Molte delle difficoltà respiratorie dei pazienti che si recano dall'otorinolaringoiatra sono dovute alla cosiddetta ipertrofia dei turbinati. I turbinati non sono altro che le strutture ossee presenti nelle fosse nasali. Dal basso verso l'altro troviamo il turbinato inferiore, il turbinato medio, il turbinato superiore e il turbinato supremo anche se gli ultimi due spesso sono in realtà mancanti. Il turbinato inferiore, è il più grande e ricco di vasi sanguigni e tessuto semi erettile mentre il turbinato medio è ricco di ghiandole, mucosa e spesso contiene qualche cellula etmoidale. La parte olfattiva del naso è invece nella zona superiore delle fosse nasali. Per questo quando il turbinato medio, o quello inferiore, si ingrossa (ipertrofia dei turbinati) perdiamo il senso dell'olfatto. Il sistema dei turbinati è fondamentale per la nostra respirazione perché questi organi filtrano e riscaldano l'aria che entra nei polmoni. Essendo il nostro prima “sistema difensivo” tendono ad essere più esposti agli agenti esterni.

Quando i turbinati si ammalano

Turbinati

I turbinati ingrossati non trattati in maniera adeguata possono associarsi poi ad una serie di patologie del naso: polipi, sinusite, rinite, allergia, apnee notturne, otite, asma bronchiale, tosse secca e stizzosa. Le cause dell'ipertrofia dei turbinati sono di vario tipo ma spesso sono dovuti ad agenti esterni come batteri, virus ma anche polline e polveri che irritano la mucosa del naso ipersensibilizzandola. Si parla in questo caso di pseudoallergia o rinite vasomotoria: i turbinati nasali dopo il primo incontro con un agente esterno reagiscono provocando difficoltà respiratorie, starnuti e scolo nasale. A favorire questa reazione è proprio l'elevata vascolarizzazione dei turbinati.

Come curare i turbinati ingrossati

La terapia farmacologica prevede antistaminici, i lavaggi delle fosse nasali con soluzioni saline sterili, terapie termali. Per aiutare la respirazione notturna, possono essere consigliati i cerotti nasali. Nei casi più gravi si deve invece intervenire con un'operazione chirurgica ai turbinati nasali. Meglio fare un uso moderato degli spray decongestionati, il cui abuso potrebbe portare ad una vera e propria dipendenza del paziente.

L'intervento chirurgico classico prevede una complessa operazione che si effettua in sala operatoria, in anestesia generale. Tre i modi in chi il chirurgo interviene per ridurre i turbinati: con la causticazione dei turbinati inferiori (coagulazione monocolore); con la turbinoplastica, che è in sostanza lo svuotamento del corpo cavernoso dei turbinati inferiori; con la turbinotomia del cornetto dei turbinati. Si tratta di metodiche chirurgiche invasive, in cui il paziente è costretto al ricovero ospedaliero e ad utilizzare tamponi nasali dopo l’operazione. Inoltre l'asportazione dei turbinati non è mai consigliabile.

La cura dell'ipertrofia con la risonanza quantica molecolare

In alternativa si può scegliere la cura con un intervento che prevede l’utilizzo del laser. Si tratta di una procedura ambulatoriale che ha diversi vantaggi per il paziente: è priva di dolore e di sanguinanti, senza perciò la necessità di tamponi nasali. Il medico utilizzando il laser riesce ad eliminare la sola parte di mucosa non infetta, salvando quella sana ed evitando le complicanze della chirurgia classica.

In questo senso l'ultimo progresso tecnologico è quello della risonanza quantica molecolare (QMR) che trova applicazione in ambito chirurgico da qualche anno ed è ormai una sicurezza. I tradizionali elettro e radiobisturi, basano il proprio principio di funzionamento su un mero trasferimento di energia termica (calore generato dal passaggio di corrente elettrica), i bisturi a risonanza quantica molecolare impiegano uno spettro di frequenze tale per cui l’energia trasferita si traduce solo in minima parte in innalzamento termico. La componente predominante di energia trasmessa al tessuto interagisce infatti direttamente a livello dei legami molecolari, scindendoli in modo atermico grazie alle alte frequenze. I bisturi quantici sono strumenti d'eccellenza che permettono di operare con il massimo rispetto delle strutture e dei tessuti biologici. Si potrebbe dire – usando un termine improprio ma semplificativo – che la risonanza quantica, più che bruciare, “asciuga” la mucosa ingrossata. Lo stesso principio viene utilizzato per la coagulazione, con l'unica differenza di una temperatura leggermente più alta.

Bibliografia

Quantic molecular resonance scalpel and its potential applications in oral surgery. Vescovi P., Manfredi M, Merigo E, Fornaini C, Rocca JP, Nammour S, Bonanini M. 2007

Quantic molecular resonance scalpel vs traditional scalpel in the treatment of labial mucocele: a two-center randomized controlled trial.

Broccoletti R, Arduino PG, Vescovi P, Mergoni G, Mattiuzzi M, Merigo E, DiLupo M, Manfredi M. 2014

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