Dottoressa, sono ancora fertile?

Dr.ssa Lucia VecoliData pubblicazione: 06 aprile 2015


primo trimestre di gravidanza

Questa Domanda oggi è sempre più frequentemente posta al ginecologo da donne alla soglia dei quaranta o addirittura dei cinquanta anni, in cerca di una gravidanza, spesso addirittura per la prima volta. Esistono anche pazienti che, di fronte alle prime irregolarità mestruali, ci chiedono a che punto è la menopausa.

Per tutti questi motivi è particolarmente interessante l'articolo uscito di recente intitolato: Testing and Interpreting easures of Ovarian Reserve: A Committee Opinion (Practice Committee of american Society for Reproductive Medicine, Fertil Steril 2015;103:e9-e17).

I follicoli ovarici raggiungono il loro numero massimo nel corso della vita intrauterina, per poi diminuire progressivamente in maniera più o meno accentuata a seconda delle caratteristiche genetiche di ogni donna. L'età materna è il principale fattore causale del declino del numero e della qualità degli oociti. Alcune patologie come la Sindrome di Turner o la mutazione FMR1, la chirurgia ovarica, la chemio o la radioterapia accelerano drammaticamente questo processo.

I test di valutazione della riserva ovarica sono vari:

  1. FSH: l'aumento di tale ormone oltre i valori soglia è indicativo di bassi valori di estradiolo e di inibina B, responsabile del n° dei follicoli ovarici. Quando il N° dei follicoli diminuisce, si riducono i livelli di inibina e conseguentemente aumenta l' FSH, attraverso un meccanismo di feed-back negativo.
  2. Test al clomifene: è un test di stimolo della funzione ovarica. Dopo somministrazione per 5 giorni di 100 mg di clomifene al dì, le donne con scarsa riserva ovarica hanno elevati livelli di FSH.
  3. AMH (ormone antimulleriano), prodotto dai follicoli ovarici. Se basso indica una scarsa risposta durante i trattamenti per la sterilità.
  4. AFC (conta dei follicoli antrali): il N° dei follicoli da 2 a 10 mm nelle 2 ovaie è un importante indice di fertilità, se minore di 7 è più bassa la risposta alle terapie di stimolazione ovarica.

Non è raccomandato il dosaggio dell'inibina B.

Gli autori concludono dicendo che i risultati di questi test non devono essere utilizzati per escludere le pazienti dai programmi di fecondazione artificiale.

Tuttavia questi test possono essere molto utili per consigliare le donne a gestire nel modo migliore le loro potenzialità riproduttive.

In conclusione i risultati di questi test sono utili per spingere le donne a metter su famiglia il prima possibile, perchè l'età è il maggior fattore di rischio per la sterilità. Una donna attempata che abbia una scarsa riserva ovarica avrà poche possibilità di ottenere un concepimento, pertanto è meglio indirizzarla direttamente all'ovodonazione, mentre una giovane avrà probabilmente pochi follicoli, ma di migliore qualità, quindi più responsiva ai vari trattamenti a disposizione.

 

 

Autore

luciavecoli
Dr.ssa Lucia Vecoli Ginecologo

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1980 presso Università. Di Pisa.
Iscritta all'Ordine dei Medici di Lucca tesserino n° 1235.

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