Affrontare la frustrazione

Dr.ssa Nunzia CiccheseData pubblicazione: 17 settembre 2015Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2015

Frustrazione significa delusione o disappunto per il mancato appagamento di un desiderio coltivato, purtroppo, invano. Sono decisamente frustranti gli ostacoli esterni (ambiente) o interni (atteggiamenti, convinzioni, modi di pensare, ecc.) che impediscono, in qualche modo, l’appagamento delle tensioni personali verso obiettivi coinvolgenti.

madre di adolescente

A volte le frustrazioni dipendono dal fatto che un obiettivo fissato diventa irraggiungibile; altre volte la meta verso cui ci spingiamo sembra allontanarsi nel tempo ed è meno facile poterla conquistare; e, ancora, si viene accusati o attaccati fino a mettere in grande difficoltà una delle abilità personali indispensabili per raggiungere l’obiettivo; molto spesso, infine, la frustrazione nasce non da fattori esterni, ma interni all’individuo. Si determina cioè un conflitto tra il desiderio di affermarsi, di essere “aggressivi” verso la realtà circostante e la tendenza ad adattarsi passivamente alla situazione per evitare problemi e difficoltà

La reazione alla frustrazione può essere irrazionale o, magari, decisamente sproporzionata, altre volte invece risulta equilibrata, creativa e costruttiva. La capacità di reagire in modo positivo a questo disagio è considerata di solito una qualità indispensabile per mantenere un adeguato equilibrio emotivo.

La reazione può essere aggressiva e indirizzata verso l’oggetto (la persona) che ha causato l’ostacolo che si frappone all’appagamento del proprio desiderio.

Ma vi è anche l’aggressività autodistruttiva, quella cioè che l’individuo rivolge contro se stesso, perché si considera la causa del fallimento (si veda ad esempio lo stato depressivo).

Autore

ncicchese
Dr.ssa Nunzia Cicchese Psicologo

Laureata in Psicologia nel 1983 presso Univrsita'degli studi di Roma .
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Molise tesserino n° 117.

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