Utente
Gentile Dottori,

mia moglie (oggi 38 anni) durante una gravidanza gemellare ha iniziato a soffrire di TPSV con frequenza cardiaca di 220 battiti al minuto.
In gravidanza sono stati due e trattati con adenosina.
Dopo la gravidanza gli episodi si sono manifestati nuovamente con una frequenza di 4/5 l anno da circa 4 anni.
Alcune volte a distanza di mesi altre volte a distanza di un mese dall ultimo episodio.
Gli eventi sono stati trattati da prima con una manovra apposita e in altri casi quando il battito non è rientrato tramite adenosina in PS.
L aritmologo che segue mia moglie sostiene di effettuare un ablazione e non ritiene di dare nessuna cura farmacologica.
La cosa strana e che gli episodi sono per lo più notturni e durante i periodi di ciclo.
Avendo letto che i rischi di intervento sono contenuti mia moglie preferisce non fare l intervento e tenersi le TSPV che ci hanno spiegato essere del tutto benigne.
Alla luce di quanto scritto vi chiedo un consiglio sul tipo di atteggiamento da avere se sostenere mia moglie nell intervento o assecondarla nella sua scelta di lasciare le cose così come sono.
Un ultima cosa, la cura farmacologica potrebbe attenuare la frequenza degli episodi e il numero di battiti minuto?


Grazie mille per la risposta

[#1]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Gentile utente, la salute è di sua moglie e pertanto è lei a decidere cosa preferisce e quindi ne lei ne il cardiologo può obbligare a fare ciò che lei non vuole.
Una terapia antiaritmica puo in effetti ridurre sia la frequenza sa che la intensità degli episodi di TPSV

arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
www.cecchinicuore.org
Medicina di Emergenza ed Urgenza e Pronto Soccorso