Epidemia di Ebola 2026: cos'è il virus Bundibugyo, i sintomi e il rischio per l'Italia
L'epidemia di Ebola da virus Bundibugyo in Congo e Uganda ha determinato un'emergenza internazionale di salute pubblica (PHEIC), dichiarata dall'OMS il 16 maggio 2026. Sono 500 i casi sospetti, 130 i possibili decessi, e al momento non esiste né un vaccino né una cura specifica per questo ceppo del virus.
Il virus si trasmette per contatto diretto con sangue e fluidi corporei di persone infette, non per via aerea. I sintomi compaiono tra i 2 e i 21 giorni dal contagio e inizialmente assomigliano a quelli di una comune influenza. Per i residenti in Italia e in Europa il rischio di contagio è considerato molto basso dall'ECDC. L'OMS sconsiglia restrizioni ai viaggi e chiusure dei confini.
Indice
Cos'è il virus Bundibugyo?
Il virus Bundibugyo è una delle specie del genere Orthoebolavirus, la stessa famiglia del virus Ebola. È stato identificato per la prima volta nel 2007 in Uganda. In passato sono stati documentati due focolai:
- 2007, Uganda: prima epidemia mai registrata da questo ceppo;
- 2012, Repubblica Democratica del Congo: seconda epidemia confermata;
- Il tasso di mortalità nei focolai precedenti è stato tra il 30% e il 50%.
Come si trasmette?
Il virus Bundibugyo non si trasmette per via aerea. Il contagio avviene tramite:
- contatto diretto con sangue, secrezioni, organi o fluidi corporei di persone infette;
- contatto con superfici o oggetti contaminati;
- manipolazione di animali infetti (pipistrelli, primati non umani);
- pratiche di sepoltura non sicure con contatto diretto con il defunto;
- ambienti sanitari con misure di controllo delle infezioni inadeguate;
Si sospetta che i pipistrelli della frutta siano il serbatoio naturale del virus (zoonosi).
Quali sono i sintomi della malattia da virus Bundibugyo?
Una persona infetta non è contagiosa prima della comparsa dei sintomi.
Il periodo di incubazione va da 2 a 21 giorni. I sintomi iniziali sono aspecifici e possono ritardare la diagnosi:
- febbre;
- affaticamento intenso;
- dolori muscolari e mal di testa;
- mal di gola.
Con la progressione della malattia compaiono:
- disturbi gastrointestinali (vomito e diarrea);
- disfunzioni d'organo;
- manifestazioni emorragiche (in alcuni casi).
L'epidemia del virus Ebola Bundibugyo
Il 5 maggio 2026 l'Organizzazione Mondiale della Sanità è stata allertata per un'epidemia con alta mortalità nella zona sanitaria di Mongbwalu, nella provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Il 14 maggio, le analisi di laboratorio hanno confermato: si tratta del virus Bundibugyo, una variante del virus Ebola. Poco dopo, l'Uganda ha segnalato un caso importato dalla RDC, un uomo congolese deceduto a Kampala.
Perché è scattata l'emergenza?
Il 16 maggio 2026 il Direttore Generale dell'OMS ha dichiarato l'epidemia Emergenza Internazionale di Salute Pubblica (PHEIC). Si tratta di un alert formale usato quando una malattia:
- è grave, improvvisa e inattesa;
- rischia di diffondersi oltre i confini nazionali;
- richiede una risposta coordinata a livello globale.
Una PHEIC non equivale automaticamente a una pandemia: serve a mobilitare risorse straordinarie e a coordinare la risposta internazionale. In passato è stata dichiarata anche per mpox (vaiolo delle scimmie), influenza, Zika e altri ceppi di Ebola.
Quanti casi ci sono: i numeri dell'epidemia
I dati sono aggiornati al bollettino OMS del 19 maggio 2026. I numeri effettivi potrebbero essere più alti, poiché nelle aree colpite la sorveglianza epidemiologica è difficile, al momento risultano:
- 30 casi confermati;
- 500 casi sospetti;
- 130 possibili decessi.
Quali sono i rischi per l'Italia e l'Europa?
Secondo l'ECDC (Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie):
- per i residenti UE/SEE il rischio di contagio è molto basso;
- per chi viaggia nella provincia dell'Ituri (RDC) il rischio è basso, ma non nullo;
- la probabilità di importazione e successiva trasmissione in Europa è considerata limitata;
- chi non ha motivi di viaggio nelle aree colpite non deve preoccuparsi in modo particolare.
Prevenzione e informazioni utili
A differenza del ceppo Zaire di Ebola (per cui esiste un vaccino approvato), per il virus Bundibugyo non è disponibile né un vaccino autorizzato né una terapia specifica. Un intervento di supporto medico tempestivo è comunque salvavita.
Cosa raccomanda l'OMS?
Al momento l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che nessun paese dovrebbe chiudere i confini o vietare i viaggi: non è scientificamente giustificato e peggiora la risposta all'epidemia.
Per quanto riguarda gli spostamenti:
- i viaggiatori diretti nelle zone a rischio devono ricevere informazioni chiare sui rischi e su come ridurli;
- non sono previsti controlli sanitari obbligatori agli aeroporti al di fuori della regione colpita;
- gli Stati devono essere pronti a supportare il rimpatrio di operatori sanitari esposti.
Infine l'OMS ribadisce l'importanza del dare informazioni accurate ai cittadini per evitare allarmismo ingiustificato.