Cancro della mammella: gene PALB2 mutazione ad altissimo rischio

Dr. Ario JoghtapourData pubblicazione: 13 agosto 2014Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2014

La mutazione del PALB2 comporterebbe un rischio di 33% di incontrare cancro della mammella entro 70 anni di età: è il risultato di un studio di gruppo di ricerca internazionale di 17 centri di 8 nazioni e coordinato dall’Università di Cambridge di cui ha preso parte anche l’Italia, pubblicato 7 agosto 2014 sul The New England Journal of Medicine.

Tale predisposizione era già nota, ma le ricerche hanno permesso a definire la reale entità del rischio per la mutazione PABL2.

Il Dr. Marc Tischkowitz, professor associato di Genetica Medica all'Università di Cambridge e primo autore dello studio afferma che PALB2 con questo studio si candida a diventare una sorta di BRCA3.

Gli autori precisano che questa mutazione genetica non si traduce nella certezza di ammalarsi di tumore al seno ma suggerisce alle pazienti maggiori controlli e monitoraggi più precisi.

Rimaniamo in attesa di ulteriori sviluppi in ambito clinico vista l’importanza della notizia.

 

Fonte:

http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1400382?query=featured_home#t=abstract 

Autore

ariojoghtapour
Dr. Ario Joghtapour Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1997 presso Univerdità degli studi di Perugia.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Arezzo tesserino n° 2513.

26 commenti

#1
Utente 101XXX
Utente 101XXX

Buongiorno,

ho letto con molto interesse le news relative alla mutazione del PALB2.

Se, come Lei ha scritto nel titolo, i test sono già disponibili, sarebbe consigliabile richiederli per le nostre figlie, essendo io stata operata per un tumore al seno?

La ringrazio per l'attenzione, saluti.

#2
Dr. Ario Joghtapour
Dr. Ario Joghtapour

Gentile signora, io consiglio di fare una consulenza genetica, sarà genetista che deciderà se effettuare o meno insieme a BRCA1 e 2. cordialmente

#3
Utente 101XXX
Utente 101XXX


Mi perdoni...

Dimenticavo di dire che io sono FURIBONDA con il mio oncologo, che ho incontrato il 13 agosto e non mi ha detto nulla di questa -come scrive lei- importante informazione!

Attendo con ansia una sua risposta, Dottore!

#4
Dr. Ario Joghtapour
Dr. Ario Joghtapour

...........FURIBONDA con il mio oncologo.........
R: assolutamente no, la persona più adatta è lui per indirizzare o meno a consulenza genetica, ne può parlare con lui e stia tranquilla. cordialmente

#5
Utente 101XXX
Utente 101XXX

Sì, Dottore, ... ma le pare normale che il mio oncologo -che ho visto pochi giorni fa quando lo studio era già stato pubblicato- non abbia neanche ritenuto di informarmi su questa importante novità?

Inoltre, mi perdoni... lei non mi ha risposto in merito alla sua affermazione
"i test sono disponibili".

In che senso ? Disponibili in quale centro genetico ?

Grazie ancora per l'attenzione

#8
Dr. Ario Joghtapour
Dr. Ario Joghtapour

Gentile signora, si tratta di novità e di conseguenza ci vuole del tempo per applicazione clinica, come descrive articolo (vedi il link) il test è disponibile in Inghilterra, in questo momento mi trovo all’estero, ho provate a fare delle chiamate, un collega genetista mi ha riferito che viene effettuato in Azienda Ospedaliera Careggi, Pisana (Dott.ssa Caligo), a Torino (prof.ssa Pasini) e a Cremona. cordialmente

#9
Utente 101XXX
Utente 101XXX

Grazie Dottore,

seguirò il suo consiglio: aspetterò il mio oncologo e poi ci informeremo dove si può fare il test genetico per me ed i miei familiari.

Saluti

#13
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

Fermi tutti ! (^___^) . Qui forse è il caso, in considerazione della interpretazione data dalla nostra utente e in considerazione di quanto sta accadendo sul forum

https://www.medicitalia.it/blog/senologia/44-come-si-calcola-il-rischio-reale-per-il-tumore-al-seno.html

per lo più in forma privata, in cui diverse operate vorrebbero fare urgentemente il test a tutta la famiglia, cagnolina compresa , di fare chiarezza una volta per tutte. Mi scuso su qualche approssimazione scientifica , ma assolutamente necessaria per rendere comprensibile tutto quanto intendo esporre

Cara signora non c’è ragione che se la debba prendere con il suo oncologo e se vuole essere FURIBONDA è giustificabile solo nei confronti di coloro che hanno abboccato alle “veline” passate dalla multinazionale che venderebbe il test anche agli studenti per l’ammissione all’esame di medicina (^___^): Parliamo in tutto il mondo di centinaia di milioni di dollari.

Per ulteriori dettagli legga
https://www.medicitalia.it/news/senologia/3426-l-effetto-angelina-jolie-l-oroscopo-genetico-e-il-rischio-reale.html

1) Lei NON deve fare alcun test oncogenetico, NON deve consultare neanche il suo oncologo, che bene ha fatto a NON informarla su un dato che al vaglio della applicabilità clinica è prossimo allo zero e certisssssssssimamente non riguarda né Lei , né la stragrande maggioranza delle donne operate per tumore della mammella.

2) Lei non ha alcun bisogno né del test, nè di pretendere di essere informata, per non creare confusione, perché sono certissimo che il suo sia un tumore SPORADICO. E scommetto anche 100.000 euro (che non possiedo ma poiché le probabilità di perdere la scommessa sono dell’ordine dello 0,000 posso permettermi di metterli in palio allegramente !) contro 1 euro simbolico, che il suo sia stato classificato come tumore sporadico. A meno che il suo oncologo, e fortemente ne dubito, sia impazzito e abbia perso del tutto il lume.

3) Sono sporadici oltre il 75 % dei tumori della mammella (il 15% vengono classificati familiari, il 5-10% ereditari, forse più 5 che 10%) ed il 90 % dell’ovaio . Senza tema di smentite quindi sono certo (valutando l’operato del suo oncologo) che la sua età sia CERTAMENTE superiore ai 50 anni, e sono certo che da quanto scrive NON siano stati registrati nella sua famiglia altri casi (1max) di tumore a mammella e ovaio soprattutto in età < 50 anni.

4) I tumori sporadici insorgono per ragioni ambientali e per “invecchiamento delle cellule” mentre se insorgono sotto i 50 anni il sospetto di una implicazione genetica sorge immediatamente soprattutto se associati ad alcuni istotipi .Se l’istotipo del suo tumore (+ fattori predittivi) non ha fatto sorgere sospetti di mutazioni genetiche e evidente quindi che il suo sia stato considerato “comune” e non sospetto per associazione con una eventuale mutazione genetica. Scommettiamo altri 50.000 E contro 1 simbolico che anche tra i suoi fattori predittivi sia evidente una ormonoresponsività recettoriale e comunque nessuno per Lei si è lasciato scappare mai un “il suo è un triplo negativo” ??( ^___^) o i suoi recettori risultano negativi.


5) Il test qui riportato interessa come conoscenza quindi uno sparutissimo gruppo di “addetti ai lavori” del QUINTO LIVELLO nel percorso genetico di non più del 5 -10% di tumori ereditari della mammella e altrettanti dell’ovaio. In realtà solo la metà di questi perché nel 50% di quel 5-10% è già stata identificata una mutazione genetica BRACA1,2. E quindi l’informazione potrebbe riguardare casomai quella categoria di negativi al primo test e classificabili sin qui come BRCAX. Da qui si spiega quanto dichiarato dai ricercatori di Cambridge che siamo di fronte ad una “sorta di BRCA3”

6) Come ci si comportava con i BRCAX sino alla scoperta del PALB2,che comunque va chiarito non è neanche recente ? Faccio un esempio pratico per far capire. Se io ho una mia paziente di 30 anni con la mamma, zia materna, zio materno (MASCHIO), con tumore della mammella e cugina con tumore all’ovaio e test NEGATIVO per BRCA 1, 2, la classificavo come BRCAX e l’avviavo COMUNQUE ad una strettissima sorveglianza come donna ad alto o altissimo rischio, nonostante la negatività dei test BRCA1, 2.

7) La scoperta del PALB2 non è neanche recentissima come quella di centinaia di altri geni. Basti pensare che recentemente sono stati identificati più di cento geni con caratteristiche tali da poter essere definiti proto-oncogeni e circa 30 geni oncosoppressori.

Il fatto nuovo è che sia stata valutata ora l’entità del rischio in portatori di PALB2. Interessantissimo sul piano delle conoscenze, [va un plauso particolare a Paolo Radice del gruppo italiano che ha partecipato allo studio] ma va considerato quasi nullo [ al momento ma certamente in futuro se ne comprenderanno meglio le applicazioni] per l’applicazione clinica, perché di fatto il PALB2 positivo che appartiene quindi alla categoria BRCAX, come altri geni ancora ignoti, viene trattato con gli stessi provvedimenti empirici precedenti di probabile mutazione genetica che implicavano un alto rischio. Che utilità ne potremmo avere che un PALB2 equivalga ad un 33% del rischio, se non ci identifica, e non lo identifica, QUEL 33% che ammalerà senz’altro di cancro ?????

Certo che per noi è importante ma a che servirebbe spiegarlo a Lei parlando addirittura di “rischio altissimo “ quando il problema non la riguarda affatto ? Tra l’altro non è neanche vero come appare nel titolo di questo blog che la positività PALB2 corrisponda ad un livello di rischio (salvo casi in cui ci sono altri casi familiari ammalati) ALTISSIMO, mentre è vero che sia “solo alto” (33%).
Non voglio prendere in giro nessuno perché tra alto e altissimo c’è nelle nostre applicazioni una differenza abissale : l’alto rischio si può trattare ancora con uno strettissimo monitoraggio (+ Prevenzione Primaria) , il livello di rischio altissimo impone di dover convincere la nostra paziente , solitamente una 30-35 enne, a sottoporsi ad una mastectomia profilattica bilaterale (+ ovariectomia ?). Mi pare proprio che ci sia una gran bella differenza !
https://www.medicitalia.it/news/senologia/3426-l-effetto-angelina-jolie-l-oroscopo-genetico-e-il-rischio-reale.html

8)Quando scrivo quindi che l’informazione è RELATIVAMENTE utilizzabile (sia perché ci saranno i anche dei PALB2 negativi e saremo al punto di prima del BRCAx) solo dal ristrettissimo gruppo di specialisti del QUINTO LIVELLO è sottinteso che esista allora un

PRIMO LIVELLO : l’oncologo raccoglie i dati anamnestici del paziente per un calcolo del rischio valutabile nei parametri basso, medio, alto rischio
http://www.senosalvo.com/come_si_calcola_rischio_reale.htm

SECONDO LIVELLO : Definizione di un generico albero genealogico e valutazione di fattori predittivi suggestivi di una associazione con una mutazione genetica.

TERZO LIVELLO : CONSULENZA ONCOGENETICA con valutazione di oncologo, genetista e psicologo.
Il couselor genetista ha la responsabilità di valutare se il rischio di presenza di alterazione genetica germinale è rilevante ...e poi di stabilire quale membro della famiglia è preferibile testare per primo. La presenza dello psicologo la dice lunga di quanto possano essere considerati delicati e dolorosi questi temi e quindi da trattare con cura e attenzione. E di quanto possa essere pericoloso volerli trattare con superficialità e/o omissioni fuorvianti. E tra l’altro va considerato pure il fatto che si tratta di test costosissimi e li paghiamo con le nostre tasse anche nei casi in cui vengano rimborsati dallo stato (altro che gratis !!!)

QUARTO LIVELLO :
ESECUZIONE DEL TEST GENETICO BRACA1,2 e rivalutazione dei risultati con sofferta decisione di semplice sorveglianza clinico-strumentale o proposta di mastectomia profilattica bilaterale.
Probabilmente si valuterà se sia conveniente introdurre già in questa fase il PALB2 per completare la batteria dei test oncogenetici completi

https://www.medicitalia.it/news/senologia/3426-l-effetto-angelina-jolie-l-oroscopo-genetico-e-il-rischio-reale.html

QUINTO LIVELLO : rivalutazione dei casi BRCA1,2 negativi ed eventuale test PALB2
SESTO LIVELLO : rivalutazione collegiale dei risultati dei test con partecipazione anche del chirurgo plastico nei casi destinati ad una mastectomia bilaterale profilattica

Altro che : “ FACCIA IL TEST !!!”….e tutti vissero felici e contenti !

#14
Utente 101XXX
Utente 101XXX


All'attenzione del Dottor Salvo Catania

Buonasera, Dottore.

La ringrazio innanzitutto per la risposta così esauriente che ha voluto dare ai miei quesiti e che ho letto con assoluto rispetto ed attenzione.
La ricchissima relazione medica che ha inserito è certamente degna di ogni attenzione direi, con assoluta certezza, non solo da parte mia, bensì da parte di tutte quelle persone che, avendo letto l'articolo del Dottor Joghtapour, si saranno sentite coinvolte e trascinate in una sorta di "viaggio della speranza" sorretto dalle parole stesse che il Dottore ha esplicitato anche in seguito.

Lei, Dottor Catania, ha intuito esattamente qual'è la mia storia clinica e questo fatto mi fa comprendere che le Sue parole sono fondate su una grande consapevolezza.

Volgarmente traduco: di BLA BLA ce ne sono molti...ma, da quanto leggo, Lei non appartiene certamente a quella schiera!

La scommessa quindi, per me, è persa in partenza e sono lieta che sia così: dopo aver letto la Sua ampia disquisizione, supportata da argomenti che si possono verificare in ogni momento, non ho ragione di porre alcun dubbio in proposito.

In compenso credo di poter dire che qualcosa ho vinto e si tratta di qualcosa non di poco conto: la fiducia nella professionalità di un Medico è impagabile!
Inoltre, l'autenticità e l'entusiasmo, nonchè le parole anche "scomode" che trapelano dal Suo scritto, mi hanno regalato serenità, quella che avevo perso negli ultimi giorni!

Penso Lei comprenda bene il motivo per cui scrivevo di essere FURIBONDA!

Grazie ancora per la disponibilità e la chiarezza!

#17
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

Dopo 4 giorni di ricerche affannosissime sono riuscito a fare una verifica sulla disponibilità del test. Raccomando di non bypassare il proprio oncologo perché ho trovato grosse difficoltà di accedere alle informazioni io pur presentandomi con nome cognome e qualifica è facile immaginare i risultati se una paziente ci provasse da sola.

Poiché ho lasciato il mio nome a diverse segretarie dei centri di oncogenetica, stamattina mi ha richiamato tra i primi Paolo Radici, gentilissimo e disponibilissimo dell'Istituto dei Tumori di Milano(io ho lavorato per 10 anni all'Istituto negli anni 80). Paolo che è il responsabile italiano dello studio mi ha informato che SI', in realtà pochi centri, già effettuvano il test PALB2 ancora prima della pubblicazione dello studio, in batteria con i test BRCA1,2.

#20
Dr. Ario Joghtapour
Dr. Ario Joghtapour

ringrazierei l'utente per le domande poste ed il dr. Catania per aver fornito il suo contributo per quanto di sua competenza, in un argomento così delicato ed importante, dove la finalità è fornire informazioni corrette ed complete per poter rassicurare e dare serenità. cordialmente

#26
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania


INFORMAZIONE UFFICIALE DA PARTE DELL'UFFICIO STAMPA dell'Istituto dei Tumori di Milano
Mi scrive oggi a nome di Paolo Radice, responsabile dello studio italiano e con il quale avevo parlato nei giorni scorsi, la responsabile del Servizio stampa dell'Istituto dei Tumori di Milano.

______________________________


Re: Test oncogenetico Palb2

Da:
Carla Castelli
22 ago 2014 - 15:08

A:
<salvo.catania@libero.it>


CC:
<ufficiostampa.int@secrp.it>
-------------------------------

Gentile, le segnalo le informazioni fornite dal Dr. Radice:

Al momento non ci risultano laboratori italiani che eseguano il test PALB2
per DIAGNOSTICA, mentre ve ne sono in Svizzera e Germania (alcuni dei quail,peraltro lo eseguono per la diagnosi di Anemia di Fanconi e non per il
rischio di cancro mammario ( allego il link alla pagina realtiva del sito
Orphanet).

http://www.orpha.net/consor4.01/www/cgi-bin/ClinicalLabs_Search.php?lng
ype_list=clinicalLabs_search_simple_shd&data_id=16873&Nome/sigla del
gene=partner-and-localizer-of-BRCA2---PALB2&search=ClinicalLabs_Search_Simpl
e&ClinicalLabs_ClinicalLabs_Search_diseaseGroup=palb2&ClinicalLabs_ClinicalL
abs_Search_diseaseType=Gen&ClinicalLabs_ClinicalLabs_Search_country=NN&Clini
calLabs_ClinicalLabs_Search_accredited=on&ClinicalLabs_ClinicalLabs_Search_e
qa=on&ClinicalLabs_ClinicalLabs_Search_GeographicType=null&ClinicalLabs_Clin
icalLabs_Search_ClinicalLabsList_Sort=QoS

E¹ comunque importante considerare che solo l¹1-2% delle famiglie con
predisposizione al cancro mammario sono portatrici di una mutazione PALB2.
Per cui, in queste famiglie limitare il test solo a questo gene non
risulterebbe di alcuna utilità nella stragrande maggioranza dei casi. Oggi
stiamo infatti cominciando a capire che i geni coinvolti nei cosiddetti
³tumori ereditari²sono assai numerosi e, salvo rare eccezioni (come nei caso
dei geni BRCA), ciascuno di essi è responsabile (singolarmente o in
combinazione con altri geni di predisposizione) di una piccola quota di
famiglie.Per questa ragione, quello su cui si sta lavorando In questo
momento in ambito diagnostico , e lo sviluppo di test che, sfruttando le
nuove metodologie di sequenziamento del DNA di nuova generazione,
consentano, in tempi rapidi ed a costi relativamente contenuti, l¹analisi di
pannelli di decine o centinaia di geni legati ad una specifica patologia.

Cordiali saluti,

Carla Castelli

Commenti degli utenti: aperti!
Commenti dei professionisti: aperti!

Per aggiungere il tuo commento esegui il login

Non hai un account? Registrati ora gratuitamente!

Guarda anche mammella 

Vuoi ricevere aggiornamenti in Ginecologia e ostetricia?

Inserisci nome, email e iscriviti:

* Autorizzo il trattamento dei miei dati da parte di Medicitalia s.r.l. per finalità di marketing telefonico e/o a mezzo posta elettronica o ordinaria, compresi l'invio di materiale pubblicitario, la vendita diretta e lo svolgimento di indagini di mercato.

Cliccando su iscriviti acconsento al trattamento dei dati personali come da privacy policy del sito.

Quali argomenti vorresti approfondire su Medicitalia? Partecipa al sondaggio

Contenuti correlati