occhio-secco

Perchè le donne soffrono di occhio secco in maggior misura rispetto agli uomini?

Dr. Carlo OrioneData pubblicazione: 22 aprile 2021

La giornata nazionale per la salute della donna è l'occasione giusta per constatare che l'occhio secco, una Sindrome molto invalidante dovuta ad una disfunzione lacrimale, sia molto più frequente nel sesso femminile rispetto a quello maschile.

Cos'è la sindrome dell'occhio secco?

L'occhio secco è stato definito come patologia multifattoriale della superficie oculare caratterizzata da uno squilibrio del film lacrimale e accompagnata da sintomi oculari derivati principalmente da processi infiammatori cronici.

incidenza occhio secco donne

Quali sono i sintomi dell'occhio secco?

I sintomi più comuni sono:

  • bruciore
  • sensazione di corpo estraneo
  • occhi rossi e dolenti
  • fotofobia (fastidio alla luce).

Perché l'occhio secco colpisce soprattutto le donne?

Le donne sono significativamente più colpite rispetto agli uomini, perchè hanno principalmente 3 fattori di rischio in più:

Maggiori oscillazioni degli ormoni sessuali

È stato dimostrato che le ghiandole del Meibomio, che producono una sostanza oleosa con il compito di evitare una precoce evaporazione della lacrima dalla superficie oculare, posseggono recettori ormonali. Le cicliche fluttuazione di estrogeni (soprattutto quando in eccesso), testosterone (quando si abbassa) e progesterone, quindi, influiscono la qualità e la quantità di produzione delle lacrime.

Anche l’assunzione di contraccettivi orali, per esempio, può far insorgere questa Sindrome in quanto la pillola provoca una diminuzione di Androgeni, oppure i cambiamenti ormonali dovuti alla gravidanza o alla menopausa.

Utilizzo di cosmetici

Un altro fattore di rischio per le donne è l’utilizzo di prodotti cosmetici, per truccarsi e struccarsi, che possono infiammare tutte le piccole ghiandole deputate a produrre il film lacrimale, facendolo evaporare più velocemente.

Incidenza delle malattie autoimmuni

Dalla letteratura scientifica, inoltre, è risultato ormai evidente che vi è una maggiore frequenza di malattie autoimmuni a sfavore delle donne, soprattutto per quel che riguarda le patologie che si presentano dopo la pubertà. Molte di queste sono le prime responsabili o contribuiscono a mantenere vivo il circolo vizioso infiammatorio presente nella sindrome dell’occhio secco. Esempio eclatante è la sindrome di Sjögren, dove il rapporto femmine-maschi è di 9:1.

Come prevenire l'occhio secco?

Per ridurre il rischio di sviluppare un occhio secco nella donna l’A.I.M.O. (Associazione Italiana Medici Oculisti) raccomanda alcune regole:

  • Fare attenzione a non applicare il trucco all’interno della palpebra per non irritare l’occhio;
  • Rimuovere accuratamente il trucco prima di andare a letto utilizzando un sapone delicato o uno struccante senza conservanti a base di acido para aminobenzoico;
  • Utilizzare un umidificatore a casa e, se possibile, sul posto di lavoro per ridurre la secchezza dell’aria;
  • Fare delle pause, quando si utilizzano a lungo i videoterminali, aprendo e chiudendo gli occhi un po’ di volte per stimolare la lacrimazione;
  • Curare l’alimentazione evitando i cibi che possono infiammare l’intestino ed alterarne il Microbiota intestinale, cioè l’insieme dei microrganismi buoni che sintetizzano vitamine ed ostacolano l’attacco dei patogeni;
  • Bere molta acqua per mantenere il corpo e gli occhi ben idratati;
  • Indossare occhiali da sole quando ci si trova all’aria aperta per proteggersi dalla luce e dal vento;
  • Valutare sempre con il proprio medico di base gli effetti collaterali a cui si può incorrere quando si inizia una terapia.

Cosa si deve fare quando insorgono i sintomi dell’Occhio Secco?

La prima cosa da fare è quella di sentire il parere di un medico oculista esperto in questa patologia più che di quello di altri sanitari o parasanitari, come ad esempio i farmacisti o gli ottici, che non possono disporre delle dovute competenze.

La Sindrome da occhio secco è una condizione multifattoriale che può avere origine sistemica ed essere sostenuta da disturbi generali internistici e reumatologici. Pertanto in primis una terapia adeguata è necessaria per evitarne la cronicizzazione, e in secondo luogo l'inquadramento eziologico è fondamento di una corretta gestione e adeguata terapia non solo sintomatica.

Che novità diagnostiche e terapeutiche vi sono state in questi ultimi anni?

Le ultime novità terapeutiche sono orientate sull’utilizzo di probiotici per ripristinare la flora intestinale buona, ma non esiste una cura uguale per tutti. Questa Sindrome dipende da molti fattori ed ogni paziente è un caso a se stante, quindi la terapia deve essere personalizzata ed il paziente va monitorato mensilmente per modificare la cura in base alla risposta sia sintomatica che oggettiva tramite una serie di esami specifici.

La novità terapeutica più importante degli ultimi anni in questo campo, però, è stata la scoperta che l’utilizzo della Luce Pulsata con Radiofrequenza, IPLRF, intorno agli occhi, migliora notevolmente il quadro clinico specialmente nei pazienti che soffrono di disfunzione delle ghiandole del Meibomio Con questa rivoluzionaria terapia si è dimostrato come non solo si migliora la produzione oleosa delle ghiandole del Meibomio, ma come vengano chiuse le teleangectasie (piccoli vasi sanguigni) presenti sul bordo palpebrale, responsabili del continuo rilascio di citochine infiammatorie e quindi del mantenimento della sintomatologia. Questa terapia, inoltre, si è dimostrata molto efficace anche per curare la blefarite, la calaziosi ed eradicare il Demodex.

Il trattamento, del tutto indolore, dura pochi minuti e consiste nell’applicazione di 25/30 spots di luce da ripetersi una volta al mese per 4 mesi.

Autore

carlo.orione
Dr. Carlo Orione Oculista

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1987 presso Universita di Genova.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Asti tesserino n° 1038.

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