Ancora i medici capro espiatorio dello sfascio della sanità. Che vergogna!!!!

Dr. Giovanni Migliaccio Data pubblicazione: 10 gennaio 2017

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Non sono vergognose le immagini del Pronto Soccorso di Nola, sono i politici, gli amministratori che dovrebbero vergognarsi di esistere (in quanto tali!).

I medici che hanno prestato assistenza a malati poggiati a terra sono da encomiare per lo spirito di solidarietà, di abnegazione che, non solo in questo disgraziato caso, dimostrano sempre e in ogni istante della propria vita umana e professionale.

Ma i Medici, la categoria professionale più amata e più odiata allo stesso tempo, sono il facile bersaglio di chi, non sapendo o trascurando di sapere in quali condizioni essi, tutti i santi giorni e tutte le sante notti (spesso senza soluzione di continuità), lavorano trovano facile soluzione gridare loro il classico “crucifige crucifige” col plauso, ipocrita e silenzioso di chi li costringe a un massacrante lavoro, pagato con stipendi vergognosi, di alta responsabilità e rischio di errori che quasi mai sono da addebitare ad essi, ma alle condizioni di lavoro, alle strutture in cui lavorano, ai mezzi per farlo che non ci sono o sono da terzo mondo.

E così vediamo che un ragazzo massacrato di botte muore per colpa dei medici che lo curano ma che non riescono a salvarlo, che un medico che si adopera comunque per assistere un paziente, in condizioni disastrose, viene sospeso o licenziato, tentando ipocritamente di scaricare le responsabilità proprie su chi non ne ha.

Cosa avrebbero dovuto fare i colleghi di Nola? Rimandare indietro i malati? Chiudere il Pronto Soccorso? E se lo avessero fatto sarebbero stati passibili del reato di omissione di soccorso.

I medici sono soldati allo sbaraglio, in coerenza con la consuetudine italiana.

La Storia dei conflitti del secolo scorso (soprattutto l’ultimo) ce lo insegna, ma noi non impariamo.

Soli, i medici, solissimi a combattere non solo contro la malattia che dovrebbe essere l’unico compito e l’unica missione da compiere, ma contro la burocrazia, il clientelismo, l’inefficienza di chi amministra la Sanità.

E quella specie di Istituzione che si chiama Ordine dei Medici rimane sempre appollaiato su trespoli comodi da cui scendere non è opportuno perché si rischia di mischiarsi alle truppe nel campo di battaglia e perdere privilegi e potere.

E i sindacati medici? Opss! Chiedo scusa! Esistono? Sono mai esistiti?

 

Autore

giovannimigliaccio
Dr. Giovanni Migliaccio Iscritto decedutoNeurochirurgo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1979 presso UNIVERSITA' DI NAPOLI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 31889.

13 commenti

#1
Dr. Mariano Rillo
Dr. Mariano Rillo

Caro Giovanni
sono perfettamente daccordo con te....
forse unicaconsolazione una dichiarazione ufficiale della Lorenzin proprio sulla stampa....http://www.lastampa.it/2017/01/10/italia/cronache/lorenzin-sui-medici-di-nola-sono-degli-eroi-hanno-fatto-il-lavoro-czDa7MRlINCM7baMIXPZ3M/pagina.html.
Riporto le sue dichiarazioni:
«I medici hanno fatto il proprio dovere, non vedo che responsabilità possano avere. Qua se ci sono responsabilità sono a livello apicale, a livello di Asl e 118, del perché non funziona il territorio» spiega «La Campania - ha sottolineato - deve cambiare passo, ha tutti gli atti amministrativi fatti e ora deve solo farli attuare».



I medici «sono eroi che hanno fatto il loro lavoro», ma in Campania ci sono problemi amministrativi - ha aggiunto. Ho chiesto - aggiunge - un resoconto dettagliato ai commissari di governo che arriverà nel pomeriggio, i Nas sono già andati ieri e hanno già verificato che ci sono problemi organizzativi. Mi aspetto dalle autorità preposte della Campania che lavorino sull’attuazione dei piani. Non bisogna fare cose eccezionali, bisogna fare cose normali».

Povera la mia "vecchia" Campania.....ma le responsabilità, lo sappiamo bene, sono di chi l'ha distrutta (anche con l'ausilio di medici politicizzati e consensienti, che non sono certo quelli di Nola) e oggi si erge a difensore di una sanità che non esiste non certo per responsabilità di chi svolge il proprio lavoro ....
Ricordo quando lasciai lamia città e la mia regione per l'impossibilità a dare il mio contributo professionale per "non aver calato il capo" al politico di turno....
e quanti come me sono stati costretti a fare lo stesso....

#2
Specialista deceduto
Dr. Giovanni Migliaccio

Grazie Mariano per il tuo intervento.
Non posso che essere piacevolmente sorpreso della difesa dei colleghi da parte della Lorenzin.

Ciao

Giovanni

#3
Dr. Antonio Ferraloro
Dr. Antonio Ferraloro

Giovanni, condivido assolutamente tutto ciò che hai scritto.
Intanto però sono già stati sospesi i medici!
Esprimo la mia piena solidarietà ai colleghi del presidio ospedaliero di Nola che tra mille difficoltà, di cui certamente non sono responsabili, hanno garantito l'assistenza a tutti con estrema professionalità e dedizione.
I tagli alla spesa sanitaria non li fanno i medici.
http://www.salernonotizie.it/2017/01/09/caso-ospedale-nola-de-luca-chiede-il-licenziamento-dei-responsabili/

#4
Dr. Ivanoe Santoro
Dr. Ivanoe Santoro

L'intervista ad una sgraziata donna (credo facente parte dello staff dirigenziale di quella ASL) metteva in risalto il fatto che i Colleghi non avessero fatto un regolare esposto circa la condizione logistica inadeguata alla Direzione Sanitaria dell'ospedale (cosa, poi, nello steso servizio clamorosamente sbugiardata dalla messa in onda della lettera con cui i Colleghi, invece, avevano già in passato e più volte denunciato l'abbandono in cui si trovavano ad operare). Ecco, siamo alle solite: i balletti degni dei madrigali del '600 e '700: io dico una cosa a te, ma non la dovrei dire a te o io dico una cosa a te e tu la dici a lui che, però, non deve saperla da me, ma da un altro.....insomma....lo schifo va regolarmente in onda. "Carte e regolamenti", "chiacchiere e distintivo" la fanno da padrone...proprio perchè a carte e regolamenti a chiacchiere e distintivi la sanità e l'amministrazione pubblica ci ha abituati nei secoli, non sapendo agire NELLA SOSTANZA delle cose. E questo, se fosse ancora possibile, ci fa più male del male stesso: il vedere trincerarsi dietro chiacchiere, distintivi, regole, carte, regolamenti, rimpallo di vere o finte responsabilità i veri colpevoli dello sfascio della nostra Sanità pubblica. Prima facciamo allegramente quanto silenziosamente approvare le armi con le quali costoro possono legittimamente distruggere ogni cosa e poi, un bel giorno, quando la cosa ci tocca da vicino, ci risvegliamo come da un bel sogno, piombati in un incubo alla Stephen King. Dove eravamo noi PRIMA?????
le riforme dell'articolo quinto....chi le ha volute? chi le ha messe in atto, con quali complicità? Una Sanità REGIONALE ci ha abituati quasi silenziosamente ad una classifica fra regioni virtuose e regioni schifose....ABITUATI...già. Un ministro della Salute che spara str...te a raffica..."Medici EROI" ....??? e se ne accorge ora? Ma di fatto cosa può fare? Nulla: la sanità è REGIONALE, per cui: se la regione è ok....bene...se ne te la prendi in saccoccia. Dove eravamo noi PRIMA?????

#5
Specialista deceduto
Dr. Giovanni Migliaccio

Caro Antonio, Caro Ivanoe,
grazie per il contributo che date su tale argomento. Sarà una goccia d'acqua nella pietrificata nostra, (della classe medica cioè) indifferenza, ma "gutta cavat lapidem".
Si, Ivanoe, è già importante che la diplomata ministra abbia riconosciuto l'abnegazione dei medici, virtù che fa parte della cultura medica e del carattere di chi sceglie questa professione.
Ora, a scoppio ritardato, arriva la solidarietà di tutti, ridicola e ipocrita, annaspando nel loro mare dell'incapacità, dell'incompetenza, del prostrarsi agli interessi dei potenti.

Giudico ridicoli questi figuri. Fanno pena gli interventi dell'ANAAO e di altre sigle sedicenti sindacali (che sigle sono e tali restano).
Parlano di affollamento, di non "assorbimento" dei pazienti sul territorio da parte dei medici di base.
Ma che vanno cianciando?
Hanno lasciato che i medici finissero in pasto ad avvocati e giudici perché la denuncia al medico è diventato un businnes e permette a molti "azzeccagarbugli" di unire il pranzo con la cena, altrimenti precari vista la pletora di questa nobile categoria.

Un medico si permetterà mai più di curare una pleurite, una cistite, ma anche una bronchitella a domicilio? Non parliamo poi di un parto in casa!
Chi glielo fa fare? Se qualcosa si complica, pur avendo agito in scienza e coscienza, con tutti i mezzi disponibili, finirà in un'aula di Tribunale.
Meglio dirottare ogni paziente che giunge alla sua osservazione al Pronto Soccorso.

Il Pronto Soccorso! Su 100 casi che vi giungono, solo 10 -20 al massimo hanno patologie da pronto soccorso che ormai, in tutta Italia, è diventato un poliambulatorio.

Caro Ivanoe, tu dici dove ERAVAMO? Ma noi non ci SIAMO MAI STATI !!!
Son passati negli anni sopra le nostre teste le mannaie e le spade di Damocle più disparate. E chi ha fatto qualcosa? L'O.M. ? I sedicenti SINDACATI ? Chi ?

Crediamo che qualcosa cambierà ? Pura illusione. Ma potrebbe cambiare se tutti i Medici, attualmente ciechi e riversi solo a guardare il proprio orticello (poi non sempre fiorito) capissero che una buona Sanità la possono fare SOLO i medici.
Dovrebbero gli Amministratori, i Politici e politicanti, dipendere dai medici e non viceversa.

Sto sognando...si...sto sognando

#6
Dr. Lucio Piscitelli
Dr. Lucio Piscitelli

Ho lavorato per trentacinque anni in Chirurgia d'Urgenza e, nonostante l'avanzare dell'età, non mi sono mai stati risparmiati anche turni in Pronto Soccorso a causa del progressivo depauperamento degli organici per il malefico "piano di rientro" reso indispensabile per colmare i "buchi di bilancio" della regione, che certamente non ero stato io a scavare con il mio magro stipendio, vagonate di strordinari non pagati e mesi e mesi di ferie accumulate.
Nella nostra regione, sembra per precise volontà sindacali, non esiste la figura del Medico unico di Emergenza e i Chirurghi, la cui età media sfiora ormai i 60 anni, sono costretti ancora a coprire anche turni di Pronto Soccorso accanto agli Internisti. A me è capitato così di dover nello stesso tempo espletare la normale attività chirurgica, curare il reparto di degenza con annesse attività ambulatoriali e suturare "ciaccatelle" in PS. Per non parlare di servizi di emergenza incredibilmente organizzati sull'istituto della pronta disponibilità, pericolo per gli utenti e insostenibile tortura per l'operatore che tanto giovane non è più.
Il Pronto Soccorso era uno di quelli di frontiera e le immagini di Nola non mi hanno né meravigliato, né scandalizzato, perché ho riconosciuto in essa situazioni spessissimo rasentate. Ho tenuto a lungo un archivio enorme di lettere, segnalazioni e denunce che non hanno mai sortito alcun effetto o si sono perse nella "via gerarchica".
Qualcuno ha adombrato l'ipotesi dell'assenza in questo caso di segnalazioni e proteste da parte dei colleghi di Nola: quandanche la cosa fosse reale, andrebbe inquadrata nella totale perdita di potere dei Medici e soprattutto delle figure apicali responsabili di unità operative, sottoposti al ricatto del rinnovo dell'incarico, che come è ampiamente noto difficilmente avviene sulla base di criteri di competenza e produttività. Detto in parole semplici la situazione semberebbe essere così riassumibile: "io ti dò l'incarico (in qualunque momento revocabile e non rinnovabile); tu te ne stai buono, fai funzionare per quanto possibile il servizio e tieni a bada i tuoi anche se vi mando a fare la guerra con le fionde; se c'è qualche inconveniente ovviamente la colpa è vostra: la stampa dia una mano e confermi! ".
Non mi sono mai voluto sottomettere a questa logica (e l'ho pagato!) e mi sono trovato a dover rimpiangere i Primari "baroni" di una volta che andavano in amministrazione a battere i pugni sul tavolo, difendevano i propri collaboratori e ottenevano quello che era necessario.
Resta poi il grosso problema della totale inefficienza della alternativa territoriale (medicina di base, continuità assistenziale. ecc.), appannaggio di figure professionali molto ben remunerate e ampiamente protette politicamente per evidenti motivi di ritorno elettorale.

#7
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

D'accordo su tutto. Ma una direzione sanotaria che non sa gestire una banale epidemia influenzale, perch3e' in un PS sono solo 10 barelle e' da mandare a casa.
Neppure nel momnento del terremoto si sono viste eprsone curate a terra negli Ospedali e neppure nei paesi europei colpiti dagli attentati terroristici con decine e decine di feriti che arrivano simultaneamente abbiamo visto scene come all Ospedale di Nola.

Ed il terremoto e gli attetati terroristuici non sono prevedibili, mentre l'epiudemia influnezale si. Quidni a mio modesto avviso, che conta ben poco, i dirigenti che non sono in grado di tenere ritta la barca per soltanto 264 arrivi in PS (a Pisa ne abbiamo piu' di 300 accessi al giorno)...debbono cambiare lavoro.

#8
Specialista deceduto
Dr. Giovanni Migliaccio

Maurizio, hai perfettamente ragione, ma i soliti papaveri (che son alti...alti...alti) e...protetti...protetti. protetti non hanno la coscienza civile e morale di addossarsi le responsabilità. E chi ci va di mezzo? L'ultimo anello della catena, ovvero quello sulle cui spalle si regge quel poco di efficienza che ancora c'è negli ospedali italiani: il Medico. (Le differenze tra Nord e Sud da questo punto di vista è irrisoria).

Facile gridare allo scandalo vedendo quelle immagini che, giustamente, sconvolgono l'opinione pubblica che non sa.
Mandiamo a casa i politicanti dagli ospedali. Gli Ospedali devono essere gestiti dai medici che non devono battere i pugni (come ricorda bene Piscitelli) per avere un bisturi che tagli o un filo di sutura che non si rompa appena fai il nodo, ma che devono decidere in autonomia come gestire il proprio reparto.

Ma sarà difficile far levar la bocca dal "fiero pasto" !!!!

#9
Dr. Fernando Bellizzi
Dr. Fernando Bellizzi

Però, non è giusto punire la truppa, la prima linea...
Vuoi licenziare la truppa. Ok. Colpire 1 per educarne 100.
Ma solo se tutta la linea di comando viene punita, ivi inclusi i vertici, e chi sta sopra di loro.
Colpire solo la truppa è da vigliacchi.

Da utente finale di PS (sia come malato che come accompagnatore) devo dire che finora le barelle a terra non mi sono capitate.
Ma ho visto di sedie a rotelle con il contagocce per cui il "me la da un attimo, che poi gliela riporto"; ho visto le flebo fatte in sala d'attesa (daltronde dentro era tutto tutto pieno, all'inverosimile); ho visto personale dell'ambulanza scortare la propria barella e sentire commenti "fattela ridare subito, altrimenti restiamo bloccati qui".
E quando son stato ricoverato ricordo come una delle preoccupazioni principali fosse "la sedia a rotelle e la barella" che non "se le fregassero in un altro reparto".
Parlo di Roma...
Ultimamente poi mi ritrovo a mandare PEC per elogiare l'operato di un medico di PS che finora si è adoperato ed ha fatto del suo meglio, a fronte di un servizio che perfetto non è.
E ci ho pensato bene prima di scrivere: succedesse che alla fine il volenteroso, responsabile e coscienzioso medico ci rimette perché troppo efficiente?


#10
Ex utente
Ex utente

Principio d'ogni impresa è il raziocinio e prima d'ogni azione la riflessione.Radice del pensiero e' il cuore ,da cui spuntano quattro rami: Il bene ,il male ,la vita e la morte e su di loro domina padrona la lingua.

I guai del mondo nascono dalla bramosia che spinge ad appropriarsene ,a costo di privarne crudelmente agli altri .COndividiamo il destino della morte ,identicità delle emozioni ,i cicli d'età,i grandi eventi comuni e il linguaggio quotidiano ..e per creare un buon team ,valori ed obiettivi.in questi anni ,i confini della comunicazione si sono allargati ,mentre sono diminuiti i contatti diretti ;ma la sete di condivisione è evidente dall'uso spasmodico di portali o in altri casi di social ,tutti tentativi di esser presenti .ciononostante ,o forse proprio x questo ,nn tutti sanno davvero condividere.DIvidere o condividere con altri ,un'emozione ,un evento ,uno stato d'animo ,un problema ,richiede tempo e dedizione da parte di tutti gli interlocutori.Fattori che mal si conciliano con la fretta e la frammentazione che caratterizza la mente e la giornata di molti.Buon lavoro :)

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