Difficoltà respiratoria nasale da ipertrofia dei turbinati

Dr. Antonio TrichiniData pubblicazione: 06 marzo 2015Ultimo aggiornamento: 09 maggio 2016

Il naso ha l'importante funzione di filtrare, riscaldare e umidificare l'aria prima che arrivi alle vie aeree inferiori. Le due fosse nasali sono divise dal setto nasale, struttura cartilaginea ed ossea, e nelle pareti laterali di entrambe le fosse nasali troviamo delle strutture denominate Turbinati (inferiori, medi e superiori). Questi turbinati rivestono dei cornetti ossei e sono formati da tessuto cavernoso e da una mucosa ipervascolarizzata. 

I turbinati hanno l'importante funzione di regolare la filtrazione, il riscaldamento e l'umidificazione dell'aria inspirata e di creare dei vortici d'aria che interessano anche i seni paranasali. Proprio per questo i turbinati vanno incontro a continue modificazioni del loro volume durante l’arco della giornata. La temperatura ed il grado di umidità dell’aria inspirata sono variabili importanti che innescano il riflesso vasomotorio dei turbinati inferiori: l’aria fredda determina congestione degli spazi cavernosi, così come l’aria calda e secca. Al contrario l’aria calda e umida provoca decongestione dei turbinati inferiori.

 Questa elevata reattività vasomotoria e riflessiva della mucosa del turbinato può facilmente trasformarsi da meccanismo fisiologico a meccanismo patologico e portare quindi alla rinite vasomotoria per ipertrofia dei turbinati inferiori.

 I fattori principali sono: allergie, riniti ricorrenti, l’utilizzo smoderato di spray nasali vasocostrittori, lo smog, il fumo di sigaretta. In questi casi, il paziente riferisce senso di ostruzione nasale mono o bilaterale, iposmia (riduzione dell'olfatto), alitosi, secrezioni di muco dal naso verso la gola, rinorrea, cefalea e possibile russamento notturno.

La diagnosi di ipertrofia dei turbinati va fatta dallo specialista otorinolaringoiatra, associando alla classica visita:

  • la Rinofibrolaringoscopia
  • Il Prick Test per inalanti ed alimenti
  • L'esame Citologico nasale
  • La Rinomanometria

Ed eventualmente una TAC per lo studio delle complicanze dell'ostruzione nasale prolungata (poliposi, sinusite).

Ultimata la diagnostica ed evidenziato il problema, si prescrive una terapia medica per valutare la risposta del turbinato. Nel caso in cui la terapia medica non riesca a ripristinare la corretta respirazione nasale, si procede alla Decongestione chirurgica dei Turbinati con Laser Co2 o con Radiofrequenza pulsata. Per esperienza personale metto in uso entrambe le metodiche, con maggiore utilizzo dell'una o dell'altra in base alla caratteristica del turbinato e alla presenza o meno di speroni cartilaginei o deviazioni del setto nasale.

La decongestione chirurgica dei turbinati può essere facilmente eseguita ambulatorialmente, in anestesia locale, senza dolore, senza tamponi nasali e subito dopo l'intervento il paziente può tranquillamente riprendere le normali attività quotidiane:

- si esegue sempre con il supporto di un anestesista che monitorizza e assiste il paziente durante tutta la fase dell'intervento.

- tramite spray o pomata si effettua l'anestesia locale inibendo la sensibilità solo della porzione interna del naso. In pazienti più sensibili effettuo una infiltrazione di anestetico nella sottomucosa del turbinato 

Si procede alla decongestione della testa, del corpo e della coda del turbinato inferiore e di eventuali speroni cartilaginei che causano ostacolo al flusso respiratorio.

Non vengono applicati tamponi nasali perché la tecnica è priva di sanguinamento.

E' una metodica indolore, ripetibile a distanza di anni e rispetta le funzioni della mucosa nasale.

Dopo l'intervento possono formarsi piccole croste che saranno poi rimosse a cicatrizzazione ultimata dallo specialista otorinolaringoiatra. Da quel momento in poi si noterà un netto miglioramento della respirazione con un flusso respiratorio omogeneo e continuativo.

www.antoniotrichini.com 

Autore

a.trichini
Dr. Antonio Trichini Otorinolaringoiatra

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1999 presso Università degli Studi di Catania.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Catania tesserino n° 11927.

16 commenti

#1
Utente 373XXX
Utente 373XXX

Salve dottore...una domanda,io ho l ipertrofia dei turbinati,nel mio caso moderata,può aggravarsi nel tempo? grazie

#2
Dr. Antonio Trichini
Dr. Antonio Trichini

Buongiorno, l'ipertrofia dei turbinati è legata a fattori diversi, per cui l'eventuale peggioramento dipende dal singolo problema. Per intenderci meglio, se soffre di allergia, e non la tiene sotto controllo con una buona terapia, la sua ipertrofia può sicuramente peggiorare nel tempo. Eseguire delle terapie periodiche, una volta evidenziato il problema di base, può aiutarla a mantenere stabile l'ipertrofia e in qualche caso anche a migliorarla.
Cordialmente
Dr. Antonio Trichini

#3
Utente 379XXX
Utente 379XXX

Buonasera, io ho rinosinusite cronica ipertrofica ormai da 20 anni (ne ho 42 ora ) Ho eseguito parecchi anni fa l'intervento caldwell- luc (credo di scriva così ) per recidiva di poliposi nasale (6 interventi eseguiti fino a 4 anni fa ) ed ora ho perennemente mal di testa, orecchio tappato, capogiri e vado avanti ad aerosol ed antibiotici nelle fasi acute. Mi hanno distrutto ciò che potevano dentro al mio naso, mi hanno riferito che sono messa male e devo rassegnarmi a sti malesseri continui. Non è piacevole stare così , soprattutto fare spesso fatica a respirare per via del naso chiuso . Mi è insorta anche l'asma 2 anni fa , quindi che piacere quando le crisi si presentano acute.....non respiro ne dal naso ne dalla bocca.. Ad ogni modo , esiste qualche nuova tecnica per i polipi ? Vedo che i vari rinoclenil, xyzal, dymista che ultimamente assumevo non servono a molto perchè poi la sinusite ritorna come in questi giorni che sono sotto antibiotico . La ringrazio se vorrà aggiornarmi su qualche nuova tecnica/cura.... Cordiali saluti

#4
Dr. Antonio Trichini
Dr. Antonio Trichini

Salve, oggi esistono nuovi protocolli terapeutici per la poliposi nasale, problematica che purtroppo tende a recidivare sempre più. Ma prima di tutto sarebbe opportuno, se non lo ha già fatto, eseguire dei test allergologici e soprattutto un Esame Citologico nasale. Una volta fatto ciò, dopo aver visto endoscopicamente le sue fosse nasali ed eseguita una eventuale TAC, si decide se procedere a nuova polipectomia, tramite Laser o Debrider, oppure iniziare una nuova terapia combinata per decongestionare il naso e ridurre la sua poliposi.
Rimango a sua disposizione per ulteriori chiarimenti
Cordialmente
Dr. Antonio Trichini

#5
Utente 506XXX
Utente 506XXX

salve, nel 2003 sono stato operato di deviazione del setto nasale. Ho avuto come conseguenza una ipertrofia dei turbinati. Nel 2013 ho operato i turbinati con la metodica a radiofrequenze ma da allora non ho avuto nessun beneficio. La notte russo e ho scolo continuo dal naso e starnutisco spesso.
Cosa posso fare di concreto? La chirurgia laser mi risolve il problema al 100%
grazie

#6
Dr. Antonio Trichini
Dr. Antonio Trichini

Salve, prima di tutto bisognerebbe eseguire una rinofibroscopia per controllare bene il grado di ipertrofia e l’anatomia delle sue fosse nasali, successivamente un esame citologico con Prick test per valutare eventuali allergie o ipersensibilità nasali. Sono dopo aver diagnosticato con precisione la causa della sua ipertrofia dei turbinati, si può prendere in considerazione la decongestione con Laser a diodo che garantisce l’ablazione del tessuto in eccesso, ripristinando la pervietà delle fosse nasali.

#7
Utente 379XXX
Utente 379XXX

Buonasera, posso chiedere dove qua al Nord vicino a me in Friuli, trovo chi operi col laser? Dopo 7 anestesie totali per poliposi ,vorrei evitare anestesia ed intubazione... grazie

#8
Utente 526XXX
Utente 526XXX

buongiorno,
espongo il mio problema, peraltro molto simile a quello esposto dall'utente 506280 nel messaggio del 26.8.2018. Nel 2011 sono stato operato per la deviazione del setto nasale (rinosettoplastica). Ho avuto come conseguenza una ipertrofia dei turbinati. Negli anni successivi sono stato sottoposto prima a radiofrequenze poi a laser per la riduzione dei turbinati, entrambi in day hospital, ma non ho avuto nessun beneficio. Ho fatto anche la citologia nasale che ha dato esito negativo, per cui il medico ha escluso allergie. Durante il giorno respiro abbastanza anche se ho quasi sempre un po' di congestione nasale. Il problema è di notte , quando la congestione aumenta e mi sveglio alle 3/4 del mattino con forte malessere dovuto alla difficoltà respiratoria.
Cosa potrei fare? L'otorino che mi segue non mi prospetta soluzioni terapeutiche, a parte le cure termali che però hanno efficacia molto limitata. dice che al limite potrei provare a rifare la radiofrequenza
Grazie

#9
Dr. Antonio Trichini
Dr. Antonio Trichini

Salve, il suo problema non è isolato, l'ipertrofia dei turbinati è legata a più fattori e quindi la modalità di intervento deve essere diversa in base alla "natura" della ipertrofia stessa. Mi ha scritto che l'esame citologico ha dato esito negativo e dalla descrizione che ha fatto suppongo si tratti di una rinite ipertrofica vasomotoria. In questi casi il turbinato va trattato con una tecnica diversa e in genere con il Laser a Diodo che utilizzo il risultato è più che soddisfacente e duraturo. Ovviamente nel suo caso, prima di decidere un nuovo approccio chirurgico, consiglierei di rifare una visita accurata con rinofibroscopia e di ripetere l'esame citologico per avere la sicurezza al 100% che non ci siano stimoli diversi.
Cordialmente
Dr. Antonio Trichini
https://antoniotrichini.it
https://ipertrofiadeiturbinati.it

#10
Utente 526XXX
Utente 526XXX

La ringrazio molto per la risposta. E' molto interessante per me sapere che esiste una possibile soluzione al mio annoso problema!
Sono assolutamente disponibile a sottopormi a rinofibroscopia e a rifare l'esame citologico, anche se per fare quest'ultimo esame l'ultima volta sono stato costretto a fare 160 km pur risiedendo in una città capoluogo di provincia, Ascoli Piceno (!), poiché il mio otorino mi disse che potevo farlo solo all'Ospedale di Civitanova Marche. Al momento non so ancora se qui ad Ascoli è possibile fare la rinofibroscopia

#11
Utente 570XXX
Utente 570XXX

Gentile Dott. Trichini,
sabato 9 novembre mi sono sottoposta all’intervento di riduzione dei turbinati con radiofrequenze. Cercherò di essere più breve e concisa possibile: dopo aver estratto le due sottili garze di anestetico e decongestionante è stato inserito subito il laser nel turbinato inferiore destro. Ho avvertito un dolore fortissimo, indescrivibile e a malapena sono riuscita a trattenermi dal gridare, ma ho pianto tantissimo. Ho cercato di resistere anche quando sono passati agli altri turbinati, ma il dolore era allucinante e mi veniva detto di non stringere il naso perché avrebbe reso l’operazione più difficile. Non ci riuscivo a causa del forte dolore. La situazione è peggiorata quando hanno lavorato sui turbinati a sinistra e ho avuto la percezione (spero di sbagliarmi) che il chirurgo abbia affrettato la procedura nel turbinato intermedio proprio perché ad un certo punto mi muovevo troppo e piangevo a causa del dolore ormai insostenibile.
Mi chiedo se è normale sentire così tanto dolore durante questo intervento. Ancora più importante: tutto questo potrebbe aver compromesso l’esito dell’operazione? Io sento che la parte inferiore è decisamente più libera rispetto a prima, ma sento che nella parte superiore delle narici passa a malapena un filo di aria, come se in questa parte i turbinati fossero ancora gonfi. Proprio per questo motivo non riesco a dormire bene e mi sveglio in continuazione, nonostante abbia applicato i cerotti nasali per favorire la respirazione ed abbia fatto tutto quello che mi è stato detto nella lettera di dimissione. Aggiungo che ho cercato di riferire tutto questo mentre mi veniva consegnata la lettera di dimissione, ma nessuno ha prestato attenzione a quello che dicevo, continuando a fare il loro lavoro per poi uscire dalla stanza, per questo ho chiesto qui, vista la mia preoccupazione (a mio parere motivata). La Ringrazio anticipatamente per l’attenzione.

Cordialità.

#12
Dr. Antonio Trichini
Dr. Antonio Trichini

Salve, il fatto di aver sentito dolore non compromette l'esito dell'intervento ma ha certamente reso poco fluido lo svolgimento della decongestione. IN genere nella mia attività, oltre alla anestesia per contatto eseguo anche una infiltrazione che inibisce ogni accenno di dolore e in questo caso l'operatore riesce a lavorare con tranquillità e il paziente conserva un buon ricordo dell'intervento. I giorni successivi all'intervento in genere c'è l'edema dei tessuti che rende difficile la corretta respirazione, ma vedrà che nei giorni successivi comincerà ad andare meglio
Cordialmente
Dr. Antonio Trichini

#13
Utente 570XXX
Utente 570XXX

La ringrazio molto per la sua esauriente e celere risposta. Vedremo come andrà al prossimo controllo, previsto tra circa 25 giorni.
Cordiali saluti.

#14
Utente 590XXX
Utente 590XXX

Salve Dottore 2 mesi fa ho fatto la cura con cortisone e Dymysta perché avevo i turbanti infiammati ora mi accorgo che una narice si tappa e si alternano come mai ???respiro bene ma la mattina mi sveglio con una narice tapata poi dopo u Po che mi alzo si tappa l'altra narice ma nn in modo esagerato ... mi viene anche la tosse come mi sveglio .. cosa può essere ??

#15
Dr. Antonio Trichini
Dr. Antonio Trichini

Buongiorno, da ciò che mi descrive potrebbe trattarsi di una rinite vasomotoria. Dovrebbe eseguire una visita ORL con Rinofibroscopia ed esame citologico in modo da capire la natura del suo problema e trovare la giusta risoluzione
Cordialmente
Dr. Antonio Trichini

#16
Utente 590XXX
Utente 590XXX

La ringrazio mercoledì farò un'altra visita dall 'otoringoiatra spero che mi trovi la causa la ringrazio tantissimo se posso mi farebbe piacere farle sapere l'esito della visita la ringrazio ..

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