Mamme o carriera... o mamme in carriera?

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 13 gennaio 2014

valeriarandone_BF1025-001Avere un bambino, oggi, viene spesso vissuto come un ostacolo alla carriera, soprattutto se si è donna. L'uomo pare risentirne meno.
Storicamente infatti, la dimensione dell’accudimento è stata sempre attribuita alla figura materna, anche in considerazione dell' allattamento al seno del nascituro.

Recentemente le leggi italiane si sono adeguate alla comunità europea, estendendo il congedo parentale anche ai padri. La "paternità" infatti, è caratterizzata da un periodo di sospensione dall’attività lavorativa, (ovviamente retribuita) da dedicare alla cura della prole.

 Le aziende italiane, penalizzano spesso le mamme che lavorano e molte donne, proprio per questo motivo, dopo la nascita dei figli, valutano se lasciare o meno il lavoro, vivendo così la maternità come una alternativa alla carriera lavorativa.

Come per "lenire" il disagio di questa condizione, tutta femminile, in Italia nasce il progetto MaaM, acronimo di “Maternity as a Master”, ovvero “maternità come master”.

Le aziende che aderiscono a questo progetto, decidono di sfruttare le qualità psichiche e relazionali che le donne sviluppano durante la gravidanza, come l' intelligenza emotiva, la capacità d' ascolto, la capacità di lavorare in multitaskig, l' incremento del livello di organizzazione e così via...

L'ideatore del progetto è Andrea Vitullo ( in-spire.biz, società specializzata nella formazione di Leadership) e Riccarda Zezza, di Spazio C Milano.

L'idea parte dal libro edito dal Rizzoli, "Il cervello delle mamme", libro che spiega come il cervello delle donne, gravide prima e mamme dopo, inizi a funzionare con modalità differenti, "producendo essenzialmente dopamina, l' ormone dell'attenzione, della memoria a breve termine e dell'efficienza".

L'idea centrale del progetto è di potenziare la presenza delle mamme nel mondo del lavoro, farle entrare in contatto con le loro nuove potenzialità, insegnare loro come riconoscerle, potenziarle e soprattutto adoperarle e canalizzarle al mondo della produttività, facendole diventare “super mamme manager”........ coniugando maternità e desiderio di affermazione di sé, elementi che storicamente sono sempre stati in conflitto perenne.

  • Basterà un master per saper fare le mamme?
  • Basterà essere mamme, per riuscire nella carriera?

Personalmente non credo sia così semplice e dalla lineare lettura, ma studiare gli effetti della maternità sull ' efficienza ed adoperare il bagno ormonale, spesso vissuto come sgradevole, invalidante e responsabile di periodi bui, forse potrebbe essere il primo passo verso la valorizzazione delle “mamme acrobate" che lavorano, badano ai figli, alla casa e, quando riescono, anche a loro stesse ed alla loro coppia!

 

[Vedi anche]:  

 

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

1 commenti

#1
Ex utente
Ex utente

Con la dedizione di tempo, disponibilità e continua reperibilità che richiedono oggi le aziende, mi viene da pensare che per le mamme sia impossibile fare carriera. Nella vita ci sono cose più importanti che diventare super manager. Se poi una donna vuole proprio fare carriera, allora metta in conto di sacrificare il suo ruolo materno. Il manager part time infatti non esiste.

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