Il ritorno degli aborti clandestini

Dr. Nicola BlasiData pubblicazione: 24 maggio 2013

L'ITALIA ritorna alla clandestinità: da Nord a Sud in intere regioni la legge 194/78 è inapplicabile, oltre l'80% dei ginecologi e oltre il 50% di anestesisti e infermieri non applica più la legge sulle INTERRUZIONI VOLONTARIE di GRAVIDANZA (IVG).

Questo accade in Puglia, Lazio, Campania, Lombardia e Sicilia.

Il MINISTERO della Salute calcola VENTIMILA ABORTI ILLEGALI all'anno e con stime più aggiornate, dal 2008 QUARANTAMILA, forse CINQUANTAMILA quelli reali.

SETTANTACINQUEMILA gli aborti spontanei nel 2011 dichiarati dall'ISTAT, ma un terzo di questi frutto probabilmente di interventi "illeciti casalinghi" non eseguiti in modo corretto.

Tutto ciò porta le donne respinte dalle strutture ospedaliere al silenzio e al segreto, come avveniva 40 anni fa prima della legge 194, con aumento della mortalità e delle complicanze che portano alla sterilità. Contrabbando di farmaci (misoprostolo clandestino), cliniche fuorilegge, fenomeni che riemergono grazie all'abbandono della legge 194 e della prevenzione delle gravidanze indesiderate.

Abusando di un farmaco per la cura dell'ulcera gastrica molte ragazze e immigrate (nella mia esperienza ospedaliera, NIGERIANE) RISCHIANO LA VITA sbagliando la dose e la quantità.Chi può permetterselo decide di andare all'estero: in Francia,Svizzera e Inghilterra si spendono 400 euro per un aborto.

Ragazzine e immigrate che vagano nei meandri dei metrò cercando i blister clandestini di farmaci "anti-ulcera" (10 pillole al costo di 100 euro) con un rischio serissimo di vita.

Accedere ai servizi è sempre più difficile, e le donne più fragili e le donne immigrate finiscono nella trappola dell'ABORTO CLANDESTINO, come 40 anni fa.

LA LEGGE 194/78 non va abbandonata, per rispetto alla SALUTE DELLA DONNA, ricordando che questa legge non parla di ABORTO ma di PREVENZIONE DELL'ABORTO.

 

Fonte: http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2013/05/23/news/aborti_obiettori_di_coscienza-59475182/

Autore

blasinicola
Dr. Nicola Blasi Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1976 presso Università di BARI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Bari tesserino n° 4485.

5 commenti

#1

Scusa, Nicola. Non ho ben capito perchè la legge non è "applicabile" nelle regioni da te citate. Quelle percentuali si riferiscono al numeri di Operatori Sanitari obiettori di coscienza?
Quindi sarebbero aumentati gli obiettori?
Se è così, quali sarebbero i motivi? Obiettori andati in pensione e nuove leve a maggioranza obiettori?

#2
Dr. Nicola Blasi
Dr. Nicola Blasi

Ciao Giovanni,
si potrebbero coinvolgere giovani Colleghi "NON OBIETTORI" con contratti di vario tipo , nella PIANIFICAZIONE FAMILIARE .
Come ho già detto la legge 194 non si riferisce soltanto alle IVG e IG art.6 (oltre il 90° giorno) , ma anche alla prevenzione delle gravidanze indesiderate , illustrando ,proponendo e prescrivendo contraccettivi.
L'obiezione di coscienza (che rispetto) non riguarda i contraccettivi (compresa la contraccezione d'emergenza), ma solo e soltanto la IVG.
La volontà di applicare la LEGGE 194 è questa!

#4

Si Nicola, conosco la Legge 194. Non ho capito il perchè di questo ritorno alla clandestinità.
Tu esordisci con la seguente frase <oltre l'80% dei ginecologi e oltre il 50% di anestesisti e infermieri non applica più la legge sulle INTERRUZIONI VOLONTARIE di GRAVIDANZA (IVG).> il che mi ha fatto concentrare l'attenzione sul solo atto chirurgico di IVG (e della annessa obiezione di coscienza)poichè nè gli anestesisti nè gli infermieri hanno modo di fare prevenzione <illustrando,proponendo e prescrivendo contraccettivi.>
Quindi cos'è che non funziona? I consultori? Una sufficiente informazione?
Grazie.

#5

errata corrige:
Quindi cos'è che non funziona? I consultori? Una insufficiente informazione?

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