Come può svanire la consapevolezza del proprio corpo

Dr.ssa Teresita ForlanoData pubblicazione: 24 aprile 2014

La perdita di coscienza del proprio corpo, in seguito a un danno al cervello causato da ictus o ischemia, può indurre chi ne è colpito a non riconoscere come proprio un braccio o una gamba.

Non si tratta di un disturbo psichiatrico ma di un disturbo neurologico noto come somatoparafrenia, che può riguardare fino al 15% delle persone con lesione all’emisfero destro considerando le forme più lievi, di cui finora si conoscevano le caratteristiche.

Uno studio condotto da Angelo Maravita e Daniele Romano del dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con l’Università di Pavia e l’Ospedale Niguarda "Ca' Granda" di Milano e pubblicato online sulla rivista inglese "Brain" recentemente, ha evidenziato per la prima volti gli effetti fisiologici di questo disturbo, contribuendo a chiarire i meccanismi profondi alla base della perdita della coscienza del sé. Scoprendo, che questo processo è così pervasivo che non si riescono a percepire neanche le “minacce” verso l’arto, sentito come estraneo.

L’esperimento è stato condotto avvicinando una potenziale fonte di dolore (un ago) all’arto di tre gruppi di pazienti affetti da patologie che comportano perdita di sensibilità o movimento degli arti: somatoparafrenici, emiplegici˚, anosognosici˚. I somatoparafrenici, a differenza degli altri, hanno mostrato un'assenza di risposta di conduttanza cutanea  all’avvicinarsi dell’ago, senza avere alcuna reazione.

Il processo di perdita di coscienza del sé, spiegano Angelo Maravita e Daniele Romano, rispettivamente professore associato di Psicobiologia e Dottore di ricerca nel dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, è talmente profondo che non si riescono neppure a percepire le minacce e non si attiva nessuna reazione di difesa, nemmeno riflessa.

Il disordine della coscienza, indotto dalla lesione è tale che si arriva a un rifiuto incontrovertibile del proprio arto. Si parla di pazienti che non hanno alcun tipo di disturbo psichico e che sono in grado di intendere e volere. E, anche se qualche volta si sentono imbarazzati perché comprendono la stranezza di quanto affermano, continuano a sostenere che il braccio è di un’altra persona anche se attaccato al loro corpo.

 

Fonte: http://www.unimib.it/open/news/Questa-mano-non-e-mia-ecco-come-svanisce-la-coscienza-di-se/4483421006444713500  

 

Note:

˚Emiplegici: detti anche emiparetici, sono persone con paralisi di una metà del corpo

˚Anosognosici: pazienti incapaci di riconoscere uno stato di malattia nel proprio corpo, per cui il soggetto attribuisce alla parte sana del suo corpo la menomazione che afferisce alla parte malata, o ignora la cecità, la paralisi o la sordità dell’organo affetto. Dipende da emiplagia sinistra massiva a cui può associarsi un meccanismo di difesa che rifiuta di prendere atto della menomazione.

Autore

teresitaforlano
Dr.ssa Teresita Forlano Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 2006 presso Seconda Università Napoli.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Campania tesserino n° 3746.

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