Come sentirsi più forti?

Dr.ssa Barbara Persichetti AuteriData pubblicazione: 27 maggio 2015Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2015
“La vita non è come dovrebbe essere. E’ quella che è.
E’ il modo in cui l’affronti che fa la differenza.”

Virginia Satir

Abbiamo già parlato di come la nostra reazione agli eventi, dipenda dalla personale interpretazione che facciamo su di essi. Questo, è importante tenerlo sempre presente e, in particolare, quando ci accade qualcosa che viviamo come spiacevole e che non sappiamo come gestire.

Non possiamo farci nulla, ma la vita, non può essere solo un grande e felice arcobaleno. Ci saranno sempre momenti negativi e infelici; ciò che farà la differenza, sarà la nostra abilità nel superare anche questi, traendone spunti di crescita e uscendone ancora più forti di prima.

Quando diventa difficile fronteggiare gli eventi stressanti, rischiamo di andare incontro a numerosi effetti negativi, sia fisici sia psicologici, per cui vi invito qui per saperne di più.

Tutti noi avremo, almeno una volta, sentito parlare o conosciuto qualcuno che aveva vissuto un’esperienza tragica e che, nonostante questo, aveva trovato una forza incredibile per superare l’evento.

Vi sarete sicuramente chiesti, come questa persona sia riuscita a piegarsi senza spezzarsi; stiamo parlando di un’abilità precisa:

La resilienza.

Una persona resiliente è qualcuno che affronta gli eventi negativi con un atteggiamento positivo, che gli permette di gestire al meglio lo stress percepito.

Questa capacità, permette di incassare i colpi della vita, evitando di diventarne una vittima impotente. La resilienza rende resistenti agli urti e ci protegge da stress, depressione, ansia,aiutando ad affrontare la quotidianità e non solo, con una marcia in più.

Quando si sente di aver perso il controllo di ciò che ci accade, ci sentiamo come se la vita ci prendesse a calci, mentre già si è a terra. La verità è che non possiamo controllare molti aspetti della nostra esistenza. Eppure, non è con l’impotenza che dobbiamo imparare a convivere ma con il pensiero che qualsiasi cosa accadrà, noi saremo pronti ad affrontarla.

Come abbiamo appreso a dirci sempre “non ce la posso fare”, possiamo iniziare a imparare anche l’opposto:

“Supererò qualsiasi difficoltà, ce la posso fare!”

Per alcune persone si tratta di una capacità innata, ma si è sempre più d’accordo nel ritenere la resilienza, un’altra di quelle capacità che si possono sviluppare.

Ecco alcuni spunti di riflessione in merito:

  • Sviluppate la vostra positività. Nonostante sembri molto difficile, il punto di partenza può essere quello di individuare e bilanciare i pensieri negativi con quelli positivi. Una persona poco resiliente proverà emozioni positive quando tutto va bene e negative quando le cose non vanno. Le persone resilienti, dall’altra parte, sperimentano entrambe le categorie di emozioni, anche nei momenti peggiori, essendo in grado di trovare il lato positivo anche nelle circostanze più sfavorevoli.

  • Non temete i cambiamenti. La resilienza va preparata con anticipo: Accettate che il cambiamento fa parte della vita e che quello che si potrà fare, sarà trarre il meglio da ogni situazione, scovandone e cogliendone le opportunità.

  • Imparate che per ogni problema ci sono numerose soluzioni. Prendete carta e penna e iniziate a elencarle; dovete lavorare sulla vostra capacità di risolvere i problemi (ricordandovi di accettare ciò che non potete cambiare).

  • Coltivate la vostra voglia di apprendere. Dovete mantenere l’entusiasmo e la curiosità di un bambino per riuscire a prendere la vita a cuore più leggero e, con l’atteggiamento che c’è sempre molto da imparare per poter fare meglio.

  • Essere resiliente, non significa cavarsela sempre da soli. Cercate di avere delle persone sulle quali appoggiarvi in caso di necessità. Chiedere aiuto significa mettersi in condizione di avere più punti di forza a disposizione, per superare i momenti difficili.

  • Prendetevi cura di voi! Non mi stancherò mai di ripetere che se non seguite uno stile di vita sano, non potrete avere le energie necessarie per affrontare il bello e il brutto. Quindi, 5 pasti (sani) ogni giorno, 8 ore di sonno per notte, momenti di relax per svuotare la mente e occasioni per divertirsi e ricordarsi sempre che la vita va presa con gioco e umorismo.

Ricordatevi che nessuna causa è persa; possiamo lavorare per migliorare tutte quelle abilità che ci permetteranno di stare meglio con noi stessi e con gli altri, per vivere la vita con più determinazione e serenità.

E voi, che cosa ne pensate? Avete trovato altre strategie utili a sviluppare la vostra resilienza?

Autore

b.persichettiauteri
Dr.ssa Barbara Persichetti Auteri Psicologo

Laureata in Psicologia nel 2012 presso Università di Roma .
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio tesserino n° 20491.

8 commenti

#1
Ex utente
Ex utente

Articolo interessante. Non ho potuto studiare il fenomeno, ma mi sono sempre chiesto perchè alcune persone si riprendano dai più gravi lutti e sconfitte mentre altre si abbattano di fronte alla prima difficoltà. Ho il sospetto che il motivo vada ricercato nelle esperienze e nei messaggi vissuti nell'infanzia e nell'adolescenza. In particolare eventi molto traumatici quando si è piccoli possono segnare talmente in profondità che la persona non sviluppa alcuna caratteristica di resilienza. Soprattutto se i genitori non hanno saputo trasmettere un messaggio positivo, di ottimismo e recupero dal trauma. Cioè mi sembra che le persone molto resilienti è come se avessero dentro di sè un meccanismo automatico, interiorizzato, che le fa immediatamente reagire di fronte alle difficoltà della vita. Mentre le persone particolarmente fragili sembrano aver appreso un messaggio interiore fatto solo di sconforto e impotenza. E' un argomento affascinante che mi fa sorgere un altro interrogativo. Si può recuperare da qualsiasi sconfitta (setback, come lo chiamano gli anglosassoni) o ci sono eventi che sono talmente gravi nella vita delle persone da non poter essere superati?

#2

Caro utente 304127,

non posso che essere d'accordo con lei e la ringrazio per il commento.
L'aspetto più interessante, come dicevo nell'articolo, è la possibilità di lavorare sulla nostra resilienza, per renderci più resistenti agli urti della vita nonostante ciò che abbiamo appreso nel passato.
Per quanto riguarda la sua domanda, devo dirle che non può esserci una risposta precisa, in quanto ogni essere umano vive la realtà in un modo del tutto personale.
Ciò che potrebbe distruggere qualcuno, potrebbe non distruggere un altro.

Saluti,

Dottoressa Persichetti

#3
Utente 102XXX
Utente 102XXX

Articolo meraviglioso, da divulgare il più possibile !! La conoscenza e l'informazione è alla base della nostra esistenza.

#4
Utente 384XXX
Utente 384XXX

A mio avviso sarebbe importante che le persone incomincino ad accettare che la vita non sia solo rose e fiori come si suol dire, ma anche sofferenza, dolore e contesti negativi. Ovviamente accettando questa duplice dimensione della vita si riuscirebbe a trovare quell'equilibrio dinamico nella nostra mente in grado di farci affrontare la vita sotto tutte le sue sfacettature, ma purtoppo non accade questo, perchè fin da piccoli ci insegnano che è "reato" stare male, avere dei dubbi ed essere tristi, e quindi ogni qualvolta si presenta la tristezza la affrontiamo come se fosse un baratro dal quale sarà difficile uscirne. Questa è una mia posizione personale, opinabile, che a mio avviso corrisponde alla realtà di oggi.
Articolo molto interessante e soprattutto molto stimolante.

#5

Caro utente 102685, grazie mille per il suo gentile commento. Sì, penso anche io che la conoscenza e l'informazione siano fondamentali e mi fa molto piacere che ritenga utile il mio articolo.

Saluti,

Dottoressa Persichetti

#6

Gentile utente 384018,
quello che riferisce è proprio il cuore del mio pensiero che, probabilmente, ha colto anche nell'articolo. Non è infrequente che ne parli, in quanto, ritengo che diventando consapevoli di questo meccanismo, si potrebbe iniziare a rivedere la propria vita e gli eventi che si presentano, con una chiave di lettura del tutto diversa e, probabilmente, più sana e soddisfacente.

Grazie per l'apprezzamento e per il suo interessante commento.

Saluti,

Dottoressa Persichetti

#7
Ex utente
Ex utente

Vorrei riprendere ciò che ha affermato l'utente 384018 :"A mio avviso sarebbe importante che le persone incomincino ad accettare che la vita non sia solo rose e fiori come si suol dire, ma anche sofferenza, dolore e contesti negativi. "

Probabilmente oggi c'è meno resistenza alla frustrazione perché in fondo il messaggio che oggi la nostra società trasmette non è "puoi risollevarti dalle delusioni e dai dolori della vita", ma piuttosto "evita in tutti i modi di essere triste e deluso". E con questo secondo messaggio si trasmette l'idea che essere tristi sia una colpa, che sperimentare insuccessi e traumi sia una disgrazia irrisolvibile. Io non credo che sia un messaggio utile. Anzi credo che sia un approccio alla vita molto rigido e senza speranza. Non a caso la felicità è diventata quasi un obbligo, una condizione non più auspicabile, ma obbligatoria.
I genitori potrebbero e dovrebbero insegnare fin da piccoli ai loro figli a gestire dolori e frustrazioni, in particolare insegnando loro che la vita è fatta anche di quelle cose, ma che ci si può risollevare in ogni caso.
Personalmente non mi è stato insegnato e ancora oggi mi dispiace.

#8

Caro utente 304127,

"Io non credo che sia un messaggio utile. Anzi credo che sia un approccio alla vita molto rigido e senza speranza."

Concordo pienamente e posso dirle che riconoscendo questo, si trova in vantaggio rispetto a chi di tale approccio alla vita non si rende neanche conto.

"I genitori potrebbero e dovrebbero insegnare fin da piccoli ai loro figli a gestire dolori e frustrazioni, in particolare insegnando loro che la vita è fatta anche di quelle cose, ma che ci si può risollevare in ogni caso."

E' certamente auspicabile che sia così, ma ciò non esclude che si possa lavorare su questo anche da adulti, in maniera attiva e consapevole.

Conoscere e capire le lenti che usiamo per vedere noi e il mondo, ci serve per individuare quali sono i piccoli gesti che, con il tempo, possono produrre cambiamenti stabili e duraturi, utili per acquisire un livello di benessere sempre più alto.

Se ancora non fosse sua abitudine, provi a leggere di più al riguardo, sia nel web in generale, che nel mio blog.

Grazie per il suo interessante contributo,

Dottoressa Persichetti

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