Lavatrici e Spermatozoi

Dr. Giulio BiagiottiData pubblicazione: 09 settembre 2016

Sapevamo che Ftalati e Bisfenolo, endocrine disruptors che inquinano le acque, non erano proprio amici degli spermatozoi. Quello che non sapevamo era come ci arrivano.

Gli Ftalati li troviamo in particolare nelle plastiche e i Bisfenoli sono invece presenti nei ritardanti della combustione. Mancava un tassello alla questione, ovvero come fanno queste sostanze a trasferirsi da dentro casa alle acque di laghi e fiumi.

Ricercatori dell’Università di Toronto sembra abbiano sciolto il busillis. Costoro hanno immaginato che esistesse un veicolo diverso dal lanciare una busta di plastica in acqua piuttosto che nella spazzatura e si sono messi al lavoro.

Fatta una serie di complessi esperimenti hanno dimostrato che i tessuti di cui sono fatti la maggior parte dei vestiti che indossiamo, il cotone e il poliestere, raccolgono, dal contatto con la plastica, gli ftalati. Per i Bisfenoli, invece, hanno ipotizzato prima e dimostrato che vengono raccolti per esempio dal tessuto dei divani e delle poltrone che sono trattati con tali sostanze onde evitare che prendano fuoco con troppa facilità.

Camicie, felpe, mutande e pantaloni vengono, poi, in ogni casa che si rispetti, lavati in lavatrice. Il pericoloso elettrodomestico provvede quindi all’estrazione delle nocive sostanze e le manda giù per lo scarico. E’ pur vero che in molti paesi civili le acque, prima di essere riportate nell’ambiente, vengono trattate e ripulite tuttavia non sembra che ci sia modo di filtrare Ftalati & C. che poi si danno da fare e pare siano almeno in parte responsabili della costante diminuzione del numero medio di spermatozoi non solo nell’uomo ma anche nei cani e altri animali.

Pare, anche a giudicare dai valori normali minimi della concentrazione di spermatozoi aggiornati ogni 5-6 anni al ribasso, che la cosa vada avanti almeno dal secondo dopoguerra.

L’articolo scientifico, ammetto, è bello e ben eseguito nonché pubblicato su American Chemical Society journal Environmental Science & Technology, aggiunge un tassello interessante su come riusciamo a far fuori l’ambiente. Quello che i ricercatori non dicono è che le lavatrici mollano nelle acque reflue anche una certa quantità di tensioattivi presenti nei detersivi che non sembrano essere da meno come inquinanti.

Autore

giuliobiagiotti
Dr. Giulio Biagiotti Andrologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1984 presso Università di Perugia.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Perugia tesserino n° 4114.

2 commenti

#1
Dr. Andrea Militello
Dr. Andrea Militello

Come sempre.....interessantissimo e ben scritto. Complimenti

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