Un buon caffè subito dopo essere stati operati al colon fa bene

Dr. Andrea FavaraData pubblicazione: 30 gennaio 2013

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Uno degli obiettivi nel decorso postoperatorio dei pazienti operati per resezione intestinale è da sempre la rapida ripresa della canalizzazione intestinale, indice di guarigione. 

 Negli ultimi anni la possibilità di eseguire alcuni interventi con tecnica laparoscopica, l’ adozione di protocolli detti ‘fast track’ e una migliore gestione del periodo postoperatorio hanno contribuito a raggiungere questo obiettivo ed è comune  vedere pazienti che in prima giornata postoperatoria si alimentano con una dieta vicina alle normali abitudini alimentari.

Un recente lavoro pubblicato sul British Journal of Surgery proviene dalla Germania e ha studiato l’ effetto dell’ assunzione di caffè il giorno dopo essere stato sottoposti ad intervento.   

Sono stati considerati e randomizzati 80 pazienti omogenei per caratteristiche e tipo di intervento, a 40 sono stati somministrati 100 millilitri di caffe’ a 50 gradi alle 8, 12 e 16 dei primo giorno postoperatorio mentre nel gruppo di controllo è stata somministrata acqua. 

Tra i vari parametri studiati, il più importante e significativo è stato il tempo necessario alla prima evacuazione di feci.   

Nel gruppo dei bevitori di caffè la prima evacuazione è avvenuta 67 ore  dopo l’ intervento mentre nel gruppo di controllo sono state necessarie mediamente 74 ore, una differenza quindi ai limiti della significatività statistica. Non è stata osservata alcuna differenza in termini di complicanze o necessità di reintervento.  Il meccanismo di azione del caffè non è ben definito ma pare ragionevole ipotizzare un effetto stimolante sulla motilità intestinale da parte della caffeina. 

 Il lavoro presenta alcuni limiti, evidenziati dagli stessi Autori, tuttavia essendo il caffe’ parte della nostra dieta abituale, appare ragionevole inserirlo nella dieta postoperatoria di questi pazienti che comunque beneficiano dell’ effetto psicologico favorevole conseguente all’ assunzione di un alimenti abitualmente gradito e la cui assunzione si associa a sensazione di benessere.  

  

Uno dei mie ricordi dei primi anni trascorsi nei reparti chirurgici durante gli anni di studio universitario è l’ odore tipico e per me sgradevole di quella bevanda che veniva somministrata al mattino dalla suora ai pazienti che potevano alimentarsi definita con eufemismo ‘caffe d’ orzo’.

Benvenuto quindi al vero caffè nelle nostre divisioni chirurgiche, il cui consumo fino ad oggi era riservato al personale medico ed infermieristico e addio orzo!

 

 

 

BJS, 2012,99: 1530-8

Autore

andreafavara
Dr. Andrea Favara Gastroenterologo, Chirurgo apparato digerente, Colonproctologo, Chirurgo generale

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 presso Universita' Studi Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 31610.

2 commenti

#1
Dr. Lucio Piscitelli
Dr. Lucio Piscitelli

Grazie Andrea per questa interessante news.
Mi viene solo da commentare che se il caffè che intendono proprinare ai poveri pazienti è quello che fanno in Germania, è molto meglio il buon vecchio orzo della suora.

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