senape contiene curcumina (è quella che dà proprio il colore giallo), ma purtroppo ce n'è una quantità così piccola che occorrerebbero 4 chili di senape al giorno per avere la stessa efficacia. E forse non è il caso ! (^___^)

http://www.senosalvo.com/curcuma.htm

30. Dr. Salvo Catania il 01/06/2012 ha scritto:
Perchè non passi il sospetto di "aggiotaggio" sulla curcuma e per incoraggiare chi, per questioni di gusto, preferisce condire con il curry piuttosto che con la curcuma, occorre dire che anche per il curry esistono ormai studi consolidati sulla sua azione antinfiammatoria e addirittura esiste uno studio che mostra che questa spezie proprio per la presenza di curcumina sia in grado di stimolare il sistema immunitario in chi l'assume regolarmente. Non solo si tratta di uno studio serio ma addirittura si tratta di uno studio multicentrico in team da parte dei ricercatori del Linus Pauling Institute dell’Oregon State University, in collaborazione con l’Università di Copenhagen (Danimarca) e il supporto del National Institutes of Health. Gli autori hanno scoperto che l’assunzione di questa sostanza provoca un aumento di ben tre volte dei livelli di una proteina: il peptide antimicrobico catelicidina (CAMP) che stimola il sistema immunitario quando si presenta un attacco da parte di virus, batteri e altri agenti patogeni.
31. Dr. Salvo Catania il 05/06/2012 ha scritto:
E su alcuni presupposti della dieta anticancro c'è addirittura chi vende "gli integratori di broccoletti""...addirittura in esclusiva
nazionale.

http://www.medicitalia.it/consulti/Senologia/286309/Test-per
32. Dr. Salvo Catania il 08/06/2012 ha scritto:
E alla fine bisogna ammettere (^___^) quanto fosse importante il parere della nostra psicologa Giselle Ferretti (#17)

>>
Io ne ho letti tanti di questi libri, e mi sono convinta che mangiare un pò di tutto, con moderazione, è la miglior cosa.>>>

http://www.medicitalia.it/consulti/Senologia/286185/Soia-e-tumori
33. Dr. Salvo Catania il 17/06/2012 ha scritto:
Per Armando che mi chiede informazioni sulla curcuma.

Quest'uomo noto nel mondo delle maratone si alimenta a base di curry (che contiene curcumina come la curcuma)


http://www.andreaeicorsaridellamaratona.com/DOCUMENTI/ARTICOLI/IMG.pdf

In realtà coore la maratona ancora a 100 anni al grido di
"Stay smiling and keep running" (sorridi e continua a correre).

http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1274

34. Utente 258701 il 30/07/2012 ha scritto:
Interessante, sono "un po" in sovrappeso e purtoppo ho già dato per quanto riguarda il cancro. Cosa ne pensa del parere dell’autorità europea per la sicurezza alimentare sull’additivo E 100 curcumina? Si tratta della stessa sostanza in discussione? Ci sarebbe chi potrebbe essere interessato a venderlo via internet. Cordialità.
35. Dr. Salvo Catania il 04/08/2012 ha scritto:
Mi scuso per il ritardo con il quale rispondo.
Interessantissima la sua obiezione. Numerosissimi sono gli studi sulla genotossicità della curcumina. Le troverà riassunte su

http://www.europass.parma.it/page.asp?IDCategoria=584&IDSezione=147

Come può verificare gli studi di genotossicità più significativi sono tranquillizzanti. Tant'è che viene addirittura utilizzata in oncologia per ridurre la tossicità della chemioterapia.

http://www.senosalvo.com/attualita_intro2011.htm#19

Inoltre c'è una evidenza : viene utilizzata tutti i giorni nella alimentazione di popolazioni a bassissima incidenza di tumori.
36. Dr. Salvo Catania il 05/08/2012 ha scritto:
Mi scusi, ma non avevo replicato alla sua corretta osservazione
>>Ci sarebbe chi potrebbe essere interessato a venderlo via internet. >>

Non credo per via del costo veramente risibile ( 2 euro per dosi familiari che durano mesi : non ci vedo un gran businnes !). Inoltre la curcuma è facilmente (almeno a Milano) reperibile ed in ogni caso in alternativa userei il curry che contiene la curcumina.

37. Utente 140436 il 06/08/2012 ha scritto:
Caro dottore , complimenti per tutto! Davvero persone come lei si meritano solo il meglio.
Difatti, mi sembrava molto strano che, a detta di suoi colleghi e non, che la carne &#279; la conseguenza di cancro.....guardate steve jobs...vegetariano da fin quando era bambino....e molti altri vegetariani morti di cancro.io la penso come lei...un po' di tutto con moderazione!
Una domanda le volevo porle, l'aspartame fa male o no? Io evito....bevendo acqua e avvolte vino e birra...ma questo additivo &#279; nocivo? Grazie mille
38. Utente 140436 il 06/08/2012 ha scritto:
Le ho fatto questa domanda in quanto hanno fatto processi, studi, dibattiti con scienziati, efsa, e con anche il prof cannella che purtroppo &#279; venuto a mancare più di anno fa, ne sconsigliava la somministrazione.
Lei nella sua l'osta mette nessun problema, ha qualche spiegazione in merito?
Grazie
39. Utente 258701 il 06/08/2012 ha scritto:
Grazie dr. Catania per le sue spiegazioni,proverò la curcuma per vedere di aggiungerla al carrello della mia spesa, anche a me il tofu non piace. Per quanto riguarda l'esercizio fisico non credo di poter fare di più del minimo indicato: scale vs ascensore, gambe vs auto, passeggiata vs tv.Per quanto riguarda la vendita via internet dell'additivo colorante E100 (ci sono già sia la curcumina integratore che l'additivo colorante) ero interessata all'argomento linee di demarcazione curcuma spezia/curcumina principio attivo/ integratore alimentare/additivo alimentare/anti-tumorale naturale. Navigando su siti istituzionali ho trovato queste relazioni che mi hanno aiutato.Geraci A, Mondello F, Stringaro A. Workshop. .Sostanze naturali: attività farmacologica, meccanismo d.azione, aspetti applicativi e normativi.. Istituto Superiore di Sanità. Roma, 26 giugno 2008. Atti. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2008.(Rapporti ISTISAN 08/41).
Ma penso sia una deviazione dall'argomento dieta anticancro.
Grazie, cordialità.
40. Dr. Salvo Catania il 07/08/2012 ha scritto:
A me il tofu fa "schifo", altro che non piacermi.

Le mie indicazioni sono molto generiche sul menu da aggiungere a quello che si mangia già, tenendo conto però di fare anche un pò di pulizia nell'elenco dei cibi "spazzatura"

http://www.senosalvo.com/cibi_anticancro_rischi_alimentari.htm
41. Dr. Salvo Catania il 07/08/2012 ha scritto:
Mi scuso ancora con Lei per gli interventi che sono costretto a fare a " dosi omeopatiche" in questi giorni in cui sono lontano da Milano e mi collego poco con Internet.

La ringrazio per il suo contributo >> ero interessata all'argomento linee di demarcazione curcuma spezia/curcumina principio attivo/ integratore alimentare/additivo alimentare/anti-tumorale naturale>>.

Pensavo di avere risposto con il link allegato del mio sito ed in particolare con
>>Per quanto ricerche abbia fatto non ho trovato alcuno studio epidemiologico sul legame potenziale tra consumo di curcuma e sviluppo del cancro. Malgrado tutto ciò nella comunità scientifica si riconosce l’evidenza che la curcuma potrebbe essere responsabile delle enormi differenze tra tasso di alcuni tumori (esempio colon) in India rispetto ai Paesi Occidentali. Questa ipotesi si basa sul fatto che la curcuma è quasi esclusivamente consumata in India e sul numero impressionante di risultati ottenuti in laboratorio sugli effetti antitumorali del componente principale della curcuma, la curcumina.>>

Resta quanto mai valida la riserva da Lei sottolineata sul colorante che ho avuto per molto tempo anche io, ma resta l'evidenza anche che le popolazioni che ne fanno consumo non solo la mangiano la curcuma ma si colorano le vesti (il colore giallo delle vesti di alcune popolazioni deriva da questo colorante) senza incrementi del tasso di incidenza dei tumori cutanei rispetto alle popolazioni che non la consumano.
E molte donne usano vesti gialle colorate dalla curcuma sin da bambine per tutta la vita.

Ripeto che questa riserva non l'ho mai cancellata del tutto dentro di me, nonostante molte prove di genotossicità favorevoli (alcune no), tant'è che io ai miei pazienti ne raccomando dosi non superiori ad 1-2 gr/die. Io ne metto un cucchiaino da caffè nell'insalata, che non influenza tra l'altro significativamente il gusto finale, soprattutto se mescolata al cucchiaino di sesamo tostato (v.osteoporosi)

http://www.medicitalia.it/salvocatania/news/128/Pane-o-formaggio-per-da

Tanti saluti
42. Utente 258701 il 07/08/2012 ha scritto:
Grazie sui consigli d'uso, che inizierò a seguire dopo aver fatto provvista con la prossima spesa settimanale.
Cibi “spazzatura” non hanno MAI fatto parte del mio menù tipo, non mi richiede fatica farne a meno. Informazioni su cibi e bevande, compresa l’acqua in bottiglia, contaminati da pesticidi, metalli pesanti …. in circolazione, le trovo consultando le notifiche del Sistema comunitario di Allerta Rapido per Alimenti e Mangimi Ho già verificato che l’acqua “del Sindaco” della mia zona è “buona”, per sapere la qualità dell’acqua ci si può rivolgere alla ASL o all’Ente erogatore: è loro obbligo soddisfare la richiesta di informazioni.
Saluti!
43. Dr. Salvo Catania il 07/08/2012 ha scritto:
Lei è partita sommessamente con delle domande, ma forse sono io che avrò bisogno della sua "consulenza", visto che ancora il tema delle ACQUE è ancora in allestimento (^___^).
http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm

Poi l'acqua del "sindaco"
stimola la mia curiosità, oltre ad un sorriso, per il suo humor.
Qui c'è sufficiente spazio perchè possa entrare nei dettagli
44. Utente 258701 il 08/08/2012 ha scritto:
Sono una persona naturalmente curiosa ed internet è uno strumento formidabile per ricercare informazioni, se si …….. attingono da fonti attendibili! La definizione di acqua del Sindaco da me usata indica semplicemente che l’acquedotto che serve la mia zona è a gestione pubblica (Comuni -> Sindaci) e quindi non ci sono particolari problemi di trasparenza sulla qualità dell’acqua potabile erogata e sui controlli a cui è sottoposta. Sono state organizzate visite guidate alle centrali di potabilizzazione. Vecchie condotte sono state sostituite. Quando sono in corso lavori sulla rete sono date informazione agli utenti interessati. Certo, quando l’odore di cloro si accentua …..!
45. Dr. Salvo Catania il 09/08/2012 ha scritto:
Non ho parole! Sono contento per Lei e per i suoi concittadini e mi piacerebbe sapere proprio se Lei stia scrivendo dall'Italia oppure
...."dall'isola che non c'è"

http://www.youtube.com/watch?v=hL8JaSH9EP8

Lo sapevo che mi sarebbe stata utile come consulente : se la realtà che descrive esiste veramente, nel mio articolo in allestimento va da sè che le raccomandazioni saranno indirizzate verso l'acqua della rete comunale (del Sindaco mi fa proprio sorridere) piuttosto che per quella imbottigliata, senza considerare i risparmi per le tasche dei cittadini.
46. Dr. Salvo Catania il 09/08/2012 ha scritto:
Dimenticavo : non mi faccia domande sull'acqua perchè mi metterebbe in imbarazzo perchè i dati sono quanto mai controversi e più si fanno ricerche e più aumentano i dubbi. Tra questi ad esempio ci sono dati francesi del 2008(e non ravvedo ragioni per pensare che in Italia la situazione possa essere migliore) secondo i quali in quell'anno 5 milioni di francesi hanno bevuto acqua del rubinetto contenente concentrazioni di pesticidi superiori ai limiti consentiti e quindi non conforme alla legge. E purtroppo i pesticidi non sono i soli prodotti potenzialmente cancerogeni che possiamo trovare nella nostra "buona" acqua del rubinetto, perchè c'è soprattutto ARSENICO.
E' stato dimostrato con CERTEZZA che l'arsenico contenuto nell'acqua sia in grado di incrementare il rischio di cancro al polmone del 300 per cento e non solo del polmone ma anche della vescica e forse (ma qui non certo) della pelle.

Allora conviene bere acqua minerale ? Anche qui la situazione è veramente scofortante. Secondo una ricerca (anche questa francese)
i dati sul livello di arsenico era superiore alla soglia di potabilità (10mg/1 litro) in ben 20 acque minerali in commercio
ed in alcune di queste di ben 50 volte superiore alla soglia di potabilità.

Forse la situazione è migliorata in seguito ? Purtroppo non abbiamo risposte certe ed in attesa di queste resta conveniente fidarsi della sua acqua del sindaco.

Tra l'altro le caraffe filtranti così di moda non garantiscono affatto un filtraggio dei metalli pesanti cancerogeni.

Ma perchè Le è venuta in mente questa infelice digressione sulle acque ? (^______________^)
47. Utente 258701 il 10/08/2012 ha scritto:
Grazie per gli approfondimenti proposti, fortunatamente il mio comune non risulta incluso nell’elenco di quelli per i quali l’Italia nel 2010 ha chiesto di poter applicare la deroga per l’arsenico. Comunque faccio presente che oltre alle “caraffe” ci sono anche i “depuratori” dell’acqua potabile. Anni fa mi chiesero di assistere a una dimostrazione sull’inquinamento dell’acqua dell’acquedotto e mi resi conto di stare assistendo alla famosa truffa dell’elettrolisi (ma noi consumatori possiamo contare sulla vigilanza da parte dell’encomiabile procuratore di Torino dott. GUARINIELLO ). Grazie per questo Suo blog, ho acquisito la consapevolezza su come modificare le mie abitudini per evitare di favorire la “malattia”. Saluti!
48. Dr. Salvo Catania il 11/08/2012 ha scritto:
Sulle truffe dell'elettrolisi mi ha molto impressionato il grado di consapevolezza dei cittadini espresso su molti forum tra cui quello di Beppe Grillo

http://www.meetup.com/beppegrillotrieste/messages/boards/thread/2736890

se ci fossero tanti cittadini come Lei forse il "bene comune" non correrebbe i tanti pericoli che anestetizzano la coscienza comune sui problemi della salute che li riguarda direttamente.
49. Dr. Salvo Catania il 12/08/2012 ha scritto:
Per rispondere all’utente del consulto

http://www.medicitalia.it/consulti/Oncologia-medica/298415/Prevenzione

aggiungo qui una richiesta molto frequente da parte degli utenti

Come lavare frutta e verdure seguendo l’esempio delle nonne (anche se non basta).

1) Seguire l’esempio delle nonne per il lavaggio con acqua e bicarbonato per eliminare i batteri patogeni come l’Escherichia Coli e la Salmonella. Il metodo delle nonne è stato convalidato persino dall’ultimo Congresso dell'American Chemical Society.
2) Meglio evitare l’amuchina o altri disinfettanti che possono provocare la perdita di elementi nutrizionali fondamentali.
3) Non usare saponi o detersivi
4) Il problema principale è rappresentato dal fatto che il sistema delle nonne non è sufficiente a rimuovere del tutto i pesticidi se presenti.
Un sistema efficace ci sarebbe per ridurre la concentrazione di pesticidi : trattare frutta e verdura con isotopi radioattivi, ossia irradiarli esattamente come si fa per sterilizzare i ferri in sala operatoria. Va da sé che questo metodo è difficilmente praticabile dal singolo consumatore.

5) Poiché i pesticidi si concentrano nella buccia, il consiglio pratico sarebbe di sbucciarla, ma anche questo sistema provocherebbe la perdita di buona parte delle sostanze utili che sono proprio concentrate nella buccia.

Ci si deve accontentare allora di alcuni consigli pratici “imperfetti” :

a) Lavarsi le mani accuratamente prima di procedere a lavare frutta e verdura
b) Non lavare gli alimenti destinati ad essere conservati in frigo per non favorire lo sviluppo di microrganismi.
Vanno quindi lavati poco prima del loro utilizzo.

c) Lavaggio : usare getti di acqua corrente tiepida (25°-42°), ad eccezione dei prodotti utilizzati in insalata che dovrebbero essere lavati in acqua fredda per mantenerne la friabilità.
Si può aggiungere il bicarbonato, ma già questo sistema è sufficiente a rimuovere batteri patogeni e buona parte dei pesticidi. Se la superficie dell’alimento è dura e se si vuole mangiare la buccia è consigliabile spazzolarne la superficie (soprattutto patate e carote)
d) Questo trattamento non deve essere prolungato eccessivamente perché la frutta non deve assorbire troppa acqua (perderebbe aroma e consistenza).
e) L'asciugatura può essere fatta con della carta tipo Scottex
50. Utente 258701 il 13/08/2012 ha scritto:
Mi scusi per questo mio intervento ma Lei ha aperto un nuovo argomento dando notizie che fanno traballare convinzioni che pensavo aver ormai decantato (ribadito fino alla nausea: pulisce NON disinfetta). In quale modo il bicarbonato svolge azione battericida? l'azione dell'amuchina mi è nota,con dosaggio/tempo necessità di eliminare i residui del disinfettante. Posso pensare che il bicarnonato molto fine svolge azione di abrasione con asportazione dello sporco-batteri (L'azione è'forse legata alla modifica del pH?). E' troppo chiederLe di descrivere le ricerche ed i risultati dei ricercatori Americani (purtroppo l'inglese proprio non mi entra in testa!) Infinitamente grazie se vorrà dar seguito a questa mia. E a proposito anche oggi su internet ho trovato articoli sulle capacità farmacologiche del bicarbonato con notizie di finanziamenti milionari a ricercatori americani per lo studio di efficacia contro il cancro al seno!Di nuovo Cordiali saluti!
51. Dr. Salvo Catania il 14/08/2012 ha scritto:
Gentile utente,
la ringrazio per il suo contributo, ma mi sembrava evidente che fosse chiaro il mio commento che poneva l'accento sulla importanza del semplice lavaggio che ridimensionava il bicarbonato delle nonne (che include anche l'aceto)

>>Si può aggiungere il bicarbonato, ma già questo sistema [ cioè di lavaggio a getto preferibilmente con un doccino] è sufficiente a rimuovere batteri patogeni e buona parte dei pesticidi. Se la superficie dell’alimento è dura e se si vuole mangiare la buccia è consigliabile spazzolarne la superficie (soprattutto patate e carote) >> E su

<< E a proposito anche oggi su internet ho trovato articoli sulle capacità farmacologiche del bicarbonato con notizie di finanziamenti milionari a ricercatori americani per lo studio di efficacia contro il cancro al seno>> mi chiedo cosa ci possa entrare questo tema con il lavaggio della frutta e verdura e con la prevenzione PRIMARIA alimentare dei tumori, anche se posso ben comprendere le ragioni della sua digressione.
52. Utente 258701 il 16/08/2012 ha scritto:
Grazie, ha ragione! E' che con l'incubo E.Coli l'amuchina è stata usata .... a gogò e magari per essere "certi" dell'efficacia aggiunta in eccesso alle dosi d'impiego. Saluti!
53. Dr. Salvo Catania il 16/08/2012 ha scritto:
Grazie a Lei per il contributo.

Basta dire che con il solo lavaggio non si riescono ad eliminare tutti i batteri (perchè dopo essersi lavate le mani toccando coltello e forchetta....si eliminano tutti i batteri ?)perchè, per chi la vende anche se costa poco, si metta in piedi l'affare del secolo

http://www.amuchina.it/pagine/disinfezione-frutta-verdura.asp

http://www.farmajet.it/prodotti.asp?cat=AMUCHINA&subcat=Amuchina

in relazione al grandissimo consumo di frutta e verdura.
54. Utente 264979 il 24/08/2012 ha scritto:
salve dottore ho mio cugino che ha 13 anni e ha un tumore al pancreas scoperto pochi giorni fa a causa di un dolore all'addome... gli hanno fatto la TAC con il contrasto e gli è uscito questo tumore mi può dare qualche consiglio la prego
55. Dr. Salvo Catania il 24/08/2012 ha scritto:
Dovrebbe con maggiori dettagli posstare la sua richiesta nella sezione CONSULTI (vuoi richiedere un consulto ?) in area ONCOLOGIA.
56. Utente 259360 il 08/09/2012 ha scritto:
Salve, riguardo alla percentuale del 30% sull'alimentazione ed i tumori (anche se ho letto che la percentuale si riferisce al mondo, non all'Italia, quindi lì fanno media alimentazioni peggiori delle nostre) si rientra sempre in quella percentuale avendo un pò di colesterolo e qualche chilo in più, ma comunque seguendo nella maggior parte le regole alimentari?
57. Dr. Salvo Catania il 09/09/2012 ha scritto:
Certamente.
Un "pò di colesterolo" rientra tra i rischi cardiovascolari più che oncologici, mentre "qualche chilo in più" rientra come modesto rischio oncologico indipendente per alcuni tumori (esempio tumori della mammella)
http://www.senosalvo.com/fattore_rischio_reale.htm

In altre parole meglio, come dice lei, >>seguendo nella maggior parte le regole alimentari>> anche se con qualche chilo in più e un pò di colesterolo>> soprattutto se allo stile alimentare corretto si associa una attività fisica anche moderata.

http://www.medicitalia.it/salvocatania/news/90/L-attivita-fisica-riduce

che va bene anche per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Correttissima la sua osservazione che l'Italia non sta peggio di altri Paesi in riferimento allo stile alimentare.

Tanti saluti




58. Dr. Salvo Catania il 12/09/2012 ha scritto:
Vorrei fare chiarezza sull'aspartame (incluso nell'elenco dei cibi)
perchè continuo a ricevere richieste di chiarimenti e ieri un collega mi scriveva sul forum dei medici di questo sito

>>Caro Salvo,
Mi complimento per la tabella alimentare, fatta molto bene, chiara e precisa.
Vorrei chiederti però come mai hai scritto che l'aspartame non dá problemi. Ho letto che é altamente cancerogeno. Mi sbaglio oppure é una tua svista? >>

Riporto anche qui la mia risposta
>>Ti ringrazio per i complimenti e la domanda......da un milione di dollari (^__^)che sottolinea quanto sia carente l'informazione corretta sui media e sulla rete in particolare soprattutto, per quanto riguarda l'aspartame, dopo alcune recenti trasmissioni terroristiche.

Forse sono stato eccessivamente perentorio nello scrivere NESSUN PROBLEMA, ma sono stato costretto a prendere una posizione netta perchè non ci sono prove rilevanti sulla cancerogenecità dell'aspartame, edulcorante composto da due aminoacidi, l'acido aspartico e la fenilalanina.

Inizialmente studiato come farmaco antiulcera cominciò ad essere introdotto nelle merendine come edulcorante e in questo senso potrebbe essere incluso nella categoria del "cibo-spazzatura", al punto da dar luogo a studi e dibattiti durati un ventennio con l'assoluzione, secondo alcuni con formula piena, dell'aspartame, al punto che David Kayat, illustre oncologo responsabile del piano
oncologico francese, conclude con NESSUN PROBLEMA sul versante oncologico. (vedi Le Vrai Regime anticancer, 2011)


59. Utente 258701 il 15/09/2012 ha scritto:
Buonasera,
mi scusi, ancora sul consumo curcuma/curcumina: ho aggiunto al mio carrello della spesa la curcuma, nell'insalata è proprio indicata, ormai senza la trovo miseramente insapore!. Lei consuma la curcuma regolarmente ed è Medico ha quindi valutato la questione rischio aflatossine ev. associabile a questa spezia a favore del maggiore beneficio che ne deriva.Quali considerazioni ha fatto? Non è più sicura la curcumina integratore? La saluto cordialmente.
60. Dr. Salvo Catania il 15/09/2012 ha scritto:
Apprezzo molto questi "ping-pong" con gli utenti che mi forniscono tantissime preziose informazioni che io stesso non conosco.

Se legge tutti i commenti di questo blog altri utenti hanno spaccato il capello in due sulla tossicità della curcuma (^__^).

Se usassisimo lo stesso criterio con TUTTI gli alimenti che ingeriamo ogni giorno, anche se prendessimo in considerazione solo quelli sani saremmo costretti ad alimentarci solo tramite flebo contenenti solo zuccheri, sali, ed altri elementi vitali per la nostra sopravvivenza.
Io mi occupo di prevenzione oncologica, anche alimentare, ma provo scarsa simpatia per l'integralismo alimentare.

Io non ho neanche fatto tutti i ragionamenti ed i passaggi che gli utenti registrano su questa pagina.

In altre parole ho VALUTATO poco per il mio "consumo personale" quanto viene rilevato in questa questione riguardo alle riserve qui riportate che pur sono corrette.

Perchè
a) parliamo comunque di un cucchiaino ,cioè 1-2 gr. di curcuma
b) In assenza di studi rigorosi epidemiologici sul legame potenziale tra consumo di curcuma e sviluppo del cancro, comunque
la comunità scientifica sulla base dell'evidenza riconosce che la curcuma potrebbe essere responsabile a causa delle diverse attività farmacologiche [tra cui attività antitrombotiche, ipocolesterolemizzanti e antiaossidanti (sembra non inferiori alla vit E) e antiangiogenica] delle enormi differenze tra tasso di incidenza di alcuni tumori (esempio colon) in India rispetto ai Paesi Occidentali.
Questa ipotesi si basa sul fatto che la curcuma è quasi esclusivamente consumata in India e inoltre sul numero impressionante di risultati ottenuti in laboratorio sugli effetti antitumorali del componente principale della curcuma, la curcumina.

Questi bassi tassi di incidenza di tumori striderebbero molto se le preoccupazioni manifestate da altri utenti ( tossicità) e da Lei (aflatossine) avessero avuto un riscontro epidemiologico nelle popolazioni studiate.

Nel senso che queste popolazioni avrebbero registrato tassi di incidenza molto più elevati.

Tanti saluti
61. Dr. Salvo Catania il 15/09/2012 ha scritto:
Dimenticavo
>>Non è più sicura la curcumina integratore? >>

Per me il cibo è cibo (=piacere) e non un farmaco.
Quindi mi disturberebbe (a meno di necessità) integrare ciò che invece è disponbilissimo in natura. E poi cè anche una ragione economica. Legga questo consulto tra i più cliccati di questa settimana

http://www.medicitalia.it/consulti/Oncologia-medica/304302/Curcuma-dell
62. Utente 259360 il 19/09/2012 ha scritto:
Riguardo il vino, che si sa che poco al giorno fa bene e previene i tumori, alcuni dicono che anche un bicchiere al giorno fa aumentare il rischio di tumore al seno del 5%, da due bicchieri in su maggiore percentuale. Lei smentisce?
63. Dr. Salvo Catania il 20/09/2012 ha scritto:
Smentisco categoricamente e come per la carne potrei citarle numerosissime prove tratte dalla letteratura e dalle prove di evidenza
Sono convinto che un bicchiere al giorno...fa venire il tumore...a chi non lo beve (^___^) .

Purtroppo il vino è il più "colpevole dell'innocenza" nella storia alimentare ed additato a responsabile di tumori di tutti gli organi ed apparati.

Le faccio alcuni esempi :
i bevitori di vino all'epoca in cui sono stati condotti gli studi si pensava che avessero una incidenza elevata di tumori della bocca.
Invece più recentemente si è scoperto che non ci fosse alcuna correlazione con il consumo di vino , ma che la grande maggioranza di questi tumori fosse correlata alla presenza del papilloma virus, senza contare che molti bevitori sono anche fumatori e quindi al tabagismo sarebbe da imputare una rilevante quota di tumori del cavo orale nei bevitori.

Sono ormai centinaia gli studi a partire dagli anni 90 quando gli studiosi giapponesi dimostrarono che il resveratrolo se USATO CON MODERAZIONE è un antiossidante anticancro.
Ci potremmo scrivere diversi volumi e non mi pare il caso.

Quindi come per l'acqua che beviamo (che contiene arsenico
fin dai tempi antichi e che perciò non dipende dall'inquinamento) lo stesso accade anche per il vino : se dovesse essere cancerogeno fin dal primo bicchiere, come annunciato dall'Institut du Cancer nel 2007 (immediatamente contraddetto dall'Alto Consiglio della salute pubblica Francese) l'uomo non sarebbe sopravvissuto a milioni di anni di storia di acqua e vino e noi stessi già saremmo ammalati di tumore o morti di tumore.

Insieme a tanti dati contrastanti che possono mettere in confusione
in realtà ci confortano le conclusioni del World Cancer Research Fund (allego le raccomandazioni principali)

http://www.senosalvo.com/menu_di_lunga_vita.htm

secondo le quali " si è nell'impossibilità di determinare la soglia
a partire dalla quale l'eccesso di consumo di vino può diventare deleterio ["NO treshold was identified"].

E nello stesso tempo gli esperti spiegano proprio che , PROBABILMENTE , non si può parlare più di moderazione a partire da un consumo quotidiano di 30g/die di etanolo.

Vale a dire
* oltre i 2 bicchieri di vino al giorno da 15 cl
* oltre 2,5 coppe di champagne
* oltre mezzo bicchiere da 15 cl di Wiski
* oltre 4 bicchierini da 20 ml di rhum

Tanti saluti
64. Dr. Salvo Catania il 20/09/2012 ha scritto:
Corrige : ovviamente Wiski sta per Whisky (^___^)
65. Utente 259360 il 20/09/2012 ha scritto:
Ok, molte grazie.
66. Dr. Salvo Catania il 21/09/2012 ha scritto:
Con la messaggistica privata mi è arrivata da un collega una richiesta di qualche dettaglio in più sulla BIRRA.

Mi scuso per l'omissione perchè il problema della birra sta assumendo proporzioni inaspettate soprattutto tra i giovani, che poi sono i maggiori frequentatori della rete.

Vale quanto abbiamo detto con la soglia di 30g/die di etanolo
precisando per semplificare che una lattina di birra contiene alcol pari ad un bicchiere di vino mediamente.

67. Utente 41248 il 01/10/2012 ha scritto:
. Dr.ssa Giselle Ferretti il 30/05/2012 ha scritto:
Nella mia esperienza ci sono tre tipologie di “consumatori di cibo”: i consapevoli, i felicemente ignari, gli integralisti.

Egr. dr. Catania, ho già avuto modo di colloquiare con Lei qualche anno fa per problemi legati al post malattia. All'epoca, reduce da un carcinoma al seno, cominciavano ad assalirmi mille dubbi e paure sulla possibilità di avere delle recidive. Lei si complimentò con me dicendo che avevo brillantemente superato il trauma psicologico della malattia ma l'ansia da paura di ricadute è aumentata progressivamente negli anni successsivi. C'è stato da parte mia una convulsa ricerca del cibo cattivo e buono. Ho letto recinsioni, libri, articoli, post etc. Ho cercato di cambiare la mia alimentazione con molta fatica anche per l'ostruzionismo dei miei familiari. Mi identifico benissimo nella categoria di "integralisti" sottolineata dalla dr.ssa Ferretti. Ho introdotto alimenti che non sapevo nemmeno che esistessero e come potevano essere cucinati. Ho cominciato progressivamente a ridurre il consumo di carne bianca, a eliminare quella rossa, a eliminare gli affettati, i latticini etc etc. Il risultato è stato una diminuzione di peso che in un primo momento mi ha gratificato facendomi perdere quei cuscinetti di grasso antiestetici (non ero comunque in sovrappeso) ma che ora è diventata una ossessione perchè tutti mi dicono che sono troppo magra e che così non va bene. Ho 61 anni. sono alta 1,64 e peso 51,5 Kg. Io penso di mangiare bene e a sufficienza ma ho notato che negli ulitimi due mesi sono passata da 53,5 (peso stabile da 2 anni) a 51,5. Mi sento comunque confusa e ho paura di non sapermi più alimentare. Ciò aggravato dal reflusso gastrico che negli ultimi mesi mi ha portato ad escludere altri alimenti.

Questa è la mia giornata tipo:
Colazione: una tazza di tè e un frullato (noci, mandorle,fiocchi di avena, semi di lino, semi di sesamo, una banana e 1 frutto di stagione).
sPUNTINO: un frutto
Pranzo: un primo....ca 80 gr di pasta possibilmente senza pomodoro per il riflusso.
Verdura....spesso insalata mista oppure verdura saltata in padella.
1 frutto.
Caffè

I frutto o un tè con 2 biscotti senza zucchero per merenda-

Un secondo di pesce, o uova o sformato di verdura o carne bianca con verdure o minestrone di legumi. 1 o 2 frutti.
Tisana prima di andare a letto.
Durante il giorno piccoli bocconcini di frutta secca.

Da circa 20 gg ho cominciato a prendere tutte le mattine a digiuno un cucchiaino di curcuma sciolto in un bicchiere d'acqua tiepida con un cucchiaino di zenzero e un po' di pepe.
Può gentilmente dirmi cosa sto sbagliando? Grazie

68. Dr. Salvo Catania il 01/10/2012 ha scritto:
>>C'è stato da parte mia una convulsa ricerca del cibo cattivo e buono.>>

>>ma che ora è diventata una ossessione >>

E allora alla dr.ssa Dr.ssa Giselle Ferretti, in quanto psicologa, che dobbiamo chiedere un parere. Spero ce lo dia.

Io ho già espresso su questo blog la mia opinione per una netta contrarietà a qualsiasi forma di integralismo alimentare.

Poi non sono un nutrizionista o specialista in Scienza dell'Alimentazione e pertanto non saprei risponderle sull'equilibrio della dieta che ci ha allegato.

In questo blog ho solo elencato gli alimenti più diffusi sulla nostra tavola, le peculiarità anticancro di alcuni, la demonizzazione ingiustificata di altri.

Se qualche collega volesse intervenire esperto in alimentazione lo leggeremo con piacere.

69. Dr. Salvo Catania il 01/10/2012 ha scritto:
Ho richiesto un parere per entrambi gli aspetti che ha sollevato
al collega

http://www.medicitalia.it/serafinopietromarcolongo

e anche alla dr.ssa Giselle Ferretti, che Lei ha chiamato in causa, riguardo a

>>C'è stato da parte mia una convulsa ricerca del cibo cattivo e buono.>>

>>ma che ora è diventata una ossessione >>

Mi fa specie osservare(^__^) quanto sia difficile risolvere il problema del sovrappeso e chi ci riesce poi si dichiara...quasi pentito.
Per una ex paziente di tumore al seno io valuterei invece come assolutamente favorevoli, riguardo al peso, i risultati che ha ottenuto. E me ne fregherei di quello che dicono gli altri che ci pensano bene a criticare, e lo dovrebbero fare, quando hanno a che fare con familiari sovrappeso, condizione questa più a rischio di diverse malattie.
70. Dr. Serafino Pietro Marcolongo il 01/10/2012 ha scritto:
Caro Salvo,

ti ringrazio per avermi invitato in questo blog interessantissimo ad esprimere il mio parere.

Avevo già "conosciuto" l' utente e la Sua giornata alimentare tipo

http://www.medicitalia.it/consulti/Scienza-dell
alimentazione/307562/Ingrassare

Il vissuto della signora (patologia + terapie), seguito dalla voglia di vivere meglio e a lungo...è col tempo sfociato nella ossessiva attenzione di consumare tutto ciò che "dovrebbe" far bene.

In tutto questo percorso, è evidente la forte componente emotiva che ha condizionato la sua alimentazione un modo esasperato e,se mi è permesso, estremistico.

Non voglio e non posso entrare in merito a quelle le dinamiche comportamentali adottate dalla signora dopo la Sua malattia (certamente lo Psicologo/Psicoterapeuta è il professionista ideale per questa valutazione), ma è evidente un comportamento tipicamente "ortoressico".

Infatti, la convinzione che il proprio stato di salute dipenda solo dalla qualità dell'alimentazione, da determinati cibi piuttosto che da altri...l'ha portata a crea per sé una serie di regole alimentari estremamente rigide. E come sempre succede con gli alimenti se curiamo alcuni per ottenere determinate sostanze...è facile trascurare altri e rischiare carenze!!

Arrivo quindi, in modo semplice, all'analisi della Sua giornata alimentare. Dieta Dissociata!

Sono un grande sostenitore della Dieta Mediterranea e non solo da quando nel 2010 l'UNESCO l'ha definita "...patrimonio immateriale dell'Umanità", ma da tempi non sospetti e che risalgono a circa 20 anni fa...quando la "dissociata" muoveva i suoi primi passi negli USA!

http://www.medicitalia.it/minforma/Scienza-dell-alimentazione/327/Dieta

Per questi motivi (ricerca esasperata e consumo di alcuni alimenti + dissociazione tra carboidrati e proteine = sbilanciamento nutrizionale), Le ho consigliato di rivolgersi ad un Dietologo.

La signora deve poter ritrovare la Sua serenità anchea tavola...di fronte ad un dolce o ad una buona bistecca alla "fiorentina" (dopo aver mangiato un piatto di pasta)...

Cara signora è vero e posso solo immaginare (mentre il dott. Catania le "vive" con voi, tutti i giorni) quanta angoscia, sofferenza, incertezza...abbia vissuto e (forse) continua a vivere e quanta paura, attraverso il cibo, si possa avere

http://www.medicitalia.it/serafinopietromarcolongo/news/2256/Obesita-e-

Ma attenzione a non andare verso l'estremo opposto, cercando una "perfezione alimentare" che potrebbe rivelarsi insufficiente per sostenere il proprio organsimo.

Un caro saluto a tutti.

Infine, ricordi che il "mens sana in corpore sano" resta sempre valido! Non solo corretta alimentazione, ma anche sana attività motoria.
71. Dr.ssa Giselle Ferretti il 01/10/2012 ha scritto:
Gentile signora
come definirebbe, complessivamente, la qualità della sua vita oggi? E' serena?

Controllare ossessivamente l'alimentazione, spesso rappresenta un modo per avere l'impressione di avere potere sulla propria vita. Dimenticando che abbiamo sempre potere sulla nostra vita, ne siamo responsabili in ogni istante! Però bisogna vedere le cose da altri punti di vista rispetto a quelli consueti.

La malattia rappresenta un uno scossone nell'esistenza, costringe a rivedere alcuni schemi consolidati di vita. Spetta a noi volgere a nostro favore la crisi che ne deriva.

E' evidente che lei è caduta in questo circolo vizioso da diversi anni perché ha preso in considerazione solo la divisione "descrittiva" che ho proposto nel blog, ma non ha commentato le altre riflessioni che ho fatto; chiede conferme solo in merito al suo regime alimentare. Cosa ne pensa delle altre cose che ho scritto?
72. Dr. Andrea Annoni il 01/10/2012 ha scritto:
Molto interessante questa discussione in cui mi inserisco anche io con una curiosità più da utente che da medico : quali sono i segnali più importanti per poter distinguere un "comportamento "ortoressico" dalla ortoressia
conclamata che necessita di un trattamento ?

http://www.medicitalia.it/cristinaselvi/news/2249/Ortoressia-Studio-Psi
73. Dr.ssa Giselle Ferretti il 01/10/2012 ha scritto:
L'articolo della Dr.sa Selvi è molto chiaro ed esauriente. Però secondo me la diagnosi di "ortoressia" è solo descrittiva, in realtà i problemi da trattare sono altri.

Se risultano compromessi le condizioni fisiche, la vita relazionale e l’equilibrio psicologico, si può parlare di patologia. A volte è evidente (ad esempio deperimento fisico, oppure isolamento sociale), altre volte serve un colloquio clinico perchè i comportamenti sono più sfumati. Il più delle volte però il problema è di chi sta a accanto alla persona, che non il soggetto stesso.

Di qui la difficoltà di trattamento. Almeno finché, chi ne soffre, non si stanca e riconosce di esagerare e di avere un problema.

74. Dr. Salvo Catania il 01/10/2012 ha scritto:
Su questo tema, preoccupato nella Prevenzione Primaria dei tumori, più del sovrappeso che del sottopeso, devo ammettere che per molto tempo avevo mantenuto ben vivo ed eccessivo in me il pre-GIUDIZIO che il fenomeno della ortoressia

http://it.wikipedia.org/wiki/Ortoressia

fosse colpevolmente sovrastimato dai medici e psicologi dell'area PSI.

Negli ultimi anni con la diffusione del veganismo, che ovviamente è altra cosa,

http://it.wikipedia.org/wiki/Veganismo

ho dovuto rivedere la mia posizione iniziale per dare maggiore considerazione al disturbo di cui stiamo parlando.

75. Dr.ssa Giselle Ferretti il 01/10/2012 ha scritto:
La vita relazionale: avere un regime alimentare diverso dagli altri e aderirvi in modo molto rigido, rende difficile condividere il momento del pasto con altre persone: significherebbe preparare pietanze diverse, spesso con ingredienti difficilmente reperibili perché non appartengono alla propria cultura. Invece, la dimensione della convivialità è una delle principali nella consumazione del cibo. Non a caso le principali tappe della vita della persona sono scandite da una festa e da un pranzo o da una cena.

Le condizioni fisiche: se elimino inesorabilmente un alimento capro espiatorio, sono in grado di rimpiazzare le sostanze nutritive di cui mi privo, con altre? A guardare bene, tutti gli alimenti sono killer, se se ne abusa. Se poi mi informo sulle varie filosofie alimentari (macrobiotico, ayurvedico...) indicano come pericolosi cibi diversi. Come mi regolo? L'ortoressico, se proprio vogliamo diagnosticare, non mangerebbe più niente. Si lascerebbe morire per paura di morire!

L'equilibrio psicologico: mangiare è e deve essere un piacere, con le sue regole e le giuste limitazioni, come tutte le cose della vita. Se, ogni volta che devo mangiare, mi domando "posso... non posso... mi farà male...ma se sgarro una volta non succederà nulla... ma se sgarro una volta sarà un disastro" allora c'è qualcosa che non va: ansia, ruminazioni ossessive ecc...

A mio avviso, tutti i sintomi psicologici nascondono, coprono altre questioni che la persona non vuole, o non sa affrontare.
76. Utente 41248 il 02/10/2012 ha scritto:
Egr. Dr., Vi ringrazio per il Vs. interessamento.
Ho letto con molta attenzione le Vs. osservazioni e credo che tutti e tre abbiate ragione perchè nelle Vs argomentazioni mi ci rispecchio.

. Dr. Serafino Pietro Marcolongo..... la convinzione che il proprio stato di salute dipenda solo dalla qualità dell'alimentazione, da determinati cibi piuttosto che da altri...l'ha portata a creare per sé una serie di regole alimentari estremamente rigide. E come sempre succede con gli alimenti se curiamo alcuni per ottenere determinate sostanze...è facile trascurare altri e rischiare carenze!!.....

E' per questa ragione che ho deciso di scrivere; Il fatto di aver subito negli ultimi 2 mesi un ulteriore calo di peso mi ha fatto pensare che forse il mio stile alimentare non è corretto.

Dr. Salvo Catania......Per una ex paziente di tumore al seno io valuterei invece come assolutamente favorevoli , riguardo al peso, i risultati che ha ottenuto. ........

Questo era quello che volevo sentirmi dire ; avere la conferma della validità delle mie scelte messe in dubbio dai miei familiari e dal mio medico di base.
Per quanto mi riguarda io mi sento bene così magra.

24. Dr.ssa Giselle Ferretti il 31/05/2012 ha scritto:
...... io incontro persone che scelgono un alimento come capro espiatorio..... ma le fissazioni sugli alimenti anti cancro, o sulla vita super sana, non mettono mai al riparo dall'imprevedibilità della vita...
Controllare ossessivamente l'alimentazione, spesso rappresenta un modo per avere l'impressione di avere potere sulla propria vita.

Gent. Dr.ssa......ho gradito molto il Suo intervento perchè non sottovaluto in questa situazione lo stato psicologico.
Soffro da diversi mesi di reflusso gastrico e il mio medico asserisce che sono ansiosa.
Mi aveva prescritto anche un leggero ansiolitico che ho preso solo per un breve periodo. Sono sostanzialmente calma e riflessiva e non ho ci ho creduto. In questo momento ritengo di essere abbastanza serena (ho passato momenti peggiori).
Tuttavia quello che Lei ha scritto mi ha fatto riflettere. L'ansia può sicuramente derivare dal mio passato di malattia e non dalla mia attuale situazione.
Si, forse è vero, ho scelto il cibo come capro espiatorio. Ho voluto dare un perchè a quanto mi è successo. Tutto ciò che Lei asserisce sull'imprevedibilità e la finezza della vita è vero e ne sono pienamente consapevole. Il Dr.Catania stesso nei post che ci siamo scambiati negli anni precedenti riteneva che avessi superato brillantemente il trauma. All'epoca non davo molta importanza alla giusta alimentazione. Poi, la mia voglia di sapere sempre di più sulla malattia mi ha portato a conoscere storie di altre donne......storie di sofferenze.......storie finite male......
Ho capito che nonostante le rassicurazioni dei miei medici non sono affatto fuori dal pericolo e ho paura........paura di soffrire....paura di morire. E' come se avessi già il destino segnato. Mi trovo a pensare cosa potrà succedere al ripresentarsi della malattia e mi immedesimo nelle mille storie lette. Così, accusando il cibo metto da parte le vecchie abitudini e cerco di contrastare il destino rifornendomi di munizioni. E' vero, come dice Lei ne va del gusto e del piacere. Cerco di convincermi che mi abituerò ai nuovi sapori. Sono Ortoressica? Questo termine l'ho imparato ora.

Grazie di nuovo a tutti per l'aiuto che mi state dando.
Buonanotte.
77. Dr.ssa Giselle Ferretti il 02/10/2012 ha scritto:
Gentile signora,
Mi permetta di chiederle nuovamente: lei si sente serena? Sente che sta vivendo la vita che vuole?
78. Dr. Salvo Catania il 02/10/2012 ha scritto:
>>Dr. Salvo Catania......Per una ex paziente di tumore al seno io valuterei invece come assolutamente favorevoli , riguardo al peso, i risultati che ha ottenuto. ........>>

Lo riconfermo, ma questo vuol dire tenere conto, come ricordava il collega Marcolongo, anche delle carenze di una dieta restrittiva.

Se legge i precedenti commenti siamo tutti contrari a scelte alimentari integraliste e quindi ancor meno restrittive.
79. Dr. Serafino Pietro Marcolongo il 02/10/2012 ha scritto:
Gent. utente,

la scelta alimentare fatta potremmo considerarla come un tentativo che molti mettono in pratica per dimagrire (nel Suo caso per ragioni ovviamente diverse) con le cosiddette diete "fai-da-te".

Per fortuna, nella maggior parte dei casi ci si accorge delle tante e possibili carenze nutrizionali che possono arrecare all'organismo e cambiano immediatamente stile ed abitudini alimentari.

Lei deve convincersi che per condurre una vita sana e per fare sana prevenzione ha bisogno di tutti i nutrienti, nei rapporti e nelle quantità necessarie.

Inoltre, con riferimento al Suo reflusso gastrico (per esempio, l'uso di spezie ed insaporitori vari è sconsigliato, mentre Lei ne fa largo uso!), deve seguire un regime alimentare specifico e bilanciato.
80. Utente 41248 il 02/10/2012 ha scritto:
Gent.ma Dr.SSA Giselle, Lei mi pone nuovamente due domande molto specifiche. Che dirle? Ritengo di essere abbastanza serena e di condurre una vita tranquilla Dire che sono felice e che sto vivendo la vita che voglio mi sembra un po' azzardato. Credo però che i piccoli problemi quotidiani e gli stress causati da eventi imprevisti rientrino nella normale routine di una persona qualunque (litigi con il partner, problemi con i genitori anziani etc:). Avere poi sogni nel cassetto penso non sia negativo; anche questo ritengo rientri nella normalità.
Un cruccio però a dirLe il vero ce l'ho. E' una costante che non mi abbandona mai ma che tuttavia non mi impedisce di apprezzare i momenti sereni della mia quotidianità. Ho un figlio ormai adulto che ha mollato tutto e ha deciso di vivere all'estero (casualità la sua partenza è coincisa con la scoperta del mio male). Non sto a dilungarmi sui come e sui perchè di tale scelta. Le dico solo che il nostro rapporto è ottimo........siamo più vicini ora di quando viveva con me. Ci sentiamo quasi tutti i giorni. Ci vediamo una volta l'anno (se non viene lui vado io un mese da lui).
La mia preoccupazione deriva dal fatto che so che è solo (non ha una compagna fissa) e che non si è ancora sistemato dal punto di vista lavorativo. Ha inseguito il sogno di un progetto che non va affatto bene. Mille ostacoli ha trovato sulla sua strada e nessuno che lo abbia aiutato. Io sono qua impotente. A volte sogno di trasferirmi (anche se non completamente) da Lui ma molte cose me lo impediscono. Credo di averLe fatto capire quali sogni ho nel cassetto. Altro non saprei dirLe.
Cordialmente La saluto.
81. Utente 41248 il 02/10/2012 ha scritto:
Egr. Dr. Marcolongo. E' vero quello che dice....anche il mio medico di base mi dice che sono costantemente a dieta e che questo non va bene. Il problema è che non me ne rendo conto perchè mi sento bene a mangiare così e non saprei come cambiare. E' per questo che penso di aver bisogno di un aiuto.
Fisicamente non mi dispiace di essere così ma credo che due o tre kg in più forse mi aiuterebbero a superare meglio i momenti no della vita.
Grazie ancora e cordiali saluti.
82. Dr. Salvo Catania il 02/10/2012 ha scritto:
Se consideriamo che il suo peso se non può essere definito ideale ,
comunque mi sembra assolutamente NORMALE (altezza 1,64 x 53 Kg "stabile da due anni", anche se 51 attualmente)

http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.dietarapida.it/wp-content

forse la domanda va posta alla dr.Ferretti ("penso di aver bisogno di un aiuto") piuttosto che al dr. Marcolongo.

O mi sbaglio ?
83. Utente 41248 il 02/10/2012 ha scritto:
Grazie Dr. Catania, Lei è l'unico che mi tranquillizza sempre.
Tutto è nato perchè i miei familiari continuano a dirmi che sono troppo magra. Ho cominciato così a pesarmi tutti i giorni e improvvisamente una mattina da 53 ho cominciato a calare fino ad arrivare ad una punta di 51,5 per poi tornare sui 52,5. Avevo nel frattempo problemi di pesantezza di stomaco (reflusso?), mi sembrava che gli inibitori di pompa non servissero a niente.... il medico consiglia di ripetere la gastroscopia....scopro casualmente che una collega operata prima di me per tumore al seno ha un tumore allo stomaco.......... insomma.........mi sono spaventata!!!!!!
Ora sto meglio di stomaco, ho timidamente ricominiciato ad introdurre gli alimenti che avevo scartato a causa del reflusso, ho eseguito tutti gli esami compreso le feci ed è tutto nella norma ed anche se la gastroscopia devo ancora farla sono un po' più tranquilla. Forse dovrei pensare ad altro.
Grazie di tutto. Un cordiale saluto
84. Dr.ssa Giselle Ferretti il 03/10/2012 ha scritto:
Gentile signora,
Mi permetta di chiederle nuovamente: lei si sente serena? Sente che sta vivendo la vita che vuole?
85. Utente 41248 il 03/10/2012 ha scritto:
Gent.le Dr.ssa Giselle,
io son so cosa vuole che le dica oltre a quello che le ho già detto.
A queste domande non posso dare una risposta secca.
Certamente se potessi scegliere vivrei una vita diversa ma con questo non posso dire di non essere abbastanza serena a vivere la mia.
86. Utente non più iscritto il 03/10/2012 ha scritto:
mi scusi dottore lo so che non c'entra niente con questo articolo ma è molto urgente. devo chiederle una cosa su mia figlia di 15 anni e mezzo. ha dolori alle articolazioni, all'anca destra, a volte mal di testa e problemi di sbandamento. posso escludere la leucemia? è un mio dubbio... sono questi i sintomi?
87. Dr. Salvo Catania il 03/10/2012 ha scritto:
Deve scusare me perchè farei prima a risponderle qui, ma come vede il blog serve per la discussione sul tema dell'alimentazione e se le rispondessi commetterei una scorretteza nei confronti delle nostre norme di comportamento. Dovrebbe scrivere la sua richiesta nell'area dei consulti anche se dubito che possa avere risposte perchè il dolore è un sintomo aspecifico interpretabile solo attraverso una visita. E poi non comprendo proprio perchè per questi disturbi va a pensare alla leucemia. Per favore non mi replichi su questa richiestta su questa pagina per non andare fuori tema.
88. Dr.ssa Giselle Ferretti il 04/10/2012 ha scritto:
Gentile signora,
è assolutamente normale avere paura di ammalarsi, soprattutto se ci si è già passati. Ci sono momenti in cui ci si pensa di più, altri in cui ci si pensa di meno. Proprio come ci ha raccontato ed è successo a lei.

La vita ha una quota di imprevedibilità che noi esseri umani facciamo fatica ad accettare. Allora ognuno escogita il suo metodo per esorcizzarla. Uno di questi metodi è quello descritto da lei: informarsi sui cibi e cambiare stile alimentare. È essenziale che il metodo non sia troppo rigido, e che non diventi dannoso, perdendo di vista il fine iniziale, ovvero migliorare lo stato di salute.

L'unica ragione per cui le ho chiesto della sua vita, è quella di far riflettere lei. Come ho scritto anche sopra, spesso ci si concentra su un settore (ad esempio l'alimentazione) mentre sarebbero altri quelli degni di attenzione, di riflessione, di cambiamento.

Non si tratta di stravolgere la propria vita, però ci si può fermare a riflette su alcune cose che forse non vanno più bene e magari sarebbe bene aggiustare. Tutto sta a concedersi questo spazio di riflessione. Forse lei ne avrebbe la necessità in questo momento. Qui ci ha chiesto aiuto e noi, in collaborazione, abbiamo provato a leggere la sua richiesta, a leggere tra le righe. Non so se abbiamo visto giusto, però, spero che le abbiamo offerto punti di vista supplementari rispetto alla questione che ci ha portato.

Un caro saluto signora e, se ha bisogno, noi siamo qui.
89. Utente 41248 il 04/10/2012 ha scritto:
Grazie Dr Giselle, e' stata molto chiara. Ho capito il messaggio, e grazie anche agli altri medici che hanno avuto la pazienza di leggermi e consigliarmi. Mi siete stati di grande aiuto. Complimenti per il Vs lavoro.
Cordiali saluti
90. Utente 258701 il 08/10/2012 ha scritto:
Buonasera Dr. Catania,Le chiedo: per cercare di evitare la ripresa di malattia è più importante ritornare normopeso (attività fisica) o la qualità dell'alimentazione (dieta)? Io peso 72 Kg per 1,65 di altezza e ho avuto ripresa di malattia dopo 13 anni sulla mammella omolaterale e poi dopo sei mesi sulla controlaterale (o forse, penso io, evidenziata sulla controlaterale dopo sei mesi, non ho voluto approfondire). L'ideale sarebbe l'azione sinergica ma tra le due quale "pesa" di più? Cordiali saluti.
91. Dr. Salvo Catania il 08/10/2012 ha scritto:
Le rispondo con le sue parole perchè si è data la risposta da sola

>>>L'ideale sarebbe l'azione sinergica ma tra le due quale>>

Pesa di più l'azione sinergica di entrambe piuttosto che privilegiarne una delle due.

1+3 (o 3+1) = 4
mentre
2+2 = 8 (^___^)
92. Utente non più iscritto il 12/10/2012 ha scritto:
Leggo frequentemente le sue risposte e vorrei porle una domanda in tema sui pericoli dei cancerogeni contenuti nella frutta e verdura che non sono asportabili con la semplice lavatura, come ha scritto Lei in questo blog. Ad esempio cosa ne dice degli additivi tossici utilizzati per tenere fresca la frutta e verdura e soprattutto per dare a entrambe un aspetto accattivante. Sulla rete si legge di tutto.
93. Dr. Salvo Catania il 12/10/2012 ha scritto:
Ha perfettamente ragione. Il lavaggio della frutta e verdura serve per i pesticidi e residui fecali del terreno in cui frutta e verdura sono coltivati. Poco si può fare per i trattamenti con veri veleni che aggiunti per rendere brillante alla vista i prodotti dell'agricoltura. Pertanto occhio alle verdure o frutta belle a vedersi, che sfoggiano un colore ammaliante, una freschezza ineguagliabile e una brillantezza che non riscontravamo mai in quelle del passato.

Queste caratteristiche possono mettere in sospetto, anche se non avremo mai le conferme ai nostri sospetti.

Spesso infatti, le verdure così appaganti per la vista non lo sono altrettanto per il palato ma, soprattutto, per la salute, perché possono essere povere di nutrienti e ricche di…veleni.

Si può far poco , ma qualcosa si può fare senz'altro.

Legga
http://www.senosalvo.com/verdure_veleni.htm


e poichè comunque il lavaggio è raccomandato

http://www.senosalvo.com/come_lavare_la_frutta.htm



94. Utente non più iscritto il 12/10/2012 ha scritto:
Grazie per la sua pronta risposta. Leggo d'appertutto la raccomandazione di usare il bicarbonato per eliminare la contaminazione del suolo e dei concimi utilizzati per la coltivazione della frutta e verdura, mentre a leggere i link pare non sia necessario.
95. Dr. Salvo Catania il 13/10/2012 ha scritto:
Infatti non è necessario il "rimedio della nonna". Le allego un altro link di conferma che non si tratti di una mia opinione
(vedi bibliografia)

http://www.senosalvo.com/contaminazione_microbiologica.htm
96. Utente 258701 il 13/10/2012 ha scritto:
Buonasera Dr. Catania,per quanto riguarda i trattamenti superficiali sulla frutta sopratutto se si vuole usare la buccia perchè indicata sulle ricette ad esempio quelle di arance e limoni, mi permetto di fare presente che ci "dovrebbe" essere l'informazione per chi acquista Quindi oltre al prezzo, all'origine e alla varietà bene è leggersi anche le altre diciture apposte a caratteri microscopici o dietro il cartellino infilzato sulla cesta o altri cartellini messi nelle posizioni più strane dell'espositore. Cordialità.
97. Dr. Salvo Catania il 13/10/2012 ha scritto:
Lei è veramente gentile perchè questa sua informazione mi consentirà di tranquillizzare, o almeno informare meglio, i miei pazienti che strabuzzano gli occhi quando leggono il mio MENU' DI LUNGA VITA

http://www.senosalvo.com/menu_di_lunga_vita.htm

dove avevo inserito (2007) la buccia di arancia e la buccia di limone, perchè contengono LIMONENE (*), capace di indurre l'Apoptosi e quindi di inibire la crescita delle cellule tumorali maligne.

(*)In merito alle vitamine capaci d’indurre l’APOPTOSI, si segnala innanzitutto l’articolo scientifico fondamentale a cui fare riferimento che è quello di Tatman, che enumera circa 180 tipi diversi di Isoprenoidi (Tatman H., in Cancer Letters 175, 2002, pp.129-139), fra cui Limonene.
98. Utente non più iscritto il 14/10/2012 ha scritto:
Mi scusi se la disturbo ancora. Il menù di lunga vita è una lista della dieta da seguire ogni giorno eliminando quali altri alimenti?
99. Dr. Salvo Catania il 14/10/2012 ha scritto:
No, il problema va impostato in modo differente. Avevamo già affrontato il tema in questa ormai lunga discussione ed io avevo nel post # n. 15 risposto ad un collega
...>>> il mio comportamento quando mi rendo conto che il paziente che mi consulta non ce la fa proprio ad adattare al suo stile di vita il criterio della moderazione alimentare.

Mentre nei ratti è ben documentato, nell’uomo non esistono studi rigorosi che lo confermino ma solo delle evidenze replicabili nella pratica quotidiana, ma pare ormai assodato che il cibo spazzatura soprattutto quello ricco di calorie e zuccheri crei una vera dipendenza del tutto confrontabile a quella da fumo e da droga.

Ora va da sé che sia del tutto inutile raccomandare di astenersi dal vizio un fumatore o un cocainomane, neanche prospettandogli scenari nefasti per la sua salute.
Anzi il rischio pare sia quello di amplificargli la cultura della trasgressione ed ottenere risultati opposti.

Io già dal 2007, quando questi meccanismi non erano stati neanche sospettati, nella mia pratica di tutti i giorni mi comporto con i miei pazienti ad alto rischio di recidive tumorali o di nuovi tumori (ma vale ovviamente anche per la prevenzione nel sano) seguendo questo schema.

Nel senso che PRESCRIVO questo schema ( che io ho definito di RIEDUCAZIONE DEL SENSO DEL GUSTO) :

1) Libertà assoluta alimentare.
ASSOLUTA SENZA RESTRIZIONI DI SORTA

Ma a condizione di aggiungere nel carrello della spesa ANCHE un menù di lunga vita
http://www.senosalvo.com/menu_di_lunga_vita.htm

non considerando quei cibi difficili da introdurre sulla propria tavola (a me ad esempio fa schifo il tofu).
Aggiungere cioè la lista allegata al carrello della spesa abituale di tutta la famiglia. Una volta comprati questi cibi studiati ad uno ad uno, complice la crisi che ci ha maggiormente responsabilizzati, poi si consumano senz’altro. Raccomandando di metterli nel frigo in uno scomparto separato ma il più visibile.
[(E' dimostrato anche che ci sia una correlazione tra la scelta e la visibilità del cibo). Provare per credere]

Ovviamente anche i bambini, anzi a maggior ragione, sono i destinatari di questo ampliamento alimentare.

Provare per credere : è come introdurre gradualmente il metadone per l’eroinomane. Dopo (mai prima) 3-6 mesi, di solito al successivo controllo, i pazienti mi confermano che hanno spontaneamente eliminato alcuni-alimenti spazzatura dai quali erano assolutamente dipendenti ( patatine ecc). Dopo circa un anno si assiste ad una spontanea rieducazione….del gusto.


2) Camminare 30 minuti al giorno.

Se si abita ai piani alti è ancora più facile saltando i "passaggi" in ascensore. Basta elevare in salita la frequenza cardiaca.

http://www.senosalvo.com/camminare_almeno_30_min_giorno.htm

Perché camminare (vedi come camminare) e non incoraggiare altri sport (se vengono praticati ancora meglio), perché al pari dei cibi supercalorici si crea ( in gioco le endorfine) una altra dipendenza, stavolta benefica, che è facile praticare in tutte le condizioni e dappertutto anche in città
100. Utente non più iscritto il 14/10/2012 ha scritto:
Dottore sono sconvolta !
Mi sono iscritta da poco a questo bel sito per problemi gravi personali e mi vedo investita da informazioni che rivoluzionano quelle apprese dai medici e non solo dai media.
Pensavo di seguire diete salutistiche e salutari e visitando soprattutto il suo sito
http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm
e questa discussione, di avere fatto la mia parte per prendermi cura della mia salute e di quella della mia famiglia e scopro invece che avrei sbagliato tutto
1) Avevo eliminato del tutto la carne e i salumi e scopro che è permessa con moderazione almeno quella italiana
2) L’avevo sostituita con il pesce. Sono ghiotta di salmone e tonno (specie quello rosso), e scopro che , SOPRATTUTTO IL TONNO ROSSO, sono pieni di metalli pesanti
3) Avevo fatto sacrifici per introdurre le cinque porzioni di frutta e verdura tutti i giorni (portandomela sui mezzi pubblici e al lavoro) e ora scopro di >> perché così si finisce solo per ingerire importanti quantitativi di pesticidi>>
4) Seguendo il consiglio del curante e del ginecologo avevo raddoppiato la dose di latte imponendolo anche a mio marito per l’osteoporosi e scopro che proprio questo alimento l’aggrava l’osteoporosi(!!!!!)

http://www.medicitalia.it/salvocatania/news/128/Pane-o-formaggio-per-da

e non solo ma aumenta il rischio di cancro, io che ho dovuto lottare con mio marito
>> Più di due grammi al giorno di calcio di origine casearia elevano del 30 per cento il rischio di tumore a quest'organo (prostata)»

5) Per non parlare delle vitamene ( A , E, beta-carotene) cancerogene specie nei fumatori, io che ho speso tanti soldi con gli integratori e 3-omega ecc ecc.

Ben vengano queste sue precisazioni ma se sono vere, e non ho ragione di dubitarne perché Lei cita tutte le fonti, c’è da mettere in discussione tutta la preparazione dei medici e colpevolizzare tutta la categoria dei media che danno risalto alle più alle informazioni scorrette che corrette.
101. Utente non più iscritto il 14/10/2012 ha scritto:
Chiedo scusa : CORRIGE

>>Ben vengano queste sue precisazioni ma se sono vere, e non ho ragione di dubitarne perché Lei cita tutte le fonti, c’è da mettere in discussione tutta la preparazione dei medici e colpevolizzare tutta la categoria dei media che danno risalto più alle informazioni scorrette che corrette. >>

102. Utente non più iscritto il 14/10/2012 ha scritto:
Rileggendomi mi rendo conto di essere stata un pò "pesante" nei confronti dei medici in generale, quando dovrei solo ringraziarli per avermi dato una mano decisiva a capire il mio problema.

http://www.medicitalia.it/consulti/Senologia/310152/Secrezione-monopori
103. Dr. Salvo Catania il 15/10/2012 ha scritto:
So bene a cosa si può andare incontro, ma non abbiamo alternative se vogliamo promuovere campagne di PREVENZIONE PRIMARIA sui tumori.

Quanto ho scritto su questa pagina e sul mio sito non è frutto di studi personali ma sono considerazioni attingendo a diverse fonti tra le più autorevoli, tra cui il punto di vista del dottor Khayat, oncologo di fama internazionale, Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori in Francia, Richard Beliveau, titolare della cattedra di Prevenzione e trattamento del Cancro presso l’Università di Medicina di Montreal e Franco Berrino noto epidemiologo dell’Istituto dei tumori di Milano . Franco Berrino epidemiologo che dirige il Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto dei Tumori di Milano ha promosso lo sviluppo dei registri tumori in Italia. Inoltre ha promosso grandi studi per indagare il rapporto tra stile alimentare, livelli ormonali e successiva incidenza del cancro e sperimentazione sullo stile di vita per prevenire l’incidenza del cancro al seno e delle sue recidive. Ho conosciuto Franco Berrino nella mia quasi decennale frequenza all’Istituto dei Tumori di Milano, ma soprattutto perché ho collaborato con lui con il primo progetto Diana .
104. Utente 259360 il 15/10/2012 ha scritto:
Salve, per quanto riguarda il betacarotene e la sua relazione con il fumo vorrei fare una domanda. Mio Fratello è un fumatore (anche se fuma poco, circa 6 sigarette al giorno), fa colazione con il succo di frutta (pera o albicocca) visto che preferisce evitare latte e thè, yogurt e marmellata. Ho letto nel suo sito che albicocca e pesca contengono il betacarotene, ed anche gli yogurt. Vorrei domandare gentilmente se:

- Mi sono documentato ed in alcune parti parlano di rischio di betacarotene solo con integratori e quindi elevate quantità e non con l'alimentazione. E' d'accordo con questo?
- I succhi di frutta sono come la frutta per quanto riguarda il contenimento di betacarotene o ne hanno meno, vista la loro lavorazione?

Grazie anticipatamente.
105. Utente 259360 il 15/10/2012 ha scritto:
Corrige:
visto che preferisce evitare latte e thè, E MANGIA INSIEME AL SUCCO DI FRUTTA yogurt e marmellata.
106. Dr. Andrea Annoni il 15/10/2012 ha scritto:
Senz'altro il riferimento è "ad elevate quantità". Difficile trovare persone che mangiano un chilo di albicocche al giorno (^__^). Moderazione e "varianza" rendono inutili gli integratori che sono pericolosi quando si eccede con alcune vitamine.
Se esistono alcuni integratori alimentari benefici, come ad esempio il selenio per il cancro della prostata, o il calcio per i tumori del colon retto, ne esistono altri che possono favorire la comparsa dei tumori e appartengono a questa categoria ad esempio gli integratori che contengono beta-carotene, che aumentano significativamente la comparsa di tumori al polmone nei fumatori o ex fumatori.
Un altro integratore che appartiene a questa categoria è il RETINOLO. Una altra vitamina si è rivelata essere una bomba a scoppio ritardato ed è la VITAMINA E o alfa-tocoferolo.

107. Dr. Salvo Catania il 15/10/2012 ha scritto:
Gentile utente,
concordo su quanto ha scritto il collega e amico Annoni che ha lavorato diversi anni con me e che, malignamente (^_____^) vuole affondare il coltello in una piaga perchè nel secolo scorso gli "imponevo gerarchicamente " di prescrivere alle nostre pazienti affette da "mastite periduttale"
[ http://www.senosalvo.com/approfondimenti/mastite_periduttale.html ]

tipica nelle donne fumatrici, un trattamento preventivo delle recidive controlaterali con vit A (integratori Beta-carotene) perchè era stata osservata una maggiore incidenza di mastiti nelle pazienti con bassi livelli plasmatici di Beta-carotene, come avviene nelle fumatrici.

Purtroppo solo successivamente si è scoperta l'azione cancerogena del Beta-carotene proprio nei fumatori.

Giustamente non me l'ha mai perdonata (^____^) questa mia imposizione e non gli posso dar torto perchè a distanza di tempo non me la perdono neanche io, seppur nella buona fede delle conoscenze di allora. L'ho prescritti anche ad una mia parente.

E non per niente mi sono accinto a lavorare per rimediare
( QUESTO INFATTI IL TITOLO DEL BLOG) :
" La dieta anticancro si rimangia le regole" !

108. Utente 259360 il 15/10/2012 ha scritto:
Ok, grazie ad entrambi.
109. Utente non più iscritto il 16/10/2012 ha scritto:
Ci hanno riempito la testa con le raccomandazioni di usare integratori alimentari contenenti alcune vitamine, ad esempio, per prevenire molti tumori. Ora addirittura leggo "Una altra vitamina si è rivelata essere una bomba a scoppio ritardato ed è la VITAMINA E o alfa-tocoferolo"
110. Dr. Salvo Catania il 16/10/2012 ha scritto:
Sì purtroppo è così.

Escludiamo i casi selezionati di carenze su cui non entro in merito, ma se parliamo di Prevenzione dei tumori io consiglio di non assumerli mai senza una guida rigorosissima.

Tra l'altro io ho le mie riserve che ci possano essere carenze, tranne in alcuni stati patologici, con una dieta varia ed equilibrata, come ricordava il nostro collega Marcolongo.

Quindi perchè assumere integratori ?

Contrariamente a quanti, alcuni medici compresi , credono che tutti gli integratori abbiano un effetto protettivo rispetto al cancro questo non è affatto vero, anzi è provato con assoluta certezza che alcuni di questi possono provocare la comparsa di alcuni tumori compresi quelli spesso letali.

Lei non può certo immaginare che più di una volta le ricerche condotte con diversi integratori sono state sospese perchè con lo studio in corso emergeva l'evidenza che questi i tumori li provocavano piuttosto che prevenirli. Tra questi lo studio "Beta-Carotene and Retinol Efficacy Trial " condotto negli Stati Uniti negli anni 90.
E sul Beta-carotene anche lo studio ATBC condotto su 30.000 fumatori in Finlandia.

Recentemente negli Stati Uniti è stato interrotto bruscamente uno studio denominato SELECT , condotto su 35.000 uomini con lo scopo di testare l'azione preventiva del selenio e della vitamina E.
E' stato necessario interrompere lo studio a causa della incidenza
elevata di tumori alla prostata negli individui che avevano ricevuto integratori a base di vitamina E.

Assolto il selenio, condannata la vit E.
111. Dr. Salvo Catania il 16/10/2012 ha scritto:
Dimenticavo

Perchè usare se pericolosi integratori a base di Beta-carotene ?

Riguardo alla vit.A e Betacarotene......
...si trova in due forme principali :il retinolo (di origine animale ) e i carotenoidi (di origine vegetale) che sono provitamine cioè precursori della vit.A.

Il retinolo si trova nel tuorlo d'uovo e nel fegato di merluzzo .
Assunta in eccesso può avere effetti collaterali, come ad esempio la caduta dei capelli.

I carotenoidi si trovano negli organismi vegetali, frutta, verdura color arancione e negli ortaggi di colore verde scuro (melone,pesche, albicocche, carote, zucche, cachi, spinaci, lattuga..)
Il betacarotene è un precursore della Vit A e si trova
in natura in molti prodotti in particolare nella carota..
112. Dr. Serafino Pietro Marcolongo il 16/10/2012 ha scritto:
Quanta verità e scientificità documentata nelle parole del dott. Annoni e del dott. Catania!!!

Finalmente molti studi evidenziano la pericolosità di "integrare" sostanze, apparentemente utili o presunte tali per l'organismo, smentendo le false verità che da sempre molte Aziende produttrici reclamizzano...per ovvi motivi di mercato!

E a proposito della pericolosità accertata della Vit. A, beta-carotene e Vit. E, si aggiunge agli studi citati dal dott. Catania quest'ultimo, datato marzo 2012

http://www.medicitalia.it/serafinopietromarcolongo/news/2156/Integrator

Vorrei precisare all'utenza, onde evitare estremismi inutili, che in alcuni casi selezionati l'assunzione di integratori può risultare utile...ma senpre dopo attenta valutazione e prescrizione Medica. Anche se mi rendo conto che questi prodotti, cosiddetti da banco, sono in vendita persino nei supermercati!!
113. Dr. Andrea Annoni il 16/10/2012 ha scritto:
Grazie a te anche per l'interessantissimo link che hai allegato
114. Dr. Salvo Catania il 17/10/2012 ha scritto:
Purtroppo sulla rete ci sono tutt'ora tante bancarelle virtuali che reclamizzano e vendono integratori ad acquirenti sprovveduti che pensavo così di prevenire tumori e malattie cardiovascolari

Negli anni 90 li consigliavamo in buona fede, tantè che tutti gli studi che ne hanno dimostrato la pericolosità sono stati intrapresi proprio perchè si era certi "teoricamente"che avrebbero dato una svolta nella prevenzione dei tumori e delle malattie cardiovascolari e dell'invecchiamento.

I risultati sono stati disastrosi. E oltre allo studio citato dal collega Marcolongo vorrei aggiungerne uno che in risultati agghiaccianti li supera tutti.

Si tratta dello studio di coorte francese denominato SUVIMAX condotto su un gruppo di volontari (13.000) con intenti ambiziosissimi.

Aveva lo scopo di valutare l'impatto di una integrazione con vitamene e antiossidanti sull'incidenza delle malattie cardiovascolari e dei tumori e sulla loro mortalità.

Lo studio venne condotto somministrando a metà del campione tutti i giorni una capsula contenente Vit C, Vit E, beta-carotene, selenio e zinco, e all'altra metà una capsula di placebo.

I risultati dopo sette anni?? AGGHIACCIANTI

1) effettivamente nel gruppo degli uomini si registrava una riduzione del tasso di incidenza dei tumori

2) invece negli uomini che presentavano già un tasso di antigene prostatico specifico (PSA) elevato finivano per sviluppare un maggior numero di tumori alla prostata

3) non si assisteva globalmente ad una diminuzione del tasso di incidenza di tumori nelle donne

4) gli uomini che fumavano finivano per avere un numero significativo molto maggiore di tumori al polmone rispetto ai fumatori che avevano ricevuto il placebo

5) Le donne a loro volta presentavano un tasso di incidenza maggiore di tumori alla pelle.

Questi dati sono noti e invece, come scrive Marcolongo, gli integratori sono venduti tranquillamente su Internet e al supermercato.

Morale : effettivamente alcuni componenti degli integratori potrebbero essere utili, ma trovano gravi controindicazioni che si dovrebbero conoscere. Nel dubbio, ad eccezione di casi particolari, gli integratori sono da considerare inutili e pericolosi.
115. Utente non più iscritto il 17/10/2012 ha scritto:
Chiedo scusa, nel suo blog ed anche nei link allegati si fa riferimento solo alla carne rossa. E le carni bianche ed il pollame ?
116. Dr. Salvo Catania il 18/10/2012 ha scritto:
Si, ha perfettamente ragione.
Purtroppo c'è grande confusione intanto nella distinzione tra carne rossa e carne bianca.

Io non sono un esperto di alimentazione, ma prendevo in considerazione su questo blog solo i pregiudizi o le informazioni errate che vengono diffusi su alcuni alimenti a seguito di nuovi studi che hanno stravolto le regole sulla dieta anticancro.

Le mie conoscenze sono scolastiche e non so, a questo punto, quanto corrette.

Carne rossa
Semplicemente, le carni rosse sono tali perché i muscoli sono più utilizzati. Hanno più proteine di mioglobina, che contribuiscono a portare ossigeno alle cellule muscolari. Quando si cucina la carne rossa, la mioglobina diventa metamioglobina che è molto ricca in ferro.

Carne Bianca
La carne bianca contiene glicogeno, che è un polisaccaride del glucosio, un amido animale. L’amido animale è immagazzinato nel fegato, quindi catabolizzato a glucosio quando è necessario per le fibre muscolari bianche.

In tal senso chiedo aiuto al collega Marcolongo più esperto di me se ci volesse dare più dettagli per distinguere bene cosa si intenda per carne rossa e carne bianca.

In riferimento alla sua domanda dal punto di vista oncologico Le posso senz'altro dire che tutti gli studi finora condotti non hanno stabilito alcun legame tra il consumo di carni bianche (vitello, capretto, agnello, maiale, pollo, tacchino, coniglio), meno grasse, soprattutto se private di pelle, e meno ricche di emoglobina, e il rischio di sviluppare tumori.

Dal momento che dal punto di vista del rischio di cancro sono indifferenti, può mangiarne quanto ne vuole senza esitazione.

Dal punto di vista nutrizionale non saprei, per mia incompetenza , cosa dire e pregherei il collega Marcolongo di dirci qualcosa di più.
117. Utente non più iscritto il 18/10/2012 ha scritto:
Intanto La ringrazio per la chiarezza. Leggerò volentieri quanto scriverà il suo collega perchè effettivamente non è sempre chiara la differenza tra carne rossa e carne bianca, mentre sulla tavola ora è sempre più diffusa la "carne alternativa" (struzzo, cavallo ecc ecc) e non saprei a quale categoria vada assegnata.
Unaltra cosa : mi ha stupito molto la sua affermazione su questo blog in cui assegna grande importanza alle modalità con cui si cucinano gli alimenti. Sulla incidenza dei tumori è un fattore così importante ?
118. Dr. Salvo Catania il 18/10/2012 ha scritto:
Altrochè !!!

Per ragioni di tempo non ho ancora approfondito questo tema sul mio sito dove ho riservato un intero capitolo per la sua importanza,
che purtroppo non è previsto in molti corsi per medici

http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm

I metodi di cottura, le temperature impiegate per la cottura, l'acqua utilizzata, i condimenti ecc ecc giocano un ruolo molto importante nella incidenza di molti tumori.

Ho riportato l'abitudine degli americani che cuociono tutto alla griglia, ma ci sono evidenze molto più eclatanti che mettono in avviso chi non rispetta alcune regole di base nei metodi di cottura che non coinvolgono solo organi dell'apparato gastro-intestinale, come si potrebbe pensare, ma altri organi di altri apparati.

Riporto come esempio un vero enigma che ha appassionato per molti anni uno stuolo di ricercatori sino a che non si è arrivati ad una spiegazione.

Le donne cinesi che vivono ad Hong Kong hanno un tasso di incidenza di tumori polmonari tra i più elevati al mondo. Pari a quella dei fumatori accaniti (80 sigarette al giorno). Ma queste donne non hanno mai fumato!

Questa incidenza agghiacciante si ritrova nella maggior parte delle metropoli cinesi e tra le donne di origine cinese che vivono in altre parti del mondo: Giappone, Hawaii, Malesia, Singapore...

Per non lasciarvi nell'incertezza vi dico subito che questo tasso di tumori non è determinato nè dalle sigarette e neanche dall'inquinamento atmosferico, ma incredibilmente è una conseguenza
della cottura nel wok di oli che raggiunto il "punto di fumo" diventano particolarmente cancerogeni.

Questa osservazione apre molti interrogativi sui sistemi di cottura dei cinesi, essendo molto diffusi i ristoranti cinesi anche in Italia.

Ne apre inoltre un altro ancora più importante sul tipo di olio utilizzato per la cottura, perchè il "punto di fumo" non è lo stesso per tutti gli oli.

Se per esempio la cottura nel wok con l'olio di lino è considerata la meno pericolosa (ma anche con questo olio possono insorgere tumori al polmone), rispetto all'olio di colza (rischio del 65%),
o all'olio di perilla o semi di canapa (rischio del 365 % !!!), va sottolineato che l'olio di arachide sia da considerare il meno pericoloso.

Questa acquisizione cerca di spiegare anche la quota di ammalati di tumore al polmone senza avere acceso una sola sigaretta in tutta la loro vita.

119. Dr. Salvo Catania il 18/10/2012 ha scritto:
Rileggendomi

>>Se per esempio la cottura nel wok con l'olio di lino è considerata la meno pericolosa (ma anche con questo olio possono insorgere tumori al polmone), rispetto all'olio di colza (rischio del 65%),
o all'olio di perilla o semi di canapa (rischio del 365 % !!!), va sottolineato che l'olio di arachide sia da considerare il meno pericoloso.>>

Il meno pericoloso è l'olio di arachide.
E' quello che ci interessa sapere per la scelta.

L'olio di lino è meno pericoloso di altri, ma presenta comunque un rischio relativo significativo.
120. Dr. Serafino Pietro Marcolongo il 18/10/2012 ha scritto:
Quello della carne è un argomento molto dibattutto (pericolosità, utilità in una dieta, quantitativo medio consigliato, metodiche di cottura, biologica o d'allevamento, ecc. ecc.)ed a volte controverso, spesso con risultati notevolmente differenti da un continente all'altro (vedi pericolosità delle carni per gli Americani e la non pericolosità per noi Europei. Il motivo? la differenza della composizione bromatologica tra le nostre carni - migliori - e quelle americane!!).

La carne è la massa muscolare compresa dai tessuti connessi come l'adiposo ed il connettivo degli animali. E'uno dei pochi costituenti della dieta, che da sola può permettere la vita per un periodo quasi indefinito.
La principale componente nutritiva della carne è costituita dalle proteine "nobili", indispensabili per il nostro organismo.

Per quanto riguarda la distinzione, le carni possono essere da "macello" (bovini, equini, suini, ovini), da "cortile" (polli, tacchini, oche, conigli) e "selvaggina" (lepri, fagiani, cinghiali, caprioli).

La suddivisione, poi, in carni "rosse", "bianche"...e "nere" (esiste anche questo ^___^) avviene in base alla colorazione che la carne assume dopo la macellazione.

La molecola che determina tale differenza di colorazione è la mioglobina, presente proprio nei muscoli degli animali e preposta ad immagazzinare ossigeno utilizzato durante gli sforzi intensi, e di emoglobina presente nei piccoli vasi sanguigni.
Allora avremo animali da cortile, come il pollo o il coniglio, con carni dal rosa pallido fino ad arrivare ad una colorazione sempre più intensa per animali come il cavallo o il manzo (sottoposti a sforzi maggiori) e la selvaggina.
Ma le carni possono essere "bianche" negli animali giovani (vedi vitello) per scarsa mioglobina o in quelli uccisi per dissanguamento (scarsa emoglobina).

Pertanto, è la quantità di mioglobina a determinare le vere differenze in funzione dell'età dell'animale, dalla modalità di allevamento e dalla quantità di grasso strutturale.

Da un punto di vista nutrizionale, non esiste una sostanziale differenza tra queste carni poichè per 100 g. di parte edibile la quota proteica è pressochè identica.
La principale differenza è, logicamente, nella quota di Ferro e Grassi (per questo le rosse sono meno digeribili) maggiore nelle carni rosse rispetto alle bianche. Le carni nere, invece, presentano una quota molto elevata di Ferro e pochi Grassi rispetto alle rosse e, di conseguenza, alle bianche; per la presenza ridotta di grassi sono più facilmente digeribili.

Mi auguro di aver fornito un minimo di informazioni utili e...da poter mettere subito in pratica.

121. Utente non più iscritto il 18/10/2012 ha scritto:
Grazie dei preziosi chiarimenti, anche se non è semplice capire tutte le sfumature delle vostre esposizioni. Devo ammettere che qualche dubbio nel potere distinguere la carne rossa da quella bianca mi resta. Tanti saluti
122. Dr. Salvo Catania il 18/10/2012 ha scritto:
La "sindrome del complesso della competenza" è frequente quando noi medici tendiamo ad approfondire un tema che è molto difficile tradurre in italiano dal medichese per l'assenza di sinonimi italiani corrispondenti.

All'amico Serafino Marcologo sono stato io a richiedere di distinguerci le carni rosse da quelle bianche. Nonostante l'abbia fatto con molta chiarezza io stesso ancora trovo difficoltà a capacitarmi ad esempio che il vitello giovane sia carne bianca ed il vitellone adulto sia carne rossa.

Io non approfondirei ulteriormente per evitare ad altri utenti ulterior dubbi.

All'atto pratico però mi preme sul tema delle carni concludere che per noi italiani si tratta di un falso problema se si mantiene la premessa della VARIANZA nella qualità e della MODERAZIONE nella quantità. Perchè

1) Le carni ROSSE italiane , spagnole e francesi sono assolte con formula piena (alla dose di 50 gr / porzione) rispetto alle carni americane e scandinave.

2) Le carni BIANCHE non sono state mai messe in discussione, soprattutto se private del pellame, e mai "rinviate a giudizio come imputate"

Questi sono forse gli unici punti da mettere in rilievo.
123. Dr. Serafino Pietro Marcolongo il 19/10/2012 ha scritto:
Rileggendo il mio intervento concordo con l' utente quando scrive che qualche dubbio nel distinguere la carne rossa da quella bianca gli resta...e me ne scuso!
Cerco di semplificare ai minimi termini questa differenza: la maggiore o minore quantità della proteina "mioglobina" e di ferro contenuto in essa determina la colorazione delle carni.
Questo è chiaramente visibile mettendo accanto un petto di pollo o una coscia di coniglio (carni bianche) ad una bistecca di manzo o fettina di cavallo (carni rosse).
Questo indica che le prime apportano meno Ferro al nostro organismo rispetto alle seconde.

Caro Salvo, ti ricordo che il povero vitello è un' animale da latte e pertanto ha una percentuale
di mioglobina più bassa rispetto al vitellone, animale svezzato ed ormai da pascolo. Per questo la carne del primo è dichiarata bianca e del secondo rossa.

Spero ora di poter essere perdonato (^____^)
124. Dr. Salvo Catania il 19/10/2012 ha scritto:
Sei perdonatissimo perchè ora con meno medichese...l'ho assimilato persino...io (^____^).
125. Dr. Salvo Catania il 19/10/2012 ha scritto:
Sei perdonatissimo perchè ora con meno medichese...l'ho assimilato persino...io (^____^).
126. Dr. Serafino Pietro Marcolongo il 19/10/2012 ha scritto:
Allora adesso andrò a riposare sereno e soddisfatto, sperando di poter sognare una..."fiorentina"!! (^____)
127. Utente non più iscritto il 19/10/2012 ha scritto:
Grazie per le puntualizzazioni perchè ora ho compreso e chiarito molti dubbi.
128. Utente non più iscritto il 19/10/2012 ha scritto:
Ma chi ci assicura che i sistemi di allevamento dei bovini, ad esempio, siano sicuri e non pensare che per guadagnare di più non vengano copiati clandestinamente i sistemi americani ?

129. Dr. Salvo Catania il 19/10/2012 ha scritto:
Domanda da un milione di Euro ! (^_^)

Non ce lo assicura nessuno perché poi si scoprono in continuazione frodi alimentari.

Io mi fido sulla base di un ragionamento forse ingenuo, ma partendo da più lontano.

Non so se in Italia esistano ricerche che abbiano studiato i consumi alimentari su campioni rappresentativi della popolazione.

In Francia ci sono (studio Inca 1 e studio Inca 2) e noi ci possiamo considerare sulla stessa barca dei francesi per quanto riguarda abitudini alimentari e sistemi di allevamento degli animali
Questi studi hanno mostrato una contrazione negli ultimi anni del consumo di carne. E non per paura dei tumori, ma è da ricondurre alla crisi della mucca pazza ed ai casi di encefalopatia spongiforme che ne sono seguiti.

Questa drammatica crisi sanitaria ha portato per fortuna a dei risvolti molto positivi, perché l’elettroshock anche economico (perdita per i produttori) ha svegliato le istituzioni preposte a vigilare nella nostra sicurezza alimentare ed in maniera rigorosa a quella delle carni in particolare. Tutto ciò si è tradotto , in modo chiaro e inequivocabile, speriamo che duri, ad un ritorno a tecniche di allevamento , di preparazione e di distribuzione della carne che ci garantiscono una SICUREZZA maggiore.
130. Dr. Salvo Catania il 21/10/2012 ha scritto:
Non immaginavo che questo blog potesse avere tanto seguito.

Ho ricevuto in questi giorni diverse mail sui temi sui quali stiamo discutendo (la carne, gli integratori, il pesce ecc). Stasera ne ricevo una insolita che però mi mette sull'avviso che la nostra informazione da una parte può chiarire mentre dall'altra possa generare ansia.

Ad esempio non ci sono problemi per i genitori che possono gestire personalmente la dieta per i figli. Ma cosa accade per i figli che mangiano 6 giorni alla settimana in una mensa scolastica ?

Riporto la più significativa , di stasera , oscurando tutti i dati sensibili per ovvie ragioni.

Gentilissimo Dottore , mi chiamo ************ laureata(lavoro in campo sanitario) , abito a ****************, in Lombardia. Ho letto con molto interesse il suo blog, per diversi motivi ma in particolare come membro della commissione mensa e come mamma di un bimbo di [*] anni, e mi trovo a dover lottare con piatti proposti dalla società di ristorazione (**********).

Lo scorso anno ho chiesto che Halibut e tonno venissero eliminati dalla dieta e sostituiti con pesce azzurro o trota così come un eccesso di salumi (tra l’altro neppure bio ) che vengono proposti circa 7 volte al mese. Purtroppo nel menu invernale lo hanno riproposto, dicendo che il tonno ed halibut non hanno alcuna controindicazione per i bambini e mi hanno richiesto una documentazione bibliografica in merito.

Le chiederei se mi può aiutare, la prossima riunione è nei prossimi dieci giorni di ottobre ed in quella sede ho una sola possibilità di chiedere di apportare delle modifiche.

Ho risposto alla signora che può intervenire tranquillamente, iscrivendosi, in questo blog e consigliandole di riportare come bibliografia il libro di David Khayat "Le Vrai Regime Anticancer"

131. Utente 258701 il 21/10/2012 ha scritto:
Buongiorno,
per quanto riguarda il menù proposto dalla ditta penso sarebbe interessante confrontarlo con le linee di indirizzo nazionali del ministero della salute e le linee guida regionali sulla ristorazione scolastica. Contengono anche i criteri da indicare nel capitolato d'appalto (sempre che la priorità non si dia al costo). Inoltre da noi è possibile ed è molto diffuso richiedere da parte del Presidente del comitato di gestione della scuola la validazione del menù al Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione della ASL e il Medico Nutrizionista evidenzia le carenze e indica le correzioni. Forse è possibile consultarlo o segnalare eventuali carenze qualitative/nutrizionali. Sperando di aver fatto cosa gradita Le invio cordiali saluti.
132. Dr. Salvo Catania il 21/10/2012 ha scritto:
La ringrazio per le informazioni su cui non saprei fare alcun commento non essendone a conoscenza. Non avrei immaginato di creare problemi alla gestione delle "mense scolastiche" e per questo che ogni suggerimento è benvenuto.
133. Dr. Salvo Catania il 21/10/2012 ha scritto:
Altra mail oggi sulla bibliografia riguardo al pesce ricco di metalli pesanti.
Mi chiedo allora perchè le società di ristorazione insistano sui predatori ricchi di metalli pesanti che a mio parere costano di più piutossto che puntare su pesci più economici e sicuri ? E' un mistero.

>>Dott. Catania, la ringrazio infinitatamente e mi scusi per le mie richieste , ma avrei necessità (se possibile) di un riferimento bibliografico su una eventuale pubblicazione scientifica sulla presenza di metalli pesanti, nelle carni di Halibut e tonno (eventualmente il dosaggio). Avendo lavorato anni fa all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano sono “cresciuta “ un po’ con lo spirito e l’educazione dello stesso, eventualmente potrei recarmi in biblioteca per richiedere gli articoli che lei mi consiglia; . La ringrazio ancora infinitamente perché purtroppo talvolta mi sento davvero un pesce fuor d’acqua e purtroppo è faticoso parlare di educazione corretta alimentare non solo verso la società di ristorazione ( che ovviamente ha interessi personali) ma anche per la ignoranza di molti genitori. >>

Ripeto che nel libro di David Khayat ci sono tutti i riferimenti bibliografici (sono 354) e quelli sui metalli pesanti vanno dal n.30 al 40.
134. Utente 258701 il 23/10/2012 ha scritto:
Buonasera,
io sono rimasta allibita nel constatare gli innumerevoli additivi ed integratori legalmente aggiunti nei mangimi per gli animali che saranno destinati a fornire carni bianche, rosse e nere alle nostre tavole. In che quantità e forma sono ancora presenti nella carne e nei prodotti derivati che ingeriamo? Gli effetti della loro presenza sono stati studiati consideranto ev. azioni sinergiche NEGATIVE per la nostra salute con gli altri residui di contaminanti/trattamenti / additivi che inevitabilmente si trovano nei piatti che compongono il nostro menù? Forse anche le carni bianche non sono del tutto .... innocenti! Non fidandomi che il fine preminente di queste autorizzazioni all'uso sia la tutela della salute pubblica, anche a queste io cerco di applicare la regola varietà e moderazione.
135. Utente 273660 il 24/10/2012 ha scritto:
Gentile dottore,
ho letto in questi commenti giudizi negativi sugli integratori alimentari. Le chiedo se questo vale anche per gli integratori a base di fitoestrogeni naturali per prevenire la menopausa (anche se ancora non è un mio problema) e i tumori al seno ? La ringrazio.
136. Utente 41248 il 24/10/2012 ha scritto:
Egr. Dr. Catania, la disturbo ancora.
Sto seguendo la dieta anticancro che prevede l'inserimento giornaliero di determinati cibi quali.....cavoli, broccoli, semi di lino, frutta secca, verdura fresca, curcuma, zenzero, legumi, aglio, cipolla, buccia di arancia e limone, farine integrali etc. .
Oggi ho fatto la gastroscopia a causa di un reflusso gastroesofageo che mi porto dietro da diversi mesi.
RisultatO: MRGE in ernia jatale con reflusso duodeno.
Terapia consigliata: Lansox, riopan e peridon
Consiglio: Evitare alcuni cibi. Quali? Tutti quelli elencati sopra e che io assumo regolarmente. Che fare? morire di esofagite o di cancro?
Scusi l'ironia ma sono disarmata!!!!
Saluti
137. Dr. Salvo Catania il 26/10/2012 ha scritto:
Mi scuso per il ritardo nel rispondere e per evitare sovrapposizioni rispondo separatamente

# utente 258701
Gentile utente, francamente non saprei rispondere direttamente alla sua domanda senz’altro per limiti di conoscenza da parte mia.
Ma provo ad arrangiare lo stesso una risposta pur sempre impegnativa attraverso vari passaggi.
1) Non conosco dati recenti, ma mi risulta che tutti gli studi sinora condotti non abbiano trovato alcun legame, come per la carne rossa americana e scandinava, tra il consumo di carni bianche e il rischio di sviluppare tumori.
2) Non sono in grado di fare commenti sugli “additivi potenzialmente inquinanti e legali” degli allevamenti degli animali che vediamo sul mercato come carni bianche e i cui effetti potrebbero manifestarsi in futuro.
3) Sin qui il documento più confortante deriva dall’ importante World Cancer Research Fund (Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention Cancer) che però è già del 2007.
4) Possiamo concludere che sino a prove contrarie sin qui possiamo stare tutti tranquilli.
5) Ed è quanto mai condivisibile, precauzionalmente, la sua saggia raccomandazione alla VARIETA’ e MODERAZIONE nello stile alimentare.
138. Dr. Salvo Catania il 26/10/2012 ha scritto:
# utente 273660

Sto preparando una risposta dettagliata in forma di articolo alla sua domanda molto frequente soprattutto tra le donne in menopausa e donne operate di tumore al seno.
Però sinteticamente mi sento di dire che vanno benissimo gli alimenti ricchi in fitoestrogeni, perchè le popolazioni che ne fanno largo consumo sono più protette rispetto ai regimi alimentari occidentali, ma senz'altro il giudizio resta negativo anche per questo tipo di integratori perchè spesso sono arricchiti oltremisura di isoflavoni e non ci sono studi disponibili per dosi così elevate di fitoestrogeni.
139. Dr. Salvo Catania il 26/10/2012 ha scritto:
# Utente 41248 Lei mi mette in difficoltà per ovvvie ragioni (^__^)

>>Che fare? morire di esofagite o di cancro? >>

Scusi la mia ironia ma le rispondo

>> Ubi major minor cessat>> .
So bene che non sia semplice mettersi nei suoi panni .
Ma la varietà di alimenti sani disponibili è molto larga

http://www.senosalvo.com/il_cibo_delluomo.htm

http://www.senosalvo.com/cibi_anticancro_rischi_alimentari.htm

Studi per me cosa si potrebbe scegliere nei casi come il suo, così al prossimo utente che mi metterà in imbarazzo con la stessa domanda mi troverà pronto. (^____^)



140. Dr. Salvo Catania il 26/10/2012 ha scritto:
# Utente 41248 .
Dimenticavo: la scriva pure qui la dieta che ci propone dopo avere letto i link allegati in modo da essere "spendibile" anche con altri utenti che si trovano nella sua non invidiabile situazione
(ma io sono abituato a vedere di peggio...!)
141. Utente 273660 il 26/10/2012 ha scritto:
Grazie per la risposta. Quindi non resta che puntare con tranquillità sugli alimenti contenenti isoflavoni come la soia.
Approfitto della sua pazienza e disponibilità per porre l'ultima domanda. Ho letto su Internet che "la maggior parte di noi consuma proteine di soia a propria insaputa. Ma che vorrà mai dire questa affermazione paradossale?
142. Dr. Salvo Catania il 27/10/2012 ha scritto:
La sua domanda è senz’altro paradossale, ma c’è del vero. Ed è una domanda interessante perché molti ritengono di mangiare prodotti della soia ed invece si tratta d’altro. Andiamo in ordine. In Occidente i prodotti industriali a base di soia vengono chiamati di “seconda generazione”. Si tratta di prodotti industriali (venduti come “di soia”) dove le proteine animali vengono sostituite o bonificate con l’aggiunta di proteine derivate dalla soia . Questi prodotti vengono utilizzati come ingredienti minori in una grande varietà di cibi come hamburger, salsicce, prodotti caseari, pane, pasticceria, biscotti, di soia.
Molti di questi vengono lanciati come ……..di soia.
Quando noi pensiamo di trovarci di fronte a prodotti “orientali” , in realtà si tratta di prodotti tipicamente occidentali e in genere contengono una quantità di isoflavoni molto ridotte (molte donne di mia conoscenza pensano di fare il pieno di fitoestrogeni consumando questi prodotti), poiché vengono fabbricati con concentrati di proteine ricavati dai fagioli tramite procedimenti industriali (estrazione con l’aiuto di solventi derivati dal petrolio, trattamenti ad alte temperature, lavaggio con soluzioni alcoliche). Alla fine del trattamento le proteine di soia ottenute con questi procedimenti hanno ben poco in comune con quelle presenti nei fagioli di soia originali. Di conseguenza se dal punto di vista nutrizionale la soluzione può essere accettabile , mentre dal punto di vista del contenuto di isoflavoni antitumorali resta ben poco.
143. Utente non più iscritto il 27/10/2012 ha scritto:
Sono sconvolta e confusa! Sono stata redarguita dal mio medico da sempre perchè tra i miei vizietti inguaribili nutro una vera passione per il cioccolato. E non perchè farebbe ingrassare, ma perchè farebbe male a tutto. Sono andata a verificare l'ELENCO DEI CIBI nel suo sito

http://www.senosalvo.com/cibi_anticancro_rischi_alimentari.htm

e mi ritrovo con un giudizio di azione anticancro "Molto buona".
Si tratta di un errore oppure ho letto bene ? Non finirò mai di stupirmi su versioni così distanti.

144. Dr. Salvo Catania il 27/10/2012 ha scritto:
C’è scritto anche “attenzione alle calorie”, ma sull’azione anticancro confermo quanto ha letto.
Riguardo al pregiudizio che riferisce del suo curante la storia è lunga e merita di essere spiegata partendo da lontano.
Da sempre il cioccolato veniva considerato utile soprattutto per alleviare gli effetti della fatica (tutt’ora viene tenuto nel taschino dagli sciatori come riserva energetica). L’imperatore azteco Montezuma, ne beveva 50 tazze al giorno (!) per espletare in modo soddisfacente i suoi compiti, richiesti da un harem abitato da seicento concubine. Questa storia è all’origine della leggenda sul potere afrodisiaco del cioccolato, virtù che ancora oggi purtroppo non è stata confermata.
L’associazione positiva tra il cioccolato e la salute è durata fino alla fine del XIX secolo ed è solo con la industrializzazione della produzione dolciaria e con la nascita di prodotti zuccherati , che contengono poco cacao ( e quindi pochi polifenoli) che il cioccolato ha iniziato ad essere considerato come un alimento nocivo alla salute.
Fino ad oggi è stato studiato come antiossidante soprattutto il suo impatto sulle malattie cardiovascolari a partire dalle osservazioni svolte sulle popolazioni che ne consumano grandi quantità . Per esempio gli Indios kuna (arcipelago al largo di Panama) sono grandi consumatori di cacao , che preparano sotto forma di bevanda e ne bevono mediamente non meno di 5 tazze al giorno oltre al fatto che molte pietanze sono a base di cacao. L’interesse verso queste popolazioni deriva dal fatto che nonostante una alimentazione molto ricca di sale, un fattore noto per aumentare la pressione, essi hanno al contrario una pressione sorprendentemente bassa. E non si tratta di una caratteristica genetica perché gli individui che lasciano l’isola per trasferirsi altrove hanno una pressione più alta se modificano lo stile alimentare tipico dell’isola.
Seguendo queste popolazioni fuori dell’isola è stato osservato ad esempio che l’effetto antiossidante del cacao scompare se viene consumato insieme al latte in ragione di un differente assorbimento dei polifenoli.
Anche se gli studi sulla capacità dei polifenoli sono ancora agli inizi , i risultati sono molto incoraggianti, dopo l’osservazione che le protoantocianidine del cacao siano in grado di ritardare negli animali da laboratorio lo sviluppo di alcuni tumori, specie del polmone, perché verrebbe ridotta l’attività di un enzima (EGFR) per la crescita delle cellule tumorali e l’angiogenesi delle stesse.
All’atto pratico però per parlare di dose interessante di polifenoli all’organismo ci si deve riferire al consumo quotidiano di 40 g di CIOCCOLATO FONDENTE, contenente il 70% di pasta di cacao.
145. Utente 273660 il 27/10/2012 ha scritto:
Non so come farò a spiegarlo al mio medico, o forse deciderò di rinunciarci, e ,tenendo conto delle "calorie", mi godrò senza sensi di colpa l'inguaribile vizio del cioccolato fondente :-)).
146. Dr. Salvo Catania il 28/10/2012 ha scritto:
Cioccolato "rigorosamente" fondente e non al latte per diverse ragioni, con un occhio alle calorie , grassi e zuccheri contenuti.

http://www.medicitalia.it/salvocatania/news/128/Pane-o-formaggio-per-da

All'atto pratico vuol dire non stiamo rilasciando un lascia passare
ai "cioccolato-dipendenti" per grandi quantità, ma stiamo tranquillizzando i consumi di una barretta quando se ne ha voglia.
Torniamo ancora una volta al concetto di...MODERAZIONE E TUTTO SI PUO'.

Quindi no alle abbuffate al cioccolato al latte, anche perchè si perdono gli effetti degli antiossidanti, e no per il contenuto (verificarlo ) di calorie, grassi e zuccheri.

Si al cioccolato fondente senza esagerare.

Se fosse puro il cioccolato nei prodotti che acquistiamo non ci sarebbero problemi, anzi dovremmo raccomandarlo in grandi quantità non solo per i tumori, ma soprattutto per la salute delle arterie.

E a ragion veduta dopo la pubblicazione di uno studio svedese del Karolinska, che ha seguito per 10 anni 33 mila donne ed hanno esaminato l'effetto anti-ictus del cioccolato fondente, rilevando che le signore che consumavano la più alta quantità di cioccolato fondente - più di 45 grammi a settimana - hanno fatto registrare ogni anno 2 ictus ogni 1000 donne, mentre tra le rappresentanti del gentil sesso che non superavano i 9 grammi a settimana il tasso di ictus annuo rilevato è stato di 8 casi ogni 1000 donne.

A fare la differenza, secondo i ricercatori, sarebbero i flavonoidi, antiossidanti «spazzini» dei radicali liberi.

147. Utente 108109 il 28/10/2012 ha scritto:
Buonasera dottore

Copio di seguito una mia richiesta di consulto di Medicitalia, nella quale sono stato indirizzato a questo blog.

Buonasera dottori

Vorrei avere alcune delucidazioni in merito ad alimenti che, si dice, aumentino il rischio di cancro (informazioni trovate sul web, tra cui un sito curato da uno specialista presente in questo sito).
Uno dei miei dubbi riguarda il tonno e il salmone. Io mangio mediamente 2 filetti freschi al mese di tonno o salmone e circa 1-2 scatolette di tonno sott'olio la settimana (perlopiù nel sugo della pasta o sulla pizza). Questo potrebbe essere considerato un consumo troppo elevato di questi cibi tale da incrementare il rischio di tumore?
In secondo luogo ha suscitato la mia curiosità una sostanza (di cui non ricordo il nome) cancerogena che viene prodotta alle alte temperature. Si faceva l'esempio delle fette biscottate e delle patatine da fare al forno. Io mangio quotidianamente due fette biscottate a colazione con del miele, è anche questo da considerarsi un consumo eccessivo? Per quanto riguarda le patatine, 1-2 volte la settimana, anche qui troppo?
In sostanza quello che vorrei capire è se questi alimenti (o le sostanze in essi) considerati "cancerogeni" sono da abolire del tutto o vale la regola del non esagerare. Io ho un'alimentazione non eccessiva e abbastanza variata, dovrei apporre particolari cambiamenti per i cibi citati sopra?
In ultima istanza un'altra curiosità. Si legge spesso che le verdure aiutano a prevenire tumori, e io purtroppo ho un consumo relativamente basso di esse (per altro supplito da un consistente consumo di frutta). In altre parole non mangio quegli ortaggi quotidiani quali insalata, pomodori crudi, ... ma mangio prevalentemente carote crude, zucchine e cornetti bolliti. Questa totale mancanza di consumo di insalata e pomodori mi farebbe mancare protezioni importanti al fine di prevenire eventuali tumori oppure va bene anche sostituire il mancato consumo con altri tipi di ortaggi (prevalente cotti) e tanta frutta?

Ringrazio in anticipo
148. Dr. Salvo Catania il 28/10/2012 ha scritto:

Sono io il terrorista, lo ammetto. Nel campo della informazione sanitaria, terrorista è “chi diffonde una percezione del rischio esagerata.” Se però risulta poi realistica l’informazione, viene meno l’esagerazione ed allora non si può parlare più di terrorismo mediatico ma di corretta informazione.

Dalle domande che mi pone è evidente che Lei faccia riferimento ai miei articoli su
http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm

Molti utenti allarmati mi scrivono mail private che ora rimando tutti a questo blog.

Tanta carne al fuoco ha messo Lei in campo e Le potrei rispondere con quanto continuiamo a ripetere anche in questo blog: con MODERAZIONE TUTTO E’ permesso, il che vuol dire che non esistono alimenti da proscrivere assolutamente dalla propria tavola, ma imparare a distinguere i cibi sani da quelli inquinati e dalla vera spazzatura alimentare, non può non rappresentare un indiscusso vantaggio alla propria salute.

Ed è singolare che mentre si studia sulla Prevenzione Primaria dei tumori quasi tutti gli studi si incrociano prima o poi con quelli che vengono approntati per studiare la Prevenzione Primaria delle malattie cardiovascolari. Se consideriamo che tumori e malattie cardiovascolari costituiscono l’80% delle cause di morte nelle popolazioni dei Paesi Occidentali, va da sé quanto importanti possono essere i temi di cui stiamo discutendo. Questo perché entrambe le patologie riconoscono come primum movens fenomeni comuni (es. infiammazione cronica).

Rispondo a Lei punto per punto e solo per quanto la Prevenzione alimentare dei tumori.

1) Magari tutta la popolazione avesse le sue abitudini alimentari ! Si colgono alcuni errori non certo veniali, ma complessivamente direi che siamo molto vicini al giudizio di “buono” (l’ottimo lo riserviamo ….ai santi martiri !)

2) Tonno e salmone : ne ero ghiotto anche io, ora li mangio una volta al mese come Lei, consapevole comunque di trasgredire. Quindi il tonno 2 volte alla settimana è più che trasgressivo. Purtroppo le specie predatrici e quindi carnivore, più sono collocate in alto nella catena alimentare e più sono suscettibili di essere contaminate. E infatti sono delle vere miniere di cadmio, arsenio, mercurio, ecc tutti metalli catalogati nella fascia A dei cancerogeni.

3) >> In secondo luogo ha suscitato la mia curiosità una sostanza (di cui non ricordo il nome) cancerogena che viene prodotta alle alte temperature. Si faceva l'esempio delle fette biscottate e delle patatine da fare al forno. Io mangio quotidianamente due fette biscottate a colazione con del miele, è anche questo da considerarsi un consumo eccessivo? Per quanto riguarda le patatine, 1-2 volte la settimana, anche qui troppo? <<

Si chiama ACRILAMIDE e qui si rischia di recitare la parte del terrorista di Al Qaeda perché si rischia di mettere in discussione tutto quello che pensavamo fosse sano. Faccio prima a rispondere scrivendo che è sospetto un alimento sottoposto a trattamento industriale e troppo elaborato.

Se si volesse stare tranquilli dovremmo tutti tornare ai cibi poveri dei nostri bisnonni.
Poiché ciò non è possibile facciamo alcuni esempi.

Perché sono da considerare potenzialmente pericolosi snacks salati, fette biscottate, alcuni tipi di biscotti, cereali per la colazione, crackers ecc ??
Perché a causa dell’alta temperatura si può produrre una reazione chimica nel corso della quale gli zuccheri contenuti nei cibi cotti si combinano con alcuni acidi aminici che compongono gli stessi alimenti. Talvolta quando l’acido amminico che entra nella reazione è l’ASPARAGINA, questa reazione , detta REAZIONE DI MAILLARD, produce la famigerata ACRILAMIDE altamente cancerogena.

Questa asparagina rappresenta il 40% degli acidi amminici totali delle patatine fritte, il 14 % della farina di grano…

4) Frutta e Verdura : va benissimo quanto descrive nelle sue abitudini alimentari, ma è un peccato che escluda i pomodori (anche i Kiwi) che contengono LICOPENE molto importante nella prevenzione dei tumori della prostata ( e si inizia già alla sua età). Se ricontrolla l’elenco dei cibi del link allegato c’è una grande varietà di cibi che possono uno alla volta essere introdotti.

Tanti saluti
149. Utente 273660 il 29/10/2012 ha scritto:
Oh no ! Ci ha restituito il cioccolato fondente che parlando anche con le mie amiche pensavamo tutte fosse nocivo, ma ci toglie le adorate fette biscottate che tutti pensavamo fossero sanissime ?
Io ho fatto colazione da sempre con quelle :_)).Che mi succederà ?
150. Dr. Salvo Catania il 29/10/2012 ha scritto:
Non Le succederà assolutamente nulla, stia assolutamente tranquilla,
ma questa riflessione potrebbe indurla a riflettere su alcune abitudini frutto di pregiudizi purtroppo diffusi dagli stessi medici.
Legga questo vecchio articolo (ma i concetti espressi non solo non sono stati smentiti, ma addirittura rafforzati da nuovi studi epidemiologici su campioni molto rappresentativi dell'intera popolazione)

http://www.senosalvo.com/il_cibo_delluomo.htm
151. Utente 259360 il 31/10/2012 ha scritto:
Per quanto riguarda il tonno sarebbe pieno di sostanze solo quello sano o anche quello in scatoletta? Grazie anticipatamente.
152. Dr. Salvo Catania il 31/10/2012 ha scritto:
Le nostre sono raccomandazioni molto generiche per tutti gli alimenti. Poi per nessuno di questi si può essere molto precisi. Da dove proviene il tonno ? A me preme sottolineare che nel dubbio se si vuole eccedere nel consumo, che passi il messaggio NO al tonno, SI ad altri tipi di pesce(Sgombro, acciuga, sardina, orata, sogliola, gamberi .....)

Con moderazione mangio volentieri anche io salmone, tonno, pesce spada Halibut.....

Lo stesso vale , ripeto, per tutti gli alimenti. Non è ad esempio una garanzia di buona scelta per frutta e verdura andare a prenderla direttamente dal contadino appena fuori città se poi lo stesso contadino, a nostra insaputa, usa trattamenti truffaldini per curare l'aspetto della sua frutta e verdura e farla apparire più bella a vedersi di quella dei suoi concorrenti.
153. Utente non più iscritto il 31/10/2012 ha scritto:
Grandiosa la novità della curcuma, ma io la conoscevo già perchè uso da tempo il Curry. Vuol dire che inconsapevolmente ho fatto prevenzione ?
154. Utente 259360 il 31/10/2012 ha scritto:
Si certo, con moderazione si può tutto, il tonno lo mangio 1 volta a settimana (quello nella scatoletta). Spero vada bene, che il corpo smaltisca le quantità di metalli.
155. Utente non più iscritto il 01/11/2012 ha scritto:
Ma se si conosce la provenienza del salmone vale anche se questo proviene da un allevamento ?
156. Utente non più iscritto il 01/11/2012 ha scritto:
Ma se si conosce la provenienza del salmone vale anche se questo proviene da un allevamento ?
157. Dr. Salvo Catania il 01/11/2012 ha scritto:
# Utente 272060
>>Ma se si conosce la provenienza del salmone vale anche se questo proviene da un allevamento ?>>
Purtroppo si.
Nel 2004 è stato pubblicato uno studio su Science una delle riviste più prestigiose al mondo che ha destato molto scalpore. Dopo avere esaminato settecento campioni di allevamento e di salmone selvaggio (vale per i principali predatori del mare), acquistati in quaranta luoghi differenti del pianeta, i ricercatori sono giunti alla conclusione che la carne di quel pesce è così contaminata che dovrebbe essere consumata solo occasionalmente e non più di una volta al mese. Pertanto non esiste alcuna differenza tra pesce selvaggio e pesce di allevamento., poiché il veicolo della contaminazione dei prodotti del mare è il mare stesso.
Questo studio per la verità venne molto criticato dalla FDA statunitense con un altro articolo che faceva notare che i campioni esaminati erano crudi e che non erano stati privati della pelle , dove si concentrano gran parte delle tossine. Pertanto da questa osservazione ne potremmo trarre qualche rassicurazione in più se eliminiamo la pelle dei pesci .
Da questi studi derivano le raccomandazioni
1) Pesci da evitare :
*Spada
*Verdone*
*Imperatore
*salmone
*tonno (in particolare il tonno rosso)
*Anguille
*Sirki
*Buccini
*ragni di mare

2) Da privilegiare senza problemi
*Sgombro
*acciuga
*Sardina
*orata
*Spigola
*sogliola
*Molluschi bivalve (capesante, vongole, cozze ecc )
*gamberetti

158. Dr. Salvo Catania il 01/11/2012 ha scritto:
# Utente 272060
>>Grandiosa la novità della curcuma, ma io la conoscevo già perchè uso da tempo il Curry. Vuol dire che inconsapevolmente ho fatto prevenzione ?>>

Facciamo un po’ di chiarezza.

1) NOVITA?
Non direi proprio. Molti credono che si tratti di una spezia introdotta recentemente in Occidente ed importata dall’India. In realtà il termine curcuma proviene senza dubbio dalla parola araba kourkoum, che significa zafferano. Ma la sua origine si perde nei tempi. Marco Polo nel 1280 menziona la scoperta di “una pianta che ha tutte le proprietà dello zafferano , senza essere però zafferano”. Ma l’origine è ancora più antica perché la curcuma, che contiene curcumina, faceva parte già dei 250 medicamenti vegetali menzionati in una serie di trattati medici risalenti a circa 3000 anni prima di Cristo, scritti in caratteri cuneiformi su tavolette di pietra e raccolte nell’ERBARIO DI ASSIRIA intorno al 600 avanti Cristo.
In Cina , India , Indonesia la curcuma viene utilizzata per trattare una grande varietà di disturbi fisici tra cui disturbi digestivi, febbre, artrite, diarrea , l’ittero ecc.
E’ diffusa anche in Giappone soprattutto nella famosa isola (ultima guerra mondiale) di Okinawa con il nome di ucchin sotto forma di infuso., che gli abitanti dell’isola considerano alla base del loro eccellente stato di salute e longevità . Infatti l’età media è di 80 anni e il numero di centenari (34 su 100.000 abitanti) dell’isola è significativamente superiore a quello degli Stati Uniti (10 ogni 100.000 abitanti)

2) CURRY ?
Non bisogna confondere il più noto curry con la curcuma. E’ vero che il curry contiene una discreta quantità di curcumina ( ma non più del 15-30%), perchè non è una spezia ma una miscela di spezie diverse , essendo presenti oltre alla curcumina, coriandolo, cumino, cardamomo e a vari tipi di pepe ( o rosso o nero). Pepe nero non casualmente è presente perché potenzia gli effetti della curcumina. E questo è importante perché la curcumina può essere utilizzata per incrementare gli effetti della chemioterapia (vedi allegato) ed il pepe nero a sua volta incrementa l’effetto della curcumina

http://www.senosalvo.com/curcuma.htm
159. Utente non più iscritto il 02/11/2012 ha scritto:
Mi stupisco molto, ringraziandola per le altre preziosissime informazioni, che Lei escluda in questo blog (ma anche nel suo sito), nel senso di omettere, tra le varie raccomandazioni, quella riguardo al the verde, riconosciuto universalmente come importante nella prevenzione antitumorale. O rientra questa mia informazione tra le "regole da ridettare " ? Grazie per l'attenzione.
160. Dr. Salvo Catania il 03/11/2012 ha scritto:
No, non ho omesso assolutamente nulla.
1) E’ inserito in prima linea nel mio “menu’ di lunga vita”

http://www.medicitalia.it/salvocatania/news/97/Esiste-un-menu-di-lunga-

http://www.senosalvo.com/menu_di_lunga_vita.htmri

2) Non ne parlo in questo blog perché non rientra tra le “regole da ridettare” ed infatti come giustamente sostiene Lei è riconosciuto come una delle piante più importanti per il mantenimento della salute. Io non lo consiglio a spada tratta per alcune ragioni pratiche che spiegherò più avanti , innanzitutto perché un tè di mediocre qualità o lasciato in infusione per poco tempo , può contenere, come vedremo , una quantità di sostanze protettive che sono poco utili allo scopo di cui stiamo discutendo.

Perché parliamo di tè verde e non del tè nero reso celebre soprattutto dagli inglesi ? Perché il tè verde contrariamente al tè nero , contiene grandi quantità di catechine , molecole che contengono numerose e notevoli proprietà antitumorali.

Perché questa raccomandazione viene disattesa da noi occidentali ?
a) Perché andrebbero scelte le foglie del tè giapponese , che rispetto a quello cinese presenta una gran quantità in più di polifenoli
b) Le foglie devono essere lasciate in infusione per circa 8-10 minuti
c) Se ne devono bere almeno 3 tazze al giorno.
161. Dr. Salvo Catania il 03/11/2012 ha scritto:
Dimenticavo una nota molto importante. Numerosi sono gli studi sulla prevenzione dei tumori utilizzando il the verde. All'inizio scoranggianti dal punto di vista epidemiologico perchè molto controversi sono stati i risultati. Poi man mano che si moltiplicavano gli studi si è compreso che i risultati erano in relazione alle enormi variazioni dei contenuti di polifenoli tra i vari tipi di tè verde e non in base al volume di tè ingerito. Scartati quelli cinesi per lo scarso contenuto di polifenoli (ad eccezione del Pilo Chun Emperor : parliamo di tipo di tè e non di nomi commerciali) sono stati identificati diversi tipi di tè giapponesi ad elevato contenuto di polifenoli, tra cui Gyokuro e Secha-Uchiyama.
162. Utente non più iscritto il 03/11/2012 ha scritto:
Sono in ansia anche per i miei familiari per i pesticidi nella frutta e gli OGM. Noi mangiamo solo frutta e verdura "BIO". Perchè non ne fa cenno ? Bisognerebbe invece raccomandarla più diffusamente.
163. Dr. Salvo Catania il 04/11/2012 ha scritto:
Tre rasoiate in una domanda sola (^____^): pesticidi , OGM , frutta e verdura “BIO”.

1) Sui pesticidi ne abbiamo discusso ampiamente in questo blog: basta lavare frutta e verdura (senza o con bicarbonato e senza disinfettanti). Le riassumo in questi link quanto abbiamo detto, perché la frutta e verdura vanno lavati anche per eliminare i residui del terreno in cui sono coltivate (residui fecali e chimici dei concimi).

http://www.senosalvo.com/come_lavare_la_frutta.htm
http://www.senosalvo.com/verdure_veleni.htm
http://www.senosalvo.com/contaminazione_microbiologica.htm

2) Frutta e verdura provengono da manipolazioni genetiche ? Questi organismi geneticamente modificati (OGM) sono nocivi alla salute ? Cerchiamo di fare una sintesi su un tema molto dibattuto.

La stragrande maggioranza di frutta e verdura attualmente disponibile proviene da varietà selezionate naturalmente e quindi può essere considerata naturale. In ogni caso se a nostra insaputa provenissero da alimenti OGM, nessuno studio è riuscito a stabilire il loro potenziale cancerogeno, cosa che tra l’altro non è sorprendente, dato che le proteine prodotte dalle mutazioni genetiche verrebbero in ogni caso distrutte dalla digestione e quindi non possono avere un impatto significativo sull’apporto nutritivo. Ci fermiamo qui per non aprire una discussione infinita concludendo che il problema degli OGM è prevalentemente ambientale e senz’altro giustificabile l’atteggiamento di chi vi si oppone.

3) Solo la frutta e la verdura >>BIO>> fanno bene alla salute ?

Falso. Tutti gli studi che hanno stabilito il potenziale antitumorale di frutta e verdura si basano sul consumo di alimenti provenienti dalla coltivazione tradizionale e quindi l’etichetta >>biologica>> non è affatto un requisito essenziale per beneficiare degli effetti positivi di questi alimenti così tanto reclamizzati. Tra l’altro è meglio consumare quotidianamente abbondante frutta e verdura tradizionale piuttosto che mangiare solo occasionalmente prodotti “biologici”, se il prezzo generalmente più elevato di questi ultimi ( e in tempi di crisi occorre tenerne conto) impedisce il consumo regolare di frutta e verdura.
164. Dr. Andrea Annoni il 05/11/2012 ha scritto:
Anche io ho una curiosità. Ho visto che hai inserito il mirtillo rosso, oltre alla fragola, nel "menu' di lunga vita" per le attività antitumorali. Mi risulta che una delle più note applicazioni del mirtillo nella medicina popolare è la cura delle infezioni urinarie che poi ha trovato una solida conferma scientifica. Queste stesse sostanze potrebbero avere un ruolo protettivo nei confronti del cancro ? Anche in tal senso c'è una conferma scientifica ?
165. Dr. Salvo Catania il 05/11/2012 ha scritto:
Sembra facile la risposta, ma in realtà non lo è.

Io consiglio vivamente i frutti di bosco ai miei pazienti per molte ragioni (antiossidante) e per le sostanze che contengono .

Quando si parla di “scientificità” io intendo altro. Per i frutti di bosco, in realtà poiché occupano un ruolo relativamente modesto all’interno del nostro regime alimentare , trattandosi di frutti stagionali, è estremamente difficile determinare il loro impatto sullo sviluppo dei tumori e infatti non sono stati svolti ampi studi, come per altri alimenti, sulla relazione esistente fra il consumo di questi frutti e il rischio di sviluppare il cancro.

Ciò nonostante molti ricercatori li considerano molto importanti nella prevenzione dei tumori, sulla base di evidenze osservazionali sulle popolazioni che ne fanno uso in grande quantità e su studi condotti sulle cellule tumorali di laboratorio, oltre che sugli animali di laboratorio sottoposti a trattamenti che inducono la formazione di tumori.

Perché parliamo di frutti di bosco e non solo del mirtillo ? Perché si consiglia di usarli a rotazione per l’elevato contenuto di due sostanze fondamentali ad azione antitumorale: l’acido ELLAGICO (lampone, more, noci, fragola) e le ANTOCIANIDINE (mirtillo).

L’acido ellagico è contenuto nella stessa quantità nelle more e nei lamponi, ma anche nelle noci, e a causa delle calorie contenute in queste ultime, si preferisce consigliare il lampone e le more.

La fragola passa in secondo piano a causa delle “false” allergie alimentari che può provocare, dovute alla sua capacità di stimolare la liberazione di istamina da parte del sistema immunitario e poi perché contiene il 60 % in meno di acido ellagico rispetto a lampone, more e noci.

Il mirtillo ha maggiori fondamenti popolari e scientifici. Usato nella antica medicina popolare per molte malattie, attualmente, per comprenderne il potere antitumorale, il suo uso è particolarmente interessante nella retinopatia diabetica , che viene causata dalla formazione incontrollata di vasi (angiogenesi) della retina, esattamente a quanto accade quando inizia la sua vita una formazione tumorale.

E infatti i dati scientifici più recenti suggeriscono che una classe di molecole particolarmente abbondanti nei mirtilli, le antocianidine, potrebbero essere responsabili degli effetti antiangiogenetici di questi frutti.

Questo fenomeno è stato ampiamente dimostrato negli animali di laboratorio dove si è osservato che una alimentazione che comprende una percentuale relativamente elevata di lamponi e mirtilli (5%) porta ad una riduzione significativa dei tumori dell’esofago causati dal NMBA un potentissimo cancerogeno.
166. Dr. Salvo Catania il 05/11/2012 ha scritto:
Purtroppo io ho una visione parziale sulla alimentazione, nel senso che la espongo solo sul versante della Prevenzione Primaria dei tumori. Queste nozioni sono molto importanti anche per chi ha già avuto un tumore e quindi nella Prevenzione delle recidive e dei tumori metacroni. Noi oncologi togliamo il tumore...ma LA CAUSA, spesso sconosciuta, RESTA ! Purtroppo pochissimi medici oncologi se ne occupano.

Mi scuso se, da incompetente, potrei scrivere informazioni sbagliate sul potere nutritivo degli alimenti non essendo un addetto ai lavori sulla Scienza dell'Alimentazione (in tal caso chiedo aiuto a Serafino Marcologo che più volte è intervenuto in questo blog).

Per esempio io ho eliminato noci e fragole per le ragioni esposte, ma non sono sicurissimo che la mia selezione sia oculata per altre ragioni che mi sfuggono.
167. Dr. Alessandro Scuotto il 05/11/2012 ha scritto:
Colgo l'occasione offerta dal post di Andrea e della replica di Salvo per segnalare che quello consigliato per le infezioni delle vie urinarie è soprattutto il mirtillo rosso (cranberry, vaccinium vitis ideae), ricco tra l'altro di flavonoidi ad azione debolmente estrogenica; mentre quello ricco di antocianosidi con azione prevalente sulla parete dei vasi sanguigni e sulla visione notturna, è quello nero (vaccinium myrtillus).
168. Dr. Salvo Catania il 06/11/2012 ha scritto:
Quanto mai opportuna la tua precisazione ed io mi riferivo proprio al mirtillo nero del quale esistono quello europeo ed il "cugino" americano gigante ed è proprio quest'ultimo che veniva usato dagli indiani d'America, che ne facevano largo consumo soprattutto durante le loro carestie. Gli europei proprio dagli indiani hanno copiato tutte le applicazioni in portate molto varie, zuppe, sughi e ovviamente dolci.
169. Dr. Salvo Catania il 06/11/2012 ha scritto:
Dimenticavo di aggiungere una cosa molto importante : il mirtillo rosso occupa uno spazio ridotto nelle abitudini alimentari moderne
e purtroppo viene consumato soprattutto come succo .

NON E' LA STESSA COSA, considerando che i succhi commerciali contengono una grande quantità di ZUCCHERO e piccolissime quantità delle molecole fitochimiche che conferiscono al frutto
le sue proprietà benefiche tra cui la cura delle infezioni urinarie.

E proprio osservando gli indiani d'America usarlo nel trattamento dei disturbi della vescica e dei reni che i coloni hanno scoperto i suoi effetti terapeutici, confermati successivamente da una solida base scientifica( alcuni composti del mirtillo rosso, per semplificare, impediscono ai batteri di legarsi alle cellule del tratto urinario).
170. Utente 41248 il 06/11/2012 ha scritto:
Salve Dr. Catania, mi scuso per il ritardo della risposta ma solo ora ho letto il Suo commento del 26.10. Mi dispiace averLa messa in imbarazzo, non era mia intenzione anche se....riconosco..... la mia domanda era provocatoria.
Leggerò il link e poi Le farò sapere. Grazie
Buonanotte
171. Dr. Salvo Catania il 06/11/2012 ha scritto:
Stia tranquilla ce ne vuole per mettermi in imbarazzo : mi ha solo invitato ad "arrampicarmi sugli specchi " [ (^___^) replica # 157]
172. Utente 276013 il 06/11/2012 ha scritto:
Anche io ho una curiosità da sempre : una mia amica mi ossessiona con le raccomandazioni sul potere antitumorale di "Broccoli, cavolfiori, cavoli, verza". Non discuto che siano utili alla salute (come tutte le altre verdure del resto), ma per il resto ci trovo tanta esagerazione integralista non credo supportata da alcuna validità scientifica.Ma su questo ultimo punto non posso essere certa.
173. Utente 258701 il 07/11/2012 ha scritto:
Buonasera Dr. Catania,
vorrei ritornare all’affermazione d’inizio di questo blog “Le abitudini alimentari sono responsabili di una percentuale tra il 25 e il 30 per cento dei tumori, eppure nella prevenzione a tavola sbagliamo tutto.” Questa, anzi queste due affermazioni, quanto sono condivise nella comunità medica? Perché mi sembra assurdo che io paziente oncologica debba scoprire su internet che si può fare prevenzione anticancro per le recidive con dieta corretta e attività fisica in sinergia che diventano moltiplicatori di salute come mi ha “matematicamente” illustrato. Durante le visite mediche alcuni oncologi mi hanno rivolto, nella fase del commiato, generiche “raccomandazioni” sulla necessità di fare movimento, mangiare frutta e verdura, evitare cibi “grassi”. Perché normalmente i pazienti diabetici sono indirizzati al servizio di dietetica clinica mentre non lo sono i pazienti oncologici? Si presenta alle donne la mammografia gratuita da parte del SSN come mezzo di prevenzione del cancro ma in realtà questo esame si limita a scoprire il cancro in fase iniziale. Lei ci sta presentando la vera prevenzione, non fatta di semplicistiche occasionali raccomandazioni. Perché Si stupisce, dopo aver trasmesso questa consapevolezza ad un genitore, se questo cerca di ”imporre” le corrette regole della dieta anticancro nel servizio di ristorazione scolastica del proprio figlio?
Cordiali saluti.
174. Dr. Salvo Catania il 07/11/2012 ha scritto:
Utente 276013 . No, non è affatto integralista la raccomandazione della sua amica (se è ossessiva è altro discorso) perché è supportata da valore scientifico a tal punto che Richard Beliveau , titolare del dipartimento di prevenzione del cancro dell’ Università di Montreal, una delle massime autorità mondiali dell’oncologia, nel suo libro “ “Les aliments contre le cancer”, dedica uno dei capitoli più importanti a questo tema proprio dal titolo “LE CELLULE TUMORALI DETESTANO I CAVOLI “ ( Le piante dei cavoli ,sottogruppo delle crucifere, noto ai botanici come Brassica : cavolo cappuccio, cavolfiore, i cavolini di Bruxelles, cavolo nero e verza. Anche senape , crescione e ravanello appartengono alle crucifere).

Ci sono studi convincenti a tal proposito. Da uno studio condotto su un campione di 48.000 operatori sanitari per un arco di 10 anni si è visto che si ha una riduzione del 50% dei tumori della vescica nei consumatori di 5 porzioni di crucifere alla settimana rispetto al campione che ne consumava solo una alla settimana. Lo stesso vale per il tumore al seno : le donne cinesi che consumano più crucifere hanno un rischio dimezzato , indipendentemente dalla soia (altro alimento importante) consumata.
Lo studio sul tumore al seno è stato replicato anche con le donne svedesi per dimostrare che non ci fossero altri fattori protettivi di interferenza nella popolazione cinese : una o due porzioni di crucifere al giorno ha ridotto l’incidenza del tumore al seno del 40%. Ciò vale anche per altri tipi di tumore e si tratta di osservazioni rilevanti nel contesto della alimentazione occidentale dove il consumo di crucifere è particolarmente ridotto.

Ciò in ragione del fatto che contengono oltre a molti POLIFENOLI , presenti anche in altri alimenti, una elevata concentrazione di sostanze chiamate GLUCOSINOLATI, che liberano due classi di sostanze a forte attività antitumorale, gli ISOTIOCIANATI e gli INDOLI.

Due raccomandazioni importanti :
1) Queste sostanze per essere efficaci , essendo presenti in scomparti differenti degli alimenti, hanno bisogno di MESCOLARSI tra di loro e pertanto si raccomanda una MASTICAZIONE relativamente LENTA. Quindi non è cibo indicato per un pasto “veloce”

2) E’ preferibile cuocere le crucifere il meno possibile e con poca acqua per non perdere l’attività dei glucosinolati . In pratica si consiglia, e in tal modo si rendono più appetibili, di stufarle rapidamente oppure saltarle in padella .

175. Dr. Salvo Catania il 07/11/2012 ha scritto:
Ha ragione Lei(258701,la “comunità medica” ci fa una pessima figura, perché in realtà quanto stiamo discutendo è già ben delineato dal Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro ( WCRF),la cui missione è quella di promuovere la prevenzione primaria dei tumori anche attraverso la buona alimentazione, e che ha operato un grande lavoro di revisione di tutti gli studi scientifici sul rapporto fra alimentazione e tumori ( e quindi anche recidive), impegnando oltre 100 ricercatori, epidemiologi e biologi dei 20 centri di ricerca fra i più prestigiosi del mondo.

Ha rappresentato l’Italia Franco Berrino
http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Berrino

Queste ricerche hanno confermato che il nostro modo di mangiare sempre più “ricco” di calorie, di zuccheri, di grassi e di proteine animali, ma in realtà “povero” di alimenti naturalmente completi, ha contribuito grandemente allo sviluppo delle malattie tipiche dei paesi ricchi: l’obesità, la stitichezza, il diabete,l’ipertensione, l’osteoporosi, l’ipertrofia prostatica, l’aterosclerosi, l’infarto del miocardio, le demenze senili, e molti tumori.

Le allego un articolo di Franco Berrino che troverà sul mio sito (è del 2005 !!!!!)
http://www.senosalvo.com/il_cibo_delluomo.htm

dove troverà una una carrellata degli “orrori” in fatto di raccomandazioni che vengono date proprio dai medici, come ad esempio

a) Il latte e formaggi……per prevenire l’osteoporosi (sic !!) in Menopausa e Andropausa.

Vedi ulteriori dettagli su
http://www.medicitalia.it/salvocatania/news/128/Pane-o-formaggio-per-da

b) Anemia da carenza di ferro nei bambini
>>Da decenni i pediatri insegnano alle mamme che nel secondo semestre di vita, dopo lo svezzamento, i bambini devono mangiare omogeneizzati o liofilizzati di carne allo scopo di prevenire l’anemia da carenza di ferro. I bambini non sono d’accordo ma non hanno voce in capitolo. La raccomandazione si basa su studi condotti negli anni ‘40, nei quali era stato accuratamente misurato il contenuto di ferro alla nascita e il contenuto di ferro nei bambini di un anno, e calcolato quindi il fabbisogno di ferro alimentare nel primo anno di vita.
Studi successivi (condotti in soggetti adulti) dimostrarono che il ferro del latte e dei vegetali è meno assorbibile che non il ferro della carne. Si concluse che l’unico modo per garantire ai divezzi la quantità di ferro sufficiente al fabbisogno nel primo anno di vita è di nutrirli con 50 grammi di carne al giorno. Questi calcoli sono stati accuratamente trascritti nelle successive generazioni dei trattati di pediatria e nella pubblicità degli omogeneizzati dimenticando di riferire che, negli esperimenti originali, i bambini in cui si era valutata la quantità di ferro all’età di un anno non avevano mangiato carne. Evidentemente i neonati e i divezzi hanno ben altre risorse di quelle che credono i pediatri e il loro intestino è capace di assorbire molto più ferro dal latte e dalle pappe di verdure e cereali di quanto prescritto dalla scienza accademica. Le nostre bisnonne lo hanno sempre saputo: se il buon Dio avesse voluto che i divezzi mangiassero carne avrebbe fatto loro crescere i denti.
È difficile dire quanto male abbiamo fatto ai nostri bambini con questa dieta forzata, ma certamente questa pratica ha contribuito alla diffusione del mito dell’alimentazione carnea. La carne è certamente un ottimo alimento, ma l’aumento del consumo di carne, in particolare di carni rosse, è uno dei fattori che ha contribuito a far aumentare l’incidenza di molte malattie frequenti nelle popolazioni occidentali, come l’aterosclerosi, l’ipertensione, il cancro dell’intestino>>

c) Ecc .Ecc.



176. Utente 258701 il 09/11/2012 ha scritto:
Buonasera Dr. Catania,
a me i mirtilli piacciono, sono interessata a capire se quanto esposto su questo Blog sull'effetto benefico che nederiva dal loro consumo sia riferito allo stato dell'arte antecedente a quanto esposto dal Dr. Marcello Sergio nel proprio blog del 08/11/2012: Secondo una revisione sistematica Cochrane pubblicata online il 16 ottobre ( terzo aggiornamento di una revisione Cochrane precedente sullo stesso argomento pubblicato la prima volta nel 1998 e poi aggiornato nel 2004 e nel 2008), i risultati dei più recenti studi suggeriscono che il succo di mirtillo è ancora meno efficace nel prevenire infezioni del tratto urinario rispetto a quanto mostrato nell'ultimo aggiornamento. I prodotti a base di mirtillo rosso non hanno avuto alcun apparente effetto protettivo in qualsiasi sottogruppo, comprese le donne con infezioni ricorrenti, gli anziani, le donne incinte, i bambini, i pazienti affetti da cancro, e pazienti con vescica neuropatica o lesione spinale." insomma........ mi interessa la Sua Opinione o di Altri suoi Colleghi oltre a quella esposta in modo chiaro e ben comprensibile dal Dr. Marcello Sergio e ...... se i dati sono opinabili. Spero di non essre stata inopportuna, al momento sono un'utente del sito un pò confusa. Cordialità.
177. Dr. Salvo Catania il 09/11/2012 ha scritto:
Ritrascrivo quanto ho scritto io nella replica # 164, dove avevo precisato a chiare lettere “QUANDO PARLO DI SCIENTIFICITA’ INTENDO ALTRO”. (*)

>>Quando si parla di “scientificità” io intendo altro. Per i frutti di bosco, in realtà poiché occupano un ruolo relativamente modesto all’interno del nostro regime alimentare , trattandosi di frutti stagionali, è estremamente difficile determinare il loro impatto sullo sviluppo dei tumori e infatti non sono stati svolti ampi studi, come per altri alimenti, sulla relazione esistente fra il consumo di questi frutti e il rischio di sviluppare il cancro.

Ciò nonostante molti ricercatori li considerano molto importanti nella prevenzione dei tumori, sulla base di evidenze osservazionali sulle popolazioni che ne fanno uso in grande quantità e su studi condotti sulle cellule tumorali di laboratorio, oltre che sugli animali di laboratorio sottoposti a trattamenti che inducono la formazione di tumori.>>

1) Io quindi parlo del mirtillo nero ( e non del rosso) e solo dei suoi effetti ANTITUMORE e sottolineo che gli studi disponibili in senso AMPIO, SONO POCO CONVINCENTI PERCHE’ TRATTANDOSI DI FRUTTI STAGIONALI E’ DIFFICILE DIMOSTRARE LA SUA RELAZIONE tra il suo consumo e il rischio di sviluppare un cancro
in campioni rappresentativi della popolazione

2) Sottolineo che IO li RACCOMANDO per la loro azione antiossidante e perché esistono studi di laboratorio che dimostrano una loro azione antiangiogenica (come nella retinopatia diabetica che nella produzione incontrollata di neovasi è simile al processo di formazione di un tumore).

>>Questo fenomeno è stato ampiamente dimostrato negli animali di laboratorio dove si è osservato che una alimentazione che comprende una percentuale relativamente elevata di lamponi e mirtilli (5%) porta ad una riduzione significativa dei tumori dell’esofago causati dal NMBA un potentissimo cancerogeno>>

3) Solo marginalmente ( perché non rientra nello scopo del blog) ho fatto cenno al mirtillo rosso riportando il DATO STORICO che
>>E proprio osservando gli indiani d'America usarlo nel trattamento dei disturbi della vescica e dei reni che i coloni hanno scoperto i suoi effetti terapeutici >>

Conclusioni :
sul mirtillo nero mi brucio la mano destra che mi serve in sala operatoria sul fuoco come Muzio Scevola, sul mirtillo rosso invece prendo atto delle sue segnalazioni su quanto scritto da altri collega e non ho nulla da replicare perché esula dallo scopo di questo blog.
________________________________________________________________
Fonte
“LES ALIMENTNS CONTRE LE CANCER”
Richard Beliveau, una delle massime autorità mondiali sulla ricerca sul cancro e Denis Gingras, autori della monografia del 2005, e la sesta edizione del 2011 (!!!!) riporta la prefazione di Umberto Veronesi e la presentazione di un altro pezzo da novanta William W. Li , notissimo ricercatore e tra le tante cose Presidente e Direttore dell’Angiogenesis (visto che si parla di potere angiogenetico del mirtillo nero) Foundation, Cambridge , Massachusetts.

__________________________________________________________________

(*) Che non esistano ampi studi vale anche per la revisione sistematica Cochrane sul mirtillo rosso che Lei mi allega .

Uno studio non può essere considerato AMPIO su un campione di 4.000 partecipanti, che randomizzati si riducono a 2000 partecipanti per sottogruppo. Per ampi studi intendo altro.

Ben venga che la Cochrane essendo una onlus si esprima al di fuori della influenza delle case farmaceutiche , e la revisione ha certo grande valore osservazionale, ma quanto Lei mi presenta vuol dire solo che la Cochrane ha dimostrato con una revisione degli studi che NON ESISTONO AMPI STUDI su campioni rappresentativi della popolazione.
Esattamente quanto che ho scritto io nella premessa.

E se vogliamo spaccare il capello in 4, più volte ho riletto l’articolo e alla fine mi sono convinto che anche metodologicamente la revisione presenta pecche incredibili, non la corretta revisione di Cochrane, ma gli studi sui quali è stata fatta la revisione.
1) In diversi studi presi in considerazione è stato usato il succo di mirtillo quando io ho scritto chiaramente qui (controlli sul #164 e seguenti) che
>>il mirtillo rosso occupa uno spazio ridotto nelle abitudini alimentari moderne
e purtroppo viene consumato soprattutto come succo .

NON E' LA STESSA COSA, considerando che i succhi commerciali contengono una grande quantità di ZUCCHERO e piccolissime quantità delle molecole fitochimiche che conferiscono al frutto
le sue proprietà benefiche tra cui la cura delle infezioni urinarie. >>>

http://www.senosalvo.com/frutti_bosco_contro_cancro.htm

Ecco perché questi studi trovano il mirtillo inefficace…..: perché NON CE N’E’ …di mirtillo (^__^) nei succhi somministrati ai partecipanti. C'è solo zucchero.

2) Altri studi sono stati condotti somministrando integratori di mirtillo o compresse, ma gli stessi autori tradiscono nelle conclusioni l’APPROSSIMAZIONE di questi studi riconoscendo una assenza di standardizzazione delle dosi somministrate.
Tant’è, sempre nelle conclusioni che si auspicano (si auspicano ???)
>>>Other preparations (such as powders) need to be quantified using standardised methods to ensure the potency, and contain enough of the 'active' ingredient, before being evaluated in clinical studies or recommended >>

Ergo : ancora devono standardizzare le dosi prima di far partire studi clinici controllati.
E io che scrivevo ? Mancano ampi studi ecc e cc…
178. Dr. Salvo Catania il 09/11/2012 ha scritto:
>>E se vogliamo spaccare il capello in 4, più volte ho riletto l’articolo e alla fine mi sono convinto che anche metodologicamente la revisione presenta pecche incredibili, non la corretta revisione di Cochrane, ma gli studi sui quali è stata fatta la revisione.>>

CORRIGE REFUSUS :
La revisione è ineccepibile, mentre gli studi revisionati in gran parte (alcuni addirittura ridicoli per la rappresentatività dei campioni ) presentano delle gravi pecche metodologiche.
La più importante è che non è stata standardizzata (per stessa mmissione dei revisionatori) la dose standard su cui studiare i potenziali effetti.
179. Utente 258701 il 09/11/2012 ha scritto:
Grazie! per i miei gusti, gradendo questi frutti, considererò che:
Tutti i mirtilli sono buoni, quelli neri sono MOLTO BUONI!
180. Dr. Salvo Catania il 10/11/2012 ha scritto:
Sullo stesso tema troverà altri commenti su

http://www.medicitalia.it/giovanniberetta/news/2601
181. Dr. Salvo Catania il 11/11/2012 ha scritto:
Rileggendo per altre ragioni l'interminabile blog mi sono accorto di avere promesso all'utente 273660 (#148) una risposta sugli integratori a base di fitoestrogeni con un articolo che stavo scrivendo in quei giorni. Ecco il link con tutti i dettagli

http://www.senosalvo.com/la_soia_tumore_seno_prostata_menopausa.htm
182. Utente 277153 il 13/11/2012 ha scritto:
Sono una donna operata per tumore al seno in menopausa. Ho letto questa lunga discussione, devo dire in alcuni punti con difficoltà, e alla fine ce l'ho fatta. Ho letto anche l'ultimo link che ha allegato e che mi interessa molto. Tuttavia non sono del tutto sicura di avere compreso bene le sue raccomandazioni per le donne operate di tumore e in menopausa riguardo all'utilizzo dei fitoestrogeni per noi operate. Abbia pazienza, non abbia timore di essere ripetitivo, ma è troppo importante avere le idee chiare tra tante informazioni contrastanti e la prego di riassumerle brevemente per i non addetti ai lavori.
183. Dr. Salvo Catania il 15/11/2012 ha scritto:
Spero di farcela e intanto mi scuso del ritardo con cui Le rispondo.

I dettagli li potrà approfondire su
http://www.senosalvo.com/la_soia_tumore_seno_prostata_menopausa.htm

Se vogliamo semplificare al massimo
1)Gli isoflavonoidi hanno una azione Tamoxifene-simile e qundi sono teoricamente utili nelle donne operate per tumore al seno. Tuttavia si è visto negli animali da esperimento che annullano gli effetti del Tamoxifene. E quindi io non li consiglierei a spron battuto anzi consiglierei di non superare una soglia di 25 mg di soia al giorno precauzionalmente. Una certa tranquillità la fornisce il fatto che il pericolo da fitoestrogeni è dimostrato solo a seguito della somministrazione degli integratori, mentre una dose equivalente di isoflavoni da una dieta a base di soia non ha provocato i fenomeni descritti.

2) Senz’altro NO AGLI INTEGRATORI DI SOIA , che ne contengono anche 100 di mg di isoflavonoidi e hanno mostrato di modificare alcuni marker (iperplasie) che sono considerati fattori di rischio per il tumore della mammella.

3)Gli studi sugli animali di laboratorio non sempre vengono confermati sull’uomo ma questa osservazione prudenzialmente ci porta alla raccomandazione che le donne che hanno avuto un tumore al seno dovrebbero puntare nello stile di vita più che sulla soia, su altri alimenti che hanno mostrato attività preventiva antitumorale come aglio e cipolle, cavoli e crucifere, frutti di bosco……

http://www.senosalvo.com/cellule_tumorali_detestano_cavolfiore.htm
http://www.senosalvo.com/frutti_bosco_contro_cancro.htm

Tanti saluti





1)
184. Dr. Salvo Catania il 15/11/2012 ha scritto:
Nome prodotto Numero compresse nella confezione Prezzo confezione in euro Quantità di isoflavoni di soya per compressa
-----------------------------------------------------------------
Nome prodotto prezzo mg di isoflavoni
_________________________________________________________________
Estromineral 20 16,30 60 mg
Evestrel 60 19,70 37,5 mg
Fitoclim 30 15,39 80 mg
Fitogen plus 30 16,90 40 mg
Isoclin 40 18,08 80 mg
Serena 30 18,50 62 mg
________________________________________________________

A proposito degli integratori di fitoestrogeni il mio dato di 100 mg
assunto mediamente dalle donne, purtroppo, era persino ottimistico e di fonte americana. Ho ricomposto questa tabella sui prodotti liberamente venduti in Italia ed avendo personalmente conosciuto donne che ne assumevano anche tre al giorno, le considerazioni che ne scaturiscono sono veramente "terrificanti"
185. Dr. Salvo Catania il 15/11/2012 ha scritto:
Provo a riscrivere la tabella perchè illeggibile

______________________________________________________
Estromineral 20 16,30 60 mg
Evestrel 60-------- prezzo--19,70---contenuto in mg 37,5
Fitoclim 30----------prezzo--15,39---contenuto in mg 80
Fitogen plus 30------prezzo--16,90---contenuto in mg 40
Isoclin 40-----------prezzo--18,08---contenuto in mg 80
Serena 30------------prezzo--18,50---contenuto in mg 62
186. Dr. Salvo Catania il 15/11/2012 ha scritto:
Invece di inviarmi mail private su questo tema, come ha fatto una utente già intervenuta in questo blog, sarebbe interessantissimo fare sulle utenti di Medicitalia un piccolo sondaggio con quelle che hanno già assunto integratori a base di fitoestrogeni(specificando se per la menopausa o dopo essere state operate per tumore al seno, per quanto tempo e con quale dosaggio giornaliero).

Potremmo poi farci un articolo per mettere in guardia altre donne.

1) Hai assunto integratori di fitoestrogeni di tua iniziativa ?
2) Consigliata o dietro prescrizione di un medico ?
3) Consigliata da un farmacista ?
4) Consigliata da una amica ?
5) Convinta dopo avere consultato Internet?

Grazie

1)
187. Utente 277509 il 15/11/2012 ha scritto:
Aderisco volentieri al suo sondaggio. Assumo da due anni un prodotto
per la menopausa contenente 62 mg per 2 volte al giorno.

2) Dietro consiglio di un medico
e
5) Convinta dopo avere consultato Internet

Avendo letto questo blog HO SMESSO SUBITO !
188. Utente 274367 il 16/11/2012 ha scritto:
Interessantissimo il Suo blog, Dott.Catania.
Concordo pienamente quando precisa che "Anche in questo sito ci sono molte richieste condizionate dalle informazioni, spesso errate, che circolano sulla rete. Anzi quelle false prevalgono su quelle più attendibili".
Io sono la prima a prendere informazioni su internet, magari sbagliate e del tutto inattendibili e grazie a Medicitalia riesco ad avere chiarimenti da chi di competenza.
Terrò anche in considerazione il consiglio di consumare curcuma, ma per intenderci meglio, per curcuma Lei intende anche lo zafferano, perchè ho letto che per curcuma si intende anche il turmerico o zafferano delle indie.
Grazie sempre!
189. Dr. Salvo Catania il 16/11/2012 ha scritto:
@Utente 277509 : grazie per avere aderito al sondaggio con i suoi dati che dimostrano quanto paventavo negli interventi precedenti.

@ Utente 274367 : Va benissimo usare il turmerico che fa parte della famiglia della curcuma e più ingenerale di ginger e zenzero [(anche la curcuma è conosciuta come zafferano delle Indie da un racconto di Marco Polo " ho scoperto una spezia che sembra zafferano, ma non è zafferano"] e preferirei continuare ad usare il termine curcuma per non creare confusione perchè già diversi utenti mi scrivono che non riescono a reperirla.

Per sua curiosità in realtà come turmerico è conosciuto in Islanda, ma parliamo sempre di curcuma e così viene chiamata dappertutto.

L'elevato grado di riverenza per la Curcuma è stabilito dal fatto che esso è usato in molte culture, ciascuna col proprio nome: birmano: fa nwin. Cinese: wong geung fun, yü chiu. Danese: gurkemeje. Olandese: Geelwortel. Finlandese: keltajuuri. Francese: curcuma, saffron des Indes. Tedesco: gelbwurz, kurkuma. Islandese: turmerik. Italiano: curcuma. Indiano: haldee, haridra, haldi, huldee, huldie. Indonesiano: kunjit, kunyit. Giapponese: ukon. Malese : Kunjit. Norvegese: gurkemeie, Polacco: k lacze kurkumy. Portoghese: açafrão-da-India. Russa: zholty imbir. Spagnolo: azafrán de la India, azafran arabe. Cingalese: kaha. Svedese: gurkmeja. Tamil: munjal. Tailandese: Ka min. Vietnamita: bot nghe




190. Utente 274367 il 16/11/2012 ha scritto:
Perfetto!Allora continueremo a chiamarlo Curcuma, alla francese vah! :)
Grazie per i chiarimenti e i dettagli forniti!
Cordiali Saluti
191. Utente non più iscritto il 16/11/2012 ha scritto:
Aderisco volentieri al sondaggio e grazie per averci informati su un tema così spinoso.
________________________________________________________________

Assumevo da un anno e mezzo (ho smesso leggendo questo blog anche io) un integratore di isoflavoni da 80 mg una compressa al giorno perchè nella confezione era specificato di non superare questa dosi.

5) Convinta dopo avere consultato Internet
192. Dr. Salvo Catania il 17/11/2012 ha scritto:
Bravissima perchè almeno Lei si è attenuta alla dose massima raccomandata dalle raccomandazioni del ministero, che tuttavia per le ragioni esposte, io ritengo ancora troppo elevata in assenza di studi definitivi. Grazie per l'adesione.
193. Utente 259360 il 17/11/2012 ha scritto:
Vorrei fare una domanda che in parte c'entra con il tema dell'articolo, dato che si parla di alimentazione ed oncologia. Vorrei una sua opinione sulle pentole antiaderenti e quindi il teflon, suo materiale; avrà sentito ciò che si dice a riguardo: se il rivestimento è integro va bene e se è danneggiato no, questa è la cosa che si dice di più, qualcun'altro dice che il politetrafluoroetilene (sostanza di lavorazione delle pentole) è utilizzata solo nella fabbricazione e non nel prodotto finale. Altri esperti sostengono a seguito di loro esaminazioni e ricerche che livelli di politetrafluoroetilene si trovino normalmente nella maggior parte della popolazione; poi il teflon è anche nei pallini da caccia e capita di mangiarne nella selvaggina, e questi pallini vengono espulsi senza problemi.
Che idea ha lei di tutto ciò? Grazie in anticipo.
194. Dr. Salvo Catania il 17/11/2012 ha scritto:
Le prometto che Le risponderò allegando un articolo che sto scrivendo sui METODI DI COTTURA e sugli OLI che richiedono una immane revisione della letteratura, molto controversa. Grazie per avere proposto il tema cui ancora non avevo pensato.
Come vede nel link l'articolo è in allestimento da tempo

http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm
195. Dr. Salvo Catania il 18/11/2012 ha scritto:

Ci ho ripensato e le rispondo subito in modo da consentirmi di prendermi tutto il tempo per l’argomento più spinoso che riguarda quello dei METODI DI COTTURA e soprattutto gli oli e relativi rischi di sviluppare potenti cancerogeni quando con le elevate temperature si raggiunge il “punto di fumo”.
Da queste poche battute è chiaro che il tema più allarmante non riguarda gli utensili da cucina utilizzati ma i metodi di cottura e le alte temperature raggiunte per cuocere i cibi.
Riguardo alle pentole antiaderenti Lei è correttamente informata , ma occorre fare alcune precisazioni.
E’ verissimo che il Pfoa ( ac.perfluuoroattanico), un derivato chimico utilizzato nella fabbricazione del teflon e quindi delle pentole antiaderenti, sia da tempo un “sorvegliato speciale”, da quando nel 2005 l’EPA ,l’agenzia americana per la promozione ambientale, ha deciso di eliminare il Pfoa entro il 2015, ma non perché sospettato di essere cancerogeno ma per ridurre l’inquinamento ambientale.
Il derivato chimico è tornato sul banco degli imputati perché recentemente uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of Exeter e pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives ha dimostrato che livelli elevati di questa sostanza nel sangue sono collegati a un maggior pericolo di sviluppare malattie alla tiroide. Soprattutto nelle donne per le quali, essendo più sensibili ai problemi della ghiandola endocrina, il rischio risulterebbe raddoppiato.
Questi studi hanno solo lanciato ipotesi da confermare con ulteriori studi , ma nello stesso tempo hanno concluso che questa sostanza da mettere sotto osservazione in realtà già risulta onnipresente nelle case delle persone.
Nel 2008 gli esperti italiani del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) avevano valutato i possibili rischi dei materiali per cuocere e stilato le regole su come usare pentole e tegami di diversi materiali in modo sicuro. «Il Pfoa è una sostanza che diventa instabile e può sprigionarsi ad alte temperature per cui l’unica avvertenza davvero importante è quella di usare i tegami in teflon correttamente: non bisogna mai cucinare con padelle graffiate, che vanno buttate. E sarebbe meglio evitare di usare le antiaderenti per cotture a elevate temperature, tipo griglia».

Non vuol dire quindi che occorre allarmarsi, perché molti altri studi hanno dimostrato che le pentole antiaderenti sono da considerare sicure.
. Una posizione condivisa dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (European Food Safety Authority) che si è espressa in materia in modo da fugare preoccupazioni
«Inoltre il Pfoa, la sostanza sotto accusa, viene usato solo come agente emulsionante durante il processo di produzione del teflon. In altre parole, è soltanto un coadiuvante e non è presente nel prodotto finale, ovvero nelle padelle». Insomma, i risultati delle diverse analisi effettuate negli anni – come dicharano gli stessi studiosi britannici, autori dell’ultima ricerca - parlano chiaro: il Pfoa è un sorvegliato speciale, su cui è bene indagare ulteriormente, ma per ora esistono solo molti dubbi e indizi (non prove certe) del suo essere cancerogeno per la salute umana. E le pentole antiaderenti in teflon sono da considerare sicure.
196. Utente 259360 il 18/11/2012 ha scritto:
Quindi si possono utilizzare anche da danneggiate queste pentole?
197. Dr. Salvo Catania il 18/11/2012 ha scritto:
Le riallego le raccomandazioni del Consiglio Nazionale Ricerche del 2008
>>Nel 2008 gli esperti italiani del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) avevano valutato i possibili rischi dei materiali per cuocere e stilato le regole su come usare pentole e tegami di diversi materiali in modo sicuro. «Il Pfoa è una sostanza che diventa instabile e può sprigionarsi ad alte temperature per cui l’unica avvertenza davvero importante è quella di usare i tegami in teflon correttamente: non bisogna mai cucinare con padelle graffiate, che vanno buttate. E sarebbe meglio evitare di usare le antiaderenti per cotture a elevate temperature, tipo griglia».

NON BISOGNA MAI CUCINARE CON PADELLE GRAFFIATE, CHE VANNO BUTTATE.

Quanto questo sia provato da studi su campioni rappresentativi questo non glielo so dire perchè io non ne ho trovato,
198. Utente 259360 il 18/11/2012 ha scritto:
Il fatto è che bisognerebbe vedere se questa sostanza è presente o no nelle pentole, alcuni dicono di no, solo nella fabbricazione e dopo si disperde nell'aria. Per ora nella mia casa cercheremo di tenerle, visto che non hanno graffi, dopo quando casomai usciranno altre informazioni su questo argomento e quando forse le pentole di deterioranno vedremo. Cosa ne pensa del fatto che il pfoa sia stato trovato nel corpo di gran parte della popolazione americana?
199. Dr. Salvo Catania il 18/11/2012 ha scritto:
Vedo che Lei è più informato/a di me. Ho letto anche io ma non me la sento di esprimere pareri personali su un tema così controverso e sul quale ho scarse competenze. Purtroppo non si può approfondire tutto : i cancerogeni sono ubiquitari nell'ambiente ed è molto difficile studiare tutti i potenziali cancerogeni ambientali anche perchè gli studi costano e se non ci sono ritorni economici nessuno ha interesse a promuoverli.Del resto basti pensare alla nostra bella Italia distrutta dalla cementificazione (la più alta al mondo) ed adesso ne paghiamo (con il dissesto idrogeologico) il conto.
Scusi l'off Topic ma per dire che ci sono tantissimi "sorvegliati" speciali nell'ambientecome potenziali cancerogeni e sui quali non ne sapremo mai a sufficienza per difenderci con adeguate contromisure perchè "il bene comune" resta un concetto tra i più astratti.
200. Utente 259360 il 18/11/2012 ha scritto:
Ok, grazie delle repliche.
201. Utente 274367 il 18/11/2012 ha scritto:
Dottore, rivisitando il suo sito, mi chiedevo una cosa riguardo gli integratori.
Cosa ne pensa di quelli al mirtillo nero?
Io li ho presi fino a due mesi fa, per il momento ho interroto.
Le riporto di seguito gli ingredienti di quelli che ho preso io:

Cellulosa microcristallina, Gelatina alimentare, Mirtillo nero frutti (Vaccinium myrtillus) e.s. tit. 15% antocianidine, Talco, Antiagglomerante: Magnesio stearato, Biossido di silicia.

Grazie in anticipo
202. Dr. Salvo Catania il 18/11/2012 ha scritto:
Confesso una scarsa obiettività quando mi si pongono domande sugli integratori in generale.Un mercato smisurato se si pensa, riportando dati Nielsen per Federsalus, che nell’ultimo anno con un incremento del 5% rispetto all’anno scorso , gli italiani hanno acquistato più di 140 milioni di confezioni di integratori, oltre 3 confezioni a testa mediamente se consideriamo anche i neonati che non camminano ancora. Molti degli acquisti si fanno tramite Internet.

I miei pre-GIUDIZI derivano da diverse osservazioni e le principali si possono riassumere
a) raramente gli integratori sono utili perchè infrequenti sono le carenze reali nella alimentazione della nostra popolazione
b) li prescrivamo negli anni 80-90 pensando di dare un contributo alla Prevenzione Primaria di molti tumori e poi molti studi hanno dimostrato la loro pericolosità in campo oncologico
c) in molti integratori quello che dovrebbe essere l'alimento di base (come ad esempio il mirtillo nero nel suo caso) si scopre poi che in realtà sia stato quasi cancellato dai trattamenti industriali.

Può trovare un approfondimento sui vari tipi di integratori leggendo questo link che ho appena finito di aggiornare.

http://www.senosalvo.com/integratori_alimentari.htm

Nonostante queste osservazioni siano note se ne vendono 140 milioni di confezioni all'anno e Internet la fa come distributore da padrone assoluto
203. Utente 274367 il 18/11/2012 ha scritto:
Interessante il link che mi ha suggerito.
In parole povere meglio se assumo il mirtillo in sè per sè, cioè come frutta?perchè sinceramente dopo aver letto parte dell'articolo stavo pensando di prendere il succo di mirtillo, ma a quanto letto meglio se aggiunto a frutta e verdura.
Io prendevo gli integratori citati perchè sentivo pesantezza agli occhi e sinceramente non mi è stato facile trovare il mirtillo.
Comunque grazie ancora!
Cordiali saluti
204. Dr. Salvo Catania il 19/11/2012 ha scritto:


>>Io prendevo gli integratori citati perchè sentivo pesantezza agli occhi e sinceramente non mi è stato facile trovare il mirtillo.>>
Il mirtillo nero contiene antocianosidi, sostanze benefiche per la microcircolazione, che possono essere utili sia a livello oculare che come aiuto per chi ha fragilità capillare. Ma non hanno l’azione di un farmaco. E poichè, essendo frutti di stagione, non sempre si trovano. Per questo conviene fare ruotare nel carrello della spesa diversi tipi di frutta e verdura. Legga

http://www.senosalvo.com/terapia_metronomica.htm
205. Dr.ssa Vincenza De Falco il 19/11/2012 ha scritto:
Ciao Salvo,

sto seguendo con estremo interesse questo tuo blog, e in particolare intervengo per riportare la mia esperienza di ginecologa riguardo il discorso della soia.

Per quanto riguarda gli INTEGRATORI a base di isoflavoni di soia, ho constatato che non incidono significamente sui disturbi menopausali (vampate, sudorazioni notturne,ecc.).

Nei casi in cui i disturbi sono lievi, alcune pazienti osservano un miglioramento o la scomparsa dei sintomi, ma è da verificare se si tratti di un effetto “placebo”, e se comunque i disturbi vasomotori, non sarebbero passati lo stesso spontaneamente.

Questa cosa peraltro è stata confermata da un recente studio, ecco il link:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21824950

effettuato però solo su 248 donne, di cui 122 hanno assunto integratori e il dosaggio degli isoflavoni era di 200mg al giorno, per due anni.

Quindi l’idea di fare questo sondaggio sugli integratori e mi auguro che siano tante le signore che parteciperanno, è ottima e potrebbe sicuramente essere utile per raccogliere altri dati in proposito.

Aggiungerei, ma credo che tu ci abbia già pensato, anche altre domande al sondaggio, del tipo:

-Per quanto tempo ha assunto integratori con isoflavoni di soia?
-A quale dosaggio?
-Ha avuto miglioramenti o scomparsa dei sintomi?


Riguardo il discorso dell’alimentazione e gli ALIMENTI a base di soia, invece trovo che sia molto importante segnalare quello che hai riportato esaurientemente nel tuo articolo: orientarsi su un tipo alimentazione che contenga anche la soia,facendo attenzione però agli alimenti preparati industrialmente, per esempio il famoso latte di soia.

http://www.senosalvo.com/la_soia_tumore_seno_prostata_menopausa.htm

E’ secondo me è utile per le pazienti anche la visione del video che hai allegato in cui si spiega come prepararsi il latte di soia in casa, per ottenere un “vero” e naturale latte di soia.

http://www.youtube.com/watch?v=ZJu1opULRPU

La cosa più importante FORSE, è quella di cominciare ad introdurre nella dieta questi alimenti che contengono la soia, non solo nel momento in cui si va in menopausa, ma è opportuno cominciare a farlo fin da quando si è “piccole”, cioè dall’adolescenza, se non dall’infanzia.

Questo perché rifacendoci a quello che si è osservato, le donne asiatiche (che vivono nei paesi asiatici e che fin da piccole hanno un tipo di alimentazione in cui è presente la soia), quando vanno in menopausa nella maggioranza dei casi non hanno disturbi.

Le nostre donne occidentali, anche se iniziano a mangiare questi alimenti quando vanno in menopausa, non hanno significativi effetti, perché PROBABILMENTE è TROPPO TARDI.

Trovo che questo aspetto dell’alimentazione sia una cosa veramente importante, da discutere e studiare fra noi medici di varie discipline specialistiche.

206. Utente 274367 il 19/11/2012 ha scritto:
Mi perdoni, ma forse non ho capito bene io: bisogna non stimolare la crescita di nuovi vasi sanguigni per impedire al tumore di crescere?mi sono un pò persa...
Però come sempre i suoi articoli mi stanno affascinando:)
Grazie per i chiarimenti
207. Utente 274367 il 19/11/2012 ha scritto:
Mi perdoni, ma forse non ho capito bene io: bisogna non stimolare la crescita di nuovi vasi sanguigni per impedire al tumore di crescere?mi sono un pò persa...
Però come sempre i suoi articoli mi stanno affascinando:)
Grazie per i chiarimenti
208. Utente non più iscritto il 19/11/2012 ha scritto:
Scusi ma nel link allegato sugli integratori pericolosi non c'è alcun cenno a quelli "da palestra". Se non è fuori tema potrebbe esprimere una sua opinione, perchè mi interessa perchè ho un figlio
"palestrato".
209. Dr. Salvo Catania il 19/11/2012 ha scritto:
Cara Vincenza (Cinzia)
Intanto grazie per il tuo prezioso contributo “dalla parte del ginecologo”.

Tanta carne al fuoco.
1)>>Per quanto riguarda gli INTEGRATORI a base di isoflavoni di soia, ho constatato che non incidono significamente sui disturbi menopausali (vampate, sudorazioni notturne,ecc.).>>

Concordo con la tua osservazione ed esperienza personale , che coincide con tutti gli studi epidemiologici , secondo le cui conclusioni NON SERVE A NULLA alle donne occidentali rimpinzarsi di isoflavoni in fase perimenopausale per lenire i disturbi della menopausa e dell’osteoporosi. Anzi dovrebbero non superare la soglia e NON utilizzare gli integratori di isoflavoni.
Per ottenere gli stessi risultati delle donne cinesi (14% di disturbi della menopausa) occorrebbe iniziare con una alimentazione a base di soia in età almeno adolescenziale se non addirittura in quella prepuberale..

http://www.senosalvo.com/la_soia_tumore_seno_prostata_menopausa.htm

Le conferme di tutti gli studi osservazionali recenti sono molto sospetti e mi piacerebbe sapere da chi siano stati commissionati. Se volessi essere un po’ maligno scriverei che ci siano interessi occulti per far passare la percezione per gli utenti che “se non sono efficaci gli isoflavoni, allora non resta che la terapia ormonale sostitutiva”. A pensar male talvolta......

2)>>Nei casi in cui i disturbi sono lievi, alcune pazienti osservano un miglioramento o la scomparsa dei sintomi, ma è da verificare se si tratti di un effetto “placebo”, e se comunque i disturbi vasomotori, non sarebbero passati lo stesso spontaneamente.>>

Non ho la risposta neanche dalla letteratura e quindi sospetto anche io che si tratti di “placebo”, cui però ho sempre dato il rilievo e la dignità di un farmaco VERO, con il vantaggio di non comportare effetti collaterali

http://www.medicitalia.it/minforma/Oncologia-medica/74/La-mente-il-canc

3)Quindi l’idea di fare questo sondaggio sugli integratori e mi auguro che siano tante le signore che parteciperanno, è ottima e potrebbe sicuramente essere utile per raccogliere altri dati in proposito.
Aggiungerei, ma credo che tu ci abbia già pensato, anche altre domande al sondaggio, del tipo:
a)-Per quanto tempo ha assunto integratori con isoflavoni di soia?
b)A quale dosaggio?
c)Ha avuto miglioramenti o scomparsa dei sintomi? >>

Ho già inviato allo staff una bozza del sondaggio per poterlo lanciare informaticamente ed avere dati certi informatizzati. Io non mi aspetto tante adesioni perché mi auguro che non ci siano tanti utenti, medici e farmacisti superficialmente irresponsabili e che il fenomeno sia limitatissimo e solo percepito come sovrastimato, e quindi sarebbe bello poter concludere che questa preoccupazione non meriti neanche una segnalazione.
Ma lo possiamo dire solo dopo una verifica.

Intanto grazie per i suggerimenti e soprattutto per il punto c) cui non avevo affatto pensato e che se lo staff ci legge potrebbe inserire nella tabella da me inviata.

E ringrazio quindi anche lo staff che si è reso immediatamente disponibile.
210. Dr. Salvo Catania il 19/11/2012 ha scritto:
@utente 274367

>>>Mi perdoni, ma forse non ho capito bene io: bisogna non stimolare la crescita di nuovi vasi sanguigni per impedire al tumore di crescere?mi sono un pò persa...>>
Lei aveva scritto in post precedente anche
>>>Io prendevo gli integratori citati perchè sentivo pesantezza agli occhi>>

Quindi il “problema agli occhi” che c’entra con il mirtillo nella prevenzione dei tumori ?

C’entra e come ! Perché da tempo si sa che il mirtillo veniva usato per diverse malattie oltre ad alcune patologie dell’occhio , come la retinopatia diabetica, il glaucoma e la catarratta e alcuni medicinali vengono proposti in queste patologie.

Questo uso è particolarmente interessante soprattutto nella retinopatia diabetica perché sfrutta lo stesso meccanismo per spiegare la formazione dei tumori. Infatti la retinopatia diabetica viene causata (riporto dati della letteratura perché io non sono competente in oculistica) dall’ANGIOGENESI (=”formazione di vasi”) incontrollata dei vasi della retina , analogamente a quanto accade durante la formazione di un tumore, che ha bisogno di ossigeno e nutrimento per potersi sviluppare.
Se non ci fossero questi nuovi vasi a sviluppo incontrollato non ci sarebbero tumori in grado di aggredire i tessuti circostanti sani.

Legga
http://www.senosalvo.com/terapia_metronomica.htm
211. Dr. Salvo Catania il 19/11/2012 ha scritto:
@ utente 273009
Non mi sento competente sul tema richiesto, ma ci sono precedenti storici inquietanti dai quali si evince che ci addentriamo in una vera giungla , anzi in un vero campo minato perché gli stessi prodotti messi all’indice dalla FDA americana (Food and Drug Administration) sono liberamente venduti in Italia e su Internet.

Il caso più clamoroso : Negli Stati Uniti la società Lovate Health Sciences ha ritirato dal mercato quattordici integratori energetici per sportivi e dimagranti della linea Hydroxycut ( che nel 2008 hanno venduto oltre nove milioni di confezioni) . La decisione è arrivata dopo 23 segnalazioni di GRAVI effetti collaterali, (insufficienza renale, problemi cardiaci...) .
In Italia sono ancora venduti e nessun allerta è stato avviato.

Riporto con il copia incolla l’elenco (far leggere al figlio ?)

Sono: Regular Rapid Caplets, Caffeine-Free Rapide Release Caplets, Hardcore Liquid Capsules, Max Liquid Capsules, Regular Drink Packets, Caffeine-Free Drink Packets, Hardcore Drink Packets (Ignition Stix), Max Drink Packets, Liquid Shots, Max Aqua Shed Capsules e 24 Caplets.
In più vi sono altri tre prodotti segnalati successivamente dalla U.S. Food and Drug Administration (FDA) . Si tratta di Hydroxycut Carb Control Caplets, Natural Caplets e Hardcore RTD (Ready to Drink).

Negli USA dopo il ritiro dei prodotti Hydroxycut, la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha preteso ed ottenuto da un tribunale del Michigan l’ordine di distruggere 23.300 bottiglie di tre integratori alimentari, per un valore di 1,3 milioni di dollari, sequestrati nell’aprile 2007. I tre integratori, distribuiti dalla ditta statunitense LG Sciences e destinati a chi fa body building, contengono steroidi e si chiamano Methyl 1-D, Methyl 1-D XL e Formadrol Extreme XL.

Non mi risulta, ma potrei sbagliarmi , che in Italia sia stato lanciato alcun allerta soprattutto per quelli che contengono STEROIDI.
.
Il ministero della salute Francese ha avvertito i consumatori abituati ad acquistare su internet a non utilizzare il prodotto

In Italia alcuni di questi integratori sono proposti da diversi siti, e la questione è dibattuta su alcuni forum dove si tende a minimizzare.
212. Utente 274367 il 19/11/2012 ha scritto:
Si si ha ragione è che mi ero persa io e non riuscivo a capire bene il nesso per questo.
Cordiali saluti
213. Utente 274367 il 19/11/2012 ha scritto:
Si si ha ragione è che mi ero persa io e non riuscivo a capire bene il nesso per questo.
Cordiali saluti
214. Utente 278256 il 20/11/2012 ha scritto:
Avendo una familiarità sto seguendo questa interessante discussione,
ma mi scusi, come si fa a dire, come leggo nel testo, che poi l'alimentazione incida nel prevenire i tumori nel 40% dei casi. Ci sono prove scientifiche o prove di evidenza su questa affermazione essendo evidente che i tumori "che non si manifestano" possano essere registrati tra quelli prevenuti con l'alimentazione ?

Mi interessa molto questo aspetto perchè appartengo ad una famiglia falcidiata dai tumori e di tutto quello che leggo in questa discussione nessun medico, neanche gli oncolgi ( e ne ho conosciuti tanti) me ne hanno mai parlato.
215. Dr. Salvo Catania il 20/11/2012 ha scritto:
TUTTI NOI ABBIAMO (o avremo), ad una certa età, UNO O PIU’ TUMORI

questo è il titolo dell'articolo che, tornando a casa, stavo provocatoriemente scrivendo per altre ragioni (Corso di aggiornamento), ma mi torna buono per risponderle . No non voglio stupire chi legge, anzi......

La formazione di un tumore è con l’avanzare dell’età relativamente frequente, più di quanto si possa immaginare nella vita di un individuo.
Diversi studi di anatomia patologica condotti con autopsie su deceduti non per cause tumorali (in uno di questi, svizzero, solo per incidenti stradali) hanno riscontrato che i deceduti celavano dei microtumori mai diagnosticati nel corso della loro vita.
In particolare
- Il 38% delle donne (tra i 40 e 50 anni) presentavano un tumore (in situ) al seno;
- Il 48% degli uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla prostata;
- Il 100% delle donne e uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla tiroide.

Allo stesso modo queste percentuali , anche se gli asiatici hanno un tasso percentuale di cancro alla prostata molto inferiore agli occidentali, con l’analisi di biopsie effettuate su popolazioni asiatiche ed occidentali mostra che il numero di cellule prostatiche avviate ad acquisire caratteristiche di malignità (cellule precancerose) è esattamente lo stesso nelle due popolazioni di pari età, il che indica che le abitudini di vita, tra cui l’alimentazione, sono determinanti per consentire a questi microtumori di raggiungere uno stadio clinico aggressivo oppure per restare latenti per tutta la vita.

Se i tumori che si formano in continuazione spontaneamente nel nostro organismo rimangono in stadio latente e microscopico, senza alcun pericolo per la salute, ciò non toglie che talvolta possono crescere e raggiungere uno stadio di cancro mortale. Lo sviluppo di queste forme tumorali sarebbe causato da una cattiva regolazione dei nostri sistemi di difesa naturale ( di vario tipo) contro l’angiogenesi indotta dal cancro.
http://www.senosalvo.com/terapia_metronomica.htm

In condizioni normali le difese angiogenetiche riescono a contrastare efficacemente i tentativi dei microtumori di rifornirsi di ossigeno e nutrimento attraverso i vasi neoformati. In questo caso i tumori si stabilizzano allo stadio latente e vengono scoperti accidentalmente solo con le autopsie.

Quanto siano importanti queste difese contro la formazione dei vasi lo vediamo nelle persone affette da Trisomia 21 (sindrome di Down o mongolismo)

che non sviluppano mai dei tumori e questa protezione sarebbe dovuta alla presenza di alti livelli di un particolare inibitore (l’endostatina) prodotto dal cromosoma 21 addizionale.

La presenza continuativa di molecole antiangiogenetiche provenienti dall’alimentazione permette dunque di sostenere le difese naturali dell’organismo e di mantenere la neoplasia in uno stadio inoffensivo.
Si deve quindi considerare il cancro come una malattia cronica, molto frequente a partire da una certa età, che è possibile mantenere sotto stretto controllo grazie all’aiuto di alimenti ricchi di composti antitumorali.
216. Dr. Salvo Catania il 20/11/2012 ha scritto:
Prima delle contestazioni preciso a proposito di

>>che non sviluppano mai dei tumori e questa protezione sarebbe dovuta alla presenza di alti livelli di un particolare inibitore (l’endostatina) prodotto dal cromosoma 21 addizionale.>>

che ho semplificato con un dato inesatto. Se vogliamo essere precisi sviluppano tumori molto meno frequentemente, perchè non vanno esclusi i tumori del testicolo e le leucemie.


http://www.ds-health.com/abst/a0205.htm

L’obiezione che si può fare è che il tasso di sopravvivenza di queste persone sia più bassa rispetto alla popolazione normale, ma è indubbio che in contrasto con le neoplasie ematologiche, i tumori solidi sono meno comuni, forse a causa di aumento del numero di geni oncosoppressori contenuti nel materiale genetico extra.
217. Utente 274367 il 21/11/2012 ha scritto:
Dottore invece cosa ne pensa dei fiori di bach?
Grazie in anticipo
218. Dr. Salvo Catania il 21/11/2012 ha scritto:
In questo blog sin qui ho riportato solo informazioni validate da studi ,che noi definiamo “scientifici”, mentre non saprei risponderle con lo stesso criterio riguardo ai Fiori di Bach per miei limiti di competenza.

Come vede però è totalmente diverso il mio atteggiamento rispetto al parere di altri “esperti” che hanno un atteggiamento di negazione assoluta

http://www.senosalvo.com/integratori_alimentari.htm

essendo per natura molto curioso ed interessato verso ciò che “non conosco” al punto da avere aperto da tempo nel mio sito un Osservatorio sulle malattie Complementari

http://www.senosalvo.com/osservatorio_intro.htm

dove volentieri ospito pareri fuori dal coro convenzionale.

Purtroppo la sua domanda non può trovare risposte “convenzionali” se non di negazione perché le indicazioni dei fiori di Bach con la necessità di essere “personalizzate”, rendono molto difficili analisi statistiche dei dati e la ripetibilità delle esperienze e quindi ci si può affidare (quanto fidarsi ?) delle indicazioni e limiti di chi ne ha esperienza.

La seconda più valida obiezione è che se si vuole seguire proprio la base del pensiero di Bach i fiori dovrebbero essere “autosomministrati” dallo stesso paziente e qui crolla un altro fondamento della medicina tradizionale sulla “oggettivita”’ dei sintomi da interpretare, a meno che non ci si debba rivolgere ad un “esperto” che intervenga dopo una osservazione esterna.

Ma queste considerazioni sono fatte da un non competente come me e forse il collega Alessandro Scuotto che ha partecipato a questa discussione potrebbe essere più preciso e senz’altro competente di me.

So che adesso gli utenti mi chiederanno di tutto : vorrei ricordare che qui stiamo parlando solo di alimentazione anticancro e di alimenti cancerogeni.
219. Dr. Sergio Di Martino il 21/11/2012 ha scritto:
Vorrei aggiungere all'interessante discussione, il mio personale parere da endocrinologo sui fitoestrogeni.
Nella mia esperienza professionale, molte pazienti ne fanno uso, su indicazione soprattutto dei ginecologi, di fitoestrogeni, ma ben poche riferiscono effetti positivi sui noti disturbi della menopausa, in linea con quanto riportato anche da Cinzia De Falco.
A tutt'oggi e' ancora molto discussa l'interferenza di queste sostanze sulle ghiandole endocrine, in particolare la tiroide, anche se sembrano evidenziarsi messaggi sostanzialmente confortanti, in particolare per la genisteina, cosi' come evidenziato in questa interessante e recentissima review:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3459182/.
Molto interessante l'idea del sondaggio.
220. Dr. Alessandro Scuotto il 21/11/2012 ha scritto:
Anche se l'argomento è decisamente off-topic, non posso ignorare il cortese invito di Salvo ad intervenire in merito al quesito posto sui fiori di Bach.

Rinvio innanzitutto alla lettura di alcune righe, scritte con intento divulgativo su questo sito, di cui allego - per completezza - il link
http://www.medicitalia.it/minforma/Medicine-non-convenzionali/62/I-fior

Sottolineo inoltre il fatto che la floriterapia di Bach NON è indirizzata alla terapia delle patologie con compromissione di organo, ma è un sistema di affiancamento (non validato scientificamente, ma privo di effetti collaterali indesiderati) rivolto alle componenti emozionali attuali che si accompagnano sovente allo stato di malattia.

L'impiego di questa forma di sussidio non mira alla modificazione della situazione organica, ma punta a facilitare la risposta terapeutica SENZA SOSTITUIRSI ad alcuna metodica di medicina convenzionale o non-convenzionale.

Per concludere, i fiori di Bach, pur avendo delle affinità con i farmaci omeopatici (sono inquadrati nella stessa categoria merceologica), NON rientrano nell'ambito della medicina omeopatica; possono rappresentare - se impiegati con i limiti esposti, con delicatezza e competenza - un sistema di ausilio che può incoraggiare la disponibilità a prendersi cura di sé e può facilitare il successo terapeutico.
221. Utente 274367 il 22/11/2012 ha scritto:
Ah ok,allora abbandono l'argomento off-topic e ringrazio comunque per i chiarimenti e pareri avuti.
Cordiali saluti
222. Utente 274367 il 22/11/2012 ha scritto:
Leggerò comunque l'articolo suggerito
223. Utente 278503 il 22/11/2012 ha scritto:
Per voi medici sembra tutto chiaro, ma per noi utenti non è cos1. Ad esempio sul tema dei fitoestrogeni (io sono stata operata per tumore al seno e all'ovaio 10 anni prima), cercando su Internet non ci sono due siti richiamati dai motori di ricerca consecutivi che dicono la stessa cosa e più frequentemente l'uno contraddice il precedente.

Aderisco al sondaggio se serve a far chiarezza perchè io ho preso i fitoestrogeni per un anno pensando di prevenire il tumore al seno
1 cps al giorno da 80 mg e convinta da quanto avevo letto su Internet. Ho smesso l'anno successivo alla scoperta di un nuovo tumore.
224. Dr. Salvo Catania il 23/11/2012 ha scritto:
#Sergio Di Martno. Grazie per il tuo contributo sul versante endocrinologico e per il link allegato, molto interessante e soprattutto ONESTO (tra l'altro italiano) intellettualmente perchè riconosce due concetti che in questo e altri blog continuo a ripetere
a) non sia possibile trarre conclusioni da studi con campioni poco rappresentativi, con dosaggi eterogenei tra i vari studi e con follow-up brevi
b) finalmente si dà risalto all'assenza di interessi terzi, tant'è che conclude con una rara,per questo mi ha colpito, autocertificazione
>>Conflict of Interest Statement.
The authors declare that the research was conducted in the absence of any commercial or financial relationships that could be construed as a potential conflict of interest.>>

#Alessandro Scuotto,
non ti preoccupare dell'OT perchè proprio io ti avevo esplicitamente richiesto di chiarire (con piena soddisfazione) i nostri dubbi. Grazie

225. Dr. Salvo Catania il 23/11/2012 ha scritto:
# utente 278503. Verissimo quanto scrive e questa è una delle ragioni della pericolosità della ricerca su Internet su temi della salute senza una supervisione o moderazione "terza".

Proprio questo era lo scopo del blog tant'è che buona parte degli approfondimenti li avevo messi in buon ordine nel mio sito sotto il titolo di
TUTTO IL VERO E IL FALSO della dieta anticancro
http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm

dove il falso purtroppo viene diffuso dagli stessi medici, ma anche i giornalisti che riprendono le notizie, per far grancassa mediatica ci mettono del loro.
226. Dr. Salvo Catania il 23/11/2012 ha scritto:
Continuo a ricevere mail private di pazienti operate per tumore al seno allarmate dai nostri commenti negativi nei confronti dei fitoestrogeni. Devo dire che anche il sottoscritto era convinto che alcune donne operate avessero introdotto nel proprio stile di vita fitoestrogeni in quantità limitate, e mai avrei immaginato che ci fossero tante prescrizioni di integratori di isoflavoni sia per la menopausa che a scopo preventivo in senologia ed addirittura dopo l'esperienza del tumore.

Il problema purtroppo è sempre lo stesso, originato dalla scorretta informazione : studi osservazionali su campioni poco rappresentativi vengono comunicati con conclusioni avventate mentre non hanno alcun valore sulle raccomandazioni. Molti di questi studi , alcuni recenti, in realtà non si riferiscono a somministrazione di integratori (CHE SI DEVONO EVITARE) ma agli isoflavoni introdotti con l'alimentazione, che comunque non devono superare i 50 g /die precauzionalmente.

Eccco un esempio di news che io riportavo sul mio sito l'anno scorso. News vuol dire CRONACA di uno studio effettuato, ma mai mi sognerei di trarne conclusioni a guida di raccomandazioni pratiche.

http://www.senosalvo.com/attualita_intro2011.htm#32
227. Utente 258701 il 23/11/2012 ha scritto:
Buonasera Dr. Catania,
riporto di seguito la mia esperienza con il cancro:
- anno 1997 nodulo di Ca mucinoso inf. di 11 mm ( prima diagnosi fibroadenoma) alla mammella sx, con intervento di quadrantectomia e svuotamento ascellare,poi trattamento adiuvante precauzionale con Chemioterapia e radioterapia
anno 2010 nodulo di Ca mammario intraduttale 11 mm associato a microfocolaio di 0,3 mm di carcinoma duttale inf stessa mammella, trattato con mastectomia ( asportazione anche del capezzolo)
- anno 2011 nodulo di Ca mucinoso di 12 mm mammella controlaterale (prima diagnosi fibroadenoma), trattato con mastectomia (asportazione anche del capezzolo)
linfonodo sentinella negativo, nessuna terapia adiuvante
anno 2012 intervento di ricostruzione del seno (sostituzione espansori con protesi al silicone)

Il cancro che mi ha colpita non era particolarmente aggressivo e la mia esperienza non è stata drammatica in confronto alle tante altre esperienze conosciute (grazie alla prevenzione secondaria: una manciata di ore in sala operatoria, undici giorni di ricovero ospedaliero, quattro mesi di assenza dal lavoro)
Certo la SOFFERENZA soprattutto psicologica c'è stata.
SE CON LA PREVENZIONE PRIMARIA avessi potuto evitarla!

Ho riportato la mia esperienza per tutti gli utenti che leggeranno questo post soprattutto se sono genitori perchè il binomio ALIMENTAZIONE+ATTIVITA' FISICA sia adottato fin da bambini.
Nel mio caso, chissà, forse il cancro si sarebbe fermato allo stadio pre-canceroso.
Ora sto mettendo in pratica la stategia imparata su questo blog per cercare di evitare il quarto appuntamento con il cancro!
Cordiali saluti.
228. Dr. Salvo Catania il 25/11/2012 ha scritto:
Grazie del contributo che se l'avessi scritto io sarebbe stato scontanto e forse anche ripetitivo e noioso.Complimenti per la capacità di sintesi...dalla parte della paziente ! Se dovessero richiedermi un abstract su questa discussione potrei allegare un copia incolla della sua conclusione.
229. Dr. Salvo Catania il 25/11/2012 ha scritto:
Mi ha fatto molto riflettere il commento
>>244. Utente 278503 il 22/11/2012 ha scritto:
Per voi medici sembra tutto chiaro, ma per noi utenti non è cos1. Ad esempio sul tema dei fitoestrogeni (io sono stata operata per tumore al seno e all'ovaio 10 anni prima), cercando su Internet non ci sono due siti richiamati dai motori di ricerca consecutivi che dicono la stessa cosa e più frequentemente l'uno contraddice il precedente.>>

Ho voluto fare io stesso una ricerca con i motori di ricerca e questi mi hanno sbattuto in faccia di tutto.
Riporto sole tre fonti autorevoli (compresa la mia che ovviamente non è autorevole)

1)
http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/alimentazione/isoflavoni

La notizia è riportata da una giornalista che fa riferimento correttamente ad uno studio recente, ma che come abbiamo visto presenta dei limiti, mentre le conclusioni sono di certezza
>>Ora una risposta c’è, ed è netta: gli isoflavoni di soia sono inefficaci nel prevenire la perdita di massa ossea e i sintomi della menopausa>>. Nesuna spiegazione del perchè siano inefficaci

2)Posizione intermedia : la mia...non autorevole !

http://www.senosalvo.com/la_soia_tumore_seno_prostata_menopausa.htm

3) Posizione autorevole estremamente permissiva

>>>I benefici degli isoflavoni, in particolare, sono stati ampiamente dimostrati. Ci può ricordare i principali?
Gli isoflavoni di soia sono riusciti a convincere ormai anche il medico più diffidente, tanto è vero che sono universalmente utilizzati per contrastare i fastidi che la menopausa porta con sé e per prevenirne le conseguenze più pericolose per la salute futura della donna, come l’osteoporosi. Questo non stupisce, visto che il loro impiego è semplice e praticamente privo di effetti collaterali.>>>

>Nonostante siano sostanze naturali, ci sono possibili effetti collaterali?>>
Praticamente nessuno: e questo non è, forse, un altro, grosso vantaggio? Molte donne temono assumendo soia di poter generare gonfiore al ventre: la terapia, però, è diversa dall’a limentazione: assumere la genisteina per bocca introduce nel corpo il principio attivo senza dare i fastidi del principio alimentare completo.

Si consiglia addirittura la "terapia" in sostituzione dell'alimentazione a base di fitoestrogeni ?

Una babele virtuale, come sottolinea saggiamente la nostra utente.




http://www.esseredonnaonline.it/intimita/i-rimedi-naturali-in-menopausa
230. Dr. Salvo Catania il 27/11/2012 ha scritto:
Sono stato molto criticato in altre sedi per il mio articolo ("a caccia di sensazionalismo") QUI RIPORTATO nei giorni scorsi
- TUTTI noi abbiamo (o avremo) dopo una certa età, UNO o PIU' TUMORI"

http://www.senosalvo.com/tutti_abbiamo_un_tumore.htm

mentre come il "cacio sui maccheroni"(per me) viene pubblicato sul prestigiosissimo The New England Journal of Medicine(22 novembre)

http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMclde1212888?query=featured_hom


che
________________________________________________________________
UN TERZO DEI CANCRI MAMMARI NON NECESSITA DI TRATTAMENTI

Circa un terzo di tutti i cancri alla mammella individuati mediante screening di routine in donne americane in salute non necessitano di essere trattati. A dirlo,uno studio del Regional Cancer Center in Bend, Oregon pubblicato sul 'New England Journal of Medicine'. Lo studio ha esaminato gli effetti della mammografia sull'incidenza del cancro fra il 1976 e il 2008 nelle donne americane con piu' di quarant'anni. Gli autori hanno concluso che piu' di un milione di donne a cui e' stata diagnosticata la malattia potrebbero non sviluppare mai i sintomi. Nel solo 2008, stimano i ricercatori, piu' di 70mila donne avevano diagnosi di tumori di questo tipo, costituendo il 31 per cento di tutti i casi di cancro al seno diagnosticati in donne ultraquarantenni. "I nostri studi sollevano seri interrogativi circa il valore dello screening mammografico. Il danno delle 'overdiagnosi' e' probabilmente piu' grandi di quanto previsto: le donne si sottopongono a trattamenti che includono chirurgia, radiazioni, ormoni, chemioterapia per anomalie che avrebbero potuto non causargli nessuna malattia", scrivono gli scienziati.
_____________________________________________________________

vale a dire che in un terzo dei cancri mammari scoperti precocemente con lo screening non avrebbero provocato alcuna malattia e che quindi sarebbero stati scoperti solo post-mortem per altre cause con l'autopsia.




231. Dr. Alessandro Scuotto il 27/11/2012 ha scritto:
Caro Salvo,
a proposito del tuo ultimo post, sono completamente d'accordo con i rischi di "overdiagnosis".
Queste implicazioni erano state anticipate nel 1976 da Ivan Illich con un'ampia discussione sulla iatrogenesi con implicazioni anche sociali
“Finché l’intervento tecnico nel rapporto tra gli individui e l’ambiente resta al di sotto di una certa
intensità, per quanto riguarda il raggio della libertà d’azione dell’individuo, questo intervento può
esaltare le capacità dell’organismo di affrontare e creare il proprio futuro. Ma al di là di un certo
livello, la gestione eteronoma della vita, inevitabilmente, dapprima restringe, poi mutila e infine
paralizza le reazioni importanti dell’organismo, e quella che voleva essere cura della salute si
trasforma in una forma specifica di negazione della salute”

La considerazione che alcune metodologie di screening siano sopravvalutate si sta facendo pian piano strada anche tra i colleghi più affezionati alla prepotenza tecnologica, tanto da porre in discussione in alcune occasioni il concetto stesso di malattia.

Tuttavia - a proposito di "un terzo dei cancri mammari non necessita di trattamenti", il dilemma etico che si pone il clinico, diversamente dalle considerazioni a posteriori dell'epidemiologo, è: sono in grado di individuare PRIMA, e con ragionevole certezza, le persone che rientrano in questo terzo?
232. Utente 277153 il 27/11/2012 ha scritto:
Io sono veramente arrabbiata con i miei oncologi . NE HO CONOSCIUTI ALMENO UNA DIECINA. Tutti parlano solo di esami per scoprire nuove metastasi, di chemioterapia, di radioterapia, ormonoterapia. Per prevenire recidive e nuovi tumori silenzio tombale. E se ci si avventura su Internet i risultati sono ancora più catastrofici perchè è impossibile distnguere l'informazione corretta da quella che non lo è.
233. Utente 258701 il 27/11/2012 ha scritto:
Buonasera,
da paziente oncologica che "ha già dato" come ho raccontato nel mio intervento precedente avendo letto quanto esposto dal Dr Scuotto faccio questo quesito: come dare il consenso informato sul "NON TRATTAMENTO"? perchè del fatto che è stato rilevato la presenza di un cancro io paziente DEVO essere informata! (Naturalmente spero con LA PREVENZIONE PRIMARIA di non arriva mai nelle condizioni di dare il mio consenso a non essere "curata".)
Cordiali saluti.
234. Utente 279323 il 27/11/2012 ha scritto:
Non vorrei portarvi fuori tema, ma la terapia metronica di frutta è verdura oltre a contenere sostanze antitumorali è utile anche per mastiti ricorrenti come la mia ? Perchè mi sembra rileggendo (sono ormai tanti) i vari link, che l'infiammazione sia spesso la prima vera causa che poi cronicizzandosi porterà alla formazione dei tumori mediante la formazione incontrollata di nuovi vasi.
235. Dr. Salvo Catania il 28/11/2012 ha scritto:
#Alessandro Scuotto e utente n. 258701

>> Tuttavia - a proposito di "un terzo dei cancri mammari non necessita di trattamenti", il dilemma etico che si pone il clinico, diversamente dalle considerazioni a posteriori dell'epidemiologo, è: sono in grado di individuare PRIMA, e con ragionevole certezza, le persone che rientrano in questo terzo?>>

La risposta è no. Non credo sia possibile al giorno d'oggi.

Premesso che si ha l’obbligo di informare sempre, come giustamente sostiene la nostra utente, sul riscontro di una lesione tumorale (ma vale anche per quelle non tumorali), credo che il “dilemma” muoia prima che si consumi perché non credo che si possa trovare, con le conoscenze attuali, un comitato etico che possa dare il via libera ad uno studio epidemiologico che preveda di seguire per decine di anni l’evoluzione di queste forme senza alcuna terapia, sulle quali si prevede, ma solo teoricamente perché non ci sono che studi retrospettivi, che non subiranno evoluzioni verso il carcinoma infiltrante.

Ma quanto pubblicato pochi giorni fa, come hai opportunamente ricordato, è ben noto e confermato da diversi studi ed io mi ricordo bene che quando abbiamo assistito alla rivoluzione culturale della quadrantectomia di Veronesi nel mondo, i chirurghi ed oncologi soprattutto americani, poco disponibili a rinunciare alla loro cultura Halstediana su cui avevano fondato la loro formazione oncologica, facevano a gara per dimostrare la multifocalità (o addirittura la bilateralità) della malattia, dimostrando che molte lesioni possono restare latenti per tutta la vita.
236. Dr. Salvo Catania il 28/11/2012 ha scritto:
# Utente 279323
Si è probabile una azione sinergica antinfiammatoria e quindi preventiva sui tumori, ma non posso confermarlo con certezza perchè non ci sono studi epidemiologici ma solo studi di laboratorio.
Probabile se pensiamo agli effetti della curcuma per la sua azione antiangiogenica e dei mirtilli rossi sulle vie urinarie come antinfiammatorio.
237. Dr. Salvo Catania il 28/11/2012 ha scritto:
#Utente 277153

Le rispondo per ultima, ma Le assicuro che la sua osservazione me la sento ripetere tutti i giorni e la condivido perchè il nostro baricentro è focalizzato più sulla Prevenzione Secondaria e le terapie che su quella Primaria.Perchè non prova a fare questa osservazione ai suoi oncologi curanti ?
238. Utente 278503 il 29/11/2012 ha scritto:
Dottore, nei link allegati tra gli alimenti antitumorali cita l'aglio. Io sapevo degli effetti benefici sulla pressione e altre applicazioni, ma non ho mai sentito dire che sia molto utile per la prevenzione dei tumori. Grazie.
239. Utente 277509 il 29/11/2012 ha scritto:
Dr. Scuotto anche io concordo con l'utente 258701. Anche io sono dell'idea che in caso di diagnosi attraverso lo screening di "neoplasia probabilmente non evolutiva", chiederei assolutamente di essere informata e quasi certamente chiederei un trattamento chirurgico precauzionale, anche se ricevessi pareri tranquillizzanti e discordi da questa mia scelta. Mi arrabbierei molto se venissi esclusa da queste scelte.
240. Dr. Salvo Catania il 29/11/2012 ha scritto:
# Utente 258701 e Utente 277509
Condivido in pieno invece la domanda (rivolta a me) dal dr.Scuotto (ma sarà lui stesso se lo desidera a confermarlo) che io ritengo molto interessante perchè scaturisce da un problema etico importante ed attuale : ammesso e non concesso che si possa identificare un sottocampione con certezza (che non c’è ancora) affetto da lesioni potenzialmente non evolutive, con quale coraggio dal punto di vista etico si potrebbe proporre ai volontari di non sottoporsi ad alcun trattamento per decine di anni di osservazione e senza alcuna garanzia, in assenza di studi epidemiologici ?
Credo che nessun comitato etico potrebbe far passare un progetto così concepito.
In parole semplici credo proprio che tutti pensiamo (io e dr. Scuotto e le due utenti) la stessa cosa
a) Il paziente va informato per obbligo ineludibile
b) Va aiutato nella sua scelta in modo chiaro, obiettivo e possibilmente, visto che non sempre accade, con un linguaggio tradotto dal medichese, poiché il tema è arduo da illustrare ai non addetti ai lavori.
c) Sarebbe interessante raccogliere campioni rappresentativi di pazienti che presentano caratteristiche di lesioni potenzialmente non evolutive e vedere………cosa succederà dopo un lungo follow-up.

Su queste lesioni confine-bordeline di fatto attualmente ci comportiamo in modo aggressivamente pregiudiziale a causa delle incertezze sulla loro evolutività.
Questo è un consulto tra i più cliccati di questa settimana.

http://www.medicitalia.it/consulti/Senologia/319227/Iperplasia-intradut

241. Dr. Salvo Catania il 29/11/2012 ha scritto:
#Utente 278503
>>………………………tra gli alimenti antitumorali cita l'aglio. Io sapevo degli effetti benefici sulla pressione e altre applicazioni, ma non ho mai sentito dire che sia molto utile per la prevenzione dei tumori. >>

Altroché ! [Ho quasi finito un articolo sull’allium e…”parenti” e lo allegherò qui]
L’aglio è sempre stato considerato, nella storia di tutte le grandi civiltà, sia un cibo che un RIMEDIO.
La sua azione preventiva sui tumori si eserciterebbe soprattutto a livello dell’apparato digerente, in particolare nei confronti del cancro dell’esofago, stomaco e colon. Sono state persino identificate geograficamente zone a bassissimo consumo di aglio e cipolla (e simili) con elevata incidenza di cancro allo stomaco (Nord Est Cina).
In Italia sono stati ottenuti risultati simili prima della massiccia immigrazione dei meridionali in settentrione, confrontando i regimi alimentari del Nord dove l’aglio è (era) meno utilizzato e del Sud, suo grande consumatore. Oggi le differenze sui tassi di incidenza di questi tumori si sono ridotte grazie proprio alla diffusione al Nord dell’aglio e cipolla. Sono in corso studi per dimostrare (sembra probabile) che la sua azione protettiva si estenda anche ai tumori del seno e della prostata.

Quanto abbiamo esposto vale sia per l’aglio (più efficace se mangiato crudo) che per i suoi parenti stretti (cipolla, scalogno, porro, erba cipollina).

242. Dr. Salvo Catania il 30/11/2012 ha scritto:
Off Topic :
informo gli utenti che stanno seguendo questa discussione che nel contesto di questo articolo lo staff, che ringrazio, ha inserito il link del SONDAGGIO SULL'USO DI INTEGRATORI di FITOESTROGENI

http://www.medicitalia.it/sondaggio/vota-sondaggio.asp?pcatid=7


243. Utente non più iscritto il 01/12/2012 ha scritto:
Ho letto molti link allegati ma non ho trovato alcun riferimento alla quantità da consumarne giornalmente di sostanze antitumorali. Può segnalarmi una fonte per farmene una idea ? Grazie.
244. Dr. Salvo Catania il 01/12/2012 ha scritto:
Questo è un tema molto controverso. Perchè se è relativamente facile identificare la soglia oltre la quale un alimento può diventare nocivo, secondo il classico motto di Paracelso
"TUTTE LE SOSTANZE SONO VELENI; QUEL CHE DIFFERENZIA UN VELENO DA UN RIMEDIO E' LA GIUSTA DOSE "

Se volessimo impostare una tabella con la dose minima di sostanze fitochimiche al giorno antitumorali efficaci, dovremmo dare raccomandazioni impraticabili perchè dovremmo rinunciare a tutti gli altri alimenti che sono già sulla nostra tavola.
Perchè la dose minima consigliata ( Richard Beliveau ) è :
___________________________________________________________________
* Cavoli, canvolini ecc 1 tazza
*Aglio 2 spicchi crudi
* Cipolla e affini 1/2 tazza
*Spinaci, crescione 1/2 tazza
* Soia 1/2 tazza
*Semi di lino finemente macinati 1 cucchiaio
*pomodoro concentrato 1 cucchiaio
*pepe nero (esalta proprietà della curcuma) 1 cucchiaino
* Mirtillo nero, lamponi, more 1/2 tazza
*Uva nera 1/2 tazza
*Cioccolato fondente (70%) 20 gr
*succo di agrumi (no se familiarità per melanoma o esposizione al sole) 1/2 tazza
*Vino rosso 1 bicchiere
*Tè verde 250 ml (tre tazze al giorno)
______________________________________________________________

Da questa tabella si comprende bene come sia difficilimente applicabile a meno di operare una vera rivoluzione (sconsigliata di colpo, raccomandata gradualmente) sullo stile di vita alimentare.
L'introduzione però graduale di questi alimento al carrello della spesa è il primo passo perchè tutta la famiglia piano piano cominci ad escludere dalla propria tavola i "cibi spazzatura".
245. Dr. Salvo Catania il 01/12/2012 ha scritto:
Imperdonabile ! Ho dimenticato proprio la curcuma 1 cucchiaino al giorno alla quale aggiungerei anche 1/2 cucchiaio di SESAMO TOSTATO
per altre ragioni (vedi osteoporosi che si comincia a prevenire sin dall'infanzia)

http://www.medicitalia.it/salvocatania/news/128/Pane-o-formaggio-per-da
246. Utente 108109 il 03/12/2012 ha scritto:
BuongiornoSono un ragazzo con capelli castani e occhi castani, pelle abbastanza chiara e un numero abbastanza rilevante di nei su tutto il corpo. Li ho fatti vedere dalla mia dermatologa e ha detto che sono tutti a posto. Recentemente ho letto di ricerche che affermano che il succo di arancia faccia aumentare il rischio di melanoma nei soggetti predisposti (come lo sono io). Quello che le ricerche non hanno detto è se il succo di arancia va totalmente rimosso dall'alimentazione o bevuto con moderazione, Io per esempio ho l'abitudine di bere un bicchiere di succo di arancia a colazione e durante la giornata mangio un'arancia e 4-5 mandarini (sono forse la stessa cosa delle arance??). Il mio consumo potrebbe espormi ad un rischio importante di contrarre melanoma? Qualche medico del sito sa forse darmi informazioni attendibili?Ringrazio
247. Dr. Salvo Catania il 03/12/2012 ha scritto:
Anche io ricevo diverse richieste su questo tema, e la ringrazio per averlo fatto presente, da quando anche nell'elenco dei cibi anticancro alla voce SUCCO D'ARANCIA ho aggiunto il commento
"Succo d'arancia : Contiene fucomarine, sospettato di favorire il melanoma maligno. Attenzione se è elevato il rischio.di melanoma "

http://www.senosalvo.com/cibi_anticancro_rischi_alimentari.htm

perchè uno studio statunitense ( di Menphis) aveva suggerito un ruolo molto serio del succo d'arancia particolarmente ricco di fucomarine (vedi elenco cibi a rischio)

http://www.senosalvo.com/cibi_anticancro_rischi_alimentari.htm

ma soprattutto di psoraleni, che sono sostanze cancerogene per la pelle in presenza di esposizione eccessiva al sole.Ma questo dato era già noto da tempo, tant'è che già da una quindicina di anni sono stati ritirati dal commercio i prodotti solari a base di bergamotto molto diffusi allora e che contenevano queste sostanze .

Recentemente uno studio molto serio su migliaia di infermiere ha riconfermato questo dato.

Vuol dire che non bisogna bere succo d'arancia ?

Assolutamente no, perchè anche i benefici sono ben noti, ma se ne raccomanda la moderazione per coloro che presentano i principali fattori di rischio per melanoma e in tal caso si può sostituire con l'ottimo succo di melagrano o la melagrana così come la si raccoglie o con altri tipi di frutta che contengono sostanze fitochimiche antitumorali.

Pertanto la raccomandazione, quando mancano studi epidemiologici rappresentativi sull'intera popolazione( anche se quello cui facevamo cenno è condotto su migliaia di soggetti) è quella generale di PARACELSO

TUTTE LE SOSTANZE SONO DEI VELENI ; QUEL CHE DIFFERENZIA UN VELENO DA UN RIMEDIO E' LA GIUSTA DOSE

o di un proverbio arabo molto saggio

L'ABBONDANZA DI QUALCOSA SIGNIFICA LA MANCANZA DI QUALCOS'ALTRO.

Ecco perchè negli elenchi dei cibi anticancro (Khayat, Beliveau, Gingras ecc) alla voce succo d'arancia appare l'asterisco " attenzione" nel senso della moderazione , come per la carne rossa per altre ragioni, che vale quindi per

* coloro che tendono ad ustionarsi all'esposizione del sole invece di abbronzarsi
*hanno un familiare colpito da melanoma
* presentano > 50-100 nevi sulla superficie corporea
* hanno pelle molto chiara (o rossa) e occhi azzurri o verdi
* e comunque per i soggetti che si "rosolano" letteralmente al sole.

Ma su questo aspetto sui "soggetti a rischio" sarebbe utile un parere dei colleghi dermatologi.
248. Dr. Salvo Catania il 03/12/2012 ha scritto:
GLI EQUIVOCI CHE CORRONO SUL WEB.
A scanso di equivoci su questo tema già prima dell’estate avevo risposto ad alcuni consulti

http://www.medicitalia.it/consulti/archivio/285079-succo_d_arancia_sole

e qualche giorno dopo vengo “smentito” da un altro sito e soprattutto da Natale Cascinelli che ho conosciuto all’Istituto dei Tumori di Milano e che rappresenta una delle massime autorità nel campo dei melanomi.

http://www.ok-salute.it/Oncologia/succo-d-arancia--sole-e-melanomi/j492

Smentito si fa per dire perché la domanda è mal posta e alla quale non si può che rispondere che nel modo che leggiamo :
>>Buongiorno Gentile Dottore,su un sito molto attendibile, un oncologo sostiene che bevendo il succo di arancia favorisce lo sviluppo di melanomi. Questa cosa mi ha alquanto preoccupata perchè io bevo succo d'arancia regolarmente da quando sono piccola. Inoltre un'altra domanda: Un articolo scritto da Umberto Veronesi sfata il mito che il sole può provocare melanomi perchè sostiene che contadini e pescatori per esempio non si ammalano di melanomi e quelle persone che invece si ammalano di melanomi maligni, ce l'hanno in zone coperte dal sole. E che la ricera oggi ha definito che è piu a rischio di melanomi maligni chi ha tanti nei e soprattutto se si hanno parenti stretti che hanno avuto questo genere di problema. Vorrei sapere se entrambe le cose sono vere, spero in una Sua cortese risposta>>

[Intanto grazie per il “SITO MOLTO ATTENDIBILE”]

Risposta
>>Cara Teresa, l'ipotesi che il succo d'arancio induca il melanoma è un'affermazione a dire poco discutibile. Quanto al rapporto sole melanoma di certo il rischio è più alto in chi si espone in modo discontinuo.>>

Riporto la mia risposta su questo sito e che è la stessa che avevo dato a maggio di quest’anno

>>Vuol dire che non bisogna bere succo d'arancia ?

Assolutamente no, perchè anche i benefici sono ben noti, ma se ne raccomanda la moderazione per coloro che presentano i principali fattori di rischio per melanoma e in tal caso si può sostituire con l'ottimo succo di melagrano o la melagrana così come la si raccoglie o con altri tipi di frutta che contengono sostanze fitochimiche antitumorali.>>

E l’asterisco “attenzione” trova fonti nello studio di Menphis, su quello condotto su migliaia di infermiere e sulla lista dei cibi anticancro di Khayat (*)ecc ecc

(*) Khayat >>SUCCO D'ARANCIA : contiene fucomarine sospettate di essere coinvolte nello sviluppo del melanoma maligno>>
249. Dr. Giampiero Griselli il 03/12/2012 ha scritto:
La cosa si autoripiega su se stessa. le furocumarine ( psoraleni ,bergapteni ) sono fotosensibilizzanti cioè moltiplicano alcuni effetti che gli ultravioletti hanno sulla cute. Si usano anche in medicina , per la famosa P UVA terapia , per psoriasi, micosi fungoide , vitiligine ed altro. Il razionale della loro oncogenicità è che se la elioesposizione mi fa un danno attinico X , la esposizione mediata da psoraleni mi dà un danno attinico dieci volte tanto.
Altrimenti è come dire che avera una porsche espone ad un rischio di incidente mortale maggiore di altre auto solo perchè si può andare molto più forte.... :-)
250. Utente 108109 il 03/12/2012 ha scritto:
Dunque se ho capito bene se bevo tanto succo di arancia ma sto chiuso in casa e non prendo il sole i potenziali rischi del succo non si verificano?giusto?
251. Dr. Giampiero Griselli il 03/12/2012 ha scritto:
A parte la ovvia considerazione che le arance crescono in Sicilia , dove tutti ne bevono , sole ve ne è in abbondanza , ma... non sembra proprio di notare un aumento di melanomi(!), ribadirei questo concetto. Per arrivare ad una dose ematica tale da arrivare ai tessuti in una quantità così alta da essere fotosensibilizzante, dovrebbe mangiare arance in tale quantità da pasteggiare esclusivamente con esse, da mattina a sera. E , naturalmente poi dovrebbe girare in abiti succinti , o in costume.
Il primo segno di fotosensibilizzazione lo dovrebbe cogliere sulla sua pelle , che dovrebbe arrossarsi , irritarsi..
Successivamente, nel corso del tempo, se ha seguito tutto questo , cioè (quotidianamente):
-Consumo di almeno 20 kg di arance al dì
- Sole a picco
- passeggiata al sole esponendo la cute
-irritazione cutanea non tenuta in considerazione per anni
Beh, è un buon candidato al melanoma (ma solo statisticamente..potrebbe più facilmente non succedere!)
:-)
252. Dr. Giampiero Griselli il 03/12/2012 ha scritto:
IL "succo" del discorso è che se ne consuma una quantità "normale" non avrà rischi. Diverso è il discorso della iperesagerazione , magari se va ad incidere su un soggetto con precedenti di melanoma
253. Dr. Salvo Catania il 03/12/2012 ha scritto:
Grazie Giampiero per l'importante contributo sul tema
ALIMENTI-FOTOSENSIBILIZZAZIONE-INSORGENZA DEI TUMORI
Sono ben lieto che sia stato tu dermatologo ad entrare in dettaglio.

A me preme dire invece che c'è una richiesta nutrita da parte di molti utenti sulla rete che sono rimasti meravigliati da alcune affermazioni di Umberto Veronesi >> Un articolo scritto da Umberto Veronesi sfata il mito che il sole può provocare melanomi perchè sostiene che contadini e pescatori per esempio non si ammalano di melanomi e quelle persone che invece si ammalano di melanomi maligni,ce l'hanno in zone coperte dal sole>>

Alla quale già dà una risposta lo stesso Natale Cascinelli (*)

>> Quanto al rapporto sole melanoma di certo il rischio è più alto in chi si espone in modo discontinuo.>>

E ciò spiegherebbe perchè in Sicilia pur mangiando arance (ma da siciliano non ne sarei sicuro; di sicuro so che la gran parte le esportano)sia meno pericoloso il sole nei soggetti che hanno una esposizione più continua.

Ed in effetti gli studi che segnalano l'asterisco di * attenzione
ai succhi d'arancia* è rivolto ai soggetti che presentano elevati rischi di melanoma, includendo tra questi l'esposizione discontinua al sole. E in ragione inversa rischiano di meno pescatori, marinai, contadini la cui esposizione CONTINUA inizia in giovanissima età.

(*) Natale Cascinelli
che tra l'altro è un collega molto simpatico (mi onoro di essere stato invitato nel secolo scorso con altri colleghi ad una cena in casa sua sul lago), ha trascorso parte della sua vita all'Istituto dei Tumori di Milano in qualita di Direttore di una Divisione di Oncologia Chirurgica e successivamente come Direttore scientifico dello stesso Istituto sino al 2006


Cito tra le altre :

*E’ Membro della Commissione Oncologica Nazionale del Ministero della Sanità.
*E’ Direttore del Collaborating Centres for Evaluation of Methods of Diagnosis and Treatment of
Melanoma della Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) dal novembre 1977 e Presidente dello stesso (WHO Melanoma Programme) dal maggio 1990.
E’ membro della Task Force sul Melanoma dell’American Join Commission on Cancer dal "secolo scorso" ad oggi.


254. Dr. Alessandro Scuotto il 04/12/2012 ha scritto:
@Utente 277509 e Utente 258701
Sono in completa sintonia con quanto espresso dal Dr. Catania; in particolare sul fatto che "Il paziente va informato per obbligo ineludibile".

La riflessione etica che attualmente impegna alcuni clinici sulla "overdiagnosis" (cioè sul possibile eccesso diagnostico che potrebbe non giustificare un intervento terapeutico) è se ci stiamo impegnando in pari misura per la diagnosi precoce (prevenzione secondaria) e per la prevenzione primaria (comportamenti e stile di vita).
Parlare di alimentazione e cancro (oggetto di questo topic) mette l'accento sulle risorse da impiegare per evitare di ammalarsi prima ancora di ricercare con raffinatissimi (e purtroppo costosissimi) mezzi tecnici la patologia a livelli minimi.
Le due cose non si escludono, ma va da sé che se possiamo evitare la malattia è preferibile.
255. Dr. Salvo Catania il 04/12/2012 ha scritto:
Alessandro hai toccato un tasto dolente

>>Le due cose non si escludono, ma va da sé che se possiamo evitare la malattia è preferibile.>>

Gli stessi utenti, dietro i quali ci sono molte pazienti affette da tumore, ci hanno scritto anche in questa pagina che di Prevenzione Primaria non ne parla quasi nessuno. Perchè ?

Se volessimo "malignare" un pò forse perchè gli interessi, non certo dei pazienti, ruotano intorno ai "grandi investimenti" privati sulle terapie e tecnologie diagnostiche che generano grandi introiti anche se sono senz'altro comunque da incoraggiare.

Purtroppo sulla Prevenzione Primaria chi potrebbe investire, se non lo stesso Stato, che risparmierebbe sui costi della Sanità investendo sulla Prevenzione Primaria, risparmiando soprattutto le costosissime cure di centinaia di migliaia di cittadini all'anno ?

Le stesse aziende private in Italia non hanno ben compreso il problema perchè spendono milioni di euro per i check-up dei dipendenti, che sono pur sempre utili, ma risparmierebbero (e molte aziende americane lo fanno dal secolo scorso) molto di più e con risultati più efficaci destinando lo stess budget,se pagassero ai dipendenti le palestre o altre attività sportive e gli alimenti che provocano disassuefazione dalla dipendenza dei cibi spazzatura.

256. Utente 258701 il 05/12/2012 ha scritto:
Buonasera, fortunatamente nel pubblico almeno qualcosina per la prevenzione si fa. Segnalo ad esempio l'ottobre rosa ( serie di incontri che si ripete ogni anno appunto nel mese di ottobre promosso dalla Lega Italiana per la lotta contro i tumori) dedicato specificatamente alla prevenzione del tumore al seno dove danno il loro contributo medici e altri professionisti della sanità che lavorano nei dipartimenti ospedalieri (chirurgo senologo, oncologo, radioterapista) e nel Dipartimento di Prevenzione(Servizio Igiene Alimenti,Servizio Igiene pubblica), della ASL locale, per promuovere non solo la prevenzione secondaria ma anche quella PRIMARIA. Io vi ho incontrato i Medici che mi hanno preso in cura(a cui sarò grata per sempre perchè fortunatamente, di questi tempi, Medici con la M stratosfericamente maiuscola, a parte qualche incidente di percorso diagnostico).Sapete cos'è e di cosa si occupa il Dipartimento di Prevenzione dell'ASL? Sul sito dell'ASL locale trovo che si occupa proprio di promozione di stili di vita salutari, a partire dalla salute dei bambini.
Buona serata!
257. Dr. Vito Barbieri il 05/12/2012 ha scritto:
Ho notato in questa serie di commenti come si siano avuti tanti spunti per toccare argomenti di prevenzione primaria, in particolare riguardo l'alimentazione. Ho anche notato l'appunto dell'Utente sulla limitata informazione ricevuta su aspetti preventivi da oncologi. Personalmente penso che la prevenzione oncologica debba essere oggetto di lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado. Purtroppo davanti un uncologo ci si trova in genere per affrontare approfonditamente i temi riferiti ad una malattia oncologica ormai presente e quindi, anche le domande di pazienti e familiari e la concentrazione dell'oncologo è già ampiamente impegnata nella discussione di tutte le opzioni terapeutiche del caso. Nel momento in cui la malattia è presente, gli accorgimenti alimentari possono essere di aiuto come coadiuvanti di vari disturbi ma non più preventivi. Spesso non rimane il tempo, al medico ma anche ai familiari stessi, di spostare la conversazione su temi preventivi. Come esempio posso portare le problematiche relative al counselling genetico per i soggetti appartenenti a famiglie con tumori multipli. In questi casi la discussione delle opzioni preventive viene rinviata ad un diverso appuntamento e magari anche in una sede diversa da quella terapeutica per affrontare separatamente, e soprattutto in modo non confuso con la terapia, le possibilità di approcci preventivi (in questo esempio basate sui test genetici).
258. Utente 258701 il 06/12/2012 ha scritto:
Buonasera,
da paziente per cancro al seno ora in follow up oncologico ricordo bene che la concentrazione era per la cura, per l'estirpazione (già riuscire ad alimentarsi e digerire il cibo richiedeva energie!)ma in seguito, nei controlli successivi diradati, perchè non dare già al paziente l'indicazione terapeutica di seguire una dieta equilibrata anti-cancro, scevra di integralismi, e l'indicazione di svolgere attività fisica costante per il controllo del peso? Concordo sull'opportunità di rimandare le prescrizioni preventive ad altro momento appositamente previsto come si fa per i pazienti diabetici (con altra valenza). Secondo me dovrebbe essere inserito come integrazione normale alla cura. Non si fa perchè la prevenzione primaria dei tumori non è condivisa a livello scientifico e quindi è lasciata alla sensibilità dei singoli Medici curanti (come il Dr. Catania autore di questo blog)o a quella di singoli Direttori di Strutture Locali ? Davvero non vi sono soldi per realizzabile una vera strategia di prevenzione?
259. Dr. Salvo Catania il 06/12/2012 ha scritto:
Ringrazio tutti per i preziosi contributi

#Utente 258701
>>fortunatamente nel pubblico almeno qualcosina per la prevenzione si fa>>
Meno male e mi fa molto piacere sentire qualche voce fuori dal coro (per fortuna!) ma se facessimo un sondaggio questo aspetto che fa parte della cura "delle recidive" e dei nuovi tumori è molto trascurato non certo per cattiva volontà ma anche per le stesse ragioni che Vito Barbieri ha descritto (es."Spesso non rimane il tempo, al medico ma anche ai familiari stessi, di spostare la conversazione su temi preventivi").

Per questo ultimo aspetto Internet ci offre una bella opportunità, tant'è che io ai miei pazienti (pochissimi non vanno su Internet)
nel corso del controllo-visita "prescrivo" i compitini per casa allegando i link sui quali mi preme focalizzare l'attenzione.
Si perde pochissimo tempo da aggiungere a quello "tradizionale" per la visita e colloquio.>> Secondo me dovrebbe essere inserito come integrazione normale alla cura>>
Vito alla fine siamo tutti d'accordo




260. Dr. Salvo Catania il 06/12/2012 ha scritto:
Chiedo scusa: avevo attribuito a Vito Barbieri che stimo molto come oncologo l'affermazione dell'utente >>
>>Secondo me dovrebbe essere inserito come integrazione normale alla cura>>

Se inserito come integrazione normale alla cura, che condivido

http://www.senosalvo.com/terapia_metronomica.htm

allora caro Vito forse noi oncologi dovremmo rivedere l'impostazione dei nostri controlli almeno quelli di follow-up, anche se comprendo benissimo che i tempi a nostra disposizione siano limitatissimi per via anche dei "tagli" che riducono il personale disponibile.
261. Utente 278503 il 06/12/2012 ha scritto:
Da donna operata che ha fatto 2 volte la chemioterapia vedo gli oncologi già oberati di lavoro per spiegare le finalità delle terapie e i suoi effetti collaterali e quindi comprendo bene quanto scrive il dr. Barbieri, che spesso non c'è tempo di occuparsi d'altro.
262. Dr. Salvo Catania il 09/12/2012 ha scritto:
Cara signora ha perfettamente ragione, ma gli oncologi sono oberati di lavoro per l’elevata incidenza dei tumori. Noi stiamo parlando di Prevenzione Primaria e non Secondaria. Lo scopo di questo blog pone l'accento sulla Prevenzione Primaria alimentare che se promossa sin dall’infanzia potrebbe incidere nell’abbattere del 40 % l’incidenza dei tumori.
Pertanto riusciremmo a ridurre del 40% l’ impegno professionale degli oncologi.
Va da sé che non sarebbero più oberati come accade adesso.
263. Dr. Vito Barbieri il 09/12/2012 ha scritto:
Intervengo ancora, solo con l'obiettivo che un messaggio passi nel modo più efficace ed utile. La prevenzione primaria, cioè quella che si occupa di allontanare i fattori di rischio nei soggetti sani, è rivolta a tutta la popolazione. Quindi, ammetto che l'oncologo da specialista competente debba cogliere l'occasione per parlarne ogni qual volta è possibile, condivido l'importante momento indicato dal Dott. Catania quale è quello del follow-up, cioè il momento in cui è passata la fase focalizzante della "terapia" ed il paziente torna alla sua vita, con indicazioni relative ai controlli per la ricerca di eventuali recidive, ricevendo anche consigli su un comportamento più "salutistico" con maggiore attenzione ai possibili fattori di rischio per diverse neoplasie. Tuttavia, sempre ribadendo che l'educazione alla prevenzione primaria (eliminazione fattori di rischio) riguarda tutta la popolazione, è importante che ognuno di noi riceva queste informazioni da più vie. L'importanza dei mezzi di comunicazione di massa ed internet è indiscutibile, tuttavia per non lasciare al singolo individuo la ricerca di queste informazioni, penso che una formazione di base andrebbe offerta in modo molto più rilevante dalla introduzione della prevenzione delle malattie quale materia di studio nelle scuole, senza trascurare poi il ruolo informativo che possono avere le figure mediche più vicine a tutti noi quali il medico di base ed il pediatra. Quest'ultimo rileva durante la crescita del bambino anche possibili errori alimentari e tanto altro.
264. Utente 258701 il 09/12/2012 ha scritto:
Anche se si devia dallo scopo di questo blog, mi scuso ma mi permetto di intervenire:alla prevenzione primaria di cui parla il Dr. Barbieri, è dedicato il Piano Nazionale della Prevenzione del Ministero della Salute, mi sembra di aver letto che ci sia l'obbligo da parte delle singole ASL di riservare il 5% dei finanziamenti a questo scopo, ma sembra che l'atteggiamento da parte di chi si trova a gestire tali risorse economiche sia: purtoppo sono COSTRETTO a riservare queste risorse alla prevenzione! (con l'occhio al ripianamento del bilancio.) Finchè questo atteggiamento non cambierà l'importante sarà la visibilità data dall'inaugurazione di reparti di eccellenza.
Buona serata.
265. Dr. Salvo Catania il 10/12/2012 ha scritto:
No non devia affatto dal tema della Prevenzione Primaria e anzi è una preziosissima informazione che io non conoscevo affatto e per questo la ringrazio.
266. Utente 258701 il 10/12/2012 ha scritto:
Buonasera Dr. Catania,
e allora incoraggiata dalla sue parole segnalalo anche, sempre dal ministero della salute il programma GUADAGNARE SALUTE, rendere facili le scelte salutari con le 4 aree di intervento:
•promozione di comportamenti alimentari salutari
•lotta al tabagismo
•lotta all’abuso di alcol
•promozione dell’attività fisica.
Sono coinvolti anche i pediatri di base e la scuola.
Certo per un'azione efficace dovrebbero esserci "decisori" ed anche singoli professionisti coinvolti appassionati quanto Lei al tema della Prevenzione primaria e non dedicati a tale attività solo per dovere d'ufficio o per estemporanea occasione lavorativa che comporta dei compiti da svolgere.
Colgo l'occasione per ringraziarLa di nuovo e farLe i migliori auguri per le prossime festività!
267. Dr. Salvo Catania il 11/12/2012 ha scritto:
Il programma che Lei allega del ministero della salute non è altro che un recepimento a livello nazionale di una revisione di tutti gli studi scientifici sul rapporto tra alimentazione e tumori da parte del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF 2007) ,
la cui sintesi può trovarla su

http://www.senosalvo.com/menu_di_lunga_vita.htm

Come può vedere ormai le raccomandazioni e le conoscenze sono "planetarie" e vengono frenate a livello nazionale o locale per le ragioni che Lei ha ben esposto : non alla passione dei singoli ma alla professionalità degli addetti ai lavori si dovrebbe demandare il compito di tradurre le conoscenze scientifiche che ormai abbondano in comportamenti da incoraggiare.
268. Utente 259360 il 11/12/2012 ha scritto:
Salve, si sa che i salumi contengono nitriti e nitrati, sostanze dannose che aumenterebbero il rischio di tumore dello stomaco. Fra i salumi che contengono queste sostanze è compreso anche il tacchino, che è forse il più magro fra i salumi ed il più salutare?
Le metto la foto perchè non vorrei che si confondesse con il tacchino da cuocere, come qualcuno fa.

http://imageshack.us/photo/my-images/713/imgarrostotacchinobig.jpg/

Grazie.
269. Dr. Salvo Catania il 11/12/2012 ha scritto:
Vale quanto abbiamo già detto per gli altri salumi tradizionali.

http://www.senosalvo.com/i_salumi_vanno_evitati.htm

Se gli artigiani dell'industria alimentare rispettano il territorio e i loro animali non ci sono problemi per i salumi e neanche per il tacchino che nella dieta anticancro ci sta benissimo sempre tenendo conto della moderazione che vale per tutti gli alimenti.

Non ho mai comprato, né ho mai avuto la tentazione di farlo, quello che ci mostra Lei nella foto e quindi non esprimo valutazioni sul prodotto specifico che non conosco

http://imageshack.us/photo/my-images/713/imgarrostotacchinobig.jpg/

ma potrà valutare Lei stesso (guardi la composizione) tenendo conto della regola che se si tratta o meno di uno dei tanti prodotti COMPLETAMENTE industriali, come lo sono la maggior parte, può stare certo che si tratti di un miscuglio , certamente saporitissimo di grassi, di nitriti e di sale, di coloranti e di aromi artificiali dove di tacchino ce n’è poco.

E sappiamo che i grassi, i nitriti e i nitrati sono veri e propri cancerogeni.
270. Utente 259360 il 11/12/2012 ha scritto:
No ma guardi che io di tacchino consumo quello fresco, chiesto al banco del supermercato, ho messo l'immagine per far capire di che alimento si trattasse. Quindi secondo il suo articolo sarebbero dannosi i salumi industriali, confezionati e che vengono dall'estero, non quelli nei banchi?(ma sempre da mangiarne con moderazione).
271. Dr. Salvo Catania il 11/12/2012 ha scritto:
Ora ci siamo intesi perfettamente. Viva il tacchino....vivo (^___^).

Il tacchino fresco è un alimento che si può consumare tranquillamente...quello completamente industriale è altro alimento.
272. Utente 259360 il 11/12/2012 ha scritto:
Poi dei salumi chiesti al banco non si potrà mai sapere la composizione.
Sulla quantità quanta ne consiglia a settimana? Io ne consumo fra tacchino e prosciutto crudo (quasi sempre solo questi due, mai altri) circa un etto.
273. Dr. Salvo Catania il 11/12/2012 ha scritto:
Per evitare che poi tutti gli altri utenti mi chiedano la soglia da non superare per tutti gli altri alimenti (^___^) riprendo il discorso in linea generale :

1) Devono essere esclusi i cibi ad alto rischio ( sono pochissimi se escludiamo i prodotti industriali).

http://www.senosalvo.com/cibi_anticancro_rischi_alimentari.htm

2) Su quelli permessi (quasi tutti) vale la dottrina di PARACELSO

>>TUTTE LE SOSTANZE SONO DEI VELENI ;
QUEL CHE DIFFERENZIA UN VELENO DA UN RIMEDIO E' LA GIUSTA DOSE>>

Giusta dose nel senso di moderazione, tant'è che abbiamo detto che vanno benissimo caffè, cioccolato, vino......con moderazione.




274. Dr. Salvo Catania il 11/12/2012 ha scritto:
Per evitare che poi tutti gli altri utenti mi chiedano la soglia da non superare per tutti gli altri alimenti (^___^) riprendo il discorso in linea generale :

1) Devono essere esclusi i cibi ad alto rischio ( sono pochissimi se escludiamo i prodotti industriali).

http://www.senosalvo.com/cibi_anticancro_rischi_alimentari.htm

2) Su quelli permessi (quasi tutti) vale la dottrina di PARACELSO

>>TUTTE LE SOSTANZE SONO DEI VELENI ;
QUEL CHE DIFFERENZIA UN VELENO DA UN RIMEDIO E' LA GIUSTA DOSE>>

Giusta dose nel senso di moderazione, tant'è che abbiamo detto che vanno benissimo caffè, cioccolato, vino......con moderazione.




275. Dr. Serafino Pietro Marcolongo il 12/12/2012 ha scritto:
Caro Salvo, spero che questo mio intervento non sia considerato...un'intrusione, ma ho notato che l'ultimo utente intervenuto in questo tua stimolante news abbia posto lo stesso quesito in un'altra del Collega Andrea Favara.
Vorrei approfittare, anche qui, per esprimere il mio parere in merito al dubbio sulle carni fresche e conservate o preparate, tra cui i salumi.

Gent. utente, condivido intanto fino all'ultima virgola tutto ciò che è stato detto fin'ora dal Dott. Catania e mi soffermerei sull'immagine che ha allegato. Quello che raffigura è "affettato di fesa di tacchino" considerato si uno tra i salumi più magri (concentrazione di grasso animale bassa)...ma trattato comunque con additivi, al contrario della carne fresca di tacchino venduta in macelleria...e pur sempre ritenuta carne bianca e magra!

Se vogliamo parlare di prevenzione e fare un distinguo tra alimenti contenenti additivi e quelli ad alto contenuto di grassi animali, non dobbiamo pensare più di tanto a scegliere la carne (bianca e magra)fresca di tacchino a scapito del suo derivato (affettato di fesa di tacchino)!

I nitrati ed i nitriti, tra i conservanti principali ed in veste di additivi, sono aggiunti ai prodotti alimentari (carni e salumi, conserve di carne, formaggio, alcuni pesci marinati, preparati alimentari industriali) per svolgere alcuni compiti molto importanti:
1) contrastare lo sviluppo del Clostridium botulinum, la cui tossina termoresistente è responsabile del botulismo, e del Clostridium perfrigens, causa di tossinfezioni alimentari;
2) contrastare lo sviluppo del Clostridium butyricum, vero e proprio "distruttore" della struttura dei formaggi a pasta dura e semi-dura;
3) intensificare il colore rosso vivo delle carni e dei salumi, intervenendo sull'emoglobina;
4) favorire un aroma particolare agli alimenti.

La preoccupazione dei consumatori che ne scaturisce è dovuta agli effetti indesiderati.
Infatti, i nitriti per la loro capacità di modificare la struttura dell'emoglobina dei globuli rossi, ostacolando il trasporto di ossigeno, possono essere causa di "metemoglobinemia", caratterizzata da sintomi di asfissia e cianosi delle mucose.
Fortunatamente per l'adulto essa è molto rara, grazie ad alcuni meccanismi difensivi; mentre, nei neonati può risultare addirittura mortale. Per questo, i nitriti sono tassativamente vietati negli alimenti per bambini con meno di 6 mesi.

Sui nitriti gravano pesanti accuse anche per quanto riguarda la formazione di "nitrosammine", sostanze cancerogene che si formano a partire dai nitriti stessi e le ammine secondarie, prodotte dalla degradazione delle proteine. I cibi più a rischio sono i derivati della carne, conservati grazie all'azione simultanea della salatura e dei nitriti, alcuni formaggi e certe birre.
Visto che la formazione di nitrosammine è possibile quando si scalda un alimento ricco di ammine, l'impiego di questi additivi è stato vietato per i prodotti trattati termicamente.

La lista delle accuse per i nitriti continua anche a proposito di "reazioni istaminiche" perchè, aumentando la permeabilità della parete intestinale, favoriscono il passaggio dell'istamina al sangue scatenando reazioni indesiderate come mal di testa, diarrea, orticaria, vampate di calore...fino all'ostruzione bronchiale.

Nonostante ciò, questi additivi sono indispensabili per la conservazione di tanti alimenti, soprattutto preparati a livello industriale, preservandoli dall'azione microbica. Per tale motivo esiste una normativa molto dettagliata sui cibi che devono essere trattati con i nitriti e sulla loro quantità massima autorizzata.
Purtroppo, va detto che il loro utilizzo negli alimenti rappresenta solo la terza fonte. Le altre due sono l'acqua e le verdure trattate con fertilizzanti azotati, come le carote, gli spinaci, i fagiolini, le barbabietole, il sedano ed i ravanelli.

Per concludere, Lei scrive (in # 296)
<<Poi dei salumi chiesti al banco non si potrà mai sapere la composizione.
Sulla quantità quanta ne consiglia a settimana? Io ne consumo fra tacchino e prosciutto crudo (quasi sempre solo questi due, mai altri) circa un etto.>>

Se per tacchino si riferisce all'affettato + prosciutto crudo, la dose massima tollerata di nitriti è presto raggiunta: un uomo che pesa 70 kg la supera consumando semplicemente 100 g di salumi!!!!

Concludo sottolineando anch'io che bisogna preferire l'acquisto ed il consumo di cibi freschi a quelli preparati o preconfezionati dall'industria!

Cordiali saluti.
276. Utente 259360 il 12/12/2012 ha scritto:
Ho commentato per sbaglio nell'articolo del dottor. Favara, visto che avevo quella e questa pagina aperta non mi sono accorto che stavo commentando anche lì.
Grazie delle risposte.
277. Dr. Salvo Catania il 12/12/2012 ha scritto:
Intrusione ???
Serafino, sei sempre il benvenuto competente, perchè il nostro amico utente mi aveva messo sulla tavola il link dell'arrosto di tacchino (^___^) ed io, non conoscendolo, per curiosità mi ripromettevo di andare al supermercato per verificarne la composizione soprattutto in additivi.

Con la tua chiara risposta mi
hai chiarito molte cose e risparmiato di fare una spesa non prevista.
278. Utente 217140 il 13/12/2012 ha scritto:
Dottor Catania,

cosa ne pensa come integrazione quotidiana di antiossidanti del bersi una tazza di te verde con un cucchiano di curcuma ed una spolverata di pepe ?
Ritiene attendibili gli studi che attribuiscono al te verde ed al pepe la caratteristica di potenziare l'assorbimento di curcumina ? E' vero che altrimenti è una sostanza di difficile assimilazione ?

Saluti
279. Dr. Salvo Catania il 14/12/2012 ha scritto:
Io ce la metto già una "spruzzata" di pepe nero insieme ad un cucchiaino di curcuma per condire l'insalata, ma non Le saprei dire se a questo sia da ascrivere l'efficacia della curcumina, anche se esistono diversi studi sperimentali pubblicati, tra cui quello della University Michigan Comprensive Cancer Center (2009), e non solo, che dimostra una azione sinergica della piperina (pepe nero) e della curcumina su colture di cellule tumorali maligne. E ce n'è un altro pubblicato sulla rivista Cancer Research secondo il quale la curcumina avrebbe azione preventiva sul tumore della prostata se associata ad un ISOTIOCIANATO presente nei cavoli e nei broccoli.

Quindi un bel cocktail antitumorale potrebbe essere : broccoli+ 1 cucchiaino di curcuma+ una spuzzata di pepe nero.

Il thè verde invece ne facilita l'assorbimento, ma io lo consiglio poco ai miei pazienti perchè è difficile introdurlo nelle nostre abitudini in ragione di
a) ne occorrono almeno tre tazze al giorno
b) deve essere "di qualità" : foglie di thè giapponese
che rispetto a quello nero e al tè verde cinese, presenta una grande quantità in più di polifenoli.

http://www.senosalvo.com/te_verde_e_il_cancro.htm
280. Utente 217140 il 14/12/2012 ha scritto:
Grazie per la Sua risposta,

vorrei chiederLe cosa ne pensa del USDA Database for the Oxygen Radical Absorbance Capacity (ORAC). Ritiene attendibile questa scala e soprattutto sono secondo Lei dati sperimentali che hanno un significato "in vivo" ?
Per quanto riguarda la curcuma essa figura proprio ai primi posti con un risultato straordinario di 127.068 &#956; mol TE/100g.

Invece per quanto riguarda i the i risultati sarebbero in contrasto con quello che si era detto sinora :

Tea, green, ready-to-drink : 520 &#956; mol TE/100g
Tea, black, ready-to-drink : 313 &#956; mol TE/100g
Tea, white, ready-to-drink : 264 &#956; mol TE/100g

Addirittura il pregiato "te bianco" (quello notoriamente più ricco in polifenoli che credo Lei citasse) verrebbe declassato a ultima posizione rispetto al nero ed al verde.
Forse l'indice ORAC in realtà non dice nulla sulla capacità anti-cancro degli alimenti e ci sono altri parametri da valutare ?

La ringrazio anticipatamente per il Suo commento.
281. Dr. Salvo Catania il 14/12/2012 ha scritto:
La ringrazio delle sue preziosissime integrazioni, ma Lei sopravvaluta la mia competenza riguardo ai vari tipi di tè (^__^).

Evidentemente partiamo da fonti differenti e dalla esigenza da parte mia di semplificare allo scopo di mettere in evidenza gli alimenti sui quali ci sono prove o evidenze, che contengano polifenoli in grado di svolgere una attività efficace anticancro.

[la mia fonte : “Les aliments contre le cancer”, R. Beliveau ]

Le mie fonti non mettono il tè bianco, pregiato per altre ragioni, tra gli alimenti ad elevato contenuto di polifenoli, trattandosi di un tè cinese e tra quelli cinesi solo l’Emperor si avvicina a quelli giapponesi in contenuto di polifenoli.
Vedi
http://www.senosalvo.com/te_verde_e_il_cancro.htm

Probabilmente anche perché il tè verde rispetto agli altri è quello che subisce meno trasformazioni , dato che la produzione avviene in modo artigianale ancora oggi.

Io non ho mai parlato di tè bianco e apprendo da Lei,( grazie per l’informazione), che sia stato declassato nella scala allegata.
Allora per completezza citiamo anche il pregiatissimo tè oolong (Taiwan) che per quanto sia molto ricercato per le sue qualità, per le sue proprietà anticancro va considerato come intermedio a quello verde e a quello nero.
282. Utente 217140 il 14/12/2012 ha scritto:
Grazie per le informazioni, come Lei giustamente osserva per quanto riguarda i tè si può esser tratti in inganno dal "pregio" che non coincide necessariamente con le qualità antiossidanti.

Se può interessarLe a questo indirizzo è possibile scaricare il database completo in pdf per quanto riguardo lo studio ORAC (USDA Database for the Oxygen Radical Absorbance Capacity of Selected Foods, Release 2) :

http://www.orac-info-portal.de/download/ORAC_R2.pdf

Mi farebbe piacere, sempre se avrà tempo e modo di darvi un'occhiata, sapere cosa ne pensa di questa classificazione.

283. Dr. Salvo Catania il 16/12/2012 ha scritto:
Il database Orac è non solo utile, ma indispensabile per allestire studi epidemiologici su campioni rappresentativi della popolazione. Le risponderò nei dettagli al più presto (entro nel sito solo ora :sono le 3 del mattino) perchè merita senz'altro più di una considerazione.

Intanto sul tema del blog ho appena visto le rasoiate virtuali di altri siti : c'è chi mi trova persino GRASSO anche se non comprendo come possa essersi fatto questa idea visto che non ci sono foto mie recenti (^___^)

http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=AjxJSRmvxoKKwYLPc80zRYs
284. Utente 217140 il 16/12/2012 ha scritto:
Non si curi delle rasoiate Dottore... :-)

In ogni caso il suo collega francese, di cui possiedo il libro, sfoggia effettivamente in copertina un bel sorriso ma anche un "importante" doppio mento che lascia presagire imminenti abbuffate caloriche piuttosto che una ferrea e sana dieta anti-cancro abbinata all'esercizio fisico... :-)

E ricordo di avere notato subito questa "incongruenza"....
285. Dr. Salvo Catania il 16/12/2012 ha scritto:
Che bello avere la solidarietà degli utenti (^__^).

Non ho avuto tempo, perchè richiede una lunga risposta, di entrare nel merito dell'Orac, ma Lei ha centrato il vero scopo di questo blog .

Nella mia attività professionale, poichè con i miei pazienti "parlo e ascolto" ricevo numerosissime richieste soprattutto dopo la pubblicazione dei libri (milioni di copie in tutte il mondo) di David Servan-Schreiber (Prevenire e curare i tumori con le nostre difese naturali) che non si possono certo evadere. Tra l'altro il paziente oncologico così come il soggetto ad alto rischio familiare non può certo rassegnarsi ad aspettare inerme le prove di efficacia delle nostre terapie e vive con comprensibile angoscia i vari controlli a conferma della loro efficacia. In altre parole vorrebbero partecipare ATTIVAMENTE e non come un passivo pacco postale al processo di guarigione. E si lamentano giustamente, come questa discussione ha mostrato, di non essere adeguatamente informato. Per mancanza di tempo secondo i medici, perchè non integrante al proprio ruolo di oncologo, secondo i pazienti. Di fatto non si può che concordare con i pazienti che noi ci occupiamo anche con abnegazione delle terapie e della Prevenzione Secondaria, ma diamo pochissimo spazio alla Prevenzione Primaria.

Lei mi mette in "soggezione" (^___^) perchè non solo ha letto il libro di Khayat, e questo è normale perchè pubblicato e tradotto in linguaggio divulgativo, ma poi si presenta con l'Orac la cui interpretazione richiede una preparazione specifica (^__^)

Solo per mia curiosità, e simpatia per i suoi interventi molto centrati, Le chiedo troppo se potesse farmi comprendere (senza aggiungere dettagli che potrebbero far risalire alla sua identità) con chi sto discutendo (esempio professione, sesso) e per quali ragioni è interessato/a a questo tema ?
Appena ho tempo risponderò anche dettagliatamente sulla scelta delle mie fonti che non escludono affatto l'Orac.
286. Utente 217140 il 16/12/2012 ha scritto:
Le rispondo con piacere deliziato dal fatto di averla messa in "soggezione" :-)

Sono un trentenne di formazione ingegneristica, da sempre appasionato di Medicina ed in quest'ultimo campo assoluto e puro curioso oltrechè "autodidatta". Negli ultimi anni sono rimasto affascinato da quella "terribile" branca che è l'Oncologia (non sono rare, grazie agli spunti che offre la Rete, le notti passate a leggere e consultare materiale in merito : dispense universitarie, studi, atlanti medici) ed oltre a questo provo da sempre forte interesse e curiosità per la Scienza della nutrizione.
Sono anche uno sportivo (amatoriale) che considera la Salute elemento imprescindibile per una buona qualità di vita. In sostanza approfondendo certi argomenti riesco a coniugare "utile" e "dilettevole" : soddisfo le mie curiosità, godo del piacere di avere imparato una cosa nuova e applico quotidianamente molti dei principi appresi.
Grazie per la Sua domanda, spero di averle risposto in modo esaustivo e rimango in attesa di approfondire con Sue considerazioni il discorso Orac.

287. Dr. Salvo Catania il 16/12/2012 ha scritto:
Eccola la matrice comune che spiega "tanta sintonia": >>Sono anche uno sportivo (amatoriale) che considera la Salute elemento imprescindibile per una buona qualità di vita>>

Tutti coloro che rientrano in questa categoria vedono il problema dell'alimentazione (alcuni in funzione della prestazione) come prioritaro nello stile di vita.

Comprendo bene, perchè se Lei ha coltivato una passione amatoriale io sono andato oltre....con la passione (^___^), ma con il comune obiettivo dello "star bene"

http://www.senosalvo.com/senosalvo_sport.htm

Questo mi obbliga a darmi una scadenza a breve (prima di andare a dormire) e a risponderle sull'Orac e sul perchè allego altre fonti alcune delle quali a Lei note.


288. Dr. Salvo Catania il 17/12/2012 ha scritto:
Perché non faccio riferimento all’Orac che pur ha come base una quarantina di studi ed invece faccio riferimento ad altre fonti ?

1) Le capacità antiossidanti dei vari alimenti non sono le uniche responsabili delle azioni anticancro
2) Oltre all’azione antiossidante (utile comuque per prevenire malattie anche di altri organi ed apparati ) un alimento deve possederne altre per poter essere inserito nella “terapia metronomica” efficace nella dieta anticancro ( detta anche NUTRITERAPIA, complementare alle terapie convenzionali : chirurgia, chemioterapia, radioterapia)

http://www.senosalvo.com/terapia_metronomica.htm


Elenco quelle principali tenendo conto anche del fenomeno importantissimo dell’angiogenesi

• Inibizione degli enzimi infiammatori (COX-2)
• Inibizione dei recettori e dei fattori di crescita
• Inibizione dei fattori di trascrizione
• Inibizione della resistenza ai farmaci chemioterapici
• Inibizione dell’aggregazione piastrinica
• Antiestrogeni
• Azione antibatterica
• Modulazione del sistema immunitario
• Inibizione delle cascate di segnalazioni cellulari
• Tossicità verso le cellule tumorali
• Inibizione dell’attività metabolica delle sostanze tossiche mediante la fase 1 (citocromo P 450)
• Attivazione della disintossicazione delle sostanze tossiche mediante la fase 2

Come vede l’Orac è una base obbligata per testare gli alimenti , ma poi quanto si conosce in teoria , deve essere testato da studi epidemiologici su campioni rappresentativi della popolazione.

I test danno risposte significative soprattutto quando vengono riprodotti nella popolazione normale ed ancor di più rapidamente se il campione è costituito da soggetti ad alto rischio perché affetto da mutazioni genetiche.

Questo concetto è stato magnificamente dimostrato dai risultati di uno studio realizzato a Shangai , in cui gli individui carenti di due enzimi importanti per l’eliminazione di alcuni agenti tossici presentavano un rischio tre volte maggiore di essere affetti da un tumore al polmone se il loro regime alimentare non comprendeva le verdure crucifere (broccoli, cavoli ecc…).
Altre persone con le stesse mutazioni genetiche, ma che consumavano almeno 3-4 volte alla settimana queste verdure , presentavano un rischio ridotto rispetto addirittura alla popolazione ordinaria.

Queste osservazioni dimostrano fino a che punto la dieta permette di attenuare l’impatto dei disordini genetici che aumentano la suscettibilità degli individui a sviluppare tumori.

I risultati degli studi più importanti sono unanimi anche se esistono studi che creano confusione dimostrando l’inefficacia delle crucifere , ma solo perché metodologicamente scorretti se non si tiene conto ad esempio che

http://www.senosalvo.com/cellule_tumorali_detestano_cavolfiore.htm

a) Queste sostanze per essere efficaci , essendo presenti in scomparti differenti degli alimenti, hanno bisogno di MESCOLARSI tra di loro e pertanto si raccomanda una MASTICAZIONE relativamente LENTA. Quindi non è un cibo indicato per un pasto “veloce”

b) E’ preferibile cuocere le crucifere il meno possibile e con poca acqua per non perdere l’attività dei glucosinolati . In pratica si consiglia, e in tal modo si rendono più appetibili, di stufarle rapidamente oppure saltarle in padella .

3) Va da sé che per dare in linguaggio divulgativo raccomandazioni CHIARE , non mi restava che prendere una base carismatica della letteratura che oltre ad esprimere opinioni personali , avesse operato una completa revisione della letteratura Internazionale.
Io ho scelto
a)
Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF 2007) , la cui missione è di promuovere la prevenzione primaria dei tumori attraverso la ricerca e la divulgazione della conoscenza sulle loro cause, ha concluso una opera ciclopica di revisione di tutti gli studi scientifici sul rapporto tra alimentazione e tumori.
Vi hanno contribuito oltre 150 ricercatori, epidemiologi e biologi, di circa 50 centri di ricerca fra i più prestigiosi del mondo.
www.dietandcancerreport.org
molto prudente nelle conclusioni che riassumono in 10 raccomandazioni i risultati più solidi della ricerca scientifica.

b) Franco Berrino : l’ho citato molte volte con i suoi progetti Diana e perché rappresentante italiano in pianta stabile del WCRF.
c) Richard Beliveau, per l’autorevolezza e chiarezza dei contenuti
d) David Khayat, per l’autorevolezza e per l’immane lavoro di revisione critica della letteratura disponibile ( 350 studi revisionati).
289. Utente 241112 il 17/12/2012 ha scritto:
Buongiorno Dottore,sono un ragazzo di 33 anni molto preoccupato per l'incremento dei casi di tumore a cui si assiste ogni giorno.
Vorrei cercare di effettuare una buona prevenzione.
Ho letto molto in rete, e a seconda dei siti visitati si trovano opinioni completamente opposte praticamente su ogni cosa.
Alla fine ora sto optando per l'assunzione di:
ascorbato di potassio con ribosio al mattino a digiuno,
1litro di thè verde con l'aggiunta di curcuma e pepe
10 semi di albicocca frazionati nella giornata.
1 bicchiere di vino rosso
30mg di Q10 + 600mg di acido alfalipoico +selenio alternato mensilmente con multivitaminico
10 giorni al mese cloruro di magnesio
frutta e verdura (quando la stagione lo permette coltivata direttamente da me senza l'uso di alcun prodotto chimico).
So bene che è difficile dare indicazioni online, ma mi chiedevo, in base alle Sue esperienze, se tutto quello che sto facendo può avere un senso ed eventualmente quali miglioramenti dovrei apportare per avere una buona prevenzione.

Grazie
290. Dr. Salvo Catania il 17/12/2012 ha scritto:
No, non concordo con l’impostazione

1) Abbiamo raccomandato in questa discussione….moderazione e niente ossessione.
Mangiare deve restare un piacere e non un “compitino” da svolgere
Perché rovinarsi l’esistenza con un litro di tè verde al giorno+ improponibile miscuglio di curcuma e
Pepe nero ? Ma come fa a berlo ? Il tè verde è efficace se si seguono alcune raccomandazioni

http://www.senosalvo.com/te_verde_e_il_cancro.htm

2) Una alimentazione varia contiene tutti gli elementi che Lei vorrebbe integrare

3) Quindi no agli integratori [(anche se per il selenio si potrebbe fare una eccezione, ma è presente nella maggior parte degli alimenti, in particolare nelle noci (soprattutto le noci brasiliane), nel pesce e nei frutti di mare, nei visceri (rene, fegato) e nella carne. I cereali, le verdure e altri alimenti vegetali contengono selenio, ma la quantità dipende dal tipo di terreno in cui crescono. In Europa, il terreno è relativamente povero di selenio rispetto, ad esempio, all’America, al Canada e alla Cina.]
http://www.senosalvo.com/integratori_alimentari.htm


Provi a parlare (ce ne sono in giro) con qualche centenario del suo paese e sotto dettatura ricopi tutte le ricette delle bisnonne : quella è una infallibile dieta anticancro (niente merendine, niente patatine e bibite gasate…….ecc) + frutta e verdura che Lei ha la fortuna di avere con la certificazione della genuinità.

http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm
291. Dr. Salvo Catania il 17/12/2012 ha scritto:
Dimenticavo la cosa più importante (rispondevo in un breve intervallo di lavoro)

>>10 semi di albicocca frazionati nella giornata.>>

Un bell'esempio dei pasticci raccolti sulla rete. Io non ne mangio di semi di albicocca e non escludo che stia sbagliando, ma certamente non li consiglio perchè ho diverse perplessità.

E’ necessario verificare sempre la sicurezza dei prodotti che acquistiamo, non sempre tutto ciò che deriva dalla terra fa bene alla salute. Ad esempio un allarme è stato lanciato dal Ministero della Salute sulla vendita di semi ricavati da noccioli di albicocca ritenuti dotati di proprietá antitumorali.
Citiamo testualmente il comunicato del Ministero della Salute.
"Talune segnalazioni, recentemente pervenute a questo ministero, riguardano la presenza di siti internet che propagandano, anche a scopo di vendita, l’utilizzo di semi ricavati da noccioli di albicocca, come metodo alternativo o complementare delle terapie convenzionali ai trattamenti antitumorali.
I suddetti prodotti, secondo quanto riportato nei messaggi pubblicitari, conterrebbero un glicoside cianogeno denominato "amigdalina", "laetrile" o "vitamina b17" il quale "possiederebbe particolari virtu’ terapeutiche nella cura dei malati affetti da tumori o patologie croniche".

Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino l’efficacia dell’amigdalina nel trattamento delle affezioni tumorali, mentre e’ invece conosciuta la loro tossicita’ infatti e’ noto ormai da tempo che l’amigdalina contenuta nei semi delle albicocche, se ingerita in quantitativi superiori alle dosi tollerabili, puo’ causare la morte di un individuo.
In base al parere della Food Standard Agency la quantita’ massima e’ di uno, massimo due semi al giorno.
292. Utente 217140 il 17/12/2012 ha scritto:
>>>> Perché non faccio riferimento all’Orac che pur ha come base una quarantina di studi ed invece faccio riferimento ad altre fonti ? >>>>

Dottore volevo ringraziarla per la risposta esaustiva che ha trovato il tempo di darmi ieri notte riguardo all' ORAC.

>>>> E’ preferibile cuocere le crucifere il meno possibile e con poca acqua per non perdere l’attività dei glucosinolati . In pratica si consiglia, e in tal modo si rendono più appetibili, di stufarle rapidamente oppure saltarle in padella . <<<<

Che cosa ne pensa invece della cottura a vapore ? Potrebbe essere una buon metodo per preservare le proprietà ?


Grazie

293. Dr. Salvo Catania il 18/12/2012 ha scritto:
Lei si diverte a mettermi in difficoltà (^___^) sopravvalutando la mia competenza tra i fornelli e pertanto Le rispondo ma non sono neanche sicuro di avere capito bene in cosa consista cucinare le verdure al vapore anche se le ho mangiate frequentemente…..cucinate da altri.
[( mi informerò meglio domani (^____^)] .

Quel che mi preme ribadire è il concetto base che le crucifere non vanno sottoposte a lungo al CALORE e all’acqua, perché i glucosinolati sono idrosolubili. La cottura in acqua delle crucifere per soli dieci minuti riduce della metà la presenza di glucosinolati presenti in queste verdure.

Alcuni studi per fortuna suggeriscono che un altro enzima, la mirosina, presente a livello della flora batterica intestinale, potrebbe compensare questa disattivazione dell’enzima dovuta al calore, ma il ruolo di questo enzima non è stato del tutto ancora chiarito e quindi si tratta solo di una ipotesi tutta da dimostrare.

Un altro aspetto che mi ha molto sorpreso riguarda il consumo di queste crucifere, come è capitato anche a me, cotte al vapore e poi surgelate. Ammesso che a vapore sia permesso, per conservare i vantaggi va rilevato che durante la lavorazione i prodotti surgelati vengono sottoposti ad un processo di sbiancamento a temperature elevate che riduce, come abbiamo visto, il contenuto di glucosinolati e l’attività della mirosina, rispetto agli ortaggi freschi.
Pertanto le alternative surgelate sono una fonte di sostanze antitumorali nettamente inferiore.
294. Dr. Salvo Catania il 18/12/2012 ha scritto:
# utente 241112.
Non solo Lei ma anche altri utenti mi hanno scritto mail sul consumo indiscriminato ( a dosaggi pazzeschi) dei semi di albicocca dopo avere consultato Internet come prevenzione dei tumori e addirittura in un caso come terapia alternativa alla cura dei tumori (sic !!).

La ringrazio perchè ha fatto emergere, almeno ai miei occhi, un fenomeno veramente insospettabile perchè è sorprendente che nonostante le risposte siano chiare persino su Intenet a partire dalla stessa Wikipedia e dalle fonti ufficiali istituzionali

http://www.cancer.gov/cancertopics/pdq/cam/laetrile/patient/allpages#Se

poi invece la moda del "fai da te" sia quella più diffusa.

Mi piacerebbe sapere come mai Lei cosi' attento alle scelte salutistiche si è poi ritrovato ad inserire nello stile alimentare ben 10 SEMI DI ALBICOCCA AL GIORNO ?
295. Utente 217140 il 18/12/2012 ha scritto:
>>>>Lei si diverte a mettermi in difficoltà (^___^) sopravvalutando la mia competenza tra i fornelli e pertanto Le rispondo ma non sono neanche sicuro di avere capito bene in cosa consista cucinare le verdure al vapore anche se le ho mangiate frequentemente…..cucinate da altri.
[( mi informerò meglio domani (^____^)] . >>>>

"La cottura a vapore è una tecnica di cucina con cui si evita il contatto diretto tra l'acqua ed il cibo da cuocere. Il sistema permette inoltre di rinunciare all'impiego di olio o altre sostanze grasse. Le pietanze vengono adagiate su una superficie permeabile, ad es. provvista di aperture (cestino di metallo, ripiano di bambù etc.), sotto la quale si trova il fondo della pentola con uno strato di acqua allo stato liquido.

Grazie alla copertura si instaura nella pentola una circolazione di aria e vapore grazie alla quale cuoce il cibo. In linea di massima con la cottura a vapore si raggiungono temperature leggermente inferiori a quelle generate con la cottura tradizionale.
Cuocere a vapore è spesso meglio che lessare, in quanto, oltre al minor uso di grassi, è più difficile che vengano disperse le sostanze aromatiche e nutritive (ad esempio i sali minerali o le vitamine idrosolubili), per diluizione, nell'acqua (che spesso viene scartata)."

Visto cosi' sembrerebbe essere un buon metodo, no ?!? Quantomento se l'alternativa è la bollitura... :-)

296. Dr. Salvo Catania il 18/12/2012 ha scritto:
#Utente 217140
Grazie per l'informazione ! E' stato rapidissimo prima che io avessi il tempo di informarmi. E se è così modificherò le mie raccomandazioni sulle crucifere in :

1) Queste sostanze per essere efficaci , essendo presenti in scomparti differenti degli alimenti, hanno bisogno di MESCOLARSI tra di loro e pertanto si raccomanda una MASTICAZIONE relativamente LENTA. Quindi non è cibo indicato per un pasto “veloce”

2)E’ preferibile cuocere le crucifere il meno possibile e con poca acqua per non perdere l’attività dei glucosinolati . In pratica si consiglia, e in tal modo si rendono più appetibili, di stufarle rapidamente oppure saltarle in padella oppure al VAPORE.

grazie del contributo
297. Dr. Chiara Lestuzzi il 18/12/2012 ha scritto:
Io cucino i cavolfiori così, utilizzando una pentola apposita per la cottura a vapore (una pentola con un cestello un po' più piccolo da inserirci dentro; il cestello resta sollevato dal fondo): taglio il cavolfiore a cimette (non più di 3x3 cm) e le metto nel cestello. Porto a bollore nella pentola poca acqua con due cucchiai di aceto. Poi inserisco il cestello (i cavolfiori non vengono a contatto con l'acqua) metto il coperchio e cuocio per 10-15 minuti, non di più. Trasferisco in una terrina e condisco con sale e olio. I cavolfiori restano un po' croccanti. Il vantaggio aggiuntivo è che con questa cottura c'è pochissima puzza in cucina.
Lo stesso sistema di cottura lo uso per le zucchine: tagliate a tocchetti e cotte con il vapore di acqua in cui -invece dell'aceto- metto qualche foglia di menta o di altre erbe (mentuccia, nepitella). Rispetto alla cottura in acqua, le zucchine rimangono molto più consistenti e saporite. E le erbe nell'acqua danno un leggero sapore aggiuntivo.
In molti negozi vendono anche i cestelli di bambù per la cottura a vapore. Non costano molto.
298. Utente 282289 il 18/12/2012 ha scritto:
Sto seguendo da tempo questa discussione interessante, ma da paziente operata di tumore mi fa concludere che non potrò mai tornare ....ai piaceri della cucina ! :-))
299. Dr. Salvo Catania il 19/12/2012 ha scritto:
# Chiara Lestuzzi : mi avete convinto ! (^___^)

# Utente 282289 . Non concordo con Lei.
Non Le chiedo di rileggersi questa discussione, ormai chilometrica, perchè abbiamo più volte raccomandato
1) Moderazione e libertà assoluta sul regime alimentare
2) Iniziare GRADUALMENTE (*) ad introdurre gli alimenti anticancro per rieducare il SENSO DEL GUSTO. In tal modo è possibile sottrasri alla dipendenza dei cibi spazzatura senza faticose rinunce.

Il problema dell'alimentazione dopo il cancro è molto complesso ed è vero che pochi se ne preoccupano. Per rispondere alla sua domanda la rassicuro perchè si può tornare ai piaceri della cucina sana come dimostrano tutti i corsi di Franco Berrino inseriti nei progetti Diana (io ho partecipato al Diana 1, ma già siamo al Diana 5)

Consiglio vivamente di leggere
PREVENIRE I TUMORI MANGIANDO CON GUSTO
Sperling Paperback (credo sia disponibile anche in e-book)
Prefazione F.Berrino
di Anna Villarini (biologa e specialista in Scienza dell'alimentazione, ricercatice presso il dipartimento di Medicina predittiva e per la prevenzione dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano) e di Giovanni Allegro, insegnante alla Cascina Rosa (progetto Diana 5), la scuola di cucina dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

(*) Le faccio un esempio dell'importanza della GRADUALITA'
Molti pensano che non potrebbero sopportare una dieta a base di cereali e di legumi come li cucinavano le nostre nonne (pasta e fagioli o ceci, lenticchie, o le minestre di orzo o di farro....)
che sazia e non fa ingrassare, è buona e contrariamente a quel che si crede non richiede molto tempo nella preparazione.
L'obiezione più comune è che non potrebbero sopportare una dieta di tal genere perchè soffrono di colite o disturbi dell'intestino, che verrebbero aggravati dal gas che quei cibi fanno sviluppare nell'intestino. Hanno perfettamente ragione e d è normale che i medici li limitino perchè si incrementano i disturbi di base ma solo perchè non sono più abituati a quei vegetali. Basterà iniziare ad inserirli gradualmente sotto forma di creme e l'intestino tornerà ad abituarsi.
Provare per credere.
300. Dr. Chiara Lestuzzi il 19/12/2012 ha scritto:
Alcuni anni fa ho scoperto l' ALGA KOMBU, che viene venduta -secca, sotto forma di strisce tipo pappardelle- in qualsiasi negozio di alimentazione naturale. Io ne metto un pezzo nell' acqua dell'ammollo dei legumi; cucino i legumi buttando l'acqua di ammollo ma metto in pentola l'alga. Tutti i legumi diventano MOLTO più digeribili. Provare per credere. Posso dare una ricetta personale che piace anche ai bambini: 250 g di lenticchie, 200 g di farro integrale (ma a me piace anche con la segale integrale), un pezzo di alga kombu, 2-3 spicchi di aglio. Mettere in ammollo le lenticchie per alcune ore con l'alga. Cuocere poi (con adeguata quantità di acqua) in pentola (un'ora in pentola normale, 20 minuti in pentola a pressione) lenticchie, farro o segale, alga kombu, aglio e sale grosso. Dopo la cottura si può aggiungere -a piacere- olio d'oliva e/o formaggio grana grattugiato. E' una minestra che è buona anche riscaldata.
301. Dr. Salvo Catania il 20/12/2012 ha scritto:
Questo mi sembra un bell'esempio di come si possa tornare ai "piaceri della cucina" per usare le parole dell'Utente 282289,
introducendo gli alimenti antitumorali (e non solo antitumorali).

E' proprio questo lo scopo delle Scuole di Cucina che si tengono gratuitamente alla Cascina Rossa di Milano dove vanno a mangiare le volontarie dei vari studi e progetti Diana.

http://www.istitutotumori.mi.it/istituto/cittadino/cascinaRosa.asp
302. Utente 258701 il 20/12/2012 ha scritto:
Su questo sito, intervenendo in altro Blog un Suo Collega esprime assoluta disistima sulla caratura scientifica del Dr. Berrino da Lei citato e sulle sue valutazioni sull'alimento LATTE per chi è ammalato di cancro:
(omissis)
"Il latte è un alimento che la natura ha programmato per far crescere rapidamente organismi neonati, contiene fattori di crescita e induce la sintesi di fattori di crescita. Ci sono forti sospetti che aumenti il rischio di ammalarsi di tumori dell'ovaio e della prostata. Io lo sconsiglierei a chi è malato di cancro."
(Franco Berrino)

http://www.youtube.com/watch?v=cTzfZOwJAUY


Dott. Leonardo Pinelli Pediatra, endocrinologo

Compentenze nutrizionali medici non specializzati in nutrizione

http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=tQvx2Kosqs
42. Dr. Luigi Mocci il 20/12/2012 ha scritto:
Che le persone normali si facciano far su da tutte queste sciocchezze ideologizzate cirtando chi volgiono e come vogliono può staci, ma che una persona che si è laureata in medicina lo faccia è scandaloso! Continuate a suonarvela e cantarvela e state dietro ai medici (indegni della laurea) guaritori che assecondano le vostre sciocchezze. Tanto la salute è la vostra.
Basta non venire a fare propaganducola su siti che sulla scienza si basano. Poi, sul web, c'è la massima libertà su tutto.
E gli sciamani si arricchiscono alle spalle dei gonzi.....
Con questo tiolgo i disturbo e continuate pure con le vostre spocchiose sciocchezze
303. Dr. Salvo Catania il 21/12/2012 ha scritto:
In quel blog credo che Berrino sia stato chiamato in causa come i cavoli a merenda. So benissimo cosa ne pensa Berrino del latte e derivati.

http://www.medicitalia.it/salvocatania/news/128/Pane-o-formaggio-per-da

La ringrazio comunque della segnalazione ma non ho nulla da replicare perché il mio parere sarebbe di parte essendo suo amico da oltre 35 anni.
E sul suo carisma scientifico sul tema dell'alimentazione sarebbe come se qualcuno mi chiedesse cosa ne pensi di Maradona o di Messi come calciatori.

Ciascuno è libero di esprimere ciò che vuole mentre gli utenti se ne possono fare una idea semplicemente con un banale richiamo a Wikipedia ( e neanche a PubMed dove si scoprirebbe comunque che Berrino ha scritto più di tanti Premi Nobel della Medicina)

http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Berrino

se si è in grado di comprendere, tra le tante cose, il significato di >>uno dei pochi ricercatori italiani chiamati a collaborare al Food, nutrition, physical activity and the prevention of cancer >>> dove è chiamato in pianta stabile da oltre un ventennio.

Tanti saluti
304. Dr. Chiara Lestuzzi il 21/12/2012 ha scritto:
In effetti credo anche io che Berrino sia stato citato a sproposito.

il blog è questo:

http://www.medicitalia.it/blasinicola/news/2772/Efficacia-del-vaccino-a

e ci sono stati numerosi e prolissi interventi di utenti non medici che hanno cominciato a segnalare la pericolosità della vaccinazione contro HPV (che addirittura secondo alcuni PROVOCHEREBBE invece che prevenire il cancro alla cervice), e poi sono andati avanti affermando con sicurezza e citazioni (in parte selezionate ad arte tra quelle di una sola tendenza, in parte citando male testi degni di rispetto) si sono allargati ad affermare che è è ormai evidente che il vaccino contro il morbillo causa l'autismo, che TUTTI i vaccini fanno male e sono inutili, che i virus non sono la causa ma la conseguenza delle malattie e infine (con logica che mi sfugge; a meno che non volessero affermare che il cancro è dovuto SOLO a squilibri alimentari) a fare la propaganda della dieta vegana. Infatti vedi che la frase che attribiuscono a Berino è ""Il latte è un alimento che la natura ha programmato per far crescere rapidamente organismi neonati, contiene fattori di crescita e induce la sintesi di fattori di crescita. Ci sono forti sospetti che aumenti il rischio di ammalarsi di tumori dell'ovaio e della prostata. Io lo sconsiglierei a chi è malato di cancro." mentre nel video (che trattava in realtà del tema del latte per l'osteoporosi) lui afferma che i dati sul latte sono molto confusi e contrastanti e che non ci sono "direttive" riguardo alla dieta anti-cancro.

Mocci, esaperato dalla quantità di sciocchezze che aveva visto pubblicare, probabilmente non ha neanche guardato il video e ha preso per buona la citazione dell'utente.

La cosa buffa è che pare abbia scatenato io la guerra, quando, dopo il primo post "terroristico" di utente, ho scritto:

"L'utente cita il dott. Roberto Gava come "autorevole", ma da una rapida ricerca su PubMed non ho trovato alcun articolo pubblicato su riviste di peso. In compenso ha pubblicato (e pubblicizzato in un sito) con una casa editrice padovana dei libri in cui riporta i rischi di varie vaccinazioni.
Non sono particolarmente competente in materia, ma sono molto preoccupata dalla campagna contro i vaccini portata avanti con spirito più fideistico che scientifico (cioè citare gli eventi avversi e solo quelli, senza spirito critico e dando per scontato che Big Pharma faccia lo stesso con i successi terapeutici). Intendiamoci, credo davvero che le grandi case farmaceutiche almeno in alcuni campi giochino sporco, ma non è giocando sporco nell'avversarle che si ottiene qualcosa di utile.
C'è stato un gran battage pubblicitario sugli studi che "dimostravano" (con solo 14 casi!) la correlazione tra vaccinazione anti-morbillo e autismo, finché, anni dopo è stato dimostrato che i dati erano stati falsificati."

Purtroppo ho ottenuto l'effetto opposto: invece che una discussione, una valanga di citazioni a sproposito e la divagazione dal tema "rischio/beneficio" di un atto medico come la vaccinazione a un generale attacco ai medici tradizionali corrotti o intortati da Big Pharma. Più lezioni non richieste a noi sull'importanza della dieta per la prevenzione del cancro.
305. Dr. Salvo Catania il 21/12/2012 ha scritto:
Però adesso rientriamo IN TOPIC , perchè siete riusciti ad esportare la discussione sui vaccini anche qui (^___^):

Qui stiamo discutendo ESCLUSIVAMENTE di DIETA ANTICANCRO .
306. Utente 217140 il 22/12/2012 ha scritto:
Dottor Catania,
potrebbe dirci la Sua opinione in merito alla cancerogenicità delle "bruciature" intese come tutte quelle parti "nere" che possiamo trovare in diversi piatti (carne alla griglia, pizza cotta nel forno a legna ecc ecc).
Andrebbero sempre evitati alimenti che presentano bruciature ? Oppure sono occasionalmente consentite da una dieta anti-cancro ?
E ancora : è vero che c'e' differenza se le bruciature sono sulla carna piuttosto che sulla pizza e che quelle sulla carne sono le piu' "pericolose" ? Grazie per la Sua risposta.
307. Dr. Salvo Catania il 23/12/2012 ha scritto:
Caro/a utente, mi tocca personalmente un punto dolente perché da sempre ho preferito mangiare la carne “bruciacchiata” alla fiamma o alla brace rispetto agli altri metodi di cottura. Piano piano ho perso questa abitudine riservandola ad eventi occasionali (inviti.., grigliate organizzate ecc) e non ci penso affatto a sentirmi in colpa.
Se vogliamo però spaccare il capello in due dobbiamo dire che sin qui abbiamo molto semplificato per ovvie ragioni ma in realtà il problema della presunta cancerogenecità della carne è molto più complesso.
Gli ominidi per millenni hanno mangiato la carne alla fiamma e alla brace non incrementando affatto il tasso di incidenza dei tumori, pur tenendo conto della loro età media di sopravvivenza più bassa rispetto a quella dell'era moderna(e i tumori sono più tipici dell’età avanzata), ma non conoscendo l’agricoltura e gli allevamenti, mangiavano anche quel che trovavano : bacche, radici, frutti selvatici (vedi terapia metronomica di frutta e verdura).
Ma già gli ominidi avevano trovato dei metodi di cottura alternativi della carne equivalenti alla cottura a vapore interrandola in buche nella terra.

Tutta la storia della cucina antica ci riporta esempi di largo consumo di carne alla fiamma o alla brace senza tassi di incidenza così elevati come abbiamo dovuto registrare nell’era moderna. Quindi va sfatata la semplificazione “la carne è cancerogena ed è più cancerogena se cotta alla brace”.
Evidentemente la bruciatura della carne con i metodi che liberano idrocarburi policiclici fortemente cancerogeni non è sufficiente da sola a provocare il cancro se non associata ad una serie di concause :
1) Origine della carne : contenuto in grassi e proteine . Sono molto diverse le carni mediterranee da quelle americane come abbiamo già visto.
2) Solitamente i forti mangiatori di carne presentano uno scarso consumo di frutta e verdura.
http://www.senosalvo.com/terapia_metronomica.htm

3) Quantità di carne : abbiamo visto che le nostre abitudini riferite alla quantità non sono paragonabili a quelle degli americani.

Pertanto moderazione (vale anche per la pizza “bruciacchiata “) e tutto è consentito come abbiamo più volte sottolineato in questa discussione (Paracelso : “Tutte le sostanze sono dei veleni. Quel che differenzia un veleno da un rimedio è la giusta dose ").
308. Dr. Salvo Catania il 23/12/2012 ha scritto:
Dopo averle risposto, ho voluto verificare sulla rete il perchè della sua domanda sulla "pizza" facendo una ricerca e sono rimasto molto sorpreso del fatto che il tema sia molto discusso nei vari forum. Dove si può trovare di tutto

http://www.google.it/#hl=it&tbo=d&sclient=psy-ab&q=pizza+br,or.r_gc.r_pw.r_qf.&fp=e5d37fcbaf91de6d&bpcl=40096503&biw=1366&bih=643

Si tratta di una "reazione al calore" differente rispetto a quella della carne . Ma sui metodi di cottura sto allestendo, il tempo è tiranno, un articolo a parte poichè ci sono molte discussioni tra gli utenti dei vari forum e pochissime spiegazioni da parte degli addetti ai lavori. Se fosse interessato potrà ( spero a gennaio) leggerlo su

http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm


309. Utente 217140 il 23/12/2012 ha scritto:
>>>>> Dopo averle risposto, ho voluto verificare sulla rete il perchè della sua domanda sulla "pizza" facendo una ricerca e sono rimasto molto sorpreso del fatto che il tema sia molto discusso nei vari forum. Dove si può trovare di tutto >>>>>

Dottore Lei riesce sempre a scoprire dove si vuole andare a parare. :-))))

In particolare ho tratto spunto per la mia domanda dal contributo di un Suo collega oncologo :

"Gentile Sig.ra Caterina, su Internet ho letto anche io cose terribili che comunque non avevo mai trovato in alcun testo di medicina nè in alcuna rivista scientifica: il mio primo consiglio quindi è di prendere sempre con molta prudenza ciò che si legge su Internet. Nello specifico penso proprio di poterLa rassicurare poichè un bordo bruciacchiato della pizza non fa proprio venire il cancro a nessuno. La cancerogenicità della bruciatura del cibo riguarda principalmente la carne. E' infatti nella bruciatura che si realizza nella cottura alla griglia della carne che si sviluppano le amine che, a lungo andare, per consumi continuati e consistenti negli anni, possono contribuire ad elevare il rischio di ammalare. La bruciatura di cibi composti da carboidrati contiene una sostanza che se sommata ad altre per lungo tempo può avere effetto somma, ma parliamo di grandi quantità per lungo tempo. In definitiva , mangi pure la pizza a patto che sia ben fatta e gradevole di sapore, non sia spaventata e viva con serenità i momenti piacevoli con le persone che ama. Cordialità Michele Rubbini "
310. Dr. Salvo Catania il 23/12/2012 ha scritto:
Mi aveva teso, con il pretesto della pizza, una bella imboscata ! (^____^)

Quindi Paracelso ( anno 1531) , Michele Rubbini e Salvo Catania (2012) la pensano allo stesso modo ! Meno male !
311. Utente 277509 il 27/12/2012 ha scritto:
Dottore, lei ha risposto molto sbrigativamente nell'ultimo mese a 3 utenti che in questo forum o attraverso le richieste di consulto in Oncologia, chiedevano non se fosse efficace, evidentemente lo davano per scontato, ma quale fosse il dosaggio che potevano autosomministrarsi di amigdalina, contenuta nei semi di albicocca e soprattutto nei semi delle mandorle amare. Perchè tanto scetticismo se fu proprio l'illustre E. Krebs a dimostrare questa vitamina (B17), la cui mancanza favorirebbe l'insorgere dei tumori ? Ci sono diversi suoi colleghi soprattutto statunitensi che invece la raccomandano persino per la cura del cancro avanzato oltre che per la prevenzione di diversi tumori. Perchè tanta ostilità e chiusura mentale verso tutto ciò che non sia convenzionale ? Forse perchè non la produce qualche multinazionale del farmaco ? Non è polemica la mia richiesta, mi creda, ma vuole fare solo chiarezza. Grazie
312. Dr. Salvo Catania il 28/12/2012 ha scritto:
Mi dispiace di avere dato l’impressione di essere stato sbrigativo, ma in queste richieste che si fanno sempre più numerose , non avevo alternative se volevo risultare molto chiaro. Purtroppo si tratta di un tema molto complesso che io credevo ormai seppellito definitivamente nel secolo scorso dopo che , a seguito di diversi studi ( e processi) il National Cancer Institute aveva concluso

>>Laetrile has had its day in court. The evidence, beyond reasonable doubt, is that it doesn't benefit patients with advanced cancer, and there is no reason to believe that it would be any more effective in the earlier stages of the disease . . . The time has come to close the books>>

>>(trad.) Il Laetrile ha avuto la sua sentenza. L'evidenza, oltre ogni ragionevole dubbio, è che non procura benefici in pazienti con tumori avanzati e non c'è motivo di credere che potrebbe essere efficace negli stadi iniziali della malattia...è giunto il tempo di chiudere il libro.>>>

In tal senso ero stato effettivamente sbrigativo.
Invece tutt’ora negli Stati Uniti insieme alla "terapia Gerson" questa è l'altra "cura anticancro" che forse spopola di più pur se è comprensibile che la gente speri nell’impossibile affidandosi a ciò che non ha mai mostrato di funzionare, visto che il possibile è stato già tentato.

Tuttora si arricchiscono molte cliniche di cure alternative che dagli Stati Uniti si sono spostate nel vicino Messico e che alimentano questa follia collettiva sul consumo di prodotti (Laetrile ) a base di amigdalina e che sono venduti anche su Internet.

Alla leggenda del Laetrile ha contribuito senz’altro anche la storia di fine vita di uno degli attori più famosi del cinema internazionale dell’epoca, STEVE Mc Queen, che malato di tumore si affidò alla "cura metabolica" con il Laetrile presso un ex dentista radiato dall'ordine per le sue cure "bizzarre". Laetrile, massaggi, preghiere, iniezioni di cellule fetali animali, clisteri di caffè e vitamine. Nel 1980 l'attore si ricoverò in una clinica messicana di cure alternative. Dopo pochi giorni dalle prime sedute "terapeutiche" Mc Queen si dichiarò soddisfatto ed in buona forma: "Thank you for helping to save my life" (“grazie per avermi aiutato a salvare la vita”) disse. In una conferenza stampa il suo medico lo dichiarò guarito e pronto a tornare al lavoro.
Morì per il suo tumore polmonare pochi mesi dopo.

Non giudico affatto polemica la sua richiesta , ma vedo che nonostante siano noti i risultati di studi conclusivi sulla inefficacia della terapia [( oltre alla tossicità a dosi elevate : un nostro utente ha scritto recentemente su questa pagina di assumere 10 semi al giorno di albicocca (Utente 241112 il 17/12/2012 !)] e le richieste di chiarimenti sono diverse, proverò, quando avrò tempo, nei prossimi giorni a ricostruire tutti i passaggi principali di questa incredibile storia in considerazione del fatto che anche Lei parte dalla osservazione della vitamina di Krebs B17 (che tra l’altro non è neanche una vitamina) per dar rilievo scientifico ad una leggenda che a me sembrava già lontana nel tempo.
313. Dr. Salvo Catania il 28/12/2012 ha scritto:
E poi cosa intende "ha risposto molto sbrigativamente" ??

Ho rintracciato le ultime richieste di consulto a me rivolte su questo tema dove ho espresso la mia sorpresa perchè non riuscivo a capacitarmi sulla impossibilità di identificare la fonte degli "untori" di questa informazione gettonatissima sulla rete. Questa è l'ultima richiesta

http://www.medicitalia.it/consulti/Oncologia-medica/324924/Mandorle-ama

e l'utente non mi ha neanche risposto pur se invitato pure in questa discussione.

Ora è chiaro se come fonte si prende questa

http://www.disinformazione.it/laetrile.htm

tutti correremmo a fare scorta di amigdalina per la cura del cancro.

Soprattutto se si citano studi come il lavoro di Moertel, pubblicato nel 1982 [(Moertel C.G.: A clinical trial of amygdalin (laetrile) in the treatment of human cancer, N.England J. Med. 306 , pp.: 201-206, 1982]
o se si leggono testi disponibili anche in Italia come "“Mille Piante per guarire dal Cancro senza Chemio”- Giugno 2009. G .NACCI.

Ecco perchè tutta la storia per essere comprensibile andrebbe ricucita e raccontata in tutti i dettagli : di fatto la FDA non consente più studi umani per l'elevata tossicità dell'amigdalina e già questo vuol dire qualcosa.

E quando le istituzioni americane hanno chiamato per uno studio su grandi numeri proprio i produttori di Laetrile per fornire il materiale umano già sottoposto a trattamenti, i risultati furono clamorosamente sgonfiati . Come per tutti gli studi analoghi ovviamente è facile poi parlare di complotti delle multinazionali del farmaco ecc ecc

314. Utente 241112 il 28/12/2012 ha scritto:
Buongiornno, come scritto alcuni messaggi precedenti io assumo questa "famosa" (non) vitamina B17 sotto forma di semi di albicocca (che contengono minori quantità di questa sostanza rispetto alle mandorle amare). Nel messaggio precedente avevo erroneamente scritto mandorle amare e per il numero forse può aver generato confusione.
Almeno nel mio caso stiamo parlando di prevenzione e non di cura..credo che ci sia una bella differenza..
Come per l'ascorbato di potassio, come per la curcuma ecc ecc non credo che queste cose sia efficaci in caso di malattia (al limite possono dare un qualche aiuto) ma credo invece che siano utili a livello di prevenzione.
così anche i semi di albicocca penso possano aiutare a mantenere sano il fisico di una persona.
Purtroppo come ha evidenziato il Dottor Catania dipende molto dai siti da cui si traggono le informazione perchè ci sono pareri molto discordanti.
Spero possa aiutarci a fare un pò di luce su questa vicenda.

Grazie
315. Dr. Salvo Catania il 29/12/2012 ha scritto:
>>ma credo invece che siano utili a livello di prevenzione così anche i semi di albicocca penso possano aiutare a mantenere sano il fisico di una persona>>

Con parole sue, senza affannarsi a fare ricerche sulle fonti scientifiche, potrebbe per mia curiosità professionale spiegarmi da dove deriva questa sua convinzione che l’amigdalina contenuta in gran quantità nei semi di mandorla e di albicocca (ma è contenuta anche in molti altri semi) possa essere utile nella prevenzione e >> possa aiutare a mantenere sano il fisico di una persona>> ? Grazie mille.


Non è certo una prova che sia stata descritta in tal senso già dai tempi degli egiziani e confermata dalla medicina medioevale e tramandata questa convinzione sino all’era moderna.

Le anticipo che non conta nulla che l’abbia sostenuta , come c’è scritto in tutti i siti di medicina alternativa, l’illustre (!?) E.Krebs.
Il nostro utente Utente 277509 ieri ha scritto, a me diretta
>> Perchè tanto scetticismo se fu proprio l'illustre E. Krebs a dimostrare questa vitamina (B17), la cui mancanza favorirebbe l'insorgere dei tumori ? >>

Nel 1950 lo statunitense Ernest Krebs isolò il laetrile, una sostanza simile all'amigdalina, ma contenente una molecola di glucosio in meno e soprannominò impropriamente la sostanza vitamina B17 (anche se in realtà non si tratta di una vitamina). La parola "laetrile" è un acronimo della parola laevomandelonitrile-glucoside.
Krebs, senza apportare alcuna evidenza clinica o scientifica, sostenne di poter usare il laetrile come presunto agente antitumorale, dopo averlo fatto bollire in soluzione alcolica.
(raccomandava 7 semi al giorno)
Per questo è illustre per molti e sono gli stessi che speculano sull’omonimia con il vero illustre Krebs, ma che di nome faceva Hans Adolf, medico e biochimico, vincitore di un premio Nobel per la Medicina nel 1953. Noto (*) per i suoi studi che vengono considerati come una pietra miliare della scienza medica : ciclo dell’acido citrico , più conosciuto con il nome del CICLO DI KREBS.
L’inventore del laetrile, Ernst Krebs, invece non era neanche medico ed era stato bocciato diverse volte ed infine espulso da una scuola omeopatica, e credo sia rimasto senza laurea : frequentò senza successo altre 5 università ed alla fine riuscì a conseguire un diploma in arte in un'università dell’ Illinois.

(*) Hans Adolf Krebs è non solo illustre, ma anche la sua vita, il cui libro da studente in Medicina avevo divorato affascinato in una notte, rappresenta un fulgido esempio di scienziato perseguitato ed alla fine premiato (non sempre accade) per le sue geniali intuizioni. Essendo ebreo di madre, ebbe il divieto di praticare la medicina nella Germania di Hitler. Emigrò in Inghilterra e si prese molte rivincite. Ma nessuno gli regalò nulla neanche oltre Manica .
L'articolo contenente il resoconto della caratterizzazione del ciclo di Krebs fu inizialmente inviato alla prestigiosa rivista Nature, che lo rifiutò . L'articolo fu infatti pubblicato due mesi dopo il rifiuto di Nature dalla meno blasonata rivista Enzymologia.
Krebs conservò e mostrò più volte la lettera di rifiuto della rivista, che utilizzò in molti suoi discorsi per incoraggiare i giovani scienziati che si scoraggiavano ai primi insuccessi.
316. Utente 241112 il 29/12/2012 ha scritto:
Prima di rispondere alla sua domanda mi permetta di fare un apprezzamento al suo modo di porsi, di confrontarsi.. Non è facile trovare una tale apertura mentale purtroppo soprattutto nella classe medica in cui "la dottrina classica" impera.
Non ho le basi nè gli strumenti necessari per dire perchè sto assumendo i semi di albicocca (così come gli altri integratori) ma leggendo un pò in rete mi era parso di capire che le sostanze tossiche derivate (cianuro) andassero ad attaccare solo eventuali cellule malate per via di una reazione chimica non intaccando minimamente quelle sane. Come mi ha chiesto non sono andato a copiare in nessun sito e questo è quello che mi aveva fatto pensare ad un effetto positivo dei semi di albicocca.
Capisco che se iniziamo a parlare delle case farmaceutiche, dei guadagni ecc ecc allora entriamo in un circolo vizioso da cui è difficile uscire e possiamo dire tutto e il suo contrario (esattamente come accade per quasi tutte le cure/prevenzioni alternative).
Non sto dicendo che i semi di albicocca siano "la cura contro il cancro" ma vorrei capire dove stia effettivamente la verità, se non ci fossero dietro enormi interessi economici.

Grazie
317. Dr. Salvo Catania il 29/12/2012 ha scritto:
Complimenti a Lei per come ha impostato il problema che mi consente di non radicalizzare il tema tra medicina convenzionale e medicine alternative. E quindi di stare lontano da questo circolo vizioso che ci impaluderebbe tra l’altro fuori tema.

Ma occorre fare una distinzione per chiarire alcuni pregiudizi di base e poi, appena avrò 5 minuti di tempo, Le prometto che ricucirò tutta questa storia che ha visto anche numerosi processi prima che , pensavo io, il tema fosse accantonato come definitivamente chiarito ed invece non è così perché è stato rinfocolato da Internet come dimostrano anche le sue osservazioni di utente obiettivo e neutrale.

Pertanto occupiamoci di Medicina che è una sola cercando di star lontani dalla “Medicina degli affari” convenzionale o non convenzionale, che si caratterizzano per l’integralismo……interessato.

Sulla rete spopola la solita tiritera dei complotti delle multinazionali dei farmaci che metterebbero il bavaglio ai tentativi di studio dei rimedi alternativi alla prevenzione e cura del cancro con la complicità dei medici. E’ così ??

C’è un solo modo per saperlo : come si curano i medici e come curano i loro familiari in caso di una grave malattia come il cancro ?
Come reagiscono i medici di fronte a terapie alternative (vedi caso Di Bella), l’ultima in ordine di eco mediatica la “terapia Gerson” a base di clisteri di caffè ?

Da parte mia Le assicuro mai con rifiuto pregiudiziale e sempre con molta curiosità, ma ci si deve scontrare quasi sempre con una ridicola contrapposizione di argomenti che riporto scusandomi per la semplificazione (lontano da me l’intento di banalizzare).

1) “ E’ usato il rimedio dai millenni” (i cinesi vengono sempre tirati per la giacchetta). E che vuol dire ? Ci sbagliamo continuamente nell’era moderna perché non potrebbero essersi sbagliati, con minor mezzi e metodologie, anche i cinesi!

2) “E’ naturale e quindi non fa male” .
Tutte balle ! (^___^). L’amigdalina ci torna a fagiolo perché proprio la reazione chimica cui faceva cenno Lei…LIBERA CIANURO il più tossico dei veleni.

3) "Non è brevettabile e quindi non ci sono interessi intorno". Tutte balle !
Come vedremo facendo riferimento ai processi sono sorte come funghi cliniche alternative per vendere il Laetrile venduto anche sulla rete, il bicarbonato e i clisteri di caffè.

4) L’aspetto più paradossale è che la medicina alternativa (certa medicina alternativa... quella degli affari) critica la chemioterapia per i suoi effetti tossici e poi propone il più tossico dei tossici : il cianuro. In maniera disinteressata ?
Tutt'altro perchè poi si insinua proprio dove maggiori sono i limiti della medicina convenzionale per organizzare il "businnes".

5) "Mostra effetti letali su cellule tumorali maligne con prove in vitro".
E’ vero che l’amigdalina è letale per le cellule tumorali maligne , ma anche per il soggetto che le possiede. Ci sono state condanne per la morte di diversi pazienti, tra cui due bambini di 2 e 6 anni, a causa degli effetti letali del Laetrile prima che venisse messo al bando.
Le prove in vitro sono prove osservazionali e qualsiasi sostanza (come del resto fa la chemioterapia) a certe dosi è letale per le cellule tumorali maligne. Se le sottoponiamo a bagnomaria con dell’ottimo Montalcino d'annata non sopravviverebbero.
Ma nessuno si sognerebbe di sprecare il Montalcino per la cura dei tumori. Anzi non sarebbe male come idea...una bella osteria a Montalcino per la cura del cancro !

6) “Vendono riportati esempi aneddotici di guarigioni miracolose “ E allora ? Le guarigioni spontanee sono più frequenti di quanto non si creda. Se il paziente come ultima speranza è andato a Lourdes si grida al miracolo, se come ultima terapia ha mangiato 10 albicocche (dimenticando di citare le terapie precedenti) si grida al miracolo delle albicocche.

Cosa ne pensi il sottoscritto di queste guarigioni l’ho scritto in diversi articoli
http://www.senosalvo.com/placebo_I.htm
e sul blog della Collega Scapellato il 1/12/12
http://www.medicitalia.it/francascapellato/news/1801/Cure-miracolose-ne

E la testimonial più importante delle guarigioni miracolose con la terapia Gerson , che ha scritto un libro con la figlia di Gerson, potrebbe rientrare nei casi di Anne e George che riporto nell’articolo.

Nonostante ciò resto sempre curioso, ma anche sospettoso quando verifico che quando poi si passa al vaglio di studi epidemiologici su larga scala tutti i casi sbattuti in prima pagina si sgonfiano e si squagliano al sole .

Per non parlare degli interessi che tutti cercano di minimizzare : di fatto le cliniche alternative prosperano nei paesi contigui a quelli dove quelle terapie sono ritenute illegali : in Albania dove si somministra il bicarbonato, in Messico e Ungheria il Laetrile e la terapia Gerson .

Quale sia l’entità di questi affari lo si può evincere da una semplice informazione : secondo una notizia divulgata dalla BBC nella clinica dell'Istituto Gerson in Messico vengono offerte "istruzioni terapeutiche" ad un costo di 4.900 dollari la settimana !
Altro che complotti !
318. Dr. Sergio Di Martino il 30/12/2012 ha scritto:
Salvo, permettimi di ritornare sui fitoestrogeni, per segnalare questo recentissimo lavoro, di autori tedeschi, in cui non viene escluso un possibile ruolo degli isoflavoni, se assunti ad alto dosaggio e per un lungo periodo, nell'insorgenza di tumori della mammella, dell'endocmetrio e della tiroide:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23232539
319. Dr. Salvo Catania il 30/12/2012 ha scritto:
Grazie per l'aggiornamento. E' una conferma ( nulla di nuovo quindi) per quanto riguarda l'incremento del rischio a carico della mammella e dell'endometrio mentre invece è interessantissima, e per me nuova ed apre nuovi scenari, l'ipotesi di un incremento del rischio a carico delle "zone" iodio-carenti della tiroide. Ma se ci pensi bene, con il senno del poi, ce lo dovevamo aspettare in considerazione dei bersagli recettoriali degli organi sui quali l'incremento del rischio è stato dimostrato.
Veramente interessante. Grazie.
320. Dr. Salvo Catania il 30/12/2012 ha scritto:
Mi hai stimolato mille riflessioni ("ed apre nuovi scenari") sulle quali a te come endocrinologo invierò al più presto una mail soprattutto sull'interessantissima correlazione dei rischi mammella-tiroide. In via privata perchè andremmo fuori tema se le riportassi qui.

Ma quello che ti chiedo qui in tema con i fitoestrogeni: se
>>After a long-term intake of high isoflavone doses, adverse effects on the breast tissue, the endometrium, and the thyroid, the last one especially under iodine-deficient conditions, cannot be excluded. >>

1) questo non vale a maggior ragione per la terapia ormonale sostitutiva di lunga durata ?
2) se molte donne e medici che prescrivono fitoestrogeni operano questa scelta (fitoestrogeni) per non assumere la terapia ormonale sostitutiva, allora dove starebbe il vantaggio se non può essere escluso un incremento del rischio derivante dall'assunzione anche di fitoestrogeni ?

Intanto è in corso il sondaggio su questo tema con gli utenti e la mia sensazione è che

a) i fitoestrogeni li prescrivano i medici

b) determinante a convincere i pazienti sono le informazioni permissive rastrellate sulla rete.

Altra ragione per raccomandare CAUTELA nella assunzione di integratori in generale e integratori di fitoestrogeni in particolare.
321. Dr. Sergio Di Martino il 30/12/2012 ha scritto:
La mia risposta e' che in entrambe le circostanze, terapia ormonale sostitutiva e assunzione di fitoestrogeni, la cautela dovrebbe essere sempre massima e i trattamenti dovrebbero essere decisi da caso a caso.
Ahime' nella mia esperienza, vedo, non raramente, superficialita'.
Sulle possibili associazioni tra patologie mammarie e tiroidee, sai che l'argomento riscuote la mia massima attenzione, per cui attendo con piacere la tua "mail".
322. Utente 283571 il 31/12/2012 ha scritto:
Gentile dottore in un consulto in cui io dichiaravo che facevo prevenzione sottoponendomi a tutti i controlli e assumendo la VIVIN-C,
Lei mi ha risposto che forse non avevo le idee chiarissime in fatto di Prevenzione.
Potrebbe chiarirlo ora perchè in quel consulto si parlava soprattutto di rischio familiare ?
Grazie per l'attenzione
323. Dr. Salvo Catania il 02/01/2013 ha scritto:
Utente 283571 >>facevo Prevenzione assumendo la VIVIN-C>>
In parte sui rischi del sovrappeso Le ho risposto altrove.
Senza preamboli Le dico subito che non amo né integratori né farmaci salvo necessità e in questo blog ne sono spiegate le varie ragioni.
La contestuale presenza di acido ascorbico ed acido acetilsalicilico rendono VIVIN C un medicinale particolarmente efficace nel trattamento degli stati dolorosi e febbrili associati ad eventi flogistici e a sindromi da raffreddamento.
Quindi andrebbe benissimo, e legga per un approfondimento
http://www.senosalvo.com/curcuma.htm

Questa azione rende il farmaco senz’altro utile anche nella prevenzione dei tumori. Ma perché scomodare i farmaci se la stessa azione preventiva ce l’abbiamo in natura in alcuni alimenti, come la curcuma e la frutta e verdura ? Ne abbiamo parlato diffusamente in questo blog. E se non avesse voglia né tempo per rileggersi tutto, le allego i link salienti dove potrà trovare tutte le risposte alla sua richiesta.

(Alimentazione + attività fisica)
http://www.senosalvo.com/terapia_metronomica.htm
http://www.senosalvo.com/tutti_abbiamo_un_tumore.htm
http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm
324. Utente 262344 il 02/01/2013 ha scritto:
Vorrei chiedere dei chiarimenti su questa cosa che ha scritto:

"Perché sono da considerare potenzialmente pericolosi snacks salati, fette biscottate, alcuni tipi di biscotti, cereali per la colazione, crackers ecc ??
Perché a causa dell’alta temperatura si può produrre una reazione chimica nel corso della quale gli zuccheri contenuti nei cibi cotti si combinano con alcuni acidi aminici che compongono gli stessi alimenti. Talvolta quando l’acido amminico che entra nella reazione è l’ASPARAGINA, questa reazione , detta REAZIONE DI MAILLARD, produce la famigerata ACRILAMIDE altamente cancerogena.
Questa asparagina rappresenta il 40% degli acidi amminici totali delle patatine fritte, il 14 % della farina di grano."

Quali sono i tipi di biscotti che lei cita? Si può leggere negli ingredienti dei prodotti se è presente l'asparagina (l'acrilamide ovviamente no perché è una sostanza che è presente nel prodotto finale)?
Grazie anticipatamente.
325. Dr. Salvo Catania il 03/01/2013 ha scritto:
Non saprei risponderle e mi coglie di sorpresa, perchè non ho idea cosa ci possa essere riportato sulle confezioni dei biscotti e domani rimedierò per una verifica al...supermercato (^__^)

Sul fatto che non dovrebbe esserci riportata ovviamente....la quantità di acrilamide liberata (^___^) merita invece in quanto osservazione interessante, una risposta quanto mai complessa e che nei ritagli di tempo cercherò di ordinare nel capitolo “metodi di cottura e cancerogeni” in allestimento su

http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm

>> Quali sono i tipi di biscotti che lei cita? Si può leggere negli ingredienti dei prodotti se è presente l'asparagina (l'acrilamide ovviamente no perché è una sostanza che è presente nel prodotto finale)?>>

Non è l’asparagina in sé che produce il cancerogeno, ma l’alta temperatura cui i prodotti base sono stati sottoposti. In altre parole se si sottopone AD ALTA TEMPERATURA un cibo ricco di asparagina si rischia di provocare la comparsa di grande quantità di acrilamide.
Ma su questo ne parliamo avanti dopo avere chiarito che

1) L’acrilamide è inserita nella tabella degli elementi cancerogeni secondo il CIRC nel gruppo 2 A dei “probabilmente cancerogeni” (insieme a Piombo inorganico, frittura a temperatura elevata, nitrati, nitriti, Radiazioni UVA, UBC e UVC, insetticidi senza arsenico, androgeni….)

2) Non entrerei nei dettagli sulla reazione di Maillard e per chi fosse interessato ecco la fonte
• Mottram D.S et al. Acrylamide is formed in the Maillard reaction.
Nature, 2002, 419, 448-449

Tornando alla premessa ( e domani al supermercato andrò a leggermi cosa viene riportato-asparagina ?- nelle confezioni di patatine) c’è di certo che qualcuno ha pubblicato (FSSA “Acrylamide : point
d’informazion n.2 , 2003 www.afssa.fr/Documents/RCCP2sa0300.pdf ) un rapporto fondato sui dati ottenuti esaminando duecento campioni di prodotti dell’industria agroalimentare che acquistiamo nei supermercati. Questo in Francia e contemporaneamente lo studio è stato condotto in Canada.

Nello studio si parla di acrilamide e quindi va da sé che possa essere “misurata” nei prodotti industriali finali. Non si può parlare dei nomi dei prodotti per ovvie ragioni, ma ecco quali sono le dosi di acrilamide (in ordine decrescente) riscontrati nei prodotti acquistati :

• Prodotti al caffè e succedanei ________485 (contenuto medio di acrilamide in mg/kg)
• Snaks salati ______________________428
• Patate fritte e patatine______________395
• Biscotti e pasticcini _________________191
• Cereali per la colazione________________127
• Pan carrè e cracker__________________91
• Barrette di cioccolato________________75
• Prodotti alimentari per l’infanzia_______41
• Latticini___________________________13

Giustamente Lei fa osservare che sarebbe interessante conoscere i prodotti. Fa p un certo effetto però sapere che qui stiamo parlando di contenuto medio di acrilamide, il che vuol dire che se alla cieca ingurgitiamo alcuni prodotti industriali (soprattutto patatine) rischiamo una over dose di acrilamide sino a 2600 mg/Kg e per gli stessi (ritenuti da molti ideali per una alimentazione sana) cereali al miele circa 410 mg/kg e i prodotti a base di caffè ( secondo Khayat soprattutto quelli fabbricati in Svizzera ma io non ho trovato la fonte) possono avere un contenuto di acrilamide sino a 1000 mg/kg.

Concludo con una osservazione generale che vale per tutti i prodotti industriali : i fabbricanti sanno benissimo come “insaporire” e rendere più gustosi i prodotti, soprattutto per bambini golosi.
Questo “riguardo” verso il palato del consumatore spesso viene pagato talvolta da quest'ultimo a caro prezzo a caro prezzo perché presuppone l’aggiunta di zuccheri, sali, spezie, conservanti.
326. Dr. Salvo Catania il 03/01/2013 ha scritto:
Non saprei risponderle e mi coglie di sorpresa, perchè non ho idea cosa ci possa essere riportato sulle confezioni dei biscotti e domani rimedierò per una verifica al...supermercato (^__^)

Sul fatto che non dovrebbe esserci riportata ovviamente....la quantità di acrilamide liberata (^___^) merita invece in quanto osservazione interessante, una risposta quanto mai complessa e che nei ritagli di tempo cercherò di ordinare nel capitolo “metodi di cottura e cancerogeni” in allestimento su

http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm

>> Quali sono i tipi di biscotti che lei cita? Si può leggere negli ingredienti dei prodotti se è presente l'asparagina (l'acrilamide ovviamente no perché è una sostanza che è presente nel prodotto finale)?>>

Non è l’asparagina in sé che produce il cancerogeno, ma l’alta temperatura cui i prodotti base sono stati sottoposti. In altre parole se si sottopone AD ALTA TEMPERATURA un cibo ricco di asparagina si rischia di provocare la comparsa di grande quantità di acrilamide.
Ma su questo ne parliamo avanti dopo avere chiarito che

1) L’acrilamide è inserita nella tabella degli elementi cancerogeni secondo il CIRC nel gruppo 2 A dei “probabilmente cancerogeni” (insieme a Piombo inorganico, frittura a temperatura elevata, nitrati, nitriti, Radiazioni UVA, UBC e UVC, insetticidi senza arsenico, androgeni….)

2) Non entrerei nei dettagli sulla reazione di Maillard e per chi fosse interessato ecco la fonte
• Mottram D.S et al. Acrylamide is formed in the Maillard reaction.
Nature, 2002, 419, 448-449

Tornando alla premessa ( e domani al supermercato andrò a leggermi cosa viene riportato-asparagina ?- nelle confezioni di patatine) c’è di certo che qualcuno ha pubblicato (FSSA “Acrylamide : point
d’informazion n.2 , 2003 www.afssa.fr/Documents/RCCP2sa0300.pdf ) un rapporto fondato sui dati ottenuti esaminando duecento campioni di prodotti dell’industria agroalimentare che acquistiamo nei supermercati. Questo in Francia e contemporaneamente lo studio è stato condotto in Canada.

Nello studio si parla di acrilamide e quindi va da sé che possa essere “misurata” nei prodotti industriali finali. Non si può parlare dei nomi dei prodotti per ovvie ragioni, ma ecco quali sono le dosi di acrilamide (in ordine decrescente) riscontrati nei prodotti acquistati :

• Prodotti al caffè e succedanei ________485 (contenuto medio di acrilamide in mg/kg)
• Snaks salati ______________________428
• Patate fritte e patatine______________395
• Biscotti e pasticcini _________________191
• Cereali per la colazione________________127
• Pan carrè e cracker__________________91
• Barrette di cioccolato________________75
• Prodotti alimentari per l’infanzia_______41
• Latticini___________________________13

Giustamente Lei fa osservare che sarebbe interessante conoscere i prodotti. Fa p un certo effetto però sapere che qui stiamo parlando di contenuto medio di acrilamide, il che vuol dire che se alla cieca ingurgitiamo alcuni prodotti industriali (soprattutto patatine) rischiamo una over dose di acrilamide sino a 2600 mg/Kg e per gli stessi (ritenuti da molti ideali per una alimentazione sana) cereali al miele circa 410 mg/kg e i prodotti a base di caffè ( secondo Khayat soprattutto quelli fabbricati in Svizzera ma io non ho trovato la fonte) possono avere un contenuto di acrilamide sino a 1000 mg/kg.

Concludo con una osservazione generale che vale per tutti i prodotti industriali : i fabbricanti sanno benissimo come “insaporire” e rendere più gustosi i prodotti, soprattutto per bambini golosi.
Questo “riguardo” verso il palato del consumatore spesso viene pagato talvolta da quest'ultimo a caro prezzo a caro prezzo perché presuppone l’aggiunta di zuccheri, sali, spezie, conservanti.
327. Dr. Salvo Catania il 03/01/2013 ha scritto:
Sono costretto a fare una doverosa precisazione perché appena sveglio mi è arrivata la immancabile mail per sottolineare le …mie contraddizioni partorite ...nella notte (^__^)

>>“Ma come sin qui ha scritto che il caffè va benissimo ed ora ce lo sbatte in tabella come pieno di acrilamide ?”>>

Verissimo e riconfermo quanto avevo scritto precedentemente sul caffè, ma io nell’ultima tabella mi riferisco ai succedanei del caffè, tra cui le bevande simili al caffè ( che sono a base di cicoria o di cereali come l’orzo, che molti assumono pensando di sostituirlo al caffè con il pregiudizio che quello faccia male).

"Le patate fritte (comprese le patate fritte a bastoncino), il caffè torrefatto (*) e il pane morbido sono stati individuati come i prodotti che maggiormente contribuiscono all'esposizione all'acrilamide negli adulti. Le patate fritte, le patatine, i biscotti e il pane morbido sono stati identificati come i principali responsabili dell'esposizione negli adolescenti e nei bambini". Sono le conclusioni cui è giunta l'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, che ha pubblicato una relazione sui livelli di acrilamide nei prodotti alimentari.
Confrontando i dati del 2007 con quelli del 2009, si è potuta rilevare una tendenza verso un abbassamento dei livelli di acrilamide soltanto in 3 gruppi di alimenti su 22 (nei crackers, nei biscotti per l'infanzia e nel pan di zenzero). Durante i tre anni di monitoraggio si è riscontrato che i livelli di acrilamide sono aumentati nei crackers di tipo svedese e nel caffè istantaneo. I livelli medi più elevati di acrilammide sono stati rilevati in alimenti quali le patatine e i succedanei del caffè, tra cui le bevande simili al caffè a base di cicoria o di cereali come l'orzo.
Come era già stato sottolineato nelle precedenti relazioni, per l'Efsa "è possibile concludere che le misure volontarie sviluppate dall'industria per ridurre i livelli di acrilamide negli alimenti abbiano ottenuto un successo solo parziale. Per abbassare l'esposizione complessiva, sarebbe auspicabile - consiglia l'Autorità - ridurre ulteriormente i livelli di acrilamide presenti nei gruppi di alimenti che contribuiscono in misura maggiore all'esposizione a tale sostanza".

(*) ...mi toccherà iniziare il giro dal mio barista tra poco ed informarmi sulle alte temperature cui vengono sottoposti i chicchi di caffè nei processi di torrefazione ! (^__^)



328. Utente 262344 il 03/01/2013 ha scritto:
Lo domando perché i biscotti sono consumati a colazione dalla maggior parte della gente, tolti questi ci sarebbero da consumare merendine e roba varia, le quali sono forse anche peggio dei biscotti; quindi dice che per sapere ci vogliono delle informazioni in più e che lei ha bisogno di leggere gli ingredienti di alcuni prodotti? Non so però se la trova l'asparagina negli ingredienti perché penso che sia invece nelle materie prime (farina, grano ecc.).
Grazie della disponibilità.
329. Dr. Chiara Lestuzzi il 03/01/2013 ha scritto:
>> i biscotti sono consumati a colazione dalla maggior parte della gente, tolti questi ci sarebbero da consumare merendine e roba varia, le quali sono forse anche peggio dei biscotti;<<

Tolti i biscotti rimane anche il pane (magari integrale) con marmellata (o formaggio magro per chi ha problemi di glicemia). Ormai le macchine per farsi il pane in casa costano poche decine di euro, e uno ci mette dentro le farine che vuole. Si può fare anche un pane "dolce" (pane di zucca; pane con il Muesli, pane integrale con aggiunta nell'impasto di due cucchaii di miele e un po' di frutta secca...) da mangiare da solo.
Io mi faccio il pane in casa ogni settimana (il dott. Catania ha la ricetta, ed è autorizzato a pubblicarla se gli sembra il caso), lo taglio a fette e lo congelo. Quando mi serve lo scongelo nel micro-onde (bastano 30 secondi per una fetta).
330. Dr. Salvo Catania il 03/01/2013 ha scritto:
#Utente 262344 . No forse mi sono spiegato male e rischiamo a questo punto della discussione di creare più confusione che chiarezza. Ricominciamo d'accapo con un brevissima sintesi :

1) Anche se fossimo in grado di verificare sulle confezioni quali siano gli ingredienti utilizzati di base, che pure sono importantissimi, non siamo in grado di prevedere lo sviluppo eventuale di cancerogeni a meno che non si sappia se quei prodotti siano stati o meno trattati, come accade spesso per quelli industriali, ad ALTE TEMPERATURE. In tal caso la tabella allegata precedentemente sul contenuto medio di acrilamide fa testo per escludere tassativamente alcuni prodotti soprattutto per il consumo da parte dei bambini.

2) Accade cioè lo stesso fenomeno che abbiamo descritto per la carne che a contatto diretto con la brace e quindi esposta ad altissime temperature libera cancerogeni.

3) Accade cioè lo stesso fenomeno che osserviamo nelle fritture dove la liberazione di cancerogeni è in relazione pure alle alte temperature, ma anche in funzione del "punto di fumo" raggiunto dall'olio che è variabile tra i vari tipi di oli utilizzati. Un olio più è instabile meno sopporta temperature elevate e lo si capisce subito quando osservando una frittura in corso d'opera...l'olio cambia colore , diviene vischioso e SCHIUMOSO. Quello è il momento in cui si liberano i cancerogeni, mentre l'odore diviene acre . Negli oli portati ad alta temperatura è stato possibile ritrovare più di 50 composti organici volatili potenti cancerogeni per l'uomo, tant'è che esistono popolazioni femminili asiatiche che hanno un tasso di incidenza di tumori polmonari altissimo pur non avendo mai fumato una sigaretta in tutta la loro vita.

Queste osservazioni aprono scenari inquietanti :

a) con quali oli sono state fritte le nostre patatine industriali o al Mc Donald ?

b) E soprattutto QUANTE VOLTE E' STATO USATO L'OLIO PER LA NOSTRA GUSTOSISSIMA FRITTURA DI PESCE, magari pagata al ristorante a peso d'oro?

c) Quale tipo di olio è stato utilizzato ? L'olio di buona qualità costa e se lo si ricicla molte volte comporta un bel risparmio per il ristoratore o produttore di alimenti.

In uno studio del DGCRF del 2001 su 2358 controlli effettuati in ristoranti di ogni genere , una volta su sei gli oli erano gravemente degradati, pericolosi, e molti di questi avrebbero dovuto essere cambiati da mooooooooooooooolto tempo.


331. Utente 259360 il 04/01/2013 ha scritto:
Io avrei una domanda sul possibile contenuto di acrilamide secondo lei in questi cibi che elenco:

- Si dice del pane bianco, ma si intende il pancarrè o il pane senza sale? (il filone per intenderci);
- I dolci fatti in casa, ad esempio il ciambellone?
- Io purtroppo ho mangiato per un periodo come spuntino della tarda mattinata le schiacciatine, non so se le conosce, sono uno snack salato http://imageshack.us/photo/my-images/801/imagesproduct3productim.jpg/

"mi toccherà iniziare il giro dal mio barista tra poco ed informarmi sulle alte temperature cui vengono sottoposti i chicchi di caffè nei processi di torrefazione!". Riguardo il caffè ho trovato in un sito di alimentazione quanto scritto:
"Mentre in molti prodotti alimentari un trattamento termico spinto e l’uso di temperature elevate porta alla formazione di composti potenzialmente pericolosi, nel caffè avviene il contrario. La tostatura scura riduce di circa il 50% la concentrazione di acrilammide (sostanza considerata tossica) e aumenta quella di melanoidine, il polimero scuro e amaro che viene utilizzato come una fibra dai batteri del colon. Recenti lavori hanno dimostrato che la tostatura intensa permette di ridurre la secrezione acida dello stomaco. La molecola responsabile di questo effetto è il N-metil-piridinio un composto che si forma durante la torrefazione dei chicchi.
La ringrazio.
332. Dr. Chiara Lestuzzi il 04/01/2013 ha scritto:
>> i biscotti sono consumati a colazione dalla maggior parte della gente, tolti questi ci sarebbero da consumare merendine e roba varia, le quali sono forse anche peggio dei biscotti;<<

E aggiungo: c'è anche lo yogurth!
333. Dr. Salvo Catania il 04/01/2013 ha scritto:
#Utente 259360 . La ringrazio dell'informazione.
Tuttavia ci stiamo allontanando molto dallo scopo del blog, perchè se consideriamo qualsiasi alimento dell'era moderna ci verranno sempre dei dubbi su
a) origine dell'alimento
b) trattamento dello stesso ( a quale temperatura ad esempio,conservato con quali altri ingredienti ecc ecc)
c)prodotto finale che ci ritroviamo sulla tavola ( abbiamo visto ad esempio come la raccomandatissima frutta è verdura sia piena di pesticidi o trattata con i prodotti derivati dal petrolio per renderla lucida e bella)

Mentre coloro che si occupano dello "stile alimentare" cercano di dare grande risalto alle diete "povere" (in realtà ricche di nutrienti) delle nostre bisnonne , che non conoscevano i prodotti industriali di cui stiamo discutendo, nè gli zuccheri raffinati, nè le farine raffinate ecc ecc.

Nei programmi di educazione alimentare si tratta di una impostazione del tutto differente, e non perchè integralisti, ma perchè sono esclusi dalla propria tavola tutti gli alimenti di cui non si conosce l'origine, il trattamento e il prodotto finale.
I bambini non nascono golosi delle famigerate merendine lo diventano perchè la pubblicità contagia i genitori.

Ciò non vuol dire che sia raccomandabile una esclusione assoluta, ma l'eccezione viene considerata come una trasgressione poco salutare. L'importante è....saperlo.

Proverei a leggere il link che allego per poter comprendere meglio sia l'impostazione che i vari passaggi : tutto scientificamente documentato da centinaia di studi epidemiologici su campioni rappresentativi di intere popolazioni.

http://www.senosalvo.com/il_cibo_delluomo.htm

>>>Nei paesi occidentali ricchi, lo stile alimentare si è progressivamente discostato da questo schema tradizionale dell’alimentazione dell’uomo per privilegiare cibi che un tempo erano mangiati solo eccezionalmente, come molti cibi animali (carni e latticini), o che non erano neanche conosciuti, come lo zucchero, le farine raffinate (come si riesce a ottenerle solo con le macchine moderne), gli oli raffinati (estratti chimicamente dai semi o dai frutti oleosi), o che addirittura non esistono in natura (come le margarine).
Questo modo di mangiare sempre più “ricco” di calorie, di zuccheri, di grassi e di proteine animali, ma in realtà “povero” di alimenti naturalmente completi, ha contribuito grandemente allo sviluppo delle malattie tipiche dei paesi ricchi: l’obesità, la stitichezza, il diabete, l’ipertensione, l’osteoporosi, l’ipertrofia prostatica, l’aterosclerosi, l’infarto del miocardio, le demenze senili, e molti tumori. L’uomo, in realtà, ha sempre mangiato anche cibo animale, ma se si eccettuano alcuni popoli nomadi, o quelli che vivono in condizioni ambientali estreme per freddo o per altitudine, sono ben pochi gli esempi di alimentazione tradizionale con un’alta quota di cibo animale.
Anche il latte, che oggi in Occidente è alimento quotidiano, dai più era consumato solo occasionalmente, perché non poteva essere conservato ed era facile veicolo di infezioni. È stato solo alcuni decenni dopo la scoperta della pastorizzazione, in pratica dopo la prima guerra mondiale, che ha cominciato ad essere distribuito nelle città.
Ma molti popoli ancor oggi non bevono più latte dopo lo svezzamento. La cultura medica, giustamente preoccupata del grave stato di denutrizione che imperversava nelle nostre campagne e nei quartieri popolari delle città nei primi decenni del secolo, ha avuto un ruolo importante nella promozione del cibo animale, e la disponibilità di latte e di carne, insieme al miglioramento delle condizioni igieniche delle abitazioni, ha contribuito a migliorare lo stato nutrizionale e a difenderci dalle malattie infettive. Ma poi siamo andati troppo avanti su questa strada e il consumo di cibi animali e di cibi raffinati è entrato in una spirale di interessi produttivi e commerciali che ha completamente sovvertito le tradizioni alimentari dell’uomo.
Non vogliamo certo sostenere che si stava meglio quando si stava peggio, quando c’era la fame e la povertà, ma piuttosto che la nostra ricchezza ci consentirebbe una varietà di dieta sufficiente a soddisfare appieno sia le nostre esigenze fisiologiche e nutrizionali sia il piacere della buona tavola senza sovraccaricarci di prodotti animali e di cibi impoveriti dai trattamenti industriali, che solo il plagio della pubblicità televisiva riesce a farci sembrare buoni.
Noi medici oggi siamo ricchissimi di conoscenze biologiche e farmacologiche, ma paradossalmente sappiamo sempre meno di nutrizione e abbiamo non poche responsabilità >>





334. Utente 259360 il 05/01/2013 ha scritto:
Praticamente lei dice che qualsiasi cibo non è sicuro al 100%, questo è vero; però sarei grato se può dare un opinione sul pane bianco (e su cosa si intende per pane bianco come ho scritto prima), visto che si mangia ogni giorno il pane, e sui dolci fatti in casa, visto che sono cotti in forno ad alte temperature.
335. Dr. Chiara Lestuzzi il 05/01/2013 ha scritto:
Scusate se mi intrometto, ma non capisco che cosa si intende per "alte temperature": i dolci fatti in casa so cuociono a 180-200 gradi di solito. Non mi sembrano temperature eccessivamente alte! Il pane invece va cotto ad alta temperatura, altrimenti non lievita.
336. Dr. Alessandro Scuotto il 06/01/2013 ha scritto:
L'acrilamide si forma in cotture a temperature superiori a 120 gradi: praticamente in tutte le procedure (frittura, arrosto, forno) eccetto bollitura e cottura al vapore.
337. Dr. Salvo Catania il 06/01/2013 ha scritto:
Grazie per il contributo che mi consente di chiarire meglio i post precedenti e non enfatizzare troppo per la presenza di acrilamide, che in piccole percentuali, come opportunamente fa rilevare Alessandro, si libera in tutti i processi di combustione, senza che si incrementino i tassi di incidenza dei tumori, se no ce l'avremmo tutti un tumore. Altro discorso invece va fatto quando il contenuto medio di acrilamide risulta inaccettabile come nel caso delle patatine.

# Utente 259360

Facciamo un po’ di ordine per non rischiare di dare informazioni fuorvianti se entriamo in troppi dettagli.

1)Il punto da cui siamo partiti è che nella cottura di alcuni alimenti, specie ad alta temperatura (> 200 ° ?)si può produrre una reazione chimica nel corso della quale gli ZUCCHERI contenuti nei cibi cotti si combinano con alcuni acidi amminici che compongono gli stessi alimenti. Di questo dobbiamo tener conto sempre.

2) I trattamenti che probabilmente liberano acrilamide sono quelli industriali e soprattutto (per il contenuto riscontrato di acrilamide) per le patatine ed i succedanei del caffè.

3) Pertanto anche se le temperature non sono bassissime per cuocerli, non mi porrei il problema per “i biscotti fatti in casa”, ma questo non lo possiamo sapere con assoluta certezza, perché l’Agenzia Europea per la Sicurezza alimentare ha fatto i controlli sui prodotti industriali venduti al supermercato e solo i dati riferiti a questi ultimi possiamo presentare. Sui “biscotti fatti in casa” non abbiamo rilevazioni anche perchè sarebbero impossibili da raccogliere perché ciascuno ha i suoi ingredienti, la sua ricetta e metodo di cottura. Personalmente , sulla base anche dei bassi tassi di incidenza dei tumori all’epoca dei nostri bisnonni, non mi preoccuperei per quanto riguarda “i biscotti fatti in casa” se rispettano i metodi di cottura tradizionali.
[Non apriamo altra parentesi sui metodi di cottura tecnologici perché apriremmo un altro fronte come da tante richieste su questo sito
http://www.medicitalia.it/consulti/archivio/307110-chiarezza_sugli_effe

4) Il pane !
Anche qui ci sono molte difficoltà a tradurre le conoscenze in raccomandazioni, ma che alla fine non possiamo astenerci dal dare.
a) Purtroppo ci sono fonti contrastanti, ma a parte la segnalazione della Agenzia Europea per la sicurezza alimentare, che segnala una discreta quantità di acrilamide ( molto inferiore a quella riscontrata nelle patatine) nel “PANE MORBIDO” (non chiedete a me come si fa il pane morbido rispetto…a quello duro…..perchè io riporto solo il dato), non ci sono altre fonti che mettano all’indice il pane “morbido”.
b) Pertanto nell’ elenco dei cibi che ho allestito nel mio sito

http://www.senosalvo.com/cibi_anticancro_rischi_alimentari.htm

alla voce PANE ho riportato le conclusioni, che derivano da diverse fonti, in particolare Khayat e Berrino, per assolvere con formula piena il pane sui rischi oncologici , tranne il tipo “panpepato”, ma per altre ragioni

•Panpepato ………………..ricco di zucchero ………………………………………………Non buona
•Pane bianco……………………. poche fibre……………………………………………………Buona
•Pane integrale ……………ricco di fibre e glucidi complessi…………… Molto buona





338. Dr. Salvo Catania il 06/01/2013 ha scritto:
>>2) I trattamenti che probabilmente liberano acrilamide sono quelli industriali e soprattutto (per il contenuto riscontrato di acrilamide) per le patatine ed i succedanei del caffè.>>

Intendevo in quantità inaccettabili.
339. Utente 262344 il 06/01/2013 ha scritto:
Ho letto nei cibi anticancro che anche la cicoria è sospettata della presenza di questa sostanza. Sarebbe in una quantità bassa e si riferisce solo al "caffè di cicoria"?
340. Dr. Salvo Catania il 06/01/2013 ha scritto:
Se legge l’elenco dei cibi su

http://www.senosalvo.com/cibi_anticancro_rischi_alimentari.htm

classifico la cicoria come DUBBIA, perché suscita diversi dubbi nonostante contenga inulina e non tanto come pianta ma per gli utilizzi che se ne fanno della radice o del lattice di cicoria.

Il latice estratto dalla cicoria è utilizzato per la produzione di amari, digestivi ed aperitivi.
La radice di cicoria tostata è un'ottimo succedaneo del caffè.

In erboristeria ha diverse indicazioni e viene utilizzata per la sua capacità di favorire la produzione di succhi gastrici, di attivare la coleresi (il flusso della bile verso l'intestino) e migliorare il transito intestinale. Le più importanti indicazioni degli estratti di cicoria riguardano quindi il trattamento di dispepsie biliari, stitichezza cronica, colon irritabile, flatulenza e meteorismo. Da sottolineare anche la proprietà depurativa generale con azione blandamente lassativa e diuretica.

Ma abbiamo visto che le relazioni pubblicate dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare negli ultimi anni hanno rilevato da una parte per fortuna una netta riduzione dell’acrilamide nei prodotti esaminati, salvo però che nelle patatine e nei succedanei del caffè che sono in gran parte a base di cicoria.

Quindi restano molti dubbi sull’utilizzo di questa pianta sia per succedanei del caffè che per gli aperitivi e digestivi.
341. Utente 262344 il 06/01/2013 ha scritto:
Grazie di nuovo. Leggo inoltre per il latte "moderazione dopo i 50 anni". Non se si riferisce anche al dibattito che c'è su questo alimento per quanto riguarda il contenuto di calcio e quindi l'azione sulle ossa. 1 tazza per colazione va bene?
342. Dr. Salvo Catania il 07/01/2013 ha scritto:
Certamente una “tazza” rientra in un regime di moderazione. Il problema è sorto in particolare dopo la seconda Guerra Mondiale con un enorme consumo associato inizialmente all’idea del latte “disintossicante” in quanto alimento puro e completo perché collegato al bambino.
Per la sua quantità di calcio è stato sempre associato alla prevenzione e cura dell’osteoporosi e tuttora persino molti medici lo sostengono nonostante le smentite di numerosi studi epidemiologici.
Non esistono molte ragioni valide per favorire l’uso di lattici anche perché l’importanza dei latticini in quanto fornitori di proteine è secondaria alla quantità di grassi saturi che ne limita l’opportunità.
100 g. di mozzarella contengono grassi quanto 5 Kg di merluzzo e l’eccesso di grassi potrebbe essere associato ad un aumento del rischio di tumore alla prostata e pare che il galattosio in grande quantità potrebbe essere associato ad un aumentato rischio di tumore ovarico.
Inoltre un altro problema ancora legato al latte sarebbe il contenuto elevato di IGF (fattori di crescita ), che avrebbe senz’altro un ruolo favorevole nell’organismo in crescita, ma diverrebbe controproducente a crescita completata. Recentemente si è anche prospettata una correlazione tra queste componenti e il tumore della mammella o del sistema linfatico. In natura poi il latte sarebbe fatto per essere usato come alimento unico. L’uso con altri cibi potrebbe ridurre il contenuto antiossidanti di questi altri nutrienti. Inoltre i latticini sono sospettati di contribuire all’insorgenza di diverse malattie Autoimmuni ed allergiche ed esistono studi ( scandinavi) che hanno messo in rapporto l’uso di latte e il diabete giovanile, in particolare in Finlandia dove il consumo è elevato.
Le raccomandazioni generali le può trovare sulla rete che si possono riassumere.
In pratica in caso di consumo (moderato)
• Meglio usare formaggi di produzione biologica, ma sempre in piccole quantità.
• Meglio usare derivati dal latte di capra (più calcio e grassi più digeribili).
• Meglio usare lo yogurt, ma non insieme ad altri cibi, non zuccherato.
• La ricotta, più povera di grassi, contiene una maggiore concentrazione di galattosio, con i rischi correlati.
• Meglio seguire la tradizione per cui lo si usa per arricchire un piatto a base di verdure piuttosto che come un piatto a se stante.
343. Utente 259360 il 07/01/2013 ha scritto:
"Meglio usare lo yogurt, ma non insieme ad altri cibi, non zuccherato.".
Si potrebbe consumare quello bianco a colazione, quindi con altri cibi?
Grazie.
344. Dr. Salvo Catania il 07/01/2013 ha scritto:
La prego (^__^) teniamoci sul tema "alimenti e cancro( e anticancro)" perchè è già difficile comprendere cosa intendiamo per Yogurt bianco, magro, intero, con o senza 3-omega ecc,
perchè aprire un rivolo già solo sullo yogurt ci porterebbe lontanissimo, a partire dal dubbio
* fatto in casa ?
* acquistato al supermercato ?

Poveri noi consumatori, asfissiati da tante false (e tendenziose) notizie di carattere dietetico che ci arrivano attraverso i media e la rete, e che poi diventano miti metropolitani duri a morire! (^_^)

Le allego questo interessante link che descrive cosa si può nascondere dietro le etichette apposte sullo yogurt
http://www.ilpastonudo.it/visti-da-vicino/lo-yogurt-si-ma-quale/

In ogni caso alla sua domanda rispondo SI.
345. Utente 277153 il 08/01/2013 ha scritto:
In un consulto ha consigliato di sostituire il succo d'arancia con il succo di melograno. Ha spiegato i rischi di melanoma del succo d'arancia, ma non perchè proprio il melograno e non altri frutti.
Grazie.
346. Dr. Salvo Catania il 09/01/2013 ha scritto:
Confermo quanto mi attribuisce, ma mi preme chiarire la sua interpretazione perché decontestualizzata dalla discussione originaria dove si parlava di “soggetti a rischio di melanoma” (familiarità+ caratteristiche fenotitipiche predisponenti al melanoma).
Perché è indiscutibile che gli agrumi devono essere considerati non solo come una eccellente fonte di Vit C, ma anche come alimenti in grado di apportare all’organismo numerose sostanze fitochimiche antitumorali.

http://www.senosalvo.com/terapia_metronomica.htm

Ma poiché esistono studi che dimostrano (Sayre 2008) che il succo d’arancia possa essere implicato nella formazione di sostanze tumorali con l’esposizione al sole (melanomi), allora ho preferito indicare il succo di melagrana come sostitutivo nei soggetti a rischio di melanoma.

Nel succo di melagrana sono presenti potenti agenti antiossidanti che agiscono sullo stato di benessere del nostro organismo ed hanno un ruolo importante nelle molteplici azioni di questo prodotto contro diverse patologie comprese quelle tumorali.
All'interno della spessa scorza, la melagrana ha una polpa granulosa e molto succosa, per 3/4 questo frutto è composto di succo molto ricco di antiossidanti rispetto ad altri succhi, più del vino rosso e del tè verde. Nei piccoli grani succosi vi sono vitamina A ed E e nell'antica Grecia veniva prescritto come antielmintico e antinfiammatorio.

La melagrana e soprattutto il suo frutto esercita potenti effetti antitumorali : inibisce le cellule tumorali del colon in vitro (Gil 2000) e nei topi con tumore al polmone ha effetti prodigiosi ( Khan 2007) riducendo del 70% la massa neoplastica dopo 6-8 mesi di trattamento. Questi sono solo studi sugli animali con i limiti prevedibili, ma esistono anche studi sull’uomo ( Pantuck 2006 ) con ottimi risultati (rallentamento della progressione del tumore della prostata).
347. Dr. Salvo Catania il 09/01/2013 ha scritto:
>>La melagrana e soprattutto il suo frutto esercita potenti effetti antitumorali >>

Corrige : frutto = succo
348. Utente 217140 il 12/01/2013 ha scritto:
Gentile dottor Catania,

forse lo avrà già spiegato ma vorrei chiederLe come mai nell'elenco dei cibi anti-cancro che ha stilato per quanto riguarda l' ARANCIA lo stesso alimento (ma in forma diversa) viene classificato rispetto al cancro in due modi diametralmente opposti :

ARANCIA : classificazione BUONA

SUCCO D'ARANCIA : CONTIENE FUCOMARINE, SOSPETTATO DI FAVORIRE IL MELANOMA

In sostanza perchè "via libera" per l'arancia ma "attenzione" al succo ? Cosa li rende cosi' diversi ?

Grazie !

349. Dr. Salvo Catania il 12/01/2013 ha scritto:
Non c’è contraddizione e l’abbiamo spiegato più volte anche su numerose richieste di consulto

http://www.medicitalia.it/consulti/archivio/285079-succo_d_arancia_sole

Non Le chiedo di rileggersi tutto questo blog e per questo faccio prima già che le rispondo a fare una brevissima sintesi .

1) Gli agrumi contengono numerose sostanze antitumorali ed ecco perché rientrano nella dieta anticancro come “Buona”.

2) Dopo anni di osservazione e pratica oncologica è evidente che l’abitudine di mangiare agrumi nella forma di frutto non è così diffusa, mentre molto diffusa lo è quella di bere spremute di arancia e di pompelmo. Per questa ragione tutte le domande che vengono poste dagli utenti si riferiscono ai succhi e a questa le risposte. Ma non c’è differenza (*) tra frutto e spremuta di frutto
Le domande sono del tipo “ho l’abitudine a colazione…….., ho l’abitudine a mezzogiorno nell’intervallo……. Ecc ecc.”.
Quindi a questa abitudine si fa riferimento.

Nello stesso tempo abbiamo fatto rilevare quindi oltre alle azioni protettive fornite dagli agrumi un “alert” su

a) Succo d’arancia per il melanoma nei soggetti a rischio. Abbiamo anche sottolineato che il sole resta pur sempre un fattore di rischio per l’insorgenza del melanoma ma soprattutto se “DISCONTINUO”, spiegando le parole del prof. Veronesi che hanno destato molto clamore, che ha rimarcato l’evidenza che il melanoma sia raro in quei marinai, pescatori e contadini sottoposti per una intera vita alle radiazioni solari sin dall’adolescenza. Ed inoltre che i melanomi insorgono anche in parti del corpo non esposte al sole.

b) Succo di pompelmo che può interagire con l’assunzione dei farmaci ( ed abbiamo descritto quali farmaci)

(*) Per la verità c’è una bella differenza tra il frutto intero degli agrumi ed il loro succo, perché privato della buccia o scorza degli agrumi che contiene potenti antinfiammatori e antitumorali.
E, tranne nei casi in cui è specificato “buccia non commestibile” a causa dei trattamenti, la scorza degli agrumi viene impiegata per l’allestimento di torte e dolci. Questo l’ho scoperto dopo che avevo inserito “buccia di limone e arancia”, nel mio menù di lunga vita già nel 2007 http://www.senosalvo.com/menu_di_lunga_vita.htm
avendo trovato la fonte [“ una scorza di molecole antitumorali”] in un libro dell’oncologo Beliveau.
Da allora alla mia perplessità di consigliare scorpacciate di bucce di agrumi le mie pazienti mi hanno risposto regalandomi numerose ricette di dolci “fatti in casa” con queste ultime che occupavano la scena principale.




350. Utente 278256 il 15/01/2013 ha scritto:
Sono molto sorpresa che abbia elencato numerosi alimenti che contengono sostanze anticancro e nessun cenno per aloe e vischio, che vengono raccomandati dai medici e su cui c'è sufficiente letteratura. Inoltre sono utilizzati da molti pazienti che li assumono e li raccomandano a tutti nei siti specializzati che si occupano di cancro come FORUMCANCRO

http://www.foruminfocancro.it/yaf_postst6_Forum-sul-cancro--ottima-idea
351. Dr. Salvo Catania il 16/01/2013 ha scritto:
No, non si tratta affatto di dimenticanza ma di una scelta “ragionata”.
1)Moltissimi alimenti contengono sostanze fitochimiche antitumorali e non solo l’aloe e il vischio. Ma molte di queste non sono validate in termini di efficacia e sicurezza. Ad esempio non consiglio il vischio, che in Germania viene addirittura rimborsato dal servizio pubblico, perché va considerato un vero farmaco per via del costo ( e perché deve essere iniettato !!), ma soprattutto perché non è del tutto privo di effetti tossici nel medio-lungo periodo. Tra l’altro proprio nel link che mi allega ho avuto modo di dover "contrastare" ( come salvoc ) il parere molto superficiale, pur se in buona fede, di alcune utenti in un sito che non ha un moderatore e dove ciascuno può dire ciò che vuole anche le cose più stravaganti- In questo caso proprio sul vischio.

http://www.foruminfocancro.it/yaf_postst126_terapia-con-il-Vischio-x-ri


Di fronte alla malattia oncologica è comprensibile che ci si metta in cerca di soluzioni anche «alternative». È comprensibile, ma non giustificabile perché molte di queste pratiche non sono validate in termini di efficacia e sicurezza. Non si può pensare alle "erbe" in modo superficiale, irrazionale e soprattutto non si può auto-prescriversele (o farsele consigliare da un’amica sia pure animata di buona volontà). È una regola che vale sempre e vale ancora di più se si è sottoposti a chemioterapia.

2) Questo non vuol dire affatto che la fitoterapia anche nel corso delle terapie oncologiche non possa essere utile. In due dei più grandi centri oncologici del mondo, lo Sloan-Kettering di New York e l’ MD Anderson di Houston, esistono dei Dipartimenti di Medicina integrativa, dove gli esperti di fitoterapia lavorano a strettissimo contatto con gli oncologi , non solo per associare sostanze fitochimiche nella prevenzione dei tumori, ma anche per un ulteriore supporto nel corso delle terapie oncologiche soprattutto per quanto riguarda gli effetti collaterali di queste ultime.

Infatti è innegabile che esistano molte sostanze che possono essere utilizzate sul sistema immunitario, prevenzione delle recidive, riduzione della tossicità dei farmaci, ma soprattutto per trovare le corrette indicazioni alla fitoterapia, perché ci sono rimedi che, usati in concomitanza con altre terapie, possono aumentarne l’efficacia, e quindi la tossicità, o al contrario annullarne l’attività.
Sull’Aloe ci sono perplessità di questo genere ed ecco perché io non ne parlo, anche perché oggi molte aziende propongono prodotti di ogni tipo a base di Aloe , ma la maggior parte di quelli presenti sul mercato contengono percentuali molto ridotte di gel di Aloe.
Per il resto esiste ampia letteratura sull’uso dell’Aloe con buoni risultati ma per altre applicazioni.

Per queste ragioni propongo nel mio elenco di alimenti anticancro quelli che vanno considerati SICURI, anche se sul tè verde che io menziono occorre precisare che annulla l’efficacia del bortezomib, un farmaco importante nella terapia del mieloma multiplo.

Quello che assolutamente non deve essere usato nel corso della chemioterapia è l’IPERICO che può ridurre l’efficacia di molti farmaci come il tamoxifene, il gleevec, il taxolo, l’imatimib.

L’Aloe può ridurre l’assorbimento intestinale di molti farmaci.

Il Vischio può aumentare l’effetto e la tossicità di alcuni farmaci.

Il Ginseg fa la stessa cosa nei confronti dell’Imatinib.

Fortunatamente esiste anche la possibilità di sfruttare certe interazioni, per migliorare l’attività di alcuni farmaci oncologici come, ad esempio, si è visto con la noscapina, un alcaloide del papavero da oppio, e la stessa curcuma, che può essere associata con vantaggio ad alcune chemioterapie o nella Prevenzione Primaria dei tumori.
352. Dr. Salvo Catania il 19/01/2013 ha scritto:
Ne discutevamo proprio pochi giorni fa su questo blog a proposito di quanto ci propinano le industrie alimentari ( acrilamide ?) ed a proposito delle etichette applicate sugli alimenti che non sempre sono fedeli alle nostre aspettative di attenzione e sorveglianza nei confronti di alimenti sicuri. Ne abbiamo discusso ad esempio a proposito dei “succhi di mirtillo”, dove c’è poco mirtillo e tanto zucchero e del “latte di soia” , dove c’è lo zucchero a pochissima soia o dei prodotti industriali venduti come “di soia”, ma in realtà dove non c’è soia e vengono confezionati in Occidente.
Ora scopriamo che nei “prodotti integrali” ci sono le tanto raccomandate fibre, ma anche tanto zucchero per rendere appetibili i prodotti.
Infatti proprio in questi giorni (12 gennaio 2013) è stato pubblicato uno studio (primo autore Rebecca Mozaffarian) del progetto del Department of Social and Behavioral Sciences che ha identificato un totale di 545 prodotti di grano in otto categorie: pane, ciambelle, muffin inglesi, cereali, crackers, barrette di cereali, barrette di cereali e patatine. Successivamente ne hanno analizzato il contenuto nutrizionale, le liste degli ingredienti e la presenza, o l'assenza, del timbro Whole Grain, uno degli standard più diffusi che identifica i prodotti contenenti almeno 8 grammi di cereali integrali per porzione.
I prodotti certificati avevano livelli di fibre standard e un basso contenuto di grassi trans (per intenderci trans fatty acids), ma anche molto più zucchero e calorie rispetto ai prodotti non certificati senza marchio.
In altre parole fanno male alla salute ed incrementano il rischio obesità. Pensate alla sorpresa ed ai dibattiti futuri circa l’etichettatura dei prodotti riguardo ai programmi di refezione scolastica, sui quali una nostra utente è intervenuta più volte su questo blog con maggiore dovizia di argomenti del sottoscritto.

Se ci legge sarebbe interessante un suo commento.
353. Utente 258701 il 19/01/2013 ha scritto:
Noi consumatori dovremo pazientare ancora per avere assicurata un'informazione più completa (Fonte: EFSA):
A decorrere dal 13 dicembre 2016, il regolamento (UE) n. 1169/2011 renderà obbligatoria l’etichettatura nutrizionale che il prodotto alimentare preveda o no indicazioni nutrizionali o sulla salute.

Condizioni generali di utilizzazione

Le indicazioni nutrizionali e sulla salute devono ottemperare alle seguenti condizioni:
•si è dimostrato che la presenza, l’assenza o il contenuto ridotto di una sostanza nutritiva o di altro tipo rispetto alla quale è fornita l’indicazione ha un effetto nutrizionale o fisiologico benefico, sulla base di dati scientifici generalmente accettati;
•la sostanza nutritiva o di altro tipo rispetto alla quale è fornita l’indicazione è contenuta in una quantità significativa tale da produrre l’effetto nutrizionale o fisiologico indicato;
•la sostanza nutritiva o di altro tipo rispetto alla quale è fornita l’indicazione si trova in una forma direttamente consumabile;
•le condizioni specifiche di utilizzo devono essere rispettate, per es. la sostanza attiva (ad esempio: vitamine, fibre, ecc.) dev'essere presente in quantità sufficiente nel prodotto alimentare per avere effetti benefici.
Quanto ai controlli da parte delle autorità sanitarie pubbliche se continuerà il depauperamento di risorse economiche penso che andrà a prevalere il regime dell'autocontrollo, autocertificazioni ....
354. Dr. Salvo Catania il 20/01/2013 ha scritto:
Grazie per la preziosa integrazione che non conoscevo e soprattutto per la ventata di ottimismo che ha soffiato su questa discussione (^__^).
Se saremo ancora vivi nel 2016 (^___^) quanto ci anticipa senz’altro è da considerare un bel passo avanti, ma io resto pessimista per diverse considerazioni riassumibili in

1) Per la verità esistono già diverse norme a partire dal 2006 emanate dal Parlamento Europeo che avrebbero dovuto spazzar via tutte le indicazioni ingannevoli nutrizionali del tipo «SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI», «SENZA GRASSI», «Il calcio è necessario per la crescita e lo sviluppo osseo regolare dei bambini». Lei ora ci informa che dal 2016 almeno le etichettature veritiere saranno obbligatorie. Che dire meglio tardi che mai

2) Dubito che l’obbligatorietà venga estesa alle indicazioni che riguardano ogni tipo di alimento destinato al consumatore finale, compresi gli alimenti destinati all'approvvigionamento di ristoranti, ospedali, mense e simili, come il disegno originario aveva previsto.

3) Lo scetticismo principale riguarda l’informazione corretta riferita non soltanto a quella cartacea , ma soprattutto a quella virtuale di Internet, la più difficile da controllare e per questo la più pericolosa. Anche perchè le vendite tramite Internet hanno raggiunto proporzioni colossali.

4) Tutti abbiamo le idee chiare sui criteri dell’informazione corretta , ma poi si verifica che intervengano troppi interessi che ostacolano l’applicazione della legislazione sulle indicazioni nutrizionali e sulla salute che tutela il consumatore .

5) In linea teorica le norme sono molto chiare e VIETANO OGNI INFORMAZIONE :

• inesatta, poco comprensibile o ingannevole (ad esempio, che attribuisca al prodotto alimentare virtù medicinali a torto, ovvero senza che ciò sia stato dimostrato scientificamente);
• che susciti dubbi circa la sicurezza o l'adeguatezza nutrizionale di altri prodotti alimentari;
• che incoraggi o tolleri un consumo eccessivo di un determinato prodotto alimentare;
• che inciti a consumare un prodotto alimentare affermando o suggerendo direttamente o indirettamente che un'alimentazione equilibrata non fornisce tutti gli elementi nutritivi necessari;
• che cerchi di spaventare il consumatore facendo riferimento ad alterazioni delle funzioni corporali.

Ma da qui a vederle applicate........
355. Dr. Salvo Catania il 21/01/2013 ha scritto:
[OT sul tema in corso] Repetita iuvant sempre se aiutano a far chiarezza su temi "pericolosi" soprattutto se vengono ripresi da Internet.
E tal proposito segnalo la news del collega Laino su cui avevamo discusso a lungo (#355 e seg): Le famigerate PATATINE

http://www.medicitalia.it/news/2911-le_patatine_fritte_fanno_bene_se_lo
356. Dr. Serafino Pietro Marcolongo il 21/01/2013 ha scritto:
Dott. S. Catania #381
<<Ora scopriamo che nei “prodotti integrali” ci sono le tanto raccomandate fibre, ma anche tanto zucchero per rendere appetibili i prodotti.>>

Infatti, lo studio da te citato svela i retroscena di prodotti (integrali)che oltre ad apportare "fibra alimentare" hanno un valore energetico elevato per l'eccessiva presenza di zuccheri! Questo fa venir meno ogni buon proposito di introdurli in una dieta...

Pur non potendosi considerare un nutriente, la fibra alimentare esercita effetti di tipo "funzionale" e "metabolico" che la fanno ritenere un'importante componente della nostra dieta.
Oltre che all'aumento del senso di sazietà ed al miglioramento della funzionalità intestinale e dei disturbi ad essa associati (stipsi, diverticolosi), l'introduzione di fibra con gli alimenti è stata messa in relazione alla riduzione del rischio per importanti malattie cronico-degenerative, in particolare i tumori al colon-retto (in parte spiegata dalla diluizione di eventuali sostanze cancerogene e dalla riduzione del loro tempo di contatto con la mucosa intestinale), il diabete e le malattie cardiovascolari (in parte per una riduzione dei livelli ematici di colesterolo).

In considerazione dell'importanza della conoscenza del contenuto in fibra alimentare e delle sue componenti "solubile" ed "insolubile" per la valutazione differenziata del loro effetto biologico ed eventualmente per la finalizzazione di un loro possibile impiego, particolare attenzione va posta alle metodiche di produzione.

A questo proposito è auspicabile la standardizzazione dei dati riportati nelle etichette nutrizionali degli alimenti commerciali, nelle diverse tabelle di composizione e nelle banche dati attualmente disponibili, anche al fine di evitare confusione nel consumatore e tra gli operatori dei settori interessati.

Inoltre, è basilare che l'apporto di fibra escluda quei nutrienti aggiuntivi, come gli zuccheri, semplicemente per colpire il palato dell'ignaro consumatore ed incrementare le vendite!!

Finchè ciò non avverrà, ogni raccomandazione quantitativa riguardo all'introduzione di fibra alimentare in generale (10-15 g. per 1000 Kcal/die) e di fibra solubile in particolare andrà presa con la dovuta cautela.

Poichè sulla base dell'evidenza di questo studio citato da Salvo il rischio di introdurre zuccheri aggiuntivi inutili contemporaneamente alla fibra presente in alcuni prodotti integrali (industriali) risulta essere elevato, è consigliabile orientarsi verso quegli alimenti naturalmente ricchi di fibra (legumi, verdure, ortaggi, frutta e cereali) piuttosto che da "concentrati" di fibra offerti dall'industria.
357. Dr. Salvo Catania il 22/01/2013 ha scritto:
Grazie Serafino per il contributo e credo che verrà un giorno in cui riordineremo tutti questi concetti in una opera unica . Già ci sarebbe materiale sufficiente per un volume.

Grazie anche per aver sottolineato l'importanza "funzionale" e "metabolica" degli alimenti integrali come componente funzionale della nostra dieta e che rappresenta una ulteriore conferma della bontà ed efficacia della dieta mediterranea.

Come hai anticipato tu i cibi integrali, che adesso ci propinano contraffatti, aiutano veramente chi vuole dimagrire, perché da un lato le fibre che contengono, rigonfiandosi nello stomaco e nell’intestino, danno un maggior senso di sazietà, e dall’altro favoriscono un assorbimento lento e graduale degli zuccheri, prevenendo cadute brusche dei livelli di glucosio nel sangue (la glicemia) che farebbero aumentare il senso di fame.
Per dimagrire e mantenersi snelli, quindi, non c’è bisogno di far la fame né di rinunciare ai piaceri della tavola, ma occorre rieducare il gusto (riscoprire i gusti semplici), mettersi a mangiare bene e non smettere più come raccomanda Franco Berrino in numerose pubblicazioni

http://www.senosalvo.com/il_cibo_delluomo.htm

e continua a trovare conferme nei vari progetti Diana che si susseguono con la collaborazione di migliaia di volontari.



358. Utente 279323 il 22/01/2013 ha scritto:
Dottore, continua a fare riferimenti, quando si parla di correlazione tra alimentazione e tumori, ai progetti DIANA. Appartenendo ad una famiglia ad alto rischio familiare ho accompagnato qualche anno fa una mia cugina che faceva la chemioterapia con disturbi importanti a seguito della terapia, ad un incontro di controllo essendo inserita nel progetto STUDIA.
Che differenza c'è e quali sono gli scopi di quest'ultimo studio e perchè non le hanno proposto di partecipare al progetto Diana ?
359. Dr. Salvo Catania il 23/01/2013 ha scritto:
Se vuole approfondire questo tema le consiglio di leggere “Prevenire i Tumori mangiando con gusto” scritto da alcuni collaboratori (Villarini-Allegro) di Franco Berrino (Ed Sperling Paperback 2009).
Sin qui abbiamo sempre fatto riferimento ai progetti battezzati come DIANA 1,2,3, 4, 5, (da Dieta e Androgeni) che dal 1995 sono giunti al n. 5 (l’ultimo coinvolge 4 mila donne su tutto il territorio nazionale) per stabilire se attraverso il cibo sia possibile ridurre i fattori di rischio correlati allo sviluppo del tumore o delle recidive nelle donne operate.

Il progetto STUDIA (da Studio di Dieta Adiuvante) invece si è occupato di donne operate durante la delicata fase della chemioterapia ed è arrivato a conclusioni molto preziose non solo per le donne , ma anche per i medici cui si rivolgono le stesse donne nel corso della chemioterapia.

http://www.senosalvo.com/alimentazione_chemioterapia.htm

1) L’obiettivo principale dello studio era quello di contrastare attraverso l’alimentazione proposta l’AUMENTO di PESO che spesso si verifica durante la chemioterapia e che risulta associato ad UNA PROGNOSI PEGGIORE.
La maggioranza delle donne ingrassano durante la chemioterapia , tanto più se sono giovani, se devono assumere cortisonici o se il trattamento dura più di 6 mesi. Molte acquistano da 5 sino a 10 ed anche più chili. Le ragioni di questo aumento di peso non sono note con precisione e probabilmente riconoscono più ragioni

a) Riduzione del metabolismo basale. L’organismo consuma meno calorie e si ingrassa anche se si mangia come prima
b) La chemioterapia induce una menopausa che favorisce un aumento di peso
c) Molte donne, per ragioni comprensibili, aumentano il consumo di “alimenti consolatori” privilegiando proprio quelli che fanno più ingrassare (zuccheri raffinati e grassi)

Purtroppo molti oncologi sottovalutano il fatto che un aumento del peso peggiori la prognosi della malattia

2) Il secondo obiettivo era quello di ridurre attraverso l’alimentazione alcuni degli effetti collaterali della chemioterapia, come la nausea, la colite, le mucositi gastroenteriche, che provocano talvolta dolori da impedire la masticazione. A questo scopo ad esempio sono stati evitati nei giorni successivi al trattamento chemioterapico gli alimenti ad alto contenuto di fibre cotti al forno ( come il pane integrale) per l’effetto irritante che possono avere sulle mucose infiammate dal farmaco e tutte le proteine animali , che data la loro ricchezza in aminoacidi solforati, provocano la formazione di acido solfidrico, causa di infiammazione chimica dell’apparato digerente.

Non sempre gli oncologi si occupano molto di questo problema, anzi rileggendo le schede di molte donne in chemioterapia, danno persino consigli incongrui, pur se talvolta motivati da valide ragioni .
Ad esempio poiché sono molto preoccupati dei danni della terapia al midollo osseo suggeriscono di mangiare carne per assicurare un buon apporto di ferro e di Vitamina B12, e poiché gli alimenti secchi e salati possono aiutare a superare la nausea, raccomandano di mangiare formaggio parmigiano e magari salumi, tutti alimenti che fanno ingrassare.

Si sa che il più grande fallimento della medicina, nonostante i colossali investimenti, sia stato quello di non avere trovato un farmaco in grado di impedire l’assorbimento dei grassi o modificare il metabolismo senza drammatici effetti collaterali.

Il progetto STUDIA è tornato indietro nel tempo alle diete delle nostre bisnonne ed ha ottenuto risultati inaspettati.
Come ?
Riscoprendo l’antica usanza di mangiare cereali integrali e legumi : la pasta con i fagioli o lenticchie o ceci o grano saraceno o minestre d’orzo e di farro, sempre con verdure di stagione (MAI FUORI STAGIONE come la si ritrova nei supermercati lustrata dai derivati del petrolio). Cucina semplice che non fa ingrassare che permette anche di concedersi qualche alimento di origine animale [(carne, prodotti ittici, formaggio fatto da latte che proviene da mucche che pascolano e non da mucche rinchiuse nelle stalle ( e c’è una gran bella differenza)].

Il progetto STUDIA ha portato a scoperte che sarebbero utilissime a medici e gastroenterologi che proibiscono i cereali per non aggravare i disturbi intestinali (colite, diverticoli…). Hanno ragione , ma semplicemente perché il nostro intestino non è più abituato a quei vegetali ed allo sviluppo di gas che provocano. L’introduzione mooooolto graduale di questi alimenti ha dimostrato proprio il contrario. A tal proposito si consiglia infatti di inserire gradualmente questi alimenti nella dieta familiare sotto forma di CREME .

PROVARE PER CREDERE !
360. Dr. Salvo Catania il 23/01/2013 ha scritto:
Incredibile ho appena finito di scrivere che mi arriva la prima obiezione tramite mail [( non me ne perdonano una (^__^) che stimola una importantissima riflessione : la MASTICAZIONE LENTA !

>>A tal proposito si consiglia infatti di inserire gradualmente questi alimenti nella dieta familiare sotto forma di CREME >>

Mi viene richiesto il perchè !

L'abbiamo visto più volte per diversi alimenti : quando si rivoluziona un tipo di alimentazione occorre ripartire MASTICANDO LENTAMENTE OGNI BOCCONE (la crema salta la fase della masticazione e lento mescolamento dei cibi). Ma questo accorgimento vale sempre e soprattutto quando si vogliono assimilare e sfruttarle al massimo le sostanze fitochimiche antitumorali contenute negli alimenti.

L'esempio più clamoroso è quello dei cavoli e delle crucifere in genere
http://www.senosalvo.com/cellule_tumorali_detestano_cavolfiore.htm


>>Ciò in ragione del fatto che contengono oltre a molti POLIFENOLI , presenti anche in altri alimenti, una elevata concentrazione di sostanze chiamate GLUCOSINOLATI, che liberano due classi di sostanze a forte attività antitumorale, gli ISOTIOCIANATI e gli INDOLI.

Due raccomandazioni importanti :

Queste sostanze per essere efficaci , essendo presenti in scomparti differenti degli alimenti, hanno bisogno di MESCOLARSI tra di loro e pertanto si raccomanda una MASTICAZIONE relativamente LENTA. Quindi non è cibo indicato per un pasto “veloce”

E’ preferibile cuocere le crucifere il meno possibile e con poca acqua per non perdere l’attività dei glucosinolati . In pratica si consiglia, e in tal modo si rendono più appetibili, di stufarle rapidamente oppure saltarle in padella .

361. Utente 217140 il 23/01/2013 ha scritto:
Gentile Dottore,

volevo farle alcune domande relative alla CURCUMA, spezia che si evince (anche grazie ai Suoi contributi) essere entrata a pieno titolo all'interno della prevenzione primaria del cancro.

1) l'assunzione di curcuma dovrebbe essere GIORNALIERA ?

2) esiste una dose minima giornaliera sia perchè la spezia si riveli efficace sia perchè non produca eventuali effetti collaterali ? è possibile quantificarla ?

3) qual'è il modo migliore per assumerla ? sappiamo che il nostro organismo ha difficoltà ad assorbire il principio attivo : è corretto abbinare la curcuma al pepe o ai grassi per facilitarne l'assorbimento ? E' vero ciò che si legge ovvero che la piperina ne potenzierebbe l'assorbimento addirittura di un fattore 1000 ?

4) è importante che sia da agricoltura BIOLOGICA (secondo il principio che se dobbiamo utilizzarla per prevenire le malattie tanto vale sia priva di residui chimici potenzialmente nocivi) oppure è indifferente ?

Grazie se avrà la pazienza di dedicarci il Suo tempo per rispondere ai quesiti posti.

Cordiali saluti.



362. Dr. Salvo Catania il 24/01/2013 ha scritto:
Invece mi fa molto piacere risponderle ma non nell’ordine delle sue domande.
1) La curcuma non è un farmaco e quindi non possiamo parlare di dosi ed effetti collaterali. E’ una spezia con diverse azioni come tante altre ( curry….ecc) . Ci sono molti alimenti, molte spezie e persino molte alghe utili nella prevenzione primaria dei tumori, delle malattie cardiovascolari, dell’osteoporosi e dell’obesità.
Uno stile di vita sano e una dieta varia, che apporta all'organismo diverse sostanze attive, fa sì che il nostro ambiente interno abbia le caratteristiche necessarie per bloccare lo sviluppo della malattia fin dalle fasi precoci.

http://www.senosalvo.com/tutti_abbiamo_un_tumore.htm

Spesso ci si chiede come può un alimento aiutare a combattere una malattia come il cancro ?

È stato dimostrato in laboratorio che alcuni composti chimici naturali sono capaci di rallentare la crescita delle cellule tumorali .
Altri facilitano l'apoptosi, ovvero il "suicidio programmato" delle cellule, un meccanismo naturale di protezione del corpo al quale sfuggono le cellule tumorali. Diversi fitochimici (ovvero sostanze di origine naturale) hanno proprietà antiangiogenetiche cioè bloccano lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni in prossimità dei tumori, rendendo loro difficile nutrirsi e quindi ingrandirsi.

Infine moltissimi alimenti agiscono sul cosiddetto microambiente, ovvero lo stato generale dell'organismo in prossimità delle cellule: in tal modo facilitano il lavoro del sistema immunitario, e ostacolano le cellule tumorali impedendo loro di crearsi un ambiente che ne faciliti la crescita.
È bene ricordare che la quantità di sostanza attiva utilizzata in laboratorio per condurre gli esperimenti è molto più elevata della quantità che un singolo individuo può assumere giornalmente. Proprio per questo la dieta VARIA è particolarmente importante: e dove non può la QUANTITA', può probabilmente il TEMPO.

Ogni ingrediente ha le sue proprietà .
Anche se l'uso delle spezie nelle cucine di tutto il mondo è legato soprattutto a una questione di gusto, è incontestabile che abbiano sempre avuto anche un valore medicinale. Per lunghi secoli, prima dello sviluppo della moderna farmacologia basata sulla chimica, hanno aiutato erboristi e medici ad alleviare i sintomi di numerose malattie. Oggi, grazie alla ricerca, è possibile scoprire quali degli usi tradizionali hanno una base scientifica e, soprattutto, qual è il principio attivo responsabile.
Molte spezie e piante aromatizzanti usate nella cucina moderna hanno proprietà antinfiammatorie, anticancro e antimicrobiche.

2) La curcuma (che contiene la curcumina) e lo zenzero (che contiene il gingerolo) sono stati ampiamente studiati sia in laboratorio sia nell'uomo. Ambedue hanno proprietà antinfiammatorie poiché bloccano la ciclossigenasi 2, un enzima responsabile dell'infiammazione. L'uso costante di curcuma e zenzero è riuscito, in alcuni studi, a ridurre persino i sintomi di pazienti affetti da malattie infiammatorie articolari come l'artrite reumatoide.

http://www.senosalvo.com/curcuma.htm

Certamente non è una cura, ma è comunque un aiuto importante e, dato il ruolo fondamentale giocato dall'infiammazione nelle genesi di alcuni tumori, il loro uso è giustificato anche in un perfetto menu anticancro. Oltre a ciò, ambedue questi composti sembrano facilitare l'apoptosi e la distruzione delle cellule mutate. Tali effetti sono stati dimostrati su colture cellulari in laboratorio.

Anche alcune piante aromatizzanti, tipiche della cucina mediterranea, come la menta, il timo, la maggiorana, l'origano, il basilico, il rosmarino hanno proprietà anticancro poiché contengono i terpeni, molecole capaci di bloccare la funzione di alcuni oncogeni (geni che inducono la trasformazione cancerosa delle cellule).

Un ultimo particolare non indifferente: imparare ad aggiungere aromi alla cucina è il miglior modo di ridurre il consumo di sale senza perdere in sapidità, il che fa bene anche alla salute cardiovascolare
Basterebbe già questo (USARE LE SPEZIE AL POSTO DEL SALE ) per ottenere risultati straordinari nel campo della prevenzione di molte malattie.

3) Torniamo dopo questa premessa ad una delle sue domande : tralasciando le ragioni lunghe da spiegare, io all’atto pratico mi regolo così :
un cucchiaino di curcuma al giorno nell’insalata o nelle verdure cotte (+ una spolverata di pepe nero perché effettivamente la piperina amplifica l’efficacia della curcumina ) + 1 cucchiaio di sesamo tostato per l’apporto quotidiano di calcio tramite proteine vegetali
[ http://www.medicitalia.it/salvocatania/news/128/Pane-o-formaggio-per-da ]

Oltre al vantaggio DIRETTO dell’apporto di curcuma quotidiana, in tal modo si è obbligati ad una “rieducazione del gusto” perché si è “costretti” ad inserire ogni giorno una insalata o una verdura. Questa abitudine dopo qualche mese ( provare per credere) allontana la dipendenza dal consumo di proteine animali ( carne rossa + prodotti caseari) . E già solo questo è un bel risultato
363. Utente 278503 il 24/01/2013 ha scritto:
Non mi è stato affatto difficile apportare alle mie abitudini alimentari le correzioni che via via ho appreso in questa discussione anche grazie agli interventi di altri specialisti che ringrazio. Mi resta un ultimo dubbio per alcune sue affermazioni difficili da accettare almeno per le mie abitudini ormai consolidate. Sono una consumatrice da decenni di tè nero, mentre lei raccomanda il tè verde. C'è una ragione specifica ? Perchè ho anche letto su Internet che i vantaggi di entrambi i tipi di tè sono sovrapponibili.
364. Dr. Salvo Catania il 25/01/2013 ha scritto:
NO, io solitamente non raccomando il tè verde per ragioni pratiche difficilmente traducibili nelle nostre abitudini alimentari (occorrono 3 tazze al giorno ecc ecc), ma se una utente come Lei è già una consumatrice abituale di tè nero, sarebbe un vero peccato non volerlo sostituire con quello verde

http://www.senosalvo.com/te_verde_e_il_cancro.htm

che a differenza di quello nero contiene molte sostanze fitochimiche antitumorali (catechine).

La composizione chimica del tè verde è completamente diversa da quella del tè nero,il quale nella fase di ossidazione perde quasi completamente i polifenoli che sono i composti fitochimici anticancro.
365. Utente 279323 il 29/01/2013 ha scritto:
Le ho anche scritto una mail tempo fa per conoscere i dati sul sondaggio alimentare che sta conducendo. Nulla di importante naturalmente, ma appartenendo ad una famiglia ad alto rischio di tumore alla mammella e ovaio, non riuscivo a darmi pace di essere stata una ingenua a tal punto da non verificare la corretteza dell'informazione sui fitoestrogeni ed essermi fidata soprattutto del mio medico e delle informazioni che avevo trovato su Internet.
366. Utente 288535 il 30/01/2013 ha scritto:
Buonasera Dottore,

cosa ne pensa di questo studio?
http://apin.harvard.edu/news/press-releases/2012-releases/red-meat-card

E quanto dice lo stesso Berrino riguardo allo studio EPIC?
http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/articoli/2005/07_Luglio/

Entrambi gli studi sembrano in contrasto con quanto lei sostiene.
Grazie, saluti.
367. Dr. Salvo Catania il 31/01/2013 ha scritto:
365. # Utente 279323
Questi dati non li conosco neanche io . Lo staff mi aveva comunicato quelli parziali ( siamo ancora su numeri non utilizzabili per giungere a conclusioni) tempo fa. Da questi però si può evincere che le prescrizioni sui fitoestrogeni vengono fatte prevalentemente dagli stessi medici e nella maggioranza dei casi per i disturbi della menopausa e che Internet gioca un ruolo di risonanza molto significativo.
368. Dr. Salvo Catania il 31/01/2013 ha scritto:
396. # Utente 288535

Non c'è assolutamente alcuna, proprio neanche una, contraddizione tra quanto scrive Franco Berrino, che conosco da 40 anni, e quello che scrivo io in questo Blog.
Le rispondo con quanto scritto virgolettando...

Scrive Berrino

>>Chi ne consuma 160 grammi al giorno di carne rossa va incontro a un rischio di tumore al colon superiore del 35% rispetto a chi non ne mangia.>>

160 GRAMMI AL GIORNO !!!!!!!!!!!!!

Scrive Catania
>>Questi studi sono stati realizzati in gran parte negli Stati Uniti. Il principale studio ne raggruppava altri 19, nove dei quali americani, uno giapponese, uno australiano e anche 8 europei . Questi ultimi erano però finlandesi, norvegesi, olandesi e svedesi, che come regime alimentare non hanno assolutamente nulla in comune con italiani, francesi e spagnoli e ciò a maggior ragione quando parliamo di regime alimentare americano.

Quando noi e americani parliamo di carne , non parliamo della stessa cosa. Se prendete 100 g di filetto di manzo contengono 150 calorie se la carne proviene da Italia e Francia e 300 se è americana. La nostra bistecca contiene il 28 % di proteine, la stessa americana solo il 16%. E ovviamente il contrario si verifica per i lipidi, cioè i grassi. La nostra bistecca di manzo contiene il 4 % di lipidi (grassi), mentre quella americana il 24,9 %, sei volte tanto.>>

In altre parole
1) NOI NON MANGIAMO 160 gr al giorno di carne come gli americani, ma solo 50 grammi mediamente e non tutti i giorni
2) La nostra carne ha una composizione del tutto diversa da quella americana
3) Noi mangiamo carne cotta solo saltuariamente alle alte temperature della brace, anzi la mangiamo anche semicruda o addirittura cruda.


369. Utente 288535 il 31/01/2013 ha scritto:
Ho qualche osservazione in merito alla sua risposta.

1) EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) non è uno studio europeo?
Da Wikipedia: 521,457 healthy adults, mostly aged 35–70 years, were enrolled in 23 centres in ten European countries: Denmark (11%), France (14%), Germany (10%), Greece (5%), Italy (9%), The Netherlands (8%), Norway (7%), Spain (8%), Sweden (10%) and the United Kingdom (17%).

2) Se c'è un rischio aumentato per 160 g/die, mi aspetto che l'aumento di rischio non decada a quasi zero per 159 g/die. In altre parole se con 160 g il rischio aumenta del 35%, probabilmente con 50 g il rischio potrebbe aumentare del 5%, il che comunque sarebbe un aumento tale da giustificare quantomeno un allarme sulla carne rossa.

3) Stiamo discutendo sul rischio aumentato di sviluppare un certo tipo di tumore assumendo carne rossa. Lei introduce ulteriori fattori: la qualità della carne ("americana" o "italiana") e la quantità. Sulla quantità ho già scritto sopra, mentre sulla qualità è un po' semplicistico nascondere il problema in quanto siamo in Italia e quindi abbiamo una carne rossa migliore di quella americana. Anche perchè i dati dei macronutrienti che lei cita saranno , immagino, dati medi statistici, ma ci può essere qualche consumatore di carne rossa di bassa qualità anche in Italia (e quindi a rischio secondo il suo ragionamento) e qualche consumatore di carne rossa di ottima qualità anche negli USA (e quindi non a rischio secondo il suo ragionamento).

4) Lo studio riportato a questo link che le citavo:
http://apin.harvard.edu/news/press-releases/2012-releases/red-meat-card
invece sembra molto più categorico, ma non me l'ha commentato.
370. Dr. Salvo Catania il 31/01/2013 ha scritto:
>>è un po' semplicistico nascondere il problema in quanto siamo in Italia e quindi abbiamo una carne rossa migliore di quella americana>>

Io non possiedo allevamenti di animali (^__^) nè ho familiari che possiedano allevamenti di animali da macello nè parenti macellai quindi non avrei alcun interesse a nascondere o sottostimare allarmi di alcun genere.

Le risponderò nei dettagli però Lei dovrebbe nel frattempo avere la pazienza di rileggere questo bel faldone di quasi 400 commenti e trovarmi una sola frase da cui si evincerebbe che secondo il sottoscritto >> LA CARNE FAREBBE BENE>>

Includa anche l'impostazione generale che ho dato su

http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm

Le risponderò nei dettagli anche sullo studio che mi ha allegato ma credevo che la risposta fosse chiara nella mia premessa che prende in considerazione 25 studi ( e non uno solo) in gran parte prospettici. Tra l'altro lo studio che mi allega presenta elementi di "inquinamento" gravi per l'alto contributo dei paesi scandinavi, la cui carne è paragonabile a quella americana e non a quella italiana, francese e spagnola.

Tanti saluti
371. Utente 217140 il 09/02/2013 ha scritto:
Dottor Catania,
vorrei proporre una riflessione che trae spunto anche dalla lettura del Suo blog. Abbiamo appreso che determinati alimenti non possiedono proprietà assolute ma interagiscono con la genetica e lo stile di vita delle persone. Ad esempio il betacarotene sembra addirittura accelerare la comparsa di un cancro ai polmoni nei fumatori cosi' come il succo d'arancia è sospettato di favorire il melanoma in soggetti predisposti. Persino il latte, ritenuto benefico per donne e bambini, è visto come alimento favorente il cancro alla prostata negli uomini oltre i 50 anni.
E' dunque fantascienza secondo Lei ipotizzare che in un prossimo futuro, quando molte delle interazioni che oggi ci sono oscure saranno note, si possa approdare ad un concetto di dieta anti cancro PERSONALIZZATA che tenga dunque conto delle predisposizioni, del sesso, dello stile di vita ed in sostanza della singola persona ?
Grazie e saluti
372. Dr. Salvo Catania il 10/02/2013 ha scritto:
Se un giorno dovessi scrivere un abstract-summary su tutti i commenti di questo blog ( ci sono contenuti sufficienti per un volume), sono certo, almeno sino a questo momento, che farei un copia incolla della sua riflessione , poiché non io posseggo il dono , che Le riconosco, di tanta capacità di sintesi.

Pertanto la risposta su questa premessa è scontata : NO, NON E’ affatto FANTASCIENZA !

P.S.
>>Ad esempio il betacarotene sembra addirittura accelerare la comparsa di un cancro ai polmoni nei fumatori cosi' come il succo d'arancia è sospettato di favorire il melanoma in soggetti predisposti>>
Mi piace molto che Lei introduca il termine “ dieta personalizzata”, tant’è che io prescrivo per PERIODI BREVI gli integratori a base di betacarotene nelle pazienti affette da mastite periduttale ( in attesa della completa ASTENSIONE DAL FUMO ), e non mi sognerei mai di presentare il succo d’arancia tra gli alimenti che incrementano il rischio di melanoma in tutti i soggetti, cioè la maggioranza della popolazione, che non presentano rischi elevati per questo tumore.

Grazie del suo contributo
373. Utente 278256 il 12/02/2013 ha scritto:
Aveva promesso di approfondire il tema dei metodi di cottura degli alimenti cancerogeni. Ci sono sulla rete molte informazioni tutt'altro che rassicuranti sulle radiazioni emesse dai forni a microonde.Almeno su questo sinteticamente potrebbe fare chiarezza ?
374. Dr. Salvo Catania il 13/02/2013 ha scritto:
Lo farò appena avrò un pò di tempo perchè si tratta di un tema complesso e difficile da tradurre in linguaggio divulgativo.
Alla sua domanda ho appena risposto su

http://www.medicitalia.it/salvocatania/news/44/Come-si-calcola-il-risch

e troverà maggiori dettagli su diverse richieste di consulto, tra cui l'ultimo recente

http://www.medicitalia.it/consulti/Oncologia-medica/335017/Stare-davant
375. Utente 259360 il 13/02/2013 ha scritto:
Utente 278256, se mi posso permettere, sulla rete ci sono anche moltissime informazioni rassicuranti sul forno a microonde; è un oggetto considerato sicuro. Inoltre appena il tempo finisce o appena si apre lo sportello le onde si interrompono in frazioni di secondo. L'unico rischio può essere un forno che non si chiuda bene, vecchio, rovinato. Si consiglia anche di pulirlo all'interno ogni tanto.
376. Dr. Salvo Catania il 14/02/2013 ha scritto:
Grazie del suo ulteriore contributo >> … appena si apre lo sportello le onde si interrompono …. L'unico rischio può essere un forno che non si chiuda bene, vecchio, rovinato. Si consiglia anche di pulirlo all'interno ogni tanto….>> che faccio mio in questo blog, ma è persino eccessiva la precauzione che raccomanda perché in ogni caso

a) La misurazione delle radiazioni non ionizzanti, effettuata da studiosi statunitensi, ha mostrato livelli che non superano quelli dei cellulari che teniamo accesi tutto il giorno
b) Le radiazioni non ionizzanti, al vaglio di ricercatori inglesi, "non sono in grado di modificare la chimica delle cellule".

Ma ben vengano le sue raccomandazioni facilmente applicabili e perché eccedere in prudenza non costa nulla.
377. Utente 277153 il 26/02/2013 ha scritto:
Mi scusi, ma perchè tra tutti gli alimenti antcancro ha omesso il carciofo che ho letto pare possa avere una azione anticancro per il fegato ?
378. Dr. Salvo Catania il 27/02/2013 ha scritto:
Lo scopo di questo blog non era quello di fare un elenco degli alimenti anticancro che ho stilato altrove

http://www.senosalvo.com/cibi_anticancro_rischi_alimentari.htm

ma di chiarire [“vero o falso”] alcune leggende metropolitane che circolano sulla rete, a volte messe in giro dagli stessi medici e che spesso non hanno alcuna base scientifica.

Il carciofo va benissimo come cibo anticancro e se ricontrolla il mio elenco
http://www.senosalvo.com/cibi_anticancro_rischi_alimentari.htm
rientra nella categoria MOLTO BUONA.

Il carciofo sembra avere un effetto protettivo nei confronti del cancro al fegato grazie alla presenza di polifenoli, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nutrition and Cancer, condotto tra l’altro da un gruppo di ricercatori Italiani.

http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/01635580801891583
379. Dr. Salvo Catania il 28/02/2013 ha scritto:
Fuori dall'elenco degli alimenti anticancro che ho appena allegato, ma con azioni molto simili a quelle descritte per la curcuma anche nei confronti della chemioterapia, merita una citazione il miele di Manuka

http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0055

secondo questo recentissimo studio che merita ovviamente ulteriori approfondimenti.

Il miele di Manuka sarebbe capace di bloccare l'avanzare delle cellule cancerose, impendendo il loro proliferare. Gli scienziati hanno messo sotto esame il miele per le sue note proprietà curative, cicatrizzanti e antibatteriche. Così, durante 5 anni di test, i ricercatori hanno impiegato l'alimento su tumori umani ed animali, valutandone i risultati. Primo dato ad emergere, la validità a dosi ridotte: il miele di Manuka attaccava la massa tumorale già a basse dosi (0,6% di concentrazione) rallentandone la crescita. Forse più importante, la capacità del miele di provocare apoptosi (la morte delle cellule) della massa tumorale, senza intaccare le cellule sane. La prima interessante applicazione è che il miele di Manuka possa agire in tandem con la chemioterapia convenzionale, potenziando i danni al tumore e riducendo gli effetti collaterali per la persona. Esattamente come la curcumina
della curcuma

http://www.senosalvo.com/curcuma.htm
380. Utente 258701 il 01/03/2013 ha scritto:
Buone notizie per la regola n. 2) La frutta e verdura va mangiata cinque volte al giorno?
La frutta e verdura hanno senz'altro un valore protettivo, ma nello stesso tempo si deve considerare che con questa raccomandazione si finisce per ingerire importanti quantità di pesticidi.
Una normativa europea che dovrà essere rispettata dalle aziende agricole italiane a partire dal 1 gennaio 2014 obbligherà anche gli agricoltori refrattari ad adottare la protezione integrata per le colture costringendoli all’uso di pesticidi che presentino minor rischio per la salute umana e a motivarne l’uso ripetuto.
381. Dr. Salvo Catania il 02/03/2013 ha scritto:
Grazie per l’informazione che conoscevo già ma ero molto scettico sulla possibilità di applicazione pratica ( efficacia dei controlli ?). Ora sono molto più ottimista perché è stato spostato il focus del rischio dal consumatore al produttore stesso e/o addetto alle colture. Forse si è più consapevoli che i pesticidi non sono solo pericolosi per i consumatori ma anche per chi è addetto alla somministrazione degli stessi. Già da tempo circolano raccomandazioni per difendersi adeguatamente dai rischi che derivano dalla manipolazione dei pesticidi.

http://www.federconsveneto.it/files/LIBRETTO%20PESTICIDI%202012.pdf
382. Utente 258701 il 02/03/2013 ha scritto:
controlli? I programmi riportano 60-70 controlli/anno/asl e le sanzioni pecuniarie sono sostanzione da qualche migliaia di euro fino a decine di migliaia di euro ma ciò che sarà determinante è il cambiamento culturale imposto nella produzione delle colture, costituite da esseri viventi che si relazionano con l'ambiente. Spero che i dati tra qualche anno siano diversi da quelli riportati.
383. Dr. Salvo Catania il 03/03/2013 ha scritto:
Che bella notizia ! (^__^). Ma mi creda per mia esperienza non saranno certo le sanzioni “minacciate” a risolvere il problema, e il principale deterrente resta quello che Lei stesso sottolinea “sarà determinante è il cambiamento culturale imposto nella produzione delle colture, costituite da esseri viventi che si relazionano con l'ambiente” e aggiungo io, la paura di fare da prime vittime, tra gli agricoltori, dell’uso indiscriminato di sostanza pericolose.
Le sanzioni pecuniarie rappresentano un bel deterrente, ma come osservato in altre vicende, non bastano. Ricorda quanto ci sono costate le multe dall’Unione Europea per le quote latte ? 4 miliardi e mezzo di Euro pagate da noi cittadini (quanto incassato dallo Stato dall’Imu)

http://www.corriere.it/economia/13_febbraio_01/truffatori-quote-latte_a

La devo ringraziare comunque in modo particolare per il suo contributo perché in questo blog raccomandando di “mangiare frutta e verdura “ ero costretto comunque nello stesso tempo ad arrampicarmi sugli specchi con le raccomandazioni di “lavare per eliminare i pesticidi “, consapevole che non esista alcun sistema efficace (tranne ultravioletti ecc. ) per eliminarli del tutto.
Lavare comunque resta necessario.

Con NON il massimo della convinzione avevo scritto

http://www.senosalvo.com/come_lavare_la_frutta.htm

http://www.senosalvo.com/verdure_veleni.htm

http://www.senosalvo.com/contaminazione_microbiologica.htm

……………….arrampicandomi, lo ripeto, sugli specchi.

Ora, grazie anche al suo contributo abbiamo una speranza in più.

Ma Lei come fa ad essere così informato ? Ha approfondito per pura passione oppure le sue conoscenze hanno una base professionale in questo settore ? Glielo chiedo solo per pura curiosità.
384. Utente 258701 il 04/03/2013 ha scritto:
E' così,oltre all'interesse personale ho anche un qualche interesse professionale per l'argomento. Buona serata!
385. Dr. Salvo Catania il 05/03/2013 ha scritto:
Che biricchino Lei...(^___^). "un qualche interesse professionale per l'argomento" vuol dire che Lei sia un addetto ai lavori e questo delegittima il mio iniziale scetticismo sull'efficacia dei controlli e nello stesso tempo suggerisce a noi consumatori un cauto ottimismo. Meglio così ! Grazie e tanti saluti.
386. Dr. Giovanni Cappelletti il 06/03/2013 ha scritto:
Sono un collega che si occupa di alimentazione. Vorrei chiederle se nella Prevenzione dei tumori consigliare una dieta prevalentemente proteica sia più o meno consigliabile.
387. Dr. Salvo Catania il 07/03/2013 ha scritto:
Caro collega mi trovo del tutto spiazzato con la tua domanda perchè è difficile rispondere in poche battute.

In realtà in questo blog ne abbiamo diffusamente discusso anche con l'apporto di diversi colleghi che si occupano di alimentazione. Non posso chiederti ovviamente di rileggerti tutti i commenti del blog.
La tua domanda richiede una risposta articolata e con molti passaggi. Provo qui a riassumere quanto abbiamo sin qui discusso.

Intanto NO agli integralismi alimentari di qualsiasi genere.

Una dieta PREVALENTE di alcune sostanze nutritive ha scopi specifici
( es. carenze) o per curare stati patologici (es. obesità, diabete, allergie). Quando noi parliamo di PREVENZIONE PRIMARIA, e questo vale non solo per i tumori, parliamo di dieta non prevalente , ma EQUILIBRATA, cercando allo stesso tempo di identificare tutti gli alimenti che sono documentati scientificamente provvisti di sostanze ANTICANCRO.


Ad esempio alle mie pazienti che fanno la chemioterapia e sono in attesa di intervento e sono affette da anemia consiglio senz'altro una dieta "prevalente" di carne (la dieta dei maratoneti). Ma si tratta di una prescrizione temporanea non certo raccomandabile nello stile di vita alimentare di una vita intera di chi vuol fare Prevenzione dei tumori.
388. Dr. Salvo Catania il 09/03/2013 ha scritto:
x Utente 258701 che ha qualche interesse professionale (^__^) sull'argomento ed è molto ottimista sui controlli. Lo chiedo a Lei perchè io non ho risposte. Dopo il suo ultimo intervento su questo blog sono accadute tante cose cose : cane equina nelle lasagne , Ikea che chiede pubbliche scuse ed anche altro

http://www.corriere.it/esteri/13_marzo_08/cibo-contaminato-topi_d7c76eb

ma forse queste ultime notizie sono state amplificate perchè il tema è rovente in questi giorni.

Lei che idea si è fatta ? Conferma il suo "cauto" ottimismo e dobbiamo ritenere che la situazione sia in netto miglioramento ma essendo accresciuta la sensibilità dei consumatori se ne parla di più rispetto a prima amplificando la percezione che invece le truffe alimentari siano in significativo incremento ?
389. Utente 258701 il 09/03/2013 ha scritto:
Sul sito del Ministero della Salute è pubblicato l’elenco delle ditte commerciali e dei produttori che hanno riportato condanne con sentenza passata in giudicato per reati di frode e di sofisticazione alimentare. L’elenco è “aggiornato” al 2010. Come accade per le notizie che riguardano patologie e cure, anche per quelle relative alla sicurezza alimentare raramente sono divulgate alla “Piero Angela” . E’ per questo che poi solitamente consulto quanto riportato dai siti istituzionali. Penso sia verosimile ipotizzare che la crisi finanziaria incida anche sulle risorse che un’aziende alimentare indirizza al mantenimento dei sistemi gestionali della qualità dei prodotti, limitando l'obiettivo al rispetto dei requisiti minimi di legge. I disonesti non temono la crisi. Fortunatamente per noi consumatori sempre più spesso sono scoperti. Cordiali saluti.
390. Dr. Salvo Catania il 10/03/2013 ha scritto:
Grazie di cuore per l’informazione e la ventata di ottimismo in una epoca in cui quasi tutti al mattino ci alziamo per lamentarci di tutto : l’aria che respiriamo, ciò che mangiamo, le istituzioni, i politici, la famiglia, i condomini, l’allenatore della nostra squadra del cuore…….
E la crisi non ci aiuta certo ad invertire questa tendenza. Ma Lei, [ non può pensare a sviolinate da parte mia senza senso (è anonimo !)], mi ha richiamato alla mente quanto Albert Einstein diceva:
>>Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi ecc. ecc..>>
391. Utente 259360 il 16/03/2013 ha scritto:
Lei ha parlato di masticazione lenta per assimilare bene i componenti di certi alimenti, quelli anticancro; vorrei dire, io ho l'abitudine di mangiare velocemente, è un vizio che ho e non nascondo che mi piace mangiare in questo modo. Sicuramente per quanto riguarda la digestione non fa bene, ma siccome mi seccherebbe rinunciare a masticare a modo mio, mi consiglierebbe stando in linea con il tema di questa pagina, di masticare lentamente (come detto per assimilare bene i componenti) verdura e frutta, gli alimenti più sani, e di masticare come voglio io il resto e quelli meno salutari? Grazie.
392. Dr. Salvo Catania il 16/03/2013 ha scritto:
Masticazione lenta nella prevenzione anticancro ? Certamente sì per una serie di ragioni che si possono così riassumere.

1) Anche le nostre nonne dicevano giustamente “la prima digestione avviene in bocca” ed intendevano che far sostare il cibo in bocca aiuterebbe la digestione. Ma non solo perché, ma questa è una acquisizione più recente di alcuni ricercatori di Birmingham in Gran Bretagna, facendo sostare più a lungo il cibo ( 30 secondi per boccone nell’esperimento dei ricercatori inglesi) costituirebbe un trucco per ingannare il cervello ed anticipare il senso di sazietà. Il meccanismo è mediato da alcuni ormoni gastrointestinali e non mi pare il caso di tediare con ulteriori approfondimenti. Ciò consentirebbe di prevenire il sovrappeso che rappresenta uno dei fattori principali di rischio tumorale.

2) C’è una seconda importante ragione che vale in particolare per alcuni alimenti anticancro come la famiglia dei cavoli, ciò in ragione del fatto che contengono oltre a molti POLIFENOLI , presenti anche in altri alimenti, una elevata concentrazione di sostanze chiamate GLUCOSINOLATI, che liberano due classi di sostanze a forte attività antitumorale, gli ISOTIOCIANATI e gli INDOLI.Queste sostanze per essere efficaci , essendo presenti in scomparti differenti degli alimenti, hanno bisogno di MESCOLARSI tra di loro e pertanto si raccomanda una MASTICAZIONE relativamente LENTA. Quindi non è cibo indicato per un pasto “veloce”

http://www.senosalvo.com/cellule_tumorali_detestano_cavolfiore.htm
393. Utente 277509 il 21/03/2013 ha scritto:
Aveva promesso già dall'anno scorso di approfondire il tema dei salumi (ne sono ghiotta), ma non c'è tornato più su. Mi bastano poche indicazioni. Grazie.
394. Utente 258701 il 22/03/2013 ha scritto:
Isotiocianati e indoli devono mescolarsi tra di loro, quindi sono importanti i giusti abbinamenti dei cibi nel "pensare" alla composizione dei pasti? Ci sono anche cattivi abbinamenti assolutamente da evitare? Qualche indicazione?
395. Dr. Salvo Catania il 22/03/2013 ha scritto:
# Utente 277509
Ha ragione me n'ero dimenticato. Il consiglio è la moderazione e maggiori dettagli li potrà trovare su

http://www.senosalvo.com/i_salumi_vanno_evitati.htm

#Utente 258701

Potrebbe spiegarsi meglio ? Grazie
396. Dr. Salvo Catania il 22/03/2013 ha scritto:
Considero false le conclusioni del blog del collega psichiatra o per lo meno improvvide anche se la fonte è vera.

http://www.medicitalia.it/diego.corazza/news/3125/Anche-minime-quantita

Appena avrò tempo ne spiegherò qui tutte le ragioni. Fa specie che uno psichiatra si avventuri in spericolate interpretazioni in una area non sua quando persino Berrino mi ha spiegato che occorre fare molte valutazioni prima di esprimere considerazioni conclusive.

Lo stesso sottoscritto ha rimandato da tempo a farle, tant'è che nel mio sito da oltre un anno resta "in allestimento" il tema vino

http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm

Riporterò qui anche il pensiero di Franco Berrino.

P.S.
Sono veramente dispiaciuto di dover usare un linguaggio così forte.
Ma quando si tratta di far chiarezza sulla pelle degli ammalati le scorciatoie lessicali servono solo a far aumentare il livello di confusione.
L'alcol non è un cancerogeno, lo diventa a dosi crescenti. L'alcol non è neanche compreso nelle prime 4 categorie nella classificazione degli elementi secondo il CIRC. Non può essere paragonato al fumo, arsenio, amianto, ecc per i quali dobbiamo parlare di soglia 0 (=assenza di rischio).
Con l'alcol si deve fare un discorso più complesso e deve essere valutato nella incidenza del cancro quando si parla di "stile di vita". Perchè non ci sono dubbi che piccole quantità di vino presentano effetti benefici. Considerarlo come cancerogeno al pari del fumo è FALSO E FUORVIANTE.
397. Utente 258701 il 23/03/2013 ha scritto:
Scusi, intendevo chiederLe se durante il pasto sostanze antitumurali possono interagire in maniera negativa con altre sostanze perdendo tali caratteristiche e quindi realizzando una cattiva combinazione di alimenti, da evitare pensando ad una dieta anticancro.

Per quanto riguarda la questione alcol, continuerò come sempre ad evitarne l'ABUSO e a concedermi il piacere di degustare vini in abbinamento ai cibi (birra e superalcolici non mi piacciono e mi disseto egregiamente con l'acqua di rubinetto).
Le motivo che l'interesse suscitato dal titolo del blog è legato oltre alla mia patogia, anche a casi di alcolismo e di abuso di alcool tra le mie conoscenze. Poi ...la mia mente, ha creato un'associazione tra la storia delle "virtù" associate al vino e di quelle associate alla vitamina E, con la successiva scoperta dell'errore fatto. Cordiali saluti.
398. Dr. Salvo Catania il 23/03/2013 ha scritto:
Il rischio di piccole dosi di alcol (parliamo sempre di vino. Altro discorso va fatto per i superalcolici) sta nel fatto che potenzialmente ci si espone al rischio dell'abuso in momenti di maggiore fragilità.
Ma è dimostrato con evidenze indiscutibili che moltissime persone che mantengono uno stile di vita improntato alla moderazione e all'equilibrio alimentare (VINO COMPRESO) associato ad una discreta attività fisica vivono più a lungo perchè hanno una minore incidenza di tumori (anche del 20%), di malattie cardiovascolari (anche del 40 %), e non conosceranno per tutta la vita disturbi e patologie legate al diabete, osteoporosi e Menopausa.

Se in rete circolano informazioni sulla pericolosità del bicchiere di vino al giorno è solo frutto della fantasia oscurantista di colleghi che vogliono mostrare una competenza su temi che ignorano.
399. Dr. Salvo Catania il 23/03/2013 ha scritto:
Scusi ma forse ho risposto solo alla sua seconda domanda. Rispondo alla prima.
NO non ci sono problemi di interazione che si possano annullare gli effetti antitumorali tra i vari alimenti che ci ritroviamo in bocca.

Il mio ragionamento, vedi alcuni post precedenti, si riferiva alla domanda che mi era stata posta : "perchè Lei raccomanda la masticazione lenta ?"

Ed io avevo risposto 1) perchè si dimagrisce di più masticando lentamente e 2) perchè consente alle varie sostanze antitumorali di mescolarsi per una azione sinergica ( esempio i cavoli).

Le riporto quello che avevo scritto :
>>Masticazione lenta nella prevenzione anticancro ? Certamente sì per una serie di ragioni che si possono così riassumere.

1) Anche le nostre nonne dicevano giustamente “la prima digestione avviene in bocca” ed intendevano che far sostare il cibo in bocca aiuterebbe la digestione. Ma non solo perché, ma questa è una acquisizione più recente di alcuni ricercatori di Birmingham in Gran Bretagna, facendo sostare più a lungo il cibo ( 30 secondi per boccone nell’esperimento dei ricercatori inglesi) costituirebbe un trucco per ingannare il cervello ed anticipare il senso di sazietà. Il meccanismo è mediato da alcuni ormoni gastrointestinali e non mi pare il caso di tediare con ulteriori approfondimenti. Ciò consentirebbe di prevenire il sovrappeso che rappresenta uno dei fattori principali di rischio tumorale.

2) C’è una seconda importante ragione che vale in particolare per alcuni alimenti anticancro come la famiglia dei cavoli, ciò in ragione del fatto che contengono oltre a molti POLIFENOLI , presenti anche in altri alimenti, una elevata concentrazione di sostanze chiamate GLUCOSINOLATI, che liberano due classi di sostanze a forte attività antitumorale, gli ISOTIOCIANATI e gli INDOLI.Queste sostanze per essere efficaci , essendo presenti in scomparti differenti degli alimenti, hanno bisogno di MESCOLARSI tra di loro e pertanto si raccomanda una MASTICAZIONE relativamente LENTA. Quindi non è cibo indicato per un pasto “veloce”

http://www.senosalvo.com/cellule_tumorali_detestano_cavolfiore.htm
400. Utente 217140 il 23/03/2013 ha scritto:
Dottor Catania,
mi piacerebbe sapere come si concilia secondo Lei l'affermaziome di Khayat : " La curcuma è uno degli alimenti anti-cancro piu' potenti, mettetela dappertutto " con il seguente testo tratto da Wikipedia :

CURCUMINA : "Potenziali rischi ed effetti collaterali"

Diversi studiosi sottolineano che, come moltre altre sostanze antiossidanti, la curcumina può essere una spada a doppio taglio laddove si è visto, in studi in provetta, che accanto agli effetti anticancro e antiossidanti ci sono effetti pro-ossidanti.[24] Effetti cancerogeni sono stati dedotti dal fatto che la curcumina interferisce con la proteina P53 che ricopre la funzione di soppressore tumorale.
Altri studi suggeriscono che la curcumina può avere effetti cancerogeni in presenza di determinate condizioni.[27][28]
Ulteriori studi appaiono necessari per stabilire il rapporto rischi/benefici della curcumina.[32]

24 - Kawanishi, S; Oikawa, S; Murata, M; (2005). Evaluation for safety of antioxidant chemopreventive agents. Antioxidants & Redox Signaling 7 (11-12): 1728–39

27- Dance-Barnes ST, Kock ND, Moore JE, Lin EY, Mosley LJ, D'Agostino RB Jr, McCoy TP, Townsend AJ, Miller MS (2009). Lung tumor promotion by curcumin. Carcinogenesis 30 (6): 1016–23

28 - López-Lázaro M (2008). Anticancer and carcinogenic properties of curcumin: considerations for its clinical development as a cancer chemopreventive and chemotherapeutic agent.. Mol Nutr Food Res. 52 (Suppl 1): S103–S27

32 - Burgos-Moron E, Calderón-Montaño JM, Salvador J, Robles A, López-Lázaro M. (2009). The dark side of curcumin.. Int J Cancer. 126 (7): 1771–5

401. Dr. Salvo Catania il 23/03/2013 ha scritto:
Non è facile risponderle perchè purtroppo non è stato svolto alcuno studio epidemiologico sul legame potenziale tra consumo di curcuma e sviluppo del cancro. Pertanto ogni conclusione è "fragile" sia tra i pro che i contro. Grazie comunque per la bella selezione bibliografica.

Se ha la pazienza di rileggersi tutto questo bel faldone troverà senz'altro tutti i dettagli e le risposte alle sue obiezioni.

Poichè non glielo consiglio (400 commenti )provo a tornare su alcuni punti chiave. Lei scrive

>>Diversi studiosi sottolineano che, come moltre altre sostanze antiossidanti, la curcumina può essere una spada a doppio taglio laddove si è visto, in studi in provetta, che accanto agli effetti anticancro e antiossidanti ci sono effetti pro-ossidanti>>

D'accordissimo, ma questo vale per molti antiossidanti e quali sarebbero gli effetti prevalenti ? A mio parere Lei stesso ha dato la risposta >>Ulteriori studi appaiono necessari per stabilire il rapporto rischi/benefici della curcumina.[32]>>

E allora che facciamo ? Aspettiamo questi studi ?

Oltre a David Khayat dovrebbe leggere il libro [ Les aliments contre le cancer] di un altro prestigiosissimo oncologo entusiasta della curcuma, Richard Beliveau, che dedica alla curcuma un lungo capitolo.

Non potendo aspettare questi studi epidemiologici io sono stato costretto a trarne conclusioni "empiriche", almeno per me, ma basate su evidenze molto importanti. E non potevo non trasferirle queste informazioni ai miei pazienti. Non lo avrei fatto se avessi avuto un solo fondato dubbio.

Io ci metto, convintissimo, un cucchiaino di curcuma nell'insalata ogni giorno. Applico il criterio della moderazione in ragione alle sue stesse (ma ce ne sono anche altre) corrette informazioni.

a) azione indiscussa antiangiogenica dell'aspirino-simile

http://www.senosalvo.com/curcuma.htm

b) verissimo che siano state rilevati in provetta effetti proossidanti, ma se rilegge il libro di Beliveau troverà tutte le prove sugli animali di laboratorio sia nella prevenzione che nel trattamento di vari tumori indotti da vari agenti cancerogeni.
E i risultati sono tutti sbilanciati in favore dei benefici [il rapporto rischi/benefici della curcumina].
Questi risultati sono stati confermati dagli studi sul Curry ma sono meno appariscenti, probabilmente perchè il Curry contiene quantità inferiori di curcumina.

c) Viene utilizzata per potenziare gli effetti della chemioterapia
(cisplatino in particolare)
Se ci fossero dubbi sulla sua cancerogenicità per il paziente sarebbe una beffa doppia (cancerogeno + chemioterapico ?)

http://www.senosalvo.com/attualita_intro2011.htm#19

d) evidenza (non studio epidemiologico ) : viene consumata quotidianamente in modo particolare in alcune aree dell'India dove l'incidenza dei tumori risulta particolarmente bassa in confronto ad altre aree prese a confronto degli Stati Uniti e dell'Europa.

Tra l'altro in queste stesse aree le donne si colorano i vestiti (giallo della curcuma) . Indossandoli così colorati sin da bambini e per tutta la vita anche la dose "transdermica" si sarebbe sommata a quella alimentare. Queste sono evidenze non comparabili ad uno studio vero è proprio ma del valore osservazionale ne teniamo un relativo conto.

Tanti saluti e grazie per l'interessante contributo.
402. Dr. Salvo Catania il 23/03/2013 ha scritto:

Oggi con più calma sono andato a ripescare gli studi che mi ha segnalato.

a) La prima osservazione è che rileggendo il quadro tracciato da Wikipedia siamo di fronte ad un vero “bugiardino”, quel fogliettino che troviamo nelle confezioni dei farmaci e che servono a riflettere su effetti indesiderati o rischi potenziali probabilisticamente molto bassi. Se rilegge tutta la pagina sono esaltati gli effetti protettivi al punto da far dire, come ha rilevato Lei a Khayat “mettetela ovunque”. Io in realtà raccomando un cucchiaino al giorno in ragione proprio delle osservazioni fatte da Lei secondo il principio di Paracelso che è sempre attuale “TUTTE LE SOSTANZE SONO VELENI ; QUEL CHE DIFFERENZIA UN VELENO DA UN RIMEDIO E’ LA GIUSTA DOSE”. In attesa degli studi clinici sull’uomo.

b) Un certo grado di prudenza (=dose) deriva dal fatto che in medicina abbiamo troppe volte preso delle fregature ricorrendo a dosi elevate di integratori ed antiossidanti. Forse sarebbe meglio tornare ad Ippocrate “CHE IL CIBO SIA LA TUA UNICA MEDICINA. Ed è per questo che l’ideale sarebbe quello di arrangiarsi con quanto c’è in natura. Considero la curcumina una sostanza già presente in natura e da integrare alla alimentazione normale .

Quando parlo di “fregature” mi riferisco a tutti gli studi con grandi speranze condotti somministrando a scopo preventivo Vit C, Vit E, beta-carotene, selenio e zinco. Alcuni di questi sono stati interrotti perchè hanno dimostrato un significativo aumento dei tumori soprattutto nei fumatori (es. Betacarotene).

http://www.senosalvo.com/integratori_alimentari.htm

Per questa ragione non sono d’accordo, in attesa della conclusione degli studi clinici sull’uomo, con Khayat e almeno per la dose sarei più prudente ad esempio nei fumatori o ex fumatori, tant’è che già questa categoria di soggetti è stata esclusa pregiudizialmente negli studi di chemioprevenzione sulla curcumina.

http://carcin.oxfordjournals.org/content/30/6/1016

Se gli altri soggetti vengono inclusi è perché pregiudizialmente si ritiene che gli effetti attesi siano protettivi.
403. Utente 217140 il 23/03/2013 ha scritto:
>>> Tanti saluti e grazie per l'interessante contributo. >>>

Grazie a Lei per il tempo che ci ha dedicato e l'esauriente risposta. Saluti.
404. Utente 258701 il 23/03/2013 ha scritto:
Bella notizia perchè ho iniziato a comporre un mio ricettario anticancro, raccordato anche ai gusti ed esigenze degli altri componenti della famiglia.
Saluti.
405. Dr. Salvo Catania il 24/03/2013 ha scritto:
Bella notizia anche la sua. Lo pubblichi qui il suo ricettario e lo commenteremo. Tenga conto avvalendosi di Internet delle ricette dello STUDIO DIANA 5 (ho cominciato ad occuparmene di questo tema partecipando allo studio Diana 1) che in giro per l'Italia dà dimostrazioni che sia possibile organizzare una cena gustosissima avvalendosi esclusivamente di alimenti con proprietà anticancro.
Lo studio 5 cercherà di dimostrare come si possano prevenire le recidive dei tumori della mammella solo con l'alimentazione.
406. Dr. Salvo Catania il 24/03/2013 ha scritto:
Questo è un articolo di oggi che ci fa tornare alla fuorviante demonizzazione del "bicchiere di vino al giorno"

http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2013/03/23/news/italiani_

Articolo non in medichese e comprensibile a tutti che spiega come dopo la pubblicazione su Lancet (rivista a devastante I.F.) dell'imponente studio "Global burden of disease", condotto in 187 paesi da 486 ricercatori (un esercito planetario), la BBC aveva condotto una inchiesta titolata su questo interrogativo

" Ma per quale ragione gli italiani che mangiano e fumano più degli inglesi, vivono mediamente un anno e mezzo in più degli inglesi ?"

>>La formula della nostra superiorità in questa classifica che mette di buon umore è facile, ed è legata alla tanto elogiata dieta mediterranea. Ma anche a un modo di bere ancora legato al bicchiere di vino a pasto più che al "binge drinking>>

per sottolineare quanto conti lo stile di vita ( e l'abitudine di un bicchiere di vino rientra ancora nella categoria dello stile sano) piuttosto che la somma algebrica dei singoli fattori di rischio o peggio i voli di fantasia su presunti effetti cancerogeni di sostanze classificate come tali solo oltre una certa soglia.

Vogliamo rileggerci il full text di Lancet ?
407. Utente 258701 il 05/04/2013 ha scritto:
Buonasera Dr. Catania, riporto questa notizia recente che ritengo interessate, chiedendo un suo commento, se ne conviene:
Siamo ciò che mangiamo.
Lo studio è stato pubblicato sulle pagine della rivista scientifica Cell.I genetisti della University of Massachussets medical school, a Worchester, hanno scoperto che anche piccole dosi di cibo con elevate dosi di grassi saturi possono indurre cambiamenti significativi nell'espressione dei geni e avere conseguenze sulla fisiologia e la salute. I ricercatori hanno sottoposto i vermi C.Elegans, organismi modello molto usati per gli studi genetici, a diete differenti dal solito e osservato che la nuova alimentazione era in grado di modificare l'espressione di almeno 87 geni chiave nello sviluppo e nella crescita dell'organismo. “Si tratta di un grande network di geni metabolici e regolatori influenzati da precisi fattori di trascrizione - spiega A.J. Marian Walhout, docente di biologia molecolare alla università americana, a capo dello studio -, abbiamo scoperto che quando C.elegans si alimentava con differenti tipi di batteri rispetto ai soliti subiva un cambiamento significativo di programmazione dell'espressione di questi geni”. Cordiali saluti.,
P.S. continuo le prove per il ricettario anticancro familiare con dei piccoli sotterfugi perchè i miei sono refrattari alle novità anche per i nomi, la curcuma l'ho passata per un tipo particolare di "cannella".
408. Dr. Salvo Catania il 05/04/2013 ha scritto:
La ringrazio per il prezioso aggiornamento. Lei lo può fare mentre io non posso fare commenti perchè si tratta di uno studio sperimentale (sui vermi) che non autorizza a conclusioni nè tantomeno può essere tradotto in raccomandazioni. Di questi studi ne vengono pubblicati a centinaia ogni anno e costituiscono la base per ulteriori studi sull'uomo. Comunque grazie.
409. Utente 258701 il 06/04/2013 ha scritto:
Modelli biologici e studi come quello citato non indirizzano verso la nutrigenetica e gli alimenti funzionali? Sono concetti in antitesi con la stategia metronomica?
410. Dr. Salvo Catania il 06/04/2013 ha scritto:
Non approfondirei il tema della nutrigenetica e mi fermerei a quello della nutriterapia che contempla comunque i fattori genetici nella trasmissione o meglio nella predisposizione di alcuni tumori. E per intenderci meglio, farò anche qualche esempio semplice perché tutti gli utenti che leggono possano comprendere facilmente.

Non so verso cosa possano indirizzare i modelli che cita, ma intanto non possiamo certo aspettare validazioni sull'uomo che per gli studi più interessanti, promettenti e sponsorizzati si concludono non prima di un decennio.
Intanto dobbiamo sfornare raccomandazioni sulla base delle conoscenze consolidate che abbiamo a disposizione.

La terapia metronomica non è una mia invenzione, ma è il frutto di migliaia di evidenze epidemiologiche testate poi persino in laboratorio. Ad esempio il gruppo di Richard Beliveau, direttore di un laboratorio di ricerca molecolare, studia nel loro laboratorio progetti (per questo definiti nutrinomici) con lo scopo di identificare non solo le tipologie di vegetali che possiedono la più intensa attività antitumorale nota, ma anche le varietà che ne potrebbero contenere quantità superiori di quelle note. Con procedimenti semplici.
Dopo sterilizzazione, questi estratti vegetali vengono confrontati in laboratorio per determinare l’attività di INIBIZIONE DELLA CRESCITA di vari tipi di tumore.
In laboratorio ad esempio si è visto che la somma degli estratti di aglio, barbabietola, verza, provoca un arresto pressochè completo di un tumore cerebrale molto aggressivo, il neuroblastoma.
L’aglio in particolare sembra risultare veramente molto tossico per queste cellule, perché anche se diluito mille volte, il suo estratto riesce ugualmente a ritardare la crescita in misura significativa. Nessuno si sognerebbe di curare il neuroblastoma con aglio, barbabietola e verza. MA AFFIANCARE QUESTE CONOSCENZE ALLE TERAPIE tradizionali non costa nulla. E non c'è nulla di alternativo
in questi assunti, tutt'altro.

Certamente i concetti fondamentali della nutriterapia si interfacciano con quelli della nutrigenetica. Nel senso che gli inibitori naturali contenuti negli alimenti permettono di compensare le carenze ereditarie o le cattive abitudini di vita.

Nutriterapia metronomica
http://www.senosalvo.com/terapia_metronomica.htm
e nutrigenetica non sono affatto in antitesi.

Anche se siamo costantemente a rischio di sviluppare tumori, l’utilizzo delle molecole antitumorali consente all’organismo di mantenere queste neoplasie allo stato latente o in situ. Ma vi sono numerose variazioni GENETICHE che determinano le caratteristiche distintive di ciascuna persona. Queste differenze non riguardano solo il colore degli occhi , della pelle ecc, ma toccano altri geni che se inattivati possono rendere certi individui meno capaci di difendersi dalle aggressioni di alcuni cancerogeni, cioè alcune mutazioni genetiche rendono certe persone molto più suscettibili se vengono esposte ad agenti cancerogeni e per questa ragione hanno necessità di raddoppiare le molecole antitumorali ingerite se vogliono contrastare efficacemente l’incidenza del cancro.

Questo concetto è stato illustrato magnificamente dai risultati di uno studio realizzato a Shangai, in cui gli individui carenti geneticamente di due enzimi importanti per l’eliminazione di sostanze tossiche, correvano un rischio tre volte maggiore rispetto al resto della popolazione di ammalare di tumore polmonare se il loro regime alimentare non prevedeva il consumo di crucifere . Al contrario le persone che pur avendo le stesse mutazioni genetiche ma comprendevano uno stile alimentare ricco di crucifere (broccoli, cavoli, verza) presentavano un rischio addirittura inferiore a quello medio della popolazione sana.
Questa è una prova che la nutriterapia metronomica può contrastare efficacemente le previsioni catastrofiche della nutrigenetica.
411. Utente 273666 il 06/04/2013 ha scritto:
volevo un parere sul caso di mia madre ,una donna di 72 anni, a cui lo scorso settembre è stato diagnosticato ed asportato un adenocarcinoma della colecisti infiltrante l'ilo epatico.L'intervento ha raggiunto una radicalità confermata istologicamente!.Premetto che gli oncologi non hanno ritenuto oppurtuno , viste le condizioni scadenti di salute, sottoporla a nessun ciclo chemioterapico.Di mia iniziativa da 4 mesi sto facendo assumere una capsula da 450 mg di curcumina ed una di tè verde! Volevo un suo parere in merito? Pensa che possa avere degli effetti preventivi o eventuali controindicazioni?
412. Dr. Salvo Catania il 07/04/2013 ha scritto:
Non entro in merito al caso dal punto di vista del trattamento che mi sembra corretto. Le rispondo molto francamente sulla sua lodevole iniziativa di figlio , ma che non trovo del tutto corretta. .

1) Non amo per molte ragioni gli integratori anche perchè spesso è difficile documentarne contenuti e dosaggi.

Legga

http://www.senosalvo.com/integratori_alimentari.htm

http://www.senosalvo.com/terapia_metronomica.htm

2) Curcumina e thè verde.

Non crede che sia invece più comodo e SICURO somministrare alla sua mamma un cucchiaino al giorno di curcuma mescolato nel cibo ( io l'aggiungo nell'insalata, ma si può aggiungere ad una minestrina, con una spolverata di pepe nero che amplifica l'azione della curcumina) ??

2) Ancora più sconvolgente per me scoprire che riescono a rifilare vendendolo il thè addirittura in capsule. Se un giorno trovassi anche le torte o i gelati in capsule avrei visto di tutto (^__^)

Il thè (solo quello verde e giapponese) o lo si assume secondo regole precise o è meglio lasciar perdere

http://www.senosalvo.com/te_verde_e_il_cancro.htm

Del resto sugli alimenti contenenti molecole anticancro c'è solo l'imbarazzo della scelta

http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm

Tanti auguri






413. Utente 217140 il 07/04/2013 ha scritto:
>Non crede che sia invece più comodo e SICURO somministrare alla sua >mamma un cucchiaino al giorno di curcuma mescolato nel cibo ( io >l'aggiungo nell'insalata, ma si può aggiungere ad una minestrina, >con una spolverata di pepe nero che amplifica l'azione della >curcumina) ??

Se posso inserirmi Dottore, siccome proprio su questo blog ne avevamo già parlato in modo approfondito, un ottimo mix anti-tumorale si potrebbe sintetizzare cosi' : piatto di crucifere (cavolo/broccolo ecc) + curcuma + spolverata di pepe.
Sempre tenendo conto dei Suoi suggerimenti aggiungo che il tutto va masticato lentamente e la cottura ideale del cavolo è scottato o a vapore (la bollitura disperde le proprietà benefiche).

Ne approfitto inoltre per chiederle : è importante secondo Lei che la curcuma sia da agricoltura biologica ? Secondo il principio che visto che la utilizziamo come preventivo magari è meglio che non sia contaminata da pesticidi et similia ?

Grazie
414. Dr. Salvo Catania il 07/04/2013 ha scritto:
Non esageriamo per favore ! Se estendiamo questa ossessione molto comune, non è la sua, allora dovremmo vivere con una buona scorta di flebine contenenti tutte le sostanze vitali e alimentarci solo per via parenterale e non mangiare più nulla attraverso il tubo digerente. (^__________^)

No mi dispiace, ma qui ci spostiamo tutti in area psichiatrica e non ritengo di averne le competenze.

Ora può comprendere bene perchè abbia reagito, e lo rifarei ancora, sopra le righe, allo psichiatra che sostituendosi all' oncologo voleva demonizzare il bicchiere di vino al giorno nelle abitudini alimentari persino di chi ha un criterio di moderazione applicato a tutto lo stile di vita.

http://www.medicitalia.it/news/3125-anche_minime_quantita_di_alcol_cons

CONTA LO STILE DI VITA GLOBALE....e se c 'è il bicchiere di vino +
+ traccia di pesticida nella frutta + tracce di acrilamide (non più di una volta al mese) nelle patatine + tracce di cadmio nel salmone e tonno (non più di una volta al mese) ecc ecc...... avrà senz'altro un tumore latente

http://www.senosalvo.com/tutti_abbiamo_un_tumore.htm

ma MOLTO PROBABILMENTE NON MORIRA' di tumore !


415. Utente 217140 il 07/04/2013 ha scritto:
Caspita Dottore, non pensavo,con la mia domanda, di spostare il focus in Psichiatria :)) A dire la verità ho solo tratto spunto dalle considerazioni del dottor Perugini :

" Curcuma polvere: per un uso preventivo e salutistico si tratta semplicemente di integrarla nella dieta: 1-2 cucchiaini al giorno. Si può aggiungere alla fine della cottura di qualche pietanza, mettere nello yogurt, farne una salsa, il curry, ecc. Consiglio di assumerla sempre con un grasso (olio extravergine, burro, ghee, ecc.) o con cibi grassi, che per altro aiuta a digerire. Il grasso facilita l’assorbimento intestinale dei componenti attivi…ancora una volta il grasso alimentare è importante! Anche un po’ di pepe nero ne facilità l’assorbimento.
Se riuscite, date preferenza alla curcuma biologica. "

Dr Francesco Perugini Billi
Medico Chirurgo
Fitoterapia - Omeopatia
Ayurveda - Omotossicologia
416. Dr. Salvo Catania il 07/04/2013 ha scritto:
Stia tranquillo non era a Lei diretta la stoccatina (^__^), ma agli integralisti ossessivi. Putroppo siamo circondati dai cancerogeni e dal punto di vista educativo è sbagliato "proibire qualcosa" mentre si ottengono risultati definitivi se si parte dal concetto della MODERAZIONE. Poi tutto si aggiusta da solo. Ad esempio è provato che il cibo spazzatura crei dipendenza come il fumo e le droghe. NON SERVE A NULLA, ANZI SI HA L'EFFETO CONTRARIO se ci si focolizza sul concetto che "fa male". C'è qualche fumatore che abbia letto una sola volta quel che c'è scritto sui pacchetti di sigaretta ?
O che non sappia che il fumo sia cancerogeno e comunque uccida ?
Io preferisco non parlarne, ma preferisco dargli la sigaretta elettronica, che senz'altro fa male, ma è un succedaneo che lo svezza dalla sigaretta vera. E' un esempio banale, ma paragono la sigaretta elettronica alla frutta con i pesticidi per chi ha uno stilealimentare efferato. Perchè so che comunque svezzerà il soggetto gradualmente dal cibo spazzatura senza alcuno sforzo.
Poi verrà il momento in cui lo stesso soggetto sarà maturo per imparare ad eliminare i pesticidi dalla frutta. Un passo alla volta.

Quindi il mio messaggio non è diretto a Lei perchè so che Lei, da quanto scrive, in questo percorso di educazione alimentare è avanti anni luce.
417. Utente 137387 il 07/04/2013 ha scritto:
Gent.mo dott. Catania, Le vorrei chiedere :1) prendere un cucchiaino di curcuma sfusa da sciogliere nello yogurt o da mettere nell'insalata o prendere la stessa polvere in una capsula vegetale (cioè un integratore)è diverso? 2) effetti collaterali non ce ne sono? Grazie cordiali saluti.vito
418. Dr. Salvo Catania il 08/04/2013 ha scritto:
Gent.mo dott. Catania, Le vorrei chiedere :1) prendere un cucchiaino di curcuma sfusa da sciogliere nello yogurt o da mettere nell'insalata o prendere la stessa polvere in una capsula vegetale (cioè un integratore)è diverso? 2) effetti collaterali non ce ne sono? Grazie cordiali saluti.vito

La può assumere come vuole e non ci sono controindicazioni.
Abbiamo discusso molte volte sul tema degli integratori alimentari che di solito l’utente si prescrive da solo.
a) Molte volte sono inutili perché rare sono le carenze da TRATTARE . Trattare vuol dire curare.
Qui non c’è niente da curare. Qui stiamo parlando di educazione alimentare e non di malattie da trattare. Pertanto ritengo diseducativo tradurre tutti gli alimenti in pillole : integratori di aglio, integratori di fitoestrogeni, integratori di thè ecc ecc.
Qui stiamo parlando di una spezia per condire i cibi, come il curry, che contiene anch'esso curcumina (vorrebbe prendere pillole di curry ?), o come il pepe o il peperoncino.
Stiamo parlando dello “zenzero delle Indie” o vogliamo andare ad acquistare anche integratori per basilico e rosmarino ?

b) Talvolta possono risultare anche pericolosi

http://www.senosalvo.com/integratori_alimentari.htm
419. Dr. Salvo Catania il 08/04/2013 ha scritto:

La può assumere come vuole e non ci sono controindicazioni.
Abbiamo discusso molte volte sul tema degli integratori alimentari che di solito l’utente si prescrive da solo.
a) Nella maggior parte dei casi sono inutili perché rare sono le carenze da TRATTARE .
Trattare vuol dire curare.
Qui non c’è niente da curare. Qui stiamo parlando di educazione alimentare e non di malattie da trattare. Pertanto ritengo diseducativo tradurre tutti gli alimenti in pillole : integratori di aglio, integratori di fitoestrogeni, integratori di thè ecc ecc.
Qui stiamo parlando di una spezia per condire i cibi, come il curry, che contiene anch’esso curcumina (vorrebbe prendere pillole di curry ?), o come il pepe o il peperoncino.
Stiamo parlando dello “zenzero delle Indie” o vogliamo andare ad acquistare anche integratori per basilico e rosmarino ? Ma perché non acquistare la curcuma in polvere quella venduta nei supermercati per un paio di euro, invece di spendere decine di euro per prodotti di dubbia provenienza e complicarsi la vita ?

b) Talvolta possono risultare anche pericolosi
http://www.senosalvo.com/integratori_alimentari.htm
420. Utente 217140 il 08/04/2013 ha scritto:
>> Stiamo parlando dello “zenzero delle Indie”

"zafferano delle Indie" Dottore :-)))

..come vede la seguiamo con attenzione ...
421. Dr. Salvo Catania il 08/04/2013 ha scritto:
>>..come vede la seguiamo con attenzione ...>>...con tanta attenzione che non me ne lasciate passare uno di lapsus notturno.

(^____^). Sì, è vero ho sbagliato e non so da dove mi è venuto quando l'ho scritto...lo zenzero !

Il termine deriva senza dubbio dall'arabo Kourkoum, che significa proprio zafferano e Marco Polo alla fine del 1200 menziona la scoperta " di una pianta che ha tutte le proprietà del vero zafferano, il suo sapore e il suo colore, senza essere zafferano"


422. Utente 258701 il 13/04/2013 ha scritto:
Buonasera, accogliendo l'invito del post n. 405 nelle mie ricerche per il ricettario anticancro ho trovato un pieghevole intitolato CHE TI FRULLA PER LA TESTA? divertiti a mixare i 5 colori del benessere con i centrifugati e i frullati di frutta e verdura che ...... "sono validi pasti sostitutivi eccellenti anche per la linea" ...... ricchi di antiossidanti:
ecco le ricette
(premessa: ricordarsi sempre, a miscelazione conclusa, di filtrare il ricavato, eliminando in tal modo le parti solide come i semi e la buccia)
RUBINO
Ingredienti per 4 persone:
• 5 pomodori maturi
• 1 mazzetto di asparagi
• 1 manciata di foglie di sedano
• 1 limone
• pepe (qb)
——————————————————
Tempo: 10 minuti
Difficoltà: scarsa
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Dopo aver lavato accuratamente e sbucciato i pomodori, centrifugateli con il sedano e gli asparagi freschi.
Alla fine aggiungete poche gocce di limone e un pizzico di pepe e servite con qualche cubetto di ghiaccio.
E’ un suco dalle notevoli proprietà dissetanti e depurative, ed una grande fonte di licopene, il phytochemical antiossidante di cui è ricchissimo il pomodoro, che fa bene al sistema immunitario e ci protegge da numerose patologie.
________________________________________
GARIBALDI
Ingredienti per 4 persone:
• 4 barbabietole
• 4 arance rosse
• 2 cetrioli
• 1 mazzetto di prezzemolo
———————————————
Tempo: 15 minuti
Difficoltà: media
———————————————
Centrifugate le barbabietole con i cetrioli e le arance rosse, ed alla fine aggiungete qualche foglia di prezzemolo. E’ un succo dal gusto delicato ma anche originale, ricchissimo di sali minerali per il nostro benessere come il potassio e il magnesio.
________________________________________

CUPIDO
Ingredienti per 4 persone:
• 3 cestini di ciliege
• 1 melone
• 4 fette d’anguria
• 1 limone
• qualche foglia di menta
——————————————–
Tempo: 10 minuti
Difficoltà: scarsa
——————————————–
Centrifugate il rosso dell’anguria assieme alle ciliege e alla polpa del melone tagliata a dadini.
Alla fine aggiungete qualche goccia di limone a piacimento, e servite il preparato abbastanza fresco, guarnito con qualche foglia di menta e, se volete, con ghiaccio a cubetti.
E’ una straordinaria fonte di energia, che apporta tutti i benefici degli alimenti del gruppo rosso, antiossidanti ed efficaci nel prevenire l’invecchiamento cellulare.
________________________________________
CENTRIFUGATI E FRULLATI IN GIALLO/ARANCIO

GAZEBO
Ingredienti per 4 persone:
• 1 melone
• 3 fette di anguria
• 3 carote
• qualche foglia di menta
——————————————-
Tempo: 10 minuti
Difficoltà: scarsa
——————————————-
Tagliate a pezzi le carote ben lavate ma non sbucciate, altrimenti perdono le proprietà della buccia, e centrifugatele insieme all’anguria e al melone.
Guarnite poi con la menta.
E’ molto dissetante, ideale per una merenda estiva o a metà mattina.
________________________________________
LIMBO
Ingredienti per 4 persone:
• 10 albicocche
• 1 limone
• 2 pesche noci
• acqua minerale frizzante
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Tempo: 5 minuti
Difficoltà: scarsa
——————————————-
Centrifugate le albicocche e le pesche e aggiungete alla fine un bicchiere scarso di acqua minerale frizzante; servite in bicchieri ghiacciati con uno spicchio di limone.
Questo frullato contiene una grande quantità di betacarotene, phytochemical tipico di frutta e verdura del gruppo arancio/giallo, efficace nel proteggere le nostre cellule dai radicali liberi, nel migliorare la funzione visiva e quella immunitaria.
________________________________________
PLUTO
Ingredienti per 4 persone:
• 4 arance
• 1 mela
• 3 kiwi
• 2 carote
• 1 limone
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Tempo: 10 minuti
Difficoltà: media
——————————————
Centrifugate le arance e i kiwi, la mela e le carote, e aggiungete poi il succo di un limone. Ben tre i colori del benessere fondono le loro eccellenti proprietà salutistiche in questo preparato, caratterizzato dall’elevato contenuto di antiossidanti, in particolare di vitamina C.
________________________________________
CENTRIFUGATI E FRULLATI IN VERDE

ORTAGGI E FRUTTA:
• asparagi
• basilico
• broccoli
• cetrioli
• insalata
• prezzemolo
• spinaci
• zucchine
• uva bianca
• kiwi
Effetti sulla salute:
• Effetti positivi su occhi, ossa e denti
• Riduzione rischio tumori
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MELAVERDE
Ingredienti per 4 persone:
• 1 gambo di sedano
• 3 mele verdi
• 2 pere
• 1 kiwi
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Tempo: 20 minuti
Difficoltà: media
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Tagliate in cubetti le mele e le pere togliendo loro i torsoli. Centrifugatele assieme al kiwi ed al gambo di sedano.
Provate i benefici di frutta e verdura verde, ricchi di clorofilla e carotenoidi, due phytochemicals efficaci nel prevenire le patologie coronariche e nel contrastare l’invecchiamento cellulare.
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CASTADIVA
Ingredienti per 4 persone:
• 1 gambo di sedano
• 2 manciate di spinaci novelli
• 2 manciate di pinoli
• 8 carote ben lavate
• 1 pizzico di noce moscata
———————————————-
Tempo: 15 minuti
Difficoltà: scarsa
———————————————-
Centrifugate il sedano con gli spinaci novelli, le carote tritate e i pinoli. Versate il succo ottenuto in un bicchiere aggiungendo per ultimo un pizzico di nocemoscata.
Un mix di benefici tra gli ortaggi del gruppo verde e del gruppo giallo/arancio, dal gusto particolarmente accattivante.
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TRICOLORE
Ingredienti per 4 persone:
• 200 grammi di spinaci
• 4 kiwi
• 1 barbabietola
• 1 mela
• acqua,sale,pepe
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Tempo: 15 minuti
Difficoltà: media
———————————————-
Lavate bene gli spinaci e centrifugateli con i kiwi, la barbabietola tagliata a dadini e la mela.
Se il succo è troppo denso, diluitelo con un po’ d’acqua fresca; aggiungete poi sale e pepe a piacere. Questo succo apporta notevoli quantità di vitamina C, di cui sono ricchissimi kiwi e spinaci, ed è un mix impareggiabile dei benefici di frutta e verdura di tre colori: rosso, bianco e verde.
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CENTRIFUGATI E FRULLATI IN BLU/VIOLA

ORTAGGI E FRUTTA:
• melanzane
• radicchio
• frutti di bosco
• uva nera
• prugne
• fichi
Effetti sulla salute:
• Effetti positivi su tratto urinario, invecchiamento e memoria
• Riduzione rischio tumori e malattie cardiovascolari
________________________________________
STAMBECCO
Ingredienti per 4 persone:
• 500 gr di lamponi
• 500 gr di more
• 2 pesche
• 1 limone
• qualche foglia di menta
• acqua frizzante
——————————————–
Tempo: 10 minuti
Difficoltà: scarsa
——————————————–
Centrifugate i lamponi con le more e le pesche.
Aggiungete poi il limone e un bicchiere di acqua frizzante, e guarnite il tutto con qualche fogliolina di menta.
Servite fresco, se volete con l’aggiunta di ghiaccio.
Elevato il contenuto di vitamina C, e di sostanze caratteristiche di frutta e verdura del gruppo blu/viola, come le antocianine, phytochemicals importanti per la vista, per la circolazione del sangue e per la prevenzione del colesterolo.
________________________________________
DOLCENERA
Ingredienti per 4 persone:
• 6 fichi
• 2 grappoli di uva nera
• 2 mele
• 1 pizzico di cannella
—————————————–
Tempo: 10 minuti
Difficoltà: scarsa
—————————————–
Centrifugate i fichi con l’uva e le mele. Servite fresco, con una spolverata di cannella.
Due elementi del gruppo blu/viola, fichi e uva nera, insieme ad uno del gruppo bianco, danno vita ad un composto ricco di vitamina C e zuccheri, ideale come ricostituente in ogni momento della giornata.
________________________________________
BARBABLU
Ingredienti per 4 persone:
• 12 prugne
• 4 pesche
• 2 mele
• 1 limone
———————————————
Tempo: 15 minuti
Difficoltà: scarsa
———————————————
Dopo averle lavate e sbucciate con cura, centrifugate le prugne con le pesche e le mele.
Servite il preparato fresco, guarnito con una fettina di limone. E’ un preparato che fonde le virtù di ben tre colori del benessere, il blu, il bianco e il giallo/arancio, ed è un’ottima fonte di potassio e di zuccheri.
________________________________________
CENTRIFUGATI E FRULLATI IN BIANCO
ORTAGGI E FRUTTA:
• aglio
• cavolfiore
• cipolle
• finocchi
• funghi
• mele
• pere
Effetti sulla salute:
• Effetti positivi su livelli di colesterolo
• riduzione rischio tumori e malattie cardiovascolari
________________________________________
BIANCANEVE
Ingredienti per 4 persone:
• 6 pere
• 2 mele
• 2 arance
• 1 bastoncino di cannella
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Tempo: 10 minuti
Difficoltà: scarsa
——————————————
Dopo averle lavate e sbucciate, mixate le pere, le mele e le arance. E’ un succo che va servito fresco, con l’aggiunta di un pizzico di cannella che arricchisce il sapore di tonalità più forti.
Le mele e le pere, come tutti gli alimenti del gruppo bianco, sono una vera miniera di fibra, di minerali come il potassio e la vitamina C, come di isotiocianati, particolari phytochemicals molto efficxaci nella prevenzione dell’invecchiamento cellulare e di varie forme di tumore.
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ARCHIMEDE
Ingredienti per 4 persone:
• 4 finocchi
• 4 arance
• 2 cetrioli
• 8 olive nere
—————————————-
Tempo: 15 minuti
Difficoltà: media
—————————————-
Centrifugate i finocchi con le arance e i cetrioli. Servite poi il tutto guarnito con una o più olive nere snocciolate. Le proprietà impareggiabili degli elementi del gruppo bianco come i finocchi, ricchi di fibra, sali minerali e vitamina C, si uniscono a elementi di spicco della dieta mediterranea, come le arance e le olive nere, dando vita ad un sapore deciso ma gentile.
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SETTEMBRINO
Ingredienti per 4 persone:
• 2 mele
• 4 pere
• 3 grappoli d’uva
• 1 limone
—————————————
Tempo: 10 minuti
Difficoltà: scarsa
—————————————
Centrifugate le mele e le pere con l’uva, e alla fine aggiungete qualche goccia di limone. In questo preparato altamente energetico le proprietà antiossidanti dell’uva e dei frutti bianchi come le mele e le pere si sposano in un gusto fresco e dolce, stemperato dall’acidità del limone.

423. Utente 137387 il 13/04/2013 ha scritto:
Gent.mo dott. Catania Lei ha scritto : "(la curcuma) è balzata all'attenzione di tutti per la sua attività angiogenetica entrando a pieno diritto tra le sostanze in grado di "denutrire il tumore impedendo la formazione di vasi sanguigni". Allora se la si prende nella minestra, nello yogurt insomma in polvere tutto OK, se la si prende come integratore ( con una percentuale elevata di curcumina, che è la sostanza più efficace) può essere dannosa? Grazie cordiali saluti
424. Utente 217140 il 13/04/2013 ha scritto:
In attesa della risposta del Dottore mi permetta di fornirle alcuni spunti di riflessione :

1) gli integratori INTEGRANO delle carenze alimentari : se la dieta è corretta e curata e non ci sono carenze accertate risultano quindi inutili

2) la curcuma è una spezia straordinaria : questo blog ci insegna che la dieta sana conta ma conta anche il piacere della buona tavola, assumere spezie che trasmettono al cibo sapori e colori sotto forma di pillole potrebbe essere un po' triste :-)

3) la curcuma non contiene solo curcumina ma molte altre molecole e molto spesso gli alimenti sono salutari proprio per l'insieme delle sostanze in essi contenuti oltrechè per l'interazione con altri alimenti

4) in India dove a quanto pare ci sono meno tumori non usano pastiglie di integratori ma la spezia tale e quale

5) una confezione di curcuma (che dura mesi) costa 1/2 euro, l'integratore invece ? 5/10 volte tanto ?

6) è accertato che tutti gli integratori fanno benissimo ad una certa categoria di persone : quelli che li vendono :-)

Saluti e mi perdoni l'intromissione ....

425. Dr. Salvo Catania il 14/04/2013 ha scritto:
RiLa sua risposta corrisponde esattamente al mio pensiero.

Non amo gli integratori perchè in passato abbiamo preso delle fregature

http://www.senosalvo.com/integratori_alimentari.htm

Inoltre

a) perchè è impossibile controllare dose e contenuto
b) costano 10 volte le spezie che invece si possono acquistare al supermercato (2 E)

Ma poi perchè usare un integratore se la curcuma è una SPEZIA .
Userebbe il pepe nero come integratore ???

Le spezie sono semi, frutti, radici, cortecce o sostanze vegetali usate in quantità irrisorie dal punto di vista nutrizionale come additivi per dare sapore ad un alimento.
In tal senso viene usata in India . Se poi sono state scoperte virtù della spezia impensate è altro discorso.
426. Utente 217140 il 14/04/2013 ha scritto:
Dottore in merito al link segnalato, siccome continuiamo ad essere attenti a cio' che scrive, abbiamo trovato un altro lapsus :

"L’acqua meglio se povera di sodio?

Il contributo che può dare un’acqua un po’ più “dura” è ininfluente. Per assumere meno >> IODIO << bisogna limitare l’uso del sale da cucina, in effetti spesso in eccesso."

:-)
427. Utente 217140 il 14/04/2013 ha scritto:
Dottore in merito al link segnalato, siccome continuiamo ad essere attenti a cio' che scrive, abbiamo trovato un altro lapsus :

"L’acqua meglio se povera di sodio?

Il contributo che può dare un’acqua un po’ più “dura” è ininfluente. Per assumere meno >> IODIO << bisogna limitare l’uso del sale da cucina, in effetti spesso in eccesso."

:-)
428. Dr. Salvo Catania il 14/04/2013 ha scritto:
Mi scusi ma non no ben compreso la sua osservazione. La frase che riporta non è mia ed è una domanda-risposta rivolta ad un nutrizionista.
429. Utente 217140 il 14/04/2013 ha scritto:
Mi riferivo alla sostituzione di "iodio" con "sodio".... :-)
430. Utente 258701 il 14/04/2013 ha scritto:
Buonasera, la prevenzione primaria è questione di stile di vita come più volte spiegato e ribadito. Gli integratori ..... ? la mia esperienza mi porta a pensare che non prevengono e non curano (come specificato nel "bugiardino"):
facendo la ricognizione dei farmaci in casa per eliminare quelli scaduti mi sono accorta che nei sette mesi precedenti la ripresa di malattia per cancro al seno (con intervento di mastectomia bilaterale a distanza di sei mesi)ho assunto due capsule al giorno di un integratore, prescritto dal fisiatra per un dolore al piede in aggiunta alla terapia medica convenzionale, che conteneva 500 mg di curcuma fosfolipidi ,300 mg di acido a-lipoico + vit. B1-B2-B6. Prezzo da pagare intero a carico del paziente 21 euro a scatola (30 compresse).
Saluti.
431. Dr. Salvo Catania il 15/04/2013 ha scritto:
# Utente 258701 . D'accordissimo con quanto ha scritto.
Ma quando parliamo di stile di vita non ci riferiamo a quello tenuto negli ultimi 6 mesi. Anche la cancerogenesi, nel senso della formazione di un tumore, dura anni e pertanto quando si parla di Prevenzione intendiamo periodi molto lunghi nei quali va "esercitata".
432. Dr. Salvo Catania il 15/04/2013 ha scritto:
#Utente 217140
>>Mi riferivo alla sostituzione di "iodio" con "sodio".... :-)>>

Il tema dell'acqua è veramente complesso e se torna indietro in questo blog lo abbiamo affrontato riguardo al contenuto dell'arsenico nell'acqua di rubinetto e nelle bottiglie di acqua minerale anche tra le più reclamizzate. Il tema è quanto mai complesso e controverso, tant'è che anche nel mio sito dove tratto voce per voce separatamente tra alimenti e bevande, l'acqua è....ancora in allestimento

http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm

Non è facile tradurre in raccomandazioni per far chiarezza facendosi strada tra centinaia di spot pubblicitari e le diciture sulle etichette delle acque minerali che puntano spesso sull’irresistibile binomio salute-bellezza e riescono a influenzare molti consumatori. L’elenco degli slogan che catturano l’attenzione è lungo e coinvolge le marche più famose: “Aiuta a eliminare liquidi in eccesso e tossine… Puliti dentro, belli fuori”, “E ti senti più in forma e leggera… l’acqua che elimina l’acqua”, “L’acqua che ti aiuta a sentirti giovane”, “Le acque della salute”, “Più sana e più bella”, “Più acqua, meno chili”…

Avevo promesso di affrontare questo tema con un articolo a parte.


433. Utente 277153 il 16/04/2013 ha scritto:
Nell'ambulatorio di oncologia dove faccio i controlli ho conosciuto alcune pazienti alle quali sono stati prescritti integratori di aglio. Ci può dare qualche dettaglio sulla utilità "anticancro" ?
434. Utente 258701 il 16/04/2013 ha scritto:
Le micotossine sono composti tossici prodotti da diversi tipi di funghi, appartenenti principalmente ai generi Aspergillus, Penicillium e Fusarium. In particolari condizioni ambientali, quando la temperatura e l’umidità sono favorevoli, questi funghi proliferano e possono produrre micotossine. Generalmente entrano nella filiera alimentare attraverso colture contaminate destinate alla produzione di alimenti e mangimi, principalmente di cereali.

La presenza di micotossine negli alimenti e nei mangimi può essere nociva per la salute umana e degli animali poiché può causare effetti avversi di vario tipo, come il cancro e la mutagenicità, nonché portare disturbi a livello estrogenico, gastrointestinale e renale. Alcune micotossine sono inoltre immunosoppressive e riducono la resistenza alle malattie infettive.


In linea di massima possiamo ridurre l’ingestione di micotossine evitando di consumare la parti esterne dei cereali, le cosiddette crusche, perchè là si concentra la presenza delle muffe.

Quindi ho tratto per me questa regola:
consumo di cereali integrali certo ma variegato per tipologia e non prevalente nell'insieme dei vegetali utilizzati per comporre il menù settimanale.
Che ne pensa?
435. Dr. Salvo Catania il 17/04/2013 ha scritto:
#Utente 258701. So bene da quale sito "alternativo" derivino le sue informazioni. In parte sono corrette e per questo La ringrazio. Esposte così creano però troppo allarmismo. Non crede che per gli utenti che leggono siano più semplici le raccomandazioni riguardo a mangini e legumi, se tradotte in..... "attenzione alle MUFFE" !!??
Nel senso di rivedere periodicamente i cibi conservati negli armadi e sgabuzzini, ecc ecc. (^___^).
436. Dr. Salvo Catania il 17/04/2013 ha scritto:
#Utente 277153 . Ne abbiamo parlato in questo stesso blog (vedi commenti del 29/11/2012
#Utente 278503 aveva scritto
>>………………………tra gli alimenti antitumorali cita l'aglio. Io sapevo degli effetti benefici sulla pressione e altre applicazioni, ma non ho mai sentito dire che sia molto utile per la prevenzione dei tumori. >>

E io avevo risposto

>>Altroché ! [Ho quasi finito un articolo sull’allium e…”parenti” e lo allegherò qui]
L’aglio è sempre stato considerato, nella storia di tutte le grandi civiltà, sia un cibo che un RIMEDIO.
La sua azione preventiva sui tumori si eserciterebbe soprattutto a livello dell’apparato digerente, in particolare nei confronti del cancro dell’esofago, stomaco e colon. Sono state persino identificate geograficamente zone a bassissimo consumo di aglio e cipolla (e simili) con elevata incidenza di cancro allo stomaco (Nord Est Cina).
In Italia sono stati ottenuti risultati simili prima della massiccia immigrazione dei meridionali in settentrione, confrontando i regimi alimentari del Nord dove l’aglio è (era) meno utilizzato e del Sud, suo grande consumatore. Oggi le differenze sui tassi di incidenza di questi tumori si sono ridotte grazie proprio alla diffusione al Nord dell’aglio e cipolla. Sono in corso studi per dimostrare (sembra probabile) che la sua azione protettiva si estenda anche ai tumori del seno e della prostata.

Quanto abbiamo esposto vale sia per l’aglio (più efficace se mangiato crudo) che per i suoi parenti stretti (cipolla, scalogno, porro, erba cipollina).>>

Mentre sugli integratori ci risiamo ?! L'aglio è un alimento e non un farmaco, perchè dovrebbe essere assunto sotto forma di integratore ?
Una bella miscela anticancro sarebbe quella di condire ([CONDIRE !!!] l'insalata con uno spicchio di aglio FRESCO [tritato] + 1 cucchiaino di curcuma in polvere + una spolverata di pepe nero [ che amplifica l'azione della curcumina] + mezzo cucchiaio di sesamo tostato[ per l'apporto di calcio : le proteine vegetali contengono meno calcio di quelle animali come i prodotti caseari, ma sfruttano il vantaggio di essere "meno acide"]
437. Utente 258701 il 17/04/2013 ha scritto:
Buongiorno, non avevo alcun scopo divulgativo ( Lei ci è riuscito bene parlando di MUFFE) non so a quale sito alternativo si riferisca ( io rifuggo dall'"alternativo" da quando mi parlarono della terapia Di Bella al posto della chirurgia e della tradizionale chemioterapia) il sito da cui ho tratto le mie preoccupazioni è quello dell' EFSA, è una problematica per me che ho iniziato ad usare cereali integrali e le ho chiesto di esprimere il suo pensiero sulla regola che mi sono data nel consumo di questi cibi. Grazie per il mix antitumorale nell'insalata perchè gradisco l'aglio e il sesamo, finora mi limitavo ad aggiungere la curcuma al solito condimento con olio extravergine d'oliva, aceto, sale(poco) e il pepe.
Saluti!
438. Dr. Salvo Catania il 18/04/2013 ha scritto:
Mi ero evidentemente sbagliato perchè sa bene che esistano correnti alternative che fanno risalire la causa di tutti i tumori ad un fungo (^__^): Continui pure a darci queste informazioni che come quelle dell'EFSA ovviamente considero corrette, ma poi io sono costretto e tradurle in raccomandazioni divulgative anche con voli esorcistici per scremarle di quella vena allarmistica che allontanerebbe tutti poi all'atto pratico da uno stile di vita sano.
439. Dr. Salvo Catania il 18/04/2013 ha scritto:
Dimenticavo su quanto ha scritto

>>Grazie per il mix antitumorale nell'insalata perchè gradisco l'aglio e il sesamo, finora mi limitavo ad aggiungere la curcuma al solito condimento con olio extravergine d'oliva, aceto, sale(poco) e il pepe.>>

SALE MAI !!! Per molte ragioni non solo riguardanti il cancro.
Del resto è facile farlo sparire dalla tavola. Crea, si fa per dire, una dipendenza che è facile da superare . Dopo poco tempo con una dieta priva di sale non se ne sente più la necessità. Va aggiunto in sua sostituzione un alimento che sostituisce in sale ( qualche oliva, ecc).
Si dia da fare per darmi una idea anche per il mio consumo personale (^___^).
440. Utente 258701 il 20/04/2013 ha scritto:
Buonasera Dr. Catania,
va bene, da sale (poco) a SALE MAI!!! da oggi in poi.
Credo d'aver capito a quale teoria alternativa si riferisca,io ho pensato invece ai funghi mangerecci.
Allora mi lasci dire, scusi ne approfitto proprio, perchè mi fa rabbia che ancora ci sia chi muore o perda la funzionalità di reni, fegato ecc per un piatto di funghi xchè tanti pensano d'essere esperti osservandone la forma imparata sui libri illustrati quando i veri esperti (micologi) per riconoscerli davvero ricorrono anche al microscopio per l'esame delle spore (la polverina che si trova sui tuboli o sulle lamelle sotto il cappello). Sono esseri viventi, non bulloni creati tutti uguali in fabbrica, e se pensiamo che tra noi umani ci sono sosia e non sono neanche parenti .... Per gustare in tutta tranquillità queste prelibatezze raccolte, perchè non usufruire della consulenza GRATUITA degli ispettori micologi che ci sono in tutte le asl? oltrettutto forniscono alcune " dritte" su come cucinarli per renderli più buoni!
Ma ... mi prende in giro ...? Comunque buona notte!
441. Utente 284370 il 22/04/2013 ha scritto:
Gentili dottori, vorrei un parere sull'assunzione di lecitina di soia in relazione al cancro al seno: aiuta a prevenire o aumenta la probabilità di sviluppare il cancro?
Ci sono molte opinioni controverse al riguardo.
Grazie per il vostro autorevole parere in merito.
442. Dr. Salvo Catania il 22/04/2013 ha scritto:

Utente 258701 .Non la prendo affatto in giro , anzi la ringrazio per aver sollevato un tema molto importante dove l’informazione può aiutare soprattutto le massaie a comportamenti molto utili per la salute dell’intera famiglia.
Le “micotossine” sono sostanze cancerogene che si formano dalla cattiva conservazione degli alimenti. E’ il caso di piccole e spesso invisibili muffe o funghi che si possono formare su cereali o legumi stoccati troppo a lungo in ambienti caldi e umidi. Purtroppo ANCHE SE I LEGUMI VENGONO COTTI LE TOSSINE NON VENGONO DISTRUTTE.
Ma se non possiamo conoscere come sono stati stoccati i cereali e legumi a livello industriale, possiamo evitare di far sostare, per troppo tempo le confezioni aperte in cucina, l’ambiente più caldo ed umido di tutta la casa. Le aflatossine possono formarsi anche su noci e semi mal conservati e purtroppo (ma questo non lo sapremo mai) anche nel latte e nelle carni di animali di allevamento quando questi vengono nutriti con mangimi contaminati.
443. Dr. Salvo Catania il 22/04/2013 ha scritto:
Utente 284370 . Abbiamo più volte in questo blog parlato della soia . Ma quando parlo della soia parlo dell’alimento naturale e non di “pillole” di soia. Abbiamo più volte spiegato che senz’altro l’introduzione della soia come alimento va considerata protettiva in senso anticancro, oltre agli effetti anti-osteoporotici e benefici cardiovascolari. Abbiamo più volte spiegato poi perché la somministrazione “in pillole” invece desti molte riserve, soprattutto per l’assenza di studi sul reale dosaggio degli isoflavoni contenuti in questi prodotti.

http://www.senosalvo.com/la_soia_tumore_seno_prostata_menopausa.htm

http://www.senosalvo.com/integratori_alimentari.htm

Per tutte queste ragioni si raccomanda l’abitudine di consumare una ampia varietà di vegetali di stagione, meglio se coltivate nelle nostre regioni perché i lunghi viaggi li impoveriscono delle sostanze che contengono, anziché ricorrere ad integratori alimentari ( di lecitina di soia compresi) che sono il frutto di una società commerciale che investe centinaia di milioni per sponsorizzare pubblicità che nulla hanno di scientifico.

Gli studi indicano che non siamo in grado di concentrare in poche pillole la meravigliosa e benefica complessità della natura e che corriamo seri rischi quando superiamo quelle dosi che l’uomo può assumere invece tranquillamente con il cibo.

Particolarmente controversa, e senz’altro da non imitare, l’abitudine di molti medici di raccomandare alte dosi di vitamine antiossidanti ai pazienti oncologici, e non solo, sia per l’assoluta inesistenza di un beneficio sia perché in diversi casi ci sono evidenze peggiorative dello stato di salute.
444. Utente 277153 il 23/04/2013 ha scritto:
Oddio, io ho sempre fatto grandi scorte di cereali ed obbligavo l'intera famiglia a, quasi mai gradite, pause alimentari salutistiche a base di cereali e ora scopro che potrei averla riempita di micotossine ??!
445. Utente 258701 il 24/04/2013 ha scritto:
Dr. Catania LE CHIEDO SCUSA! è accaduto ciò che si auspicava non accadesse!
"...ora scopro che potrei averla riempita di micotossine ??!" MACCHE' c'è un sistema di sorveglianza pubblico molto rigoroso sia sui cereali, farine per uso umano e mangimi che sul latte e latticini ecc. per ridurre al minimo possibile questo rischio però il rischio c'è e quindi io ragionavo su MODERAZIONE, VARIETA' (come appreso dagli interventi iniziali su questo blog )e per quei comportamenti "casalinghi" da imparare ..... vedi RACCOMANDAZIONI Dr Catania post precedenti.
Con le scuse più sentite. Mi limiterò ad assorbire le nuove informazioni su come acquisire o modificare abitudini per uno stile di vita più virtuoso ai fini della prevenzione.
Saluti!
446. Dr. Salvo Catania il 24/04/2013 ha scritto:
Ha già risposto Lei al nostro/a utente e quindi nulla da aggiungere.

Tuttavia si può precisare che noi non possiamo controllare i sistemi di stoccaggio dei cereali e diamo per scontato che si realizzino con tutte le regole perchè, come scrive Lei, i controlli dovrebbero essere rigorosi.

Pertanto le nostre raccomandazioni vanno in altra direzione : cereali e semi "spacchettati" e dimenticati "aperti" nello sgabuzzino in condizioni di caldo e umidità per lungo tempo possono sviluppare le condizioni di rischio che abbiamo descritto.



447. Utente 284370 il 24/04/2013 ha scritto:
Gent. Dott. Catania, la ringrazio di rispondere sempre con competenza e tempestività alle richieste di noi utenti.
Io, nel mio post del 22/4, intendevo la Lecitina di soia granulare, non l'integratore in compresse. Nel suo autorevole blog fa riferimento invece all'integratore e non alla Lecitina, quindi, mi scusi per l'ignoranza, ma devo rifarle la domanda altrimenti non capisco: la Lecitina di soia granulare è utile per prevenire il tumore al seno?
Sul mercato italiano non abbiamo la possibilità di comprare la soia essendo praticamente assente come prodotto fresco. Può gentilmente chiarirmi anche l'altro quesito? Secondo alcuni studi, sembra infatti che lo faccia venire, il cancro.
Può aiutarmi? Non so se posso assumerla o no.
Grazie per le sue risposte.
448. Dr. Salvo Catania il 25/04/2013 ha scritto:
Forse non mi sono spiegato bene. Non esiste un unico alimento in gradi "prevenire", ma uno stile di vita alimentare che tiene conto di molte sostanze anticancro ed alcune di queste sono contenute anche nella soia. Qui parliamo di educazione alimentare e quindi di ALIMENTI e a livello educazionale abbiamo spiegato più volte che non sia affatto necessario "integrare", ma solo far variare la scelta degli alimenti anticancro.


Utilizzi pure la lecitina di soia sotto qualsiasi forma. Non ci sono controindicazioni e può senz'altro essere utile.

Io non la raccomando perchè la soia può essere introdotta con diverse modalità

http://www.senosalvo.com/la_soia_tumore_seno_prostata_menopausa.htm

E poichè si suppone che non esista soggetto che abbia l'abitudine di mangiare soia a colazione , a pranzo e a cena di tutti i giorni, può star tranquillo/a che non si corre alcun rischio oncologico con la soia alle quantità non esagerate come dimostrato dalle popolazioni che l'assumono sin dall'infanzia e che presentano incidenze dei tumori molto più basse dei paesi ove il consumo è molto basso.
449. Utente 284370 il 25/04/2013 ha scritto:
Grazie molte, dott. Catania, dei suggerimenti, è nostra cura ormai da molti anni rivolgerci, per quanto possibile, ad un'alimentazione più naturale possibile..... ma purtroppo non abbiamo un orto personale quindi dobbiamo accontentarci di quello che "passa il convento".
Grazie ancora e saluti.
450. Dr. Salvo Catania il 26/04/2013 ha scritto:
Si lo so non abbiamo un orto personale, ma in Italia non possiamo lamentarci perchè esistono controlli istituzionali che ci suggeriscono un cauto ottimismo.
451. Utente 217140 il 29/04/2013 ha scritto:
Dottor Catania,
vorrei chiederLe cosa ne pensa, ai fini di una corretta dieta di prevenzione, di alimenti come il tonno ed il salmone ? Nel libro di Khayat non dico vengano demonizzati ma poco ci manca, vengono descritti come vere e proprie "bombe" di metalli pesanti cancerogeni.
Lei cosa ne pensa in merito ? Sono secondo Lei alimenti da bandire ? Le faccio questa domanda anche da appasionato di salmone affumicato : ritengo sia sublime con burro e crostini ma da quando ho letto a riguardo non riesco piu' a mangiarne sereno...
Grazie
452. Dr. Salvo Catania il 01/05/2013 ha scritto:
A chi lo dice ! Io ho sempre mangiato salmone e tonno volentieri e più volte nella settimana. Ora li mangio ancora, ma consapevole di trasgredire (non più di una volta al mese però) da quando a partire dal 2003 vennero pubblicati i dati dello studio Calypso, studio sul consumo alimentare di pesce e di prodotti del mare in relazione alla contaminazione da elementi rari, inquinanti e omega-3. Questi dati, che Le risparmio, purtroppo sono disarmanti e danno ragione alle osservazioni che sembrano esagerate di David Khayat. E cui si aggiunsero studi ancora più inquietanti successivi che sono arrivati alla conclusione che, per quanto riguarda la sicurezza del consumatore, non esiste una considerevole differenza tra pesce selvaggio (grandi predatori) e pesce di allevamento.
453. Utente 217140 il 01/05/2013 ha scritto:
Devo ammettere che negli anni passati ho mangiato tantissimo salmone affumicato (come già detto lo adoro) anche perchè ignoravo totalmente i potenziali rischi. Anzi, come molti, pensavo addirittura di fare bene a evitare gli insaccati e la carne a favore del pesce.
Detto questo siccome ho letto che i metalli pesanti si accumulano nell'organismo e ci restano per decenni legandosi chimicamente ad altre molecole secondo Lei esiste un modo per eliminarli ? Esistono davvero alimenti cosiddetti "chelanti" o si tratta di teorie strampalate ?
Grazie per la Sua opinione in merito...
454. Utente 302140 il 01/05/2013 ha scritto:
Gentile dottor Catania, per sua stessa ammissione è un anno che nel suo blog la voce sul vino è "in allestimento". Ipotizzo che il motivo sia che lei, a priori, abbia deciso che un bicchiere di vino a pasto non aumenta il rischio di cancro, ma quando va poi ad approfondire si scontra in letteratura con una evidenza in senso opposto. Così, per non ammettere di essersi sbagliato, lascia l'argomento in allestimento...
455. Utente 217140 il 01/05/2013 ha scritto:
>Ipotizzo che il motivo sia che lei, a priori, abbia deciso che un >bicchiere di vino a pasto non aumenta il rischio di cancro.

Gli esperti del World Cancer Research Found ci dicono una cosa : di essere nell'impossibilità a determinare la soglia a partire alla quale il vino diventa cancerogeno ma stimano che la quantità nociva parta dai 30 grammi al giorno di etanolo( dai tre bicchieri di vino in su).
Quindi alla luce dei piu' recenti studi si puo' concludere che 1 bicchiere di vino al giorno non fa venire il cancro e anzi, per il resveratrolo contenuto, fa pure bene alla salute.

456. Utente 302140 il 01/05/2013 ha scritto:
Quella del resveratrolo (come peraltro quella del cosiddetto paradosso francese) è una bufala smentitissima: incredibile che - dopo il licenziamento in tronco di Dipak Das - beccato con le mani nel sacco dopo aver manipolato tutti gli studi sul resveratrolo - ancora qualcuno dia credito a queste leggende. Fa davvero tanto bene? Allora mangiamoci le arachidi, o magari... l'uva. Tornando a cose serie, com'è che lo IARC ha inserito nel gruppo 1 dei cancerogeni il consumo (non l'abuso) di bevande alcoliche? Sentiamo poi cosa dicono nella patria del vino. Ecco cosa scrive l'Istituto Francese per la lotta al Cancro (INCA): "Une augmentation de risque de cancer du sein de 12 % est observée pour 10 g d'éthanol consommé par jour (correspondant à environ un verre) dans une étude portant sur plus d'un million de femmes (Allen, 2009).", "Aucun seuil de consommation sans risque n'a été identifié, et même une consommation faible ou modérée d'alcool augmente le risque de cancers", "L'augmentation de risque est significative dès une consommation moyenne d'un verre par jour.", "Tous les types de boissons alcoolisées ont le même effet Toutes les boissons alcoolisées (bière, vin, champagne, alcools forts...) augmentent le risque de cancers.", e molto altro. Serve tradurre?
457. Dr. Salvo Catania il 02/05/2013 ha scritto:
# Utente 217140
E' sempre illusorio proporre rimedi per riparare errori dello stile di vita del passato. Ad un ex fumatore incallito ad esempio cosa potremmo proporre ? Di non ricascarci più ! (^__^) . Poi i danni per la maggior parte vengo tenuti a bada da un nuovo stile di vita in considerazione che un processo di 2cancerogenesi" salvo che nei soggetti ad alto rischio familiare durano mediamente non meno di un trentennio.
Io mi limiterei a [e non è poco ! (^__^)]

PREVENZIONE PRIMARIA (= stile di vita)
(Alimentazione + attività fisica)
http://www.medicitalia.it/salvocatania/news/2253/FERMI-TUTTI-La-dieta-a
http://www.senosalvo.com/terapia_metronomica.htm
http://www.senosalvo.com/tutti_abbiamo_un_tumore.htm
http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm
http://www.medicitalia.it/salvocatania/news/90/L-attivita-fisica-riduce


458. Dr. Salvo Catania il 02/05/2013 ha scritto:
Gentile “pseudoutente”, sono sufficientemente svezzato a tutte le intemperie sulla rete per non immaginare CHI possa celarsi dietro il suo pseodoaccount e quali possano essere gli scopi dei suoi due ultimi interventi offensivi se non di ritorsione dopo la polemica su
http://www.medicitalia.it/news/3125-anche_minime_quantita_di_alcol_cons

dove quello che avevo da dire sul vino e resveratrolo lo può rileggere con calma. E non intendo tornarci su perché questo sito si chiama Medicitalia e non Asilitalia.

Ovviamente potrei sbagliarmi ed allora Le chiederei scusa e Le chiederei di rinunciare al suo anonimato e ben volentieri tornerei a discutere con Lei,nome cognome e professione, anzi la inviterei a discuterne dinnanzi ad un bicchiere di vino per me ed un analcolico per Lei sulle sciocchezze che ha appena scritto.
L'Italia è piccola e sicuramente le possibilità di un incontro reale sono a portata di mano nel corso di spostamenti professionali.

Comunque ritenendola questa solo come seconda ipotesi ho pensato subito nel leggerla ad un emulo di Preiti che decide di sparare senza ragione sui carabinieri davanti a Montecitorio , pontificando falsità e immani panzane solo perché coperto dall’anonimato. Bel coraggio non c’è che dire !

Vediamo alcuni dettagli
1)>>>…… ma quando va poi ad approfondire si scontra in letteratura con una evidenza in senso opposto. Così, per non ammettere di essersi sbagliato, lascia l'argomento in allestimento...>>
Quanto Lei sia o in mala fede, come io credo, o incapace di leggere l’evidenza, lo dimostra il fatto che io il mio sito non l’aggiorno dall’anno scorso e in allestimento nello stesso capitolo restano ben altri 7 articoli
http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm
• Il pesce: fa bene alla salute o a rischio ? (in allestimento)
• La frutta: benefici e nessuna certezza (in allestimento)
• Le bevande (in allestimento)
• Il vino (in allestimento)
• L’acqua (in allestimento)
• I grassi e i metodi di cottura (in allestimento)
• Olio (in allestimento)
• Gli zuccheri e i prodotti zuccherati (in allestimento)

Anche di questi per non ammettere di essermi sbagliato non avrei provveduto all’allestimento ?
Se non fosse in malafede non la sfiora neanche il pensiero che il mancato allestimento sia dovuto semplicemente a mancanza di tempo ?
>>Così, per non ammettere di essersi sbagliato, lascia l'argomento in allestimento>>....Sbagliato ? In cosa ???

2) E’ verissimo quanto scrive sulle conclusioni dell’INCA, ma se Lei fosse stato non in malafede o in seconda ipotesi avesse studiato di più approfondendo il problema, avrebbe scoperto che il comunicato dell’INCA cui fa riferimento venne clamorosamentebe IMMEDIATAMENTE sconfessato nello stesso anno, credo il 2007 (vado a memoria) dall’HAUT CONSEIL DE LA SANTE’ PUBLIQUE [ Avis relatif aux reccomandations sanitaires en matiere de la consummation d’alcol]
SERVE TRADURRE ?
L’alto Consiglio si è espresso dopo avere consultato anche alcuni scienziati tra i più prestigiosi francesi ( tra cui D.Khayat) che si erano dissociati dal comunicato dell’INCA ed avevano confermato le raccomandazioni degli esperti del World Cancer Research Fund [“ NO TRESHOLD WAS IDENTIFIED], come ricordava l’ultimo VERO utente che non è in mala fede ed evidentemente ha studiato più di Lei.

3) >> Tornando a cose serie, com'è che lo IARC ha inserito nel gruppo 1 dei cancerogeni il consumo (non l'abuso) di bevande alcoliche>> Lo IARC può inserire quello che vuole tra i cancerogeni, ma non è la Bibbia, perché in contraddizione con “[“ NO TRESHOLD WAS IDENTIFIED”] e chi racconta bufale e in malafede è Lei perchè il CIRC [Evaluation globale de la cancerogenicitè pour l'homme, 2009] riporta la classificazione IARC tra i cancerogeni 1 per l'uomo : Arsenico, amianto, cadmio, h.pilory, aflatossine, pesce sotto sale, tabacco, ecc ecc ed anche etanolo, ma ovviamente non precisando la dose da cui si intende il rischio per tutte le ragioni che le abbiamo spiegato. L'amianto ad esempio è uno dei più potenti cancerogeni. Se un individuo vive sotto una tettoia di amianto vuol dire che rischia il cancro ? SI e NO. No se l'amianto resta compatto, Si se libera fibre.
Se avesse una competenza sufficiente, anche se in mala fede, non ci sarebbe bisogno di spiegarle tutti questi passaggi.

4) >> Quella del resveratrolo è una bufala>>
E’ Lei in malafede o poco competente., non le conclusioni scientifiche sul resveratrolo.
I dati delle falsificazioni di Dipak Das risalgono al 2005 mentre gli studi di metanalisi del World Cancer Research Fund sono del 2007. Che fa offende anche l’intelligenza degli altri utenti che leggono andandosi ad abbeverare su Wikipedia riguardo alle falsificazioni di Dipak Das ??
Se fosse vivo Totò Le risponderebbe "acca' nisciuno e' fesso "

Cosa c’entra Dipak Das con le conclusioni del WCRF che sono successive e redatte da 150 ricercatori indipendenti di 50 Paesi differenti ??

Inoltre esistono, oltre a centinaia di studi precedenti, anche ulteriori studi di conferma sul resveratrolo e tra questi anche di autori dell’altra patria del vino ( come definisce sarcasticamente Lei) cioè italiani
• Brisdelli et al. Resveratrol: A natural polyphenol with multiple chemiopreventive proprierties.
[Current Drug Metabolism 2009].

SERVE TRADURRE ????
459. Utente 278503 il 02/05/2013 ha scritto:
Mi chiedo che senso ha per noi pazienti, e quindi sulla NOSTRA pelle, diffondere notizie allarmistiche che poi non trovano neanche una conferma scientifica. Avendo avuto ben 2 tumori frequento da oltre venti anni diversi centri oncologici di eccellenza. Nessuno MAI degli oncologi mi ha colpevolizzato per un bicchiere di vino al giorno. Tutti mi hanno spronato ad avere uno stile di vita sano e ad incrementare l'attività fisica.Esattamente quello che si evince da questo lungo blog. Mi chiedo a chi giova esibire le proprie conoscenze (tra l'altro incerte e malferme) sulla pelle altrui ?
460. Utente 258701 il 02/05/2013 ha scritto:
Buonasera Dr Catania, avendo letto sull'argomento alcol e tumori il documento recente ISS(2013):
Alcol e cancro: evidenze scientifiche, valutazione di impatto e analisi delle possibili iniziative di prevenzione e di comunicazione
Emanuele Scafato - Direttore Osservatorio nazionale alcol, Cnesps-Iss, WHO CC per la promozione della salute e la ricerca sull’alcol e le problematiche alcol correlate.
al netto dell'esecrabile polemica fatta dall'utente (..... forse pseudoutente?)posso continuare a gustare il vino (non l'uva)saltuariamente soprattutto ai pasti senza impensierismi ( già avuto ca mammario).
Mi perdoni questo nuovo intervento, ma il documento l'avevo già letto e ci stavo rimurginado su.
P.S. sono intervenuta nel blog citato.
Cordialità.
461. Dr. Salvo Catania il 03/05/2013 ha scritto:
Gentile utente 258701 ho letto anche io la relazione di Scafato ma si riferisce agli ABUSI, anche occasionali, dell’alcol e che ovviamente sono condivisibili. Qui stiamo parlando d’altro cioè di piccole dosi di vino se introdotte in uno stile di vita sano.

Se è così nel suo caso può dormire tra due guanciali. Per la donna la dose max è di un bicchiere di vino.

In altre parole
1) Che l’alcol costituisca un fattore di rischio di cancro lo sospettavano gli Egizi, l’hanno confermato i Greci e ne erano sicurissimi i Romani. Quindi i ridicoli copia incolla del nostro falso utente (cui risponderò di seguito per spiegargli perché l’abbia censurato) servono solo a creare confusione su un tema invece molto chiaro e tutt’altro che controverso.

2) Il problema è che il collega, assolutamente digiuno di rudimenti di epidemiologia ed oncologia (infatti si occupa d’altro) , confonde i cancerogeni che pur appartenendo alla stessa categoria nella classificazione non possono essere assolutamente paragonati tra loro. Ad esempio non si può certo paragonare una piccola dose di etanolo ad una piccola dose di arsenico, cadmio o tabacco. Il primo possiede anche proprietà antiossidanti a piccole dosi, gli altri fanno male sin dalla prima dose.

3) L’alcol rientra tra i fattori di rischio anche del tumore al seno ma il RR non supera l’1-2. Quindi comunque va considerata l’ingestione di alcol anche a piccole dose come una PICCOLA trasgressione ma che non va certo demonizzata come il nostro falso utente ha cercato di fare perché comunque quel che conta è LO STILE DI VITA GLOBALE ( mantenersi snelli con l’attività fisica, alimentazione, abolizione del fumo ecce cc ).

Non è certo il bicchiere di vino da solo che le ha fatto venire il cancro.

Riassumo :
PREVENZIONE PRIMARIA (= stile di vita)
(Alimentazione + attività fisica)
http://www.medicitalia.it/salvocatania/news/2253/FERMI-TUTTI-La-dieta-a
http://www.senosalvo.com/terapia_metronomica.htm
http://www.senosalvo.com/tutti_abbiamo_un_tumore.htm
http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm
http://www.medicitalia.it/salvocatania/news/90/L-attivita-fisica-riduce
462. Dr. Salvo Catania il 03/05/2013 ha scritto:
Non ho MAI censurato nessuno nei miei blog anzi, essendo anche io sanguigno, ho sempre apprezzato il pepe mescolato al "sudore della mischia" . Se l'obiettivo però è quello costruttivo di far chiarezza nei confronti degli utenti confusi che leggono.
Qui credo che sia stato superato ogni limite da parte del collega travestito da utente . L'ho invitato invano a rinunciare all'anonimato e avremmo potuto continuare a discutere sino al 2014.
Ha invece replicato più volte ignorando l'appello degli utenti confusi..... sulla loro "PELLE" . Pertanto non avevo alternative.
Appena posso glielo spiegherò qui direttamente.
463. Dr. Salvo Catania il 03/05/2013 ha scritto:
Caro, si fa per dire, collega travestito da pseudoutente con pseudoaccount, sono stato costretto ad oscurarti perché ormai ritengo quanto mai nociva la tua partecipazione a questa discussione in considerazione della reazione allarmista provocata nei confronti degli utenti.

La rete è vastissima e la tua campagna avrai modo di sostenerla e lanciarla dove vuoi e non certo qui.

Del resto ti avevo avvertito che per continuare la discussione avremmo dovuto avere un pari ruolo e pari opportunità ( che vanno di moda) e quindi avresti dovuto rinunciare all’anonimato (sic e risic !!) e ti sei ben guardato dal farlo.

Ti devo spiegare come sono arrivato alla certezza della tua identità !

Quando hai fatto il primo intervento “a gamba tesa ed a giochi fermi “ mi sono chiesto “ma questo è matto! Offende sin dal primo intervento senza alcuna ragione ?”

Mi sono convinto quindi che quello che per me sembrava un "primo intervento" per l'interlocutore non lo era affatto, a meno di patologia meritevole di consulenza "psichiatrica".

Ragionandoci poi su quello che avevi scritto ho avuto un sospetto “ non so chi possa essere, ma certamente si tratta di un CROWD” [ se vuoi conoscere il significato lo troverai al n. 39 del glossario che ho redatto per Medicitalia

http://www.medicitalia.it/02it/spaziomedici-regolamento.asp
].

Il crowd scrive, scrive, ma poi quanto più è incompetente su un determinato tema tanto più è costretto ad allegare tanti copia-incolla che ovviamente sono differenti se fossero allegati da persone diverse, ma sono sempre gli stessi per una persona che non è esattamente padrone di quell’argomento specifico.
In altre parole si tratta di soggetti che vengono fregati dal Crowdsourcing (crowd + outsourcing) cioè dalla abitudine di disseminare la rete di “perle smarrite”, ma che smarrite non sono, digitando le quali invece i motori di ricerca riportano immediatamente in prima pagina con le frasi chiavi in bella evidenza.

La mia prima replica infatti è stata studiata ad arte su temi “marmellata” e ai quali hai abboccato con i tuoi patetici copia-incolla , esattamente gli stessi utilizzati anche altrove, come un bambino.

E le due repliche che io ho oscurato (ma salvate e stampate) sono un bellissimo esempio di Crowdsourcing.
Da qui per arrivare alla identità del Crowd, è stato un gioco da ragazzi, perché se come trappola si confeziona un “algoritmo di Crowdsourcing “, e la “persona sotto indagine” abbocca , la possibilità di sbagliare è equiparabile a quella delle impronte digitali o al profilo del proprio DNA digitale.
464. Utente 302140 il 03/05/2013 ha scritto:
Pur di non ammettere di essersi sbagliato, il dottor Catania censura non me, ma Istituti francese e australiano contro il cancro, IARC, Lancet e JAMA. Mi censura perchè (dice) offendo, peccato che alla sua prima replica mi abbia accostato a chi a Roma ha sparato a un Carabiniere rovinandogli per sempre la vita, mentre io, con tutti i miei limiti, ambisco a proteggere la salute delle persone. Insomma la vecchia questione della pagliuzza e della trave. Pazienza, me ne farò una ragione. Il lettore rifletterà se ha più importanza sapere chi sono io (un produttore di acque minerali? Conflitto di interessi?) o confrontarsi sui contributi che avevo portato, e che sono stati due volte cancellati. Non sarei più intervenuto, ma mi sento in dovere di farlo per rispondere alla signora 258701, che avendo superato un cancro al seno chiede se può continuare a bere vino serenamente. Lo faccio nella certezza che anche questo mio contributo verrà censurato, ma nella speranza che la lettrice lo riceva prima per posta elettronica e lo possa leggere, a tutela della sua salute. Se invece di occuparsi di crowdsourcing il mio interlocutore prima di rispondere si fosse dedicato ad approfondire il tema in esame, avrebbe segnalato lui, prima di me, a questa lettrice lo studio sul rapporto tra il consumo di bevande alcoliche e il rischio di recidiva del tumore al seno, di cui al seguente link http://www.dor.kaiser.org/external/news/press_releases/Alcohol_Consumpt : "Moderate consumption of alcoholic beverages (at least three to four drinks per week, no matter the type of alcohol) is associated with a 30 percent increased risk of breast cancer recurrence". Il rischio di recidiva per il tumore al seno aumenta del trenta per cento già con un consumo di mezzo bicchiere di vino al giorno.
465. Utente 217140 il 03/05/2013 ha scritto:
E ancora ?!?
Il dottor Catania è una professionista che ha dimostrato grande umiltà oltrechè una conoscenza vasta ed approfondita sui temi della prevenzione. Questo stesso blog titola proprio " La dieta anticancro si rimangia le regole! " a dimostrazione del fatto che è tutt'altro che arroccato sulle proprie posizioni ma guarda alla tematica della prevenzione con dinamismo ed elasticità, quando nuovi studi sovvertono ciò che si credeva sino a quel momento.
Venire qui ad accusarlo di tenere sezioni del sito "in allestimento per non ammettere di essersi sbagliato" (sbagliato in cosa ? ) mi sembra davvero troppo lontano da un confronto entro il quale sono ammesse anche opinioni divergenti. Direi che questo comportamento è piuttosto meschino e non giova allo spirito di questo blog.
466. Dr. Salvo Catania il 03/05/2013 ha scritto:
#217140 La ringrazio di cuore, ma credo che sia il caso di chiudere definitivamente questa discussione sull'alcol.
467. Dr. Salvo Catania il 04/05/2013 ha scritto:
Caro collega, ingenuo Crowd, travestito da pseudoutente, che facciamo ti devo tradurre anche l’italiano ?
Ho appena scritto >>L’alcol rientra tra i fattori di rischio anche del tumore al seno ma il RR non supera l’1-2. Quindi comunque va considerata l’ingestione di alcol anche a piccole dose come una PICCOLA trasgressione ma che non va certo demonizzata come il nostro falso utente ha cercato di fare perché comunque quel che conta è LO STILE DI VITA GLOBALE ( mantenersi snelli con l’attività fisica, alimentazione, abolizione del fumo ecce cc ).>>
E questo l’ho scritto da anni in tempi non sospetti persino su questo sito
http://www.medicitalia.it/minforma/Senologia/64/Fattori-e-indicatori-di

Alcol RR = 1,3. Quale novità ci avresti portato tu ? Altro discorso riguarda la dose di rischio minima e su questo non ci voglio tornare su perché mi hai portato allo sfinimento senza risultati e dalle tue repliche è evidente che tu non sia in grado di poter discutere o approfondire concetti su cui ti mancano i fondamentali.
Ti mancano i fontamentali di base per comprendere cosa si intenda per Prevenzione Primaria, quale sia la differenza tra Rischio Relativo e Rischio globale e nella tua obnubilata e integralista cultura di chi vuol salvare il mondo o di sostituirsi al Padre Eterno senza possederne le qualità, si mescolano come nella lavastoviglie eziologia, incidenza e prevalenza con una reiterazione pari alla superficialità, perchè dimostri di non sapere cosa sia un carcinogeno e meccanismo d’azione, cosa sia lo stile di vita, cosa si intenda per stile della moderazione. Non ce la puoi fare ad esibire i tuoi copia incolla che spacci per cultura scientifica, credimi, torna alla tua specialità di base e non intrometterti in temi che ignori del tutto. Occupati di abusi perché ti ci vedo più portato e preparato. E impara che non esistono solo le patologie degli abusi, ma anche gli stili della moderazione che educano a prevenire gli abusi. Ma su questo tema vedo che sei lontano anni luce.
E non è casuale che facendo una ricerca sul tuo nome e cognome su Pubmed risulti un illustre sconosciuto e non certo perché non ci hai provato, come vuoi lasciar credere [(mi rammenti i genitori dei figli che vanno male a scuola “sa professore sapesse come è intelligente mio figlio, ma non si applica”)] ma perché ti avrebbero (o forse l’hanno già fatto) bocciato tutti i tuoi articoli se impostati come i tuoi patetici copia-incolla.

>>Pur di non ammettere di essersi sbagliato, il dottor Catania censura non me, ma Istituti francese e australiano contro il cancro, IARC, Lancet e JAMA>>
Io censuro te perché non sei in grado di interpretare la letteratura e terrorizzi i malati che già hanno dato sulla LORO PELLE e sull’Istituto Francese del Cancro ti ho appena risposto, ma hai fatto finta di nulla, che sia stato sconfessato subito (2007) dopo dall’alto Consiglio della Sanità francese, ma alle mie repliche reiteri con ulteriori sciocchezze, che sono vere come fonte, ma esposte da te prive di nesso tra loro per poter giungere ad una conclusione da tradurre in raccomandazioni utili per i pazienti/utenti.

Pur di non ammettere di essermi sbagliato ? Ma la medicina si evolve sugli errori del passato e quindi non ci sarebbe nulla di male, anzi è un dovere, accettare tutte le novità, rivedendo le posizioni precedenti.

Pertanto ammettere di avere sbagliato è solo indice non solo di grande intelligenza, ma anche un DOVERE professionale ineludibile cui non rinuncerei per nessuna ragione.

A me questo non lo puoi certo dire perché se rileggessi tutto questo forum ho scritto di tanti assunti che ho dovuto rivedere con il tempo. Esempio clamoroso quello del Beta carotene che io prescrivevo nel secolo scorso per la mastite periduttale con Scienza e Coscienza e poi si è dimostrato essere un cancerogeno.

Il fatto è che tu hai solo spaventato tutti gli utenti , altro che Preiti che spara dinnanzi a Montecitorio, senza apportare alcuna novità. L'esempio è solo una metafora paradossale per indicare "chi spara nel mucchio senza ragione".

Perché che l’alcol faccia male l’abbiamo sempre saputo, ma che debba essere demonizzato come fai tu, è solo una tua invenzione di chi non sa leggere la letteratura, perchè confondiil fattore di rischio con la causa. Nella comunicazione si chiama “terrorismo”, pericoloso a sé e agli altri. Non spari su 2 carabinieri, ma fai danni devastanti su migliaia di utenti che leggono
Io ti ringrazierei se tu avessi portato novità, invece hai portato solo fuorvianti informazioni perché non sei in grado, per tuoi limiti, di interpretarle le novità..
Con l'aggravante sul piano etico che tu continui a nasconderti dietro l’anonimato senza alcuna ragione,se non quella di fare il saputello su un tema che non conosci. E lascio a te le considerazioni etiche di tale comportamento.
Tra l’altro stupidamente perché la tua identità ormai è un segreto di Pulcinella.
E la cosa più agghiacciante è che una volta scoperta la tua identità tu possa avere avuto il coraggio di replicare ancora più volte invece di scappare a nasconderti per la vergogna, caro il mio anonimo (sic !) collega.
Non escludo che anche io possa avere sbagliato in qualche cosa, ma io se sbaglio ci rimetto faccia e reputazione, ma non certo la dignità.

Tu forse cercando disperatamente tra Jama, Lancet il conforto per i tuoi patetici copia-incolla confondendo incidenza e prevalenza , non sei ancora riuscito ad imbatterti nella definizione di dignità.
Se vuoi un consiglio partirei da quella.

By by (serve tradurre ?)
468. Dr. Salvo Catania il 04/05/2013 ha scritto:
Traduco inoltre dal medichese in italiano per gli utenti (specie per l'allarmatissima utente 258701) il senso assurdo di questa sterile ed inutile polemica della quale non sentivamo bisogno per fare chiarezza.

Non c'era certo bisogno delle allarmistiche informazionidi di un anonimo collega, che si occupa d'altro nella vita reale, per definire il ruolo dell'alcol come fattore di rischio, che traduciamo in numeri TUTTI I GIORNI quando facciamo il calcolo del rischio globale.

http://www.medicitalia.it/minforma/Senologia/676/Tumore-del-seno-come-s

Da cui si evince (VEDI TABELLA DEI RISCHI) quali siano i rischi più importanti per il tumore del seno e quale sia il ruolo del rischio relativo dell'alcol. Da questa tabella si evince quanto siano fuorvianti e irresponsabili le informazioni del collega.
Il calcolatore da noi utilizzato usa il modello di Gail, ed è una emulazione leggermente meno perfetta del Calcolatore di Rischio di Carcinoma della Mammella del National Cancer Institute, tuttavia aggiunge ulteriori fattori di rischio e quindi è molto più completo.

E con questa ulteriore precisazione possiamo considerare esaurito il filone sull'alcol.
469. Dr. Salvo Catania il 04/05/2013 ha scritto:
Ormai completiamo l’opera per non lasciare dubbi su come una notizia vera possa essere riportata in modo irresponsabilmente distorto magari in buona fede , ma certamente per incompetenza nel leggere la letteratura alla luce della tabella che ho appena allegato.
Il collega mi ha sbattuto in faccia trionfante nel post precedente le conclusioni di uno studio:
>>(Oakland, Calif. – December 10, 2009) Moderate consumption of alcoholic beverages (at least three to four drinks per week, no matter the type of alcohol) is associated with a 30 percent increased risk of breast cancer recurrence, according to a new Kaiser Permanente study. Post-menopausal or overweight women may be most susceptible to the effects of alcohol on recurrence, according to the researchers. >>
Inquietante senz’altro ! Chiunque riportasse lo studio spaventerebbe mezzo mondo se incompetente.
Ma per tutte le ragioni che abbiamo spiegato , se poi andiamo a leggere le stesse conclusioni dello stesso Kwan

>>Women previously diagnosed with breast cancer should consider limiting their consumption of alcohol to less than three drinks per week, especially women who are postmenopausal and overweight or obese>> Kwan said
cioè
>>Le donne cui è stato precedentemente diagnosticato un cancro al seno dovrebbero prendere in considerazione (Should consider e NO ASSOLUTISSSSSIMAMENTE …ecce cc) di limitare il loro consumo di alcol a meno di tre bicchieri a settimana, soprattutto le donne che sono in post-menopausa e in sovrappeso>> HA DETTO KWAN.

Commento :
Se consideriamo la tabella sui fattori di rischio

http://www.medicitalia.it/minforma/Senologia/676/Tumore-del-seno-come-s

e sommiamo già i fattori di rischio più importanti (6 x età, 5 per precedente tumorale, spesso 5 per familiarità, 3 per sovrappeso e alimentazione ricca in grassi, più altri che non conosciamo) è chiarissimo che questi individui presentino GIA’ un rischio di recidive alto e l’alcol anche se presenta un rischio modesto (RR 1,3) potrebbe costituire la goccia,[ piccola PICCOLA …]che fa traboccare il vaso GIA' colmo. Non è certo l’alcol che provoca la recidiva….ma tutto il resto con il piccolo contributo dell’alcol.

Inoltre lo stesso Kwan non riesce a identificare la soglia zero per l’alcol, che è una invenzione del collega, tant’è che si spinge a concedere mezzo bicchiere al giorno (3 bicchieri alla settimana ) persino alle donne che hanno avuto un tumore, hanno una età ad alto rischio, e presentano l’obesità come fattore di rischio significativo.

Se le donne ad altissimo rischio ne possono bere mezzo bicchiere al giorno, a quelle a rischio basso della popolazione generale glielo vogliamo concedere un bicchiere al giorno che invece il collega con la sua campagna terroristica voleva assolutamente azzerare, non solo qui ma soprattutto in altri blog ?

Questa è la prova, allegando lo stesso articolo che ci aveva allegato lui, di tutte le sciocchezze che ci ha propinato.
470. Utente 258701 il 04/05/2013 ha scritto:
Grazie Dr Catania per la Sua disponibilità, CHIARISSIMO come sempre!
Argomento alcol archiviato! :)
471. Utente 284370 il 06/05/2013 ha scritto:
Gent. Dott. Catania, in merito all'argomento del "cancro al seno/alcol", vorrei sapere se il discorso va esteso anche alle donne in menopausa, ed inoltre, una curiosità: mia suocera (81 anni) ormai in menopausa da più di 25 anni, ha ancora le vampate. Secondo lei è normale?
472. Dr. Salvo Catania il 06/05/2013 ha scritto:
Soprattutto in menopausa perchè si aggiungono ulteriori fattori di rischio significativi (es. età....). Stia tranquillo per la suocera ma per un approfondimento dovrebbe ripostare con maggiori dettagli nell'area dei consulti.
473. Dr. Salvo Catania il 06/05/2013 ha scritto:
Poichè ne abbiamo discusso recentemente sulla lecitina, segnalo questa interessante news del collega Quatraro

http://www.medicitalia.it/news/3334-infarto_ictus_e_flora_batterica_con
474. Dr. Francesco Quatraro il 06/05/2013 ha scritto:
Caro Salvo,
grazie per la citazione,
naturalmente sono dell'idea che la martellante pubblicità ed i notevoli interessi economici spingono per un uso smodato di integratori, genera false aspettative, se non addirittura effetti negativi per l'organismo.
Come noto, dalle nostre parti, sono rari gli stati "veramente" carenziali, pertanto è del tutto superfluo l'utilizzo di integratori.
Assolutamente opinabile, a mio modesto parere, è la libera vendita e quindi il libero (smodato?) utilizzo che si fa di queste sostanze, spesso assunte per di più senza parere di un medico esperto.
L'articolo che ho proposto è, a tal proposito, emblematico!
475. Utente 217140 il 07/05/2013 ha scritto:
Gentile Dottor Catania,
posso chiederle cosa ne pensa dell'associazione curcuma + lecitina di soia per aumentare l'assorbimento della curcumina ? A quanto sembra la curcuma si scioglie molto bene nella lecitina e ciò aumenterebbe la biodisponibilità del principio attivo...
Grazie
476. Dr. Salvo Catania il 07/05/2013 ha scritto:
Guardi che è proprio indirizzato a chi mi chiedeva di "integrare" con la lecitina che avevo allegato il link della news del collega Quatraro
>>la correlazione è a tre, ovvero tre lecitina e parte della flora batterica capace di produrre TMAO che favorirebbero l'aterogenesi.>>

Ma perchè tirate in ballo sempre gli integratori che a)costano di più rispetto agli alimenti naturali- b) spessissimo sono inutili - c) talvolta sono pericolosi.

E inoltre non sono informato che la lecitina aumenti la biodisponibilità della curcumina. A questo scopo io aggiungo, e non me lo sono certo inventato io, una spruzzatina di PEPE NERO.

Ma perchè complicarsi la vita ?
477. Utente 217140 il 07/05/2013 ha scritto:
http://www.infoerbe.it/index.php?option=com_infoerbe&task=scheda&am

Curcuma
Curcuma longa L.
Posologia
Droga essiccata in polvere o decotto: 8 g giorno, in 2 dosi, con stessa quantità di lecitina per aumentare l’assorbimento.

Tra l'altro anche una Sua collega su Medicitalia consigliava ad un utente :

" Se lo usa nel cibo basta una spruzzatina di pepe, se lo prende così com'è mescola curcuma e lecitina di soia. "

http://www.medicitalia.it/consulti/archivio/323675-utilita_della_curcum

Da qui la domanda, visto che

a) è noto che la biodisponibilità della curcumina è bassa

b) il pepe potrebbe anche irritare il tratto gastrointestinale, soprattutto in chi vuole usare la curcuma quotidianamente e sfruttarne a pieno i benefici..

Mi sembra pero' di aver capito che la lecitina sarebbe addirittura dannosa, il suo link non è troppo rassicurante...



478. Dr. Salvo Catania il 07/05/2013 ha scritto:
Ammetto di avere diversi pregiudizi su vitamine e integratori alimentari. Pregiudizi si fa per dire perchè in realtà alcuni di questi in Scienza e Coscienza li prescrivevamo a iosa nel secolo scorso. Ma poi alcuni di questi al vaglio di studi rigorosi si sono dimostrati cancerogeni.

Pertanto resto di parte : Si al Pepe Nero, no alla lecitina.
479. Dr. Salvo Catania il 07/05/2013 ha scritto:
Quando parlo di pepe nero sottolineo "spruzzatina di..." (disturbi gastrointestinali)


>>Mi sembra pero' di aver capito che la lecitina sarebbe addirittura dannosa, il suo link non è troppo rassicurante...>>

Vogliamo chiederlo al collega Quatraro di darci una spiegazione più esplicita ??

480. Utente 217140 il 07/05/2013 ha scritto:
Direi che sarebbe interessante avere qualche dettaglio in più in merito, anche perchè la lecitina non è solo un integratore ma una sostanza presente naturalmente negli alimenti e anche industrialmente come emulsionante.

"La lecitina esiste in primo luogo come sostanza corporea, come componente delle cellule vegetali e animali. Le cellule sono circondate da una membrana esterna, chiamata membrana cellulare, composta appunto da fosfolipidi. Le fonti naturali con il maggior contenuto di lecitina sono i semi di soia (dall’ 1,48 al 3,08%),seguono le arachidi (1,11 %), il fegato di vitello (0,85%), l’avena (0,65%), il frumento (0,61%), e le uova (0,39%). Tra i prodotti finiti con il maggior contenuto di lecitina figurano il tuorlo d’uovo in polvere (14-20%), il tuorlo d’uovo (7-10%), il germe di grano (2,82%), l’olio di soia (1,8%), e il burro (1,4%). "

Se fosse dunque cosi' dannosa direi che sarebbe un bel problema...

481. Dr. Francesco Quatraro il 07/05/2013 ha scritto:
Caro Salvo,
accetto di reintervenire su questa storia della Lecitina.
Intanto vorrei dire che,
il fatto che gli organismi animali sintetizzino autonomamente fosfolipi (tra cui la lecitina) per le proprie membrane cellulari e quant'altro,
non ha nulla a che vedere con i processi metabolici che invece la lecitina subisce se assunta per via digestiva (come detto con produzione di TMAO ad effetto nocivo da parte di flora batterica).
ALcuni spunti di riflessione (estensibili al gigantesco mondo degli integratori):
1. Una delle più potenti industrie americane, in termini di influenza politica e di lobby, è l'industria della soia;
2. La lecitina viene estratta attraverso processi chimici;
3. La maggior parte delle fonti di soia nel mondo sono ormai geneticamente modificati (GM);
4. Ingerire Lecitina supera di gran lunga i benefici.

... pertanto non mescoliamo la produzione di fosfolipidi del nostro organismo con tutto il resto!
482. Utente 137387 il 07/05/2013 ha scritto:
Gent.mo dott. Catania ho incominciato da pochissimo a consumare fagioli di soia, sia come polpette sia come succo (: latte di soia?) consigliatimi dall'urologo per il mio k prostatico. Ciò premesso Le chiedo gentilmente di dirmi, essendo il mio k ormonodipendente così come quello al seno, se la presenza di fitoestrogeni nei fagioli di soia è benefico o no per il mio k. Grazie cordiali saluti.
483. Dr. Salvo Catania il 07/05/2013 ha scritto:
Se ha la pazienza di rileggere questo forum abbiamo più volte messo sull'avviso gli utenti che la soia va benissimo in forma naturale e non attraverso i prodotti industriali che sono quasi tutti occidentali e molti di questi contengono di tutto tranne che la soia.
Lo stesso vale per la salsa di soia per via dei coloranti (caramello) utilizzati e che generano qualche apprensione.

Lo stesso vale per il latte di soia, ma "fatto in casa". attenzione a quello in vendita.

Riguardo ai fitoestrogeni la soia inserita nello stile alimentare non supera la soglia pericolosa di molti integratori (NO AGLI INTEGRATORI si ai fagioli di soia al naturale, al miso, al tofu !) e quindi va benissimo anche con la sua precedente patologia.

Tutti questi concetti li potrà trovare riassunti anche su

http://www.senosalvo.com/la_soia_tumore_seno_prostata_menopausa.htm
484. Utente 278503 il 09/05/2013 ha scritto:
Grazie dr. Quatraro.Ma guardi che sono i medici che frequentemente ci prescrivono gli integratori. Noi seguiamo i consigli anche se è vero che ci siano casi di autoprescrizione.
485. Dr. Francesco Quatraro il 09/05/2013 ha scritto:
Gentile utente 278503,
ha assolutamente ragione,
anche i medici, come i pazienti,vengono bombardati da messaggi discordanti, sta a loro documentarsi.
Va anche riconosciuto, come lei correttamente ha scritto, che una malconcepita idea di poter maneggiare agevolmente tali prodotti, oltre che la libera vendita, inducono all'autoprescrizione, sulla quale ovviamente non mi sento di concordare.
486. Utente 277509 il 09/05/2013 ha scritto:
In questa discussione non si è mai parlato di coloranti, emulsionanti, esaltatori di sapidità, conservanti. Vuol dire che a causa dei controlli non ce ne sono più negli alimenti di quelli cancerogeni. ?
487. Dr. Salvo Catania il 10/05/2013 ha scritto:
Provo a risponderle, non entrando nei dettagli, e confesso una discreta incompetenza sul tema perché non ho seguito gli ultimi aggiornamenti dell’EFSA. Ma di questo non mi preoccupo perchè su questo forum c’è più di un utente attentissimo e aggiornatissimo che mi segnala (continuate a farlo) tutte le novità con interventi sempre equilibrati e costruttivi.

Su questo tema si potrebbe in linea teorica stare "relativamente" tranquilli perché in Europa c’è l’EFSA ( Autorità Europea per la Sicurezza) in associazione a FAO e OMS, che detta le regole per quanto riguarda gli additivi consentiti e i loro quantitativi consentiti.
Queste regole impongono delle soglie che impongono una autorizzazione ad utilizzarli ed infatti sono contrassegnati sulle confezioni da un numero preceduto dalla lettera E.

In particolare (ricopio perché non li ricordo a memoria tutti)
• Da E 100 a 199 coloranti
• Da E 200 a 299 conservanti
• Da E 300 a 399 antiossidanti e regolatori di acidità
• Da E 400 a 499 addensanti, emulsionanti, gelificanti e stabilizzanti
• Da E 600 a 699 esaltatori di sapidità, tra cui il glutammato monosodico *(E 620)
• Da E 900 a 999 edulcoranti di sintesi tra cui l’aspartame

*Il glutammato è un aminoacido naturale che se consumato in eccesso può generare una sindrome tossica chiamata “ SINDROME DA RISTORANTE CINESE”

Le liste degli additivi consentiti vengono periodicamente rivisti e alcune soglie si abbassano anche significativamente quando alcune sostanze si dimostrano tossiche : esempio più clamoroso quello dell’E 128 Rosso 2G prima consentito e solo dal 2007 considerato cancerogeno.

I coloranti sono più innocui oggi rispetto al passato e sul glutammato abbiamo già detto : attenzione al cibo cinese, che non va comunque demonizzato.

I conservanti vengono impiegati per impedire la degradazione dell’alimento. Attenzione alla frutta e verdura dall’aspetto straordinario, di gusto mediocre….

http://www.senosalvo.com/verdure_veleni.htm

Alcuni conservanti hanno una tossicità intrinseca, in quanto antibiotici, antifungini, batteriostatici.

Attenzione agli affettati industriali che contengono nitriti che generano nitrosammine cancerogene.

http://www.senosalvo.com/i_salumi_vanno_evitati.htm

In linea generale purtroppo la legge consente di avere a tavola cibo spazzatura come succhi di frutta che non hanno frutta, ma solo acqua e zucchero, preparati di soia, che non hanno soia, preparati carnei che non hanno neanche la carne.

Alcuni nostri utenti qui intervenuti hanno dimostrato come dove non ci protegge la legge lo può fare l’intelligenza e la corretta informazione.
488. Utente 277153 il 14/05/2013 ha scritto:
L'anno scorso ci aveva promesso :-))) che avrebbe trattato i metodi di cottura e rischi connessi. Suppongo che il tempo disponibile non le abbia consentito di farlo. Potrebbe brevemente almeno spiegarci se possiamo fidarci del forno a microonde ? Grazie !
489. Utente 277153 il 14/05/2013 ha scritto:
L'anno scorso ci aveva promesso :-))) che avrebbe trattato i metodi di cottura e rischi connessi. Suppongo che il tempo disponibile non le abbia consentito di farlo. Potrebbe brevemente almeno spiegarci se possiamo fidarci del forno a microonde ? Grazie !
490. Dr. Salvo Catania il 15/05/2013 ha scritto:
Ha ragione, ma ci sono tanti temi da allestire. Sul forno a microonde mi sento autorizzato a tranquillizzarla. Il tema è stato sfiorato in questo blog, ma maggiori dettagli li troverà su alcuni consulti cui ho replicato. Legga ad esempio

http://www.medicitalia.it/consulti/archivio/307110-chiarezza_sugli_effe
491. Utente 304296 il 15/05/2013 ha scritto:
Doveroso un GRAZIE per tutto ciò che fate conoscere.
Il problema che mi pongo è il consumo del pesce. Nel tempo ho continuamente ridotto il consumo di mitili (per aver visto tanti star male), poi con il problema del maggior inquinamento, la rinuncia a tonno e pesce spada (dei quali gran consumatore fino ad un recente passato). E purtroppo hi letto di dover rinuncaire, per gli stessi motivi, al salmone. Davvero non ci sono soluzioni a questo? E riguardo al consumo di carni in scatola con i relativi rischi, bisogna inserire tra queste carni anche le sardine in scatola, ormai tra i pochissimi pesci da cui si possono trarre gli omega 3? Grazie ancora
492. Dr. Salvo Catania il 15/05/2013 ha scritto:
Gentile utente purtroppo queste sono le conclusioni di molti studi recenti e pare che non ci siano differenze significative tra pesci di allevamento e pesci catturati in mare. Anche io ero un gran consumatore di salmone, ora lo mangio ma con più moderazione (alcune raccomandazioni lo concedono una volta al mese mediamente). Se ha la pazienza di risalire e leggere questo blog si parla anche della gran varietà di pesci consentiti a piacimento e quindi il problema degli omega-3 non si pone se è questo che la preoccupa.
493. Utente 278503 il 16/05/2013 ha scritto:
Dottore ha più volte "maltrattato" :-))) gli integratori alimentari. In questi giorni ho letto invece le conclusioni in parte favorevoli di uno studio importante molto recente.
E' ancora della stessa idea ?
494. Utente 304296 il 16/05/2013 ha scritto:
Grazie, dr. Catania. Lei risponde in maniera sempre molto chiara e organica, e mi fa superare ogni "frustrazione" derivante dall'accettazione di certe verità. Vivendo da sempre in zona di mare e golosissimo di pesce, certo è una bella batosta ricevere continue conferme sulla pericolosità di alcune specie ittiche.
Ma vorrei presentarle un altro mio dubbio. Al fine di riordinare il mio menù e armonizzare al meglio la mia dieta, unitamente all'obiettivo di evitare la Sindrome metabolica (ho familiarità di diabete e ipertensione), ho scoperto e apprezzato questo blog, contestualmente ad alcuni interventi del prof. Berrino proposti in rete. Sto apprezzando cibi anche difficili da trovare (come il "vero" riso integrale), ma soprattutto apprezzo quotidianamente quanto sia importante conoscere le regole fondamentali dell'alimentazione, evitando di cadere nella sindrome del RIEMPI IL CARRELLO al supermercato, che è ricco (troppo !) di prodotti molto elaborati e poco salubri. Ho letto e ascoltato anche alcuni interventi del dott. Mozzi (sostenitore di alimentazioni legate al tipo di gruppo sanguigno), che in parte collimano con ciò che asserisce il dott. Berrino, ma soprattutto puntano il dito verso la eliminazione totale di alcuni alimenti come zucchero, latte e derivati, cereali (in particolare quelli con glutine). Cosa ne pensa del fatto che alcuni alimenti debbano essere eliminati in maniera totale? E' una modalità corretta da inserire all'interno di scelte alimentari, o la totale eliminazione di un cibo, usato da millenni, è comunque sbagliata?
495. Dr. Salvo Catania il 17/05/2013 ha scritto:
No non ho affatto cambiato idea (^___^) gentile Utente 278503 !

Abbiamo molte volte affrontato questo tema e resto dell’idea che gli stati carenziali siano rari e quando sono dimostrabili l’integrazione non passa mai attraverso l’autoprescrizione ma dietro stretto controllo medico.

E comunque resto dell’idea che sia meno costoso e pericoloso affrontarla la eventuale carenza attraverso un bilanciamento alimentare naturale, anche perché
• Si ritiene da tempo-ma non è dimostrato- che facciano bene
• La scienza dovrà ancora far luce sui meccanismi biologici attraverso i quali gli integratori multivitaminici possono ridurre l’incidenza dei tumori e influenzare altre malattie croniche.


• Nonostante, e suppongo sia lo studio cui fa Lei riferimento, il Physician Health Study II (PHS II) , abbia mostrato alcuni dati molto interessanti sugli effetti degli integratori negli over 70, ove le carenze sono più frequenti.

Senza dubbio trattandosi di uno studio condotto su vasta scala dal 1997 al 2011, facendo assumere un integratore multivitaminico a 14.000 medici maschi americani a partire dal cinquantesimo anno di età.
• Lo studio è da considerare serio e valido perché randomizzato, in doppio cieco e placebo-controllato.

RISULTATI : riduzione modesta (ma bisogna ammettere che sia significativa) dell’8 % dei tumori globali, tranne che per la prostata (nessun effetto). Nessun effetto sulle malattie cardiovascolari.
496. Dr. Salvo Catania il 17/05/2013 ha scritto:
Utente 304296
Mi complimento con il criterio che ha adottato per il suo stile di vita, a condizione che a lungo andare non diventi compito faticoso da mantenere. Io non amo molto gli integralismi, le proibizioni assolute, perchè il cibo deve restare pur sempre un piacere.
Ritengo che anche le sporadiche trasgressioni se accrescono il buon umore facciano parte integrante di uno stile di vita SANO .
497. Utente 304296 il 17/05/2013 ha scritto:
Riguardo il mantenere uno stile di vita irreprensibile, mi aiuto tenendo sempre a mente uno dei famosi pensieri "a voce alta" di Woody Allen in uno dei suoi film ("Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana di più e in quella settimana pioverà a dirotto"). Comunque non ho mai creduto agli integralismi, proprio perchè abbassano di molto il buon umore. Perfettamente in accordo con il suo pensiero. Ciò che mi fa pensare è quanto sia complicato non farsi male con il cibo e soprattutto come educare a questo i figli, per tutto ciò che il mercato propone e , spesso, quasi impone vista la impossibilità di scegliere.
498. Dr. Salvo Catania il 19/05/2013 ha scritto:
Sa cosa si intende per WESTERNISATION alimentare, termine che ci dà la spiegazione sulla corretta definizione dello stile di vita sano e giustifica, in parte, la mia reazione ai ridicoli copia-incolla del collega anonimo che di fatto rendono vani i tentativi di rieducare i giovani ad una efficace Prevenzione Primaria e non solo dei tumori? Purtroppo la mentalità che mostra il collega è molto diffusa tra alcuni medici e rende impossibile il tentativo di potere invertire rotta su un tema così delicato che riguarda l’informazione sanitaria perché focalizza anatemi che sono solo fuorvianti sull’educazione alimentare.
Questo neologismo spiega tante cose. In particolare
• Cosa si intenda per stile alimentare sano
• Perché siano concesse sporadiche trasgressioni
• Perché no agli integralismi alimentari
• Perché no alle integrazioni industriali
• Ecc

Non sono così ingenuo da pensare che con le nostre raccomandazioni si possa prevenire l’insorgenza del cancro di oltre il 40%. Ma già questo è un bell’obiettivo senz’altro.

Ma perché oggi più che in passato occorra una informazione corretta ?‘ Cosa è successo di nuovo nella nostra società da rendere molti alimenti più pericolosi che nel passato nonostante le conoscenze prima fossero ovviamente di gran lunga inferiori ?

La nostra specie, ma anche le altre specie, hanno acquisito conoscenze anche senza la necessità di studi specifici sulla commestibilità di molti alimenti…sulla propria pelle. Ad esempio come facevano a sapere secoli fa che si potevano mangiare i porcini, ma che non si poteva neanche assaggiare l’amanita falloide ? Questa conoscenza è costata migliaia di morti e nessuno si è sognato mai di fare studi sulla tossicità della amanita falloide, perché nessuno l’ha più mangiata salvo che per errore. Probabilmente questa selezione delle conoscenze si è ripetuta dall’antichità per tutti gli alimenti e nel corso di migliaia di anni ogni popolo o nazione ha sviluppato determinate abitudini alimentari ed è sopravvissuto alla storia ed al tempo perché gli alimenti selezionati con questo criterio non provocavano, se non con una incidenza “normale”, malattie mortali e tra queste il cancro. Infatti questa malattia era più rara nell’antichità ( anche perché l’età media era inferiore).

Ognuno di questi popoli ha sviluppato abitudini alimentari adatte al suo patrimonio genetico ( e talvolta anche viceversa) , all’ambiente circostante e al territorio , riproducendosi e resistendo a tutte le calamità

D’altro canto nessuno di questi popoli è rimasto indenne dal cancro , il che significa che nessuna di queste abitudini alimentari pur se innocue è stata capace di proteggerli in modo assoluto dal cancro.

Ma poiché le popolazioni sono sopravvissute indirettamente vuol dire che qualunque tipo di alimentazione si autoseleziona in funzione di un territorio.

Cosa è accaduto invece nell’era moderna ? Si verifica oggi la preoccupante WESTERNISATION alimentare.

In altre parole non è più la nostra storia a dirci cosa mangiare, ma sono la pubblicità e l’industria agroalimentare,che tendono a cancellare le ricette (tramandate dalle nostre bisnonne) ed i prodotti locali per esortarci a MANGIARE TUTTI LE STESSE COSE : prodotti confezionati, a valore aggiunto per l’industria che continua ad escogitarli ed a sfornarli. La vita moderna ci incita a diminuire la varietà di ciò che mangiamo ed a preparare i nostri cibi tutti allo stesso modo.
Troppo ricchi, troppo grassi e spesso tossici.

Perché ad esempio al di là dell’Atlantico si mangia peggio che da noi ? Perché gli Stati Uniti sono un paese senza storia gastronomica o culinaria antica e gli alimenti non hanno avuto il tempo di adattarsi alle caratteristiche genetiche delle popolazioni che non avevano alcuna nozione del territorio ( gli indiani li massacravano…….) . Senza storia gastronomica sono nate abitudini alimentari che rischiano di attecchire anche da noi : pizza, birra, bevande dolci e gassate consumate davanti alla televisione; cibi da fast food; patatine in sacchetti pieni di acrilamide ; megaporzioni (si diffondono locali con “girocarne” a volontà) di carne con una percentuale di grassi elevata e troppo cotta ; troppi latticini a qualsiasi età anche in quelle dove i fattori di crescita non servirebbero più.

Questo è un esempio di stile spazzatura conseguente alla Westernsation che tende a sostituirsi alla nostra storia gastronomica che nel corso dei secoli ha dimostrato invece la sua assoluta innocuità,e che consente sporadiche trasgressioni che vanno dal bicchiere di vino all’etto di formaggio, e che non incrementano affatto il rischio di cancro.
499. Utente 304296 il 20/05/2013 ha scritto:
Complimenti, dottore. Contro ogni intento di "anonimi", sempre molto equilibrato e realista.
500. Dr. Salvo Catania il 20/05/2013 ha scritto:
Mi serviva soprattutto a chiarire quale sia il ruolo dei carcinogeni rispetto allo stile di vita. Quanto siano diseducativi gli alert fuorvianti estrapolati da questo contesto. Quanta sia nociva oltre che assolutamente inutile certa informazione, seppur vera, che viene spacciata con il pretesto dell'altruismo ["aiutare
gli altri !...a morire prima ?] che non è affatto generosità ma EGALTRUISMO : spacciarsi per buoni solo per mettersi in mostra !

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