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Deficit dell'erezione, impotenza e patologie cardiovascolari

Dr. Giovanni Beretta Data pubblicazione: 11 dicembre 2010
Gli uomini che hanno un disturbo dell'erezione hanno un rischio 1,6 volte maggiore di avere un importante problema cardiovascolare.

Un recente lavoro, pubblicato da un gruppo di ricercatori tedeschi sulla rivista scientifica Circulation, giornale dell'American Heart Association, riferisce che un disturbo dell'erezione è un importante fattore predittivo di un possibile problema cardiovascolare, anche grave.

Lo studio in questione è stato condotto su 1.519 uomini di 13 paesi che avevano una cardiopatia e, tramite un questionario, a tutti è stato chiesto se lamentavano un problema all'erezione; il controllo nel tempo, cioè il follw-up, è stato ripetuto dopo 2 e 5 anni.

Molto in sintesi, dopo cinque anni, Michael Böhm, primo autore dello studio e responsabile del Dipartimento di Cardiologia e Terapie Intensive all'Università tedesca di Saarland, ed il suo team riferiscono che i cardiopatici con disturbi dell'erezione tendono ad avere una più alta percentuale di gravi crisi ipertensive, diabete ed infarti rispetto a quelli che non lamentano disturbi erettivi; le morti poi, per la cause più varie, sono presenti nell'11,3% dei pazienti con deficit dell'erezione riferito all'inizio dello studio e nel 5,6% di soggetti senza problemi.

Michael Böhm consiglia, quando si raccoglie la storia clinica di un maschio, di chiedergli sempre se c'è o no un problema ad avere una regolare erezione; se questo dato clinico è presente bisogna sempre considerarlo come il sintomo di una arteriosclerosi precoce da seguire e trattare.

Quando un uomo, che ha superato i 45-50 anni, si rivolge ad un andrologo o ad un urologo per un disturbo dell'erezione deve sempre essere valutato anche da un cardiologo per capire se è presente o no anche una patologia cardiovascolare.

Sappiamo comunque già da tempo che un disturbo dell'erezione è spesso associato ad una disfunzione dell'endotelio vascolare, problema che sempre troviamo in presenza di una patologia cardiovascolare, di ipertensione e di diabete .

Il consiglio immediato da dare sempre, sia in presenza di un disturbo dell'erezione che di una patologia cardiovascolare, è quello di cambiare stile di vita e quindi mangiare meglio, controllate il colesterolo, smettere di fumare, aumentare con giudizio la propria attività fisica e sentire sempre in diretta i consigli del proprio medico di fiducia e naturalmente anche dell'andrologo.

Ricordiamoci poi che le terapie messe in campo per correggere una disturbo dell'erezione non proteggono contro una eventuale patologia cardiovascolare e/o legata ad un scorretto stile di vita.

Ulteriori informazioni su tali temi si possono ricevere anche consultando gli articoli pubblicati sempre sul nostro sito e visibili agli indirizzi:

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/184-quando-l-erezione-e-difficile-o-non-c-e-che-cosa-fare.html

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/278-disturbi-dell-erezione-e-diabete-mellito-cosa-fare.html .

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

23 commenti

#1
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Ciao Giovanni,
i giovani oggi in special modo, vivono una vita srlegolata, senza una regolamentazione del ciclo sonno-veglia, assumono alcolici, nella migliore delle ipotesi e droghe nella peggiore, mangiano malissimo e fumano quasi tutti.
Questi stili di vita uniti alle relazioni che sperimentano all'insegna dell'ansia e dell'assenza del sentiemnto, li candida al deficit erettivo, anche se transitorio.
Una campagna massiccia di prevenzione e formazione sia andrologica che sessuologica,sarebbe veramente utile.
Cari saluti

#2
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Osservazioni corrette che valgono soprattutto per gli under 25.

#3
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Purtroppo si, Giovanni, prima o poi passerà la legge dell'obbligatorietà all'educazione emozionale e sessuale; forse solo allora si potrà parlare di vera e propria prevenzione...anche di futuri infarti.

#4
Utente 185XXX
Utente 185XXX

Buongiorno Dottore, vorrei chiederle se per piacere mi può dare una mano con un problema che, sono più che sicuro, le vien presentato spesso da ragazzi della mia età ( 18-19).
qualche sera fà ho provato a fare l'amore con la mia ragazza, con lei non ho mai avuto alcun problema di erezione (anzi) ma non appena indossai il preservativo il pene ha è gradualmente perso la sua erezione e fare sesso divenne praticamente impossibile e senz'altro spiacevole.
dopo vari tentativi sono finalmente riuscito ad ottenere una Vaga rigidezza del mio organo e abbiamo tentato di rieseguire il rapporto, risultato : sono venuto istanti dopo.
bene, si tratta sicuramente i ansia da prestazione,
in quanto non ho problemi di erezione di per sè.
un evento simile mi era capitato mesi fà con una ragazza a cui tenevo molto, lei purtroppo non ricambiava questo affetto e visti i risultati negativi sul piano sessuale decise che forse era meglio " vederci come amici".
Insomma penso che questo evento mi abbia ferito e che ora si ripercuote un pò sulla mia situazione attuale.
fortunatamente la mia ragazza è una persona molto comprensiva ma comunque vorrei che la situazione si aggiusti al più presto.

le scrivo perchè mi piacerebbe avere delle risposte concrete e non le solite : "non si preoccupi, è solo stress, tutto passerà".
Le sarei davvero grato se mi sa dire un modo per superare questo imbarazzante ostacolo.

la ringrazio in anticipo
con cordiali saluti
Giuse.

#5
Specialista deceduto
Dr. Giorgio Cavallini

Non è necessariamente una ripsosta a Giuse, che tale si firma, ma è in stampa sul J.Androl. un articolo della Università Egiziana del Monte Tabor (?) in cui il deficit eretti è più frequenti nei giovani e giovanissimi (inferiori a 25 anni) che fanno uso di droghe, alcool e tabacco, che sono sovrappeso. Nonostante da un punto di vista epidemiologico questi soggetti siano francamente psicogeni.
Ora il problema è: se usano sostanze sono psicogeni più gravi, ovvero le sostanze fanno emergere danni organici?

#6
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Giuse, penso che lei non sia un soggetto con disturbi all'erezione e con particolari rischi di tipo cardiovascolare ma, per poterle risponderle, bisogna, come forse ha capito anche dalle cose scritte dal collega Cavallini, almeno vederla in diretta e farle una corretta e completa anamnesi e diagnosi.
Poi eventualmente escludere, se è clinicamente indicato, un possibile problema organico.

#7
Utente 561XXX
Utente 561XXX

Dr. Giovanni Beretta, una domanda, ho 49 anni e da tempo soffro di problemi di erezione, nel senso che dopo pochi secondi di atto sessuale, vengo e l'erezione cede in pochi istanti senza poter dare soddisfazione alla mia compagna .
ho problemi di pressione alta, e a breve inizierò la terapia per regolare la pressione. Stavo valutando un aiuto farmacologico tipo viagra o simile per poter avere un poco di successo, cosa mi consiglia?

grazie

#8
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore,

purtroppo situazioni cliniche specifiche e particolari, come la sua, richiedono sempre un primo passo decisivo e fondamentale, cioè una visita clinica diretta; senza questa noi, da questa postazione, nulla le possiamo dire di preciso e mirato e soprattutto non possiamo darle alcuna indicazione terapeutica.

Detto questo si ricordi comunque che sempre la visita medica specialistica in diretta rappresenta il solo strumento valido per poterle dare un’indicazione diagnostica mirata e poi eventualmente, quando è possibile, anche una prospettiva terapeutica corretta e che le informazioni fornite via internet vanno sempre intese come meri suggerimenti clinici e di comportamento.

Un cordiale saluto.

#9
Utente 577XXX
Utente 577XXX

Buonasera,
il 1 dicembre mendiate coito con la mia compagna o impattato fortemente il pene dentro di lei, con molta fuoriuscita di sangue dall'urtra e andato in ospedale. L'urogolo di turno visitandomi, arrestata l'emoreggia e non riscontrando ematomi nrl corpo del pene sono stato dimesso. A distanza di 60 giorni non ho avuto più erezioni vigorose prima del trauma, e sentito sempre un fastidio nel corpo del pene, tipo contusione, e ho deciso di andare da un urologo. Volevo fare ecocodoppler dinamica e mi ha sconsigliato per questa puntura che lascia dopo qualche deficit di erezione per ore, e mi ha fatto quella bastale. E' stato riscontrato lesione, non scomposta, alla sinistra della base del pene. Mi ha detto semplicemente di aspettare altri 30 gg (23 febbraio circa) e attendere che si rimargini da sola come tutte le lesioni di fratture, evitando erezione con possibili fuoriuscite di sangue. Cosa che è andata qualche traccia nel testicolo destro. Cosa ne pensate? Parecchio preoccupato perchè vorrei recuperare come prima. Grazie

#10
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Segua le indicazioni ricevute in diretta e si ricordi comunque che sempre la visita medica in diretta rappresenta il solo strumento per poterle dare un’indicazione corretta e che i consigli forniti via internet vanno sempre intesi come meri suggerimenti clinici e di comportamento.

Un cordiale saluto.

#11
Utente 577XXX
Utente 577XXX

Grazie Dott. Beretta per il suo prezioso intervento.
Ovvio cosa dice per carità, però sa, se esiste questo mezzo, e un grazie enorme dei vostri interventi, è normale che, almeno per quanto mi riguarda, non si vuole mettere un professionista contro l'altro, o un parere contro l'altra.
Mi sono permesso solo di chiedere se esistono anche le sole lesioni e/o fratture non scomposte del tutto, e se corretto che possa rimarginarsi da sola.
Purtroppo dottore comprenderà sicuramente (anche come uomo) che quando abbiamo di questi problemi, specie nel mio caso, e come altri, da traumi, siamo particolarmente preoccupati. Come anche quella piccola percentuale da fratture, ci rientro purtroppo.
Le chiedo gentilmente se ha facoltà di potermi rispondere, e nel caso mi creda, ho anche pensato di venirla a trovare a Roma, vista la sua fama in materia:
- avrei dovuto insistere con il suo collegare a dovermi fare quel giorno l'ecocodoppler dinamnico e non solo quello basale?
- una lesione o frattura non scomposta, può risanarsi con il tempo come asserisce il collega?
Anche perchè sto prendendo in considerazione e sono in contatto con un bravo ecografo, di fare appunto quella dinamica. Visto di vederci o sapere chiaro prima io in prima persona, e poi a sottoporla a qualche altro possibile collega.
La ringrazio infinitamente per l'intervento, e nel caso del successivo.
Cordialmente

#13
Utente 577XXX
Utente 577XXX

Perdoni dott. Beretta,
sicuramente troppo impegnato, la comprendo e mi fa pure piacere del tanto lavoro. Le chiedo con molto gentilezza se posso, cosa ne pensa delle domande fatte e mie perplessità? Solo per qualche informazione maggiore.
Sempre un enorme grazie se avesse tempo.
Cordialmente

#14
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore,

all'ultima questione, da lei posta, mi sembra di averle comunque già risposto; sull’ecocolordoppler in modalità dinamica poi, se il collega ha un ecografo di ultima generazione, è anche possibile, in molti casi, studiare le arterie peniene e valutare la velocità di flusso del sangue in queste strutture anatomiche in fase basale, senza cioè fare una valutazione dinamica.

Ancora un cordiale saluto.

#15
Utente 577XXX
Utente 577XXX

Secondo lei, faccio bene a insistere a fare l'esame di ecocolordoppler dinamico? E magari approfondire?
Non vorrei offendere o mancare di rispetto verso nessun professionista. Se ne leggono tante e siete in tanti con idee e approcci diversi.Ma da parte di noi pazienti ci chiediamo e preoccupiamo se siamo nelle mani del medico giusto. Visto che dovrei ripresentarmi dal collega il 21 di questo mese per una ulteriore "semplice visita" circa la rimarginazione della lesione-frattura, non mi sento nè di perdere tempo, nè tanto meno buttare soldi, visto di questi tempi.
Posso chiedere un consiglio mirato? Insistere di fare un esame di ecografia approfondito o aspettare la possibile rimarginazione della frattura così da sola. Booo
Grazie ancora gentilissimo dott. Beretta.

#16
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Si rimetta con fiducia alle indicazioni che le darà, dopo il controllo e la valutazione clinica diretta, il suo andrologo di riferimento.

#17
Utente 577XXX
Utente 577XXX

Buonasera dottore.
Dopo la prima visita, a distanza di un mese sono andato per la seconda visita di controllo dal collega. Tutto molto veloce in appena 15 minuti, solo a toccare, senza nemmeno o quasi usare l'ecografo, ecc. ecc., con molta superficialità, tutto ok, tutto a posto non preoccuparti che ormai dalla rottura della tunica albuginea non può uscirti sangue in quanto sanato di suo. Poi dopo rispetto a prima, mi dice sicuramente il corpo cavernoso sinistro si è lesionato, motivo che è uscito tutto quel sangue dall'uretra il 1 gennaio. Nella prima visita invece era lesione, frattura parziale del pene boooo! Mi ha detto fai pure rapporti tranquillamente. Io ho fatto rapporti con la mia compagna domenica scorsa, e dal 1 dicembre 2019, ad oggi, 90 giorni, a distanza di tutto questo tempo all'erezione fa sempre male o fastidio nel corpo centrale del pene. E all'erezione quando mi tocco con la mano stringendolo avverto una palla per tutta la circonferenza del pene centrale. Oltre un gonfiore nella parte spongiosa sotto. MI ha detto tranquillo che fra qualche mese ti faccio fare degli ultrasioni a basse frequenze. In erezione non sento il pene fluido come prima, dovuto a questo gonfiore nella parte centrale per tutta la circonferenza. Prima della visita ho pure mandato delle foto del pene eretto sia prima del trauma che dopo. Booooo.. scusate ma mi sento nelle mani di persone superficiali, alla buona, e 50 euro mi dice pure senza ricevuta.
Da oltre 3 settimane aspetto che mi chiami un ecografo di una clinica per fare l'ecografia eco codopller dinamico, visto che mi è stato consigliato come uno dei migliori che esegue queste ecografie. Non ho voglia di buttare soldi, e nemmeno proprio il momento, ma almeno per vederci un po più a fondo, e magari cambiare medico.
Chiedo scusa per lo scoraggiamento, e grazie a chi vorrà intervenire.

#18
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Se dubbi sulle indicazioni ricevute sempre bene sentire una terza campana.

#19
Utente 577XXX
Utente 577XXX

Sempre gentile dottore nel trovare il tempo ad intervenire.
Più che altro perchè a distanza di 90 giorni esatti, provato fino a ieri sera, in erezione e nemmeno vigorosa come prima del trauma, tende a curvarsi a destra, o assumere forme strane, e in particolare con gonfiare nella parte spongiosa sottostante. Poi il medico è solo uno dove ho fatto la prima visita e a distanza di 30 giorni la seconda e ultima che descrivevo. Quindi sarebbe il secondo come medico.Sono in lista di attesa e credo quasi giunto alla lista, e sento domani con il medico che fa l'ecografia dinamica. E magari dopo mettermi nelle mandi di un'altro per vedere quale terapie o intervento da fare. Più che altro l'ansia la sento perchè leggevo di non far passare oltre i 6 mesi dal trauma, per queste benedette placche che si induriscono poi tanto con il tempo.
Ovvio che non voglio permettermi di dubitare verso un medico. Ma dopo che ho mandato pure le foto, con tutte le sue forme strane ecc. ecc..
Mi preoccupo per quello che invece si potrebbe fare oggi e non fra 3 mesi dove il problema è diventato maggiore e quasi forse irrecuperabile.
Posso chiederle consiglio almeno in questo dott. Beretta?
Grazie ancora

#20
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Faccia l’ecocolordoppler dinamico e poi, senza perdere altro tempo in internet, senta, appena possibile ed in diretta, il suo andrologo di fiducia.

#21
Utente 577XXX
Utente 577XXX

Farò così infatti caro dottore.
Magari se non è troppo disturbo farò partecipe e condividere il seguito.
Più che altro se possa essere utile a qualcuno successivamente. Visto che ho letto molti consulti simile al mio ma non letto più un seguito finale.
Su internet dott. Beretta non piace nessuno starci. Più che altro avendo la possibilità dell'esistenza di questi forum dove ci sono professinisti disponibili e gentili come lei, che magari non si sbilanciano più di tanto per vari motivi, ma noi pazienti cerchiamo di approfittare di conforto di altri pareri come il suo. Capisco che oltre ad essere urologi-andrologi vi trovate nella doppia veste ad essere anche psicologi di chi come noi ci troviamo ad affrontare certi traumi.
Mi permetto di rivolgermi solo tre ultime domande, se posso, e se in qualche modo voglia sbilanciarsi un pochino visto la sua esperienza di parecchi casi come il mio e forse anche qualcuno peggiore:
1) è cosa normale che decorsi 90 giorni dal trauma sento ancora un lieve fastidio-dolore nella parte centrale del corpo del pene in entrambi i lati dei corpi cavernosi durante l'erezione? Passerà con il tempo o ci dovrò convivere per sempre?
2) visto che lei è contrario da quello che leggo ad interventi invasivi, come inizioni ecc. ecc., nel caso, sono efficaci le onde d'urto a bassa frequenza per contrastare e frantumare la placca-fibrosi prima che si consolida più forte nel tempo?
3) ci sono casi dove possibile ripristinare tutto ? oppure quello che è rotto non ritorna più come prima naturale? Un qualcosa di parziale?
Le chiedo scusa di queste domande ma solo richiesta di un certo conforto come credo potrà comprendere.
Grazie ancora e la prego ancora di accettare le mie scuse.
Cordialmente

#22
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Alle tre questioni da lei poste tre sintetici ma mirati sì .

#23
Utente 577XXX
Utente 577XXX

Salve dottore,
oggi ho eseguito l'ecografia dinamica. La puntura non mi ha fatto più di tanto effetto sull'erezione. Poco o nulla. Quel che basta per eseguire il controllo.
Questo il referto:
IL pene risulta in minima torsione e deviazione destro , versa al terso medio. In ragione medio laterale destro, ipo - espansione falciforme del corpo cavernoso e della albuginea, senza evidenti ispessimenti in particolare fibro - calcifici
Piccole immagini calcifiche, sono evidenziabili in sede ventrale, una al terzo medio di diametro maggiore di cm o,3 circa, para - sagittale destra.
Altre due piccole immagini calcifiche lamellari di dimensioni inferiori, addossate, sono evidenziabili al setto pettineo in ragione ventrale.
Al terzo medio distale un apparente modico ispessimento iperocogino del setto pettineo, con relativa iper-rcogenicità dei corpi cavernosi in sede limitrofa para sagittale, bilateralmente pressochè simmetrica.
Non ulteriori evidenti ispessimenti della fasce periferiche, in particolare in sede laterale sinistra.
Nei limiti di norma la ecostruttura delle restanti sezioni dei corpi cavernosi.
Alla valutazione color.doppler, bilateralmente, la velocità di picco sistolico risultano pressochè dimmetriche, con valori nei llimiti di norma ai 35 cm/sec.
Presente la componente diastolica, con valori intorno ai 10 cm/sec.
Mi dice il radiologo e dalle ecografie, che c'e' presenza di infiammazione nella parte dorsale e centrale tra i due corpi cavernosi. Difatti dopo l'erezione sono stato come sempre tutto il pomeriggio tra piccolo dolore-bruciore sempre nella parte centrale.
Chiedo, ma se non ho placche, perchè adesso il pene in erezione prende forme strane e verso destra?
E' vero da quello che ho letto, l'unica soluzione alla quasi del tutto guarigione si ottiene solo con la puntura costosissima XIAPEX ?? e non basta nemmeno una?
Leggo che prima di questa iniezione di collagene si diceva da 20 anni al paziente che il problema si può solo rallentare ma permane per sempre? Un conviverci per sempre?
Se non la chirurgia con tutte le sue problematiche?
Le posso chiedere gentilmente qualche minuto del suo prezioso tempo per qualche risposta confortante o incoraggiante, sempre che ce ne fosse? perchè sembrerebbe di essere al patibolo...
Grazie e mi creda, che psicologicamente non è facile tutto questo..
Cordialmente

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