La minore esposizione del feto femmina al testosterone precondiziona l'intuito femminile

Dr.ssa Teresita ForlanoData pubblicazione: 29 aprile 2014Ultimo aggiornamento: 07 maggio 2014

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L'intuito è la capacità di cogliere in breve tempo stimoli, comprendere quanto accade, oltre la ragione

L’intuito femminile è una dote che si sviluppa durante la vita intrauterina.

Lo suggerisce uno studio condotto tra Università di Granada, di Barcellona Pompeu Fabra e Middlesex University di Londra.

Lo studio si è prefisso di dimostrare l’ipotesi di come l’esposizione agli estrogeni potrebbe precondizionare il cervello del feto femminile, come anche l’esposizione al testosterone.

Allo studio hanno partecipato 600 giovani di ambo i sessi, sottoposti ad un questionario per stimare le capacità intuitive di ognuno. Per ciascun partecipante è stato calcolato il rapporto tra la lunghezza del dito indice e la lunghezza dell'anulare.

Questo rapporto si è dimostrato anni fa, essere indicativo dei livelli di testosterone a cui l'individuo è stato esposto durante la vita intrauterina: maggiore è stata l'esposizione al testosterone, più il rapporto indice/anulare è basso, più l’individuo è "mascolino".

Come era atteso, è emerso che le donne sono mediamente più intuitive dei maschi. Andando a vedere il rapporto indice/anulare, i ricercatori hanno visto che le donne con un rapporto più basso tra indice e anulare (quindi esposte a più alte concentrazioni di testosterone in utero) sono meno intuitive di quelle con un rapporto più elevato. Segno che in un certo senso hanno un cervello più “maschile”.

Il lavoro degli scienziati spagnoli e inglesi dimostra che il cervello femminile è influenzato a favore dell'intuito già nel grembo materno se esposto a scarse quantità di testosterone, l'ormone maschile, che invece favorisce razionalità e capacità riflessive.

 

Conclusioni

Questo studio, offre un'ulteriore evidenza del fatto che alcune differenze tra cervello maschile e femminile si instaurano sotto l'influenza degli ormoni sessuali, il testosterone per lui e gli estrogeni per lei, e che l'influsso ormonale inizia già prima della nascita. Secondo studi sul cervelo: l'uomo, ha un cervello più razionale in quanto i due emisferi cerebrali (destro e sinistro) sono meno connessi tra loro rispetto a quelli del cervello femminile; la donna, avendo più connessioni tra essi, ha un cervello più olistico e intuitivo.Questa differenza inizierebbe durante il periodo adolescenziale, sotto l'influenza degli ormoni.

Proprio queste differenze saranno al centro della Tavola Rotonda che si terrà l'11 Giugno in Campidoglio, intitolata 'Il cervello della donna'; un dibattito neuro-scientifico e filosofico promosso dalla Fondazione Atena in cui saranno affrontati i rapporti e le connessioni tra il cervello della donna e quello dell'uomo.

  

Fonte: Psychoneuroendocrinology, (2014) e http://www.medicalnewstoday.com/articles/275922.php 

Autore

teresitaforlano
Dr.ssa Teresita Forlano Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 2006 presso Seconda Università Napoli.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Campania tesserino n° 3746.

23 commenti

#1
Utente 344XXX
Utente 344XXX

E l'intuito della femmina come lo misuriamo, con il rapporto tra il naso e l'orecchio?
Questa ricerca mi ricorda uno stupido scherzo che si faceva da bambini. Si diceva al malcapitato che l'intelligenza era misurabile confrontando la grandezza della mano con la faccia. Quando poi il pollo poneva il palmo della sua mano davanti alla sua faccia per fare la prova del nove, ecco che il monello dava una spinta alla mano contro quella faccia, e se la rideva a crepapelle.
Cmq, qualsiasi scienza deve avere un linguaggio universale, e che io sappia, l'unico linguaggio cosmico oggi conosciuto e riconosciuto è quello matematico. Ora mi dovete dire, sapendo che tra il mio indice ed anulare vi è uno spazio di otte-nove millimetri, qual è il livello del mio intuito testosteronico e qual è la costante gravitazionale tra il rapporto dell'intuito maschile con il femminile, così poi faccio la conversione, per verificare a quanto corrisponde il mio intuito secondo la grandezza estrogena.

#2
Utente 344XXX
Utente 344XXX

"Nessuno ha ancora dimostrato che l'emisfero sinistro è più sviluppato nel cervello della donna, e viceversa che l'emisfero destro è più sviluppato in quello dell'uomo. Inoltre questa ipotesi contiene un errore logico, perchè entrambi gli emisferi hanno altre specializzazioni funzionali che non si accordano con le attitudini che si suppongono legate al sesso. L'emisfero destro non predomina solo nella 'mascolina' visualizzazione degli oggetti, ma anche su modi di pensiero olistici e intuitivi, che sono di solito considerati specializzazioni 'femminili'. Lo stesso tipo di confusione di funzioni si ha nell'emisfero sinistro, che predomina in attività come l'analisi logica, una capacità ritenunta 'maschile', come pure in attività verbali ritenute 'femminili'."
(Marvin Harris, antropologo)

#3
Utente 344XXX
Utente 344XXX

E' noto che la donna abbia più intuito dell'uomo.
L'ormone maschile è il testosterone.
Il feto femminile è meno esposto al testosterone di quello maschile, in quanto appunto avente sesso femminile.
Ergo la donna ha più intuito dell'uomo perchè è meno esposta all'ormone maschile, ovvero la donna è più intuitiva dell'uomo in quanto più femmina del maschio.
Tipico ragionamento circolare che poteva valere per qualsiasi altra differenza biologica o neurologica tra maschio e femmina e che, almeno in parte, ricorda la maggiore intelligenza attributa una volta agli uomini rispetto alle donne sulla base delle diverse dimensioni dei rispettivi encefali.
Resta da capire quali siano le definizioni di intelligenza e di intuito, ma a quanto pare queste sono questioni secondarie.

#4
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Sappiamo che la donna è meno lateralizzata dell'uomo (dal punto di vista encefalico), e qualche donna ha esultato alla notizia affermando che ciò era la dimostrazione neuroscientifica della maggiore intelligenza delle donne rispetto agli uomini.
Qui si dice che il testosterone, ovvero l'ormone maschile, inibisce in proporzione diretta la funzione intuitiva cerebrale in favore di quella riflessiva e razionale. Va bene, grazie per la consolazione, ma io ci vedo una contraddizione bella e buona. Il sospetto è che le donne vogliano assicurarsi un maggiore intuito dal loro minore testosterone ed una maggiore intelligenza razionale dalla loro minore lateralizzazione rispetto agli uomini.
Noi uomini non abbiamo scampo in ogni caso. Insomma ci lasciate qualcosina anche per noi, oppure no?
Nè ovviamente si potrà mai dire che una donna abbia una capacità riflessiva e razionale inferiore a quella dell'uomo, se non si vuole passare per beceri maschilisti, mentre è ovvio, si deve scrivere a caratteri cubitali che il minore testosterone favorisce l'intuito femminile. E questa me la chiamano anche scienza.

#5
Dr.ssa Teresita Forlano
Dr.ssa Teresita Forlano

L'articolo pone solo in evidenza di come il testosterone incida sull'intuito femminile.
Noto che qualcuno ha interpretato a modo proprio.Intelligenza non è sinonimo di intuito e mi spiace non aver fatto un'introduzione su cosa sia l'intuito, penso che lo farò.
Miei cari uomini, credetemi, avete molte doti, qui si parla di intuito, non di intelligenza.

#6
Dr.ssa Teresita Forlano
Dr.ssa Teresita Forlano

Aggiungo: questa è Scienza e ci sono evidenti dimostrazioni, anche se, qualcuno di voi non è d'accordo e tende alla svalutazione del contenuto.

#7
Ex utente
Ex utente

@Forlano: è scienza anche il fatto che tutte le invenzioni, scoperte, costruzioni, conquiste, eccellenze, grandi menti, grandi opere, genialità, ecc. ecc. SIA PASSATE CHE PRESENTI (quindi la storiella delle femminucce oppresse va farsi benedire) sono tutte e dico tutte MASCHILI. Non esistono femmine che hanno fatto la differenza in niente, cosi come non esistono premi nobel femminili nelle scienze e nella matematica, cosi come non esistono grandi menti femminili che abbiano inventato nulla (per favore non mi tiri il solito nome di Marie Curie che in realtà rubò i progetti al marito). Anche il computer, internet, ecc che lei sta usando per riportare queste pseudo ricerche spazzatura sono invenzioni maschili. Quindi non c'è bisogno che sia lei a dire che gli uomini hanno "molte doti".
Sarebbe, invece, interessante una ricerca su quanto l'eccessiva esposizione agli estrogeni renda voi femminucce iper-complessate, frustrate e in perenne sindrome da inferiorità nel confronto col sesso maschile.

#8
Ex utente
Ex utente

Queste "ricerche" non sono scienza, sono solo spazzatura femminista.

#9
Ex utente
Ex utente

Inoltre non penso proprio che la differenza tra cervello maschile e femminile, risieda solo in questa banalità della minore connessione tra i due emisferi. Il cervello maschile è decisamente più voluminoso (cosa risaputa) di quello femminile, con conseguenti aree del cervello pìù grosse e differenti capacità funzionali, di pensiero, di intelletto, di ragionamento, di calcolo, ecc.
Come mai nessuno si azzarda a pubblicare una ricerca sui media in tal senso? O forse sanno che dichiarare pubblicamente la superiorità cerebrale maschile farebbe entrare in depressione cronico-isterica milioni di donne in tutto il mondo occidentale?

#10
Dr.ssa Teresita Forlano
Dr.ssa Teresita Forlano

Se volete fare commenti, nel senso di fare dibattiti con punti di vista che portano contributi e che permettono di portare alla riflessione, mi va bene.
Se dovete offendere, i vostri commenti non sono ben acetti.
Se definite l'articolo femminista, mi date a capire che l'articolo non l'avete letto bene, ma interpretate a modo vostro. E che siete pieni di pregiudizi e difese.
Avete un cervello più razionale e riflessivo a quanto pare: allora usatelo e dimostratelo, invece, di fare commenti demolitivi!
L'articolo è Scientifico, che vi gusta, oppure no.
Aggiungo: se l'articolo è stato pubblicato da me che sono donna, non è stato per dare un messaggio femminista,anche perchè non c'è nulla di femminista nell'articolo e nello studio fatto. La mia intenzione è di rendere nota una news scientifica

#11
Dr.ssa Teresita Forlano
Dr.ssa Teresita Forlano

Vedete che comprendete male: l'articolo pone l'attenzione sulle differenze tra cervello maschile e femminile? NO!
Le differenze di connessione vanno contestualizzate all'interno dello studio sull'intuito, ovvio che il cervello e le differenze tra noi e voi non si esauriscono in ciò: ma questa è un'altro argomento.

#12
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Gentile Dr.ssa Forlano
La sua accusa di irrazionalità e becero maschilismo riguarda anche il pezzo riportato dal sottoscritto dell'antropologo Marvin Harris?
E' vero che fu scritto qualche tempo fa ma le sue obiezioni razionalissime valgono tuttoggi.
Sappiamo che non esiste un solo tipo di intelligenza, o almeno non solo quella che vorrebbe misurare il mito del QI, tuttavia diamo per scontato che esista un solo intuito e che addirittura questo debba essere femminile. Anche se questo studio fosse scientificamente ineceppibile sono le sue premesse ad essere sbagliate.
E poi, lei ha evitato accuratamente la mia obiezione: perchè se è vero che il livello di testosterone incide inversamente sulla capacità intuitiva (non femminile, intuito e basta) è anche vero che incide direttamente sulla capacità razionale.
Se ne deve dedurre necessariamente che se le donne hanno una capacità intuitiva superiore agli uomini, questi ultimi hanno una capacità razionale superiore alle prime. Ed è il suo studio a dirlo. Ora siccome è lei stessa ad accusare noi uomini di poca razionalità, è proprio lei ad essere la prima a smentire questo studio pseudoscientifico. Se lei in quanto donna crede di affrontare l'argomento più razionalmente di noi uomini, mi spiega perchè noialtri dovremmo concedere a voi donne anche il primato dell'intuizione?
Saluti.

#13
Utente 344XXX
Utente 344XXX

PS
E' forse lei a scegliere come debba essere il contributo di un qualsiasi utente? Lo dico chiaro, il mio contibuto su questo pseudostudio è demolitivo, intenzionalmente e razionalmente demolitivo, e allora?

#14
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Un'altra contraddizione logica. Si riconducono i risultati degli studi fatti su persone giovani alla vita intrauterina e dunque al feto, che è a tutti gli effetti una non-persona, sia per la scienza sia per la legge, e cmq anche se la fosse non avrebbe mai la complessità psichica, biologica e culturale di una qualsiasi persona riconosciuta e riconoscibile.
I due soggetti sono evidentemente incomparabili, anche se avessimo dimostrato che il testosterone incide sull'intuito dei giovani, non potremmo allargare lo studio nemmeno ai vecchi, figuriamoci ai feti. Questo studio forse dimostra che le giovani donne sono statisticamente più intuitive dei giovani uomini, e basta. E poi intuito di che cosa? Qual è l'oggetto dell'intuizione? Manca una definizione univoca di intuito esattamente come ne manca una di intelligenza.

#15
Dr. Giovanni Roncallo
Dr. Giovanni Roncallo

L'indignata levata di scudi da parte di utenti maschi nel contesto del presente articolo conduce a due evidenze:

La prima è la malcelata preoccupazione per la costante perdita di terreno che attualmente la fazione maschilista sta registrando nell' eterna guerra dei sessi.

Preoccupazione infondata, come vedremo, se non fosse per la seconda evidenza e cioè che gli obiettori non sono stai illuminati da un'attenta lettura della fonte, correttamente citata dall'autrice dell'articolo http://www.medicalnewstoday.com/articles/275922.php

Nell'articolo originale qui solo ripreso dalla Psicologa dr.ssa Forlano (occorre ancora segnalare che da ca. 40 anni gli Psicologi in Italia non sono più di formazione medica ma "umanistica"?) è ben specificato cosa si intenda per "intuition" in contrapposizione alla "reflection".

LE FITTE DOLOROSE SUL DENTE SCOPERTO DEI NOSTRI UTENTI non hanno alcuna ragione di esistere, le conclusioni del citato articolo sono infatti:
"In short, the test measures the difference between intuition and reflection, and in order to get the right answer, subjects must stop, reflect and recognize that the first answer to jump into his or her head was incorrect."
Che per chi non conosce l'inglese oso tradurre col beneficio d'inventario (sono un neurologo e non un interprete):
"In breve il test misura la differenza fra intuizione e riflessione, poiché al fine di dare la corretta risposta alla domanda il soggetto dovrebbe fermarsi a RIFLETTERE sul fatto che la prima risposta che gli è balzata in testa era sbagliata."

Dallo studio si evidenzia che chi è in grado di fermarsi a riflettere per correggere il proprio "intuitivo" errore sono i maschi e le femmine "mascoline" (quelle con il rapporto indice anulare più basso)

Detto in soldoni: lo studio scopre che l'acqua è bagnata e cioè che l'esposizione al testosterone rende più riflessivi e quindi meno soggetti ad errori da "prima intuizione".

Cosa c'è di femminista in tutto ciò? NULLA, anzi direi che (in un ormai lontano passato) avrebbe potuto portare acqua "scientifica" al mulino di chi voleva impedire l'accesso delle donne a ruoli di vitale importanza decisionale.

#16
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Gentile Dr Roncallo
E come la mettiamo con gli errori da seconda riflessione ed i successi da prima intuizione?
Se non mi sbaglio era acqua bagnata anche che il testosterone rendesse più aggressivi, eppure ci sono alcuni studi che cominciano ad asciugare anche questo stagno. Viene prima il testosterone o l'aggressività? Si potrebbe fare la stessa domanda anche con la capacità riflessiva o intuitiva.
Mi ha forse frainteso, il sottoscritto non è affatto maschilista e nemmeno femminista. Dunque non c'è alcuna levata di scudi non appartenendo a nessuna delle due opposte fazioni, non almeno da parte mia.
Saluti.

#17
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Oppure lo studio dimostra che le donne sono più propense a credere di essere più infallibili degli uomini, o a scampare la noia dei test, ecc. ovvero che non facciano intenzionalmente o inconsciamente uso della loro capacità riflessiva, che non sarebbe affatto diversa da quella degli uomini.

#18
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Per fare una verifica incrociata dei dati si dovrebbe eseguire il test durante la stagione dei saldi, e poi ripeterlo alla vigilia della finale di champions league.

#19
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Per evitare falsi positivi causati da cicli ormonali alterati si dovrebbero eseguire i test separando accuratamente i garzoni dalle donzelle e possibilmente durante la stagione invernale.

#20
Dr.ssa Teresita Forlano
Dr.ssa Teresita Forlano

Fate una cosa: scrivete le vostre acute osservazioni scientifiche al giornale su cui la ricerca è stata pubblicata; fate le vostre osservazioni ai ricercatori dello studio; proponete quanto di scientifico state dicendo; confutate le loro dimostrazioni.
Scrivete poi al neurochirurgo del Gemelli di Roma che ha sostenuto la ricerca dei colleghi stranieri.
Presentatevi l'11 giugno al Campidoglio per fare un confronto con ricercatori durante la tavola rotonda, ed esponete li i vostri illustri commenti.
Trovo stimolanti i commenti che fate, ma sono sprecati in questa area, dovreste farli ad una commissione scientifica più ampia!
Venite l'11 giugno.

#21
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Grazie per l'invito dr.ssa Forlano, ma per quanto mi riguarda devo rifiutarlo, troppa fatica, ultimamente ho il livello del testosterone in cantina. Ancora non mi ha risposto qual è il mio livello intuitivo secondo questo studio scientifico considerando la mia forchetta medio-anulare di 8-9 millimetri. Una volta lessi di uno studio di un neuropsicologo polacco che rintracciò nel rapporto costante tra la statura fisica del maschio e della femmina pari a 1,08 l'elisir di lunga vita della coppia. Eppure com'è che non si vedono in giro maschietti e femminucce dotati di metro da sarto per misurare la statura dell'aspirata o sospirata animale gemella?
Saluti.

#22
Ex utente
Ex utente

@Forlano: il punto è che non passa oramai giorno in questo paese banana senza che sui principali media di disinformazione di massa ci sia una continua demonizzazione del maschile ed una continua beatificazione delle presunte, quanto fantasiose, superiorità del genere femminile (finalizzate esclusivamente a pompare l'ego femminile ed attenuare i numerosi complessi di inferiorità).
Quello che mi chiedo cara dottoressa Forlano è: se per lei questa è scienza perchè non si affretta con la stessa foga a pubblicare anche questo tipo di ricerche? http://www.newsnet5.com/news/political/study-looks-at-voting-and-hormones (ricerca che sostiene che il voto femminile dipende dal ciclo ormonale, censurato da tutti i media di massa; chissà come mai...).
Ovvio che io non ce l'ho personalmente con Lei, ma con un modo di fare femminista sempre più diffuso in questo ridicolo paese (e sia chiaro che la colpa è anche di tanti zerbini di sesso maschile che assecondano questo clima di isteria generale femminista).

#23
Utente 344XXX
Utente 344XXX

La politica ce la mettono più o meno dappertutto. Io invece avevo sentito che il ciclo ormonale femminile incide nella scelta del partner extraconiugale della donna che discrimina i lineamenti del volto maschile, più o meno mascolini, a seconda del ciclo, che forse è più pertinente con la vera funzione degli ormoni. Cmq anche se sono in parte d'accordo con il mio collega utente, ovvero uomo di strada così poco illustre che raggiunge l'anonimato, sul clima generale anti-maschile che si respira da un po’ dalle nostre parti, come se le donne per ritagliarsi il loro giusto spazio nella società e nell’economia dovessero dimostrare una loro presunta superiorità, tuttavia non era questo il punto che volevo sottolineare. Il punto vero è che spesso questi studi tendono a dare una certa dignità scientifica proprio alla classica discriminazione di genere con presunte capacità innate, genetiche (oggi con l’epigenetica un po’ meno), biologiche o neurologiche della donna o dell’uomo. Anche se la donna avesse una minore attitudine ad usare la capacità riflessiva in condizioni ordinarie di esercizio, diciamo a riposo, ciò non dimostrerebbe affatto una sua minore capacità riflessiva e razionale, per esempio durante lo svolgimento di una professione tecnica e scientfica. Idem per l’uomo a parti rovesciate, quando dovesse svolgere un’attività in cui è necessaria una maggiore capacità intuitiva. Sfido chiunque a provare il contrario. In definitiva questo studio non si capisce cosa pretenderebbe dimostrare. Attenzione a dare in pasto all’opinione pubblica certi messaggi un po’ troppo semplificati, tenuto conto che nessun uomo di strada andrà ad approfondire l’argomento al Campidoglio, per la semplice ragione che se dovesse farlo per ogni notizia del genere che legge sul giornale, non gli resterebbe il tempo di fare altro, e poi dovrebbe portarsi un dizionario per tradurre il linguaggio scientifico, anzi i linguaggi. Ma è anche peggio, io credo che la maggioranza dei lettori si fermi al titolo.

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