Oggi i bambini sono molto stressati. Ma i genitori non lo vedono

Dr. Carla Maria BrunialtiData pubblicazione: 12 settembre 2015

I bambini di oggi stanno mostrando segni di stress fin dalla scuola elementare, ma i loro genitori non se ne accorgono. Eppure la maggior parte di quegli stessi genitori dichiara di essere personalmente molto stressata.

Come mai il genitore è consapevole del proprio stress, ma non di quello del proprio bambino?

 

Il sondaggio

I dati emergono da un recente sondaggio condotto online fra giugno e luglio 2015 per conto di WebMD, società americana che si occupa di informazione sanitaria, e pubblicato su "WebMD Health News" qualche giorno fa.

Il questionario è stato completato da 432 genitori di bambini fra i 5 e i 13 anni. Chiedeva agli adulti di “misurare” il proprio stress degli ultimi 12 mesi, per poi fare altrettanto con lo stress del figlio. La scala andava da 1 (stress minimo) a 10 (stress massimo).

Cosa emerge?

Dei genitori, padre e/o madre, uno su cinque ha valutato al massimo livello il proprio stress, attribuendovi il punteggio più alto della scala:10; la metà ha assegnato al proprio stress il 7.

Passando poi a valutare lo stress dei figli, questi stessi genitori lo hanno considerato molto inferiore al proprio; più della metà ha assegnato il punteggio 4, o anche meno.

Comportamenti e sintomi dei bimbi stressati

Pur non “vedendo” lo stress nei propri figli, tuttavia i genitori affermavano di aver notato che alcuni comportamenti negli ultimi 12 mesi erano cambiati.

I loro figli:

  • avevano più discussioni (43%).
  • avevano aumentato pianto o piagnistei (37%).
  • erano apparsi preoccupati e ansiosi (34%).

Anche certi sintomi fisici - che possono essere correlati allo stress - risultavano ora molto presenti; i genitori hanno riferito che i loro figli negli utili 12 mesi lamentavano:

  • mal di testa (44%)
  • mal di stomaco (44%)
  • incubi o problemi a dormire (38%);
  • ed inoltre diminuzione dell’appetito o altri cambiamenti nelle loro abitudini alimentari, osservato nei figli dal 20% dei genitori.

Questi comportamenti e sintomi, però, non sono stati letti e interpretati come possibili segnali di stress; come se il genitore non riuscisse a pensare che lo stress colpisce anche il bambino, non solo l'adulto.

Cause di stress infantile

  1. Le tensioni in famiglia sono una importante fonte di stress infantile: a genitori stressati corrispondono figli che presentano comportamenti o patologie stress-correlate, per lo più incomprese dagli adulti, rileva il sondaggio. "I genitori sembrano riconoscere il proprio stress, ma hanno difficoltà a riconoscere il legame tra ciò che sta accadendo nella famiglia e come questo danneggia i loro figli", dice Sandra Hassink, presidente della American Academy of Pediatrics; «i bambini decisamente raccolgono e assorbono lo stress dei genitori» e lo stress sperimentato nella prima infanzia continua ad aumentare quando crescono, specialmente se non viene riconosciuto.
  2. Gli impegni scolastici, al contrario, vengono riconosciuti come fonte di stress per i figli dal 53% dei genitori.
  3. I rapporti con gli amici sono stati indicati come fonte di stress per i figli dal 51% dei genitori. Nel caso del bullismo, i genitori ne riconoscono il grave potenziale stressogeno sui figli, attribuendo a questa evenienza un punteggio tra 8 e 10.

 

En passant aggiungiamo per chi legge che - crescendo - lo stress anzichè diminure aumenta, se non preso in considerazione. E dunque non si pensi che "passerà con l'età". L'American Psychiatric Association in una indagine sullo stress rileva che gli studenti delle scuole superiori riferiscono livelli di stress superiori a quelli degli adulti. Più della metà di tutti gli studenti universitari (54%) hanno provato "opprimente angoscia" qualche volta negli ultimi 12 mesi.

La Hassink afferma che lo stress è il maggior problema di salute per i bimbi e i ragazzi di oggi, e invita dunque a trattare lo stress dei bambini come un serio problema di salute.

"Penso che l'infanzia oggi è un evento molto più stressante di quanto non lo sia stato in passato", dice Hassink. "Come genitore, l'ho sentito. Come pediatra, lo sento.", anche perché l'infanzia di oggi è segnata da eventi molto più stressogeni di un tempo all’interno stesso della famiglia: problemi finanziari, separazione e divorzio, perdita del lavoro, trasferimenti da una regioneall'altra, oggi sono piuttosto frequenti.

Eppure è difficile che un bambino parli di stress o riferisca ai genitori di essere stressato; sono dunque gli adulti a doverlo “vedere” e riconoscere.

Riflessioni e SUGGERIMENTI

Anche se l’indagine riguarda un campione statunitense, chi di noi lavora con insegnanti e genitori - oltre che con i bambini stessi - può riscontrare rilevanti analogie con la situazione italiana.

Cosa possiamo fare e suggerire?

- Aiutare i genitori per aiutare i figli. Considerato che genitori colgono maggiormente lo stress che ha origini extra-familiari e poco quello che nasce all’interno della famiglia, essi vanno aiutati a riconoscere che i propri livelli di stress stanno interessando non solo se stessi ma anche i figli, e che influisce pesantemente sulla loro vita. È importante quindi che il genitore si preoccupi innanzi tutto del proprio stato emotivo e della propria salute psichica; non solamente per un benessere personale, ma anche per poter dedicarsi ai figli regalando un tempo di qualità, per parlare con loro e ascoltarli, per saper giocare con loro con serenità.

Corsi di formazione e laboratori per genitori sono strumenti di primo livello preziosi a questo fine.

- Aiutare i figli ad individuare modalità personali di alleviamento dello stress: non unicamente vedendo la TV, ma anche stimolando i figli verso attività più salutari come giochi liberi, esercizio fisico, lettura, arte, musica, esperienze creative che non implichino competitività o valutazioni finali.

Nutrire nei figli la resilienza allo stress. Se è vero che lo stress del bambino aumenta insieme allo stress familiare, in famiglia si possono però trovare risorse e soluzioni; «Ciò che davvero costruisce la resilienza nei bambini sono le relazioni» (Hassink). Dunque i genitori possono aiutare i figli a imparare a gestire lo stress, a cominciare dalla qualità e dalle caratteristiche dell’interazione genitore-figlio nel tempo speso insieme.

- I genitori chiedano aiuto. Invitiamo i genitori ad imparare a chiedere aiuto. Anziché rappresentare una resa di fronte alla propria incompetenza genitoriale, i genitori che si rivolgono allo psicologo possono trovare alleanza tra adulti e sostegno in un percorso psicologico o psicoterapeutico, che favorisca l’individuazione di soluzioni personali, che aiuti a cogliere eventuali disagi del bambino e/o dell’adulto, che stimoli la costruzione di una relazione positiva fonte della capacità di resilienza nel figlio.

 

Fonte

WebMD Survey: Parents Don't See Kids' Stress Signs

 

 

Autore

carlamariabrunialti
Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 80 presso l'Università Cattolica, in MILANO.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Trentino Alto Adige tesserino n° 70.

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