Ma cos'è questo EMDR?

Dr. Stefano TotaroData pubblicazione: 23 novembre 2015Ultimo aggiornamento: 05 maggio 2016

Sempre più persone mi chiedono "ma cos'è 'sto EMDR di cui tanto si parla"? Se ne parla per via degli eventi traumatici attorno a noi, non da ultimo i tristissimi eventi di Parigi. E parlarne contribuisce da un lato ad accrescere quell'aura misteriosa, dall'altro a farlo conoscere ai cittadini.

Bene! So che ho un arduo compito nello spiegarlo ai non addetti ai lavori, rischierei altrimenti di alimentare il già tanto pregiudizio che gira attorno alla professione dello psicoterapeuta.

In più, se lo spiegassi semplicemente dicendo "è un metodo psicoterapico che si basa sull'alternanza del movimento oculare" infatti, capite bene, già basterebbe a derubricarmi a mago della mente o qualcosa con proprietà taumaturgiche.

Andiamo per ordine, L’EMDR, si legge sul sito EMDR Italia,

"è un metodo psicoterapico strutturato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici, che a esperienze più comuni ma emotivamente stressanti. E’ un approccio psicoterapico interattivo e standardizzato, scientificamente comprovato da più di 20 studi randomizzati controllati condotti su pazienti traumatizzati e documentato in centinaia di pubblicazioni che ne riportano l’efficacia nel trattamento di numerose psicopatologie inclusi la depressione, l’ansia, le fobie, il lutto acuto, i sintomi somatici e le dipendenze. La terapia EMDR ha come base teorica il modello AIP (Adaptive Information Processing) che affronta i ricordi non elaborati che possono dare origine a molte disfunzioni. Numerosi studi neurofisiologici hanno documentato i rapidi effetti post-trattamento EMDR."

 

In sostanza è un metodo scoperto nel 1987 da Francine Shapiro, una psicologa californiana. Il modo in cui fu scoperto non si discosta molto dal modo in cui sir Isaac Newton scoprì la legge di gravitazione universale...per caso.

L'EMDR dunque, rielaborazione e desensibilizzazione attraverso il movimento oculare, nasce come trattamento elettivo per il PTSD (disturbo post traumatico da stress) ma nel corso degli anni il protocollo viene generalizzato (con varie sistemazioni) ad una grande varietà di disturbi, partendo dal presupposto che tutto in fondo nasce da un qualche evento traumatico o ha a che fare con una elaborazione negativa dello stimolo.

Permettetemi di dire che ben si presta all'uomo contemporaneo in cui "tutto e subito" assume il compito di ripresa del normale funzionamento. Ed è come se l'EMDR prevedesse l'aggiunta del motore alla barca di Caronte per traghettare la gente negli inferi, al posto dei remi.

Non v'è dubbio sull'efficacia dell'EMDR, a detta soprattutto di chi lo pratica, ma l'unico dubbio resta sulle reali evidenze scientifiche e neurofisiologiche. Infatti, a rigor di par condicio, preme precisare che da molti è stato definito solo frutto di una grande strategia di marketing, molto criticato quindi da esperti del mondo accademico; criticato poichè alcune delle evidenze scientifiche deriverebbero da lavori svolti dagli stessi ideatori e fautori dell'idea, facenti parte dell'EMDR Institute.

Ma la ricerca va avanti! Resta il fatto che migliaia di pazienti al mondo beneficiano dell'efficacia del metodo!!

Ben presto scriverò nuovamente attorno all'EMDR. Restate in contatto.

 

Autore

s.totaro
Dr. Stefano Totaro Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 2009 presso Università di Padova.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Veneto tesserino n° 7748.

1 commenti

#1

Ben descritto Stefano, la parte mancante a mio avviso è ciò che succede nel ns cervello che fa funzionare questo straordinario metodo. Ciò che si sa è che le varie modificazioni emotive che il paziente riferisce durante il trattamento EMDR trovano conferma nel monitoraggio strumentale, ma come sia collegato questo cambiamento con i movimenti oculari non sembra essere così chiaro.

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