Divorzio lampo: tre ore per dirsi addio

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 04 ottobre 2014Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2014

"Non esiste separazione definitiva fino a quando c'è il ricordo"
Isabel Allende, Paula, 1995

Si sono detti addio nel giro di tre ore: divorzio lampo per una coppia separanda di Belluno.
La coppia ha divorziato senza bisogno di ricorrere ad un giudice, senza andare in tribunale e soprattutto senza dover attendere i tempi della giustizia.
I due coniugi cinquantenni hanno divorziato grazie alla "legge di negoziazione" assistita dai loro avvocati, esattamente due giorni dopo l'approvazione della legge stessa.
La nuova procedura è stata introdotta nella prima parte della riforma della giustizia - già entrata in vigore il 13 settembre scorso- e tende a velocizzare i tempi per mettere fine addirittura anche ad un matrimonio consensuale.

Che sia consensuale, per colpa, per tradimento, per noia o giudiziale, l'importante è che avvenga in tempi rapidi...

  • Ma siamo veramente certi che questa nuova "formula divorzile" sia attuabile per tutte le coppie?
  • La psiche ha gli stessi tempi della legge?
  • E se la rapidità fosse una strategia antidolorifica per far prima e non sentire troppo dolore?
  • Per non elaborare emozioni scomode e dolenti?
  • Ed i figli, cosa penseranno?
  • Due genitori che si sono amati, che si sono scelti, cercano la strada più rapida per disfarsi l'uno dell'altro?
  • Siamo certi che la velocità - in questi casi - sia la strada vincente?

Il "divorzio lampo" non è attuabile per tutte le coppie che desiderano separarsi velocemente, ma devono essere presenti alcuni requisiti come per esempio l'assenza di figli minorenni o maggiorenni non ancora indipendenti.

Tornando alla coppia di Belluno, con il divorzio lampo i coniugi hanno evitato di perdere almeno tre mesi del loro tempo; si attende soltanto la trascrizione in anagrafe e tutto sarà "definitivamente e rapidamente concluso".

Fonte: http://www.ami-avvocati.it/primo-divorzio-lampo-in-veneto-3-ore-per-dirsi-addio-senza-giudici/ 

 

Riflessioni cliniche
L’Italia sembrava mantenere una posizione di tipo conservatore rispetto alla rapidità del divorzio, proprio per dare la possibilità ai coniugi di riflettere, di elaborare le emozioni e gli stati d'animo e magari -perché no- di ricongiungersi.

Spesso le mareggiate matrimoniali, sono frutto di svariate incomprensioni, di avventure fuori porta o di passeggeri amanti, il tempo canonico dei tre anni potrebbe aiutare la coppia/famiglia a valutare serenamente -ed a sangue freddo- il da farsi.

Il divorzio giuridico segna il momento della definitiva cessazione degli effetti civili del matrimonio.
Ma il divorzio giuridico, corrisponde sempre al "divorzio psicologico"?

Spesso la volontà di divorziare così rapidamente, rappresenta sul piano simbolico, la necessità di riproporre i termini del conflitto già vissuto nella separazione: il dolore del divorzio psichico viene estrinsecato in termini di rabbia e di necessità di procurare lo stesso dolore all'altro coniuge.
Il divorzio -con i suoi simbolismi perentori ed estremi- è una tappa di notevole importanza psicologica e relazionale.

La fine della coniugalità per esempio, non coincide con la fine della genitorialità, dimensione che apparterrà ad entrambi gli ex-partners per tutto il resto della loro vita.
La coppia che si approccia alla separazione prima ed al divorzio dopo, senza un'adeguata elaborazione del conflitto, sarà una "coppia genitoriale" conflittuale ed irrisolta ed i figli rappresenteranno il vero sintomo offerto di così tanta rabbia e di così tanto dolore.
I partners che approderanno al divorzio - e per di più rapido- senza possibilità di elaborazione intra psichica alcuna, saranno ex-partners che riproporranno i vecchi conflitti, amplificati ed estremizzati dall'aspetto economico e ricattatorio.

Nella mia pratica clinica seguo frequentemente coppie colleriche, in crisi e separande, che dopo essersi allontanati per qualche tempo - spesso prendendo le distanze dall'altro e dal contenzioso- si ritrovano nel tempo su piani differenti, con modalità comunicative nuove, funzionanti e funzionali ad una nuova "ripresa emozionale".
Talvolta la precocità del divorzio è un "agito", una sorta di "acting out", cioè di rapido passaggio all'azione di emozioni contrastanti, indigeribili e dolenti.

Adesso anche l'Italia - con il divorzio lampo - si prepara ad equipararsi al resto del mondo.
Negli altri paesi della comunità europea - fino ad adesso- erano disponibili dei veri e propri “pacchetti low cost”, che prevedono una sorta di “all inclusive”, per sbrigare le pratiche in poco tempo e senza troppe complicazioni, alimentando così il fenomeno del “turismo divorzile”.

Conclusioni
Tra psicologia e diritto immagino non si possa trovare un linguaggio comune, ma dare il tempo alle coppie di elaborare il lutto per una perdita così importante e dare spazio ad entrambi i partners - che abbiano lasciato o siano stati lasciati- per la riappropriazione di parti psichiche proiettate sul coniuge e contenute dal coniuge, sarebbe auspicabile, al fine di un recupero di qualità di vita, per individui "serenamente e consapevolmente separati".

 

Per approfondimenti, suggerisco le seguenti letture:

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

8 commenti

#1

Brava Valeria, sempre tempestiva, vedremo come reagisce la gente, per mia quotidiana esperienza , più veloce, meno veloce, è sempre un lutto che porta con sè dolore,...è il fallimento del progetto..
la rabbia , picche e ripicche possono esser viste come un modo, sbagliato , di mantenere acceso e presente il rapporto..

#2
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Cara Madga,
grazie per le tue riflessioni.
Anche io non penso che la dimensione "temporale" sia avulsa dalla sofferenza e dall'indispensabile elaborazione del lutto ...

Buona domenica

Valeria

#3
Utente 360XXX
Utente 360XXX

Gentile Dottoressa, quel che lei scrive è vero nel caso si abbiano figli e anni di convivenza alle spalle, ma se si è sposati da pochi anni e non si hanno figli, è meglio mettere fine rapidamente ad errori di valutazione e poter riprendere in mano la propria vita, senza dover perdere anni e anni in procedure inutili, cavillose e burocratiche e restare imbrigliati in relazioni ormai morte e sepolte. Meglio divorziati in fretta, che continuare ad essere (male) accompagnati dai fantasmi degli ex.

#4
Utente 358XXX
Utente 358XXX

Anche io penso che interrompere facilmente un contratto giuridico (perché questo è comunque un matrimonio) non possa essere se non una buona cosa. E personalmente, anche guardando quello che è stato il matrimonio dei miei genitori, sarebbe giusto anche nel caso si abbiano figli. E' vero che i figli ne soffrono se sono piccoli, ma prima o poi si cresce e si capiscono molte cose.
Secondo me il matrimonio ormai è un retaggio del passato, nella società di oggi la convivenza è molto più adatta. Non siamo più nelle condizioni economiche (un tempo eravamo l'occidente glorioso, si viveva di soldi facili con uno Stato che si finanziava a debito senza pensare a chi lo avrebbe poi ripagato) e culturali (il sesso libero è sdoganato rispetto al passato) per poter prendere un impegno a vita come un matrimonio. Siamo oramai in piena secolarizzazione.

#5
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Gentili Utenti,
grazie per le vostre riflessioni.
Questa "modalità divorzile" verrà valutata soltanto nel tempo, mediante studi longitudinali, ancora - mio parere - è troppo presto per poter conoscere gli effetti sulla psiche e sulla coppia.
Ogni coppia inoltre, è unica ed irripetibile, con o senza figli, è caratterizzata da un'inteccio alchemico ( funzionale o disfunzionale), che soltanto i protagonisti di quel legame possono conoscere, non la legge.

#6
Specialista deceduto
Dr. Giovanni Migliaccio

Cara Valeria,
le tue riflessioni sono pertinenti e il problema dell'amore che finisce, della voglia o necessità di divorziare, vuoi per rifarsi una famiglia vuoi per ritornare single, non è certo semplice e nessuno meglio di te e dei tuoi colleghi psicologi può comprenderlo negli aspetti più reconditi di una personalità, di un vissuto di una storia a due.
A mio parere, però, divorzio lampo o "differito" non fa differenza, perché la decisione di lasciarsi non è altrettanto "lampo" e ad essa si giunge comunque dopo un tempo, in genere abbastanza lungo.
Non ho a portata di mano dati statistici, ma quante coppie che hanno divorziato hanno fatto "retromarcia" ritornando insieme o addirittura risposandosi? Credo una sparutissima minoranza.
Non è quindi importante il tempo con cui si ufficializza l'annullamento del matrimonio, ma quello ben più lungo, con tutto il suo carico di situazioni, sofferenze, delusioni e tanto ancora, che porta.......nel tempo a decidere di dirsi addio.
Un caro saluto
Giovanni

#7
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Caro Giovanni,
è proprio così...molte coppie infatti riflettono, altre agiscono -mosse dalla rabbia e dall'impulso- altre vanno all'estero per divorziare ancora prima e così via.
Come sempre, quando si tratta di emozioni e di sentimenti, è veramente difficile sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato fare.
Grazie per le tue riflessioni, che regalano sempre un valore aggiunto per i nostri blog.
Valeria


#8
Utente 358XXX
Utente 358XXX

Condivido il parere del dr. Migliaccio che mi permette di fare un altra considerazione sempre comunque in linea con quello che ho scritto sopra, e cioè che le relazione sono una cosa a due e che mai e poi mai uno Stato può permettersi di limitare o andare ad incidere con la sua burocrazia e le sue leggi su quelle che sono decisioni private. Sia perché sarebbe una cosa illiberale e non degna di un paese libero, e sia perché la gente si fa un baffo di quelle che sono le regole burocratiche quando si tratta di scelte private che non incidono sugli altri.
Ricordo a proposito il parere di alcune deputate UDC sul divorzio breve, contestato perché avrebbe portato le persone a divorziare di più, o contestavano le coppie di fatto perché avrebbero spinto le persone a convivere più che sposarsi. Bisogna capire che lo Stato non può impedire un cambiamento sociale ma ciò che succede è sempre il contrario, semmai ci sono paesi più lungimiranti che seguono con naturalezza il cambiamento ed altri come il nostro che arrivano ad ostacolarlo fino a diventare ridicoli ed opprimenti. Come dicono alcuni la legge non si fa, ma si scopre.

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