Orgasmo area cerebrale.

I neuroscienziati hanno individuato l'area cerebrale del piacere da stimolazione clitoridea

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Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo

Nel 1950 due grandi neurochirurghi e scienziati canadesi, Wilder Graves Penfield e Theodore Rasmussen,  stimolando elettricamente per via stereotassica determinate aree cerebrali delinearono l'homunculus, che costituisce la rappresentazione delle diverse parti del corpo sulla corteccia cerebrale sia motoria che sensoriale. Con tecniche sempre più sofisticate proseguono incessantemente gli studi di mappatura della corteccia cerebrale per definire sempre meglio l’architettura funzionale del cervello.

Orgasmo: cosa succede nel cervello della donna?

Andrea J. J. Knop ed altri ricercatori di neuroscienze dell’Istituto di Psicologia Medica della Humboldt-Universität di Berlino hanno pubblicato il 9 Febbraio 2022 sul Journal of Neuroscience il lavoro “Sensory-Tactile Functional Mapping and Use-Associated Structural Variation of the Human Female Genital Representation Field” [1], che mette a fuoco la parte di cervello in relazione con il piacere sessuale nella donna a seguito della stimolazione genitale, per individuare le cause ed i possibili trattamenti delle disfunzioni sessuali o anorgasmia e gli effetti a lungo termine dell’abuso sessuale.

L'Homunculus di Penfield e Rasmussen

La regione parietale ascendente è la corteccia cerebrale che avverte la stimolazione tattile ed è per questo definita “somato-sensoriale “; a punti differenti nell’ambito di questa regione corrispondono parti diverse del corpo e sono proporzionali al loro grado di sensibilità, per cui il viso e la mano hanno la massima rappresentazione. Da anni gli scienziati cercano di individuare l’esatta localizzazione sul cortex somato-sensoriale del punto corrispondente alla stimolazione sensitiva del clitoride, ma hanno sinora ottenuto risultati non univoci concludendo che, alla stessa stregua dell’esperienza sessuale, analogamente il sito specifico legato al clitoride differisce da una donna all’altra. In particolare questa area corticale in ciascuna donna può avere una diversa estensione e spessore, che dipende dalla frequenza sessuale riferita ai 12 mesi precedenti.

Lo studio sulle reazioni alla stimolazione del clitoride

Lo studio dei neuro-scienziati tedeschi ha coinvolto 20 donne, in buono stato di salute, che non avevano avuto gravidanze, che non presentavano disturbi neurologici, psichiatrici o sessuali né malattie sessualmente trasmesse, che non avevano subito violenza nel corso dell’adolescenza. Inoltre, al momento dello studio non erano mestruate e non assumevano alcun farmaco psicotropo.

A ciascuna donna, dopo aver applicato sull’area clitoridea un device, tenuto in sito con un sistema di ancoraggio in velcro e che emetteva leggere vibrazioni attraverso una membrana oscillante con compressione di ∼ 0.1 bar sufficienti a stimolare la regione, è stata eseguita una Risonanza Magnetica del cervello con sistema Computational Anatomy Toolbox 12 (CAT12; Christian Gaser, Structural Brain Mapping Group, Jena University Hospital, Jena, Germany).

Il device utilizzato nello studio

I ricercatori hanno comparato le immagini cerebrali relative alla attivazione neurale focale ottenuta a seguito di questa stimolazione sensoriale clitoridea con quelle che nella stessa donna venivano registrate stimolando col medesimo device il dorso della mano.

A differenza di analoghe ricerche precedenti, in questo studio è stata stimolata la sola regione clitoridea e non parti finitime, per evitare di indurre eccitamento sessuale e consentire ai ricercatori di individuare il livello zero sulla corteccia sensitiva legata alla stimolazione del clitoride.

Questo studio rappresenta un significativo avanzamento metodologico avendo consentito, per la prima volta in ricerche analoghe di mappatura del campo genitale femminile sul cortex somato-sensoriale, di definirne non solo la profonda variabilità di localizzazione fra le donne ma anche di concludere che la sua struttura fisica neuronale è correlata alla frequenza dei contatti genitali nell’ambito dei ultimi 12 mesi.

Questi risultati aprono la strada a future ricerche sui fattori che possano condizionare la plasticità della corteccia genitale in funzione di esperienze normali e gratificanti rispetto a quelle avverse così come alle sue modifiche in condizioni patologiche, quali quelle legate a disfunzioni sessuali, deviazioni sessuali o comportamenti sessuali a rischio, per individuarne le possibilità di trattamento.

Fonti:

[1] Journal of Neuroscience 9 February 2022, 42 (6) 1131-1140; DOI: https://doi.org/10.1523/JNEUROSCI.1081-21.2021

Data pubblicazione: 03 marzo 2022

3 commenti

#2

News moolto interessante per la Sessuologia clinica, e di agevole leggibilità.
Importantissimo sottolineare e segnalare che la reattività individuale "..è correlata alla frequenza dei contatti genitali" pregressi.
Complimenti al Dr. Colangelo.
Dott. Brunialti

#3
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Gentile Carla,
mi onoro di aver ottenuto da una persona qualificata come te questo commento pertinente e ti ringrazio.

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