La masturbazione nei bambini: consigli ai genitori

Dr. Gaetano PintoData pubblicazione: 30 gennaio 2013

L'argomento masturbazione dei bambini è un argomento che viene affrontato con molta reticenza da parte dei genitori. Bisogna essere consapevoli che questo comportamento rappresenta una tappa fondamentale dello sviluppo psicoevolutivo del bambino.

La masturbazione è preceduta da una fase esplorativa, in cui il bambino toccandosi fa conoscenza del suo corpo. Questa manipolazione si è visto che inizia già quando il bambino è in utero, specie negli ultimi mesi di gestazione. La manipolazione nel bambino piccolo, in un primo momento, non è finalizzata a provare piacere ma a costruire un personale schema mentale del suo corpo. Dopo la fase esplorativa, con la manipolazione il bambino scopre di provare anche piacere e consolazione nei momenti di stress.

La sessualità infantile è stata uno degli argomenti ben descritti da Freud, considerato il padre della psicoanalisi. Freud ha dato una descrizione dettagliata su questo aspetto psicologico del bambino che viene considerata ancora coerente ed attuale. La teoria freudiana ha dimostrato che attraverso processi integrativi e maturativi successivi, partendo da una zona non differenziata costituita dalla superficie cutanea e dalla bocca, la pulsione libidica, che rappresenta l'insieme delle pulsioni sessuali, si va a concentrare successivamente sulla zona ano rettale e poi su quella genitale.

La pulsione libidica, secondo Freud, è quella parte dell'ES che corrisponde alla zona dello psichismo arcaico ancorato strettamente al substrato biologico e completamente immersa nell'inconscio.

Secondo Freud la sessualità infantile segue delle tappe prestabilite, rappresentate, in ordine progressivo, dalla fase orale che va dalla nascita ad un anno di vita. Si spiega così perche' il lattante trova molta consolazione dall'uso del ciucciotto e quando si attacca al seno materno. Una seconda fase detta anale che va dal 1° anno fino al 3° anno di vita, la fase fallica dai 3 ai 5 anni, una fase di stasi temporanea che va dai 6 anni fino all'inizio della pubertà ed infine la fase genitale.

Secondo studi di psicobiologia si è potuto constatare che all'inizio la manipolazione non sviluppa un vero piacere erotico ma rappresenta un piacere aspecifico che dà consolazione e benessere.

L'attività della masturbazione inizia prima nelle bambine, già dai due anni di età, con movimenti ripetitivi delle gambe, , strisciando gli arti inferiori, a volte interponendo qualche giocattolo tra le gambe. Gli episodi possono essere ravvicinati o sporadici, comportano congestione del volto, sudorazione a cui segue un lieve rilassamento. Queste crisi a volte possono essere mal interpretate e considerate crisi convulsive.

Il comportamento dei genitori è fondamentale per non arrecare danni alla psiche del bambino. I genitori devono sapere che questi momenti di transizione rappresentano tappe normali dello sviluppo psico affettivo del bambino. Non devono assolutamente sgridare il bambino, in quanto questo potrebbe essere controproducente e potrebbe creargli inutili sensi di colpa.

L'intervento migliore è quello di sottovalutare la cosa, distrarre il bambino e donare maggiore tenerezza ed affetto. Se le manifestazioni masturbatorie sono intense e particolarmente frequenti bisogna escludere in prima battuta problemi psicologici del bambino, paure immotivate e conflitti interpersonali con altri bambini.

A volte il problema può essere anche di natura familiare con situazioni conflittuali fra i genitori stessi. Seguendo le indicazioni di Jung, psicoanalista infantile, "prima di accertarsi cosa non va nel bambino, bisogna prima domandarsi se c'è qualcosa che non va nei genitori".

Autore

gaetanopinto
Dr. Gaetano Pinto Pediatra, Allergologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1984 presso UNIVERSITA' FEDERICO II DI NAPOLI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 20601.

5 commenti

#3
Utente 298XXX
Utente 298XXX

Davvero molto interessante!
Grazie.

#4
Dr.ssa Angela Pileci
Dr.ssa Angela Pileci

Anche a me l'articolo è piaciuto molto e sono d'accordo in particolare sulle strategie: "L'intervento migliore è quello di sottovalutare la cosa, distrarre il bambino e donare maggiore tenerezza ed affetto"
In effetti in questa maniera il bimbo si occupa d'altro, distraendosi dal corpo e dalla masturbazione.

Ho una perplessità, ma approfitto per chiedere all'Autore, su:

" Se le manifestazioni masturbatorie sono intense e particolarmente frequenti bisogna escludere in prima battuta problemi psicologici del bambino, paure immotivate e conflitti interpersonali con altri bambini."

Nella mia esperienza con i genitori (io non lavoro direttamente con i bimbi) ho avuto modo di vedere tantissime volte che l'evento particolarmente frequente in realtà non celava mai un problema o disagio del bimbo, in quanto era diventato... una piacevole abitudine!
Certamente capita che genitori (ma anche insegnanti) siano poi in imbarazzo e spesso fanno fatica a pronunciare il termine "masturbazione" per indicare il comportamento del figlio/alunno, ma solo per le conseguenze di questo comportamento (es bimbo che si masturba a scuola in classe)e difficoltà di gestione.

Grazie per l'interessante articolo!

#5
Utente 472XXX
Utente 472XXX

Ho visto per caso questo articolo e mi sono soffermato a leggerlo, ho fatto bene, perché adesso so con certezza come mai non ho mai avuto una ragazza e che non farò mai sesso, ed ho superato i 30 anni. I miei genitori ed alcuni miei parenti, capisco adesso bene davvero imbecilli, mi dicevano che se "mi toccavo non crescevo più" e questo è solo un esempio di tante altre situazioni che ho vissuto nella mia adolescenza completamente CENSURATA. Credo che sia solo un miracolo che riesco ogni tanto a masturbarmi cercando di non farmi venire i sensi di colpa. Non ho altro d'aggiungere.....

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