Manovre salvavita e videogiochi

Dr. Stelio AlvinoData pubblicazione: 29 giugno 2013

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Grazie all'idea di un Anestesista Rianimatore italiano in team con un altro Collega dell' Italian Resuscitation Council e due ingegneri elettronici esperti nella visualizzazione virtuale dell'Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell'Informazione e della Percezione della Scuola Sant'Anna di Pisa è stato creato un software che, grazie alla compartecipazione di un team specializzato nella ideazione di videogiochi, potrà esser capace di stimolare e insegnare sfruttando la simulazione virtuale, l'applicazione di manovre salvavita, con buone potenzialità di distribuzione tra il giovane pubblico.

Nello specifico l'applicazione permette di prestare soccorso ad una vittima colpita da infarto.

Finalmente un videogioco non improntato alla rapidità d'azione e di riflessi nello sconfiggere un nemico armato avendo a disposizione virtuali e infinite armi micidiali, o nel bloccare un'invasione aliena della terra ma al contrario la possibilità simulata e perchè no, applicabile poi nella realtà, di arrivare a salvare una vita umana imparandola col gioco elettronico.

Il dispositivo si chiama Mini-V.R.E.N. (un acronimo) ed ha già ottenuto a livello europeo alti riconoscimenti proprio per la geniale intuizione di associare il gioco alla formazione. Non solo diretta al personale sanitario ma a un pubblico laico sempre più vasto per l'insegnamento di manovre salvavita aumentando così la cultura della rianimazione cardiopolmonare di base in Italia.

Per approfondimenti: http://www.mini-vrem.it

Autore

stelio.alvino
Dr. Stelio Alvino Anestesista

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1992 presso Università degli Studi di Bologna.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Perugia tesserino n° 6377.

5 commenti

#1

Caro Stelio,
a me sembra l'ennesima trovata pubblicitaria per l'acquisto di nuovi videogiochi.
Pensare di addestrare "L'uomo della strada" al punto da sostituire l'anestesista rianimatore mi appare ridicolo oltre che pericoloso.
Tu sai quanto è delicato e complesso il tuo lavoro, per cui mi stupisco un pò della tua, in vero leggermente velata, approvazione.
In Italia dovremmo favorire ben altra cultura che quella cardiopolmonare che è già impegnativa per chi la pratica ogni giorno.

Io molti anni fa imparai a intubare i pazienti in rianimazione, credo di saperlo ancora fare, ma mi astengo e non mi sostituirei al rianimatore se non in casi di estrema urgenza.

#2
Dr. Stelio Alvino
Dr. Stelio Alvino

Caro Giovanni,
sicuramente non mancheranno i vantaggi economici derivanti dal brevetto del software. Ho interpretato la cosa però in maniera diversa e lungi da me il fatto di poter minimamente rapportare il nostro Lavoro come alla portata di chiunque.
Io però penso alle centinaia di corsi BLS ( e ribadisco il "livello di Base) aperti alla popolazione che ogni anno si svolgono in tutte le Associazioni (CRI, Pubblica Assistenza, Croci varie, Misericordie, Forze armate, Organi di Pubblica Sicurezza operanti sul territorio, ecc ecc) e che portano tutto sommato alla formazione di centinaia di soccorritori alcuni anche esperti e a loro volta formatori. Immagino, pur non avendo personale conoscenza del prodotto nello specifico, che la futura applicazione ludica del software possa in qualche modo, divertendo, mettere a conoscenza il vasto pubblico e soprattutto i ragazzi, della esistenza di manovre salvavita (alla portata di tutti) che se ben condotte possono essere determinanti nel raggiungere poi una percentuale di maggiore successo in quelle più avanzate condotte da personale sanitario esperto e dedicato. Ovviamente dal gioco il passaggio successivo deve essere la formazione e l'addestramento.
E' in questo senso che intendo la "cultura dell'emergenza".
Non posso non citare inoltre che quello della "simulazione" sia un metodo entrato di diritto anche nella formazione del Medico specialista. La nostra associazione AAROI ha aperto proprio a Bologna uno dei più grossi centri di simulazione medica avanzata esistenti nel nostro Paese. Un paio di anni fa ne ho dato notizia qui:
https://www.medicitalia.it/eventi/anestesia-e-rianimazione/66-attivazione-centro-simulearn-aaroi-emac.html.

Un grande videogioco "full-immersion" (certo più professionale) dove la simulazione permette al Medico di vivere centinaia di situazioni virtuali in assenza di rischio per il paziente.
Ti invito a guardare questo filmato.
http://www.youtube.com/watch?v=0immkKGa57Q
Un caro saluto
Stelio

#3

Caro Stelio,
In linea teorica si può accettare l'assunto che ogni cosa che si apprende è cultura, ma dobbiamo stare attenti a differenziarla dal nozionismo.
E io credo che questi corsi possono avere una qualche valenza se destinati a chi, con REGOLARITA', si dedica all'emergenza.
Far fare un simile corso una volta sola nella vita al ragioniere o all'insegnante di filosofia, non ha alcun senso, anzi potrebbe essere dannoso.
Mi chiedo però perchè mai si abbia o si voglia avere la pretesa di avvicinare la gente a pratiche di questo tipo e non, invece (e sarebbe più utile)addestrare la popolazione a come muoversi durante un terremoto, una inondazione, un uragano o a come comportarsi assistendo una persona che sta annegando o è bloccata in casa da un incendio o ha un arresto cardiaco al ristorante.
Queste avranno anche la necessità di essere intubati, ma chi va a spasso o a cena con un defibrillatore, un laringoscopio e un tubo endotracheale?
Un affettuoso saluto
Giovanni

#4
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

L idea è invece eccellente e confortata inoltre da dati. Rianimare una persona colta da arresto cardiaco non solo con il BLS ma con l uso dei defobrillatori semiautomatici è possibile e porta ad un incremento enorme della sopravvivenza. La sopravvivenza ad in arrestoncon il tradizionale BLS raggiunge il 2%, con l uso dei DAE, da parte delle lay-person ( cioe dei laici, non medici, non soccorritori) si raggiungono cifre che vanno dal 25 al 74%. Si insegna con i filmati il BLSD anche negli aereoporti di chicago. L idea è quindi eccellenete.

#5
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Ci sarebbe invece da questionare sulla originalita' di tale invenzione, dal momento che da anni molti "trainer" con i quali faccio i corsi di BLSD siano dotati gia' di un feedback capcae di informarti, anche con una voce registrata se il massaggio cardiaco che esegui sia corretto o meno (es.: massaggia piu' piano " oppure "piu veloce", oppure "piu' profondo").
Tali sistemi si trovano di serie sui defibrillatori SAMARITAN e CARDIAC SCIENCE.

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