Quante volte abbiamo detto questa frase: prenda ciprofloxacina 500 × 2 o laevofloxacina 500 × 2 per 10 giorni e poi mi faccia sapere.

Una delle frasi più frequenti dell’urologo e, onestamente anche del medico di famiglia. Di fronte al sospetto di infezioni delle vie urinarie e delle seminali molti di noi sono stati sempre abituati a prescrivere e consigliare con facilità l’uso di fluorchinolonici, utilissimi nella cura di tali patologie. O anche quante volte il paziente si è auto medicato in tal modo

Ma dobbiamo forse rallentare questo entusiasmo e ponderare anche le ultime comunicazioni.

Tutto questo per la documentazione di effetti collaterali che potenzialmente possono essere di lunga durata e altamente invalidanti.

Il comitato per la valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) dell’agenzia europea dei medicinali (Ema) ha infatti consigliato di limitare l’uso di antibiotici fluorochinolonici e chinolonici in seguito ad un’attenta revisione degli effetti collaterali invalidanti e potenzialmente di lunga durata conseguenti all’uso di questi medicinali. Questa revisione ha riunito le opinioni dei pazienti, dei medici, dei ricercatori presentata in una audizione pubblica nel giugno di questo anno.

Una nota dell’agenzia afferma che molto raramente i pazienti curati con fluorchinolonici e chinolonici hanno effetti indesiderati di lunga durata invalidanti che, quando presenti, interessano principalmente i muscoli i tendini le ossa e il sistema nervoso. Ma, proprio valutando gli effetti indesiderati, alcuni chinolonici sono stati addirittura ritirati dal commercio perché non più autorizzati a curare infezioni che non devono essere più trattate con questi antibiotici.

Il Pract raccomanda quindi di non utilizzare chinolonici:

  • per infezioni non gravi che potrebbero anche migliorare senza alcun trattamento, ad esempio le infezioni alla gola
  • Per prevenire la diarrea del viaggiatore o infezioni ricorrenti delle basse vie urinarie
  • per trattare persone che hanno avuto già in precedenza effetti collaterali con la stessa classe di antibiotici
  • Per la cura di infezioni lievi o moderatamente gravi a meno che altri medicinali e antibiotici non possano essere utilizzati.

Il Prac indica di utilizzarli con cautela, nei soggetti anziani specialmente con problemi renali, per pazienti che abbiano subito un trapianto d’organo o per pazienti trattati con cortisonici per via sistemica. Questo tipo di pazienti è a più alto rischio di danni ai tendini con l’uso di fluorchinolonici.

Il Prac ha anche raccomandato ai medici di rendere noto ai pazienti la possibilità di interrompere il trattamento antibiotico al primo segno di un effetto collaterale che possa coinvolgere. I muscoli i tendini, le ossa oppure sistema nervoso: dolore, debolezza muscolare, gonfiore delle articolazioni, sensazioni di parestesie come punte di dpilli o di aghi, depressione, stanchezza, depressione, disturbi del sonno, disturbi della vista e dell’udito.

Attendiamo chiaramente gli aggiornamenti e le revisioni definitive

 

http://www.dottnet.it/articolo/25688/ema-limitare-gli-antibiotici-fluorochinoloni-e-chinoloni/?tag=10608922704&tkg=1&cnt=2