Ernia inguinale: attesa lunga, dolore post-op? Alternative e prevenzione.

Dal momento che la TAC, oltre alla visita chirurgica, hanno riscontrato due punte d’ernia inguinali bilaterali, sono in lista di attesa per l’intervento robotico in ospedale.
Tempi superiori ad un anno.
Al riguardo mi sto documentando e scopro che il dolore cronico post intervento è un’eventuale complicanza.
Cosa devo aspettarmi?
C’è un’altrrnativa all’intervento?
C’è un modo per non incorrere in una simile temibile complicanza?
Grazie
Dr. Sergio Sforza Chirurgo generale, Chirurgo apparato digerente, Colonproctologo, Chirurgo d'urgenza 11.7k 359
L'intervento chirurgico per ernia inguinale, sia esso robotico o tradizionale, può talvolta portare a dolore cronico post-operatorio. Questo si definisce dolore che persiste per più di 3 mesi dopo l'intervento.
Cosa aspettarsi in caso di dolore cronico post-operatorio:

- Il dolore può variare da lieve a severo e può essere costante o intermittente.
- Può limitare le attività quotidiane e la qualità della vita.
- Le cause esatte non sono sempre chiare, ma possono includere danni ai nervi (ne lgia), aderenze, infiammazione o problemi muscoloscheletrici.
- Il trattamento può includere farmaci antidolorifici, fisioterapia, iniezioni di corticosteroidi o, in rari casi, ulteriori interventi chirurgici.
Alternative all'intervento:

- Per ernie inguinali asintomatiche o di piccole dimensioni, la gestione conservativa (osservazione) potrebbe essere un'opzione, ma non elimina il rischio di progressione o complicanze come l'incarceramento.
- L'utilizzo di un corsetto erniario può fornire supporto e alleviare i sintomi in alcuni casi, ma non risolve il problema dell'ernia.
Come ridurre il rischio di dolore cronico post-operatorio:

- Scegliere un chirurgo esperto e una tecnica chirurgica appropriata. La chirurgia robotica può offrire vantaggi in termini di precisione e minor trauma, ma non elimina completamente il rischio.
- Seguire scrupolosamente le istruzioni post-operatorie per la riabilitazione e il ritorno alle attività.
- Partecipare a programmi di fisioterapia pre e post-operatori, se raccomandati.
- Comunicare tempestivamente qualsiasi sintomo di dolore persistente o anomalo al team chirurgico.
È importante discutere queste preoccupazioni con il chirurgo che eseguirà l'intervento, che potrà fornirle informazioni più specifiche sul suo caso e sulle strategie per minimizzare i rischi.
Saluti

Dr. Sergio Sforza
https://www.medicitalia.it/sergiosforza/

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Dottore La ringrazio per la risposta che conferma purtroppo le mie preoccupazioni.
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