Gamba amputata? Il progetto Cyberlegs restituirà il cammino! Si cercano volontari per i test

Dr. Daniele TonlorenziData pubblicazione: 05 gennaio 2015

Si sta concludendo il progetto europeo CYBERLEGs, che ha l'obbiettivo di restituire a pazienti (anche anziani) amputati a un arto la possibilità di camminare facilmente e senza fatica. Si tratta di un progetto finanziato dalla Commissione Europea coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna insieme ad altre università europee.

Siamo alla fase finale del progetto e i ricercatori cercano individui che sono stati amputati all’arto inferiore a livello del femore preferibilmente che abitino a Firenze o li vicino perché i primi test saranno fatti in quella città alla Fondazione Don Gnocchi.

Due anni di lavoro da parte di scienziati capaci di immaginazione, azzardi, creatività e meraviglia con materiali morbidi, silicone, stoffe, per coprire, guarnire e intrecciare i circuiti e i meccanismi ispirandosi al mondo animale. Il Direttore Prof. Paolo Dario la definisce "bottega rinascimentale del terzo millennio". Risultato l'integrazione di due dispositivi: una protesi che sostituisce l'arto amputato (naturalmente robotizzata) e un dispositivo (tutore) che diventerà una specie di pantaloncini, da indossare collegati ad entrambi gli arti per facilitare il movimento aiutando la "spinta" del piede. Pazienti senza un arto che ri-cammineranno, ri-saliranno le scale, si ri-siederanno sulle sedie.

La meraviglia non si ferma qui. Nei circuiti c'è anche una programmazione di movimento che in 300 millisecondi sarà in grado di affrontare e risolvere una situazione di potenziale rischio.


Il Sant'Anna ha già prodotto la "mano robotica"

Per avere una postura dinamica (e statica) corretta, sono stati sviluppati sensori che trasmettono al circuito robotico le sensazioni che si provano nel camminare e nel poggiare il piede a terra. Una specie di generatore del movimento, presente nel dispositivo fatto a pantaloncino, che dovrà agire in modo autonomo rispetto al generatore del movimento delle gambe che si trova nel midollo spinale e che viene attivato da comandi provenienti dal cervello, come spiegato dallo studio Traveling-wave pattern generator controls movement and organization of sensory feedback in a spinal cordmodel (Kaske A, Winberg G, Cöster J. Biol Cybern. 2003 Jan).

Un meccanismo simile "comanda" il movimento dappertutto, anche nella masticazione (trigeminal central pattern generator) e questa "ubiquità" del movimento è di sicuro alla base degli studi del progetto.

 

Chi intendesse candidarsi per partecipare ai test può contattare l'IRCCS Don Gnocchi di Firenze, tel. 05573931 oppure contattare i ricercatori Michela Meneghetti, michela.meneghetti@me.com, Federica Vannetti, fvannetti@dongnocchi.it, o Guido Pasquini, gpasquini@dongnocchi.it.
Maggiori info su http://www.sssup.it/news.jsp?ID_NEWS=4933&GTemplate=default.jsp 

 

 

Autore

dtonlorenzi
Dr. Daniele Tonlorenzi Gnatologo, Dentista

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1989 presso Università Pisa.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Massa Carrara tesserino n° 1202.

12 commenti

#4
Utente 325XXX
Utente 325XXX

mah...si ha difficoltà a ricostruire un crociato ed ora si parla di roba del genere...a me sembra fantascienza o comunque un progetto a lunghissimo termine

#7
Utente 325XXX
Utente 325XXX

mai detto impossibile,arriveremo a questo ed oltre,tuttavia spesso e (mal)volentieri si esalta qualcosa che è ben lontano dalla realizzazione.Poi studio aperto non mi pare una rispettabile fonte di cultura

#8
Dr. Daniele Tonlorenzi
Dr. Daniele Tonlorenzi

Si cercano volontari per i test, fase teorica finita inizio fase pratica.

#11
Dr. Daniele Tonlorenzi
Dr. Daniele Tonlorenzi

La fantascienza è diventata realtà "Da una parte, i motori possono fornire energia durante la fase di appoggio, dall’altra parte gli elementi elastici passivi possono assorbire l’impatto con il terreno, garantendo la naturale flessione del ginocchio durante la fase del carico. In aggiunta, i motori forniscono assistenza nel passaggio dalla postura seduta a quella eretta e viceversa. L’interfaccia con la protesi è ottenuta attraverso sensori che possono essere indossati, costituiti da scarpe “intelligenti”, equipaggiate con sensori di pressione ed una rete di sette sensori inerziali, solidali con ciascuno dei sei principali segmenti anatomici degli arti inferiori e con il tronco. Grazie ai dati forniti da questi sensori, un sistema di controllo intelligente può riconoscere il movimento desiderato dalla persona amputata e tradurre tale intenzione in comandi di movimento che si trasmettono ai motori della protesi." Ora chi si occupa di movimento deve avere l'umiltà di andare a scuola dagli ingegneri che si occupano di robotica. Voi conoscete qualcuno che insegna postura con concetti più recenti del libro di Bricot? Rivoluzionario nel 1975 che tanto ha dato alla postura. Ma i bioingegneri RISOLVONO SOGNI con velocità diverse.

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