Il satanismo è un movimento che in forma più o meno organizzata pratica l’adorazione verso il demonio. Essenzialmente è una venerazione di tipo liturgico e culturale di Satana o del diavolo della bibbia. Il cristianesimo, di norma, rigetta il Satanismo che spesso utilizza atti violenti e sessuali. Nelle varie pratiche schizofreniche del satanismo la sessualità è centrale perché secondo le loro credenze deliranti l’energia sessuale ha la capacità di avvicinarsi all’entità malefica. Il satanismo è un gruppo delirante, morboso, chiuso, con regole restrittive di adorazione, e spesso chi non rispetta queste regole paga con la vita. Ad una iniziale analisi psicologica il satanismo appare come una entità di ribellione alle leggi morali, statali e religiose che giustifica e razionalizza le proprie aberrazioni con il misticismo ed il culto.

 

Per i criminologi e i professionisti forensi può essere utili conoscere la differenziazione dei culti satanici utilizzata da Introvigne nel 1994:

  • Satanismo occultista: uno schieramento da parte del diavolo di angeli ribelli poi divenuti demoni.
  • Satanismo razionalista: concepisce il mondo come anticristiano ed immorale con a capo satana
  • Satanismo acido: dove il culto del diavolo è solo una scusa per utilizzare sostanze stupefacenti e perpetrare abusi psicologici, sessuali ed orge.
  • Luciferismo: dove si adorano sia lucifero che satana

E’ importante conoscere queste brevi differenziazioni perché il rapporto della Direzione centrale della polizia di prevenzione riferisce che nel nostro paese sembrano che le tipologie più frequenti siano la prima e la terza (Ministero dell’Interno, 1998; 2001, p. 117). Infatti è molto interessante notare come i satanisti “acidi” vivrebbero le esperienze allucinatorie del diavolo solo ed esclusivamente grazie a sostanze psicoattive. Questi individui non sono altro che tossicodipendenti culturalmente portati a mischiare i loro interessi per il diavolo con gli effetti tossici delle sostanze, creando così stati allucinatori e alterati della coscienza.

 

Sicuramente la forza di queste sette è la manipolazione psicologica intrisa di violenza. Riescono effettivamente a “riprogrammare” un individuo-vittima emotivamente e culturalmente. Ovviamente questa ristrutturazione cognitiva ed emotiva è permessa sia dalla sadicità del gruppo che dalla fragilità psicofisica della vittima. La composizione di queste diadi persecutore-vittima in queste sette è la prassi. La manipolazione ha come primo obiettivo il reclutamento come adepto, questo grazie alle false speranze e promesse di “salvezza”. Inizia così un indottrinamento, dove la vittima si sente partecipe ed accolta, probabilmente come non lo è mai stata nella famiglia di origine. Questa finta preoccupazione del gruppo per l’adepto è solo uno dei tanti step che permette alla vittima di allontanarsi dal mondo vero, doloroso e reale, verso un mondo falso, salvifico e delirante. Questo fa si che l’identità dell’individuo diventi piano piano quella del gruppo e della setta. In questo modo però sono i capi del gruppo con autorità a decidere per gli adepti. C’è essenzialmente una difficoltà di percezione nel distinguere chi sono io e chi sono gli altri, e se ci pensiamo bene questo è il disagio che percepiscono i pazienti con gravi disturbi di personalità, dissociativi o con disturbo psicotico. Inizia un taglio netto della vita, della famiglia, degli amici e dei conoscenti a favore di satana, del diavolo e dei satanisti. Così senza accorgersene la vittima entrata a senso unico in gruppo sadico e perverso dal quale è impossibile uscirne se non con la vita. La sensazione iniziale di sicurezza ed appartenenza seduce le personalità deboli che hanno vissuto fino a poco prima in ambienti e famiglie incoerenti e disastrate. Nel gruppo non hanno problemi di responsabilità, e quindi non posso sbagliare prendendo scelte difficili. Si instaura un clima manipolativo di a-problematicità.

 

 

Nella psicologia clinica e nella psichiatria la possessione è la convinzione delirante di essere posseduto da qualche entità che può controllare la mente e il comportamento del posseduto. Ma come sappiamo bene molte patologie psichiatriche possono spiegare esattamente e scientificamente i sintomi e i segni delle possessioni “demoniache”. Secondo Pazzini (1951) e Balducci (1988) l’Isteria è la patologia che più si presta alla “possessione”, essendo che clinicamente si presentano crisi compulsive, paralisi, amnesie, stati crepuscolari e stati dissociativi. Questo paziente che ai tempi veniva definito isterico è caratterizzato da una personalità che è facilmente suggestionabile soprattutto da credenze mistiche. Nella profondità del ragionamento alla base della possessione si accosta la figura dell’esorcista e non quella dei professionisti sanitari come lo psicologo o lo psichiatra per due motivazioni principali. La prima è che “confermando” un’origine demoniaca dei propri mali si ascrive e si proietta il proprio dolore verso Altro che non sia se stessi. Proiettando all’esterno si evita la presa di coscienza del proprio dolore interiore con cui si dovrebbe dialogare durante una terapia psicologica, e questo causerebbe ansia e tensioni insopportabili al paziente che preferisce la strada più comoda del demone o del diavolo. In seconda battuta si configura il così detto vantaggio secondario, ovvero, una necessità morbosa dell’attenzione dei propri familiari. Anche perché nelle “sedute spiritiche” c’è la vicinanza dei familiari, quello che non potrebbe mai accadere in una seduta individuale psicoterapeutica. Tra i disturbi psichiatrici più frequenti che possono mimare la possessione troviamo: l’epilessia, il disturbo psicotico, il disturbo delirante, i disturbi dissociativi e gli effetti dell’uso e abuso di sostanze. La schizofrenia per esempio con i suoi contenuti allucinatori e deliranti combacia perfettamente con le evidenze fenomenologiche delle possessioni. Nel DSM V, per esempio, il disturbo dissociativo dell’identità è caratterizzato anche dalla presenza di due o più identità distinte, descritta in molte culture come un’esperienza di possessione spiritica.

 

Ad oggi molti casi di cronaca correlano i gruppi satanici a perversioni, parafilie, abusi ed omicidi. Infatti è molto frequente che durante queste messe nere, dalla parafilia si degeneri facilmente, anche grazie all’uso di sostanze, verso gli omicidi a sfondo sessuale. Le perversione sessuali più frequentemente correlate all’ omicidio sono il sadismo sessuale (che consiste nell'infliggere sofferenze fisiche e psicologiche sulla vittima per stimolare l'eccitamento sessuale e l'orgasmo attuato nei confronti di una persona non consenziente), la necrofilia (perversione sessuale nella quale viene raggiunto l'orgasmo mediante atti, eterosessuali o omosessuali, compiuti su un cadavere) ed il vampirismo (perversione sessuale, riconducibile all'ambito della necrofilia, per cui la vittima, una volta uccisa, viene violata sessualmente).

 

La diagnosi di disturbo del sadismo sessuale si basa su specifici criteri clinici dal Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5):

  • I pazienti sono stati ripetutamente e intensamente eccitati dalla sofferenza fisica o psicologica di un'altra persona; l'eccitazione si esprime in fantasie, intensa impulsività o altri comportamenti.
  • I pazienti hanno agito in base alle loro sollecitazioni con una persona non consenziente, o queste fantasie o impulsi causano un disagio significativo o compromettono il funzionamento lavorativo, in situazioni sociali o in altre sfere importanti.
  • La condizione è stata presente per ≥ 6 mesi.

Il disturbo da sadismo sessuale può essere diagnosticato in pazienti che negano di avere fantasie o impulsi legati all'eccitazione sessuale innescati dal dolore o dalla sofferenza degli altri se questi pazienti segnalano più episodi sessuali di dolore o sofferenza inflitti a una persona non consenziente. Il trattamento del disturbo del sadismo sessuale è generalmente inefficace.

 

Un gruppo psicopatologico, criminale e sadico che possiamo trovare nella nostra storia recente è sicuramente quello delle bestie di satana. Le Bestie di Satana erano un gruppo di assassini seriali della provincia di Varese, responsabili di induzione al suicidio e vari omicidi. Anche all'estero venne dato risalto al caso e i crimini del gruppo vennero definiti dalla BBC tra i più scioccanti della storia d'Italia del secondo dopoguerra. La sentenza definitiva del 2007 ha ritenuto i membri del gruppo responsabili degli omicidi di Mariangela Pezzotta, Chiara Marino, Fabio Tollis e del relativo occultamento di cadavere, così come del suicidio indotto di Andrea Bontade e di altri giovani che avevano rapporti con l'organizzazione. Successivamente si sono rivelati collegamenti con altri omicidi rimasti irrisolti commessi nella stessa zona arrivando a ipotizzare altri diciotto collegamenti con casi di omicidio e di suicidio sospetti, tra i quali quelli di Andrea Bontade e Christian Frigerio, ma non è stata aperta nessuna nuova inchiesta, e gli imputati sono ritenuti responsabili dei soli crimini sopraccitati.

Le vittime certe sono state:

Fabio Tollis, 17 gennaio 1998 - presso Somma Lombardo

Chiara Marino, 17 gennaio 1998 - presso Somma Lombardo

Andrea Bontade, 21 settembre 1998 - suicidio indotto, presso Somma Lombardo

Mariangela Pezzotta, 24 gennaio 2004 - presso Golasecca

 

Fondamentali sono le collaborazioni tra Criminologi, Psicologi Forensi e Polizia per bloccare ed arrestare questi gruppi di criminali cosi sadici e violenti che possono ancora colpire sotto una influenza delirante e psicopatologica.

 

 

Dr. Leano Cetrullo

Psicologo Clinico e Criminologo

- Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti

- Member of The American Psychological Association (APA)

- Member of The British Psychological Society

- Member of The UK Psychological Trauma Society

- Member of The European Society for Traumatic Stress Studies

- External and Viva Examiner of The British Psychological Society

Consulenze psicologiche in studio o in video-chiamata tramite Skype

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