Carcinomi della Pelle: valutazione preventiva del rischio con la Termografia

Dr. Luigi LainoData pubblicazione: 16 settembre 2015

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In Italia come nel resto dei paesi occidentali, l'incidenza dei tumori cutanei è in netto aumento.

La variazione dei costumi socio-culturali, l'aumento dell'esposizione ai raggi ultravioletti e non ultimo, il miglioramento delle procedure diagnostiche, hanno con ogni probabilità reso possibile questo dato.

Nonostante, ancora ad oggi, il Melanoma - tumore cutaneo in senso assoluto fra i più aggressivi nelle fasi avanzate di malattia - sia il nemico numero uno da sconfiggere, i Tumori cutanei più frequenti della Pelle, sono i Carcinomi, segnatamente, il Carcinoma basocellulare e il Carcinoma spinocellulare.

La caratteristica clinica del Carcinoma spinocellulare, rispetto al basocellulare è quello di possiede in larga proporzione percentuale, un andamento maligno (maggior frequenza di metastasi a distanza).

In questi ultimi anni, è stato rivitalizzata anche grazie all'introduzione di nuove metodiche diagnostiche, una teoria di fondamentale importanza in campo oncologico: il concetto di "Campo di cancerizzazione".

Slaughter e allievi, già nel 1953 ne ipotizzarono la presenza: in poche e semplici parole, il campo di cancerizzazione è la presenza di un'area più o meno grande attorno ad una o più lesioni tissutali francamente tumorali, che - pur non essendo ancora un tumore - possiede già delle alterazioni cellulari in grado di espriemere potezialmente in futuro, una trasformazione in senso neoplastico.

Tale concetto è stato dimostrato anche per l'organo cute, evidenziando quindi a livello genetico, ultrastrutturale e istologico, quello che ad oggi è possibile definire come "Campo di cancerizzazione cutaneo"

Quello che presentiamo oggi è quindi una teoria che nel corso degli anni abbiamo contribuito a validare in ambito clinico e scientifico (in due recentissime pubblicazioni scientifiche*, nonchè in ambiti congressuali internazionali) per mezzo di una metodica non invasiva, di immediato riscontro, oggettiva, e riproducibile quale la Video Termografia ad alta definizione.


immagine esempio: Video Termografia ad alta definizione (Copiright Dr. Luigi Laino) 

 

Per mezzo di questa metodica, siamo riusciti a verificare, in ambito cutaneo, la presenza di un'area a maggior gradiente termico (più calda rispetto alle altre) potenzialmente più a rischio - attorno alle zone affette da Carcinomi squamocellulari e Cheratosi attiniche (Carcinomi squamocellulari in situ): la conferma che quest'area peritumorale termograficamente più calda possa essere a maggior rischio di incidenza di cancro cutaneo proviene da due evidenze clinico-ultrastruttrali:

1) la presenza di una maggior espressione delle proteine P53 e Ki67 nelle aree perilesionali esplorate (1)

2) la caratteristica termografica (già da noi dimostrata in ambito scientifico) tipica del Carcinoma spinocellulare ad essere a maggior gradiente termico (il Carcinoma basocellulare appare al contrario più freddo per una probabile sola azione di replicazione cellulare basale) rispetto alla cute circostante (per un probabile aumento dell'attività basale metabolica a livello citoarchitetturale e per un potenziale neo-angiogenetico nelle fasi più avanzate) (2)

Dal punto di vista terapeutico l'isolamento di un'area che possiede un maggior rischio di sviluppare tumori epidermici rappresenta un dato importante per l'applicazione di misure terapeutiche e preventive (ad esempio l'utilizzo di nuovi farmaci topici con fotoliasi, terapie fotodinamiche etc.) e quindi per allontantare percentualmente il rischio di sviluppare tumori epidermici - UV mediati, in futuro.

E' importante infine ricordare che la Video Termografia è una tecnica non invasiva ausiliaria e complementare ma non sostitutiva della Valutazione Clinico-Specialistica dermatologica e di altre metodiche non invasive.

 

Ringraziamenti:

Colgo l'occasione per ringraziare tutti i miei stimati Colleghi e Professori (citati nelle referenze) che hanno contribuito in senso assoluto ed essenziale, per mezzo della loro applicazione scientifica e clinica, alla produzione delle seguenti importanti pubblicazioni.

 

Fonti scientifiche:

1: Laino L, Elia F, Desiderio F, Scarabello A, Sperduti I, Cota C, DiCarlo A.

The efficacy of a photolyase-based device on the cancerization field: a clinical and
thermographic study. J Exp Clin Cancer Res. 2015 Aug 19;34(1):84

articolo integrale:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4539678/pdf/13046_2015_Article_203.pdf


2: Di Carlo A, Elia F, Desiderio F, Catricalà C, Solivetti FM, Laino L.

Can video thermography improve differential diagnosis and therapy between basal cell
carcinoma and actinic keratosis? Dermatol Ther. 2014 Sep-Oct;27(5):290-7

articolo integrale:

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/dth.12141/pdf 

Autore

luigilaino
Dr. Luigi Laino Dermatologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2000 presso UNIVERSITA' LA SAPIENZA di ROMA.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 50938.

1 commenti

#1
Utente 465XXX
Utente 465XXX

Non ho forse capito bene. Il carcinoma spinocellulare è più invasivo di quello basocellulare e la termografia mette in evidenza questa proprietà.
Ma quello che non ho capito è come, una volta, determinate le aree a maggior rischio di infiltrazione come sia possibile poter applicare una terapia efficae. Scusatemi, ma non so proprio nulla in questo campo ed ho un carcinoma spinocellulare a cellule squamose. Sono molto interessato a riuscire a capire come si può fare una terapia in aree calde così diffuse. Grazie comunque del bell'articolo.

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