Degenerazione maculare secca: approvato uno studio per la cura con le cellule staminali

Dr. Antonio PascottoData pubblicazione: 05 febbraio 2012Ultimo aggiornamento: 04 novembre 2016

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La società StemCells (che in inglese sta proprio per "cellule staminali") ha ricevuto l'autorizzazione dalla seria commissione di vigilanza, la Food and Drug Administration, per iniziare un trial clinico sull'efficacia delle cellule staminali neuronali di origine umana nel trattamento della degenerazione maculare secca (oggi, terapie di chiara efficacia esistono solo per la degenerazione maculare umida).

Lo studio prevede l'arruolamento di 16 pazienti, in cui verranno analizzate la sicurezza e l'efficacia delle cellule HuCNS-SC nel trattamento della degenerazione maculare secca. Dopo una singola iniezione delle cellule staminali nello spazio sottoretinico,sarà valutata la capacità visiva dei pazienti nel corso di un anno e, se i risultati saranno incoraggianti, verrà eseguito ancora uno studio osservazionale per altri quattro anni.

Con l'approvazione di questo studio, è stato fatto qualcosa di veramente unico nel campo delle cellule staminali, che è l'estensione della sperimentazione clinica sulle cellule staminali neuronali umane a tutti e tre gli elementi del sistema nervoso centrale: il cervello, il midollo spinale e l'occhio. I dati preclinici dimostrano che questa nuova terapia è particolarmente interessante, e non vediamo l'ora di ricevere ulteriori notizie sull'evoluzione dello studio.

Studio degenerazione maculare secca

I dati preclinici, in effetti, hanno dimostrato che le cellule HuCNS-SC sono in grado di preservare la visione proteggendo i fotorecettori (le cellule della retina che ricevono la luce) negli animali da sperimentazione.

Sono state anche pubblicate le prove precliniche, dalle quali si evince che le cellule staminali neuronali potrebbero offrire un approccio sicuro, efficace e semplice per trattare la degenerazione maculare senile (AMD) ed altre malattie della retina.

L'approccio mira a fornire una protezione duratura per i fotorecettori, preservando così la visione, in contrapposizione ad altri sistemi che mirano a sostituire i fotorecettori e le cellule dell'epitelio pigmentato retinico. Inoltre, i dati preclinici lasciano intendere che si possa ottenere un beneficio con un singolo impianto di cellule staminali in pazienti affetti da degenerazione maculare.

Autore

antoniopascotto
Dr. Antonio Pascotto Oculista

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1994 presso Università degli Studi di Napoli.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 27245.

2 commenti

#1
Utente 278XXX
Utente 278XXX

Qual'ė la differenza tra questa spermentazione e la tecnica ALLOPLANT usata in alcuni ospedali russi?

#2
Dr. Antonio Pascotto
Dr. Antonio Pascotto

Gentile utente,

Attraverso i nostri approvati sistemi di aggiornamento scientifico, basati soprattutto sulla lettura di pubblicazioni scientifiche su riviste che fanno un'accurata selezione sulla serietà dei lavori di ricerca, non ci risulta che ci siano prove di dimostrata efficacia della tecnica da Lei citata.

Noi siamo per la medicina basata sull'evidenza clinica e ci fidiamo della ricerca basata sul metodo scientifico, ma sappiamo che in questo campo non sono rare le situazioni in cui si improvvisano terapie che promettono risultati miracolosi...

Buona giornata!

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