x

x

Occhio secco rimedi

6 trattamenti efficaci per l'occhio secco

Dr. Antonio Pascotto Data pubblicazione: 08 aprile 2012 Ultimo aggiornamento: 21 aprile 2022

Una patologia che riscontriamo di frequente nei nostri ambulatori è l'occhio secco.

Vi capita di avvertire bruciore, pizzicore, sensazione di sabbia negli occhi? Potreste essere anche voi alle prese con questa comune malattia. Abbiamo, perciò, elencato alcuni dei rimedi più utili per eliminare i sintomi correlati alla secchezza oculare.

Rimedi efficaci per l'occhio secco

1. Lacrime artificiali

Ideali per: tutti i giorni, per lenire il bruciore o il dolore causato, per esempio, da eccessivo uso del computer o dal tipico affaticamento visivo delle ore serali.

Come agiscono: contengono sostanze semplici come l'acido ialuronico o oli naturali e, usate con disinvoltura, possono ripristinare l'umidità degli occhi, anche se hanno un efficacia limitata a poche ore.

Come usarle: mettere una o due gocce in ogni occhio quando si avverte il disagio. Tuttavia, se si sente il bisogno di utilizzarle per più di quattro volte al giorno, è opportuno fare una visita di controllo presso il proprio oculista di fiducia. È consigliabile utilizzare gocce senza conservanti, che sono meno aggressive per le congiuntive, specie se utilizzate frequentemente. Per l'uso di lacrime artificali in portatori di lenti a contatto, si raccomanda di utilizzare solo gocce prive di conservanti.

2. Gli Omega-3

Ideali per: coloro che non amano mettere gocce negli occhi.

Come agiscono: gli acidi grassi Omega-3 possono contribuire a ridurre l'infiammazione che è spesso la causa della sindrome dell'occhio secco, una condizione relativamente comune, la cui diagnosi può essere posta tramite una semplice visita oculistica.

Uno studio del 2005 pubblicato nel Journal of Clinical Nutrition, condotto da ricercatori della Harvard Medical School, ha dimostrato che le donne che assumono livelli elevati di Omega-3 nella loro dieta hanno un rischio del 34 per cento più basso di sindrome dell'occhio secco rispetto alla popolazione generale. Inoltre uno studio del 2010, eseguito presso l'University of Texas Southwestern Medical Center a Dallas, ha dimostrato che le persone che assumevano quotidianamente integratori di olio di pesce con omega-3 (450 milligrammi di acidi grassi EPA e 300 mg di DHA), oltre a 1.000 mg di olio di semi di lino, producevano lacrime in maggiore quantità.

Come usarli: è semplice! Basta aggiungere alcune porzioni di pesce grasso, come il salmone, nella propria dieta settimanale o, in alternativa, ci si può rivolgere al proprio medico di fiducia e farsi prescrivere olio di pesce ed integratori di semi di lino. È bene assumere gli integratori di Omega-3 a stomaco pieno, per evitare disturbi di stomaco.

3. Prescrizione di un collirio specifico

Ideale per: trattamento cronico della sindrome dell'occhio secco.

Come agisce: venduto con il nome commerciale di Restasis (non ancora disponibile nelle farmacie italiane), il collirio contiene molecole di ciclosporina, un farmaco che può aiutare ad aumentare la produzione naturale di lacrime. In uno studio del 2010, pubblicato nel Korean Journal of Ophthalmology, la maggioranza dei pazienti ha riferito la quasi totale assenza dei sintomi dell'occhio secco dopo aver usato le gocce per tre mesi.

Come usarlo: instillare una goccia per occhio due volte al giorno. Si ritiene che tali gocce possano essere utilizzate a tempo indeterminato, ma sempre dietro prescrizione e controllo oculistico.

4. Impacchi caldi

Ideali per: secchezza oculare dovuta ad irritazione palpebrale (blefarite).

Come agiscono: le lacrime naturali, fondamentali per la lubrificazione degli occhi, sono costituite da acqua e da una sostanza oleosa prodotta dalle ghiandole palpebrali. Se l'olio prodotto dalle palpebre si indurisce, si chiude l'orifizio ghiandolare e non si forma il fondamentale strato lipidico del film lacrimale che serve a trattenere le lacrime prodotte dalla ghiandola lacrimale. Senza lo strato lipidico, infatti, le lacrime evaporano troppo in fretta, creando la sensazione di occhi asciutti. Gli impacchi caldi aiutano a sciogliere il tappo che blocca le ghiandole palpebrali, liberando i grassi che servono a formare il fondamentale strato esterno del film lacrimale.

Come usarli: in un ambiente caldo umido, porre un panno bagnato con aqua calda sulle palpebre chiuse, per un massimo di 10 minuti, una volta al giorno.

5. Detergenti palpebrali

Ideali per: secchezza degli occhi accompagnata da forfora lungo il margine palpebrale, che potrebbe essere un segno di blefarite o meibomite.

Come agiscono: le persone con blefarite tendono ad avere una sovrapproduzione di grasso palpebrale, che può bloccare le ghiandole e causare un'evaporazione troppo rapida delle lacrime. Il frequente lavaggio degli occhi con specifici detergenti può rimuovere il grasso in eccesso, ma è utile anche per altri agenti irritanti ed allergeni che possono aggravare il problema.

Come usarli: risciacquare e frizionare sopra la linea delle ciglia una o più volte al giorno, soprattutto di sera. Se i sintomi non migliorano dopo alcuni giorni, consultare il proprio oculista o il medico di famiglia.

6. Punctum plugs

Ideali per: pazienti che vogliano evitare di instillare fequentemente le lacrime artificiali o pazienti con secchezza oculare marcata.

Come agiscono: si tratta di piccoli tappetti di silicone, invisibili e indolori, che vengono inseriti dall'oculista in ambulatorio, in pochi minuti, all'interno dei puntini lacrimali. Consentono di ridurre del 60% l'eliminazione delle lacrima attraverso i canali lacrimali di deflusso, mantenendo gli occhi più lubrificati.

Come usarli: una volta impiantati, non vanno più sostituiti anche se, all'occorrenza, possono essere agevolmente rimossi. Sono dispositivi sicuri per un uso a lungo termine, ma vanno gestiti dal medico specialista.

Per approfondire:Tremore delle palpebre: 8 possibili cause

Autore

antoniopascotto
Dr. Antonio Pascotto Oculista

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1994 presso Università degli Studi di Napoli.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 27245.

2 commenti

#1
Dr. Antonio Pascotto
Dr. Antonio Pascotto

La semplice valutazione dei sintomi non è sufficiente per la diagnosi di occhio secco

29 Aprile 2014

BOSTON - La sola valutazione dei sintomi non è sufficiente per una diagnosi accurata della sindrome dell'occhio secco, è quanto riportato durante il congresso annuale dell'American Society of Cataract and Refractive Surgery.

"La sindrome dell'occhio secco è presente in circa la metà della popolazione, ed è almeno altrettanto comune nelle persone con problemi di refrazione (miopia, astigmatismo, ipermetropia) o con cataratta", ha asserito la collega Marguerite McDonald. "I sintomi della secchezza oculare sono presenti nella metà dei pazienti normali che non hanno l'occhio secco e solo nella metà dei pazienti con occhio secco. La semplice valutazione dei sintomi, quindi, non può essere utilizzata per diagnosticare in un paziente l'occhio secco. L'occhio secco deve essere diagnosticato e curato prima dell'intervento chirurgico al fine di assicurare eccellenti risultati clinici".

La McDonald ha citato i sondaggi che dimostrano che ci sono circa 55 milioni di Americani con la sindrome dell'occhio secco e si stima che 39 milioni di persone affette da occhio secco potrebbero avere la malattia non ancora diagnosticata.

Il report del "Dry Eye WorkShop" ha stabilito che l'iperosmolarità lacrimale (misurabile con una particolare apparecchiatura, il TearLab) è il meccanismo centrale, responsabile dell'infiammazione della superficie oculare, del danno cellulare e dei sintomi della sindrome dell'occhio secco.

"L'osmolarità è, di gran lunga, la prova con il miglior valore predittivo positivo, quindi è considerato il test di riferimento (il "gold standard") per l'occhio secco, e lo dimostrano 45 anni di ricerca", ha aggiunto la McDonald.

Nel "Dry Eye Prevalence Study", il 48% dei soggetti ha avuto valori di osmolarità di 308 mOsm/L o superiori e il 52% aveva osmolarità di 308 mOsm/L o meno. La metà dei pazienti con iperosmolarità hanno riferito almeno tre sintomi di secchezza oculare e quasi la metà non aveva alcun sintomo.

"È interessante notare che, fra i soggetti 'normali', la metà dichiarava di avere almeno tre sintomi che sembravano dovuti alla malattia dell'occhio secco, ma in realtà i propri sintomi dipendevano da altre cause; d'altro canto, molti pazienti asintomatici presentano un aumento dell'osmolarità e vanno quindi tenuti sotto osservazione", ha chiosato la relatrice.

In un sondaggio dell'ASCRS del 2013, 1.000 oculisti intervistati hanno stimato che il 21,1% dei pazienti affetti da cataratta ed il 24,2% dei pazienti sottoposti a trattamenti laser per la correzione dei difetti visivi presentavano alterazioni della superficie corneo-congiuntivale dovute alla secchezza oculare.

#2
Utente 472XXX
Utente 472XXX

Come si fa a stabilire la causa della secchezza oculare?
Mi spiego meglio:
Se non il soggetto non ha malattie autoimmuni, non ha il diabete, non è allergico, non è in menopausa, la tiroide è ok e pure gli esami ormonali vanno bene...
Allora QUAL È LA CAUSA?

Commenti degli utenti: aperti!
Commenti dei professionisti: aperti!

Per aggiungere il tuo commento esegui il login

Non hai un account? Registrati ora gratuitamente!

Guarda anche occhio secco 

Vuoi ricevere aggiornamenti in Oculistica?

Inserisci nome, email e iscriviti:

* Autorizzo il trattamento dei miei dati da parte di Medicitalia s.r.l. per finalità di marketing telefonico e/o a mezzo posta elettronica o ordinaria, compresi l'invio di materiale pubblicitario, la vendita diretta e lo svolgimento di indagini di mercato.

Cliccando su iscriviti acconsento al trattamento dei dati personali come da privacy policy del sito.

Soffri di allergia? Partecipa al nostro sondaggio

Contenuti correlati