Risultati spermiogramma, parere

Buongiorno,
scrivo per chiedere una informazione in merito all’analisi eseguita come spermiogramma e spermiocoltura.


Spermiocoltura positiva per Ureaplasma Urealiticum >100.000.

Spermiogramma:
Concentrazione 36.6
Motilità 26%
Di cui mobilità progressiva 20% (rapidamente progressiva 14%, lentamente progressivo 6%), non progressivo 6%, immobile 74%
Forme normali 2%
Ph 8.2
Volume 4.2
Aspetto normale
Viscosità normale
Indice di motilità sperma 39


Curando l’infezione da ureaplasma è possibile che migliori lo spermiogramma?
È possibile avere una gravidanza naturalmente con questi valori o è necessario già pensare a PMA?
Ho 34 anni e mia moglie 29.
Ho un lieve varicocele a sx.

È possibile assumere integratori?

Grazie mille per il riscontro.
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo 57.3k 1.3k
Gentile lettore,

l'ureaplasma urealyticum è un batterio che può colonizzare il tratto uro-genitale maschile e femminile e la sua presenza nello sperma, soprattutto con una carica batterica elevata (>100.000 UFC/ml), può essere associata a infezioni del tratto genito-urinario e, in alcuni casi, a problemi di fertilità.
Curare l'infezione da ureaplasma con una terapia antibiotica appropriata potrebbe potenzialmente migliorare i parametri dello spermiogramma, in particolare la motilità e la morfologia. Tuttavia, non è garantito che la guarigione dell'infezione porti automaticamente ad un miglioramento significativo dei parametri seminali, specialmente se altri fattori contribuiscono alla sua situazione clinica attuale.
Con i valori attuali dello spermiogramma (concentrazione 36.6 milioni/ml, motilità totale 26% con 20% progressiva, morfologia 2%), le possibilità di concepimento naturale sono ridotte, ma non nulle.
Comunque, la bassa percentuale di forme normali e l'alta percentuale di spermatozoi immobili possono rappresentare possibili fattori limitanti.
Anhe la presenza di un varicocele a sinistra potrebbe contribuire ulteriormente alla riduzione della qualità dello sperma.

Bisogna ora sentire in diretta un esperto andrologo con chiare competenze in patologia della riproduzione umana e valutare con lui la possibilità di utilizzare tecniche di procreazione medicalmente assistita, come l'inseminazione intrauterina o la fecondazione in vitro, soprattutto se si desidera un concepimento in tempi ragionevoli.
L'assunzione di integratori specifici per la fertilità maschile (es. antiossidanti, coenzima Q10, L-carnitina, zinco, selenio) potrebbe anche essere presa in considerazione, ma è fondamentale discuterne prima e sempre con il suo andrologo in quanto l'efficacia di questi prodotti varia molto da individuo a individuo e poi non sostituisce il trattamento di eventuali cause specifiche sottostanti come un'infezione o il varicocele.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta M.D.
Andrologo - Urologo - Patologo Riproduzione Umana
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